Paola alla ricerca di un bravo ginecologo a Vicenza

Paola abita a Schio, in provincia di Vicenza ed ha 44 anni. Mi ha scritto dopo la diagnosi di un fibroma sottosieroso anteriore di 5 cm che aveva dimensioni di 30×30 mm al 3/2017 e che quindi sta crescendo. I medici le hanno consigliato di toglierlo subito, prima di dover procedere a isterectomia.

Paola si stà chiedendo cosa le succederebbe con l’isterectomia, o se magari può valutare interventi meno invasivi. E soprattutto si chiede a chi rivolgersi.
Per quel che riguarda le conseguenze dell’isterectomia le ho consigliato di leggere la mia intervista alla dott.ssa Manfredi.

Per il fibroma invece penso che l’intervento più adatto a lei potrebbe essere l’embolizzazione e che potrevve valutare anche gli hifu. Ecco la sua email.

Vi scrivo come molte donne  in cerca del Vs. prezioso consiglio

Ho 44 anni due gravidanze con cesareo alle spalle e due figlie una di 12 e una di 5 anni

Da circa un  anno e mezzo dei cicli molto abbondanti regolari nelle date e in particolare uno in Febbraio 2017 mi ha costretto a contattare dapprima il curante e poi a chiedere ad una mia amica ginecologa un appuntamento urgente in quanto quasi emorragico.

Così il 9/03/2017 scopro di avere

Visita:GE e vagina regolari. Portio normoepitelizzata Utero AVF mobile, non dolente alla mobilizzazione. Annessi bilateralmente non palpabili

Eco:Utero AVF di 80×49 mm ecostruttura disomogenea. Mioma sottosieroso destro 30×31 mm Endometrio 9 mm Annessi bilateralmente nella norma

Douglas libero

Mi consiglia Cerazette per 6-8 mesi e eventuale posizionamento di Mirena

Ma io non faccio nulla di quanto detto se non prendere del Ferro e acido folico per un mese circa e poi i cicli mi sono tornati abbondanti ma non preoccupanti

Assisto anche a un cambiamento vedo che il ciclo mediamente dura 3-4 gg e non più 4-5 e il primo gg quasi assente mentre il secondo e terzo gg cerco di riposare di più perchè mi sento molto stanca con flusso molto abbondante

Nel frattempo mi accingo a fare primo controllo senologico avendo allattato ben 8 anni tra una figlia e l’altra ho dovuto aspettare un po’ di mesi da ultimo allattamento.

Mammografia con tomosintesi

Presente in periareolare mediale della mammella sinistra minuto gruppo di calcificazioni in area 2-3 mm

Con ecografia non alterazioni strutturali in forma focale occupanti spazio con carattere di patologia nè linfonodi ascellari sospetti

Ergo solo controllo in entrambi i posti dopo 3-4 mesi

Controllo successivo

Nel seno nulla di diverso

Eco Pelvica 15/07/2017

Mioma sede fundica posizione sottosieroso 45×36

Ovaio destro formazione cistica anecogena semplice di 30×33 mm

Ovaio sinistro nulla

E domani altro controllo in quanto il medico curante al momento non dice nulla e consiglia attendere evoluzione

Vi contatto allora perché la ginecologa sostiene che un lieve ingrossamento del mioma debba essere considerato nella norma tuttavia se i disturbi persistono o dovesse non arrestarsi crescita dovrei valutare di toglierlo

Avete qualcuno che può essere nella mia zona o non troppo distante (mi muovo anche a Padova anche a Verona anche a Venezia ) di cui fidarsi perché segua a dovere mia evoluzione e mi sappia consigliare in modo equilibrato

Trovo una certa freddezza nelle visite e nessuno ad esempio mi ha spiegato che esistono diverse metodiche per operare o cosa dovrei affrontare

Abito a Schio nella provincia di Vicenza e per me l’ospedale di riferimento si trova a 3 km a Santorso.

Ringrazio di cuore per qualsiasi aiuto vogliate darmi.

E poi Paola mi ha scritto ancora, dopo vari ragionamenti ..

