Hai appena scoperto di avere un fibroma?

Qualche volta mi scrivete allarmatissime perchè avete appena scoperto di avere un fibroma e nessuno vi ha spiegato nè perchè vi è venuto e nè adesso cosa dovete fare.

Innanzitutto calma, perchè un fibroma è un tumore benigno e se affrontato per tempo e nel modo giusto non arrecherà grosse sofferenze nè problemi insormontabili. Una soluzione c’è senz’altro, in ogni caso. Quindi prima di tutto tranquille!

E poi, il dr. Camanni ci da qualche valido su come affrontare il fibroma. E’ meglio sapere fin da subito che ci sono varie tecniche di intervento sul fibroma e che quindi è quasi sempre possibile scegliere. E poi, è molto importante affidarsi al medico giusto.

Giulia e il suo lieto fine

Di seguito la mail di Giulia ricevuta qualche giorno fa…

Buona sera, mi chiamo Giulia, scrivo al vostro blog, perché avrei piacere di condividere con voi la mia storia con un “maledetto fibroma” con la speranza che possa dare coraggio ad altre donne con il mio stesso problema.
Alcuni giorni fa, neanche una settimana, mi sono sottoposta ad una minilaparotomia per asportazione di un fibroma sottosieroso delle dimensioni di 6 cm x 5.7 cm x 6.3 cm, posto in zona posterolaterale dell’utero.
Scopro di avere questa massa per caso, circa un anno fa, quando decido di effettuare una visita ginecologica, a causa del mio ciclo che aveva iniziato ad essere troppo abbondante ed irregolare. La ginecologa a cui mi sono rivolta mi consiglia subito l’asportazione, sia in considerazione delle dimensioni già importanti, che non avrebbero più reso possibile l’assorbimento del fibroma sia in virtù della mia giovane età ( 26 anni ). Tuttavia decido di temporeggiare, perché stavo iniziando la tesi di laurea, e in laboratorio la mia presenza era costantemente richiesta. Così inizio la terapia con una pillola anticoncezionale, per tenere sotto controllo sia il flusso che i dolori mestruali, con la speranza che il controllo ormonale abbia un buon effetto anche sul mio fibroma.

Purtroppo questo non avviene, infatti ad Agosto 2016 le dimensioni della massa raggiungono quasi gli 8 cm di spessore, creandomi molti problemi ( minzioni frequenti, rapporti sessuali dolorosi, mestruazioni dolorose). A questo punto decido di rivolgermi ad un professore specializzato in fertilità della donna e fibromatosi uterina ( Giuseppe Morgante, prof. aggregato dell’azienda ospedaliera senese ). Il professore mi consiglia di sottopormi ad una terapia preventiva trimestrale con un antagonista del progesterone (Esmya) e poi procedere successivamente all’asportazione della massa. Il trattamento preoperatorio con questo farmaco nella migliore delle ipotesi avrebbe ridotto le dimensioni del mio fibroma, mentre nella peggiore sarebbe riuscito ad ammorbidirne il tessuto, senza lavorare sulle dimensioni. In entrambi i casi, l’operazione di asportazione sarebbe risultata più rapida e di conseguenza anche il post-operatorio. Durante questo trattamento l’unica cosa da controllare è stato l’endometrio, che è andato ad ispessirsi. (Non mi voglio dilungare sul meccanismo farmaceutico del farmaco, ma chi fosse interessata può contattarmi in privato, sono un chimico farmaceutico ).

Dopo un mese e mezzo di trattamento effettuo una nuova visita ginecologica dalla quale è possibile apprendere che il mio fibroma si è ridotto di ben 3 cm e mezzo!! A Gennaio mi sottopongo all’asportazione in minilaparotomia del fibroma, in anestesia totale presso il reparto di ginecologia di Siena. Ero molto preoccupata, perché non mi ero mai sottoposta ad intervento del genere, e non ero tanto impensierita dell’anestesia o dell’operazione, ma piuttosto del dolore post-operatorio. Il mio ricovero dura 4 giorni, dalla domenica al giovedì mattina. La domenica avviene la preparazione dell’intestino, mi fanno bere un purgante osmotico, che serve per depurare l’apparato digerente, nessun crampo o doloretto di pancia, tutto procede indolore. Il lunedì mattina mi vengono a prendere in camera per la sala operatoria, dove trovo il mio professore, tre infermiere e l’anestesista, che risolve su ogni mio dubbio in merito all’asportazione, poi mi dice di pensare ad una cosa bella.

