Manuela, in lista per l’isterectomia, cerca un’alternativa

Manuela abita a Cuneo e, a causa dei suoi tre fibromi esterni all’utero, i medici le hanno proposto l’isterectomia.

Ciao a tutte, sto passando un momento di confusione terribile a causa dell’imminente operazione che devo affrontare.
Ho tre fibromi appesi al esterno del mio utero, di dimensione variabile tra i 5 e i 9 cm, uno dei quali, il più grande, in posizione brutta da operare.
A dicembre mi han inserito in lista per l’isterectomia.

Ho 38 anni e ci ho messo tempo a elaborare questa notizia. Non ho figli e non ne ho mai cercati, non ne ho mai sentito ‘il richiamo’. Quindi il problema non è quello che non potrò farne, ma che mi Han proposto, durante la visita pre operatoria, di ridurli assumendo enantone, quindi andando in menopausa per tre mesi.
La ginecologa che mi segue, però, insiste per l’esmya, dicendo che ha meno effetti collaterali per la mia età.
Già sono confusa di mio, ora la cosa è ancora più difficile da affrontare. Qualcuno ha esperienze con esmya e con l altro farmaco? Io di andare in menopausa a 38 anni non ne ho molta voglia… Grazie

Ho risposto a Manuela che qui sono riportate molte esperienze relative sia all’enantone che ad esmya. Io non ho mai fatto la terapia a base di enantone ma ho preso esmya per 3 mesi e posso dirle che sono stata molto meglio con esmya che con il mio ciclo devastante .. però ogni caso è a se.
Più che altro io non ho capito, se la proposta è comunque quella di togliere l’utero perchè dovrebbe prima anche imbottirsi di ormoni?

I suoi fibromi sono esterni all’utero perciò non le causano mestruazioni importanti o dolorose ma sono fastidiosi per le dimensioni (10, 8 e 6cm). I medici le hanno detto che ogliere solo i fibromi è complicato per le posizioni e per le recidive. Togliere l’utero senza ridurli anche. E quindi sembra che Manuela non abbia molte alternative ..

Invece di decidere tra esmya e enantone io le ho suggerito di valutare strade alternative che le permettano di conservare il suo utero, ad esempio l’embolizzazione o gli hifu.

.. mi spaventa l’idea di provare la menopausa così come mi spaventano gli effetti collaterali dell’esmya. Aggiungo che ho sentito il parere di quattro ginecologi e tutti dicono una cosa diversa..figurati che confusione ho in testa…
Il dubbio piu grande dell embolizzazione è che i miei fibromi non sono dentro all’utero, ma uno peduncolato e gli altri due comumque fuori dall’utero… non so se funzionerà. Ora sto continuando a cercare informazioni, proverò ad approfondire e magari trovsre il contatto di questo medico.  (Le ho consigliato di cercare il dr Muratore che si occupa di embolizzazione all’ospedale Molinette di Torino). Nel frattempo ti ringrazio tantissimo perchè parlarne con chi è da questa parte della situazione, aiuta molto.

Marilena che combatte il suo fibroma con la dieta dei gruppi sanguigni

Marilena ha 33 anni e ha già subito una laparotomia per la rimozione di 4 fibromi. Purtroppo però ha ancora un fibroma, difficile da togliere, e stà tentando di ridurlo con Esmya. Nel frattempo è diventata vegana e poi ha seguito la dieta dei gruppi sanguigni del dottor Mozzi.

Stà facendo tanti sacrifici per realizzare il suo grande desiderio di diventare mamma …

Da tempo seguo questo blog e ho letto tantissime storie che mi hanno colpito e lasciato con il magone alla gola.

Ho 33 anni e sei anni fa ho scoperto di avere un utero fibromatoso. Mi è crollato il mondo addosso. Da allora vivo con una sorta di ombra che mi segue, che mi fa sentire diversa dalle altre.

Ai tempi stavo con un ragazzo da tantissimi anni e appresa l’amaro notizia avrei anche preso la decisione di sposarmi, ma seppur lui capiva la mia situazione quel passo non è stato fatto. Ho continuato la mia vita cercando di informarmi su internet riguardo a cure alternative.

Così diventai vegana. Tutti increduli e stupidi della mia scelta (nessuno a parte le persone vicine a me sapeva il vero motivo della mia scelta). Tutte le occasioni conviviali erano diventate un peso. Mi sentivo diversa però guardavo il mio ragazzo e pensavo che quello sacrificio dovevo farlo anche per lui. Poi però dopo 15 anni quella storia è finita e mi sono ritrovata a 30 anni da sola a ricostruire la mia vita da zero e con l’orologio biologico che mi ricordava giorno dopo giorno che il mio tempo era più breve, che dovevo sbrigarmi.

Il ginecologo ha iniziato a chiedere a ogni visita se avessi un fidanzato perché il tempo non era con me. E purtroppo in tre anni mi sono imbattuta in storie senza senso lontane da quell’amore che sognavo che mi avrebbe potuto dare una delle cose più belle al mondo, un figlio. Lo scorso novembre ho dovuto subire una laparotomia con la quale mi hanno asportato quattro fibromi ma che mi ha lasciato un fibroma difficile per dimensioni e posizione da togliere.

