Ci siamo! Domani nascerà il mio Matteo!

Ci siamo ragazze, il gran giorno è arrivato! Domani nascerà Matteo e ancora non mi sembra vero.

Ovviamente sono travolta da una valangata di emozioni, anche un po’ contrastanti .. da una parte il forte desiderio di stringerlo finalmente tra le braccia, di annusarlo, di riempirlo di baci, e di scrutarne ogni singolo centimentro, dall’altra la paura per l’ennesimo intervento.

Penso che ora sono qui, cammino e mi muovo, mentre domani sarò in un letto d’ospedale, ancora una volta, immobile e con una ferita dolorante, e probabilmente con una flebo al braccio. Insomma non ho voglia. Lo so lo so, stavolta sarà molto diverso, lo faccio per il mio piccolo e appena lo vedrò dimenticherò ogni dolore, però adesso vi dico sinceramente che non ho voglia di rifare tutto l’iter .. e poi provare ad alzarsi, con la ferita che brucia e i punto che tirano, e poi provare a camminare, e poi non essere indipendente, non poter da sola provvedere alle mie necessità.

E poi il lettino freddo della sala operatoria, quella luce accecante, e tutta quella gente intorno a me nuda e gelata … Uff insomma!

Lo so mi fa male pensare così adesso. Infatti ora che mi sono sfogata con voi posso cancellare i brutti pensieri e pensare solo al meglio.

Ho preparato per Matteo ben 3 fiocchi nascita e uno l’ha creato mamma e non vedo l’ora di appenderli sotto casa e fuori dalla porta della camera e di farne portare uno a scuola di Giorgia. Per lei ho anche un bel regalino, portato dal fratellino, e già mi pregusto quanto sarà bello vederli insieme e quanto sarà dolce lei, sia con me che con Matteo.

Ho preparato una playlist di canzoni da ascoltare in sala operatoria, se davvero sarà possibile. Durante uno degli ultimi giri in Pronto Soccorso ho incontrato Annalisa, che veniva in classe con me al liceo e ora fa l’ostetrica al Maria Vittoria, che inizialmente mi aveva detto che in ospedale avevano messo la filodiffusione e che quindi anche in sala operatoria si sentiva la musica. Ieri mi ha scritto che in realtà il sistema non funziona, e mi ha detto che volendo avrei potuto portare una cassa e il lettore mp3, così abbiamo preparato il tutto.

Ci sono alcune delle mie canzoni preferite, e naturalmente la mia Moonlight Shadow, per prima. Spero tanto sia davvero possibile ascoltare la mia musica. Penso aiuterebbe molto.

Domani mattina ci sono in programma solo due parti cesarei, perciò dovrei passare abbastanza presto, e comunque senz’altro domani a quest’ora avrò il mio bimbo tra le braccia. Che bel miracolo che è la vita, a me ancora non sembra vero … Cerco di immaginare il suo volto ma non riesco (ricordo che anche per Giorgia era stato così).

Ragazze pensatemi domani mattina. Mandatemi tutte le vostre belle energie positive, la vosta forza, la vostra amicizia. Voglio sentirvi tutte accanto a me!!

Le complicanze dell’isterectomia subtotale di Paola

Paola ha 51 anni e l’anno scorso si è sottoposta ad un’isterectomia subtotale alla Clinica San Luca ad opera del dr Rolfo.

Paola non ha specificato se si tratta del San Luca di Torino ma io credo si parli proprio di questo ospedale, che rappresenta per me davvero un luogo dell’orrore, un incubo che a volte credo di non aver ancora completamente superato, nonostante siano passati anni.

A parte ciò, ecco cosa ci chiede Paola..

 

Nell’aprile 2017 ho subito un intervento di isterectomia subtotale al San Luca, dal dr Rolfo.

Al di là di come mi trattava (mi prendeva in giro per la pancia e mi guardava a malapena per dare attenzione alle sue pazienti private) dopo il detto intervento ho avuto una vita da incubo. Menopausa forzata (vabbè ci sta avevo 50 anni), sacca di siero subfasciale e ora, a causa di dolori cronici al basso addome per cui mi è stata prescritta una risonanza magnetica ho avuto come esito laparocele.

Non posso più effettuare il mio lavoro al 100% perché non posso più fare servizio esterno (sono vigile urbano e non riesco più ad indossare il cinturone) per cui mi sono state decurtate varie indennità dallo stipendio. In più dovrò subire un altro intervento per questo laparocele.

Cosa devo fare? Ci sono gli estremi per la richiesta di un risarcimento?

C’è qualche avvocato tra le lettrici del blog? O qualcuna che ha vissuto una situazione simile? Come potrebbe procedere Paola?

