Benvenuto Alessio! Francesca partorisce nonostante i fibromi

Oggi festeggiamo con un bel fiocco azzurro! Il 4 novembre scorso Francesca, che ha portato avanti con coraggio e determinazione la sua gravidanza nonostante i fibromi, e nonostante i medici le sconsigliassero fortemente di procedere, ha dato alla luce il suo meraviglioso Alessio.

Alessio è un bel bambino di 3,2Kg ed nato all’ospedale Niguarda di Milano con parto cesareo a 37 settimane. Tutto è andato per il meglio e il piccolo non ha dovuto nemmeno stare in incubatrice, come invece si pensava fosse necessario.

Il parto di Francesca è stato un po’ più lungo di quanto siano i cesarei di solito ma per Francesca non è stato un problema e ci tiene a raccontarci una questione, in particolare:

Per quel che riguarda me non nego che sia stato un cesareo diverso e più lungo degli altri ma mi voglio soffermare su una cosa che a voi serve tantissimo perché c’è una bella differenza!
La cosa è questa. Per una come me con una gravidanza a rischio causa fibromi, dove i fibromi dovevano essere il male assoluto, ebbene essi mi hanno aiutata tappando la cervice ,impedendo il parto prematuro e persino le contrazioni dopo la rottura delle acque.  E che invece nel mio caso è stato inevitabile nonostante i tentativi rimuovermi il solo utero per colpa dell’unico elemento dato per sano: la mia placenta!
Perciò ragazze solo perché si hanno fibromi in utero non significa per forza che essi debbano essere la causa dei vostri impedimenti procreativi. Se volete un figlio.. fatelo! 
Francesca ha dovuto subire un’isterectomia ma a causa della sua placenta e non per i fibromi.
E mi è stato detto dai chirurghi “brava e coraggiosa a non esserti fermata al problema-fibromi, perché hai scelto il tuo momento procreativo migliore”. (La mia placenta avrebbe dato questo tipo di problema in ogni caso) ma almeno i fibromi mi hanno aiutato a portare avanti la mia prima/ unica gravidanza possibile.
Se ho un figlio lo devo un po’ anche a loro (e non avrei mai creduto nella vita di poterlo dire).
Durante la sua gravidanza con i fibromi Francesca ha condiviso con noi un sacco di consigli utili relativi a strategie di rilassamento e integratori vari e, alla fine, ha vinto la sua battaglia. Brava Francesca, per il coraggio che hai dimostrato e per tutti i modi che hai trovato per far fronte ad una situazione che partiva in maniera piuttosto complicata.
Auguroni di cuore per la nuova avventura della maternità che, ne sono certa, sarà la più entusiasmante di tutta la tua vita. Un abbraccio fortissimo a te e al tuo piccolo Alessio da tutte noi.

La testimonianza di Maria, che ha vinto il suo fibroma con l’embolizzazione

Pubblico la testimonianza di Maria, che ho conosciuto durante l’ultima presentazione del mio libro, e che ha deciso di condividere con noi il suo bel lieto fine.

 

Il mio nome è Maria Galanti, ho 39 anni.

Ho un utero fibromatoso… Vi racconto la mia storia in merito…

Il problema principale era rappresentato da un fibroma intramurale che provocava flussi mestruali molto abbondanti, a causa dei quali soffrivo di anemia, con valori di emoglobina molto bassi…

Il ginecologo, che mi aveva in cura allora, mi disse che la situazione era particolarmente delicata, visto che il fibroma principale intramurale era attaccato all’endometrio. La posizione del fibroma avrebbe reso l’eventuale asportazione del fibroma particolarmente rischiosa, in quanto, una probabile emorragia durante l’intervento, avrebbe potuto indurre il chirurgo all’asportazione dell’utero.

La diagnosi, per niente incoraggiante, mi indusse a consultare altri ginecologi ma il risultato non cambiava… Alla fine di ogni visita ero in lacrime e disperata..

Tornai dal mio ginecologo, il quale mi consigliò di provare un nuovo farmaco “Esmya”; avrei dovuto assumerlo per tre mesi al fine di ottenere una riduzione delle dimensioni del fibroma, per poi asportarlo con minori rischi.

Iniziai ad assumere Esmya, con grandi aspettative, e sopportando gli effetti collaterali del farmaco (amenorrea, aumento di peso, capogiri, ecc.).

Dopo quasi tre mesi di cura con Esmya mi sottoposi ad ecografia. Il fibroma non aveva subìto alcuna variazione, non si era ridotto…

Il ginecologo mi consigliò di continuare ad assumere Esmya per altri tre mesi, sperando in una riduzione delle dimensioni del fibroma.

Ero confusa, non avevo alcuna certezza… Assumevo un farmaco che mi stava cambiando nel corpo e nell’umore e che non mi dava nessuna sicurezza di risoluzione del problema.