Credo tu abbia ragione nel dire che il fibroma proviene tanto dallo stress e nel mio caso dietro la mia storia ci sono stati almeno tre eventi traumatici che però non so se raccontare. Almeno uno andrebbe evidenziato ed è la vita di mamma che ho vissuto molto male accanto ad un marito che non ha colto molto la mia sensibilità , ed inoltre il peso dei figli. Un tessuto sociale non sempre accogliente con le donne di oggi che oltre a madri vogliono essere attive partecipi della vita. Se riesci a cogliere qualcosa da questo o almeno evidenziare alle donne che lo leggono che non trascurino il loro vissuto credo che sarai utile perlomeno a qualcun’altra in futuro!

Un’ultima domanda
Hai mai pensato di parlare di come opporsi al cosiddetto “consenso informato “ ovvero cosa fare se ti fanno firmare il foglio in cui autorizzi il medico a fare ciò che vuole finché ti operano e quindi a toglierti anche l’utero?

Paola per ora stà leggendo il mio libro e mi ha detto che lo trova molto utile .. qualcuna ha qualche buon contatto per lei?

Riguardo invece il discorso del consenso informato, senz’altro il tema sarebbe da approfondire…

Fibromi e Alimentazione: i consigli di salute del dr Vaccaro

Qualche tempo fa Sole mi ha chiesto informazioni sui libri del dr Vaccaro e nello specifico quale trattasse il tema dell’alimentazione in presenza di fibromi uterini.

Pubblico interamente la risposta del dr Vaccaro, che è molto dettagliata. Oltre a riportare informazioni sui suoi testi, infatti, il dottore ha preparato per noi una serie di consigli relativi ad alimentazione, attività fisica e tempo all’aria aperta.

Che voi siate d’accordo o meno riguardo il suo pensiero relativo alla guarigione dal cancro, che è riportato nel suo scritto, i consigli su abitudini alimentari ed in generale di vita mi paiono ottimi e pienamente condivisibili.

 

SERVE A TUTTI UN TUFFO NELLA CULTURA IGIENISTICA

Sono sicuramente utili i miei due testi Alimentazione Naturale e Alimentazione Naturale 2, per farsi un’idea generale e sommaria del problema, per entrare mentalmente nella visuale igienista della cura e della non cura, visuale che si contrappone spesso in modo drastico a quanto pensa e fa la medicina convenzionale odierna, e a quando pensa la maggioranza della gente inquadrata e diseducata dal nozionismo medico di regime, dai concetti dominanti imposti in modo esclusivo e monopolista a partire dal rapporto Flexner del 1910 dall’accoppiata Carnegie-Rockefeller.

OLTRE AI LIBRI NON MANCANO SCRITTI DA STUDIARE E DA RISCOPRIRE

Ci sono però decine e decine di miei articoli specifici su tale argomento. Basterà digitare valdo: tumore, valdo: cancro, valdo: fibromi, valdo: tumore al seno, per ottenere i titoli più rilevanti e poi scaricarli in forma cartacea per un approfondimento. Ad esempio “Cure naturali del fibroma uterino” del 10/10/18 e “Testimonianze di guarigione da fibroma” del 26/3/12. Vale tuttora uno dei miei primi articoli come “Zona timore, zona cancro” del 28/1/2009, e vale pure “Tumore barriera e strumento del sistema immunitario” del 23/9/11.

PERCHÈ MAI STUDIARE GLI SCRITTI DEI SALUTISTI NON MEDICI?

Perché mai tutte le donne dovrebbero leggersi e studiarsi in dettaglio gli articoli di un non medico come Valdo Vaccaro (e ovviamente quelli dei liberi ricercatori non medici come lui, tipo Marcello Pamio, Michele Manca, Pietro Bisanti, Carmelo Scaffidi), e cestinare nel contempo i dogmi e le profonde paure loro instillate in modo cinico ed arrogante dalla Medicina Ufficiale? Il motivo è molto semplice. Nessun medico, nessuna persona formatasi nell’ambito sanitario e nella visuale medica prevalente è in grado, salvo pochi casi, di affrontare il problema tumorale alla radice, a mente sgombra, a mente limpida, chiara e trasparente. Non dovrei essere io a fare certe affermazioni, ma lo faccio per chiarezza e non per presunzione o per contro-arroganza. Non chiedo poi di essere creduto. Mi stanno benissimo la critica il raffronto, purché avvengano senza i soliti banali pregiudizi. La cultura medica dei nostri giorni non è assolutamente cultura divina e intoccabile come troppa gente continua a pensare. La laurea in medicina è sicuramente indispensabile e preziosa per la medicina ricostruttiva e di emergenza.

