Marisa che si è sottoposta a laparotomia a Ferrara

Sono sempre molto molto felice di raccontare i vostri bei lieti fine, ed oggi con molto piacere pubblico la mail di Marisa, che si è sottoposta ad un intervento di laparotomia per la rimozione del suo fibroma.

Marisa è molto giovane . Aveva un fibroma piuttosto grosso (quasi 10cm) e ha preso Esmya per cercare di ridurlo ed evitare la laparotomia. Questo però alla fine non è stato possibile e Marisa ha dovuto subire l’intervento in laparotomia. Per fortuna tutto si è svolto per il meglio. Lei ora stà alla grande ed è prontissima ad iniziare la sua nuova vita senza fibroma!

Ciao Eleonora,
Volevo aggiornarti sulle mie condizioni. Finalmente il 7 dicembre mi hanno operata!! Dopo 3 mesi mi sento letteralmente una nuova persona. Sono piena di energie, piena di forza, ho voglia di fare qualsiasi cosa. Sto ritrovando me stessa in tutto e per tutto.
L’operazione è stata dura; sono stata sotto 5 ore e mezza a dispetto dell’ora e mezza che avevano pronosticato. Ci sono state diverse complicazioni e un’emorragia, il fibroma era più grande di quello che avevano visto, ma tutto è bene ciò che finisce bene.
La cicatrice è ancora in via di guarigione ma tutto sommato è bella, molto bassa e non troppo fastidiosa.
Il chirurgo mi disse che il ciclo avrebbe faticato ad arrivare ma sono ancora dubbiosa perché ancora non se n’è vista traccia dopo 3 mesi. È altresì vero che l’ultimo ciclo l’ho avuto proprio la settimana prima dell’operazione subito dopo aver finito la cura con Esmya. Spero che sia normale, in ogni caso questa settimana chiamerò per farmi tranquillizzare.
Ciao e buona serata.

Buona vita cara Marisa!

Lara che non si rassegna all’isterectomia e si sottopone ad embolizzazione a Milano

Lara ha 44 anni e ha combattuto i suoi fibromi per 5 anni. Tutti i medici che l’hanno visitata le hanno consigliato di sottoporsi ad isterctomia, ma Lara non ha voluto arrendersi e non ha rinunciato al suo utero … be’, leggete com’è andata!

 

Buongiorno a tutte, difficilmente parlo di fatti privati, ma ritengo doveroso farlo perché se ho potuto scegliere di tenere il mio utero lo devo solo a questo blog.

Ho 44 anni e da circa 5 ho iniziato la mia battaglia con i maledetti fibromi, dapprima tre e piccoli, fino ad arrivare a un numero non precisato, un utero enorme e forti emorragie.

A luglio dello scorso anno, il ginecologo che mi segue mi dice che l’unica soluzione possibile è l’asportazione dell’utero, che avrei potuto prendere altri pareri, ma che sicuramente avrei avuto le medesime risposte. Non mi arrendo e mi reco da altri tre ginecologi, tutti mi dicono la stessa cosa. Nel frattempo inizio anche a navigare su internet e vengo a conoscenza dell’esistenza dell’embolizzazione. Pensando si trattasse di un intervento eseguito dal ginecologo, chiedo, durante una visita, se potevo sottopormi a embolizzazione e il medico mi risponde, in modo molto evasivo, che nel mio caso era sconsigliato e che, data l’età e avendo già due figli, l’utero non mi serviva più.
A quel punto, avendo emorragie sempre più frequenti, decido di mettermi in lista d’attesa per l’isterectomia.

Qualche giorno dopo, mentre leggevo le testimonianze su questo blog, ho letto l’intervista al dr. Rampoldi, radiologo interventista all’Ospedale Niguarda di Milano, che mi ha chiarito e semplificato cosa fosse l’embolizzazione e lo specialista che la pratica. Abitando dell’hinterland milanese, chiamo immediatamente e fisso un appuntamento per una visita. Faccio la risonanza prescrittami e, dopo averla visionato, vengo contattata dal dott.Rampoldi che mi dice che posso sottopormi a embolizzazione.

