Il percorso medico di Maddy, fino all’embolizzazione


Vi racconto in questo post l’incasinatissimo percorso medico che ha portato Maddy a decidere di sottoporsi all’embolizzazione dei suoi fibromi uterini.

La situazione di partenza di Maddy e alcuni dettagli sulla tipologia dei suoi fibromi sono descritti nel post “Maddy e i suoi fibromi peduncolati“.

 

Ultrasuoni focalizzati o embolizzazione?

Indecisa sulla tipologia di intervento da preferire, Maddy ha pensato di valutare, per prima cosa, le tecniche meno invasive, e cioè gli ultrasuoni focalizzati e l’embolizzazione dei fibromi uterini. Si è quindi recata presso il Policlinico di Roma, la sua città, per incontrare il dr. Napoli e valutare la possibilità di intervenire con gli ultrasuoni e presso l’ospedale Gemelli per confrontarsi con una ginecologa esperta in embolizzazione. A causa dei suoi fibromi peduncoli però entrambi i medici le hanno dato risposta negativa: Maddy non avrebbe potuto sottoporsi nè ad embolizzazione nè al trattamento con ultrasuoni focalizzati.

Ed Esmya?

Maddy allora ha pensato ad Esmya ed ha effettuato una visita da una ginecologa di Villa Margherita (Roma) che avrebbe potuto prescrivergliela. Questa ginecologa le ha prescritto una serie di esami del sangue e un’ecografia transvaginale. Quest’ultima le è stata però fatta da una sua collega che ha capovolto la situazione: dalla nuova ecografia è infatti risultato che i fibromi di Maddy non erano peduncoli … (ma allora Maddì avrebbe potuto sottoporsi embolizzazione??). I medici hanno anche confrontato la nuova ecografia con quella effettuata al Gemelli, nella quale risultava la presenza dei  peduncoli, ma non hanno saputo spiegare questo fatto.

Anche  la Risonanza Magnetica che Maddy aveva fatto al al Policlinico, in effetti, non rivelava nessun peduncolo..

Miomectomia in laparotomia?

Maddy allora ha pensato di riprendere il discorso dell’embolizzazione e l’ha esposto alla ginecologa di Villa Margherita, che però l’ha sconsigliata spiegando che i fibromi di Maddì sono molto vascolarizzati e che, anche se accade in casi rari, potrebbero degenerare e trasformarsi in sarcoma (ne so qualcosa), per cui è meglio rimuoverli per procedere poi con gli esami istologici. (Eppure l’embolizzazione funziona proprio in base alla vascolarizzzione dei fibromi!).
Ha aggiunto poi che l’embolizzazione è un intervento che non va a controllare lo stato dei fibromi, mentre un intervento chirurgico è più diretto.

Questa ginecologa la ha quindi consigliato la miomectomia in laparatomia (lo stesso consiglio che hanno dato a me la dott.ssa Jacomuzzi e la Numero 7, durante il nostro ultimo incontro all’ospedale Mauriziano) e l’ha avvertita che Esmyanel suo caso non funzionerebbe perchè i suoi tre fibromi sono grandi e molto vascolarizzati.

 

L’incontro con il dr. Lupattelli

Dopo questa visita, Maddy ha rifletutto e ha pensato che in occasione di tutti gli interventi chirurgici, compresa l’isteroscopia che lei ha affrontato a novembre scorso, gli esami istologici li fanno sempre, fa parte della prassi, e quindi se ci fosse stato qualcosa di anomalo sarebbe già emerso. Inoltre l’embolizzazione non rientrava nel campo di questa ginecologa, quindi il suo essere restia poteva essere dovuto a questo.
Così Maddy ha deciso di consultare il dr. Lupattelli, sperando che almeno lui riuscisse a mettere fine al suo assurdo pellegrinaggio medico.

