Sonia che ha scelto esmya e la miomectomia laparoscopica

Sonia, di Torino, è una fibroma fighters che ha seguito un percorso medico da lei scelto e che ora si prepara a dover decidere e affrontare l’intervento di miomectomia per togliere un fibroma sottomucoso. Ha 40 anni e vorrebbe avere un figlio.

L’intervento di miomectomia prospettato dalla sua ginecologa per lei è in via laparotomica addominale . Qualcuna di voi ha avuto e può condividere una esperienza simile con Sonia e consigliarle quale è il migliore percorso in prospettiva di una gravidanza che, per Sonia sarebbe desiderata e auspicabile il prima possibile?
Ecco il suo vissuto, a voi la parola.
“Dopo storie di amiche e toccato anche a me è come un virus, la scoperta era quasi certezza, cicli lunghi emoraggici, pancia sempre gonfia pur essendo magra , perdite intermestruali, e durante i rapporti, la corsa al pronto soccorso, e il responso fibroma sottomucoso di 9 cm , cura con Esmya e dopo ci sarà l intervento con la speranza che si sia ridotto, io ho appena compiuto 40 anni avrei voluto un figlio che non è mai arrivato col mio attuale compagno e spero dopo l operazione di essere in tempo, intanto convivo con i mie mal di testa, e altri sintomi dati da Esmya

In seguito ad un ciclo di tre mesi con esmya ho passato un estate piacevole senza ciclo e senza Spotting, psicologicamente va meglio, anche perché senza emorragie non mi sono più sentita stanca, ho avuto molte vampate e cefalee, qualche chilo in più ma il tutto accettabile.
E poi finalmente mi sono recata all’ospedale Maria Vittoria di Torino per la visita, da 9 cm si è ridotto quasi a 7 la dottoressa è rimasta abbastanza contenta, adesso faccio un mese di pausa ed aspetto il ciclo, al secondo ciclo inizio il secondo piano terapeutico, alla fine ci sarà l’intervento di miemectomia laparoscopica.
Non nego di essere un po’ in ansia è un intervento chirurgico delicato e non so cosa proverò e mi sentirò al risveglio ma voglio essere decisa e forte fino in fondo.”

Elisabetta e la sua esperienza tranquillizzante con il dott. Camanni

Eccoci con l’esperienza di Elisabetta che inizialmente ci aveva contattato anche lei con la grossa preoccupazione e ansia avendo scoperto da poco dei fibromi. Non sapeva dove andare a visita e sopratutto come affrontare la situazione. Le abbiamo consigliato il dott. Camanni visto che si trova in provincia di Torino. Questa email fa molto piacere sopratutto perché ora Elisabetta, dopo da visita dal meraviglioso dott. Camanni, si sente più rassicurata e seguita avendo un ottimo punto di riferimento per il suo futuro percorso medico. Qualunque soluzione chirurgica o non deciderà d’intraprendere, la serenità è certamente una condizione impagabile per la sua vita.

Siamo grate a Elisabetta del suo messaggio di ringraziamento che è rivolto davvero a tutte coloro che partecipano con il loro prezioso contributo al blog, che scrivono gli articoli, che rispondono ai post, e questo conferma che il contributo di tutte è importante, che la condivisione e fondamentale per non sentirsi in balia delle varie vicissitudini, tipologie professionali mediche spesso non consone o traumatizzanti,  i trattamenti che si ricevono, aspettando mesi e mesi con paure, spauracchi, confusione oltre alla sofferenza in alcuni casi, quindi è un invito, come diceva la nostra cara Bea di ‘non arrendersi e parlare, parlare..‘.