Antonella alla ricerca di informazioni sull’Ospedale di Cuneo

Antonella ha 32 anni, abita a Cuneo, a mi ha scritto perchè vorrebbe entrare in contatto con qualche ragazza operata nella sua città per la rimozione di fibromi.

Antonella combatte un fibroma di ben 10 cm (come il mio) e ha incontrato già 3 ginecologi. L’ultimo medico visto, la dott.ssa Moggio, la ha proposto un intervento che non ho ben capito se in laparotomia o in laparoscopia: “tre buchi e un piccolo taglio per estrarre il fibroma perchè se lo tagliuzzano dentro si rischia che si vada ad attaccare da altre parti dell’utero causando ulteriori fibromi futuri.”

Le hanno poi consigliato di rivolgersi alla dott.ssa Colombero, a Torino, alla ricerca di un tipo di intervento meno invasivo. Visto che è disponibile a spostarsi, io le ho consigliato di farsi visitare dal Dr Camanni.

Ho letto alcuni articoli da voi scritti ed esperienze vissute da altre donne alle prese coi fibromi, io mi chiamo Antonella e ho 42 anni e dopo una serie di coliche renali che il mio medico di base mi ha liquidato con “hai mangiato qualcosa che ti ha fatto male”!!! Son finita al pronto soccorso e li sorpresa mi han trovato un fibroma uterino di ben 10 cm che premendo sull’uretra mi causa le coliche.

Premetto che via via che passava il tempo ho saputo che in famiglia almeno 2 delle mie zie han subito un’isterectomia per fibromi, all’epoca si usava così, ma visto i tabù a parlare di certe cose in famiglia io ho fatto una sola visita ginecologica 10 anni fa per vedere se c’erano delle cisti ovariche visto che mia mamma ne era stata operata. Chiudo questa parentesi per far capire meglio la mia situazione.

Dopo aver scoperto il fibroma fatto una tac e un’ulteriore visita ginecologica all’ospedale di Cuneo al 3 ottobre, dove per mia sfortuna ho trovato un dottore molto grossolano che mi ha fatto molto male e che per tutta risposta mi dice che nn si garantisce finchè non si opera di salvare l’utero, perchè se inizia a sanguinare si deve togliere. Una ginecologa (la prima che ho visto privatamente) mi parla di un farmaco e glielo dico al dottore che mi ha visitata, ma dice che è stato tolto dal mercato. Panico, torno a casa praticamente in lacrime visto che mi ha detto 6 mesi anche di più prima di essere operata.

Che fare? Cercare un’altra ginecologa più meritevole. Preso appuntamento con ginecologa che lavora a Torino, nel fattempo finisco nuovamente in pronto soccorso a Cuneo per l’ennesima colica, il 26 ottobre, ringraziando ho trovato una dottoressa in pronto soccorso molto brava che mi ha mandato dalla ginecologa che dopo la visita mi ha subito dato la terapia da fare con esmya che avevano di nuovo rimesso sul mercato e tempo 3-4 mesi al massimo mi ha detto che dovrò essere operata.

Ho iniziato da una decina di giorni la terapia e devo dire che sto bene, nessun effetto collaterale tipo nausea, e il ciclo è venuto con flusso normale, premetto che io non ho mai avuto perdite extra ciclo nè flussi durante il ciclo super abbondanti, certo a volte un paio di giorni era un difficile mantenersi pulita, ma niente di preoccupante, se non era per le coliche non avrei mai saputo di avere un fibroma, nonostante a un controllo di esami del sangue son risultata anemica e curata con ferrograd.

Ora leggendo varie vostre esperienze forse ho capito che la mia operazione sarà una mini laparoscopia, forse perchè a tutt’ora non ho idea di cosa mi aspetta, la ginecologa mi ha detto che nel preoperatorio mi spiegheranno tutto.

Io voglio salvare l’utero perchè anche se ho 42 anni ho voglia di avere figli, anche se tardi almeno voglio provarci.

Se per caso avete delle testimonianze sull’ospedale di Cuneo potreste farmele avere???

Vi ringrazio dei consigli e di vostre risposte, in attesa vi saluto

Antonella

Qualcuna conosce l’Ospedale di Cuneo e può dare un consiglio ad Antonella?

 

Jessica embolizzata a Catania dal Professor Magnano

Ciao a tutte sono Jessica, anch’io come voi volevo avere il piacere di raccontare la mia esperienza.

Sono ben 12 anni che mi ritrovo a combattere con il mio problema, ho iniziato a 21 anni ad avere i miei primi problemi infatti attraverso un ecografia si sono accorti di 6 fibromi il più grosso 15 cm all’inizio volevano asportare l’utero ma essendo in tenera età hanno deciso di fare la miomectomia intervento dolorosissimo.

