Monica segue il suo istinto, dice no al Decapeptyl e sceglie la laparotomia

Leggete con attenzione la storia di Monica, che ha deciso di seguire il suo istinto e non fidarsi di ciò che le avevano consigliato i primi medici che l’hanno visitata. Si è fidata di sè stessa e ha cercato un terzo ginecologo, un terzo parere, perchè non era convinta di ciò che le proponevano .. e ha fatto benissimo!

Come dico sempre, è fondamentale sentire più pareri se qualcosa non vi convince. Due, tre, quattro, ma anche di più, perchè no. Del resto, stiamo parlando della vostra salute, della vostra pelle, e vale davvero la pena di considerare l’opinione di diversi medici e di cercare un professionista che vi ispiri fiducia al 100%.

 

Ciao a tutte. Voglio raccontarvi la mia esperienza in merito al mio intervento di rimozione fibromi, perchè è stato un lungo percorso che mi ha portato a stare bene e perchè so che tante donne devono ancora affrontare questa esperienza, ci terrei a rincuorarle e dar loro dei consigli.

Ho 41 anni, il primo fibroma si è formato che ne avevo 25, ma ho iniziato ad avere grandi problemi in paio di anni fa: bisogno urgente di fare pipì, gonfiore addominale, massa solida e dolente nella zona pubica, mal di schiena, oltre che mestruazioni abbondanti e dolorose.

Sono sposata da 11 anni e io e mio marito non abbiamo cercato figli, ma nemmeno sono arrivati quando abbiamo lasciato tutto al caso. L’ anno scorso sono andata dal mio ginecologo perchè volevamo provare a concepire e per vedere perchè stessi così male; mi ha detto che il mio fibroma era cresciuto più grande di un pompelmo e che andava assolutamente tolto (oltre che avermi detto che se ne erano formati altri due più piccoli). La gravidanza era da escludere fin quando non mi sarei operata. Mi ha prospettato un intervento tradizionale con taglio e ripresa dolorosa.

Allora, sotto consiglio di un’ amica, a settembre sono andata da un altro ginecologo (molto rinomato) che di solito opera in laparoscopia. Lui (persona freddissima e di poche parole) mi ha detto che il fibroma era di 9 cm e che non mi assicurava la laparoscopia. Oltretutto i tempi di attesa nel suo ospedale erano di minimo 6 mesi e mi ha consigliato di fare tre mesi di Decapeptyl, da iniziare a gennaio, per mettermi in menopausa temporanea e sperare nella riduzione del fibroma. Io sono uscita dal suo studio molto amareggiata, un po’ dal suo atteggiamento per niente empatico e soprattutto per la questione delle punture che non mi andava giù.

A inizi di quest’anno, arrivato il momento di fare la puntura, sono stata assalita da una sensazione strana…che ora amo chiamare destino perchè mi ha cambiato la vita… Quel giorno sono andata dal mio medico di famiglia (persona molto comprensiva e precisa), non mi vergogno a dire che ho pianto e gli ho parlato dei miei dubbi in merito alle punture di Decapeptyl, non volevo farle … (oltretutto dall’ospedale mi avevano detto che i tempi di attesa si erano allungati a un anno quindi ne avrei dovute fare 6 e non 3). Il mio medico mi ha detto che secondo lui, data l’ età e il non aver ancora avuto figli, era meglio non farle e mi ha dato ragione. Mi ha detto che aveva un suo caro amico ginecologo a Parma, un professore molto stimato, e mi ha consigliato di sentire anche il suo parere. Se anche lui mi avesse dato il suo parere positivo in merito al Decapeptyl, allora avrei deciso serenamente.

