La storia di Annalisa, dalle emoraggie alla laparoscopia

Il mio racconto ‘Un salto indietro nel passato‘ è stato lo spunto per alcune di voi per raccontarmi momenti dolorosi vissuti a causa dei maledetti fibromi. (Mi è venuta anche un’idea, tra l’altro, per una nuova rubrica qui sul blog, ma ve lo racconto un’altra volta).

Annalisa ha deciso di condividere con tutte voi uno dei suoi più grandi momenti di difficoltà e dolore..

Era novembre 2017. Ancora non ero sposata ed ero a casa dei miei genitori. Stavo preparando un esame molto importante e stressante da un bel pò di giorni. Mi arriva il ciclo preciso come al solito, e mentre ero seduta a studiare mi sento un forte calore mai sentito prima. Corro un bagno e vedo la mia prima emorragia. Caspita! mi dico tra me e me, ne parlo con mia mamma con molta tranquillità e associo questo evento allo stress e ansia che stavo subendo in quel periodo e infatti non ne parlo con la mia ginecologa.

Arriva dicembre, stress dell’esame passato, mi arriva nuovamente il ciclo con ulteriore emorragie!! E’ lì mi allarmo. Prendo un appuntamento con la mia ginecologa, racconto i due episodi. Mi fa una accurata visita dove riscontra un piccolo fibroma di 4 cm ( così lo definì). Mi prescrive la pillola anticoncenzionale al fine di tenere a bada le emorragie e nonostante la pillola le emorragie proseguono , fortunatamente avevo soltanto durante il ciclo mestruale.

Prosegue un calvario, una limitazione alla mia quotidianità. Ogni qualvolta avevo il ciclo non potevo uscire, andare a lavoro, andare al mare, vestirmi normale! ma completamente ridotta ad essere schiava del mio ciclo mestruale a soli 27 anni!!

Un episodio straziante e che non dimenticherò mai è stato quando inizia a frequentare un corso fuori dalla mia città. Proprio nel primo fine settimana di corso mentre preparavo la valigia eccolo che arriva il ciclo!! Panico totale. E ora??? come potevo affrontare il ciclo così lontana da casa! Prendo l’antiemorragico e parto. Arrivo a destinazione, vado in bagno e mi siedo per seguire la lezione.

Psicologicamente distrutta, deprivata dalla tranquillità di trascorrere insieme a due miei colleghi un corso tanto desiderato. Rimango seduta senza avere pause per un paio d’ore, danno la pausa e mi alzo dalla sedia, fiume di calore!!! Mi faccio seguire dalla mia collega, lei mi dice ‘tranquilla non sei sporca’, mi tocco e la mano piena di sangue! Entro in bagno, mi tremano le gambe …ero bianca come un cadavere e un forte mal di testa. Cerco di pulirmi il possibile, ero delusa amareggiata… mi fidavo del mio corpo e della mia forza, invece mi aveva abbandonata!
Torno in aula, con un fortissimo mal di testa continuo a seguire la lezione. Dopo un’ora torniamo nel b&b che ci ospitava, chiedo ai miei colleghi di cenare in casa e non uscire.

Il giorno dopo, passando la notte ad alzarmi dal letto e controllarmi poichè dormendo nel lettone con una mia collega non volevo che si ripresentasse l’inondazione con lei insieme, passo le 5 ore di lezione andando in bagno ogni 15 minuti, e una fra queste mi capita di veder tanto scorrere il sangue a piccoli pezzi che macchio il pavimento del bagno e le mie adorate scarpe blu!! Tento per quanto possibile di pulire il tutto e senza accorgermene rimane una macchia su una scarpa. Nel pomeriggio facciamo una passeggiata, ed una mia collega davanti ad un ragazzo mi fa notare la macchia!! fortunatamente non sembrava sangue ma olio di macchina, ma dentro di me volevo sprofondare!!! mi sentivo deprivata di
qualcosa.

Intanto scrivo alla mia ginecologa con molta rabbia, dicendole che non potevo più sopportare delle limitazioni quotidiane alla mia vita e che bisognava fare urgentemente qualcosa!! Anche perchè ero arrivata con le analisi del ferro al parametro pari a 2!, quando il minimo mi sembra sia 12 13.