Quando mi risveglio mi ricordo soltanto di aver sognato le Maldive, e a detta dei medici ero così tanto rilassata che continuavo a mettere il braccio libero dalla flebo sotto la testa, come si fa in spiaggia!! Gli infermieri e i dottori hanno aspettato il mio completo risveglio prima di riportarmi in camera, dove tutta la mia famiglia mi stava aspettando! Il pomeriggio prosegue tranquillo, con le infermiere che vengono a controllarmi ogni due ore, così come i medici. Il martedì è stato il giorno un pochino più duro, perché è quello in cui l’anestesia totale scompare del tutto, ma anche in questa occasione non ho percepito il minimo dolore o fastidio, mi sentivo un po’ fuori fase. A 24 h dall’intervento decidono di sospendermi la morfina, perché sono proprio a io chiederlo, infatti se da un lato l’oppioide è un eccellente analgesico dall’altro mi sedava troppo. Nonostante la sospensione dalla morfina non percepisco il minimo dolore, neanche il giorno successivo, quando i professori, vedendo che il post-operatorio stava volgendo per il meglio, decidono di farmi mangiare dei biscotti e togliermi il cateterino! Così riesco a fare anche i primi passi da sola! Che soddisfazione! Arrivo a giovedì e anche il mio intestino decide di risvegliarsi, così i dottori decidono di dimettermi.

Adesso è sabato, sono passati 5 giorni dall’intervento, devo effettuare una terapia domiciliare di una settimana, che prevede l’assunzione di antibiotici ed integratori di ferro, ma posso già alzarmi, vestirmi, lavarmi e prepararmi i pasti in modo autonomo. Tra qualche giorno dovrò andare a togliere i punti, ma sono in rapida ripresa.
Il consiglio che mi sento di dare a tutte le donne con un maledetto fibroma è quello di rivolgervi ad un ginecologo che sia esperto in fibromatosi uterina, che possa indirizzarvi verso la strada migliore. Infatti negli ultimi anni la chirurgia mini invasiva ha fatto passi da gigante, tanto è vero che per questo tipo di asportazioni di usano quasi esclusivamente la laparotomia e la minilaparatomia ( anche per fibromi di 10-13 cm con trattamento farmacologico prevenitivo, perchè una volta che il tessuto è stato ammorbidito si riescono ad aspirare grandi masse anche da piccoli taglietti ). Tuttavia è necessario che il ginecologo che vi segue sia informato sull’evoluzione del trattamento dell’utero fibromatoso.
Un forte abbraccio e un grande in bocca al lupo a tutte voi!!

Grazie Giulia per aver condiviso la tua storia e per la tua disponibilità a fornirci qualche informazioni in più su Esmya, la sfrutteremo sicuramente!

Camilla si racconta

Pubblichiamo la mail ricevuta da Camilla che ha voluto condividere la sua lotta ai maledetti fibromi e la inseriamo nei lieti fine perché a gennaio si è sottoposta ad una nuova miomectomia ed ora è in netta ripresa!

Ciao, mi chiamo Camilla e ho compiuto da poco 36 anni. Scrivo, innanzitutto,per ringraziare l’autrice del blog e tutte le fibroma fighters che hanno deciso di condividere la propria esperienza. Nelle lunghe notti insonni trascorse in clinica in preda al dolore, dopo la seconda miomectomia laparotomica, che ho dovuto subire tre settimane fa, leggere le storie delle altre mie compagne di sventura, pubblicate sul blog, mi è servito moltissimo a farmi sentire meno sola e disperata. E questo è un tipo di conforto che, a mio avviso, può provenire solo da chi ha vissuto un’esperienza simile. Voglio quindi raccontare la mia storia, sperando che possa essere utile a qualcun altra, che magari sta attraversando in questo momento quello che ho da poco affrontato io (e la strada per un pieno recupero è, peraltro, nel mio caso, ancora lunga).