Circa una settimana fa mi sono sottoposta all’embolizzazione. Grazie alla grande professionalità del dr.Rampoldi e della sua équipe, ho affrontato tutto in modo sereno. Qualche dolore nei primi giorni, ma zero cicatrici e soprattutto, con il mio utero. Unico rammarico, perché i ginecologi non ti dicono che, se vuoi, oltre all’isterectomia, esmya, ecc., c’è anche l’embolizzazione e dare al paziente la possibilità di scegliere….

Sono tanto felice Lara che tu abbia letto in tempo del dr Rampoldi e ti sia potuta sottoporre ad embolizzazione. Spero che la tua storia la leggano in molte e che in molte decidano, come te, di non arrendersi. Bunoa vita cara!

L’intervento di rimozione del fibroma in minilaparotomia di Serena

Serena mi ha scritto la prima volta a dicembre scorso, per raccontarmi di aver appena saputo di avere un fibroma all’utero di quasi otto centimetri. Serena si trovava alla settima settimana di gravidanza ma è dovuta correre in pronto soccorso per un aborto spontaneo, che si è risolto tutto senza raschiamento. In quell’occasione però Serena ha scoprto di avere un fibroma.

Il fibroma di Serena misurava 75,2×51,3 mm e lei era alla ricerca di informazioni sull’embolizzazione. Il suo ginecologo le ha poi però consigliato di rimuovere il fibroma e di evitare l’embolizzazione perchè nella famiglia di Serena ci sono casi di tumore.  Serena è stata quindi operata a gennaio scorso in minilaparotomia e ha voluto consividere con noi la sua esperienza.

Ciao Ele, sono stata operata il 25 gennaio con minilaparotomia di fibroma peduncolato di 8 cm.Oggi torno a casa. L’anestesia è stata quella spinale e ho richiesto anche un tranquillante sempre endovena per stare più calma. Dolore zero a parte un po’ di bruciore alla schiena e poi un peso sulle gambe e sulla pancia come se ci fosse disteso il cinghiale della pubblicità della magnesia.

Il giorno dell’intervento sono stata a letto col catetere e nessun dolore. Il giorno dopo mi hanno fatta alzare per fare pipì da sola e ho avuto dolore alla spalla ma col fantastico Toradol passa tutto. Adesso sono a casa indosso quando sono in piedi la pancera elastica a strappo e le calze autoreggenti antitrombo (perché soffro di capillari). I punti andranno via da soli e tra quindici giorni devo fare la visita di controllo.

L’intervento di per sé è semplice ma non è una passeggiata, va saputo eseguire da medici competenti. Io sto abbastanza bene,certo non sono al 100% ma credo sia normale. Sono stata operata all’Ospedale di Cetraro (CS) dal dott. Gianfranco Amoroso, medico eccellente. Ringrazio tutto lo staff medico, anestesista fantastica ma non ricordo il nome. Le infermiere sono bravissime e gentilissime, se non suonavo il campanello venivano spontaneamente a chiedere come stavo. Un particolare ringraziamento al direttore sanitario il dott. Cesareo. Baci Serena.

Grazie Serena. A questo punto il tuo periodo di convalescenza sarà già finito e tu avrai già iniziato la tua nuova vita senza fibroma. Un grosso augurio di cuore!

Diana operata in minilaparotomia all’Ospedale Melloni di Milano

Diana mi ha scritto per la prima volta un anno fa, per raccontarmi di aver appena trovato il mio libro alla Feltrinelli e di essersi subito fiondata nella lettura. Aveva un fibroma di 2,7 cm che le impediva una gravidanza e stava cercando di informarsi in merito..

Volevo raccontare un po’, salutarti e dirti quanto mi piace leggere il tuo libro, con il quale sapere di più in merito al Fibroma e ringraziare esista una buona fonte come il tuo blog e il tuo libro per informarci per bene.