Dopo sei anni sono ritornati mi hanno sottoposto ad una seconda miomectomia dove ho rischiato sei ore d’intervento intestino rotto ma ancora una volta l’utero era lì, ma niente tutto inutile dopo un po’ di tempo sono ancora li, solo che in questo caso me la sono vista brutta sono arrivata a 23 giorni di emorragie mi hanno riproposto un terzo intervento ma né io né mio marito eravamo d’accordo ed è stato li che ho iniziato a pensare all’embolizzazione.

Sono stata embolizzata il 14 marzo a Catania dal Professore Magnano sono contentissima dei miei risultati, i miei fibromi a distanza di 8 mesi sono tutti ridotti ringrazio infinitamente il Professore Magnano per tutto quello che ha fatto è stato sempre presente mi ha seguito in modo eccezionale.

Oggi ho 33 anni è riuscito a risolvere questo mio problema che stava diventando un incubo. Non avevo bisogno di cercare altrove conoscevo il Professore Magnano sapevo quanto lui fosse in gamba, professionale e sapevo che solo lui avrebbe risolto il mio caso e così fu. Io da parte mia non smetterò mai di ringraziarlo.

Grazie a Jessica per aver condiviso la sua esperienza, e bravissimo il Professor Magnano!

Legatura delle tube per evitare un’altra gravidanza: anche no …

Anche se lunedì la visita al Pronto Soccorso ha rivelato un liquido amniotico nuovamente nella norma (e un bambino sanissimo e scalciante), ieri poi ho avuto di nuovo di che preoccuparmi. Uffa.

Sono stata al Consultorio dalla dottoressa Cassina per l’ultima visita prima del parto e le ho riferito del forte prurito che avevo sentito negli ultimi giorni e del fatto che avevo risolto con qualche doccia fredda e lei per essere sicura che non si stesse ripresentando la colestasi gravidica mi ha mandata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maria Vittoria per effettuare un prelievo. Sinceramente non avevo nessuna voglia di andare, anche perchè ho pensato che quando ero incinta di Giorgia ho “sopportato” la colestasi per più di due mesi prima che lei nascesse, perciò anche se avessi scoperto di averla anche ora avrei dovuto “tenerla a bada” solo per una settimana, fino a giovedì prossimo, perciò non mi pareva che la cosa potesse rappresentare un pericolo. Nè per me nè per Matteo.

Le dottoressa comunque ha subito all’allertato del mio arrivo l’ospedale, perciò non ho potuto evitare di andarci. E poi devo dirvi che anche se a me pareva uno scrupolo eccessivo mi fido del giudizio della dott.ssa Cassina. Penso di aver trascorso una bella gravidanza anche grazie alle sue attenzioni, al fatto che ha scelto per me gli integratori giusti, ha riconosciuto un problema alla tiroide e ha verificato con scrupolo ogni mio sintomo, da più lievi ai più importanti.

Sono comunque uscita dal suo studio piuttosto demoralizzata perchè ieri, all’improvviso, mi ha detto una cosa che mai avrei ipotizzato e mai avrei pensato di sentirmi dire: secondo lei sarebbe opportuno che durante il cesareo mi sottoponessi anche alla legatura delle tube, per essere sicura di non avere più gravidanze in futuro. Secondo lei un’eventuale terza gravidanza sarebbe davvero molto pericolosa per me e per il mio utero, e mi ha chiaramente detto che è senz’altro meglio godermi da sana i miei due bimbi, che rischiare di rimanere di nuovo incinta.. Mi ha detto che non potrei utilizzare la spirale come contraccezione perchè il mio utero è troppo compromesso e che gli altri metodi contraccettivi potrebbero non essere sicuri al 100%.

Be’, sinceramente io non stò pensando adesso di avere un terzo bambino, e mi rendo conto anche di non essere più giovanissima … però penso anche che, chissà, la vita è piena di incognite, di sorprese, e bo’ non me la sento di decidere ora “per sempre” come dovrà andare .. E poi Giorgia e Matteo sono arrivati quando l’abbiamo deciso, non per caso, perciò non è che non mi sia chiaro come funziona .. insomma sono almeno vent’anni che mi pare di “controllare” adeguatamente la situazione!!

Certo, mi rendo conto che possa effettivamente esserci un pericolo, e che legando le tube ci si toglierebbe il pensiero e via .. ma questa proposta è arrivata troppo improvvisa, e con troppa decisione, e mi ha veramente sconvolta. Non è che io non le creda .. però se avessi creduto a molti altri non avrei nemmeno avuto Matteo, visto che il mio utero era da buttare.

Quindi quando sono arrivata al Pronto Soccorso non ero proprio di ottimo umore e continuavo a pensare a questa cosa delle tube. Per fortuna ho subito incontrato un’ostetrica meravigliosa, che mi ha tratta con una dolcezza infinita, difatti non mi pareva vero! Ho fatto tracciato e prelievo e poi sono rimasta in sala d’attesa per un tempo praticamente infinito per aspettare gli esiti delle analisi. In realtà ad un certo punto ho avuto un breve consulto con un medico, che però mi ha solo detto che loro non avrebbero analizzato i miei acidi biliari (che indicano la colestasi) ma solo le transaminasi, e che per gli acidi mi sarei dovuta recare alle Molinette. E che comunque potevamo iniziare ad aspettare i valori delle transaminasi e poi decidere il da farsi.

Dopo un’oretta e mezza ho pensato di tornare in reparto a chiedere se ci fossero news e ho incontrato nel corridoio la dottoressa Chieppa, il medico che mi farà il cesareo. Lei sapeva che ero lì perchè gliel’aveva detto la dott.ssa Cassina ma pensava fossi andata per discutere la questione della legature delle tube. Mi ha spiegato che non tutti i medici la fanno perchè alcuni sono contro questa pratica, che comunque causa un danno permanente nelle pazienti. Chi si sottopone a legatura delle tube quindi, anche se è consenziente, può in qualsiasi momento rivalersi contro l’ospedale.

Mi ha detto che lei di solito valutava caso per caso e nella mia situazione si sentiva di consigliarla, mentre di solito non era d’accordo ad effettuarla a donne che la richiedono come metodo contraccettivo, per non prendere la pillola. Mi ha anche detto che invece il direttore del reparto, il dr Contino, non la approva in nessun caso, e che perciò se il 6 ci fosse stato lui presente in sala operatoria non si sarebbe potuto fare.

In ogni caso mi è parsa un po’ più “morbida” sull’argomento rispetto alla dottoressa Cassina. E poi sapere che alcuni medici non la approvano in nessun caso mi ha rincuorata. Insomma allora non sono una pazza ad avere delle remore in merito!

Poi la dott.ssa Chieppa mi ha fatto l’ecografia e mi ha confermato che il mio Matteo cresce sano e scalcia un sacco, e che più o meno al momento pesa 3 chiletti. Le ho detto che ero un po’ tesa per il parto, da quando l’anestesista mi ha detto che avrebbe richiesto delle sacche di sangue per eventuali emoraggie, e che speravo di avere dopo una cicatrice come quella che ho ora (dopo il parto di Giorgia era bruttissima ma poi il dr Camanni me l’aveva sistemata). Lei mi ha risposto che farà del suo meglio..

Ho anche chiesto che questa volta il catetere mi venga messo dopo l’anestesia, e non tipo mezz’ora prima di andare in sala operatoria, com’era stato per Giorgia, e pare sia possibile (il dr Camanni mi ha confermato che proprio non ha senso provocare dolore o fastidio ad una paziente per mettere il catetere da prima, in reparto).

Stamattina dovrebbe chiamarmi la dott.ssa Cassina per sapere cosa ho deciso riguardo la legature delle tube. E’ una decisione da prendere in fretta perchè presuppone alcuni specifici preparativi, soprattutto dal punto di vista legale.

Ieri sera ho parlato al telefono con il dr Camanni e a tal proposito mi ha molto rincuorata. Mi ha detto che se anche nutro un minimo dubbio sulla cosa non dovrei farlo, che a suo avviso non è necessario e che potrò probabilmente utilizzare la spirale senza problemi. E che si, ho ragione, nella vita non si può mai sapere come andrà, e devo assolutamente fare quello che sento di voler fare. E poi che il mio utero, poverino, non è così malmesso come si vuole sempre dipingerlo, e che è certo che anche in sala operatoria andrà tutto bene perchè sono in ottime mani.

Insomma sentirlo è stato davvero incoraggiante, anche se ancora fatico a farmi una ragione del fatto che non potrò essere lui a tirar fuori il mio bimbo. Pensate che il dr Camanni inizierà a lavorare all’Ospedale Martini (dove avrei preferito partorire) come Direttore Responsabile del Reparto di Ginecologia il 15 dicembre. Se avessi avuto la scadenza anche solo una decina di giorni dopo avrei potuto partorire lì con lui .. non vi pare proprio un destino malefico e beffardo? Uffa!

Comunque il dottor Camanni stesso mi ha fatto riflettere sul fatto che ad un certo punto bisogna lasciare che le cose facciano il loro corso, senza volerle cambiare a tutti i costi. Lui del resto ha fatto il possibile per essere presente il 6 dicembre, ma pare proprio che tutto sia contro quest’eventualità ..

Bene, ora non mi resta che respirare profondamente e aspettare, tra un ultimo preparativo e l’altro, che sia ora di partorire.