Ulteriore visita, mi prescrive esmya per tre mesi..tentiamo! L’unica cosa positiva di esmya è stato che per 3 mesi non ho avuto il ciclo e quindi ho riprestinato un pò il ferro . Purtroppo con me esmya non ha funzionato, e il maledetto era cresciuto di ancora un cm arrivando a 5cm. Insisto molto, e arriviamo alla decisione dell’intervento per rimuoverlo. Laparatomia o laparascopia, il dilemma della ginecologa… intanto però sono in lista per l’intervento!
Chiamo un giorno si e uno no in ospedale per sollecitare il mio intervento. Insistendo anche con la mia ginecologa.

Mi chiamano dopo 20 giorni. Mi dicono cosa devo fare, quando andare. Nella mia mente tiro un sospiro, non pensavo al dolore ma a liberarmi del maledetto! Avviso a lavoro la mia assenza, dicendo di non preoccuparsi tempo 15 giorni e sarei rientrata, solo dopo ho capito il perchè della loro titubanza sulla mia tempistica!
Qualche giorno prima dell’intervento mi arriva il ciclo, ma mi tranquillizzano sul fatto che l’intervento si fa a prescindere dal ciclo in corso. Ovviamente ho emorragia anche in questo caso. Mi ricoverano lunedì 4 marzo con annesso ciclo, e il giorno del ricovero mi dicono che procederanno in laparascopia.

Io ero molto tranquilla, poco preoccupata e pochissima ansia. La notte non ho dormito bene, ma non per l’intervento ma perchè non ero nel mio letto.
Ore 8:00 ero pronta, ero la prima. In camera con me c’era una donna a cui dovevano rimuovere l’utero a causa dei maledetti, ci davamo forza a vicenda. Vado, non mi fecero vedere nessuno dei miei familiari, loro corsero giù in sala operatoria. Arrivo in sala operatoria, mi fanno una punturina e un infermiere mi dice scherzando ‘ ma cosa vuoi tu alle otto da noi’ con un sorriso, io ricambio il sorriso e non ricordo più nulla.

Mi sveglio dolorante, mi lamento del dolore alla pancia e vedo la mia famiglia intorno a me. Dormo dolorante a causa dell’anestesia. Ricordo poco di quei momenti anche perchè mi svegliavo e dormivo continuamente. Dopo un pò viene la ma ginecologa e mi dice che il maledetto era grosso, che ho perso molto sangue ma era andato tutto bene!! In ospedale mi hanno trattata benissimo (ai tempi d’oggi sembra un’eccezione).

Provo ad alzarmi il giorno dopo e sento una sensazione bruttissima, come se il mio corpo cedesse. Soffro di pressione
bassa dunque mi girava la testa tantissimo anche a causa della perdita di sangue ( e provenivo da un ciclo emorragico di pochi giorni prima). Piano piano mi alzai e passeggiavo perch’ mi serviva a fare aria.
Il dolore continua per più giorni ma con l’antidolorifico tende a scemare, non avevo fame e dovevo fare aria assolutamente. Mi viene un pò di tosse in quei giorni, e capite bene ogni colpo di tosse cosa sento alla pancia!! Rimango in ospedale 4 giorni tra alti e bassi… venerdì mi danno le dimissioni, un mese a casa! cosa??????? Per me era tantissimo, però mi serviva in tutti i sensi. In ospedale non ho mai pianto, e poche lamentele. Arrivo a casa venerdì, mi siedo sul divano mentre mio marito mi sale la valigia, mia mamma si siede con me e scoppio a piangere. La frase che ho detto ‘pensavo sarebbe stato più
semplice’. Tolgo dopo due giorni le maledette calze antitrombo che mi hanno torturata per giorni ma erano indispensabili.