Ho scoperto di avere un utero fibromatoso nel 2012, quando ho deciso, per puro caso o perché il destino lo ha voluto (a seconda dei punti di vista), di sottopormi ad un check up prevenzione donna, che includeva anche una visita ginecologica. Avevo mestruazioni regolari, indolori e con flusso medio, dunque non mi sottoponevo ad un controllo da almeno tre anni..un’ecografia non l’avevo nemmeno mai fatta (anche se mia mamma è ginecologa!! Il mio alibi principale era il lavoro e, in generale, la vita frenetica che vivevo: troppo complicato trovare il tempo per una visita e, soprattutto, inutile visto che stavo bene … o almeno così credevo! Dunque quando all’uscita della metro mi hanno dato questo volantino prevenzione donna ho deciso di sottopormi al controllo solo perché l’ambulatorio era a due passi dal mio ufficio e l’orario di visita era da mattina a sera! Non avevo scuse! Insomma mi reco in questo centro ed il ginecologo mi dice subito, dopo avermi visitato, che c’era un’anomalia: il mio utero era ingrossato come alla quarta settimana di gravidanza e dovevo sottopormi, con urgenza, ad un’ecografia transvaginale. Molto spaventata mi reco quel pomeriggio stesso presso Villa Margherita, dove mia mamma aveva all’epoca il suo ginecologo ed il referto della eco transvaginale conferma che il mio utero era pieno di fibromi, di cui un paio anche di notevoli dimensioni (circa 10 cm). Mi viene subito consigliato di recarmi dal mio ginecologo (che all’epoca non avevo ovviamente !) per decidere il da farsi. Il ginecologo di mia mamma mise subito le mani avanti, spiegandomi che non c’era periculum vitae, ma che quell’utero in quelle condizioni era inservibile e che soprattutto, se non si fosse intervenuti immediatamente, avrei rischiato di dover subire, necessariamente, una isterectomia. Lui sperava, invece, di “potermi tenere l’utero” eseguendo una miomectomia. Ancora ricordo il panico che ingenerarono in me quelle parole! Non avevo, a quel tempo, un fidanzato e non avevo un progetto concreto di mettere su famiglia, ma non volevo perdere per sempre la possibilità di diventare mamma! Grazie alla segnalazione di un amico di mio zio, venni a conoscenza del centro Arbor Vitae del prof.Ivano Mazzon, presso la clinica Nuova Villa Claudia qui a Roma. Al primo incontro il professore mi ispiro’ subito grande fiducia anche perché era super specializzato in questa tipologia di operazioni (mi disse che ad una ragazza di Terni ne aveva tolti 33 .. e che lei aveva poi avuto due gemelli). Insomma, una luce nel buio in cui ero precipitata..una luce che decisi di seguire senza indugio. Con l’operazione del 2012 mi asportarono ben 9 fibromi, io persi molto sangue e divenni anemica (da 13 l’emoglobina scese a 6) ma riuscii ad evitare trasfusioni grazie a massicce dosi di ferro, che assumevo per via orale e per mezzo di flebo (con conseguente flebite). Impiegai circa due mesi a “tornare come prima” quantomeno fisicamente..tutto quello che avevo vissuto mi aveva, infatti, cambiata per sempre! Ho toccato con mano la mia fragilità e ho capito l’importanza della prevenzione!

In questi anni ho continuato a sottopormi ogni sei mesi ad ecografie transvaginali..il rischio della recidiva era molto alto, come mi avevano chiaramente spiegato il professore e la sua equipe (sebbene nel mio caso non sembra esservi un fattore ereditario, sono l’unica della famiglia ad avere questo problema).

