Il lieto fine di Laura, operata in isteroscopia dal dr Camanni

Ecco il bel lieto fine di Laura, operata dal dr Camanni qualche giorno fa. Cara Laura, buona nuova vita senza maledetto fibroma!

Ciao Ele,
la mia storia inizia nel lontano 2011 quando per un controllo dermatologico mi viene prescritta anche una eco transvaginale, la mia prima.

Ecco che li inizia la mia lotta contro il “maledetto”.. Ho fatto tanti controlli monitoraggio negli anni fino ad arrivare nel 2014 quando mi viene consigliato di rimuoverlo per via laparoscopica. Non avevo grossi disturbi ma lui piano piano cresceva.
Vengo operata al Sant’Anna di Torino l’intervento è andato abbastanza bene sono stata circa 2 notti in ospedale e piano piano mi sono ripresa, il fibroma intramurale alla fine era di circa 7 cm e non 5 come si pensava.
I miei obiettivi in quegli anni erano altri, avevo trovato lavoro in una grande azienda, poi il matrimonio in vista e non mi sono più controllata, fino ad un paio di anni fa. Quando da una eco di controllo ecco la doccia fredda. Fibroma Intramurale di circa 4cm… Era tornato ..

Era li e lo controllavo annualmente fino a quando abbiamo deciso di cercare una gravidanza..
Ho deciso grazie al tuo blog e vivendo a Torino di rivolgermi al dott.Camanni, la visita si è conclusa con una attenta ecografia e di aspettare ad intervenire chirurgicamente visto che non cresceva velocemente.
A Novembre poiché nulla accadeva sono ritornata dal dottore, e mi ha messo in lista per isteroscopia per la rimozione. Mi ha prescritto la cura di 3 mesi con Esmya e avrei dovuto fare l’intervento inizio Marzo, ma il giorno prima mi è stato annullato causa Covid.

La mia sfiga è infinita perché il dottore ho continuato a sentirlo via email e mi aveva predisposto un altro ciclo di 3 mesi di terapia, vista la situazione incerta degli ospedali, ma purtroppo poi mi ha comunicato che proprio quel mese Esmya è stata ritirata dal mercato.
Non finirò mai di ringraziarlo per avermi risposto via email ed ha in un certo modo accudito le mie ansie di tutta la situazione.
La situazione sanitaria in Italia migliora, ed ecco che il 12 Maggio mi sono ricoverata.
L’intervento è andato benissimo contrariamente a quanto preannunciato inizialmente di toglierlo in due step è riuscito a toglierlo tutto, lasciando solo la capsula del fibroma.

Il nostro percorso è continuato per non perdere altro tempo (ho 34 anni oggi) in un centro Pma e anche il ginecologo che ha visto le carte cliniche è rimasto molto sorpreso che fosse riuscito a togliermi quel tipo di fibroma in via isteroscopica.
Spero presto di darti aggiornamenti positivi, ma ad oggi non posso che ringraziare te e le tue lettrici per aver condiviso con me le loro storie e avermi dato forza e speranza.
Un abbraccio Laura

Titti si chiede se è possibile portare avanti una gravidanza dopo tre interventi per miomi

Titti è stata operata la prima volta nel 2010 per la rimozione di un fibroma intramurale di 12cm e di un fibroma sottomucoso di 2cm: un intervento duplice, in laparoscopia e isteroscopia resettoscopica. Dopo 6 anni però, come capita a molte di noi, i fibromi sono tornati, e Titti si è dovuta sottoporre ad un nuovo intervento per la rimozione di un mioma sottomucoso.

Quando, ancora una volta, sono tornate le emorragie, nessun medico è stato in grado di capirne la causa, finchè Titti non è arrivata all’ospedale Mauriziano di Torino …

Ciao Eleonora,

sono Titti, ho 37 anni, vengo da Caserta e da 8 anni vivo a Torino. Non ho figli.

Ho letto il tuo libro perchè volevo capirne di più sui fibromi che mi perseguitano dal 2009:i n quell’anno, infatti, a causa di emorragie mestruali abbondanti mi sottoposi ad una visita ginecologica e dall’ecografia comparirono ben 2 fibromi, di cui uno di 12 cm intramurale ed uno di 2 cm sottomucoso.

