Il fibroma di 10cm di Anna: l’intervento chirurgico non è necessario!

Anna ha 54 anni, ha scoperto il mio blog e letto il mio libro Maledetto Fibroma.

Mi ha scritto perchè desiderava mettersi in contatto con la dottoressa Oberto perchè era alla ricerca di un rimedio naturale, o una dieta adatta, per combattere i suoi fibromi.

 

Ciao Eleonora,
ti scrivo per condividere la mia esperienza riguarda la scoperta del “maledetto fibroma”. Ho 54 anni e sono in premenopausa con un ciclo ancora puntuale e leggermente diverso rispetto a prima e, per fortuna, con pochi sintomi gestibili, insomma in generale sto bene e diciamo il medico in questi anni mi ha visto veramente poco!

Un paio di mesi fa ho iniziato ad avere dolori strani prima su di un fianco poi sull’altro che poi si spostavano in diversi punti della pancia, dolori che andavano e venivano con diversa intensità che comunque tenevo a bada ogni tanto con antidolorifico. Visto che non passavano decido di indagare meglio. E dopo 6 anni (lo so sono indisciplinata) faccio una visita dal ginecologo che mi ha sempre seguita e fatto nascere i miei 3 figli. Scopre un fibroma di circa 10 cm e considerando la mia prossima menopausa mi prescrive Esmya, varie analisi del sangue e una risonanza magnetica, prospettando la possibile rimozione dell’utero se dopo 9 mesi di Esmya il fibroma non si sarebbe ridotto. Alla mia domanda: ma Esmya ha effetti collaterali? La sua risposta NO, mi ha lasciato titubante perché per logica ci devono essere per forza effetti collaterali. Ho iniziato a leggere su internet e mi appare che Esmya è stata ritirata dal commercio! Ma come, me l’aveva appena prescritta senza dirmi niente??

Decido di non prenderla anche parlando con il mio dottore della mutua e poi girando online mi sono imbattuta sul tuo sito, ho letto tutto per giorni e poi ho deciso anche di acquistare il tuo ebook, e piano piano ho iniziato a capire molte cose, anche grazie alle testimonianze delle Fibroma Fighters.

La poca attenzione di alcuni medici, la difficoltà di trovare qualcuno che veramente ti ascolta, che valuti i pro i contro a seconda della situazione, che non abbia la mente offuscata dallo “standard” di procedura obsolete. Ed è per questo che decido di venire a Torino dal Dott. Camanni, scoperto grazie a te Eleonora. Mi sono fidata e ho sentito che era la cosa giusta da fare. E è stato così. Una persona attenta, gentile e che usa la logica. Che mi spiega che in realtà si può pensare alla rimozione del fibroma, dato che è asintomatico, solo nel caso in cui la risonanza magnetica, che farò tra un mese, rivela che è maligno. Che la terapia con Esmya era comunque sbagliata ma ancora di più mi è piaciuto il discorso di mettere su una bilancia i pro e i contro. Se non ho mai avuto dolori al riguardo, solo un ciclo un po’ più abbondante, cosa che io ho sempre pensato dovuto a questa fase della mia vita, senza dolori forti perché decidere di prospettare un’operazione? Ed è molto probabile che i dolori che sento nell’addome sia dovuto ad altro, probabile l’intestino.

Sono uscita dallo studio risollevata. Ora indagherò meglio e non mi fisserò sul fibroma come causa.

Ma quello che volevo condividere è questo. Ragazze ascoltatevi sempre, informatevi, cercate e pretendete rispetto, non pensate ai dottori come coloro che sanno, molti sono tecnici che fanno fatica ad aprire la mente e il cuore, e i dottori competenti, che ascoltano e ci danno le risposte giuste esistono! Un grazie a te Eleonora per le ore che dedichi a questo progetto e alla tua voglia di condividere senza giudizio.
Un abbraccio Anna

Sono davvero contenta per Anna, che non dovrà sottoporsi ad alcun intervento. Spero tanto che risalga in fretta alle cause del suo dolore e che possa adottare la terapia giusta, magari scegliendo un rimedio naturale.

Loredana che combatte i suoi fibromi curando la sua anima

Loredana ha 45 anni, abita a Bari e combatte due fibromi uterini che misurano 7cm e 5cm. Il suo ginecologo le ha consigliato di sottoporsi ad intervento chirurgico ma lei è alla ricerca di terapia alternative. Ha letto sul mio blog l’intervista alla dottoressa Oberto e mi ha scritto perchè desiderava mettersi in contatto con lei.