Ciao a tutti, mi chiamo Elisa ho 37 anni e nel 2011, facendo una semplice ecografia dell’addome di controllo, mi hanno diagnosticato la presenza di un mioma che all’epoca misurava 1,8 cm ed è cresciuto nel tempo diventando 1,9 nel 2013, mentre nel 2014 misurava 2,5 cm. A maggio 2016 ho deciso di fare un’ecografia transvaginale di controllo, dato che l’anno prima ho avuto dei problemi e non sono andata nè a fare l’ecografia nè la visita, e il maledetto mioma era cresciuto diventando 6 cm, inoltre ne è spuntato un altro da 1,1 cm. Il primo mioma è esterno all’utero da quel che mi hanno detto sia alle ecografie che alle visite, ed è sottosieroso, mentre quello nuovo è sottomucoso.
Purtroppo sia quando ho fatto l’ultima ecografia sia quando ho fatto quella precedente, la ginecologa/ecografista che ha eseguito l’ecografia mi ha spaventata a morte, soprattutto l’ultima volta, dicendomi di dovermi operare subito e che il giorno dopo sarei dovuta correre dal ginecologo perché non c’era tempo da perdere. Ovviamente mi sono agitata e ho pensato che avesse visto qualcosa di brutto, ho cominciato ad avere un’ansia terribile e a piangere…lo so sono emotiva, ma mi sono spaventata. Il giorno dopo sono stata dal mio medico di famiglia, anche lei mi ha consigliato di sentire un ginecologo al più presto per capire il da farsi, ma mi ha un pò tranquillizzata dicendomi comunque che si tratta di patologie benigne e che nell’ecografia non c’era nulla di preoccupante.
Non avendo sintomi o comunque mestruazioni irregolari non mi sono accorta mai di nulla, e sinceramente non pensavo che il mioma fosse cresciuto così. Comunque sia ho provato a cercare nel web finchè non ho trovato il blog maledetto fibroma e ho letto di altre ragazze, anche loro di Torino come me, ma anche di altre città, che si erano rivolte al dottor Camanni e che si erano trovate bene, così mi sono decisa e ho prenotato una visita da lui. Il 29 luglio ho fatto la visita e il dottor Camanni mi ha subito tranquillizzata, ancora prima di eseguire l’ecografia mi ha detto di stare tranquilla e che nel mio caso conviene fare dei controlli e non fare ancora nulla, visto che non ci sono sintomi, e che se dovessero crescere troppo poi valuteremo di toglierli. Dall’ecografia e dalla misurazione è risultato che il mioma più vecchio misura 5 cm e l’altro 1,1 quindi alla fine è un po’ più piccolo di ciò che mi avevano detto alla prima ecografia. Inoltre il giorno dopo la visita avevo un dubbio e gli ho scritto una mail, era un sabato, quindi non pensavo mi avrebbe risposto, invece mi ha risposto subito chiarendo il mio dubbio. Devo dire che è una persona molto gentile e disponibile, insomma sono rimasta soddisfatta, e io sono sempre andata da ginecologhe donne perchè mi vergognavo, invece col dottor Camanni devo dire che mi sono dovuta ricredere, è una persona che riesce a non farti sentire in imbarazzo e a tranquilizzarti anche durante la visita. Spero davvero che non sia necessario togliere questi fibromi, perchè non sono molto propensa ad operare, certo se dovessero dare problemi qualcosa dovrei fare, ma per ora non voglio pensarci e sperare in bene!
Grazie a questo blog per le testimonianze che mi hanno portata a conoscere il dottor Camanni!

Serena e le lunghe attese per l’intervento

Una vera fibroma fighter, Serena di nome ma purtroppo non di fatto per ora, abita in provincia di Campobasso. Deve a venire a capo ad una situazione di grande approssimazione e sospensione ma sopratutto di sofferenza. Ha bisogno urgentemente di consigli ed eventualmente di sapere se c’è un medico che non sia molto lontano da dove abita con cui avere un rapporto medico paziente che sia soddisfacente, che non debba incontrarlo per caso solo sul tavolo d’intervento. I cicli mestruali sono sempre un incubo a causa delle emorragie e dolore:

“Quest’anno la situazione si è aggravata. Mi è capitato più di una volta di avere un flusso talmente abbondante da costringermi a passare ore chiusa in bagno. Il dolore, non è mai stato un grosso problema, 2 Moment ogni 8 ore e piastra calda sulla schiena.”….“Ho sempre avuto un ciclo abbondante, ma negli ultimi anni la condizione era diventata per me invalidante. Io, abituata a fare mille viaggi, mi trovavo spesso obbligata a rifiutare anche solo l’invito a cena se fosse caduto “in quei giorni”. Quasi impossibile per me dormire sogni tranquilli… con la preoccupazione costante di fare danni al materasso. Se mi capitava di avere ospiti a casa durante quei giorni, andavo in paranoia perchè spesso mi capitava di sporcare il divano piuttosto che il coprisedia.”