Dopo una settimana torno in ospedale per togliere i punti, e la ginecologa mi sottolinea di attendere un annetto per una gravidanza, baaaam… tranvata in faccia! pensavo di meno! vabbè dal dolore che avevo provato il mio ultimo pensiero era una gravidanza in quel momento.
A casa inizio a guardare i miei tre buchi, e la mia pancia gonfia. La guardavo all’inizio e mi dicevo che non avrei mai pensato di sottopormi a tutto ciò. Confesso che per parecchi mesi non riuscivo a guardarmi le ferite, eppure le hanno fatte bene …però non era la mia pancia.

Passano i giorni e va sempre meglio. Torno a guidare, torno a lavoro e aspetto il mio primo ciclo senza il maledetto con ansia e paura. Eccolo, arriva…normale, con un flusso normale!!! Non ci credo, piango…aspetto anche il secondo, il terzo… torno alla mia vita!!

Purtroppo rimane la paura che possa ritornare, che si possa avere una recidiva… Però bisogna andare avanti, coltivare i propri sogni e i propri desideri. Questi episodi per me sono per le donne degli atti di violenza psicologica, ma ho voluto raccontare la mia storia, tralasciando tante cose ma scrivendo quelle essenziali, per dare una speranza e testimonianza che possiamo farcela e potete farcela!!

Il racconto di Annalisa riporta alla mente tanti ricordi dolori. Rileggendo le sue parole ho ripensato anche a quando sono tornata a casa dopo la prima laparotomia, a come mi sono sentita, a com’è stato vedere quell’enorme taglio sul mio pancino (non escludo di raccontarvelo nel dettaglio un giorno di questi).

Come scrive la nostra amica, poi bisogna andare avanti… perciò un abbraccio fortissimo alla nostra Annalisa e un gigantesco in bocca al lupo per il suo futuro.

L’intervento in mini laparotomia e il post operatorio di Gloria

Eccolo il bel lieto fine di Gloria, operata in laparotomia poco tempo fa. Gloria aveva tanta paura dell’intervento ma per fortuna tutto si è risolto per il meglio. Oltre allìintervento, Gloria ci racconta il suo faticoso post operatorio.

Sono certa però che ad oggi, a qualche mese dalla sua email (essì, ci ho messo un po’ a pubblicare, tra una cosa e l’altra..), Gloria sia già in formissima, e i suoi fibromi siano ormai solo un lontano ricordo.

La paura era molta, ma grazie ai messaggi letti e alla meditazione sono riuscita ad affrontare il giorno del ricovero e dell’operazione con serenità.

Il giorno del ricovero, mi hanno fatto le analisi, un’ecografia e il colloquio con l’anestesista.

A digiuno e senz’acqua dalla mezzanotte ecco arrivate le 7:15 del giorno dell’intervento.

Entra in stanza l’infermiere, dicendo che mi dovevo preparare perché in sala operatoria mi aspettavano.

Mi offre una camicia da notte legata solo dietro da dei laccetti e le calze antitrombo.

Abbraccio mia madre e via, mi metto sul lettino.

Passeranno altri 15 minuti prima che arrivo a quella porta che si apre sopra della quale c’é scritto sala operatoria ginecologica.

Diverse persone fuori che incuriosite ti guardano e tu che cerchi anche li, di trattenere la calma.

Mia madre voleva accompagnarmi fino a quel punto, ma le ho chiesto di non farlo e aspettarmi in stanza.

Si apre la porta, il mio lettino entra e il tizio che mi ha accompagnato chiacchiera con un suo collega che aveva portato la ragazza che era prima di me.

Cercano di stemperare la situazione e intanto ci danno le cuffiette.

La metto, e intanto mi avvicinano ad uno strano macchinario. Sembra un’enorme bilancia. Sopra c’era distesa quella ragazza, che avrà avuto la mia età.

Ci guardiamo, quasi come per darci conforto, pochi istante e lei é sul lettino operatorio pronta di fronte la porta scorrevole che porta alle diverse sale operatorie.

“In gamba” le dico, chi in un momento come questo non desidera una parola buona.

Mi sorride ed ecco il mio turno, scivolo sopra quel nastro che cammina e oplà eccomi sul lettino operatorio.

Mi chiedono nome, cognome, data di nascita e in mezzo secondo eccomi dentro la saletta dove mi preparano all’intervento.

