Trattamento dei fibromi con ultrasuoni focalizzati all’Aquila

Come vi avevo anticipato tempo fa, purtroppo all’Ospedale Niguarda il trattamento dei fibromi con ultrasuini focalizzati è bloccato perchè il macchinario è in riparazione.

Qualche giorno fa però Francesca mi ha dato una buonissima notizia: è possibile farlo all’Aquila! Qui se ne occupa il dottor Mascaretti.

L’iter da seguire è il seguente.

E’ necessario prenotare una visita privata con il dottor Mascaretti  (perchè da poco è andato in pensione). Dopo la visita il trattamento avviene in ospedale, in convenzione con il SSN. Qualora non si risultasse idonee agli ultrasuoni focalizzati, il dr Mascaretti può effettuare anche un intervento di embolizzazione.

Le visite private possono essere effettuate a Pescara, l’Aquila e a Roma. Il costo dovrebbe essere di circa 200 euro ed è comprensivo di due ecografie. Questo però è l’unico costo da sostenere per poi sottoporsi agli ultrasuoni focalizzati.

Per prendere appuntamento si può telefonare dalle 15.30 alle 18.30 al numero 08621966335.

Alla visita occorre portare una risosanza magnetica del piccolo bacino con e senza mezzo di contrasto.

Non so darvi informazioni più precise sul dr Mascaretti perchè non lo conosco personalmente, non gli ho mai parlato e non ho mai avuto feedback sul suo operato. E’ mia intenzione contattarlo e intervistarlo per il blog. Mi fido tuttavia del giudizio di Francesca, perciò sono molto felice di potervi dare questa buona notizia!

Invito inoltre chiunque di voi abbia avuto modo di conoscerlo o anche di sottoporsi a ultrasuoni focalizzati a l’Aquila a darci qualche altra informazione!

Mioma sottomucoso: meglio rimuoverlo prima di cercare una gravidanza?

Ciao Eleonora, sono Marina e anch’io ho una storia di fibromi da raccontare purtoppo. i

Inizia nel 2015 quando a seguito di un ciclo lunghissimo (due settimane) scopro di avere dei miomi, 2 sottomucosi G1 e G2 un altro intramurale. Mi faccio seguire al Niguarda dove mi asportano con isteroscopia operativa il primo sottomucoso ma poi per intravasazione l’intervento si blocca e rimango con il secondo mioma sottomucoso e l’intramurale a cui però non si dà mai troppa importanza.
Sto bene nei mesi a seguire, al controllo post operatorio però nessuno mi propone un secondo intervento per togliere anche l’altro.

Passano 2 anni li tengo sotto controllo e loro crescono pochissimo. Decidiamo di avere figli, gioia immensa arriva subitissimo. Ma dopo poco la gioia svanisce dentro un aborto spontaneo…. e lì iniziano i pareri contrastanti dei vari gine che mi visitano: sì toglilo assolutamente prima di pensare a un’altra gravidanza perche l’utero deve essere al suo interno sgombro e ti basta una isteroscopia operativa, oppure altri no, lascia stare ritenta una gravidanza è solo il primo aborto e non è dipeso dal tuo mioma.
Scottata da ciò che mi è successo decido per l’intervento di miomectomia resettoscopica (isteroscopia operativa) per togliere il maledetto sottomucoso (quello intramurale non lo calcolano affatto).
La faccio a settembre 2019! Stavolta ho deciso di rivolgermi altrove, stavolta vado a Lecco, al Niguarda non mi son sentita trattata da paziente ma solo un numero, inoltre non mi hanno detto di togliere quello li che ora mi sta rovinando la vita! Mi dicono tutto ok abbiamo liberato la cavità uterina. Tra tre mesi puoi riprendere a cercare un figlio! Il controllo di ottobre conferma il tutto.
Ed ecco che finalmente arriva l’anno nuovo; anno nuovo vita nuova!

Eh no invece! Come non detto i sogni restano tali… faccio per caso un controllo presso Humanitas di Rozzano dove è seguito mio marito e la dottoressa mi dà la triste notizia che un mioma sottomucoso è di nuovo lì, dentro il mio utero e che lo devo naturalmente rimuovere!
Ed eccomi qua, adesso tutta piena di pensieri in testa, dubbi, paure. Mi chiedo se è il caso che il mio utero si debba ancora sottoporre a interventi che nonostante la mini invasività cmq lasciano segni cicatriziali, se alla fine serve o meno toglierlo se dopo appena 3 mesi mi ritrovo di nuovo in loro compagnia… e se decido di farlo a chi mi devo rivolgere stavolta?? Ho timore anche che chi mi ha operato l’ultima volta magari non abbia fatto un lavoro eccezionale…magari non l’ha rimosso poi cosi bene..ecc ecc. mi sto frullando la testa in questi giorni.
Cara Eleonora, non ti conosco ma magari con la tua e le esperienze delle tue lettrici puoi darmi un prezioso consiglio..
Grazie e scusa se son stata un po’ prolissa.