ASSOLUTA PRIORITÀ AL BENESSERE DELLA DONNA

La medicina dei nostri giorni non è profondamente sorretta dalle giuste motivazioni, non è interessata genuinamente alla salute della donna, ma piuttosto alla difesa del suo inviolabile fortino di interessi, di collusioni, di connivenze. Togliere la benda agli occhi di questa medicina e svelare a tutti l’Imperatrice Nuda, come seppe mirabilmente fare il grande Hans Ruesch, non è un lavoro adatto ai medici. Sarebbe come chiedere all’oste se il suo vino fa bene. Il medico comune, fatte le debite eccezioni che per fortuna esistono, ha un impedimento caratteriale e professionale. Non è tagliato per la verità sulla salute. Tende a nascondere e a non dare risposte franche e risolutive. Il medico chirurgo comune rimane soprattutto un ottimo ingegnere votato però a rimuovere i sintomi e non a ridare salute ai malati, cosa che soltanto la natura sovrana protagonista e medicatrice di tutti i mali sa fare in tutte le circostanze possibili. Il ricercatore extra-medico e il medico olistico, quando sono dotati di esperienza e di cultura salutistica adeguata, sanno invece allinearsi con umiltà al ruolo di assistenti a Madre Natura.

FIBROMI E NODULI CONTINUANO A DISTURBARE I SONNI DEL MONDO FEMMINILE

La questione qui affrontata è un problema all’ordine del giorno, visto che oltre 3 milioni di donne italiane, ovvero il 60% delle femmine in età fertile, sono affette da fibromi e fibro-miomi uterini. Da rilevare poi che a oltre 50.000 donne italiane ogni anno viene diagnosticato il tumore al seno, per cui non sorprende che il mondo femminile stia sul chi va là, in fibrillazione e in subbuglio, e viva i disagi tipici dell’ansia e dell’insicurezza, due stati d’animo che contribuiscono poi a incrementare i rischi di insorgenza tumorale.

FOLATI E GRUPPO B DA VERDURE BEN MASTICATE

Ribadisco in ogni caso che l’assunzione giornaliera di insalate verdi, cicoria, radicchio, bietole, cavoli, spinaci, crescione, rucola, aglio, cipolla, porri, ravanelli, erba cipollina, salvia, piantaggine, malva, carote, cetrioli, zucchini, carciofi, finocchi, avocado, più condimento con crauti crudi, con olio extravergine di qualità e limone, oppure aceto madre di vino o di mele, rappresenta una valida prevenzione e una preziosa salvaguardia delle delicatissime cellule mammarie e uterine strettamente interconnesse, grazie ai folati B9 e al gruppo B di cui sono ricche le verdure. Lo stesso olio extravergine crudo e di qualità, assunto nella misura di 5 cucchiai al giorno riduce il rischio tumorale del 68%.

TRIPTOFANO, GLUTATHIONE, CISTEINA E BIOFLAVONOIDI

Occorre anche fare incetta, per così dire, di frutta dai diversi colori. Serve un pieno di colore viola (more, mirtilli, prugne, uva), uno di colore giallo (arance, melone, albicocche), un pieno di colore rosso (mele rosse, fragole, pomodori, lamponi), e uno di bianco (banane, pere). Ovvio che non bisogna gonfiarsi ma usare sempre testa e buonsenso, visto che la dieta deve saper rispettare le regole di semplicità, leggerezza, digeribilità ed innocenza. Questo garantisce una gamma completa di molecole naturali protettive come antocianine, carotenoidi, quercetina, fisetina, oltre che una buona scorta di glutathione, di triptofano, di cisteina, di bioflavonoidi. Sempre lontano dai due pasti principali bisognerà dare massima priorità ai succhi vitali freschi (uva, mirtilli, bietole, carote, rape, sedano, cavolo, acetosa, crescione). Chiaro che va messa nel dimenticatoio una serie di cibi e bevande spazzatura che vanno dai latticini, alle carni, agli zuccheri lavorati, ai dolciumi, ai tè, ai caffè, alle cole e al fumo.

RIDURRE L’ACCORCIAMENTO DEI TELOMERI

Le attività di contorno sono pure della massima importanza. Sole innanzitutto senza riserve, regolare attività fisica moderata almeno un’ora al giorno per 5 giorni, tipo camminata, jogging, marcia, ballo, bicicletta, pallavolo, basket, calcio, sci di fondo, ginnastica yoga. Questo sistema riduce l’accorciamento dei telomeri, la parte finale dei cromosomi. Accorciamento e depauperazione che comportano invecchiamento cellulare ed insorgenza tumorale. Cena leggera non oltre le 20 di sera e colazione consistente ma ripulitiva ed acquosa nel contempo, con un occhio di riguardo ai cicli circadiani, e uno stacco di 10 ore tra cena serale e colazione del mattino. Il ricorso a 2-3 giorni di digiuno, soprattutto secco e intermittente, fa parte integrante di qualsiasi buon programma igienistico.

IL COMPETENTE PARERE DI UN MEDICO INNOVATIVO E CORAGGIOSO

Come conferma magnificamente uno dei più agguerriti e coraggiosi oncologi innovativi italiani, e mi riferisco a Mirco Bindi da Siena, il cancro può essere guarito in qualsiasi momento, ma per ottenere questo obiettivo è necessario che la persona compia uno sforzo tale da coinvolgere corpo, mente ed anima. Bindi ha appena fondato in Thailandia il Vegan Institut (www.mircobindi.com, http://www.oncologia.bio), a coronamento di una vita dedicata a questo tema, e in coerenza con una solida amicizia e condivisione con la nostra HSU-Health Science University.

TRABOCCHETTI CHE MINANO IN MODO SUBDOLO LA SALUTE

La società occidentale, sono parole testuali sue che condividiamo in toto, è piena di trabocchetti che in modo subdolo minano la salute di una persona. I migliori risultati contro il cancro si ottengono con la prevenzione, cioè con la rimozione delle cause alimentari e ambientali che lo sviluppano. Quando il cancro è manifesto il corpo deve essere disintossicato dall’accumulo delle tossine e del malfunzionamento metabolico. Il cancro necessita in media 9 anni prima di svilupparsi. Molte persone non hanno questo tempo davanti per cui devono attuare tutte le cure conosciute capaci di fermare la malattia. La guarigione non è conseguita nel 50% dei casi. Per queste persone “sfortunate” è necessario un atto di volontà che azzera le abitudini ed istaurare un “modus vivendi” tale da ripristinare nel minor tempo possibile la salute del corpo e della mente.

Dopo mille peripezie, Patrizia risolve con l’embolizzazione al Niguarda

Patrizia mi ha scritto la prima volta nel 2014, per raccontarmi dei suoi fibromi, della laparoscopia cui si era sottoposta e del fatto, ahimè, che purtroppo l’intervento non si era poi rivelato risolutivo.

Da allora Patrizia ne ha passate un po’ di tutti i colori: ha preso il Decapeptyl, ha subito un altro intervento in isteroscopia e ha fatto la terapia con Esmya, senza mai risolvere. Ha anche incontrato il dr Camanni qui a Torino, e in quell’occasione ci siamo conosciute di persona e abbiamo chiacchierato un po’ davanti ad un caffè.

Era l’ottobre 2017.

Patrizia ha poi valutato anche l’embolizzazione, ma i medici che ha incontrato gliel’hanno sconsigliata.

Poco prima che Matteo nascesse Patrizia mi ha scritto per raccontarmi, finalmente, il suo bel lieto fine.

 

Eravamo rimaste all’embolizzazione a Niguarda a fine marzo. Ricoverata al mattino.
L’intervento non è stato eseguito da Rampoldi ma dai suoi collaboratori, il team era guidato da Ruggero Vercelli. Mi hanno fatto anestesia spinale, quindi sono stata vigile tutto il tempo e l’intervento sarà durato circa 1 ora e mezza, però ovviamente assolutamente indolore.

Nel post operatorio si avvertono un po’ di dolori ma tenuti a bada con potenti antidolorifici. L’unico problema per me è stata la nausea e il vomito, però anche quello è stato risolto con dei farmaci.

Il giorno dopo mi hanno dimesso e ho fatto 1 settimana di cura con antidolorifici e antibiotici, ma sono rientrata a lavoro dopo 4 o 5 gg senza troppi problemi.
Adesso a distanza di 6 mesi ho fatto il controllo sia dal ginecologo che al Niguarda e tutto è andato bene, i fibromi si sono ridotti e il mio ciclo è tornato finalmente gestibile e abbastanza regolare.
Per il momento quindi posso ritenermi assolutamente soddisfatta e spero che le cose continuino così!
Grazie ancora per i tuoi preziosi consigli!!!
Un grossissimo in bocca al lupo per tutto.