Pubblico volentieri la sua storia, perchè sono certa che sarà “d’ispirazione” per molte di voi. Loredana è inoltre a disposizione di tutte quelle che, come lei, pensano che la malattia (il fibroma nello specifico) altro non sia che un disagio dell’anima e hanno voglia di arrivare alla radice del problema ..
Come ti ho già anticipato ho due fibromi che, in base all’ultima visita dal ginecologo, misurano 7 cm e l’altro 5 cm.
Considera che sono in me da quasi dieci anni e non sono mai stata propensa a toglierli anche perché, fino all’anno scorso sono cresciuti di pochi millimetri.
Il ginecologo quando ha visto, tramite ecografia, che da 4 cm circa sono aumentati, mi ha detto drasticamente di toglierli con intervento chirurgico e non mi garantiva affatto che mi avrebbe lasciato l’utero.
Già da alcuni mesi ero venuta a conoscenza di metodi alternativi,  senza bisturi, per risolvere il problema, fra i tanti l’ embolizzazione.
Ho proposto questa tecnica al ginecologo e sinceramente l’ho visto scettico e forse poco al corrente (come tutti del resto).
Dato che sono una persona molto determinata nella vita, ho capiro che dovevo procedere “questo viaggio”da sola.
Così, facendo le mie ricerche su internet,  mi sono imbattuta nel tuo blog e devo dirti sinceramente che sono stata felice e mi sono sentita a casa.
Mi ha fatto piacere leggere le storie delle altre ragazze, quasi tutte determinate a preservare la propria femminilità, quella che al contrario i medici considerano come optional.
Inizialmente ero interessata ad approfondire la tecnica dell’ embolizzazione del dott. Lupatelli.
Un giorno ho chiesto un parere a mio marito….è stato lui che mi ha fatto notare la bellissima intervista con la dottoressa Oberto e leggendola mi sono da subito trovata in linea con il suo pensiero.
Devi sapere che da un po’ di anni sto facendo un percorso di vita che considera l’essere umano non solo come corpo fisico ma composto anche da altre componenti tra le quali l’anima e lo spirito. La malattia non è altro che un disagio dell’anima che si manifesta sul corpo fisico.
Pertanto se vogliamo risolvere qualcosa dobbiamo andare alla radice del problema.
Io in realtà stavo cercando una persona come la dottoressa Oberto che qui in Puglia non ho trovato.  Cercavo esattamente qualcuno che mi desse una dritta su vari fronti e non solo materiale.
Grazie al tuo aiuto ho potuto contattare la dottoressa. Effettivamente, come ha scritto anche nell’intervista, non ama la notorietà e lei stessa mi ha pregato di non divulgare i suoi contatti,  anche se sinceramente ciò mi dispiace.
Ora non so come farai a citarla quando scriverai la mia storia.
Comunque ho avuto una lunga conversazione telefonica con lei. Mi ha ribadito, come ha scritto nell’intervista, che molto spesso i fibromi rappresentano mancate gravidanze. Nel mio caso è cosi.
Bisogna curare l’aspetto psicologico del problema, cercando di capirne le motivazioni….non è facile riassumere queste cose che per me sono l’aspetto più importante….più che risolvere l’aspetto fisico del problema.
Mi ha detto inoltre che è molto importante l’alimentazione: cercare di ridurre il più possibile carne, latticini e zuccheri soprattutto la sera. In più mi ha suggerito di curarmi con l’omeopatia.
Sono molto fiduciosa di questo percorso intrapreso e sono sicura che mi porterà a dei risultati.
So che posso contare su di te e su tante ragazze che mi possono dare consigli e questo mi rende più sicura.
Mi metto a disposizione anch’io per altre ragazze che vorrebbero fare un percorso simile perché certe cose meritano di essere condivise. Pertanto possono anche scrivermi privatamente.

Sono proprio contenta che Loredana si sia messa in contatto con la dottoressa Oberto, e sono anche certa (o quasi!) che alla dottoressa non spiacerà essere nuovamente citata sul mio blog, perchè noi abbiamo bisogno di medici come lei!

Alimentazione e psicoterapia per la cura dei fibromi: intervista alla dott.ssa Oberto

Ieri mattina ho intervistato un medico straordinario! Avrei voluto anticiparvi la cosa, in modo da preparare insieme come sempre la domande per l’intervista, però non ho fatto in tempo. A dire il vero non mi ero nemmeno preparata delle domande in particolare. Ho lasciato che la chiacchierata ci conducesse dove dovevamo arrivare ed è andata benissimo!

Lei è la dottoressa Grazia Oberto, Psicoterapeuta Sistemica Relazionale. La sua ottica di lettura del mondo, e quindi della patologie riportate dalle sue pazienti, è che la realtà è un sistema in cui siamo tutti integrati. Se accade qualcosa ad una persona, questo fatto coinvolge anche gli altri, e viceversa la persona stessa è influenzata da ciò che accade a chi le stà intorno.

La dottoressa Oberto mi ha accolta con un gran bel sorriso nel suo studio di Torino. Ci ha accolti anzi, visto che stamattina mi sono recata da lei assieme al Bighi e a Giorgia, che ha giocato tranquilla tutto il tempo.

La prima cosa che mi ha detto, dopo che le ho raccontato la mia storia e abbiamo iniziato a parlare di fibromi più nello specifico, è stata: “Noi medici nè sappiamo tanto così di un insieme ma abbiamo la pretesa di capire tutto“.  Il focus è andato subito sul fatto che noi, care amiche, dobbiamo innanzitutto imparare a ridimensionare le figure (e questo concetto l’avevo affrontato, seppur in maniera diversa, anche con il dr. Camanni).