So che state pensando… che andare un terzo ginecologo è esagerato, che bisogna fidarsi… Lo stesso mi ha detto anche mio marito, ma oggi mi continua a ripetere: “Meno male che hai detto retta a quella sensazione quel giorno!”. Ecco…quella sensazione e il ginecologo di Parma mi hanno CAMBIATO LA VITA. Il giorno che sono andata a visita da lui, a febbraio 2020 sono entrata angosciata e sono uscita col sorriso. Lui, una persona pacata, gentile, sorridente, mi ha visitato e mi ha detto che avevo l’ utero ingrossato come una donna incinta di 6 mesi, il fibroma era quasi 10 cm ma che lui mi avrebbe operato in laparoscopia (sarebbe intervenuto col taglio solo in caso di estrema necessità. Ha detto che non dovevo fare nessuna puntura di Decapeptyl. Ha fatto entrare anche mio marito e ci ha spiegato dettagliatamente tutta la prassi dell’intervento e del ritorno a casa, ci ha illustrato i rischi, ci ha detto TUTTO quello che c’ era da sapere e soprattutto mi ha trattato come UN ESSERE UMANO e non come un numero.

Era fissato tutto per fine marzo, ma per l’ emergenza Covid è slittato tutto a metà maggio.

Ora vi racconto: mi sono ricoverata il lunedì, mi hanno fatto subito il prelievo, il tampone per il Covid, la visita cardiologica, i raggi al torace, la visita con l’ anestesista e la visita col ginecologo (che ancora una volta mi ha rassicurato e rincuorato). Mi sono sistemata in camera (vi consiglio, per il ricovero, di portare camicie da notte in cotone coi bottoni davanti, io ho preso quelle da parto e sono comodissime! E di portare salviette umidificate e un rotolo di carta assorbente da tenere sul comodino). Il pomeriggio mi hanno fatto la puntura di Eparina (antitrombo) sulla pancia. La sera è venuta l’ infermiera e mi ha fatto il clistere (sensazione per niente piacevole ma è passato subito). La notte ho dormito pochissimo per la paura… per me era tutto nuovo, non avevo mai fatto un intervento, un ricovero o un’anestesia totale e poi ero completamente sola perchè a causa dell’emergenza Covid in ospedale non facevano entrare nessuno.

Al martedì mattina alle 5.30 altro clistere, ho fatto la doccia, ho messo il camice e le calze elastiche antitrombo (che mi aveva detto di portare il ginecologo) e mi hanno portato in sala operatoria. Ero terrorizzata, ma una volta arrivata lì ho trovato un ambiente sereno, tutti sorridenti e gentili, che mi hanno rassicurato e calmato. L’ infermiera mi ha messo la flebo sulla mano (pensavo peggio, solo un pizzichino), mi hanno portato sul lettino e ha iniziato a girarmi tutto (mi sembrava di essere sulle montagne russe ubriaca), mi hanno messo la mascherina e…buonanotte!

Quando mi sono svegliata ho visto subito la faccia sorridente del medico che mi ha detto: “Signora, l’ intervento è riuscito benissimo, abbiamo fatto la laparoscopia, abbiamo tolto tutti i fibromi (ne hanno trovati 4 )e il più grande pesava 600 g.!” Io ero felicissima anche se sentivo molto freddo e avevo una forte nausea. Mi hanno riportato in camera, messo la coperta e la flebo antivomito e mi sono addormentata.

La sera l’ infermiera mi ha lavato e mi ha fatto alzare per cambiare le lenzuola e ho provato fortissimi dolori nella pancia, sembrava di avere dei vetri nell’utero. La mattina dopo mi hanno già tolto il catetere per ” costringermi” ad alzarmi sia per fare pipì ma soprattutto per camminare, visto che dovevo espellere l’ aria del gas messo per la laparoscopia. L’ infermiera (molto dolce anche lei, ma un po’ tutto il personale) mi ha detto di sforzarmi perchè camminando l’ intestino si sarebbe rimesso subito in moto e non avrei avuto problemi. Questa cosa mi ha dato coraggio (mi spaventava andare male di corpo visti i punti interni) e allora ho passato quasi tutto il mercoledì a camminare avanti e indietro il corridoio, con la bottiglietta del drenaggio in mano (ero piegata in avanti perchè sentivo dolore, ma ho camminato). Andavo anche a fare pipì da sola e non ho chiesto nessun antidolorifico (a parte la sera dell’ intervento).