Un mio parente operante in ambito medico mi segnala il nome di un ginecologo specialista di laparoscopie di circa 70 anni di Avellino (all’epoca vivevo ancora a Caserta) che mi fissò subito l’intervento per il febbraio 2010 presso l’Ospedale Moscati di Avellino dove mi vengono asportati i “maledetti” che mi creavano infinite emorragie (usavo pannoloni degli anziani per contenere il sangue). L’intervento, eseguito per via resettoscopia e laparoscopica, è andato bene e non ho avuto gravi conseguenze o fastidi, a parte un poco di cistite per via del catetere e la pancia gonfia e livida per 20 giorni.

Dal 2010 al 2014 sono stata benissimo, ma poi ho iniziato di nuovo ad avere cicli abbondanti, causati da un nuovo mioma sottomucoso. Ogni sei mesi facevo un controllo ginecologico presso delle strutture convenzionate con la mia assicurazione (in pratica non ero seguita da un ginecologo “fisso”)… al termine di ogni seduta i commenti erano sempre gli stessi: “se il mioma le da fastidio lo toglie, altrimenti lo lasciamo come sta”. Io avevo fastidiose emorragie ma ancora non ero arrivata ad utilizzare i pannoloni, come già accaduto nel 2010, quindi non pensai nemmeno per un attimo di sottopormi ad alcun intervento… in fondo le perdite non erano poi così abbondanti ed erano gestibili durante la giornata lavorativa.

A fine Agosto 2016 iniziò il mio ciclo: all’inizio sembrava che avessi perdite normali ma, tutto ad un tratto, iniziarono a formarsi molti coaguli accompagnati naturalmente da molto sangue che sembrava non arrestarsi mai. Col passare dei giorni mi sentivo sempre più debole ed il ciclo coi coaguli continuava a non fermarsi. A metà Settembre arrivai al punto che avevo difficoltà a reggermi in piedi e fui portata così da un mio amico all’Ospedale Ginecologico Sant’Anna di Torino, dove mi hanno eseguito le analisi del sangue, riscontrando emoglobina a 6, e dove mi hanno effettuato una ecografia, non riscontrando nulla!!!! Ma come è possibile!!! dove era finito il mio Mioma!??!?! Morale della favola: dopo essere stata insultata dal Ginecologo di turno dicendo che il mio obiettivo della giornata era fare una visita ginecologica “a Gratis” sono dimessa dopo 2 h dall’arrivo al pronto soccorso (ripeto con emoglobina a 6). Ero davvero disperata perchè continuavo a perdere sangue con coaguli e non sapevo cosa fare. Nel pomeriggio sono andata all’Ospedale Mauriziano dove mi eseguono ecografia e analisi del sangue. Risultato: non hanno visto nulla dalla mia ecografia (quindi il fibroma dov’è??) e mi hanno rimandato a casa con 5.8 di emoglobina dicendomi che se peggioravo potevo anche tornare in Ospedale.

Stanca, sfinita, non sapevo più cosa fare: conveniva andare in un altro pronto soccorso? E se mi avessero cacciato anche da lì? Cosa avrei fatto????

In quel momento l’unica opzione sensata mi è sembrata quella di tornare al Mauriziano perchè mi sentivo sempre peggio: là mi accoglie la tua dottoressa J., la quale ordine subito 2 trasfusioni di sangue (era ora!). Nel frattempo sono stata visitata da diversi ginecologi e solo una dottoressa J. si è accorta che nel mio utero c’era un mioma in espulsione (oh ma allora c’era il mioma!!) ed il quinto Ginecologo che mi ha visitato (“quinto” non è un numero a caso ma è accaduto proprio che 4 medici prima di lui hanno ispezionato il mio utero dal vivo e mi hanno confermato che non avevo nulla) ha deciso che era meglio sottopormi all’intervento per eliminare il mioma in espulsione!!!!.

FEstaaaaaa!!!! felicità!!!! Dopo l’intervento ero felicissima perchè le trafusioni mi hanno aiutato a stare meglio e perchè non perdevo più sangue!!!! Non appena la mia emoglobina è tornata a valori decenti (8), sono stata dimessa e sono stata 1 mese a casa a riposo. Purtroppo nel controllo ginecologico presso l’ospedale, ad 1 mese dall’intervento, un altro ginecologo (quindi diciamo un sesto ginecologo mai visto durante la mia permanenza al Mauriziano) trova un nuovo mioma che ho tutt’ora e che mi fa penare.