Sono in cura con Esmya per sperare che si riduca per un nuovo intervento o che diventi così piccolo da evitare l’intervento al momento.

Nel frattempo ho iniziato la dieta dei gruppi sanguigni e anche qui mi sento catapultata in uno stress emotivo non indifferente. Quando il giorno dopo l’intervento il primario mi ha messo al corrente della situazione eri disperata. Ho pianto, mi sino chiesta molle volte il perché, perché a me? Pensavo che per il momento quella tanto attesa e temuta operazione fosse superata, invece si è affacciato l’incubo di dover rivivere di nuovo tutto. Allora tra le varie ricerche ho trovato online donne che curavano endometriosi, cisti, fibromi con la dieta dei gruppi sanguigni del dott. Mozzi. Ho richiesto una dieta personalizzata. Un sacrificio enorme: da più di due mesi ho eliminato zuccheri, cereali, caffè, frutta, dolci e non solo gli alimenti concessi variano in base al gruppo sanguigno. Inoltre assumo dei fitoterapici (salvia,calendula e ribes nero). Non so se tutti questi sacrifici avranno un senso, ma non ce la farei un giorno a dire potevo provarci.

Non vivo più come prima, non posso uscire per un aperitivo o un caffè con un’amica, non posso accettare un invito a cena, non posso coccolarmi con un dolce se la giornata è andata male. Mi sento una donna a metà e in un’eventuale relazione con un uomo provo un senso di colpa nel volerlo legare a me. Perché in fondo legarsi a me che posso offrire meno di un’altra donna? La paura che quando un eventuale compagno saprà potrebbe decidere di andare via mi fa stare male. Un carico emotivo che nessuno può capire. Mi sento sola in questa lotta contro il tempo, contro il destino che forse per me non è quello di diventare madre. Sola in una situazione in cui mi sento inerme. Da sola perché non riesco a immaginare un futuro come lo avevo sognato. Da sola perché vorrei avere anche solo la possibilità di provare e invece nemmeno posso. Da sola perché prego Dio tutte le notti ma sembra non ascoltarmi. Da sola, ma so che tante donne come me vivono questo incubo che solo chi vive può capire fino i fondo.

Un abbraccio a tutte. Marì.

Cara Marilena, complimenti per lo spirito di sacrificio e la determinazione con cui stai combattendo la tua battaglia. Non potrai che uscirne vittoriosa. Noi tutte siamo con te!

 

Antonella alla ricerca di informazioni sull’Ospedale di Cuneo

Antonella ha 32 anni, abita a Cuneo, a mi ha scritto perchè vorrebbe entrare in contatto con qualche ragazza operata nella sua città per la rimozione di fibromi.

Antonella combatte un fibroma di ben 10 cm (come il mio) e ha incontrato già 3 ginecologi. L’ultimo medico visto, la dott.ssa Moggio, la ha proposto un intervento che non ho ben capito se in laparotomia o in laparoscopia: “tre buchi e un piccolo taglio per estrarre il fibroma perchè se lo tagliuzzano dentro si rischia che si vada ad attaccare da altre parti dell’utero causando ulteriori fibromi futuri.”

Le hanno poi consigliato di rivolgersi alla dott.ssa Colombero, a Torino, alla ricerca di un tipo di intervento meno invasivo. Visto che è disponibile a spostarsi, io le ho consigliato di farsi visitare dal Dr Camanni.

Ho letto alcuni articoli da voi scritti ed esperienze vissute da altre donne alle prese coi fibromi, io mi chiamo Antonella e ho 42 anni e dopo una serie di coliche renali che il mio medico di base mi ha liquidato con “hai mangiato qualcosa che ti ha fatto male”!!! Son finita al pronto soccorso e li sorpresa mi han trovato un fibroma uterino di ben 10 cm che premendo sull’uretra mi causa le coliche.

Premetto che via via che passava il tempo ho saputo che in famiglia almeno 2 delle mie zie han subito un’isterectomia per fibromi, all’epoca si usava così, ma visto i tabù a parlare di certe cose in famiglia io ho fatto una sola visita ginecologica 10 anni fa per vedere se c’erano delle cisti ovariche visto che mia mamma ne era stata operata. Chiudo questa parentesi per far capire meglio la mia situazione.

Dopo aver scoperto il fibroma fatto una tac e un’ulteriore visita ginecologica all’ospedale di Cuneo al 3 ottobre, dove per mia sfortuna ho trovato un dottore molto grossolano che mi ha fatto molto male e che per tutta risposta mi dice che nn si garantisce finchè non si opera di salvare l’utero, perchè se inizia a sanguinare si deve togliere. Una ginecologa (la prima che ho visto privatamente) mi parla di un farmaco e glielo dico al dottore che mi ha visitata, ma dice che è stato tolto dal mercato. Panico, torno a casa praticamente in lacrime visto che mi ha detto 6 mesi anche di più prima di essere operata.