Ho tirato fuori un coraggio che non credevo di avere, ma ciò è stato reso possibile dal personale medico sempre rassicurante e gentile che mi faceva sentire tranquilla. Il giovedì mattina il ginecologo mi ha visitato e mi ha detto che era tutto ok, mi ha spiegato come medicarmi e fare le punture di eparina (sulle braccia) per i 10 giorni successivi, che i primi due cicli sarebbero stati dolorosi e abbondanti e che ci saremmo rivisti dopo il secondo ciclo. Poi l’infermiera mi ha tolto il drenaggio dalla pancia…quello è stato il momento più brutto… una sensazione fastidiosa e dolorosa che per fortuna è durata poco! Il giovedì pomeriggio ero a casa, finalmente. I primi 10 giorni sono stati duri tra dolori, punture e medicazioni.

Per fortuna ho avuto mio marito sempre vicino perchè ho fatto fatica ad alzarmi dal letto da sola e camminare. Ho preso le bustine di ferro per 20 giorni, sono riuscita ad andare in bagno già il sabato (ho mangiato brodino e patate lesse, come in ospedale ed è servito) e il primo ciclo è stato sì abbondante e un po’ doloroso, ma ne ho avuti di ben peggiori. Ed oggi…a distanza di poco più di un mese IO STO BENE!!!

Sono felice, sono tranquilla e piena di gioia per aver superato questo ostacolo. A me ci è voluto un mese pieno per riprendermi perfettamente, sono stata in malattia e ho dato tempo al mio corpo di riprendersi come doveva. Non ho fatto (e non faccio) sforzi, non sollevo pesi e se mi accorgo che alcuni movimenti mi danno fastidio, evito di ripeterli. Faccio delle brevi passeggiate e mangio bene. A metà luglio andrò a controllo e il ginecologo mi dirà quanto dovremo aspettare per provare ad avere un figlio (che nel caso, farà nascere col taglio cesareo per evitare il rischio di rottura utero per il travaglio).

Voglio dire a tutte quelle che devono affrontare o stanno affrontando questa situazione di avere fiducia e di non perdere la speranza. Andate anche da 10 medici se non vi ispirano fiducia, perchè trovare quello giusto è fondamentale! Fidatevi dei segnali che vi dà il vostro corpo e delle sensazioni che mente e cuore vi trasmettono… io l’ho fatto e ora sto bene.
Monica

Francesca operata in laparoscopia dal dr Benatti

Ecco il lieto fine di Francesca, operata meno di una settimana fa in laparoscopia. Grazie mille Francesca per la tua preziosa testimonianza, e buona nuova vita senza fibromi!

Ero terrorizzata e disperata all’idea di dover fare questo intervento, anche perché reduce da un altro intervento ad un braccio per un incidente 7 mesi fa.

L’ho rimandato più che potevo e nel frattempo il fibroma era cresciuto, anche a causa di stimolazioni ormonali fatte nel frattempo.

Sono stata operata dal Dott. Roberto Benatti di Parma, ginecologo a cui mi sono rivolta dopo aver avuto esperienze negative con molti ginecologi di Bologna.

Mi sono fidata di lui e delle rassicurazioni che mi aveva dato sull’intervento che poi si sono rivelate tutte corrette. Lui ed il suo anestesista Dott. Tedeschi sono stati bravissimi e molto pazienti.

Intervento in laparoscopia per fibroma intramurario di 6 cm posteriore che è durato un oretta.

Sono stata operata venerdi e rientrata a casa la domenica, dal lunedi non ho più avuto dolore né perdite né febbre e non prendo più medicine. L’unica cosa un po’ più impegnativa è stata l’anestesia totale che richiede qualche ora per essere smaltita ma il recupero di un intervento in laparoscopia è molto veloce ed indolore.

Il mio consiglio è quindi quello di non rimandare troppo questo intervento perché i fibromi crescono velocemente e vi assicuro che non è un intervento impegnativo, se fatto in laparoscopia.

Filomena operata in laparotomia a Napoli dal dr Pellicano

Ecco la testimonianza di Filomena, operata in laparotomia a Napoli dal dr Pellicano.

Salve, mi chiamo Filo e sono della provincia di Benevento.

La mia storia con i maledetti fibromi inizia drammaticamente e dolorosamente a settembre 2019, quando mi procurano un aborto, o meglio un parto prematuro al quarto mese.

