Eleonora ha deciso: si embolizza al San Camillo di Roma

Dopo aver vagliato attentamente le varie soluzioni  la nostra amica Eleonora sceglie il San Camillo di Roma per embolizzarsi, con il dr Morucci, intervistato dal Blog.

Lei, una delle tante ragazze che ha optato per l’Embolizzazione Uterina al San Camillo di Roma, così come Barbara, Manuela, Imma  e tante altre, quindi, ora, si appresta a sconfiggere il suo maledetto fibroma.

In bocca al lupo!

Riporto testualmente il suo messaggio.

Ciao a tutte! Sono Eleonora alias Luna sul blog Maledetto Fibroma!
A distanza di mesi, fatti di mille pensieri, ho deciso di agire concretamente contro il maledetto fibroma!
Ho scoperto di averlo a luglio 2016 a seguito di normali controlli prima di farmi prescrivere la pillola.
Da lì ho contattato ben 2 ginecologi (uno ASL e uno privato ) che mi hanno semplicemente detto di continuare a monitorarlo senza fare altro.
Con l’avvicinarsi dell’ennesima eco trans vaginale però (ne ho fatte già 2) , mi son detta: ma chi me lo fa fare di vivere così? Perché non agire se ci sono delle soluzioni valide?
Il pensiero di sottopormi passivamente a questo monitoraggio ( e diciamocelo, anche molto scomodo) mi stressava ulteriormente, così ho deciso di agire concretamente.
Ho ripescato la mia storia pubblicata sul blog, ricordavo di alcuni commenti molto significativi riguardanti l’embolizzazione ( la soluzione più adatta secondo me) soprattutto da parte di una ragazza, Antonella, che si era messa subito a disposizione dandomi il suo numero e quello del dottor Morucci.
Ho deciso così di contattarla. Inutile dire che mi ha sommersa di attenzioni ed info utilissime. Mi ha spronata a contattare il dottore. L’ho fatto e non potevo crederci…Mi ha risposto subito, mi ha ricontatta per inserirmi nel piano di interventi di giugno, sono stata a Roma per incontrarlo e fargli vedere tutti i miei referti ed il 26 di questo mese mi embolizzerò!
Sono ancora molto “provata” da tutto questo percorso, non ho mai avuto interventi di nessun genere ed un po’ di fifa c’è, ma sono sicura che agire subito sia la soluzione migliore! Inoltre mi ritengo molto fortunata perché ho avuto l’affetto e l’appoggio dalle persone che amo ed ho trovato delle persone fantastiche grazie a questo blog…Il tutto in tempi davvero brevissimi nonostante i mesi che ho passato tra una decisione e l’altra. Vorrei che la mia storia fosse utile a tutte quelle ragazze, magari anche più giovani di me, che si ritrovano con una notizia del genere e che non sanno cosa fare…
Fidatevi del vostro istinto e della vostra forza di volontà, di voler sapere ancora ed ancora, di non arrendervi alla prima “sentenza”…A volte quel pizzico di coraggio in più fa la differenza!
Ringrazio ancora questo blog e tutte le storie che ho letto, i consigli che ho ricevuto e l’appoggio di tutte queste guerriere che hanno affrontato addirittura battaglie più difficili della mia!

Il Sarcoma uterino è una patologia rarissima!

Ultimamente oltre che della necessità secondo i vostri ginecologi di procedere con l’isterectomia mi scrivete anche del sospetto di sarcoma uterino paventato dai vostri medici.

Anche a me due simpatici ginecologi dell’ospedale Martini di Torino avevano detto che a parer loro il mio fibroma era un sarcoma, perchè lo trovavano anomalo (con aree di liquefazione) e perchè a parer loro era cresciuto molto in fretta. Come potrete immaginare non è stato un bel momento, e anche i giorni successivi non li ho passati granchè bene .. comunque ricordo che subito avevo iniziato le mie ricerche in merito, chiedendo il parere di altri ginecologi (e proprio così ero arrivata al dr. Camanni).

Ricordo che il dr. Lupattelli mi aveva molto rassicurata, citando uno studio effettuato su circa 1.700 donne con fibroma ritenute a rischio. Di queste, solo 300 avevano poi presentato fibromi con crescita così veloce da far pensare al sarcoma. Solo una, infine, presentava poi davvero un fibroma maligno.

Ho chiesto quindi al dr. Tommaso Lupattelli di approfondire l’argomento perchè vorrei rassicurarvi sul fatto che il sarcoma è un’eventualità davvero remotissima. Non sarà magari che visto che ormai disponiamo di molte informazioni e non accettiamo più l’isterectomia con tanta facilità certi ignobili personaggi abbiano ben deciso di giocarsi la carta del sarcoma per convincerci ad andare sotto i ferri?

Ricordate, sopratuttto, che il sarcoma è diagnosticabile con la risonanza magnetica o con un’isteroscopia diagnostica e che non è vero che non si può riconoscere finchè non si asporta l’utero.