Che fare? Cercare un’altra ginecologa più meritevole. Preso appuntamento con ginecologa che lavora a Torino, nel fattempo finisco nuovamente in pronto soccorso a Cuneo per l’ennesima colica, il 26 ottobre, ringraziando ho trovato una dottoressa in pronto soccorso molto brava che mi ha mandato dalla ginecologa che dopo la visita mi ha subito dato la terapia da fare con esmya che avevano di nuovo rimesso sul mercato e tempo 3-4 mesi al massimo mi ha detto che dovrò essere operata.

Ho iniziato da una decina di giorni la terapia e devo dire che sto bene, nessun effetto collaterale tipo nausea, e il ciclo è venuto con flusso normale, premetto che io non ho mai avuto perdite extra ciclo nè flussi durante il ciclo super abbondanti, certo a volte un paio di giorni era un difficile mantenersi pulita, ma niente di preoccupante, se non era per le coliche non avrei mai saputo di avere un fibroma, nonostante a un controllo di esami del sangue son risultata anemica e curata con ferrograd.

Ora leggendo varie vostre esperienze forse ho capito che la mia operazione sarà una mini laparoscopia, forse perchè a tutt’ora non ho idea di cosa mi aspetta, la ginecologa mi ha detto che nel preoperatorio mi spiegheranno tutto.

Io voglio salvare l’utero perchè anche se ho 42 anni ho voglia di avere figli, anche se tardi almeno voglio provarci.

Se per caso avete delle testimonianze sull’ospedale di Cuneo potreste farmele avere???

Vi ringrazio dei consigli e di vostre risposte, in attesa vi saluto

Antonella

Qualcuna conosce l’Ospedale di Cuneo e può dare un consiglio ad Antonella?

 

Mariangela indecisa riguardo la terapia con Esmya: meglio prenderla o no?

Mariangela ha 51 anni e soffre a causa di un fibroma di 6cm. La sua ginecologa le ha consigliato la terapia con Esmya, ma lei è un po’ perplessa al riguardo, ed è alla ricerca di consigli da parte di chi ha assundo di recente, o stà assumento, questo farmaco.

Ciao, ho bisogno di un consiglio!! Ho 51 anni, cicli abbondanti e ravvicinati con conseguenti emicranie devastanti. A settembre mi sono sottoposta a visita ginecologica di controllo ed è stato evidenziato un fibroma di circa 6 cm, cresciuto allegramente dopo l’ultimo controllo risalente a due anni fa.

La ginecologa mi prescrive Esmya, dicendomi che può provocare solo un rialzo delle transaminasi ma cercando nel web leggo che a febbraio era stato addirittura sospeso per i gravi danni epatici che può provocare.

Questo mi ha letteralmente terrorizzata. Ho chiesto un parere anche al mio medico curante e anche lui mi consiglia di assumere il farmaco che mi è stato prescritto. Qualcuno ha assunto recentemente, da quando è tornato in circolazione, esmya? Aiutatemi vi prego, datemi un consiglio……cosa devo fare?

Alina alle prese con un fibroma che le causa continue perdite

Alina ha quasi 41 anni e mi ha scritto per la prima volta ad agosto. Stava affrontando un importante disagio a causa del suo fibroma di 6/7 cm e cercava un “luogo” dove potersi confrontare per capire come affrontare il periodo estivo e il caldo milanese.

Alina ha scoperto il suo fibroma a ottobre scorso, un anno fa. La 1° ginecologa che l’ha visitata le ha detto che era necessario toglierlo per risolver la questione dell’animia. Il 2° medico cui si è affidata le ha detto al contrario che era meglio evitare l’intervento proprio per la sua anemia, e assieme al ferro che già Alina assumeve le ha prescritto Esmya per 3 mesi, dicendole che il fibroma avrebbe anche potuto ridursi.

Alina è stata bene per 3 mesi, ma poi al controllo successivo il fibroma non è risultato diminuito e lei non ha nemmeno potuto proseguire con Esmya, in quanto poteva procurare l’epatite.
Il ginecologo le ha detto che le avrebbe fatto sapere come procedere per l’intervento ma poi è sparito.

Così lei si è rivolta ad un altro ginecologo che le ha prescritto la Novadien, da prendere per 21 giorni e interrompere per 7. Durante il trattamento lei è stata abbastanza bene, a parte i cicli irregolari. Con l’arrivo del caldo però ha iniziato ad avere perdite anche mentre assumeva la pillola. Il ginecologo le ha quindi prescritto il Tranex, che sembrava funzionare.. Alina mi aveva in effetti scritto all’inizio per avere consigli su come affrontare le perdite e il caldo di agosto .. io ho tardato a risponderle (e tardato un bel po’ con la pubblicazione delle sue domande sul blog!) così lei alla fine ha chiesto sulla pagina Fb Maledetto Fibroma e ricevuto qualche feedback lì.

Ora Alina stà meglio, non ha più perdite, e ha ricominciato la terapia con Esmya. Le farebbe comunque confrontarsi con chi vorrà scriverle anche perchè comunque il fibroma è sempre lì e magari ad un certo punto, a parte Esmya, dovrà capire come affrontarlo definitivamente.