Io penso che Marina dovrebbe senz’altro sentire un secondo parere, se non è convinta di ciò che le consigliano. Così, con le informazioni che mi ha dato, mi verrebbe da consigliarle di rimuovere il fibroma in isteroscopia, visto che si tratta di un intervento poco invasivo e che non lascia segni. In questo modo sarebbe sicura di avere un utero perfetto per la gravidanza e non correrebbe il rischio di veder magari il fibroma crescere e doverlo poi rimuovere con tecniche più invasive.

Mi sento anche di indirizzarla dal dr Camanni, qui a Torino, perchè è l’unico medico di cui io mi fidi al 100%. Esperto in isterscopia operativa tra l’altro.

Chi ha un buon consiglio o contatto per Marina?

Silvia alla ricerca di un ginecologo esperto in laparoscopia

Un po’ in ritardo pubblico la richiesta di Silvia, che è alla ricerca di un bravo ginecologo esperto un laparoscopia in zona Lombardia/Emilia Romagna.

Leggete la sua storia .. e se potete aiutarla scrivete nei commenti!

Ciao ragazze! È stato super interessante trovare questo blog e leggere le vostre esperienze..
Io mi porto dietro un simpatico fibroma da tantissimi anni, erano due piccole palline che nel tempo sono cresciute e unite ma essendo sottosieroso non mi ha mai dato fastidio… Vi tralascio il motivo per cui ancora sta con me, fatto sta che io ho avuto una gravidanza nel 2017, finita con cesareo a 33 settimane per problemi di pressione, ma finita bene… Poi avendo già 38 anni ne ho cercata un’altra, che è arrivata subito ma è finita molto male.. nonostante il cesareo programmato a 37 settimane, per un misterioso infarto della placenta la mattina stessa, la bimba è nata senza vita..
Ora, io mi trovo con 2 tagli da cesareo, un fibroma esterno di circa 10 cm e ovviamente il desiderio di cercare un’altra gravidanza..
Quello che vi chiedo è se qualcuno conosce un bravo ginecologo laparoscopico in zona Mantova, Cremona, Parma, Reggio Emilia.. io abito in mezzo tra queste città.. i ginecologi con cui ho parlato mi opererebbero in laparotomia, quindi terzo taglio..
Qualsiasi consiglio è ben accetto!! Grazie

Gravidanza dopo una laparoscopia: quanto tempo bisogna aspettare?

Antonella ha subito da poco un intervento in laparoscopia. Adesso non vede l’ora di lasciarsi tutto alle spalle, tornare in forma e, soprattutto, mettersi alla ricerca di una gravidanza.

Ciao,
seguo il tuo blog da diversi mesi in molte occasioni ho trovato informazioni e conforto.

Sono quasi tre anni che io e mio marito cerchiamo un bimbo. Fin dall’inizio sapevo che avevo 3 fibromi ma nessun ginecologo mi aveva mai detto che potevano ostacolare l’arrivo di un figlio. Passando il tempo, i fibromi hanno iniziato ad essere sintomatici con cicli piuttosto abbondanti, Nel febbraio del 2017 mi consigliano di rimuovere un fibroma sottomucoso, tramite isteroscopia operativa.

L’intervento è stato abbastanza indolore e in pochi giorni sono tornata alla mia vita normale. Il ciclo però non ha avuto grandi riduzioni. Ho continuato a tenere sotto controllo i restanti fibromi in attesa dell’arrivo di una gravidanza.
Il tempo è passato, e non avendo risultati ci siamo rivolti ad un centro per la fecondazione assistita per poter fare tutti controlli necessari. Da qui ho riscontrato ipotiroidismo e non pervietà di una tuba.
Continuavo a sopportare i cicli abbondanti pur di non smettere di cercare il nostro bambino. Ho fatto una ulteriore visita di controllo in giugno e il ginecologo Calestani (che lavora presso città di Parma) mi ha consigliato per 3 mesi terapia di progesterone per ridurre il flusso, ma tranne per il primo ciclo sotto terapia non ho avuto dei benefici. In fine , nell’ultimo controllo di settembre mi ha consigliato di sottopormi ad una laparoscopia che ho effettuato la scorsa settimana. Rispetto alla isteroscopia non è per niente una passeggiata, ho avuto forti dolori e ho ancora dolori e perdite.