Solite domande (nome, cognome, allergie, gravidanze, hai freddo etc..) e intanto mi infilano un ago nella vena della mano sinistra.

Entro in sala operatoria, tanta luce, tutto bianco e delle applicazioni di vetro al muro con del muschio dentro.

Mi fanno sedere, una ragazza mi dice di appogiarmi a lei e da dietro mi fanno l’anestesia spinale.

Da quel momento le gambe diventano calde, il tempo di metterle sui reggiarti e..

Mi sento chiamare, apro gli occhi sono nella sala del risveglio.

Il tempo necessario e mi riportano in stanza.

Ad attendermi mia madre, le faccio capire che sto bene.

Non sentivo dolore, non sentivo ancora le gambe ma me l’avevano detto che si sarebbero svegliate poco a poco.

Passa il chirurgo, 5 fibromi tolti di cui il più grande di quasi 6cm.

Sutura intradermica.

Passano un paio di ore e mi inizia a girare la testa, sudo e..alzando il lenzuolo noto che perdo sangue dalla ferita del drenaggio.

Vengono immediatamente, mi visitano e mi cambiano il mio drenaggio che conteneva 500 ml di sangue.

Dopo meno di un’ora altri 100ml, faccio un’ecografia.

Viene il mio ginecologo e mi dice che c’é qualcosa di anomalo e che dobbiamo scendere in sala perché bisogna capire cosa sta succedendo.

Scendo, cuffietta, nastro, nome e cognome, sala pre operatoria, domande ed eccomi di nuovo in sala operatoria.

Eccomi di nuovo nella sala del risveglio, mi “Gloria devi respirare.. Respira bene!”

Credo che mi riaddormentavo e quindi ecco il perché di queste raccomandazioni il perché del suono al macchinario alla mia destra!

Salgo in stanza, di nuovo la mia mamma che mi guarda e io le sorrido dicendole di stare tranquilla.

Sale poco dopo il chirurgo e mi dice cos’hanno fatto.

Riaperta la ferita hanno trovato immediatamente del sanguinamento arterioso che hanno fermato con dei punti di sutura.

Cose che possono succedere, ho vissuto tutto con estrema tranquillità.

Il giorno dopo l’intervento delle infermiere hanno provato ad alzarmi dal letto ma, non ci sono riuscita.

Giramenti di testa e nausea che mi hanno fatto dare di stomaco praticamente niente.

Il pomeriggio ho riprovato con due mie amiche, una della quale infermiera dello stesso reparto in un altro ospedale.

Eccomi in piedi, lunghi respiri e .. la conquista di qualche passo!

Il mercoledì mi hanno tolto il catetere,mentre giovedi il drenaggio.

Tolto il catetere fare la pipì, almeno per me é stato doloroso e.. lo é ancora a 10 giorni dall’intervento.

Fastidiosi entrambi ma il drenaggio alla fine mi dava dolore, tolto lui metà dei dolori sono andati via.

Il mercoledì ho iniziato a mangiare qualcosina, una dieta semiliquida.

Venerdì mi hanno dimesso.

Eccomi a casa.

Acido folico da prendere, puntura da fare ogni giorno, antidolorifico o paracentamolo se necessario per un massimo di tre al giorno.

La cicatrice la sto disinfettando un giorno si uno no.

La ferita fa male, non ho molta autonomia nello stare in piedi, e se faccio qualche passo ho il cuore che va a tremila.

Cosa posso dire, mi sono fasciata la testa con duemila paure.. In realtà é proprio come leggevo, é il post operatorio la parte più dura.

Alzarsi dopo l’intervento é tosta ma,se fatto con un ambiente sereno e con l’aiuto di persone che ti trasmettono tranquillità, riesce meno difficoltoso.

A 10 giorni dall’intervento ho comunque un minimo dolore sopportabile alla ferita, in particolare modo dopo che sono stata in piedi per diversi minuti.

Quando vado al bagno ho dolore, ma passa subito..fortunatamente!

Oggi ho fatto gli esami delle urine,per capire meglio. Sembra che ho un tritacarne nella pancia.