Una serie di disturbi  collaterali:

“Ovviamente ho messo su una decina di chiletti, che nonostante un corretto regime alimentare (soffro di sindrome del colon irritabile) e nonostante palestra 3 volte a settimana, non sono riuscita a mettere via!”….ciclo abbondante con conseguente anemia..”

Ecco la sua storia:

“Inizio a sentirmi sollevata perchè mi rendo conto di non essere l’unica ad essere stata ‘maltrattata’ (passatemi il termine) dai medici. Giusto per avere un quadro completo, vi racconto qualche dettaglio in più. Sono di Campobasso (si, il Molise esiste) e diciamo anche che non sono una persona nel fior fiore della salute; ho sempre avuto diversi acciacchi ma niente di gravissimo.
La familiarità non aiuta molto. Nonna materna con esteso linfoedema ed elefantiasi (che l’ha portata a vivere per anni a letto). Mamma con utero fibromatoso che decisero di mandare in menopausa anticipata (da allora non ha più avuto problemi). Mia sorella ha sempre presentato piccoli polipi all’utero. Poi ci sono io, che ho “ereditato” linfoedema da ramo materno (ma che fortunatamente, a meno di problemi estetici, non sta causando grossi danni se non in piena estate) e che ho sempre avuto un ciclo abbondante. Non sono mai stata una ragazza magra, ho sempre avuto fianchi larghi ed ovviamente gambe ben “attrezzate”. Sono sempre stata in sovrappeso (prima di iniziare il trattamento con la pillola avevo 5kg in più rispetto al peso forma.. ma il mio ventre era praticamente piatto!)

La prima dottoressa che mi ha preso in cura, senza pensarci 2 volte, mi consigliò di prendere la pillola a causa del mio ciclo superabbondante. Aggiungo un piccolo particolare: mi recai da lei con le stesse informazioni che ho elencato prima, non pensò miminamente di farmi una ecografia interna e mi fece solo un breve controllo con ecografia esterna. Iniziai a prendere Sibilla. I primi periodi non vi nego di aver finalmente trovato pace; ciclo regolare, non abbondante e soprattutto zero dolori (che per me, abituata a rinchiudermi in casa in quei giorni, fu quasi una salvezza).

Dopo un mese inizio a sentirmi male. Ho sempre sofferto di stipsi, ma improvvisamente un giorno mi si gonfia la pancia a tal punto da non avere pantaloni abbastanza capienti. Inizio a stare male e ad avere piccoli episodi di diarrea. Al 15 di agosto,  trovare un medico mi è quasi impossibile, alla fine ne riesco a trovare uno che mi fa un pò di controlli e mi fa un ecografia. Per lui non c’è niente di strano… forse ho il colon leggermente irritato. Passa qualche giorno, mi rivolgo ad un altro medico che inizia a parlarmi della sindrome del colon irritabile. Effettivamente ho sempre avuto problemi con le fibre, ma mai fino a quel punto. Secondo il medico è “esploso” improvvisamente anche a causa di un forte periodo di stress. Mi spedisce a fare altri controlli, altre ecografie, qualche prelievo (per scongiurare la celiachia) e mi consiglia una colonscopia. Nel mentre inizia a darmi una piccola cura da seguire, fatta di integratori e di strette regole ferree da seguire a tavola (io, amante della birra, da allora rinuncio a bere anche solo un piccolo bicchiere di quella bellissima bionda. Io, dipendente da coca cola, smetto totalmente anche solo di pronunciarne il nome). Inizio a stare meglio ed ovviamente… non faccio la colonscopia.