Sono davvero felice di festeggiare il trionfo di Patrizia, che finalmente ha vinto la sua battaglia contro i fibromi. Buona nuova vita senza fibromi cara amica!

Il mio parto cesareo dopo due laparotomie: ecco com’è andata

Quando ero incinta di Giiogia avevo fatto il corso pre parto sapevo già di dovermi sottoporre al cesareo e mi era spiaciuto che venissero fornite indicazioni utili solo a chi avrebbe partorito in maniera naturale.
Quando avevo chiesto informazioni sul taglio cesareo mi avevano bruscamente liquidata dicendo che si trattava di un intervento chirurgico e che c’era poco da dire.
Avendo già subito una laparotomia avevo pensato che la procedura sarebbe stata simile, solo che sarei stata sveglia e che al termine avrei avuto la mia Giorgia.

È per questo che ho deciso di raccontarvi come si svolge in generale un parto cesareo, o comunque come si è svolto il mio per la nascita di Matteo.

Sono stata ricoverata direttamente la mattina in cui era previsto il parto. La prassi prevede di entrare in ospedale il giorno prima ma se chiedete di arrivare la mattina stessa e siete disposte ad una levataccia non dovrebbero esserci problemi.
Io sono arrivata in ospedale alle 7.30 circa.
Quando mi hanno assegnato il letto ho messo la camicia da notte e sistemato le mie cose nell’armadietto, poi sono venute a misurarmi la pressione e a farmi il tracciato. Anche se mi ero già depilata a casa un’infermiera mi ha di nuovo passato il rasoio nel punto in cui ci sarebbe stato il taglio (e dove io avevo già la cicatrice), quindi mi hanno chiesto di indossare le odiosissime calze anti trombo e la camicina di carta al posto della mia camicia da notte.

Dopo poco (nel caso di Giorgia avevo aspettato molto di più!) l’ostetrica è venuta a chiamarmi per andare in sala. Per mia fortuna l’ostetrica in questione era Annalisa, una mia ex compagna delle superiori, ora caposala all’ospedale Maria Vittoria.
Davanti alla porta del corridoio che conduce alla sala operatoria ho salutato mio marito, Giorgia, la mia amica Sara, mia sorella, i miei genitori e i miei suoceri.. tutti lì in attesa di Matteo. Erano le 9.30 circa.

Annalisa mi ha fatto indossare i calzari di plastica sopra le ciabatte e poi mi ha condotta in una saletta in cui sono salita sul lettino. Qui le infermiere (grande Margherita!) mi hanno messo la cannula della flebo e probabilmente mi avrebbero anche già messo il catetere, come era stato per Giorgia, se io non avessi espressamente chiesto che mi venisse inserito dopo l’anestesia.
Avevo infatti raccontato al dr Camanni di quanto fosse stata fastidiosa quell’operazione e lui mi aveva detto che poteva tranquillamente essere fatta dopo la spinale, e così ho chiesto ed ottenuto!

Le infermiere hanno anche sistemato le casse e il lettore mp3 che avevo portato. Avevo infatti scoperto che in sala c’era la filodiffusione e chiesto che musica ci sarebbe stata. Annalisa mi aveva poi detto che l’impianto non funzionava ma che poteva chiedere di farmi portare le casse e la mia musica, e così abbiamo fatto.

Il clima era allegro e leggero. Margherita mi prendeva in giro per via delle casse e io credo di aver parlato tantissimo, probabilmente perché ero molto tesa.
Poi siamo entrate in sala e hanno acceso la musica. C’era Moonlight Shadow per cominciare, ovviamente!

Mi hanno tolto il vestitino di carta e hanno iniziato a preparare tutto. Io io stavo seduta sul lettino, in attesa. Faceva freddissimo e mi pare di aver aspettato un’eternità, anche se c’era la musica.
L’altra infermiera mi ha portato dei teli caldi e me li ha messi addosso e Margherita continuava a scherzare chiedendo perché tutte quelle gentilezze per me (L’infermiera ha risposto che lo faceva perché ero tanto carina nei modi!).
Poi è arrivata la strumentista che ha iniziato a sistemare sul tavolino tutti i vari strumenti.. erano proprio accanto a me ed effettivamente avrei preferito non vederli perché facevano impressione. In più sentendo la musica ha esordito dicendo:”Ma chi ha messo stà roba?”. Io ho risposto che era la mia musica e mi sono trattenuta dall’aggiungere altro.. anche perché c’era Margherita che mi faceva le facce indicandola.