Ho spesso male alla testa, ma di questo ne sono abituata ormai.

Durante la giornata sento “il cuore battere nelle orecchie”, questo fastidio l’ho percepito per la prima volta dopo che ho fatto la puntura di eparina e la puntura per far decontrarre l’utero (non sono certa di aver capito bene).

Credo che avere fiducia nel medico e nell’equipe che ti opera é un elemento fondamentale.

Detto questo, ringrazio ognuna di voi che ha scritto in risposta alla mia richiesta d’aiuto.

Leggere e avere parole di conforto aiuta ad affrontare il tutto con la massima tranquillità.

Gloria ♡

Buona vita cara Gloria!

Il lieto fine di Patricia, operata in mioctemia addominale al San Carlo De Nancy

Eccolo il bel lieto fibe di Patricia, operata in laparotomia un paio di mesi fa.

Ciao a tutte!
Mi chiamo Patricia, ho 34 anni e sono spagnola, vivo a Roma dal 2013 e vorrei raccontare la mia storia.
Ho avuto sempre un ciclo molto pesante e con dolori forti per cui non ho avuto mai nessun tipo di sospetto.

L’anno scorso, vado dalla mia nuova ginecologa a fare una visita di controllo (la mia ginecologa di fiducia era in Spagna per cui era passato un anno e dovevo fare in check) e mentre realizzo la visita, lei mi guarda stranita dicendo che ho una pancia di forma strana. (Ho un po’ di pancia per cui non ho mai sospettato nulla). Facciamo una ecografia trasvaginale e lì vediamo due fibromi di 5 e 6 cm e anche un paio di polipi.
Per capire come sono disposti mi dice di fare un’isteroscopia, e mi consiglia il San Carlo
De Nancy, che sono veramente bravi. Chiedo de realizzare quest’isteroscopia diagnostica e lì capiamo che sono de 6 e 5 cm, e uno di loro calcificato e l’altro con radici.
Mi mettono in lista d’attesa e passano 8 mesi e sono chiamata per fare l’intervento.

Il mio intervento é stato il 25 di Settembre di quest’anno, con anestesia genarale che per fortuna nel mío caso, non mi ha causato ne nausea, ne mal di testa, solo freddo un freddo mai sentito e posso giurare che non sento mai freddo. Come ho due vene varicose, per evitare un possibile trombo, ho dovuto indossare le calze antitrombo durante l’intervento e tenerle durante due mese. Doveva essere una laparoscopia ma alla fine é stata una mioctemia addominale laparotomia, cioè, il taglietto tipo cesareo perché erano grandi, nella parte alta dell’utero e con radici. Premetto che odio gli aghi e tutto ciò… non ho una soglia del dolore molto alta o così lo pensavo, ho scoperto che é abbastanza alta.

Sono stata 4 giorni in ospedale prima di essere dimessa. Per fortuna il mio intervento é andato bene, lungo, dalle 15:30 fino alle 19:40, doveva durare più o meno 150 minuti ma alla fine è durato di più.
I primi giorni i dolori erano come quello del ciclo ma più forti, non riuscivo a sedermi, ne a muovermi con autonomia e dovevo portare la fascia (un consiglio del mio dottore) per aiutare a dare sostegno nella zona addominali. Ho avuto perdite una settimana e mezza, poi non più. Dal primo giorno che sono rientrata a casa mia madre (che era venuta per aiutarmi) mi ha obbligato a fare la doccia dicendo che con sapone neutro e con il cerotto me dovevo fare la doccia perché anche quello che fanno interventi più grave lo fanno… (nella Spagna, l’infermiera ti aiutano a lavarti ogni giorno se tu non puoi, e se non puoi alzarti ti lavano loro al letto. Mi ha fatto bene… (sempre con il cerotto e il suo aiuto, lei me lavaba i primi giorni e mi asciugava).