Sentite un po’ cosa spiega il dr. Lupattelli!

Carenza di ferro e anemia: la causa è il fibroma?

Come promesso, la nutrizionista Giulia Garaffo ha approfondito per noi il tema dell’anemia causata da carenza di ferro. In fondo al suo articolo trovate anche una breve biografia della dott.ssa Garaffo, che è una persona gentile e disponibile, e che mi ha offerto la sua disponibilità nell’affrontare con noi, e per noi, tanti temi legati all’alimentazione.

Giulia è inoltre disponibile a rispondere alle voste domande, perciò non esitate!

 

La carenza di ferro è un problema molto frequente e che affligge molte donne che hanno un fibroma, ma non solo loro!

La carenza di ferro è nel mondo colpisce un miliardo e seicento milioni di persone – in Italia il 23% della popolazione nel 2006 era affetta da questo problema, la maggior parte delle quali sono donne in età fertile.

Questa condizione può sfociare in una patologia chiamata anemia da carenza di ferro (o anemia sideropenica).

Questi numeri sono, tuttavia, lo specchio di problemi molto diversi tra loro: in Italia e in Europa e nel mondo più “industrializzato”, più o meno fino alla fine della seconda guerra mondiale, questa carenza poteva essere ricondotta ad una alimentazione inadeguata o a veri e propri stati di malnutrizione. Questo è vero ancora oggi per i paesi del terzo mondo o in via di sviluppo, in cui grandi fette di popolazione soffrono ancora per problemi legati alla povertà e alla fame.

Ma con lo sviluppo e la crescita industriale e il benessere che è derivato dal “boom economico” è difficile pensare che i numeri attuali siano dovuti a malnutrizione o a scarsa alimentazione.

Qual è il problema, allora? Quali possono essere le cause di questa carenza per chi si alimenta in maniera, tutto sommato, adeguata?

Per molte donne, ed in particolare chi convive con un fibroma, il problema della carenza di ferro può essere dovuta a forti sanguinamenti in concomitanza del ciclo mestruale e il corpo non riesce a “rifornire” le scorte di ferro in maniera adeguata.

Ma ci sono ulteriori fattori da tenere in considerazione: il primo è che esiste una “barriera” tra ciò che mangiamo e ciò che assimiliamo che è il nostro intestino. Molti fattori influenzano la capacità di questo organo di assumere ferro.

Il secondo è che la quantità di ferro che il nostro intestino è “indotto” ad assimilare è finemente regolata da alcuni ormoni, il più importante dei quali si chiama EPCIDINA, una molecola prodotta, ad esempio, in risposta alla quantità di ferro nel nostro organismo. Quando i livelli di epcidina sono alti, l’intestino riduce l’assorbimento di ferro, viceversa quando questo ormone si abbassa, aumenta l’assorbimento di ferro, se quest’ultimo è disponibile.

Sembrerebbe un meccanismo perfetto, ma bisogna tenere presente altri fattori che modulano la produzione di epcidina: tra questi c’è un “nemico” spesso invisibile che inceppa questo meccanismo: l’infiammazione.

L’infiammazione cronica (di cui parleremo anche in altri articoli) è una condizione molto frequente (in chi soffre di un fibroma, ad esempio, lo è ancora di più) che ostacola questo meccanismo.

Quali sono, dunque, delle possibili soluzioni?

Il primo punto, sicuramente, è controllare che la nostra alimentazione ci fornisca tutti i giorni la quantità di ferro adeguata alle nostre esigenze. Ricordiamoci che non tutto il ferro introdotto con la dieta è uguale e che quello da fonti animali è più assimilabile rispetto al ferro ottenuto dai vegetali. La vitamina C, inoltre, ne migliora ulteriormente l’assorbimento: quindi ulteriore attenzione si dovrà porre non solo a ciò che mangiamo, ma anche a come abbiniamo i cibi. A tal proposito ci sono sostanze presenti negli alimenti vegetali e nel vino, chiamate fitati e tannini, che riducono la capacità dell’intestino di assimilare il ferro. Questo è il punto di partenza!

Ma se vogliamo fare di più, possiamo puntare a migliorare la salute del nostro intestino, organo che più di tutti è responsabile dell’assorbimento del ferro, riducendone l’infiammazione anche attraverso la qualità della nostra alimentazione. Non è un percorso semplice e immediato e conviene affidarsi ad un nutrizionista per essere sicuri di seguire la dieta più adatta alla singola persona e al medico che ha il compito di intervenire anche con la prescrizione di farmaci, qualora fosse necessario.

 

 

Dott.ssa Giulia Garaffo

Sono una nutrizionista e faccio questo lavoro dal 2014. Fin dagli studi all’università mi sono sempre interessata di nutrizione, di qualità degli alimenti e di come il cibo può essere un ottimo strumento per prendersi cura della propria salute.