Non sapevo di averli. Gonfiore addominale, da sembrare incinta al 5 mese anche prima della gravidanza e pressione sulla vescica sono stati sintomi sempre snobbati dai vari medici e ginecologi. Una settimana di contrazioni da parto giorno e notte e un mese di sofferenze fisiche post aborto.

Fu così che iniziai a pellegrinare tra strutture ospedaliere di eccellenza del centro Italia e medici per avere conferma o smentita di quanto detto dagli illustri dottori della mia città. Ero già in attesa di intervento a dicembre da parte di un primario che mi aveva preventivato un taglio addominale enorme data la grandezza di 11 cm del più grande dei miomi, ma col grande rischio a 37 anni di perdere l’utero. Nessuna parola aggiunta e nessuna rassicurazione.

Mi reco di nuovo al Gemelli di Roma, già visitata un mese prima per la gravidanza e per tentare di portarla quanto più avanti possibile, quando ancora non avevo nessun sintomo se non la preoccupazione che quegli enormi mostriciattoli mi avrebbero creato problemi. Così ho conferma che l’intervento è tipo cesareo e che la mia condizione era al quanto delicata. Cominciare un iter lungo ed un giro di controlli a Roma senza avere un nominativo di riferimento mi ha destabilizzata.

Poi arriva quel consiglio da una amica operata a Napoli qualche anno fa dal Dott. Pellicano, che mi invita vivamente a prendere un consulto con questo ginecologo garantendomi di essere un medico sempre aggiornato e ricercatore in ambiti molto delicati quali endometriosi e miomi uterini. Fiduciosa dall’idea di poter incontrare direttamente chi mi avrebbe operata, fisso un appuntamento. Il giorno dopo il mio compleanno.

Unico medico a chiedermi cosa pensassi della mia situazione, quale idea mi fossi fatta e quali fossero i miei dubbi e preoccupazioni. Appurato che cercavo il medico a cui dare fiducia per farmi “mettere le mani addosso” mi prescrive quella benedetta cura di Esmya che tutti gli altri si erano rifiutati di farmi provare.

I tempi di attesa al Policlinico Federico II erano lunghi e non avevo un’assicurazione per coprire l’intervento in una struttura privata. Mi rincuora che l’attesa non sarà vana perché mi farà fare controlli ed il ciclo di Esmya servirà almeno a cercare di migliorare la struttura fibrosa dell’utero ed evitare emorragie durante l’Intervento.

Il primo mese si riducono i miomi di un cm in media poi restano stabili. Dalla prima visita, essendo lui specializzato anche in endometriosi mi individua subito una cisti di quasi 5 cm all’ovaio sx, da togliere anche quella. Possibile che prima di lui nessuno se ne sia accorto?
Ultima visita a fine febbraio, ci si vede all’intervento mi dice. Poi il lockdown e le crisi, la psicosi di vedere crescere i miei miomi, perché nel frattempo il secondo ciclo per mantenere stabile la crescita è vanificata dal ritiro del farmaco.

A maggio vengo ricontattata dall’ospedale per ripetere il day hospital pre operatorio già fatto a novembre e avere le mie disponibilità all’intervento. Poi il nulla, fino a quando risentendo il Dott. Pellicano al cellulare mi rincuora dicendomi che farà il possibile per operarmi entro l’estate, comprendendo bene il mio stato d’animo ansioso tra fare l’Intervento il prima possibile e la paura dell’Intervento stesso.

Nel frattempo fisso un appuntamento di controllo a distanza di 3 mesi dall’ultimo. Vengo chiamata all’improvviso dal Policlinico, ricovero mercoledì 27 maggio ed il 28 verrà operata. Mi crolla il suolo sotto i piedi, ma la visita col dottore il 25 mi tranquillizza molto. Avrebbe voluto a tutti i costi evitarmi il taglio ma la vicinanza dei miomi, la loro grandezza e la cisti lo fanno propendere per la laparotomia, mini taglio mi dice.