Il ginecologo che mi aveva operato nel 2016 operato è dell’avviso che non debba rimuovere questo nuovo mioma anche se io penso che sto peggiorando…ora ho il ciclo abbondante con coaguli ed ho molta paura perchè temo di passare di nuovo il calvario del 2016 e non voglio tornar in ospedale ad essere ridicolizzata o trattata male. So di non essere giovanissima, ma è vero che se elimino per la terza volta i miomi non sarò più in grado di sostenere una gravidanza? Conosci ragazze che hanno subito più di 3 operazioni per miomi che poi hanno avuto gravidanze?

Grazie per l’attenzione e per la disponibliità!

Sei una donna davvero coraggiosa!

Titti

PS: ciò che ho descritto è tutto documentato dai verbali di pronto soccorso. Non me la son sentita di denunciare i medici che mi hanno mandato a casa con l’emoglobina bassa o insultato perchè avevo paura di qualche ritorsione nei miei confronti, come è capitato a te che hai citato alcuni medici nel libro/blog.

Al momento Titti presenta un fibroma sottomucoso di 3,8 cm e si stà facendo seguire dal dr Sgro, cioè il medico che ha riconosciuto subito la sua patologia in ospedale, che le consiglia di prendere la pillola per placare le emorragie. Lei però non è convinta: il dottore crede che non sia ancora necessario intervenire per non compromettere una gravidanza futura (da cercare al più presto) e lei si chiede se dopo ben tre interventi sarà possibile portare a termine una gravidanza.

Come molte di voi sanno, io ho subito due laparotomie, due isteroscopie e poi due tagli cesarei per le gravidanze. Quattro tagli in totale quindi. Perciò penso che se anche Titti ora dovesse subire una terza laparotomia potrebbe comunque affrontare una gravidanza credo .. certo a darle conferma dovrebbe essere un ginecologo e non io.
Lei abita a Torino perciò io le ho consigliato di rivolgersi al dr Camanni? Sono certa che le darebbe il consiglio giusto, tenendo senz’altro conto del suo desiderio di maternità.
Voi che ne dite? Avete un buon consiglio per la nostra amica Titti?

Eccomi amiche!

E’ esattamente un mese che non scrivo sul blog, ma non mi sono dimenticata di voi .. di nessuna di voi! Nemmeno di quelle che mi hanno scritto via email in questi giorni e che non hanno ancora ricevuto una mia risposta.

L’ultimo periodo di segregazione casalinga è stato piuttosto faticoso. Anche se noi abbiamo sfruttato al massimo cortile e giardino condominiale, tanto che adesso potrei dirvi quante piastrelle ci sono tra la panchina e la fontanelle, quante foglie cadono in media al giorno da ogni albero e quante margherite ci sono nel prato, la fatica è stata tanta, soprattutto con il piccolo monello che ogni giorno scova un nuovo modo di mettersi in pericolo o di distruggere qualche oggetto di casa.

Piano piano stiamo tornando ad una parvenza di normalità, anche se temo che la nostra vita non tornerà ad essere quella di prima ancora per molto, molto, tempo. Ahimè. Oggi ad esempio saremmo dovuti essere a Marsa Alam. Per una volta io e mio marito avevamo deciso di concederci  una vacanza “comoda”, serviti e riveriti, in un luogo che amiamo, per festeggiare egregiamente il nostro anniversario di matrimonio …  e invece! Vabbè, non voglio stare qua a lagnarmi per queste “frivolezze” (diciamo così) mentre c’è gente che affronta questioni ben più grosse .. magari proprio una di voi che legge.

Volevo farvi un salutino, chiedervi come state e assicurarvi sul fatto che tornerò super operativa per voi a breve!

Intanto vi chiedo di continuare a segnalarmi i medici con cui vi siete trovate bene, affinchè io possa man mano aggiornare l’elenco dei ginecologi di riferimento che ho pubblicato sul blog. E vi chiedo anche di lasciare un riscontro, un commento, un feedback sotto le schede dei medici che conoscete. E’ molto molto importante per aiutare chi stà cercando un bravo professionista cui rivolgersi.

Grazie di cuore!

 

Finalmente sul blog l’elenco dei ginecologi di riferimento!

Finalmente sono riuscita a lavorare alla sezione “Elenco Ginecologi” che da tanto desideravo pubblicare sul blog. Siete sempre in tante (quasi tutte a dire il vero, quando mi scrivete) a chiedermi il riferimento di un buon medico esperto nel tal tecnica piuttosto che nell’altra e ogni volta devo ricercare nella memoria (peraltro con scarsi risultati!) o nelle varie testimonianze pubblicate sul blog.