Piano piano ogni giorno mi sentivo meglio, realizzavo le cure ogni giorno religiosamente con betadine e anche coprendo la ferita con un cerotto speciale. Sono riuscita a fare passeggiate di 6/7 km..e a muovermi abbastanza bene, ma ancora ho paura di che qualcuno possa darmi un colpo nella pancia…e dormo in versione mummia, ehehe non riesco a mettermi di lato… ma piano piano anche quello arrivará.
Oggi (22/10/2019) é stata la visita di controllo e per fortuna l’esame istologico è resultato negativo e il dottore (l’equipe medica del San Carlo De Nancy é stupenda, ringrazio al mio dottore Roberto Lo Voi) mi ha detto che sia la ferita nella parte exteriore (la mia cucitura é stata con filo riassorbibili) che all’interno nell’utero.

Ancora dovrò indossare la fascia un altro mese e non caricare pesi e camminare di meno (Ahhaah così mi ha detto!)
Dovrò realizzare un’isteroscopia diagnostica per controllare fra due o tre mesi, nel caso di che se possa formare qualche adderenza come sarà leggera con l’isteroscopia se potrà risolvere.
Volevo condividere con voi la mia esperienza, un saluto!

                      ….

Sono passati 41 giorni e credimi che mi sento molto meglio… ancora ho la fascia e mi sento un piccolo rotolino sopra il taglio che spero piano piano vada via…. (non so cosa fare… in più, mi faccio un paio di massaggi al giorno nella zona per “muovere” un po’ la zona) ma veramente adesso sono contenta… spero che non mi deva trovare di nuovo nella stessa situazione.

Un grosso augurio a Patricia per la sua nuova vita senza fibromi, e un gigantesco in bocca al lupo per tutto il suo futuro. Grazie per aver condiviso con noi la tua storia!

Ordinanza di Archiviazione della denuncia del dottor Tommaso Lupattelli

Questa mattina ho ricevuto la lettera del Tribunale di Milano con l’esito del procedimento penale relativo alle accuse del Dr Lupattelli.

Facciamo un passo indietro, per chi non è aggiornata .. Non avevo più raccontato più nulla sul blog per evitare polemiche, e anche perchè avevo argomenti più interessanti da affrontare, ma oggi fare il punto sulla questione è doveroso, per diverse ragioni. In primis per rispondere a molte vostre domande.

Dunque, dicevo, a luglio scorso, mentre ero in vacanza, ho ricevuto una lettera del Tribunale di Milano con cui mi si convocava in udienza col dottore, o meglio con il suo avvocato, data la sua denuncia. Dalla lettera avevo scoperto che lui aveva presentato una prima denuncia che era stata archiviata dal Giudice perchè le argomentazioni esposte erano infondate e che poi lui si era opposto per vie legali a questa archiviazione e che quando questo accade il giudice è obbligato a riaprire la questione.

Ero piuttosto stupida del tutto. Intanto, che il dr Lupattelli dopo praticamente più di due anni stesse ancora a pensare a cosa avevo scritto io e avesse tempo ed energie da impiegare in questa faccenda. E poi stupita del fatto che il giudice avesse già archiviato la prima denuncia (non ne avevo ricevuto nessuna notifica) ma che lui ancora insistesse.

Dopo aver sentito sia un avvocato di Torino che l’avvocato d’ufficio assegnato a Milano ho deciso di non presentarmi all’udienza perchè sarebbe stato veramente troppo costoso per me. Entrambi gli avvocati mi avevano comunque detto che sarebbe stato meglio essere presenti, ma anche che di solito quando un giudice archivia una denuncia se poi non ci sono fatti aggiuntivi da presentare anche la seconda volta, sulla base degli stessi dati, l’esito è una nuova archiviazione.

Stamattina è arrivata la raccomandata con la notifica del Tribunale. Il Giudice, rilevata la prima archiviazione del procedimento, avvenuta per “infondatezza della notizia di reato“, rilevato che “il querelante insisteva per le proprie argomentazioni“, ritenuto “che il gravante sia infondato, premesso e accertato l’interesse pubblico a parlare del tema del fibroma e dell’operato del medico, il quale per primo utilizza lo strumento di internet e del social network per diffondere le proprie esperienze personali“, non ha ritenuto i miei articoli lesivi del prestigio e dell’onore del dottore, ma libera espressione del “diritto di critica“, e quindi ha ordinato l’archiviazione del procedimento.