La mia famiglia, i miei amici cercavano di incoraggiarmi ma io ero sempre più triste.

Se avessi perso l’utero non so come avrei potuto reagire, questa eventualità mi terrorizzava.

Non mi fidavo più dei medici, nessuno di loro mi capiva e nessuno era in grado di darmi certezze e neanche speranze.

Cominciai, con mia sorella, a cercare su internet, a leggere, a studiare…

Un giorno, durante le nostre ricerche insieme, io e mia sorella entrammo in un forum nel quale numerose donne raccontavano la loro esperienza ed i loro problemi con i fibromi; molte di loro avevano risolto il problema grazie al Dr Lupattelli, mediante embolizzazione. Mi documentai sull’embolizzazione e immediatamente decisi di scrivere un messaggio sul sito del Dottor Lupattelli. Il giorno immediatamente successivo mi contattò la cara Nuccia, la segretaria del Dottore, e fissai un appuntamento per la settimana successiva.

Incontrai il Dr Lupattelli a Milano; dopo aver esaminato la mia risonanza magnetica, mi incoraggiò e mi disse che con l’embolizzazione avrei risolto il mio problema. Mi colpì, oltre alla sua evidente professionalità, la sua grande umanità, il suo sorriso rassicurante. Mi fidai immediatamente.

Era il 5 marzo 2015. Sospesi immediatamente Esmya (come consigliato dal Dr lupattelli) e mi sottoposi ad embolizzazione già il 19 marzo.

L’intervento di embolizzazione, eseguito dal Dr Lupattelli a Catania, in anestesìa locale, durò circa 15/20 minuti; tornata in stanza, il dolore veniva lenito mediante somministrazione di sedativi.

Il dolore, presente durante le prime ore successive all’ intervento, è indice della buona riuscita dell’intervento in quanto il fibroma, dopo l’ embolizzazione, va in necrosi.

Già il giorno successivo, il dolore era svanito e dopo due giorni di degenza tornai a casa. Dopo una settimana dall’intervento ero in piena forma.

Il ciclo mestruale saltò solo il primo mese successivo all’intervento, per tornare poi regolare; la cosa meravigliosa è che dopo l’embolizzazione sono spariti i flussi abbondanti! Il flusso è normale e regolare.

Alla prima RM, eseguita dopo un anno dall’embolizzazione, il mio utero era perfettamente vascolarizzato , tornato a dimensioni normali ed il fibroma intramurale si era notevolmente ridotto.

Oggi a circa due anni dall’embolizzazione il mio utero era perfettamente vascolarizzato , ed il fibroma intramurale, che misurava originariamente 10 cm, misura neanche tre cm.

Non credete a chi vi dice che l’unica possibilità in questi casi sia l’isterectomìa… La soluzione esiste!

Grazie infinite Dottor Lupattelli! Mi ha ridato la serenità e sul mio viso è tornato il sorriso!

Vorrei aggiungere una riflessione alla mia testimonianza.

Credo che sia diritto di ogni donna, afflitta da questa patologìa, poter salvare il proprio utero, a prescindere dall’età.

Purtroppo, ancora oggi, molti ginecologi non parlano di embolizzazione ed “impongono” alle pazienti la chirurgia per l’asportazione del fibroma, o peggio l’isterectomìa.

Fortunatamente oggi le donne hanno a disposizione diversi strumenti per informarsi, tra cui internet; che assume quindi una responsabilità immensa.

Pertanto, compito di internet e, nella fattispecie, di un blog è informare le donne afflitte da fibroma uterino che le strade da percorrere, per la soluzione del problema, possono essere diverse: l’embolizzazione, la miomectomia ed in casi estremi l’isterectomia.

La paziente non deve pertanto essere indirizzata verso una tecnica o verso uno specialista preciso, ma deve essere informata sulle tecniche esistenti ed indotta a sentire diversi pareri (ginecologo, radiologo interventista) al fine di decidere quale sia la soluzione più adatta alla propria situazione.

Grazie Maria per la tua bella storia! Ho pensato molto al discorso del non indirizzare chi legge verso una determinata tecnica o uno specifico professionista. Sono d’accordo perchè l’obiettivo è fare informazione e qui non si pubblicizza nessuno. Tra l’altro sono fortemente convinta che la “strada giusta” sia diversa per ciascuna di noi.

Quando però mi raccontate di un medico capace e disponibile, gentile e bravo nel suo lavoro, non posso che parlarne bene e consigliarlo perchè, credimi, sono davvero pochi i medici di cui siete contente, davvero pochi quelli da cui mi sento di indirizzarvi in piena fiducia. Per me fare informazione è anche questo. E’ stato scrivere il nome del medico che mi ha aperto la pancia con una cicatrice di 15cm per togliere un fibroma di 4cm. E’ stato scrivere il nome voleva convincermi che dovevo subire un’isterectomia. Così come è stato scrivere i nomi dei medici di cui mi avete raccontato professionalità e premura.