La cosa però gestita in questo modo è piuttosto dispersiva, perciò già da tempo mi ero ripromessa di pubblicare una sezione dedicata a questo e di renderla quanto più completa possibile. Avevo già studiato come organizzarla e finalmente in questi giorni ho potuto lavorarci.

E così da oggi trovate online la nuova voce di menu “Elenco Ginecologi” (nel menu in alto)!!

La lista di medici indicati è solo un inizio di quel che sarà ed è in continuo divenire. Sono partita dai medici dei quali disponevo già contatti e sufficienti testimonianze ma man mano aggiungerò tutti quelli che mi avete segnalato.

Vi chiedo quindi di scrivermi, via email o nei commenti sotto questo articolo, per indicarmi altri nominativi da inserire nella lista. Se in elenco trovate dei medici che conoscete vi chiedo inoltre, fin da ora, di pubblicare sotto la scheda del medico un vostro parere o esperienza, positivo o negativo che sia. Questo sarà fondamentale per tutte quelle che stanno cercando un bravo professionista cui rivolgersi.

Mi aiutate a completare la sezione? Aspetto tutti i vostri suggerimenti e i vostri pareri!

Grazie di cuore e .. state con me!

Perché è importante condividere le proprie emozioni?

Buongiorno a tutte, in questo periodo di grande isolamento sociale, periodo in cui, il contatto con le persone a noi care, è notevolmente ridotto, ho pensato di portarvi qualche spunto riguardo all’importanza di condividere le nostre emozioni, (con i vostri familiari, gli amici e anche qui in questo blog, uno spazio che seppur virtuale, assume spesso, una sfumatura intima).

La nostra esistenza è intessuta di emozioni. Le emozioni ci piacciono, le andiamo a cercare, ne parliamo con gli altri, le riviviamo col ricordo.
Le emozioni assumono un ruolo importante nella nostra attività mentale e sociale.

 

CHE COSA SONO LE EMOZIONI?

Si possono definire come delle reazioni psicologiche e fisiche, provate da una persona, che si manifestano intensamente (nel corpo e nella mente) e che sono, in genere, in relazione ad un qualche evento o a qualche pensiero. Proviamo paura di fronte ad un pericolo, angoscia prima di un’operazione, proviamo gioia se superiamo un esame, proviamo una emozione di tristezza se ad un amico capita una disgrazia, proviamo una emozione di malinconia durante una serata trascorsa in solitudine, ripensando all’ultimo storia d’amore terminata.

QUAL È IL RUOLO DEL CORPO NELLA REAZIONE EMOTIVA?

Esiste uno stretto rapporto tra tutte le emozioni e la loro manifestazione corporea. Le emozioni si esprimono sempre, anche con una particolare partecipazione del corpo, che viene chiamata “attivazione fisiologica”.

Tale reazione corporea provoca fenomeni come l’accelerazione o il rallentamento del battito cardiaco, la variazione degli atti respiratori, il pallore o il rossore del viso, la sensazione di secchezza in bocca, la dilatazione delle pupille, la sudorazione, ecc.

Tutte queste manifestazioni del corpo possono accompagnare l’emozione. Per tale ragione, la mancata regolazione emotiva, perpetrata nel tempo, potrebbe portare a delle conseguenze non solo psicologiche, bensì anche fisiche, poiché il corpo, durante queste ondate emotive, è sottoposto, continuamente a sollecitazioni (argomento che approfondirò nel prossimo articolo).

PERCHÉ PROVIAMO EMOZIONI?

Le emozioni di base hanno scopi di adattamento molto semplici, ma importanti per la nostra sopravvivenza.
L’emozione è dunque una esperienza intensa e passeggera che diventa un’occasione per prendere contatto con gli altri, in vari modi.

Per quanto riguarda le emozioni piacevoli (gioia, felicità ecc.), si può affermare che la descrizione particolareggiata di un’emozione positiva ha la funzione di rafforzare i legami affettivi con le altre persone. Gli studiosi che si occupano di emozioni recentemente hanno ribadito la centralità dell’esperienza emotiva quale “canale comunicativo” privilegiato nei rapporti con gli altri.

La funzione adattiva delle emozioni spiacevoli o dolorose (paura, rabbia, tristezza ecc.), invece, sembra essere quella di “avvisarci” e di descrivere situazioni, da noi interpretabili, come minacciose, anche dal punto di vista psicologico, oltre che fisico e quindi di comportarci di conseguenza (ad esempio la reazione di paura di fronte ad un pericolo permette di reagire prontamente per evitarlo).