Passano altri mesi dall’assunzione della pillola ed inizio a notare dei cambiamenti nel fisico. Il ventre ha iniziato a gonfiarsi e vi assicuro che per me… dai fianchi larghi ma ventre piatto.. fu un pò un dramma. Mi iscrissi immediatamente in palestra e iniziai con massaggi linfodrenanti e pressoterapia. Dopo 1 anno e 3 mesi dopo mi rivolgo ad un altro ginecologo perché ho intenzione di sospendere la pillola. Questo nuovo medico mi mette davanti ad un bivio: “Mettere chili è normale se prendi la pillola. Se la sospendi sicuramente torna il tuo ciclo abbondante. Decidi tu”. Inizia però a parlare di endometriosi, anche in considerazione dei problemi che ho al colon e al dolore alle gambe che si fa sempre più forte. Mi fa fare diversi test e alla fine l’esito è negativo. Mi dice però di rivolgermi alla Fondazione di Ricerca e Cura Giovanni Paolo II (a Campobasso) perché esperta in endometriosi “così per verificare se comunque è tutto ok”.

Nel mentre decisi di sospendere la pillola. Per i primi mesi, il ciclo era rimasto regolare. Poi improvvisamente torno abbondante nei tempi e nei modi. Il ciclo peggiora a qualche mese fa decido di rivolgermi alla Fondazione di Ricerca e Cura Giovanni Paolo II. Qui mi vede un primo medico che mi conferma che non si tratta di endometriosi ma che potrebbe essere anche una piccola infezione dell’endometrio. Mi dice che comunque il ciclo non migliorerà perchè sono sovrappeso ed i miei ormoni sono sottosopra e che l’unica soluzione sarebbe prendere la pillola. Mi dà appuntamento al mese successivo per i controlli preliminari e per una isteroscopia (pare che l’endometrio sia troppo spesso).

Torno da lui dopo un mese, pronta ad iniziare i controlli. Mi parla a lungo, mi fa domande sull’alimentazione mi dice che devo impegnarmi a perdere peso (grazie! ci sto provando. aiutatemi voi!!! ditemi bene cosa fare) e mi prescrive le analisi da fare prima di re iniziare a prendere la pillola. Poi mi dice “senti, visto che ci troviamo facciamo un’ecografia di controllo” e tadà …. mioma sottosieroso di circa 6cmLui mi guarda e mi dice “non mi avevi detto niente” ed io “non lo sapevo”. In visibile imbarazzo mi dice che allora è tutto da rivedere…. i miei sintomi (ciclo abbondante con conseguente anemia, dolore al ventre e alle gambe) sono dovuti quasi sicuramente al mioma. Mi fa sedere e mi dice che devo sottopormi ad una miomectomia in laparoscopia. Mi dice anche che lui si sta trasferendo in un’altra città (Bari) e mi propone di seguirlo lì per essere operata.
Bum!
Così..
A zero..
Il giorno dopo torno alla Fondazione di Ricerca e Cura Giovanni Paolo II e cerco ovviamente un sostituito sul posto. Qui trovo la dott.ssa F. che garbatamente mi visita, mi conferma la presenza del mioma e mi dice che potrebbe essere il primario, il Dott. Cosentino, ad operarmi in laparoscopia. Mi dice di non preoccuparmi. Mi dice anche che potrei non rimuoverlo ed iniziare una cura”ormonale” ma che lei sconsiglia in considerazione del mio attuale stato fisico ed anche in considerazione del fatto che è sicura che la rimozione risolverà totalmente il problema di questo flusso invalidante.”

Dopo la sua preospedalizzazione a giugno, Serena non ha ancora avuto modo di parlare con il dottore che la opererà, cosa necessaria per i tantissimi dubbi sul post operatorio.

“Vorrei capirne di più, ad esempio se ho alternative all’operazione, se ci sono rischi specifici, se è per l’appunto solo questo maledetto fibroma ad aver rovinato la mia vita in questi ultimi anni; ma ho come la sensazione di essere una pedina o un numero su una tabella di marcia. Oggi ho finalmente trovato questo blog che sta iniziando ad alleviare qualche mia preoccupazione ma, allo stesso tempo, mi fa venire seri dubbi sul fatto che l’operazione possa essere realmente risolutiva. Vorrei fare delle domande per raccogliere qualche informazione in più sulla sintomatologia di miomi sottosierosi:
– è capitato ad altre donne con miomi sottosierosi di avere problemi al colon?
– è capitato ad altre donne di mettere su kg e di non riuscire in nessun modo a disfarsene?
– l’operazione in laparoscopia è realmente priva di rischi?”