Mi sono laureata in biologia nel 2008 e successivamente ho conseguito un dottorato di ricerca in medicina molecolare nel 2013, proseguendo l’attività di ricerca in laboratorio presso l’università di Torino fino a qualche mese fa; in università, mi sono recentemente occupata del ruolo del metabolismo sulla progressione tumorale e sulla resistenza alle terapie farmacologiche; nel frattempo ho seguito diverse scuole e master per approfondire l’impatto dell’alimentazione sulla nostra salute.

E’ vero che è necessario investire sulla ricerca, ma non possiamo demandare unicamente alle terapie e ai farmaci la cura della nostra salute. Dobbiamo capire che come individui abbiamo un ruolo fondamentale nella cura di noi stessi e che il nostro stile di vita è fondamentale non solo per la terapia di molte malattie che ci possono colpire, ma soprattutto per prevenirle!

Nel 2015, insieme ad altre colleghe psicologhe e fisioterapiste, abbiamo fondato un’associazione di promozione sociale per aiutare chi soffre di disturbi alimentari e per promuovere l’educazione al benessere attualmente attiva sul territorio torinese: il Centro Libenter.

 

Lucia indecisa sul suo intervento in laparotomia: Torino o Avellino?

Lucia ha 32 anni d ha deciso di condividere la sua storia con tutte noi perché è alla ricerca di consigli e suggerimenti.

La sua storia ha inizio qualche mese fa quando, durante un semplice controllo ginecologico, scopre di avere due fibromi: il primo di 7.2 centimetri e il secondo di 5 centimetri.

Oltre all’amara scoperta, Lucia deve fare i conti con l’allarmismo (ingiustificato) della sua ginecologa che le propone una laparotomia d’urgenza. E come se non bastasse, le preannuncia una degenza lunga e difficile.

“Mi fa fare una risonanza magnetica con estrema urgenza” scrive Lucia  “analisi e markers tumorali, spaventandomi a morte. Il tutto senza darmi altre informazioni e asserendo che assolutamente i fibromi non potevano essere rimossi in laparoscopia”.

Fortunatamente Lucia prende tempo: riflette, si informa, coglie il suggerimento di un altro medico che le sconsiglia una laparotomia vista la sue giovane età, e la indirizza presso la Clinica Malzoni di Avellino dove il suo caso viene invece considerato da “codice bianco”. Nel corso della visita, inoltre, Lucia apprende che i suoi fibromi potranno essere asportati in laparoscopia. E questa è già un’ottima notizia.

Tuttavia, scrive Lucia, la lista d’attesa è piuttosto lunga.

Attualmente convivere con i fibromi non è invalidante ma non mancano disagi  come il gonfiore addominale e il flusso mestruale particolarmente abbondante.

Lucia è ora alla ricerca di donne che abbiano avuto esperienze non solo presso la Clinica Malzoni di Avellino, ma anche nella città di Torino dove probabilmente dovrà trasferirsi fra qualche mese. Difatti scrive: “Vi chiedo se conoscete un bravo ginecologo a Torino, o dintorni, che opera in laparoscopia e si affida a strutture ospedaliere o cliniche convenzionate. Dovrò affrontare tutto da sola, motivo per cui non mi potevo permettere una lunga degenza, e per me sarebbe importante che il personale della struttura ospedaliera o clinica, sia sufficientemente garbato”.

E conclude dicendo:  “potermi confrontare con voi, mi aiuta ad affrontare tutto con cuore più leggero e non come se avessi un enorme macigno sul petto“.

Cara Lucia, non c’è motivo di cedere alla tristezza!  Sono certa che avrai presto modo di confrontarti con chi ha vissuto esperienze positive in entrambe le città.

Grazie per aver condiviso con noi la tua storia!

Naturalmente restiamo in attesa del tuo lieto fine.

Un abbraccio

 

 

 

 

Presentazione del libro Maledetto Fibroma – Torino, 23 giugno

Maledetto Fibroma è il libro dedicato a tutte le donne che combattono contro il maledetto fibroma uterino.

L’ho scritto con voi, e per voi, ed è stato per me lo strumento per superare tutto quello che mi è successo che, anche se mentre accadeva non me ne accorgevo, direi che mi ha segnata un bel po’!

Per chi non lo sapesse, il libro racconta la mia storia la mia esperienza con diversi tipi di terapia, e molte delle vostre storie. Raccoglie inoltre approfondimenti sulle varie tecniche di intervento ed interviste a specialisti del settore.

Vorrei invitarvi alla presentazione del libro perchè sarà una bella occasione di conoscersi di persona e chiacchierare un pio’ delle nostre disavventure. Amiche di Torino e delle immediate vicinanze, venite? Dai che vi aspetto!

Quando

Venerdì 23 giugno alle ore 18.30

Dove

Centro Libenter
Via santa Chiara 52, Torino