Se tu dovessi dare un consiglio ad una tua cara amica che soffre a causa di un fibroma, non faresti il nome di un medico di cui ti fidi? O la manderesti dal ginecologo che ti ha prescritto Esmya? 🙂

Storia di una embolizzazione nella sanità pubblica romana

E’ arrivato il lieto fine anche per Loredana di Palermo.

Riporto per intero le sue parole e mi rallegro per il felice epilogo.

Ciao a tutti sono di nuovo io Loredana quella con fibroma di 10 cm che era in attesa di essere embolizzata all’ospedale Cervello di Palermo.
Ebbene ,seguendo il consiglio di Antonella, ragazza eccezionale sotto tanti punti di vista ma soprattutto empatica e generosa , stanca dell’ attesa interminabile prospettatami a Palermo, contatto il dott.Morucci del San Camillo di Roma per effettuare l’ embolizzazione. Non ci sono parole per esprimere l’ eccellenza di questo dottore, persona squisitamente solare positiva ,cordiale e soprattutto umana e competente.
Mi inserisce immediatamente per il 5 agosto.
Felice anche se spaventata corro a prenotare volo e albergo e il 4 agosto parto alla volta della capitale.
Beh amiche il giorno dopo ho il piacere di conoscere personalmente il caro dott.Morucci che immediatamente mi rasserena e tranquillizza con la sua socievolezza e comunicativita’ .
Conosco anche la dolce Chiara compagna di embolizzazione, che condividera’ con me questa bellissima avventura che ci portera’ a sconfiggere lo spauracchio fibroma.
Che dire presto detto presto fatto il dott. Morucci con la sua carica di contagiosa serenita’ e allegria non perde tempo e in mattinata embolizza entrambe .
Finalmente! mi sembra un sogno essere riuscita ad embolizzarmi in brevissimo tempo , quando a Palermo mi avevano prospettato una lunga attesa con data da definirsi.E di questo grande sollievo con conseguente liberazione devo ringraziare il dott.Morucci eccellente medico e grande uomo.
Un ringraziamento speciale va anche alle ragazze del blog “Maledetto Fibroma” in particolare Antonella, che con le loro preziose informazioni hanno aperto un varco di luce nel buio totale.
Dispiace constatare che molte donne anche troppe ancora sono all’oscuro di questa pratica che consente con la sua poca invasività di risolvere il problema fibroma conservando l’ utero. Una riprova l’abbiamo avuta io e Chiara parlando, durante le nostre passeggiate nel corridoio dell’ospedale, post operazione,con una ragazza che aveva appena subito una laparatomia per piccoli fibromi , anche lei, purtroppo, all’oscuro dell’embolizzazione.

Ogni donna informata è un successo per tutte noi, un successo collettivo che si basa sulla condivisione di esperienze e soluzioni possibili.

 

La gravidanza di Francesca nonostante i fibromi

Che bella la storia di Francesca! Anche se mi ha fatto venire rabbia per quello che le hanno detto i medici mi ha davvero riempito il cuore di gioia e di speranza.

Leggete leggete!

 

Ciao sono Francesca, avevo già scritto per consigliare una tranquilla ricerca di gravidanza nonostante una precedente miomectomia a una vostra forumina. Io per prima l’ho fatto, dopo una isteroscopia e una miomectomia laparotomica. Vi volevo intanto aggiornare sulla mia gravidanza INSENSATA secondo i dottori. Sì perché mi hanno dato dell’incoscente, dell’egoista, della sprovveduta.. uno addirittura mi ha detto “con un utero così non capisco come ha fatto a rimanere incinta”! Premetto che ho fibromi in utero.. Di nuovo.
Ebbene al momento ho superato il primo trimestre, e sono arrivata al quinto mese 🙂 la bimba sta benissimo e… I fibromi HANNO SMESSO DI CRESCERE SI SONO FERMATI ALLA MISURA CHE AVEVANO AL SECONDO MESE FI GRAVIDANZA!!!!! Ora il rischio è l’aumentare delle contrazioni perché essendo intramurali, se faccio sforzi potrebbero innescarle. Ma io sono a riposo, tranquilla e aiutata. Faccio cose leggere non sollevo pesi non cucino non passeggio (soprattutto!) E.. Sto benissimo! Anzi stiamo benissimo. La bimba cresce, nuota ed è sanissima. Quindi ragazze non temete di provare ad avere figli. Certo ci vogliono più attenzione e più precauzioni, ma SI PUÒ. UN BACIO A TUTTE.
PS. il mio ormai ex ginecologo mi ha proposto isterectomia durante il cesareo per il rischio di sanguinamento per il fatto che ho l’utero più spesso e meno elastico degli altri! Io gli ho ribattuto che i dottori che mi hanno operata in passato piuttosto che togliermi l’utero hanno valutato eventuali trasfusioni, VISTA LA MIA ETÀ (34 anni). Mi ha risposto “ma tanto un figlio c’è lo avrebbe già!” Gli avrei tirato un pugno in faccia.
NON FATEVI FREGARE E NON ANDATE SOTTO I FERRI PRIMA DI AVER SENTITO ALTRI PARERI.
Vi segnalo l’ospedale in questione: ospedale di Carpi (mo) e Mirandola (mo). Perché bisogna sapere dove andare ma anche dove NON ANDARE!