Comunque dopo un tempo lunghissimo sono arrivati tutti. In primis l’anestesista, Simone, e poi dopo un po’ la pediatra e i due chirurghi, la dott.ssa Chieppa e il dr Alovisi.
Ed è arrivato il momento che temevo più di tutti: l’anestesia spinale.

L’anestesista mi ha spiegato quello che avrebbe fatto ed ha iniziato a preparare le iniziezioni. Poi mi sono messa in posizione, ho stretto le mani di Margherita e ho cercato di concentrarmi solo sulla musica e di pensare che sarebbe stato solo un attimo. In quel momento la mia playlist suonava Jambo Bwana, l’inno della nostra vacanza a Zanzibar. Poi la canzone è finita e mi è sembrato passasse un sacco prima iniziasse la successiva… così mi sono cantata una canzone nella testa.

Diciamo la verità .. l’anestesia spinale non è poi così dolorosa, nel senso che può fare più male una cannula nel braccio se chi la esegue non trova subito la vena o non è capace. Però fa impressione perché si sente questa roba che spinge con forza dentro, proprio sulla colonna vertebrale.. e poi c’e la forte paura che qualcosa non vada per il verso giusto.. ma si tratta veramente di pochi minuti.. solo che io avevo il terrore di questa cosa. Ma è andata..

Devo dire che l’anestesista è stato gentile e veloce e mi ha parlato quasi tutto il tempo, e poi c’era Margherita che mi teneva per mano.
Subito dopo la spinale mi hanno fatta distendere sul lettino e ho iniziato a sentire un formicolio alle gambe. Hanno alzato il telo davanti a me e i chirurghi hanno iniziato il loro lavoro.

Io a quel punto avuto un attimo di panico e avevo voglia di alzare la testa e guardare cosa succedeva.. ma è comparsa Annalisa che mi ha detto di guardare solo lei. Anche Simone mi parlava e ho scoperto che aveva lavorato con il dr Camanni all’ospedale Gradenigo.

Credo fossero circa le 10-10.30. Simone ogni tanto mi parlava e mi accarezzava la testa dicendomi che stava andando tutto bene. Io ho iniziato comunque un po’ a spazientirmi e a preoccuparmi, anche se cercavo di concentrarmi sulla musica.
Durante il cesareo di Giorgia avevano tagliato e poi l’avevano tirata fuori, in pochi minuti, mentre questa volta mi sentivo schiacciare dallo stomaco in giù e vedevo che ci stavano mettendo tanto tempo ..

Come potrete ben immaginare in quel momento frullano mille idee in testa, anche senza senso.. ho iniziato a chiedere cosa succedeva e Annalisa mi ha risposto che stavano andando pian pianino per non mettere a rischio il mio utero.
Non so nemmeno che canzoni suonassero in quel momento.. era passata un’eternitá e ancora non avevo il mio Matteo tra le braccia .. però tutti mi sorridevano e rassicuravano, il clima restava sereno .. evidentemente stava davvero andando tutto bene.

E poi l’ho sentito… sulle note di Country Road, una delle mie canzoni preferite, ho sentito il primo urletto di Matteo e poi il suo pianto. Ho detto: “eccolo eccolo eccolo!!” .. qualcuno ha detto l’orario, 10.57 .. e poi me l’anno messo sul petto e ho potuto vederlo, annusarlo, baciarlo, e anche toccarlo con il braccio libero.
Era bellissimo, già bello paffuto e urlante.
Me l’hanno lacciato un bel po’ (Giorgia l’avevo vista pochi secondi e poi via) ed è stato bellissimo.

Quando l’hanno spostato per lavarlo ho sentito che dicevano che pesava 3,680kg e non mi pareva vero visto che sua sorella pesava esattamente un kilo in meno (e io avevo preso molto più peso!).

A questo punto il tempo si è nuovamente dilatato. Avevo fretta di uscire dalla sala e di rivedere il mio bimbo ma sembrava che i medici non finissero mai di ripulirmi e ricucirmi. Qualcuno aveva anche abbassato la musica, o l’aveva spenta, perciò non la sentivo più.