Il dr. Lupattelli, visionando la risonanza magnetica di Maddy in cd-room nel suo computer, ha constatato e confermato che lei non ha neanche un peduncolo. E’ stato molto disponibile, ha voluto conoscere tutti i dettagli del suyo incasinato percorso medico e di chi l’ha seguita al Policlinico Gemelli, dove a Maddy è stata fatta un’ecografia del tutto discordante con la RM.

Le ha spiegato anche che, in generale, l’embolizzazione si può fare sempre: se ci fossero stati dei  peduncoli nella parete esterna dell’utero sarebbero stati rimossi  con la laparascopia per poi procedere in un secondo momento con l’embolizzazione.

E pensare che secondo la ginecologa dell’ospedale Gemelli proprio a causa dei peduncoli a Maddy non restava altra scelta che farsi togliere l’utero! E anche la ginecologa di Villa Margherita, dopo aver effettuato un’ecografia concordante con la risonanza magnetica, aveva dichiarato Maddy non idonea all’embolizzazione e consigliava come unica strada percorribile la laparotomia. Povera Maddy, che confusione!

 

Ed embolizzazione sia!

Per fortuna poi Maddy ha incontrato il dr. Lupattelli e il 24 marzo scorso si è sottoposta ad embolizzazione dei fibromi uterini. Ora stà bene ed io aspetto con ansia di conoscere tutti i dettagli dell’intervento (al quale era presente anche il dr. Rossini, che io ho conosciuto solo al telefono, e che Maddy mi ha confermato essere una persona molto gentile e disponibile).

La storia di Maddy conferma, ancora una volta, ciò che ho vissuto più volte sulla mia pelle: purtroppo non possiamo mai fidarci al 100% di ciò che ci dicono i ginecologi che ci visitano. Bisogna sempre cercare un secondo o terzo parere, indagare sulle alternative possibili, informarsi online, confrontarsi. Proprio come dice la “mia” Fibroma Fighters Letizia “Dobbiamo curarci da sole!“. E alla fine, come dimostra Maddy, si incontrano medici adeguati alla situazione e si imbocca la strada giusta.

Voglio concludere con la frase che Maddy mi ha scritto appena deciso di sottoporsi ad embolizzazione. Lei l’ha dedicata a me e alle amiche del blog ed io, in una giornata in cui ne ho più che mai bisogno, la dedico a tutte voi che leggete: “Il sorriso: una curva che può raddrizzare un sacco di cose“.


6 thoughts on “Il percorso medico di Maddy, fino all’embolizzazione

  1. Cara Maddy,
    grazie per aver reso partecipe la tua forza con tutte noi nonostante l’enorme confusione che hai dovuto affrontare.
    Spero che l’embolizzazione sia andata bene e, soprattutto, che tu stia bene…
    E grazie per la frase che hai detto a Ele: Il sorriso: una curva che può raddrizzare un sacco di cose!
    Bella, non c’è la dobbiamo mai dimenticare…
    Auguri e a presto.
    Un abbraccio, Sonia

  2. Grazie Ele, Grazie Maddy….mi fate sentire meno sola in tutto questo…anche se dalla mia situazione non so veramente come uscire….

  3. Care Amiche,
    grazie a voi di esserci, per me è stato importante condividere con voi certe vicissitudini e uno stimolo a trovare le soluzioni migliori.
    La frase finale nel racconto di Ele l’ho sentita poco prima dell’intervento e non è stato, per me, un semplice caso, perchè per un attimo ho riguardato tutto ciò che era accaduto alle mie spalle, nonostante il cammino tortuoso non ho rinunciato a vivere i miei spazi per le cose che amo fare e divertirmi e soltanto dopo un certo distacco, che mi ha schiarito le idee su certi discorsi medici, si è sistemato quello che c’era di storto.

    Ora, dopo l’intervento andato bene, sono in attesa di un’ecografia tra tre mesi con il dottor Rossini.

    Un Abbraccio.
    Maddy

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...