Diana viene dall’Argentina, abita a Milano e, dopo aver valutato le possibilità che le venivano prospettate dai vari medici, ha deciso di sottoporsi a terapia con Esmya. Il farmaco non ha però sortito sulle dimensioni del fibroma nessun effetto, così Diana ha scelto l’intervento chirurgico presso l’Ospedale Melloni di Milano.

Tutto è andato per il meglio, e sono felice di pubblicare la testimonianza di questa cara amica.

Ciao cara Eleonora!
Ti volevo raccontare come va tutto!

Mi hanno operata in mini laparotomia il venerdì 26/01, e per la domenica 28 ero già a casa, visto che me la sentivo.

Mi ha operata il Dott. Natale, e mi sono trovata benissimo nell’ospedale Melloni, tutte le infermiere molto attente, cordiali, veramente bene.

Ho riposato bene a casa, facendo poco niente la prima settimana, per la seconda settimana invece facevo già alcune cose cosi mi esercitavo un po’ 🙂
Quando ho raggiunto un mese mi sentivo già normale, nessun dolore. A 40 giorni sono andata a controllo e tutto era apposto, la ferita è guarita bene.

Ti faccio un riassunto dall’inizio:

A febbraio 2017 ho fatto a una ecografia di controllo visto la ricerca di gravidanza, lì hanno scoperto un fibroma intramurale di di 2,5 cm parzialmente sottomucoso, visto che era asintomatico sono rimasta stupita che sia lì, e ovviamente un po’ preoccupata visto che non sapevo niente al riguardo, subito ho cercato info in libreria, e quello che cercavo era lì: di fronte ai miei occhi il tuo libro “Maledetto fibroma” dopo divorarlo per sapere tutto al riguardo e dopo capire quante donne soffrono, quanto hai sofferto tu! Ma quante donne hanno avuto il suo leto fine, sono arrivata al mese di aprile 2017 dove il ginecologo mi ha consigliata di prendere Esmya per tentare di non arrivare ad un intervento. A quel punto io ero già informata su tutte le possibilità per risolvere il mio problema, dopo pensare se volevo prendere quella strada o un intervento. Così alla fine da maggio a luglio 2017 ho preso Esmya, ma, avevo deciso che se non succedeva niente con Esmya, non volevo nessun secondo ciclo, volevo l’intervento per non perdere più tempo.

Il mese di ottobre 2017 ho trovato un buco per una sonoisterografia per vedere cosa era successo dopo Esmya: -Niente- il fibroma non era sparito ne ridotto.

Allora ho chiesto per favore al più presto un intervento per toglierlo.
Pre ricovero il 13 novembre, ed il 15 gennaio 2018 mi hanno dato la data per l’intervento in minilaparotomia: 26 gennaio 2018 presso l’ospedale Melloni qui a Milano, le altre possibilità d’intervento non si potevano considerare visto la posizione di questo fibroma.

Quindi questo è il mio lieto fine Eleonora, il tuo libro, la tua pagina sono stati senza dubbio una buonissima fonte d’informazione, mi auguro che queste informazioni possano arrivare a tante mani, a tante donne che hanno bisogno di sapere di più e di avere nuove esperienze e nuove conoscenze per quanto riguarda ai fibromi, e cosi come io e tante altre donne hanno fatto, decidere meglio come agire con il suo problema.

Grazie di tutto l’aiuto a tutti noi cara Eleonora! 🙂

Buona nuova vita cara Diana, e tantissimi auguri per la tua ricerca di un bimbo. Aspetto di pubblicare il tuo fiocco rosa, o azzurro!

Antonella operata in isteroscopia operativa dal dott. Legge

Antonella abita a Bari, ha 48 anni e mi ha raccontato la sua battaglia contro il suo fibroma sottomucoso. Antonella ha scoperto gli ultrasuoni focalizzati leggendo il mio libro e si è rivolta al dr Napoli, per poi scoprire che nel suo caso sarebbe stata sufficiente un’isteroscopia operativa.

Adesso Antonella stà bene e ha deciso di condividere con noi la sua storia.

Ciao Eleonora,

Ti ringrazio per l’impegno profuso nella scrittura del tuo libro, che ho letto tutto di un fiato, e nella divulgazione delle informazioni e tecniche esistenti per combattere i fibromi. Non ho trovato nessuna altra fonte così completa come la tua e sono riuscita a farmi un’idea precisa del problema fibromi e di come sia possibile affrontarlo. Inoltre è stato importante sapere che tante donne come me sono state male anche psicologicamente come conseguenza dei loro fibromi perché tante volte non sono stata capita oppure ho avvertito che il mio problema veniva costantemente sminuito da gente competente e non.

Ti racconto la mia storia.
Ho 48 anni e non ho avuto figli perché troppo impegnata con gli studi di ingegneria prima e il lavoro poi. Sono di Bari ma vivo da 10 anni a Londra per le maggiori opportunità lavorative che offre e per una mia passione giovanile per la metropoli, passione che ora ho ormai perso, dopo aver sperimentato la fatica quotidiana del non stare a casa propria e di dover fare fatica ogni giorno viste le enormi distanze e le tante limitazioni soprattutto abitative che vivere in una città così costosa comporta.

Nel giugno 2013 a 43 anni ho subito a Bari la mia prima isteroscopia operativa per dei polipi di entità minore che mi davano problemi di sanguinamenti tra una mestruazione e l’altra. Tutto bene per un po’ di anni fino a quando a 46 anni il mio ciclo è diventato inspiegabilmente abbondante nonostante fosse sempre stato discreto. Iniziò adesso a mettere insieme i pezzi e ricordo una vacanza estiva in cui ho dovuto dormire in un letto diverso da quello del mio compagno perché avevo paura di sporcarmi ed il giorno dopo infatti il mio letto singolo era coperto di sangue con grande imbarazzo al pensiero delle cameriere che sarebbero arrivate a pulire la stanza. Oppure quando ho assistito mio padre ricoverato in ospedale e alzandomi dalla sedia ho notato che era sporca di sangue… Sino ad arrivare all’ultimo spiacevolissimo episodio di dicembre scorso in cui purtroppo ho avuto una perdita improvvisa mentre ero in ufficio a Londra e sono dovuta corrrere in un negozio di abbigliamento a comprare dei jeans nuovi: puoi immaginare limbarazzo con cui sono scappata dall’ufficio e poi rientrata per chiudermi velocemente in bagno e cambiarmi. Per non parlare delle assenze che si sono ripetute al lavoro nei giorni del ciclo e che hanno generato un atteggiamento inquisitorio da parte dei miei superiori (quasi tutti uomini) nonostante il diritto riconosciuto nel Regno Unito alle assenze per malattia.
A febbraio-marzo dell’anno scorso Il mio ginecologo italiano mi ha inizialmente prescritto una pillola a base di solo progesterone che però ha avuto l’effetto opposto e cioè ha fatto aumentare la frequenza dei cicli (ogni 15 giorni) e l’entità delle perdite (ho visto per la prima volta delle perdite spaventose sotto forma di grumi). A quel punto ho iniziato a fare pressioni chiedendo se fosse opportuna un’operazione chirurgica e lui mi ha invece suggerito di assumere Esmya in modo da causare una menopausa indotta fino a quando non sarei andata in menopausa. Mi sono informata tramite il tuo blog ed anche il libro e ho scartato subito Esmya in quanto non aveva senso per me sopportare gli effetti collaterali comunque presenti e mi faceva paura doverla assumere per un periodo così lungo senza sapere quali sarebbero stati gli effetti a lungo termine…

Ho allora contattato il dott. Alessandro Napoli (scoperto tramite il tuo libro!) per valutare se la tecnica di trattamento con ultrasuoni fosse applicabile nel mio caso. Il dottore e la gentilissima assistente dott.ssa Veronica mi hanno allora suggerito di eseguire una risonanza magnetica della pelvi come di prassi. La risonanza eseguita ai primi di novembre 2017 ha dato un risultato confortante in quanto il mio fibroma di 3cm circa appariva di tipo sottomucoso, peduncolato e aggettante in cavità uterina. Eureka! ho capito subito che si poteva rimuovere in isteroscopia operativa ed infatti il dott. Napoli mi ha risposto molto correttamente dicendomi che il trattamento ad ultrasuoni era applicabile ma che in sostanza non ne valeva la pena in quanto di facile risoluzione tramite isteroscopia. Decisione presa, quindi: isteroscopia operativa, altrimenti detta resettoscopia.