Finalmente poi hanno finito a Annalisa mi ha detto che mi avrebbero lasciata un po’ nella saletta accanto e mi avrebbero portato Matteo.
Margherita e la sua collega mi hanno messa sulla barella con le ruote e subito fuori dalla sala operatoria ho visto mio marito con in braccio Matteo. Mi hanno sistemata nella saletta e poi Annalisa mi ha messo Matteo addosso e mi ha aiutata ad attaccarlo subito al seno. Lui ha preso il capezzolo senza problemi ed ha iniziato a ciucciare!
Mio marito era accanto a me e le infermiere avevano anche portato le casse e riacceso la musica.
È stato un momento meraviglioso, di perfezione assoluta, di gioia e tenerezza.

Matteo nudo, solo con il pannolino, sul mio petto nudo, e mio marito felice e commosso accanto a me. Con la mano libera accarezzavo quel corpicino caldo, quei minuscoli piedini, quella testolina profumata.
Non sentivo nient’altro che amore, dentro e fuori di me.
Siamo rimasti così per un’oretta circa, ad assaporare ogni istante di quella magia.

Poi hanno dato Matteo in braccio a mio marito e siamo usciti. Erano le 14 circa ed erano tutti lì ad aspettarci, da più di 5 ore!
Giorgia mi sembrava confusa e mi guardava con gli occhioni spalancati.. sarei voluta scendere dalla barella e prendere in braccio anche lei!

Mi sentivo infinitamente felice. Stanca ed euforica allo stesso tempo. E non vedevo l’ora di riprendere il mio bimbo tra le braccia.

Maledetto Fibroma cresce: vi racconto qualche nuovo progetto

Questa è una serata particolarmente tranquilla. Giorgia è dai nonni, e resterà a dormire lì. Matteo dorme sereno nel marsupio appicciato al mio petto e il mio maritino si appresta a preparare una bella cenetta (tagliatelle fatte in casa, la sua passione!).

E’ la serata perfetta per iniziare a raccontarvi di qualche nuovo progetto.

Seduta al pc leggo la posta e ascolto un po’ di musica rilassante. Dopo aver risposto alle email più recenti ho fatto un passo indietro, fino a dicembre, per controllare di non essermi persa qualcosa, e ho scoperto come già mi è accaduto in passato in periodi particolarmente intensi, di non aver risposto a molte di voi.

Quando capitano queste cose ci rimango malissimo perchè magari leggo parole piene di dolore o richieste di aiuto che risalgono a molte settimane fa e mi dispiace da matti di non aver risposto per tempo.

Poi ho mille idee e spunti di approfondimento, in buona parte suggeriti da voi, appuntati qua e là. Interviste in ballo, strutture da visitare (il dr Orsi ad esempio mi ha invitata già tempo fa ad andare a vedere la strumentazione per gli hifu allo IEO di Milano), materiale da riorganizzare, articoli per il blog scritti a metà, e vorrei potermici dedicare a tempo pieno.

Siete in tantissime a scrivermi e io vorrei potervi rispondere in maniera puntuale e precisa, mettendovi in contatto con il miglior specialista della vostra città, e con altre ragazze che hanno scelto il medesimo medico e la stessa tecnica di intervento. Vorrei essere più presente, più preparata, più tempestiva.

E vorrei continuare a indagare alcune tematiche al momento un po’ abbondonate, raccogliere testimonianze ordinate relativamente a ciascuna terapia farmacologica proposta (ex. Esmya, Primolut Nor, Decapeptyl, spirale Mirena, pillole varie, ecc.), intervistare in proposito varie medici e dare maggiore spazio al progetto delle video interviste.

Insomma vorrei fare mille cose. Quello di cui ho accennato, altre che saranno “sorprese”, e tutte quelle che mi verranno in mente nel tempo!

Per farlo ho bisogno che Maledetto Fibroma diventi la mia attività principale, se non l’unica, e ho bisogno di poter finanziare tutti i progetti relativi al blog. E così ho pensato al progetto di cui vi racconterò prestissimo. Per ora ve lo anticipo, perchè avrò bisogno di tutto il vostro aiuto per diffondere la mia iniziativa! Siete con me?? 🙂

Ora vado a gustarmi le mie tagliatelle e a sbaciuccarmi un po’ il mio cucciolo!