Le emozioni sono esperienze che le persone evocano con grande frequenza. Infatti, le informazioni più importanti che comunichiamo (scambi comunicativi con amici, medico che ci cura ecc. ) sono le esperienze emotive l, associate agli eventi, che raccontiamo.

PERCHÉ È IMPORTANTE PARLARE DELLE PROPRIE EMOZIONI?

La condivisione con le altre persone delle nostre emozioni può essere un modo per chiedere aiuto e quindi per gestire meglio, la propria reazione emotiva. Quando raccontiamo a qualcuno il nostro stato d’animo, siamo costretti a mettere ordine, a chiarire più precisamente ciò che ci succede, quindi a comprendere meglio le sensazioni fisiche che accompagnano l’emozione.

Il parlare ripetutamente, con gli altri di un evento emotivo, aiuta a guardare con distacco quello che è successo, migliorando la nostra capacità di giudizio nel vedere, nel modo più realistico possibile, la situazione. Inoltre, le persone, a cui ci rivolgiamo distraggono la nostra attenzione, ci forniscono interpretazioni diverse, ci raccontano episodi accaduti a loro stessi.

Se le persone a cui ci rivolgiamo mostrano di capire e di accettare, come giusto e legittimo, il nostro stato emotivo, ci sentiamo rassicurati e ciò rinforza il nostro senso di appartenenza al legame, con quelle persone.
La condivisione delle emozioni ci fa sentire “normali” perché scopriamo che ciò che proviamo, interiormente e privatamente, è condiviso dagli altri esseri umani.
A volte pensiamo che certe emozioni “le proviamo solo noi”, poi quando scopriamo che anche altri le condividono o le hanno provate in passato, i rapporti interpersonali acquisiscono una profondità altrimenti inaccessibile.

QUANDO LE EMOZIONI DIVENTANO UN PROBLEMA ED UTILE RIVOLGERSI AD UNO PSICOTERAPEUTA?

  1. Quando hai sperimentano frequentemente stati emotivi ed intensi, accompagnati dall’impossibilità di gestire queste esperienze.
  2. Quando ti rendi conto di sperimentare determinate emozioni, quali ad esempio rabbia, ansia o depressione, in modo troppo intenso o troppo pervasivo (è questa una delle ragioni che, più frequentemente, porta le persone a contattare uno psicoterapeuta, al quale generalmente viene chiesto un aiuto, per ridurre l’intensità o la frequenza di tali emozioni negative.)
  3. Quando ti rendi conto di avere poca fluidità nella transizione tra uno stato emotivo e l’altro.
  4. Quando riconosci di non avere la capacità di esprimere le emozioni, in modo flessibile al variare del contesto .

Una buona competenza emotiva (saper comunicare le proprie emozioni e saper interpretare quelle altrui) permette di fronteggiare adeguatamente lo stress, prodotto dalle emozioni spiacevoli e dolorose, in modo da diminuire la loro durata e intensità.
La competenza emotiva è il risultato dell’educazione alle emozioni che avviene attraverso l’esperienza di socializzazione con la famiglia di origine, gli insegnanti, i coetanei ecc.
Il modo di provare ed esprimere le proprie emozioni si modifica e migliora con le interazioni sociali per tutta la vita.

Proprio per la connessione tra corpo ed emozioni, il mancato riconoscimento di queste ultime provoca delle problematiche fisiche, per le quali spesso, ci si ritrova a rivolgersi a diversi medici, senza risolvere il sintomo fisico. Questo accade perché, seppur la sofferenza del corpo sia reale, la sua origine risiede nella sfera emotiva (Disturbi psicosomatici).
I sintomi psicosomatici sono come un alfabeto simbolico, bisogna interpretarli, per capire meglio quello che il corpo ci vuole dire, attraverso la sofferenza che percepiamo.

Per combattere alla radice i nostri malesseri fisici, non basta soffocare i sintomi con i farmaci, ignorando quello che ci vogliono dire attraverso il dolore. Se li ascoltiamo e li interpretiamo correttamente, capiremo come prenderci cura di noi stessi, dei nostri bisogni reali e della nostra salute.
In questo percorso, l’aiuto di un professionista competente, riguardo alle gestione delle emozioni, può essere fondamentale.