Francesca mi ha scritto ancora dopo avermi mandato questa mail, per aggiornarmi. Ha scoperto che la sua bimba in realtà è un maschietto e che i fibromi più grossi sono vicini al collo dell’utero (5 e 4 cm) ma non ne compromettono la perfetta chiusura e non sono in crescita. La placenta è saldata sull’unica parete sgombra da fibromi e il piccolo stà benissimo ed è già ben formato.

I medici le hanno confermato qualche futura contrazione in più ed il parto cesareo programmato qualche settimana prima del termine (a 37 settimane), le hanno consigliato di fare attenzione a non stancarsie di fare qualche movimento utile a migliorare la circolazione nelle gambe per evitare i trombi, ma senza mai strafare.
I fibromi in zona cervice-collo dell’utero impediranno al bimbo di girarsi e incanalarsi ma non è un problema dal momento che Francesca partorirà con taglio cesareo.
La gravidanza di Francesca rimane a rischio, ma sembra che il suo bimbo ce la stia facendo alla grande!
I dottori quindi sembrano ottimisti e le hanno anche confermato che potrà rimuovere sucessivamente al parto in isteroscopia.

Un gigantesco in bocca al lupo a Francesca, che conclude la sua mail scrivendonomi: “Un bacio a tutte voi ragazze è mai arrendetevi che volere è potere!“.

Patrizia embolizzata a Palermo dal dott Valenza

Pubblico con piacere la mail di Patrizia, che si è sottoposta ad embolizzazione per un fibroma di 13cm. Patrizia mi ha scritto già un mese fa ma avevo fatto confusione tra la sua esperienza e qualla di una suo omonima perciò ho tardato con la pubblicazione.

Ecco qua il suo bel lieto fine!

Carissima Ele, non ti ho scritto prima perché volevo raccontarti tutta la mia storia e desideravo si concludesse bene. Devo dire che ci sono i presupposti ed è per questo che ora ti scrivo e ti racconto tutta la mia storia.

Dopo il parto ogni anno ho sempre fatto i miei controlli per arrivare a 4 anni fa, la ginecologa mi disse che avevo dei polipetti all’utero e che dovevo togliere e così ho fatto, ma la stessa non si accorse che avevo anche un piccolo mioma di pochi millimetri. Questo mi è stato riscontrato durante uno screening al consultorio per la prevenzione del tumore al collo dell’utero.  Da qui è iniziato il mio calvario, in pochi mesi da pochi millimetri mi sono ritrovata un mioma di 4 cm e mestruazioni emorragiche. Cominciai a fare terapie, prima con pillole anticoncezionali poi antiemorragiche fino a quando la ginecologa mi ha proposto l’intervento. A questo punto ho cambiato ginecologo ed ho provato l’Esmya.

Finita la terapia ero nuovamente in lista per l’intervento. Ecco che improvvisamente inizio a cercare su internet soluzioni diverse,prima provai a contattare Roma per gli ultrasuoni poi cominciai a leggere su internet dell’embolizzazione e di un certo dottor Lupattelli. Infine ho trovato il tuo blog e da li ho contattato Luppatelli e ci siamo incontrati a Catania. Devo dite che non sono rimasta molto contenta fino a quando ho trovato di meglio a Palermo vicino casa.  

Il Prof Perino primario dell’ospedale Cervello e il radiologo interventista che mi ha operata Dott. Valenza. Di quest’ultimo ho un’altissima opinione, non solo ha perfettamente devascolarizzato il mio mioma ormai di 13cm ma in lui ho trovato un professionista e una persona umana. Sono stata operata il 27 maggio è gia un mese ho avuto la mia 1 mestruazione e aspetto la 2, ho fatto la mia prima risonanza e ora farò gli altri esami.
Grazie di aver creato questo blog mi ha aiutato molto e mi auguro che la mia esperienza servi a molte persone soprattutto siciliane che non sanno dove andare.
Grazie sempre Patrizia.

Grazie Patrizia per ver condiviso la tua storia con noi!