Il ginecologo ha parlato di 10 gg di riposo, ma non ha quantificato il tempo che sarà necessario per rimettermi in forma e per poter cercare una gravidanza. Leggendo su internet le informazioni sono molto contrastanti chi parla di 6 mesi chi di 1 anno. Io non ho tanto tempo per poter aspettare, a gennaio saranno 40 anni..

Sai darmi qualche indicazione in più?
Sono stati rimossi in tutto 4 fibromi : 1 più grande circa 5 cm (il ginecologo dice molto radicato) 1 medio e 2 piccolini. Ha preferito rimuovere tutto,e pulire l’utero completamente.
Questi giorni di riposo forzato in casa non sono semplici, non faccio altro che pensare se ho fatto la cosa giusta..
Scusa se mi sono dilungata troppo.
Grazie mille per il sostegno che dai con il tuo blog,
Antonella

Sono certa che anche Antonella potrà presto festeggiare il suo bel lieto fine. Purtroppo il destino le ha riservato un cammino un po’ tortuoso, che va ahimè accettato e percorso con pazienza e determinazione, e tutto il nostro supporto ovviamente!

Per quel che riguarda le tempistiche, ho raccolto nel tempo pareri avversi e consigli diversi. Qualcun’altra che si è sottoposta a laparoscopia e poi ha cercato una gravidanza può condividere la sua esperienza?

Antonella aspetta nostre notizie!

Caratteristiche e modalità di assunzione di Esmya: risponde il dr Uccella

Come vi avevo promesso, il dr Uccella, Primario di Ostetricia e Ginecologia presso l’ospedale di Biella, mi ha aiutata a fare un po’ di chiarezza su Esmya, rispondendo alle domande preparate per lui con il vostro contributo.

Ho diviso la sua intervista in due parti, perchè era lunghissima. In questa prima parte troverete informazioni ulle caratteristiche e modalità di assunzione di Esmya. Nei prossimi giorni pubblicherò poi la seconda parte (forse quella che più vi interessa!), relativa agli effetti collaterali di Esmya e a quello che succede dopo la terapia.

Intanto, una premessa da parte del dottore..

Innanzitutto, oltre ai ringraziamenti ed ai complimenti per il suo sito (che mi sembra
fatto con molta precisione e grande competenza), desidero fare quella che si chiama “intellectual disclosure”, ovvero spiegare brevemente il mio punto di partenza (o di vista): ciascuno di noi ha una sua storia e dalle proprie convinzioni che inevitabilmente influenzano il proprio modo di vedere e di pensare. Io mi occupo principalmente (anche se non solo) di chirurgia e spesso a me le donne si rivolgono per risolvere in modo chirurgico i loro problemi. Detto questo, prescrivo
Esmya, in quanto si tratta di un farmaco che può rappresentare una alternativa
all’intervento e spesso lo evita.

Funzionamento e Assunzione di Esmya

Che cos’è Esmya?
Esmya è un farmaco che si assume per bocca sotto forma di compresse, tutti i giorni, per periodi (ripetibili) di tre mesi.

Come funziona e a cosa serve?
Tecnicamente si tratta di un “modulatore selettivo dei recettori del progesterone”. Al di là di queste parole, che possono sembrare tecniche ed oscure, è un farmaco selettivo che blocca il legame del progesterone (che rappresenta uno dei migliori “carburanti” per la crescita del fibroma) con il fibroma stesso. Bloccare questo legame, significa togliere potenzialità di crescita al fibroma.
La sua utilità principale è quella di ridurre, fino spesso ad azzerare il flusso mestruale quando lo si assume. Sappiamo che le emorragie sono uno dei segni più frequenti dei fibromi. Questo farmaco blocca tale condizione in un’elevata percentuale di casi.
Un altro effetto positivo è la riduzione del volume del fibroma.

Perché usarla? Quali sono i vantaggi?
I vantaggi sono il controllo dei
sintomi principali del fibroma (emorragie e senso di peso o compressione legata alla massa del fibroma) attraverso l’assunzione di una compressa per bocca. A mio modo di vedere (e sebbene io sia un chirurgo) il vantaggio principale del farmaco è quello di evitare la chirurgia in una buona percentuale di casi (dal 30 al 70% a seconda delle casistiche). Gli effetti di Esmya poi, si mantengono in molti casi per diverso tempo dopo la cessazione del farmaco.

Oltre all’efficacia clinica, quali altri benefici/vantaggi è importante considerare per la donna? (es. qualità di vita, possibilità di avere un figlio, voglia di mantenere l’utero sano)
I dati scientifici disponibili ci dicono che con Esmya la qualità della vita migliora rispetto al non eseguire terapia o alle principali alternative disponibili. Si tratta di una terapia conservativa, che permette di mantenere l’utero e sono descritte molte gravidanze dopo terapia con Esmya.