Dopo una pausa di un anno e mezzo, i maledetti fibromi hanno cominciato a riprodursi e a moltiplicarsi. Nel 2015 mi sono sottoposta ad un’isteroscopia operativa, sempre eseguita dal prof.Mazzon, per togliere un fibroma particolarmente fastidioso ai fini di un’eventuale gravidanza..nel frattempo avevo incontrato l’uomo della mia vita e avevamo iniziato a pensare di mettere su famiglia. La situazione sembrava sotto controllo al punto che ci avevano confermato che potevamo provare ad avere un figlio, sennonché a gennaio 2016, mentre sono al lavoro, mi sento male ho un’emorragia tremenda per cui mi portano al pronto soccorso, dove all’accettazione mi assegnano un codice giallo. A quel punto mi viene prescritta Esmya, di cui assumo due cicli di pillole, e che quantomeno è servita, per nove mesi, a mantenere pressoché inalterata la situazione. A fronte di abbondanti cicli (che mi obbligavano a ricorrere al Tranex) e del mio desiderio di maternità (nel frattempo mi sono sposata!) il prof. Mazzon mi dice purtroppo che una nuova miomectomia era purtroppo inevitabile. Aggiungo che in questi anni le ho provate tutte, sono ricorsa invano a cure omeopatiche, all’agopuntura e ho richiesto anche il parere di specialisti del Niguarda, che hanno confermato la diagnosi del prof.Mazzon. Dunque il 24 gennaio scorso sempre presso la clinica nuova villa Claudia mi sono sottoposta ad una nuova miomectomia. Questa volta hanno asportato 11 fibromi lasciandomene solo uno molto piccolo che hanno evitato di togliere perché il mio povero utero, dopo 4 ore di operazione, era molto provato. La prima settimana è stata molto dura, ho trascorso le giornate e le nottate in preda a forti crampi addominali, che mi hanno spinto a richiedere la sospensione del Metergyn (il mio utero si contraeva già abbastanza da solo, ve lo assicuro!). Inoltre, solo supplicando sono riuscita ad ottenere che mi somministrassero due piccole dosi di morfina, nell’immediatezza dell’intervento, per il resto pretendevano di alleviare il mio dolore con il .. paracetamolo!! Ad ogni modo, ora sono a casa in convalescenza, ogni tanto la ferita fa male e sento ancora delle fitte, mi sento molto stanca e provata per via dell’emoglobina molto bassa ma posso senz’altro dire di avere vinto una nuova, importante, battaglia contro i maledetti fibromi! Tra 5/6 mesi dovrò sottopormi a nuovi controlli e poi tra 9 se tutto va bene potrò provare ad iniziare una gravidanza.

Non so come andrà a finire ma voglio credere che quella volta, sotto la metro, quel volantino non mi sia stato messo in mano per caso, e che riuscirò a sfruttare questa nuova possibilità che la vita mi ha dato. Grazie per la pazienza e scusate se mi sono dilungata, sono a disposizione di chiunque abbia lo stesso problema per scambiare informazioni e consigli.
Ciao
Camilla

Grazie a te, Camilla, riprenditi al meglio e, se ti va, tienici aggiornate sugli sviluppi dei tuoi progetti!

Il lieto fine di Lucia

Vi ricordate Lucia che a distanza di 4 mesi dall’ultima visita ha scoperto un fibroma di 8 cm? Per comodità vi riporto il link della sua storia:

https://fibromauterino.wordpress.com/2016/09/15/il-fibroma-di-lucia-si-e-formato-in-pochi-mesi/

Giovedì 27 ottobre Lucia si è sottoposta ad un intervento di miomectomia in laparotomia. Era molto in ansia per l’intervento, qualche giorno prima ha avuto un ciclo molto abbondante tanto da svenire! Le hanno dato il Tranex antiemorragico.

Appena tornata a casa dopo l’intervento Lucia ci ha scritto per condividere con tutte noi la sua esperienza.

“Allora da dove iniziare? Dalla sera prima forse, quando ho dovuto iniziare il digiuno e fare il clisma..entro in bagno, cerco di stare tranquilla e….terremoto! Sì sì, proprio il terremoto… Cominciamo bene mi dico… A un certo punto non sapevo se dovevo continuare a fare quello che stavo facendo o scappare…..fatto sta che una serata che doveva essere tranquilla non lo è per niente!
Il mattino dopo ho l’appuntamento alle 7 in ospedale, passano due ore e finalmente mi chiama un’infermiera che mi dice di togliere trucco, smalto e di depilarmi (questa operazione l’avevo già fatta il giorno prima, proprio per evitarmi imbarazzi vari ed eventuali!). Mi porta nella mia stanza, mi spoglio e metto il bellissimo camice verde. Appena va via inizio a fare il primo mezzo piantino… mi sento cosi impotente, triste e demoralizzata! Poi arrivano gli infermieri e mi portano in sala preoperatoria: attraversiamo un lunghissimo corridoio e io mi sento come quando in quelle scene da film l’inquadratura e’ dal lettino e fanno vedere il soffitto dell’ospedale e mi sento ancora di più il cuore in gola. Mi affidano ad un’infermiera che mi mette un ago sulla mano e mi fa un male cane… Dopo un po’ mi iniettano un sedativo, cosi dicono loro, e da allora in poi non ricordo più nulla. Il ricordo successivo è quando mi svegliano e io sono tutta stordita. Mi portano in camera dove ci sono mia mamma, mio marito, mia zia e una mia amica, ma non capisco più nulla perchè sento dei dolori lancinanti sotto la pancia, delle fitte, dei tagli come di spade, e continuo a dire a mia mamma “Mi tagliano! Mi tagliano!”. Sono sfinita dai dolori ma dopo un’ora e mezza circa la morfina fa il suo dannato effetto finalmente e io sento che la parte inferiore è come se fosse completamente addormentata.
L’operazione è durata un’ora e mezza circa, mi hanno tolto solo il fibroma che era diventato quasi 10 cm, dagli 8 e mezzo che era due mesi fa, mentre le tube e l’utero non sono stati toccati come io avevo chiesto.
La notte la passo benino anche se devo stare distesa a pancia in su e non posso assumere nessun’altra posizione. Il giorno dopo pero’ la morfina ha finito il suo effetto e io inizio a sentire bruciore alla ferita. Le infermiere vogliono che mi alzi, non capiscono che io mi sento debole e non ce la faccio proprio…mi fanno sentire in colpa….mi viene da piangere…non so cosa pretendono da me… Finalmente arriva un’infermiera che capisce come mi sento e mi dice che non c’è fretta e che mi alzerò il giorno dopo.
I giorni successivi, in totale cinque, passano tra alti e bassi: dolori, debolezza, notti insonni…”