Inutile dirvi quanto io sia felice di ricevere questa notizia e di quanto sia stato fastidioso sprecare tempo nel star dietro alla follia del dottore.

Come dicevo, non avevo più scritto niente sul blog per evitare polemiche e solo alcune di voi sapevano di questa questione. Ho anzi sopportato per mesi che il dr Lupattelli su tutti i suoi canali continuasse a scrivere bugie sul mio conto, parlando anche, addirittura, di “guerra” .. mentre in realtà faceva tutto da solo perchè io mi limitavo ad ignorarlo. Mi ha persino accusata di “svendita dell’anima” (???!!) e di altre robe simili, usando paroloni da telefilm (che il problema di fondo sia semplicemente aver guardato troppi film di spionaggio??! ) e chiamata “maledetta”.

Io l’ho semplicemente ignorato ma vi assicuro che non è sempre stato facile, soprattutto quando qualcuna di voi mi scriveva per chiedermi spiegazioni dopo che l’aveva incontrato e lui aveva raccontato un sacco di fesserie sul mio conto.

Perciò oggi sono veramente felice che questa storia sia definitivamente conclusa. O almeno, per vie legali credo lui non possa più fare nulla perchè non credo possa presentare per la terza volta la stessa denuncia dopo che è stata archiviata già due volte.

Sui suoi canali web in realtà potrà ancora raccontare la qualunque, ma almeno io non sarò costretta ad investire tempo e soldi per rispondere. In questo articolo trovate il testo completo dell’ordinanza. Lui potrà scrivere qualcunque cosa: l’unica verità è questa. Se doveste trovare ui canali del dottor Tommaso Lupattelli contenuti diversi, o altre invenzioni, vi chiedo anzi la cortesia di postare il link a questo post.

Gli avvocati con cui ho parlato mi hanno detto che a questo punto potrei denunciarlo io per diffamazione e stalking e avrei materiale sufficiente a vincere la causa ma sinceramente non ne ho molta voglia.

Da tutto ciò emerge poi un’altra questione molto importante. Nella lettera di archiviazione il Giudice dichiara che quanto riporto sul blog costituisce “diritto di critica“. Questo per me è fondamentale perchè significa che posso continuare, anche a norma di legge, a pubblicare informazioni utili per voi, anche quando sono, appunto, osservazioni non particolarmente lusinghiere sul conto di un medico o di una struttura.

Non solo. Ancora più importante, per me, è che tutte quelle tra voi che hanno ricevuto le sue minacce, o che ne riceveranno in futuro (anche se mi auguro di no) da lui o da qualsiasi altro medico, possono finalmente stare tranquille! Ragazze nessuno può minacciarvi o impedirvi di raccontare la verità. Ricordatevelo sempre!

Io sarò sempre qua per voi. Ancora più forte. Ancora più motivata.

Il lieto fine di Graziella, embolizzata a Catania dal professor Magnano

Graziella ha 49 anni e abita a Priolo, in provincia di Siracusa. Graziella mi ha scritto la prima volta a febbraio scorso, per raccontarmi dei suoi tre fibromi, per chiedermi informazioni riguardo il professor Magnano, e perchè voleva acquistare il mio libro.

Oggi finalmente posso raccontare il suo bel lieto fine!

Cara Eleonora, dopo un anno e mezzo che stavo male per quei maledetti fibromi, con emorragie, dolori, stanchezza fisica ecc. finalmente riesco a rintracciare anche grazie a Jessica (collaboratrice) del dottore Marco Magnano, ad avere il suo numero e prendere appuntamento per l’ecografia, e il dottore mi dice che ero idonea per l’embolizzazione.