Inoltre, leggendo il blog,  ha visto che spesso capita di trovare altri miomi… e questa cosa la turba un po’.

Aggiornamento a settembre, in questi giorni:

“Ho cercato di contattare il dott. Cosentino, ovviamente il periodo di ferie/vacanze estive (dello staff dell’ospedale) hanno reso quasi impossibile un incontro fin’ora “eh non c’è”..”eh è in ferie”…”eh a settembre”… “eh non ha tempo”, sono le frasi che sento dirmi dalla preospedalizzazione fatta il 20 giugno questa mattina mi sono recata in ospedale per chiedere un appuntamento e scopro che il dottore (che pratica anche al Gemelli) non c’è ,mi rimandano dall’assistente, che è la stessa che mi ha fatto la visita e che non si è dilungata più di tanto in spiegazioni..”

“continuo a pensare: sono diventata un numero in un elenco e non conto niente”

L’ultimo contatto con la struttura ospedaliera che dovrebbe operare Serena sono state due chiamate “si è liberato un posto domani” senza tenere conto che lei “ha necessità di fare una terapia desensibilizzante almeno 3 giorni prima dell intervento a causa di diverse allergie (terapia prescritta da loro stessi!)”.

Quindi facciamo appello alle fibroma fighters che già hanno avuto esperienze operatorie o non operatorie, che siano coregionali o limitrofe che diano sostegno consiglio, riferimenti alla nostra cara Serena.

Grazie a tutte.

Michela, coraggio!

Anche Michela trova una piccola via da seguire tramite il blog per raccogliere delle informazioni che le siano utili visto che è già provata da diversi controlli medici, un intervento e una serie di difficoltà di carattere fisico, nonchè di disagio e sofferenza che perdurano ancora.
In questi casi, come in altri bisogna, cercare di darle una mano con dei consigli mirati con i quali lei possa orientarsi al meglio sul da farsi, oltre alla vicinanza e al supporto morale che solo chi ha trascorso le medesime sofferenze può condividere e comprendere..

Ho 33 anni oggi, due bambini nati nel 2008 e nel 2011, gravidanze un po’ difficili ma i bambini sono nati entrambi a termine e con parti regolari e veloci.
Nel dicembre 2013 prenoto un controllo dalla ginecologa per forti cicli mestruali, quasi emorragie, mi trova un mioma intramurale sotto-sieroso di 5 cm (io avvertivo anche dolori durante i rapporti) la ginecologa dice di non volermi operarmi e mi da la pillola.

A gennaio 2014 sento un nuovo parere la dott.sa Rosaschino dell’ Ospedale Papa Piovanni XXIII di Bergamo. Non appena inserisce la sonda ecografica oltre che a vedere il mioma lo sente!!! Mi mette in lista urgente, è gia di 6 cm. Nel frattempo mi becco una brutta polmonite cosi l’intervento slitta di un mese e piu’ per via del cortisone e antibiotici presi per quasi un mese.

Il 24 marzo 2014 mi operano in laparotomia addominale e mi tolgono un fibroma di 8 cm. Il controllo a maggio 2014 è tutto ok.

A novembre 2014, 1.6 mm ancora dove avevo l’altro mioma, passo tranquilla parecchi mesi, anche se sento il senso di peso al basso ventre.

A febbraio 2015 mi faccio rivedere dalla dott.ssa che mi ha operato e mi dice che si è riformato, sì ma è piccolino.

In settembre 2015 cambio ginecologa: è sempre li di 2 cm; in aprile 2016 misura 2.7 cm.
Il 30 giugno 2016 faccio un ecografia per problemi di stomaco un’ecografia all’addome completa. L’ecografa si spaventa perchè ho DUE fibromi, uno di 5 cm “A LIVELLO DEL CORPO- FONDO ANTERIORE CON DETERMINANTE IMPRONTA SULLA PARETE VESCICALE CHE DETERMINA COMPRESSIONE ALLA CAVITA’ UTERINA” e uno di “3 CM AL LIVELLO DEL PASSAGGIO ISTMO.”.

Ora sto cercando una ginecologa privatamente e prima di 20 gg nessuno mi visita!!!
Io sono mesi che ho dolori all’osso sacro e a far pipi!!! Ma due mesi fa nessuno li ha visti??? Sono un po’ preoccupata purtroppo ho familiarità per tumori maligni.

E qui possiamo commentare l’esternazione “ma nessuno gli ha visti!?”, dicendo che purtroppo la fedeltà di una ecografia, varia dall’ecografista alla posizione o grandezza dei miomi che possono essere nascosti. A volte i miomi che non si visualizzavano nella eco, si vedono al momento dell’intervento di miomectomia.

Michela aggiunge di aver visitato una serie di ginecologi ma mai nessuno le ha mai parlato dell’embolizzazione..

.. sul blog ho letto la pratica dell’embolizzazione. Perchè a me nessuno me ne ha mai parlato? ho cambiato 5 ginecologi!

Abito vicino a Bergamo hai qualcuno bravo da consigliarmi? Ho paura e ho dolori alla schiena difficoltà a tenere la pipi e se la tengo poi faccio fatica a farla. Ho dolori che prendono le gambe durante il ciclo cammino a gambe larghe sento giù un peso fortissimo…cosa faccio vado al pronto soccorso?

Recentemente Michela ci ha comunicato di aver effettuato una nuova consultazione però, a quanto pare è sempre alla ricerca di una consulto abbastanza defintivo.

La visita è andata piuttosto bene perchè il Dott. Carnelli del ospedale PAPA GIOVANNI XXIII di Bergamo è stato veramente bravo e gentile mi ha visitato con molta delicatezza, ha riscontrato che in realtà i fibromi non sono due ma soltanto uno di 3.5 cm intramurale sotto-sieroso e posteriore. Ha una crescita per ora abbastanza contenuta e per ora non devo operarmi. I dolori che ho sono provocati sicuramente dalle ” PAUROSE” come le ha chiamate lui , aderenze che ho dovute al precedente intervento, ho praticamente ovaio sinistro e utero completamente attaccati.
Sconsiglia, finchè resisto, un intervento per la rimozione di queste aderenze, non mi ha dato la pillola e mi vuole rivedere tra un paio di mesi.
Io sono rinata dopo questa visita, resta un’ovulazione in cui sembro incinta di 5 mesi la pancia mi esplode tantissimo e faccio fatica a scaricarmi . e i dolori di stomaco e addominali cosa centrano?? Però coincidono sempre con l’ovulazione!!!
…sentiro’ comunque un altro parere a breve…

Diamole una mano. C’è tra di voi qualcuna che ha avuto un’analoga esperienza?

Luisa non vuole accantonare la maternità

Anche Luisa che è del triestino, grazie ad internet, è capitata sul blog e si è rivolta ad Eleonora per caso nella sua ricerca della “definizione” lucida alla sua problematica dopo aver girato vari ginecologi.

Ecco la sua storia:

Sono capitata sul tuo blog per caso, cercando informazioni utili su come risolvere il mio problema e alla fine ho deciso di scriverti. Si sa mai che tu possa darmi qualche consiglio e aiutarmi a capire cosa sia meglio fare per me.

Ti spiego la mia situazione. Ho 41 anni, niente figli, e un utero che attualmente si presenta molto ingrossato (con un diametro longitudinale di 15 cm). Al suo interno, totalmente intramurale, la risonanza magnetica ha rilevato un fibroma di 8,3 cm. Ce ne sono anche due sottosierosi di 3,3 e 3,5 cm che si sviluppano sulla parete esterna dell’utero e premono sulla vescica, dandomi non poco fastidio. Infine ho una trentina di nodulini minori (sempre fibromi) sparsi qua e la, di dimensioni varie, comprese tra 0,5 e 1,5 cm. Le mie ovaie per fortuna sono in sede e sono sane ma da quello che mi dicono i medici le possibilità che ho di portare a termine una gravidanza, senza complicazioni per me e il feto, sono davvero minime. Per mia fortuna mi ero posta da sola un limite di età entro cui provare a diventare madre e, avendolo già superato, ho digerito questa notizia relativamente bene. Accantonando la questione ‘maternità’, vorrei tanto tornare a stare bene, ma non so come fare.

Io sono fortunata perche non soffro di emorragie ne di anemia. Il mio ciclo e’ piuttosto regolare e, sebbene sia decisamente abbondante, raramente dura piu di 7 giorni. Il fatto è che sento nella pancia come una palla da bowling, ho continuamente crampi al basso ventre, avverto degli strappi nella zona ombelicale e sento come un coltello piantato nell’anca destra, dove evidentemente la pressione esercitata dai fibromi è maggiore.
Decisamente non sto bene ma non posso nemmeno dire di avere dei dolori lancinanti. Tiro avanti, a volte con degli analgesici, anche se la mia quotidianità ne risente. In particolare praticare sport e i rapporti con mio marito sono diventati un vero incubo, perche troppo dolorosi.

Mi sono rivolta privatamente a 3 ginecologi della mia zona finora, nella speranza di risolvere il mio disagio. Ognuno ha detto la sua senza convincermi.

Secondo il Ginecologo 1 è meglio per tutti se non resto incinta. Tuttavia non ritiene necessario sottopormi ad un’operazione ora come ora. Posso tranquillamente tenermi la pancia gonfia e i miei tanti fastdi fino alla menopausa, nella speranza che i fibromi si riassorbano da soli più in la. A quel punto eventualmente potrò pensare all’isterectomia, se non si fosse verificato alcun miglioramento. Non mi ha consigliato cure farmacologiche, solo di dopparmi di paracetamolo in caso di dolori forti. Da qui ai prossimi 15anni…🙄

Il Ginecologo 2, ha sconsigliato pure lui la gravidanza. Alla mia richiesta di un eventuale rimozione solo dei fibromi piu grossi rilevati nell’utero, mi ha spiegato che essendo il numero delle cicatrici che rimarrebbero troppo elevato, in caso mi operassi, sarebbe auspicabile asportare l’organo interamente. Secondo lui è già da escludere la laparoscopia viste le dimensioni piuttosto importanti del mio utero. Eventualmente lui opererebbe in laparotomia (con taglio orizzontale). Ad ogni modo mi dice che non è urgente e che posso aspettare almeno fino a quando l’utero non avrà superato la linea dell’ombelico prima di considerare l’intervento (adesso sono a due dita dall’ombelico, tanto per dire). Nel frattempo mi ha proposto di usare la Mirena per sei mesi ( la spirale medicata che pero’ da quanto ho letto non riduce il volume dei fibromi ma regola solo il flusso del ciclo…cosa di cui non ho bisogno).😰

Il Ginecologo 3 ha sconsigliato caldamente anche lui qualsiasi tentativo di gravidanza. Secondo lui bisognerebbe eseguire un’isterectomia (per risolvere i miei disagi e prevenire lo sviluppo di ulteriori fibromi in futuro). Essendo l’intervento laparoscopico ormai impossibile a suo dire, vorrebbe operare in laparotomia (ma addirittura con taglio verticale!). Dice infine che si potrebbe tentare di ridurre temporaneamente le dimensioni dell’utero (ma senza offrirmi alcuna garanzia di riuscita) bombardarmi per tre mesi di alcune iniezioni carissime a base di ormoni. Tutto ciò solo per provare ad operare in laparotomia, con taglio orizzontale. Ne vale pena, mi chiedo io?

Onestamente non so a che santo votarmi…
Sul tuo blog ho letto di Esmya. Tu cosa ne pensi di questo metodo? Potrebbe funzionare e ridurre anche per fibromi grossi come il mio? nessun medico me ne ha parlato finora😡😡😡. E poi, nel caso fosse proprio necessario operare, dovrei credere che non sia possibile intervenire in laparoscopia e ci voglia addirittura il taglio verticale???

Sono confusa e un po’ spaventata, perdonami se ho scritto tanto.
Spero troverai il tempo di leggermi e forse aiutarmi a chiarirmi le idee sul da farsi.

Ti ringrazio sinceramente.

Proviamo ad aiutarla con le varie esperienze?