“Sono appena tornata a casa dopo 5 giorni di degenza… La miomectomia è andata bene ma non è stata una passeggiata affatto!!! Altro che come il  cesareo…un corno!! Non ho avuto perdite di sangue perche’ il fibroma era sottosieroso sopra l’utero. Nonostante ciò avevo, anzi ho, l’emoglobina a 8.8 e quindi sono debolissima. Ho avuto il fiato corto e sto prendendo il ferro Sideral forte. Cammino ma i primi giorni avevo bruciori forti alla ferita; ora mi e’ spuntato un livido dall’ombelico alla ferita e appena tornata a casa ho tipo una depressione post partum addosso che mi fa piangere spesso… Non penso che prima di due settimane io riesca ad uscire e stare in forma…e questo mi abbatte..
Ora aspetto l’esito dell’esame istologico e incrocio tutte le dita.”

Cara Lucia, sentirsi giù di morale con l’emoglobina così bassa e dopo aver superato un intervento chirurgico è purtroppo normale, bisogna accettare anche questi momenti di depressione e saper vedere i piccoli miglioramenti che giorno dopo giorno ti faranno riacquistare le forze. Grazie di aver condiviso con noi la tua esperienza e il tuo lieto fine!

Sweet Merry embolizzata dal dr. Lupattelli

Pubblico la testimonianza di Sweet Merry, nigeriana, che mi ha raccontato via mail suo marito Massimo. Sweet Merry aveva un fibroma di 14 cm che le ha causato anni di sofferenze. I ginecologi le avevano consigliato di togliere l’utero ma Sweet Merry e suo marito non volevano rassegnarsi all’isterectomia perchè non hanno ancora avuto bambini e vorrebbero averne.

Sweet Merry però soffriva a causa di un ciclo lungo e abbondante e Massimo era molto preoccupato. Una mattina, improvvisamente, Massimo si è ricordato di aver letto una volta su internet qualcosa a riguardo dell’embolizzazione dei fibromi uterini e ha deciso di rivolgersi al dr. Lupattelli. Massimo si chiede, e mi chiede, come mai i ginecologi non propongano mai questa tecnica alternativa ed è arrabbiato perchè i medici che ha consultato non hanno saputo far altro che proporre l’isterectomia.

Il dr. Lupattelli ha subito sottoposto Sweet Merry a risonanza magnetica e quindi ha confermato a Massimo e sua moglie e che non sarebbe stato necessario togliere l’utero. Era il dicembre 2015. A gennaio 2016 la coppia di è recata a Bologna, in una clinica a Villa Torri, e Sweet Merry è stata embolizzata. Dopo 4 mesi dall’intervento Sweet Merry ha espulso il suo fibroma.

Massimo è entusiasta del dr. Lupattelli, che si è dimostrato capace e professionale.

Io sono davvero contenta per Sweet Merry, che è riuscita a salvare il suo utero, e felice di sentire che il dr. Lupattelli si riconferma sempre un medico attento e scrupoloso.