Può essere usata come terapia per “mantenere sotto controllo la situazione”?
Personalmente non mi piace utilizzare l’espressione “mantenere sotto controllo…”. Io sono profondamente convinto del fatto che la medicina è una scienza e quindi dovremmo dare sempre risposte scientifiche, comprovabili e ripetibili alle nostre pazienti. Le armi che abbiamo a disposizione per combattere le patologie sono i farmaci, la chirurgia, la terapia fisica e gli integratori. Ciascuna categoria ha pro e contro, vantaggi, svantaggi e potenziali rischi. Esmya va dato se c’è una chiara indicazione (i fibromi uterini sintomatici) e laddove non vi sia alcuna controindicazione (ovvero una patologia nota a livello del fegato)

Quante speranze ci sono che Esmya riduca le dimensioni dei miei miomi quando sono molto grossi (7-10cm)?
Esmya riduce il volume dei fibromi in modo significativo in circa il 70% dei casi. Se però si pensa che da 10 cm il fibroma possa passare a 0, questo è decisamente poco probabile. Tuttavia bisognerebbe contestualizzare la faccenda: i fibromi affliggono circa l’80% delle donne prima della menopausa. L’Italia è il paese europeo con la più alta prevalenza di fibromatosi. Ma per fortuna solo un quarto delle donne con fibroma è sintomatica. Sono queste le donne che hanno bisogno di una qualche terapia, che sia farmacologica, chirurgica o fisica. Tante altre hanno un fibroma ma stanno bene. Se un fibroma passa da 10 a 4 cm ma la donna ha ancora sintomi, il problema non è risolto. Se invece passa da 10 a 6 cm ma la donna non ha più sintomi, questo è decisamente un ottimo risultato.

Come agisce Esmya in presenza di fibromi colliquati? E sulle cisti?
L’Esmya non ha alcuna efficacia sulle cisti. E’ un farmaco che ha effetto solo sui fibromi, di qualunque tipo essi siano (inclusi quelli colliquati).

E come va assunta? Si prende senza giorni di interruzione da un mese all’altro? Per quanto tempo va assunta?
E’ un farmaco che va assunto tutti i giorni. Non è una pillola contraccettiva e quindi non va interrotta. Peraltro, la pillola contraccettiva con estrogeni e progesterone non è una terapia per la fibromatosi uterina, sebbene essa venga spesso prescritta in tale condizione. Esmya va assunto per tre mesi e poi si esegue una pausa di 2 mesi, durante la quale si effettua un controllo clinico.

Se il ciclo scompare del tutto durante la terapia, come comportarsi?
Uno degli obiettivi della terapia per la fibromatosi uterina è sospendere il ciclo
temporaneamente, soprattutto in quelle donne che hanno mestruazioni eccessivamente abbondanti. In queste situazioni, sospendere il ciclo in donne che spesso hanno purtroppo una grave anemia per colpa della fibromatosi, porta ad un miglioramento netto dell’emoglobina e dei depositi di ferro.
Molto spesso le donne sono spaventate dal non avere il ciclo o associano l’assenza della mestruazione al fatto di essere in menopausa. Ma non è assolutamente così.
Nell’antichità le donne mestruavano pochissime volte nel corso della vita (prevalentemente a causa delle gravidanze e dell’allattamento, ma non solo). E ci sono diverse prove scientifiche che ci fanno verosimilmente pensare che patologie come l’endometriosi e la fibromatosi fossero molto poco frequenti proprio grazie alla correlazione che esiste tra assenza di ciclo e assenza di tali condizioni.

E’ normale che si presentino delle perdite ematiche?/ Possono presentarsi delle perdite ematiche?
Le perdite ematiche durante assunzione di Esmya sono più ferquenti all’inizio della terapia, per poi solitamente ridursi via via.

E’ normale avere delle perdite dopo un rapporto?/Possono verificarsi delle perdite dopo un rapporto?
Le perdite dopo i rapporti (sia durante terapia con Esmya che non) dovrebbero essere sempre un sintomo che impone alla paziente di rivolgersi al Ginecologo.
Non ha a che fare con Esmya bensì con lo screening delle patologie displastiche
del collo dell’utero.

Durante la terapia con Esmya si possono assumente antinfiammatori? Antidolorifici? Ci sono farmaci in particolare che devono essere evitati?
Non vi sono limitazioni né per quanto riguarda gli anti-infiammatori né gli antidolorifici. Allo stesso modo, non vi sono al momento interazioni descritte con altri farmaci.