Daniela che cerca una gravidanza dopo l’intervento in laparotomia

Daniela ha 36 anni e ha deciso di condividere con noi il racconto del suo intervento in laparotomia per la rimozione di fibromi.
Daniela si è appena sposata e il suo sogno è di diventare presto mamma. Mi ha scritto quindi alla ricerca di testimonianze di donne che sono rimasta incinta dopo un intervento di laparotomia. Naturalmente le ho subito ricordato la mia storia (di cui leggerà il seguito nel libro Maledetto Fibroma) visto che io sono rimasta incinta 5 mesi dopo aver subito una laparotomia.
Leggete la storia di Daniela, e fatele sapere se siete diventate mamme dopo un intervento di rimozione dei fibromi!
Ho scoperto di avere i fibromi nel 2015, ho capito che qualcosa non andava perché dopo lo sport avevo sempre perdite abbondanti, che lo sforzo fisico mi stimolavano… Allora sono andata a visita e il medico mi ha detto di averne trovati 2, sui 5 cm, ma che dovevo stare tranquilla perché erano esterni all’utero. Non mi ha prescritto nulla, anche perché io non avevo né mestruazioni emorragiche né nulla. Mi disse soltanto di tenere un atteggiamento di “ragionevole attesa”.
Nei mesi successivi però ho notato pian piano che le cose cambiavano, ho cominciato ad avere mestruazioni abbondanti e la pancia si è gonfiata. Dopo 6 mesi sono tornata dal ginecologo… E abbiamo scoperto che uno dei 2 era cresciuto in modo incredibilmente veloce, diventando 11 cm.
A questo punto lui mi disse che andava operato, ma non in laparoscopia, bensì in laparotomia. Mi ha prescritto il primo ciclo di Esmya e così ho cominciato.
La pancia intanto gonfiava sempre di più… finito il ciclo di Esmya torno dal ginecologo. La terapia non ha avuto effetto, il mostro adesso misurava 13 centimetri. Dunque secondo ciclo di Esmya, il dottore ha detto che spesso i risultati si vedono al secondo ciclo. Intanto mi dice che deve mettermi in lista d’attesa per la mioectomia laparotomica.
Io avevo le mie nozze di lì a poco, e preferivo operarmi dopo il matrimonio e il viaggio di nozze. Che devo dirti Ele… Ho passato i preparativi con quel mostro addosso, e poi il matrimonio… È stata dura nascondere la pancia, ma sembra che io ci sia riuscita guardando le foto…
Ho fatto il viaggio di nozze, e lui era sempre con me. Ero così felice che quasi me ne ero dimenticata… Lui non ce l’ha fatta a rovinarmi quel momento!!!
Tornata alla vita reale ritorno anche dal ginecologo, ed ecco la data dell’intervento: 6 novembre 2017.

Io faccio intanto vedere i miei referti a uno zio medico che lavora a Bologna… Ma non è il suo campo la ginecologia, allora mi consiglia, prima di operarmi in laparotomia, di farmi vedere al più presto da un ginecologo eccellenza per la tecnica laparoscopica, che insegna la materia anche all’università di Bologna. Il Prof. Seracchioli Renato. Lui non ha posto per visitarmi a breve, e la data dell’intervento è vicina. Telefono ogni giorno alla sua segretaria, e sembra che io l’abbia impietosita. Vado a visita, in intramoenia… 10 giorni prima dell’intervento programmato. Mi sono detta: se c’è la possibilità di operarmi in laparoscopia lo preferisco, aspetto un po’ di più magari. Solo lui può dirmelo, è il migliore.

Il Prof. Seracchioli mi disse che dalla sua ecografia il mostro misurava 16 cm e che non c’era assolutamente possibilità di fare l’intervento in laparoscopia. Era troppo grande. Mi disse anche che a Rimini noi abbiamo un ottimo centro e che molti dei giovani medici che operano lì sono stati suoi allievi. Mi disse di andare tranquillamente all’intervento del 6 novembre, e mi ha dato la sua mail per qualsiasi cosa io avessi bisogno.

Ed ecco, Ele… Che arriva quel giorno. Non ti nego che avevo una paura incredibile, paura di non vedere più mio marito, paura che mi dovessero togliere l’utero, e che io a 36 anni avrei perso la mia possibilità di diventare mamma.
L’operazione non è stata una passeggiata: ho avuto una grossa anemizzazione, ho fatto 4 sacche di trasfusione e mi hanno tenuto in ricovery room per 7 ore dopo l’intervento. Alla fine si è scoperto che il mio fibroma era di 20 cm (sì! davvero!) e me ne hanno tolto anche un’altro più piccolo, sui 5 cm. Il chirurgo disse che l’operazione era stata molto pesante, perché il mio mostro, in seguito alla cura con Esmya, era diventato “molliccio” e hanno fatto fatica ad esportarlo. Aggiunse anche, molto sinceramente, che nel mio caso la cura con Esmya non avesse giovato in termini di facilità di rimozione del fibroma, ma anzi, avesse reso tutto complicato.
E anche che quella mattina nessuno voleva mettersi in turno con lui per l’intervento, perché non erano sicuri di riuscire a fermare il sanguinamento. E per salvarmi sarebbero stati costretti a togliermi l’utero… Mi ha detto che è una cosa terribile che nessun medico vuole affrontare con la paziente. Che con la mia anemizzazione il rischio lo hanno corso davvero… Ma non so come sono riusciti a fermare l’emorragia.
Ho passato due giorni difficili in ospedale, perché avevo epidurale attaccato, drenaggio e catetere…e in più la ferita chirurgica faceva male, e ogni 6/8 ore dovevano mettermi la flebo di antidolorifici. Ciononostante non ho un brutto ricordo del ricovero (che in tutto è durato 5 giorni), anzi: sono davvero felice perché, nel reparto degenza di ginecologia dell’Ospedale Infermi di Rimini sono stata trattata con dolcezza e cura estrema. Da tutto il personale, soprattutto da infermieri e operatori socio sanitari. Avevano sempre un sorriso e una parola di conforto, quei ragazzi fanno un lavoro meraviglioso in quel reparto! Me lo ricorderò sempre.
Sono stata un mese a casa in malattia, ed è andato tutto bene, non ho avuto nessun problema.
Adesso sono passati quasi 6 mesi dall’intervento e nell’ultimo controllo, pochi giorni fa, il ginecologo mi ha detto di cominciare subito a provare a cercare la cicogna. Perché non solo ho 37 anni quasi, ma anche un utero fibromatoso che potrebbe sviluppare facilmente altri fibromi. Io e mio marito siamo felici di avere avuto il via del medico per cominciare a cercare un figlio, perché lo desideriamo tanto.
Vorrei dire, a tutte le ragazze che hanno dubbi se fare o meno l’intervento, di farlo se necessario… E se i sintomi sono ingestibili. Perché la mia vita dopo l’intervento è cambiata in meglio. Mi sono sentita fin da subito più energica, più serena, più bella, più magra. Ho ricominciato subito a fare sport, a viaggiare, mi sono sentita liberata da un mostro enorme… Davvero io prima sembravo incinta di 6 mesi!
Vorrei avere testimonianze di donne che hanno avuto una laparotomia e dopo sono diventate mamme, mi aiuterebbe molto.

Ti ringrazio per ogni cosa che fai col tuo blog… Noi siamo donne forti, alla fine credo siamo capaci di sopportare più di quello che crediamo.

Ci stiamo provando ad avere la gravidanza, abbiamo appena cominciato, e spero di realizzare il mio sogno di maternità al più presto. Adesso però mi preoccupa l’età… Quasi 37. Però la vita è andata così… Ho incontrato l’amore della mia vita più tardi, e una volta sposati… ho dovuto aspettare almeno un’anno per pensare alla gravidanza.

Grazie per aver condiviso con me la tua storia, e… adesso prenderò anche il libro. Congratulazioni anche! Grazie ancora del supporto Ele, e in bocca al lupo a tutte!!!
Daniela

La rimozione dei fibromi di Federica in laparoscopia

Federica ha 39 anni, abita a Padova e si è appena sottoposta ad un intevento di laparoscopia per la rimozione dei fibromi.

Ci ha scritto per raccontarci la sua esperienza, che magari potrà essere utile a molte di voi, e per sottolineare che troppo spesso il problema dei fibromi viene sottovalutato perché considerato di serie B rispetto a disturbi più gravi, mentre invece i fibromi costituiscono comunque un problema invalidante per molte donne, e bisognerebbe parlarne molto molto di più .. be’ .. noi siamo qui per questo!

Ciao a tutte,
Mi chiamo Federica e ho 39 anni. Sono reduce da un intervento di laparoscopia per la rimozione dei fibromi che stavano rendendo la mia vita un inferno. Ne avevo tre, almeno, questo dicevano le ecografie, una volta aperto però, il chirurgo ne ha trovati ben otto.
Ho già due figli e non ho intenzione e di averne altri, mi avevano proposto l’isterectomia ma mi sono opposta fermamente perché a neanche 40 anni, non me la sento di rinunciare al mio utero.

La laparoscopia non è stata la passeggiata che tutti raccontano.
Forse perché ci sono arrivata senza essere seguita adeguatamente, ero stata messa in terapia con esmya per tre mesi in previsione dell’intervento e poi nulla per altri tre mesi, in cui hanno continuato a posticipare l’intervento per problemi tecnici e il mio ciclo è tornato e con lui la mia fortissima anemia. Sono arrivata all’intervento con un valore di emoglobina piuttosto basso e questo non mi ha aiutato, soprattutto nella ripresa.
Senza contare il digiuno prolungato a cui mi sono dovuta sottoporre, i clisteri e tutto il resto…sono arrivata sotto i ferri che ero già devastata. Per fortuna mi hanno effettuato delle flebo di ferro dal giorno successivo all’intervento, ma se dovessi tornare indietro, non trascurerei il fatto che una persona deve arrivare a quel punto adeguatamente preparata e fisicamente in forze.

Sono contenta di essermi operata, anche se temo le recidive perché con un utero come il mio, penso ci sia poco da cantar vittoria. Il mio fibroma piu grande era di quasi 7 cm, seguiva uno da 4, altri da 3 e altri da un paio di cm. Ora cercherò un ginecologo che mi segua e mi possa accompagnare in questo viaggio che temo non sia finito con la laparoscopia. Grazie per le preziose informazioni che date. Buona continuazione e buona battaglia.

Leggere le sofferenze di Federica mi ha fatto pensare al mio primo intervento in laparotomia e soprattutto al fatto che è necessario che il protocollo ERAS si diffonda sempre più, fino a diventare il normale modus operandi di tutti gli ospedali. Ragazze chiedetelo, pretendetelo anche, perchè ne va davvero del vostro benessere!

Progesterone naturale per la cura dei fibromi: chi ha info in merito?

Laura ha 45 anni e mi ha scritto il mese scorso per chiedermi se qualche ragazza del blog ha provato ad affrontare i fibromi con una cura a base di progesterone naturale.

Non mi ricordo di aver mai affrontato sul blgo specificatamente questa tematica, comunque questa potrebbe essere l’occasione giusta per farlo.

Salve, anche io ho un grosso fibroma più o meno asintomatico, solo che in passato mi provocava febbre alta prima del ciclo.
Avendo 45 anni e nn essendo ancora in menopausa, mi hanno consigliato isterectomia
Finora l’ho tenuto abbastanza a bada con la alimentazione (diciamo vegana, con cereali integrali etc…) e lo stile di vita.
Ultimamente però ho un po’ mollato (anche mentalmente), e lui a inizio anno (dopo un ritardo di mestruazioni di 15 giorni) ha fatto come altre volte, un “salto”, è diventato ancora più grande.

A fine mese ho un ecografia e so già cosa mi verrà proposto…io però andrò la con una domanda, che faccio anche a voi: “Mi sembra di aver capito che i fibromi derivino da uno squilibrio ormonale legato ad un eccesso di estrogeni, e quindi perché non provare con progesterone naturale?
C’è qualcuno che ci ha provato? E nel caso, cosa è successo?”
Grazie molte per l’attenzione e spero in una risposta.

Qualcuna può rispondere alla domanda di Laura?

Il fibroma di Anna è un sarcoma?

Anna ha 40 anni e abita in provinvia di Firenze. Mi ha scritto la prima volta poco più di un mese fa, in preda alal disperazione.

Ciao a tutte, sto scrivendo con le lacrime che scendono, ho trovato questo sito perchè è da ieri dopo un’ecografia che non faccio altro che cercare su internet. Nel 2014 mi è stato trovato un fibroma sottomucoso che va verso l’interno (endometrio), 1 cm circa e asintomatico così decisi di non fare nient. C’era anche un polipino. È passato del tempo e a febbraio ho fatto un’eco che ha confermato la presenza del fibroma arrivato a circa 2.2 cm. Il polipo non si è visto.

Io negli ultimi mesi soffro tantissimo durante il ciclo così la ginecologa mi suggerisce di fare una isteroscopia operativa. Nell’attesa mi faccio convincere da alcune amiche e vado da un bravissimo ginecologo. Mi fa l’eco e mi dice senza mezzi termini che è molto preoccupato perchè dai primi di febbraio il mioma è diventato di 5 cm e qualcosa. Corre a chiamare un suo collega e mi dice chiaramente che secondo lui è un sarcoma perchè una crescita così repentina non è tipica dei fibromi benigni. Così, senza girarci intorno. Io sono morta ieri. Vi prego di darmi qualche parola di conforto perchè sto impazzendo.

Io mi sono pienamente ritrovata nelle parole di Anna e ho rivissuto l’incubo che ho passato quando anche a me avevano detto che il mio fibroma era con tutta probabilità un sarcoma. Ho cercato di tranquillizzare Anna sul fatto che il sarcoma è un’evenienza rarissima, che di solito si manifesta in donne di una certa età, ma ovviamente quando un medico ti dice in tutta sicurezza che secondo lui hai un tumore maligno nella testa passa di tutto.

Pochi giorni fa Anna ha subito un’isteroscopia operativa ed ora è in attesa dell’esito della biopsia.

…è stata una giornata molto stressante, sono entrata alle 8 e mi hanno operata nel pomeriggio. Nel frattempo non ho visto praticamente nessuno se non l’infermiera che è venuta a dirmi di prepararmi. Lì mi è preso letteralmente il panico, il cuore mi usciva dal petto, nessuno mi ha rassicurata….in sala operatoria è venuto il chirurgo che aveva seguito il mio iter e mi ha detto che una parte del mio fibroma sottomucoso era intramurale e che quindi non avrebbero potuto togliere tutto. Ha detto di aspettare l’esito del maledetto esame istologico e poi avremmo deciso il da farsi. Quindi puoi immaginare come mi sono addormentata…

Tornata in camera è venuto a parlarmi ma ero ancora molto intontita e non ricordo niente. Mi pare di aver sentito dire che era grosso e che avremmo aspettato i risultati, ho sentito rammentare la cellularità, insomma più ci penso più mi convinco che avrò una brutta sorpresa quando arriveranno gli esami. Sono molto giù..

Io non vedo l’ora che Anna abbia l’esito dell’esame istologico e incrocio le dita per lei. Sono però abbastanza tranquilla riguardo il fatto che la nostra amica potrà a breve festeggiare di non avere un tumore… così potrò anche aggiornare la sua storia e inserirla nei Lieto Fine.

Cara Anna, siamo tutte con te!

Elisa cerca informazioni sulla laparoscopia al Policlinico Mangiagalli

Elisa mi ha scritto la prima volta ad ottobre scorso, per raccontarmi del suoi fibromi.

Elisa ha 39 anni, vive a Milano, e durante durante una visita ginecologica al Policlinico Mangiagalli di Milano ha scoperto aver un fibroma uterino di cca 9-10 cm attaccato con un peduncolo di 2cm all’ utero nella parte esterna. In ospedale le avevano subito consigliato un intervento di miomectomia in laparoscopia. Elisa aveva però preferito sottoporsi ad altre visite, che hanno purtroppo confermato la diagnosi (all’ospedale di Santa Maria della Misericordia di Perugia e all’ospedale Niguarda di Milano dal dott. Bignardi). Tutti  le avevano inoltre confermato che la soluzione migliore era proprio l’intervento ma Elisa era comunque (giustamente) dubbiosa.

Si è quindi presa del tempo per decidere, cercando nel frattempo di informarsi sull’argomento e soprattutto di capire se affidarsi al Policlinico Mangiagalli o ospedale di Santa Maria della Misericordia di Perugia.

Qualche tempo fa Elisa mi ha riscritto per chiedermi i contatti del dr Camanni perchè ci teneva ad avere anche il suo parere prima di sottoporrsi all’intervento. Mi ha anche chiesto di indicarle il miglior specialista in interventi ginecologici in laparoscopia per fibromi. Io le ho fornito i contatti del dr Camanni ma non ho potuto darle informazioni riguardo i due specialisti del Mangiagalli e dell’ospedale di Perugia cui Elisa si è rivolta perchè nessuna di voi mi ha mai parlato di loro.

Nel frattempo Elisa si è rivolta anche al dr Lupattelli per avere un parere sull’embolizzazione del fibroma e lui le ha chiesto di fare un’altra ecografia più approfondita (nonostante Elisa ne avesse già tre) e, soprattutto, le ha parlato anche del rischio della morcellazione del fibroma al quale si sarebbe sottoposta nel caso della laparoscopia. Perciò Elisa mi ha chiesto informazioni riguardo appunto questi rischi legati alla morcellazione del fibroma, e anche un’opinione riguardo il dottor Barbieri e la dottoressa Colombo della Mangiagalli che dovrebbero operarla.

Da quel che so io (ma mi riprometto di approfondire la cosa perchè potrei avere informazioni incomplete o sbagliate), la morcellazione è pericolosa solo nel caso una abbia un sarcoma (fibroma maligno) e quindi con la morcellazione questo venga disperso ovunque, con i rischi che potete immaginare. In caso di laparoscopia quello che casomai può capitare (io penso), è che qualche parte di fibroma si perda, cioè non venga rimossa, e nel tempo generi poi un altro fibroma. Però se chi fa l’intervento sa quel che fa non dovrebbe accadere.

Elisa ha parlato delle sue perplessità legate alla morcellazione anche con i dottori del Mangiagalli, che però le hanno dato una risposta fredda e veloce: le hanno appunto detto che la morcellazione è pericolosa solo se si tratta di un sarcoma, ma qualora Elisa l’avesse avuto sarebbe comunque andata incontro ad una prognosi infausta, perciò tantovaleva non preoccuparsene.

Elisa ha letto anche un articolo in internet scritto da un autorità in materia di queste cose, il dr Enrico Vizza dell’IFO di Roma, che spiega che la morcellazione è pericolosa in generale, non solo in caso di sarcomi, ma anzi che pezzi del fibroma morcellato potrebbero creare un sarcoma (non so nulla in merito, perciò mi riprometto di approfondire, magari contattando proprio il dr Enrico Vizza).

Mentre Elisa rifletteva su tutto questo (che peso, povera Elisa!), l’hanno chiamata dal Mangiagalli, dove comunque lei era lista per l’intervento, per proporle la laparoscopia per la possima settimana.

Quindi sono di nuovo da capo, fare l’intervento in laparoscopia nonostante i dubbi e poca fiducia nel medico che mi opererà? In più se ho un sarcoma, come lo posso sapere ed escludere, solo pensando  che se fin’ora non sono morta non ce l’ho?
Non ho nessuno che mi possa consigliare e stia vicino devo affrontare tutto da sola, so che solo una persona come te che ha vissuto e affrontato questo mi può capire e aiutare.
Elisa intanto aveva anche preso appuntamento con il dr Camanni, però per giugno, e con la chiamata del Mangiagalli è andata nel pallone perchè non sapeva che strada intraprendere. Alla fine è riuscita ad anticipare l’appuntamento con il dr Camanni, che la visiterà in questi giorni. Così poi avrà davvero un quadro completo delle sue possibilità e, io spero, potrà decidere con maggiore serenità.
Intanto chiedo a voi informazioni, se ne avete, riguardo il dottor Barbieri e la dottoressa Colombo dell’Ospedale Mangiagalli.
Coraggio Elisa, non sei sola. Ci siamo noi qui per te!