Apro parentesi per citare la superficialità con cui sono stata trattata dal sistema sanitario britannico. Anche lì il tutto è nelle mani dei medici generici, anzi direi esclusivamente nelle loro mani in quanto sono considerati dei tuttofare. Pensa che nei miei 10 anni di permanenza a Londra, non ho MAI avuto una visita specialistica, ne tantomeno ginecologica: che vergogna… Possiamo andare fieri del nostro Sistema Sanitario Nazionale, nonostante le pecche che non mancano… Il GP (medico generico) inglese mi ha candidamente detto che i casi di fibromi sono talmente frequenti che l’operazione non viene presa in considerazione a meno che non si tratti di casi molto gravi. Il trattamento da loro consigliato consiste nella assunzione di pillola solo progesterone o inserimento di spirale con rilascio di progesterone, oppure molto semplicemente assunzione di Tranex per la durata del ciclo! E con il Tranex sono andata avanti per un po’ fino allimbarazzante episodio di dicembre accaduto in ufficio. A quel punto ho chiamato il mio ginecologo in Italia e gli ho chiesto di consigliarmi un buon chirurgo per eseguire l’isteroscopia operativa.

L’operazione è stata eseguita con successo ieri, domenica 10 febbraio dal Dott. Francesco Legge, che dirige il reparto di Oncologia ginecologica all’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, vicino Bari. Ho riscontrato subito una grande professionalità e umanità nel dott. Legge che ha precedentemente operato al Gemelli di Roma e si è anche specializzato al Royal Marsden Hospital di Londra. Il fibroma era di 3.5 cm ed èstato asportato completamente. Per evitare le attese del nostro sistema sanitario (comprensibilissime in quanto il reparto in questione ha una ottima fama e deve ovviamente risolvere casi molto più gravi) ho deciso di eseguire l’intervento in prestazione intramoenia. Risultato: sono molto contenta di come sono stata trattata sia dai medici che dal personale ospedaliero. Tutti molto disponibili e comprensivi, soprattutto nella anticamera della sala operatoria quando tutti cercavano di farmi distrarre chiacchierando e sorridendomi.

Il paradosso è proprio questo: nel Regno Unito ci sono sicuramente ospedali all’avanguardia ma per accedervi, devi arrivare con una patologia ritenuta grave, e non di certo un fibroma, nonostante dalle nostre esperienze sia evidente che anche un fibroma sia invalidante, in quanto impedisce di svolgere normalmente le nostre azioni quotidiane e quindi di vivere serenamente. In alternativa, in UK devi pagare un’assicurazione che ti permetta di accedere a visite specialistiche senza spendere una fortuna, considerato che a Londra una visita specialistica ed anche un esame diagnostico non costano meno di 500 sterline.

Spero che il mio capitolo fibromi si chiuda qui e chissà se potrò rimanere incinta, anche se mi rendo conto è un po’ tardino. Ho anche imparato tramite la tua opera di divulgazione che sarà necessario correggere la dieta e renderla il più possibile vegana ed evitare situazioni di stress ed ansia per quanto possibile. Se potessi ricordarmi il nome della ragazza che aveva consigliato una dieta per prevenire la formazione di fibromi, te ne sarei grata.

Un abbraccio e grazie ancora per la tua guida preziosa in questo percorso!

Antonella si riferisce a Maddy, che nel mio libro, e anche qui sul blog, ha proposto un regime alimentare che potrebbe arginare la crescita dei fibromi.

Grazie Antonella per aver condiviso la tua esperienza, e un grosso in bocca al lupo per la tua vita.