Ebbene dopo 8 mesi esatti finalmente 8novembre 2019, tra vari ostacoli….vado alla Clinica Giibino di Catania (la città dove sono nata). Premetto che il giorno prima avevo fatto il prericovero e tra ansia e paura aspetto che arrivi il mio turno. Fnalmente alle 10:15 sono preparata con il camice, la cuffietta, i calzari e il cuore a mille .. Devo dire che tutta l’equipe del dottore Magnano è stata di una gentilezza, simpatia unica. Soprattutto devo ringraziare il mio anestesista giovanissimo, non so il nome, che stato per me un angelo custode. Vedendomi spaventata mi faceva ridere con battute .. premetto che come saprai l’anestesia è stata locale, non si sente nulla .. è come una puntura di zanzara,t utto sopportabilissimo.

Finalmente entro nella sala dell’intervento e tutto ha inizio. Non dura tanto, non senti niente. Il dottore è stato bravo a spiegarmi un po’ la situazione, ma io già da tempo mi ero documentata .. si perché tra i vari medici che prima avevo visto c’era chi mi consigliava di togliere tutto, vista la mia età (49anni), chi mi aveva dato Esmya che io per due mesi avevo preso (ma mi faceva stare male e avevo deciso di sospendere la terapia).  Sono stata testarda, tenace .. pensavo a questo mentre il dottore eseguiva il mio intervento.

Finalmente finiamo, mi portano in camera. Sono le 11:20, quindi in tutto un’ora. Non ho dolori, le gambe sono addormentate, la prima cosa che penso è di avere tanta fame ma non si può mangiare. Dopo un’ora ho senso di nausea ma niente più, all’una di notte iniziano i dolori forti tipo doglie da parto. Devo ringraziare gli infermieri per la loro gentilezza: uando avevo bisogno venivano subito. Per quasi tutta la notte nonostante gli antidolorifici e la morfina i dolori non passano, poi diventano sopportabili. Il primo giorno sono stata a letto,  avevo il catetere (mai messo in vita mia, è stata la prima volta), il secondo giorno il dottore Magnano, che veniva spesso a controllare le sue pazienti, mi ha fatto togliere il catetere e mi ha detto che se me la sentivo potevo piano piano provare ad alzarmi.

All’inizio mi girava la testa, poi piano piano da sola sono riuscita, nonostante dovessi portami appresso le flebo, ad andare in bagno e mettermi un po’ in ordine. Mi ero scordata di dirti che il giorno prima del l’intervento mi era venuto il ciclo, ma questo non ha impedito l’embolizzazione. Poi di sera mi era venuta la febbre a 38-5 ma ero sempre seguita dagli infermieri che mi avevano dato il paracetamolo, anche il secondo giorno avevo forti dolori a lato destro della pancia .. per farti capire meglio era tipo dolore acuto di apoendicite.

Finalmente domenica 10 novembre dopo pranzo sono uscita. Mi sentivo un po’ stordita.. sono venuti i miei famigliari a prendermi.

Da premettere che ho affrontato l’operazione da sola perché mia madre stava male e il mio compagno era a lavoro e non gli è importato di venire, ma niente ormai mi avrebbe fermato.

Io purtroppo non ho avuto la fortuna di avere accanto un uomo che mi sostenesse, anzi il contrario!

Vlevo ringraziare Jessica Ragusa, collaboratrice del dottore, per avermi sopportato, supportato: è stata gentilissima! Un grazie al dottore Magnano Marco,e al mio angelo custode l’anestesista Giovanni Gibiino.

E vorrei aggiungere chr un grazie lo devo a me stessa, per non aver mollato mai, nonostante tanti ostacoli, e i pareri contrari di chi mi ha trattato male .. tipo una vipera di dottoressa che voleva togliermi l’utero, dicendo che ero vecchia, che non mi serviva!

Ho capito da questa esperienza che non bisogna arrendersi mai, e non bisogna ascoltare il parere di un solo medico, ma anzi cercare sempre la soluzione che fa per sè….io sono contenta di essermi sottoposta all’embolizzazione (l’avrei fatto prima se avessi potuto). Non è una passeggiata, i primi giorni sono dolorosi, ma adesso sto bene grazie a Dio!

Ne è valsa la pensa,la consiglio a tutte!
Grazie anche a te Eleonora.

Un abbraccio alla meravigliosa Graziella che finalmente puà lasciarsi tutta la sofferenza alle spalle. E grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza!