Miomectomia in cliniche convenzionate a Torino

Come promesso ecco gli aggiornamenti dal dr Camanni riguardo la possibilità di sottoporsi ad intervento chirurgico per la rimozione dei fibromi in clinica privata a prezzi convenzionati.

Ecco la possibilità:

  • Clinica Sedes Sapientiae (Torino, Via Giorgio Bidone, 31). Qui sarà possibile sottoporsi a miomectomia per via minilaparotomica al costo di €5.000 circa.
  • Clinica Santa Caterina da Siena (Torino, Via Villa della Regina 19). Qui la miomectomia resettoscopica si dovrebbe poter fare a €2.500 euro.

I tempi di attesa sono di circa 15 giorni.

Per accedere a queste strutture bisogna fissare una visita con il dr Camanni e quindi prenotare l’intervento. Vi ricordo il numero dello studio privato del dottore: tel. 011.6698882

Al momento le sale operatorie della maggior parte degli ospedali italiani, in Piemonte e Lombardia soprattutto, sono drasticamente limitate per mancanza di anestesisti che vengono dedicati ai reparti covid che stanno aumentando esponenzialmente, ahimè.

Per tutte quelle che hanno urgenza e che non possono aspettare ancora la soluzione trovata dal dr Camanni può davvero essere una valida alternativa.

Non esitate a contattarmi per domande o informazioni aggiuntive!

L’intervento di Cristina: la laparotomia e il post operatorio

Cristina ha 41 anni e mi ha scritto tempo fa per raccontarmi del suo fibroma di 10 cm. Quando mi ha scritto era seguita presso l’ospedale di Carate Brianza (MB) e li le avevano prospettato una miomectomia, in laparotomia o laparoscopia.

Il suo desiderio era quello di liberarsi del fibroma nel più breve tempo possibile per poter finalmente pensare ad una gravidanza. Mentre era alla ricerca di informazioni ha parlato al telefono con una ginecologa di Bergamo, amica di una sua amica..

Mi ha dato delle informazioni interessanti che penso possano interessare anche altre. Mi diceva che nel mio caso è più indicata la laparotomia, sia per le dimensioni del fibroma, sia perché il chirurgo riesce a lavorare meglio ad addome aperto, facendo una migliore sutura dell’utero. Nel lungo periodo, infatti, la laparoscopia ha creato problemi in particolare in chi -come me – cercava gravidanze future, perché il rischio di rottura dell’utero in gravidanza era più elevato in caso di laparoscopia. Riguardo le nuove tecnologie (embolizzazione e ultrasuoni) mi ha detto che non le conosceva bene, ma che anche in questo caso bisogna considerare che non si conoscono gli effetti nel lungo termine.

Mi ha poi consigliato alcuni colleghi della mia zona, citando in particolare il primario del San Gerardo di Monza, un ospedale dove – mi diceva – la chirurgia era fatta bene. Quando poi le ho citato la dott.ssa Locatelli, primario di Carate Brianza, mi ha risposto che la conosce ed è molto brava. “Sarebbe l’ideale” mi ha detto. Ho quindi cercato subito di prenotare una visita da lei, privatamente. Ho trovato posto subito. Mi ha fatto una buona impressione, è calma, pacata, attenta alla persona. Anche lei mi ha consigliato la laparotomia.Mi ha messo subito in lista d’attesa urgente, in modo da poter poi iniziare a cercare una gravidanza, passati i sei mesi dall’operazione. Mi ha detto che dovrebbero chiamarmi già da fine agosto e che mi opera lei.

A distanza di tre mesi, Cristina può festeggiare il suo lieto fine, e dedicarsi al suo progetto di maternità!

Le cose si sono evolute bene! Pubblica pure quello che ti racconto!

Le cose sono andate così: i primi di luglio ho prenotato una visita privata dal primario di ginecologia di Carate Brianza (MB), la dott.ssa Locatelli. E’ una dottoressa molto umana, pacata, ti mette a tuo agio. Me ne avevano parlato bene altre due ginecologhe, sia dal punto di vista umano che professionale e chirurgico. Dopo la visita, mi ha messo subito in lista d’attesa “urgente” per togliere il fibroma. Mi ha prospettato una laparotomia, anche per le dimensioni del fibroma (10 cm, intramurale sottosieroso).


A questo riguardo, qualche giorno prima avevo avuto un colloquio telefonico con una ginecologa che conoscevo, che mi ha confermato che la laparotomia è più adatta della laparoscopia soprattutto per le donne che progettano gravidanze future: il chirurgo infatti ha più possibilità di movimento nella sutura dell’utero, riesce a fare un lavoro più preciso e più resistente alla gravidanza successiva. E’ capitato infatti che si verificassero casi di rotture di utero a seguito di una laparoscopia. Sono stata chiamata dall’ospedale a metà agosto e il primo settembre ho fatto l’operazione. La mia paura più grande erano l’anestesia totale e l’intubazione, oltre a eventuali complicanze.


In realtà è andato tutto bene: ho tolto quasi 4 etti di fibroma e mi hanno fatto una sutura “a triplice strato”, adatta a chi vuole poi avere una gravidanza. Ho perso molto sangue, per questo mi hanno prescritto le pastiglie di ferro per un mese. Per colpa del Covid, non è stato possibile avere accanto nessuno per tutta la durata del ricovero, ma a dire il vero ero così stanca che non avrei voluto molta gente attorno.

Devo fare una piccola nota di disorganizzazione all’ospedale: durante il prericovero, mi avevano assicurato che avrebbero telefonato, a fine intervento, a mio marito per informarlo dell’esito dell’operazione. Invece non ha ricevuto nessuna chiamata, i miei familiari si sono preoccupati molto, tanto che alla fine mio marito si è presentato di persona in ospedale, piuttosto arrabbiato, e le infermiere lo hanno fatto entrare per qualche minuto. Anche la mia compagna di stanza si è arrangiata nell’avvisare a casa del suo stato di salute, nonostante avesse ricevuto le stesse rassicurazioni.

I primi giorni post operatori sono stati i più difficili: nausea, pancia gonfia, dolori… un po’ di sconforto nei primi momenti è da mettere in conto. Poi però sono riuscita ad alzarmi, a camminare, ad avere quel minimo di autonomia che ti fa pensare che d’ora in avanti andrà sempre meglio. I miglioramenti si sentono soprattutto quando si torna a casa: hai i tuoi spazi, i tuoi tempi, ti prendi cura di te e soprattutto riposi! Per una settimana ho fatto anche fatica a leggere: il cervello era sconnesso, forse ancora per effetto di anestesia e antidolorifici, facevo fatica a capire le frasi che leggevo. Poi mi sono ripresa.

Ora sono passati quasi due mesi dall’intervento: riesco a fare praticamente tutto, anche le camminate a passo sostenuto, sento un po’ di fastidio quando mi chino, faccio ancora fatica a mettere pantaloni stretti (mi fa male a premere la pancia) e quando cambia il tempo sento delle fitte alla ferita. Ho fatto la visita di controllo, la dottoressa mi ha autorizzato a riprendere la vita normale, perché è tutto a posto e non rischio di danneggiare l’utero.

Ho ancora “un salsicciotto gonfio” appena sopra la ferita, non so se andrà via… aspettiamo. La pancia comunque è più sgonfia, omogenea, la guardo e dico “adesso sì che mi riconosco!”. Il ciclo è tornato subito regolare e non ho più le perdite abbondanti di una volta.Da quando ho fatto l’ultima visita, mi sento libera, sollevata, più serena, pronta a riprendere la vita di sempre. Con qualche accortezza, con un po’ di attenzione alla ferita, che è una cerniera tra il passato e il futuro.

Questa convalescenza così lunga che richiede la laparotomia è un esercizio di pazienza: sai che le cose si sistemeranno, ma non devi avere fretta, devi accettare il miglioramento giorno dopo giorno, accogliere anche lo sconforto di quando pensi di essere tornata indietro, perché poi ti riprendi e stai meglio. Un ottimo esercizio per chi ha fretta. E’ come vivere un viaggio tappa dopo tappa, come leggere un libro una pagina per volta. Io ho tenuto un diario dove segnavo, giorno dopo giorno, per 6 settimane, come mi sentivo. Ho smesso dopo la visita di controllo. Mi è stato utile, per restare in contatto con me stessa e tenere traccia dei progressi o dei peggioramenti.

E tra 6 mesi (me lo ha detto la dottoressa), posso pensare ad una gravidanza. 
Spero che la mia esperienza possa essere utile anche ad altre donne… grazie per avermi dato la possibilità di condividerla! A presto!!!

Che bella la testimonianza di Cristina! Mi sono ritrovata molto in ciò che racconta riguardo il post operatorio. La convalescenza dopo un intervento in laparotomia è davvero, come dice lei, un esercizio di pazienza. Io, che ho fretta sempre in tutto, non avevo mai considerato questo punto di vista!

Cara Cristina, un gigantesco augurio, con tutto il cuore, per il tuo progetto di diventare mamma! Facciamo il tifo per te e aspettiamo aggiornamenti!

Pancia gonfia dopo l’embolizzazione: a chi è capitato?

Veronica mi ha scritto la prima volta per raccontarmi di essersi sottoposta ad embolizzazione presso l’ospedale della sua città ma di non vedere ancora miglioramenti nella sua situazione. Dopo ben 7 mesi infatti Veronica presenta ancora pancia gonfia e utero ingrandito.

La mia storia penso sia simile a quella di tante altre donne. 

Adesso ho 50 anni. Ho cominciato a sentire il primo fibroma più o meno ad aprile del 2015. Stesa sul letto a pancia in su sentivo che c’era un rigonfiamento, tipo una pallina, sulla parte sinistra del basso ventre. La prima ginecologa che mi ha visitato mi ha prescritto la pillola klaira ma dopo 6 mesi non vedevo risultati anzi la situazione mi sembrava peggiorata. Ho sospeso la pillola e sono andata da un altro ginecologo.

Nel frattempo è mancata mia nonna con cui convivevo. Quindi figurati il mio stato d’animo quando mi sono sentita dire che avrei dovuto togliere l’utero perché prima o poi mi avrebbe creato dei problemi. Da lì ho cominciato a cercare altri ginecologi che proponessero una soluzione diversa. Ma niente…. di male in peggio.

Una ginecologa mi ha perfino dato della pazza, che mettevo a rischio la mia salute e l’unica soluzione era l’isterectomia. Non mi sono rassegnata… Ne ho provate tante… anche le 5 leggi biologiche, cure omeopatiche.

Intanto la pancia cominciava a ingrossare, un po’ di sollievo mi davano delle gocce alla camomilla consigliatemi da un’erborista che aveva avuto lo stesso mio problema. Anche con le gocce di lampone sono stata meglio per un po’. Non avevo emorragie (solo 2 episodi) ma la pancia gonfia e dolori.

Un giorno partecipo ad una conferenza sull’endometriosi e scopro che in ospedale a Negrar  (Vr) curano i fibromi con gli ultrasuoni. Fisso subito una visita con il dottore che ha parlato alla conferenza, che preferisco non citare.

Alla visita mi dice che gli ultrasuoni non sono adatti al mio caso ma, per la prima volta, mi parla dell’embolizzazione. Cerco su internet è subito mi compare il sito di un radiologo famoso come centro di eccellenza. Prenoto un incontro con lui. Dall’analisi della risonanza mi dice che la mia situazione è molto comune fra le donne della mia età, che lui eviterebbe qualsiasi intervento anche l’embolizzazione e che però la decisione è mia… Dopo un anno però la situazioni non cambia: sempre pancia gonfia, dolori e continuo stimolo ad andare in bagno.

Fisso di nuovo una visita con il primo ginecologo che nel frattempo è stato trasferito ad Abano. Ma con mia sorpresa non trovo più la persona gentile e comprensiva che avevo trovato a Negrar. Mi dice che il mio utero è molto grande e l’unica soluzione è toglierlo incidendo l’addome dall’ombelico al pube. Sconforto totale …. 

Poi leggo sul tuo blog un’intervista ad un medico che preferisco non citare dove dice che a Verona curano i fibromi con tecniche ultramininvasive. Prenoto una visita con lui. Mi propone l’embolizzazione.  Il 30 ottobre 2019 faccio l’embolizzazione con un altro radiologo. Mi dicono che forse non basta un solo intervento perché ho un fibroma grande ( circa 9 cm) che forse non riescono a trattare con un solo intervento.

Adesso sono passati 7 mesi. Ad aprile mi dovevano chiamare per la risonanza di controllo ma, come ti ho già scritto, causa emergenza covid, non si sono fatti sentire. Ho parlato con una ragazza che ha fatto l’embolizzazione in ospedale a Bologna qualche anno fa e mi ha detto che lei ha visto i risultati dell’intervento dopo un anno. Io ho ancora la pancia gonfia e sento l’utero ingrandito anche se ho meno dolori di prima dell’intervento. Fra qualche giorno farò un’ecografia di controllo.  Non so più cosa fare…. Tu eventualmente quale medico/radiologo mi consiglieresti?

A questo punto mi chiedo se l’embolizzazione è sempre risolutiva o in certi casi l’unica soluzione è veramente l’isterectomia?

Ad oggi è passato un anno dal primo intervento di Veronica. Le è finalmente tornato il ciclo e la sua pancia si è anche sgonfiata. Io spero che questo sia significativo e che indichi che Veronica ha finalmente e completamente risolto i suoi problemi con i fibromi.

A qualcuna è capitata di avere ancora l’addome gonfio dopo mesi dall’embolizzazione? Per qualcuna di voi è stato necessario sottoporsi ad un nuovo intervento?

 

 

 

Cliniche a prezzi convenzionati per la cura del fibroma

Ragazzeeeeee! Come state?

So che alcune di voi non se la passano granchè bene .. Purtroppo in molte regioni italiane (la mia in primis) gli ospedali sono stati convertiti alla quasi esclusiva accoglienza di pazienti affetti da Covid ed è impossibile sottoporsi ad interventi o esami per la diagnosi o cura dei fibromi.

Le sale operatorie sono off limits, e gli anestesisti e la più parte del personale sanitario impegnati con le persone contagiate.

Alcune di voi mi hanno scritto per raccontarmi di interventi saltati o annullati all’ultimo, anche dopo gli esami del pre ricovero, e qualcuna di voi mi ha anche chiesto informazioni sull’Ospedale Martini di Torino e sul dr Camanni.

Purtroppo anche il Martini è completamente dedicato alla cura del Covid. Arrivano però buone news dal dr Camanni, che è piuttosto amareggiato dal non poter offrire un adeguata assistenza a chi soffre a causa dei fibromi. Alcune di voi infatti avrebbero urgente necessità di essere operate .. per non parlare poi di chi ha un sarcoma all’utero, che dovrebbe essere curata nell’immediato.

Il dottor Camanni perciò si stà organizzando per operare le sue pazienti in due Cliniche private, la Sedes Sapientiae e la Clinica Santa Caterina da Siena, con prezzi convenzionati. L’idea è quella di poter offrire a chi ne necessita l’intervento e la degenza ad un prezzo molto molto più basso rispetto a quello che verrebbe richiesto solitamente nel settore privato.

Non solo. In una di queste due cliniche sarà forse possibile ottenere una rateizzazione del pagamento direttamente con un consulente interno alla struttura.

Il dottore e la sua equipe sono disponibili ad effettuare gli interventi chirurgici necessari guadagnando molto meno del dovuto allo scopo di aiutare chi soffre in questa situazione di emergenza, che non si sa quanto durerà ancora.

Vi terrò aggiornate appena avrò news, in modo che possiate capire con precisione di che cifre parliamo e come si fa per mettersi in lista.

Intanto, raccontateci come va nella vostra regione, se gli ospedali continuano a funzionare come prima per ogni tipo di intervento o se vi trovate in difficoltà.

Teniamo duro, mi raccomando!

Marianna diventa mamma dopo la rimozione di 7 fibromi

In questo lunedì po’ triste e nebbioso (almeno, qui al nord), voglio rallegrarvi con il bel lieto fine di Marianna, testimonianza di coraggio e di speranza per tutte noi.

Dopo varie vicissitudini Marianna festeggia finalmente la nascita della sua bambina!

Ciao cara Eleonora sono Marianna oggi voglio raccontarti una bella storia a lieto fine e mi piacerebbe che la condividessi sul tuo blog.

Anche io oggi sono mamma , da ben 10 giorni , dopo un aborto 22 settimane un intervento per rimuovere ben 7 fibromi lo scorso maggio, finalmente appena avuto via libera per poterci provare , sono rimasta incinta , non nego sia stat una gravidanza piena di ansia e paure e anche qualche difficoltà sono dovuta stare tanto a riposo gli ultimi mesi, ma è andato alla grande ho partorito a 38 settimane con tc .

Una gioia immensa per me è anche per il medico che mi ha operata e che ha sostenuto la mia gravidanza . Ti ringrazio davvero per quello che fai sul blog e vorrei che la mia storia fosse pubblica perché quando volevo io una speranza ho letto tanto di quei bei lieto fine che mi mettevano tanta speranza, e sognavo di poterlo fare anche io un giorno.

Forza ragazze davvero insistete non arrendetevi mai , se trovate un medico che vi dice non provarci, è rischioso, non puoi, non dategli ascolto. Vi scrivo con la mia bimba che dorme fra le mie braccia e sul mio ventre che molti medici dicevano brutto da far schifo.

Un forte abbraccio a Marianna, che inizia una delle più belle avventure del modo .. quella di essere mamma!