Un medico può offrire il suo punto di vista ma è chi vive il problema a sapere come si sente, e questo è fondamentale per fare la diagnosi! Non ci assumiamo la responsabilità di come stiamo perchè non ci hanno insegnato a farlo“. Mi è piaciuto molto il punto di vista della dott.ssa Oberto, che sposa in pieno la filosofia alla base del mio blog.

La dottoressa mi ha spiegato che oltre a cosa ci capita (Mi è venuto un fibroma) è anche importante come l’affrontiamo. La malattia, a suo avviso, è una risorsa, ma per cambiare davvero, e quindi “guarire”, bisogna assumersi questa responsabilità. Dobbiamo inoltre imparare a interloquire con il medico che abbiamo di fronte e mai smettere di porci e porre domande.

Perchè vengono i fibromi uterini?

L’insorgenza dei fibromi dipende da una serie di fattori, più o meno incastrati tra loro. La dottoressa mi ha parlato più specificatamente di alimentazione ed emotività. Abbiamo poi affrontato anche il discorso relativo alla genetica e parlato di ormoni.

Alimentazione

Zuccheri, latte e latticini, glutine e carne sono infiammatori. Una dieta ricca di questi alimenti, assieme alla cattiva abitudine di bere poco, irrita le cellule e porta a diverse tipologie di fibrosi, tra cui l’insorgenza di fibromi uterini. Questo meccanismo non è guidato da una precisa causa/effetto. Non è provabile, quindi la scienza non lo riconosce.

Emotività

I fibromi sembrano essere collegati ad un desiderio di maternità che per motivi vari non può essere soddisfatto (non c’è un partner, c’è stato un aborto in precedenza, ci sono problemi di infertilità, non ci si sente adeguate). I miomi possono essere quindi visti come delle pseudo gravidanze abortive. La dottoressa infatti, quando si trova davanti una paziente con un fibroma, chiede cosa succede nella sua vita e indaga su eventuali desideri di maternità, e spesso riscontra questa frustrazione (Ma vi rendete conto? Una ginecologa che ci chiede come stiamo, cosa stiamo vivendo, cosa proviamo .. e poi ascolta davvero! A me sembra un sogno!).

Genetica

Io non ci credo” mi ha subito detto la dottoressa, rispondendo ad una mia domanda in merito. Mi ha poi spiegato che noi esprimiamo tratti di DNA a seconda della situazione che viviamo. La storia della nostra famiglia, quindi, ci dice solo in che direzione dobbiamo porre maggiore attenzione.

Squilibri ormonali

Possono influire sull’insorgenza dei fibromi, ma non è detto che agiscano su tutte ed in modo totale.

E l’isterectomia?

Ovviamente una delle mie prime domande è subito valsa a indagare il suo pensiero relativamente all’isterectomia. Anche a suo avviso andrebbe praticata solo quando non esistono alternative, e soprattutto in base ad una scelta consapevole.

Se la scelta è di altri non va bene. Prima poi il corpo chiede il rendiconto. E io vedo i disastri dopo!“.

Quali sono dunque le conseguenze dell’isterectomia?

  • Anatomiche/funzionali. “Togliere l’utero è come togliere la chiave di volta all’interno delle pelvi”.
  • Emotive. Come ho scritto, la scelta deve essere consapevole ed avvenire dopo un’attenza valutazione di tutte le alternative. La fertilità è una parte molto importante dell’immagine che una donna ha di sè stessa. Se l’isterectomia è inevitabile il medico deve lavorare con la paziente perchè sia compresa ed accettata.

 

Come si curano i fibromi uterini?

Le cure consigliate dalla dottoressa Oberto sono utili per ridurre la crescita dei fibromi o per mantenerli stabili. Ecco quali sono i suoi consigli.

Farmaci omeopatici

Devono essere individualizzati e scelti con attenzione a seconda della paziente. Non ci sono quindi consigli generici validi per tutte. Non eiste un protocollo preciso proprio perchè la storia di ciascuna è diversa ed importante. Anche Esmya stessa (che non è un farmaco omeopatico), ad esempio, per alcune funziona mentre per altre è. Per tutte tuttavia è fondamentale preodisporre un metabolismo corretto.

Alimentazione

Abbiamo già detto quali sono gli alimenti incriminati. Anche il piano alimentare, tuttavia, dovrebbe essere specifico.

Psicoterapia

La psicoterapia potrebbe davvero rivelarsi utilissima nella lotta contro i fibromi. Va intesa, in quest’ottica, come una maggiore consapevolezza riguardo ciò che accade nella nostra vita.

Purtroppo il tempo a nostra disposizione è passato velocissimo. Prima di andare via ho chiesto alla dottoressa Oberto di lasciarmi un messaggio da rivolgere a tutte voi ma lei mi ha risposto che non è possibile dare un consiglio valido per tutte. Non vuole nemmeno che io le faccia troppa pubblicità, perchè deve arrivare da lei solo chi ha bisogno di lei, cioè chi necessita di risolvere i problemi legati ai fibromi in maniera diversa, e quindi con una proposta differente da quella di tipo chirirgico o prettamente ormonale.