In ospedale, causa covid, il ricovero è blindato. Niente visite, solo il post operatorio è potuta esserci mia mamma per la notte. Tutti gentili e attenti a tranquillizzarmi. Io che avevo terrore dell’anestesia. Epidurale + generale, spiegato tutto passo passo unite sempre alle parole: stia tranquilla e rilassata non è niente. Mi fanno distendere in posizione da visita ginecologica prima che le gambe non rispondano più, una respirata di aria fresca nella mascherina e non vedo più nulla. Mi risveglio fuori dalla sala operatoria con il flebo di morfina già in corso, il tempo che facciano effetto e non sentirà più dolore mi dice lo stesso infermiere di prima, abbi fede Signora. Il tempo di arrivare in camera e la pace dei sensi dalle fitte sentire appena sveglia.

Il Dott. Pellicano dopo le rassicurazioni un minuto prima dell’intervento, passa a farmi visita in camera il giorno dopo per garantirsi che stia bene. Mi dice che mi ha rimessa a nuovo, togliendomi quei grossi brutti mostriciattoli e la cisti anch’essa grandicella. La pancia è sgonfia finalmente e morbida al tatto, mi commuovo nel raccontarlo al dottore della mia prima scoperta tastando la pancia, nonostante fossi ancora stordita dalla anestesia e addormentata dal bacino in giù. Il Dottore come promesso passa a salutarmi la domenica sera nonostante non fosse in servizio e la mattina del lunedì prima della dimissione. La sera scherzosamente mi dice che sta andando benone e che continuando così nel giro di un mese sarei tornata a casa. Impallidita mi conferma le dimissioni del giorno dopo, ha voluto tenermi un giorno in più in osservazione per suo scrupolo.

Dopo una settimana sono tornata nel suo studio per togliere i punti. In realtà mi ha tirato solamente un filo, e tolto il punto del drenaggio, non ho sentito nulla pur avendo paura. Anche qui mi rassicura dicendo: “ah sì la rimozione dei punti è dolorosissima”. Con le dovute osservazioni, una cura per tenere a riposo l’utero, tra 6 mesi potrei già pensare ad un’altra gravidanza. Gli altri medici che mi hanno visitata prima di lui mi mettevano ansia per l’Intervento perché poi avrei dovuto aspettare almeno 1 anno.

Io consiglio questo Dottore ho avuto commenti favorevoli anche da altre pazienti degenti nel reparto. Tra cui una mamma che continuava a ripetermi di essere in ottime mani, aveva salvato le ovaie della figlia 24enne, mentre altri medici ormai la davano per spacciata.

Mi sento di dire che l’intervento, almeno in laparotomia, non è una passeggiata ma tutto è sopportabile se si affronta con serenità, soprattutto se si ha fiducia in chi opererà. Cercare e chiedere pareri fino a quando non si sente di aver trovato il medico giusto per se stessi. Non è cosa ci dicono a il come a fare la differenza. Ce la dobbiamo fare a sconfiggere il maledetto!

Tanti auguri cara Filo, e buona nuova vita senza maledetti fibromi!

Liliana in cerca di consigli: togliere l’utero o no?

Liliana combatte un fibroma di 6cm che le causa un ciclo molto abbondante. Ha contattato il dottor Muratore ma pare che le visite siano bloccate fino al 15 giugno. Vorrebbe quindi contattare il dottor Camanni, e intanto raccogliere pareri ed esperienze di donne che vivono una situazione simile alla sua..

Oggi ho terminato la lettura del libro, Maledetto Fibroma….che ventata di speranza.

È iniziato tutto 1 anno fa…perdite da due mesi, poi diventate più abbondanti, forse cistite, insomma avevo un peso misto bruciore nel basso ventre, emorroidi e infine blocco della vescica.. dopo una giornata a bere parto per il pronto soccorso. Ricoverata in ginecologia, mi viene diagnosticato vescica dilatata, mioma IM/SS di mm 45. Mi consigliano subito di togliere utero e ovaie, inoltre ferro e ferritina bassi.

Dopo 2 giorni biopsia, per sospetto tumore.. Esito negativo. 3 mesi Esmya. Ripartenza dopo alcuni mesi del ciclo, abbondante e ultimamente scarso ma continuo. Visita da un nuovo ginecologo fibroma diventato di 6 cm. Mi consiglia togliere tutto tanto a 54 anni che ne faccio ancora dell’utero (così mi viene detto.)
Mi sapete consigliare..Vorrei provare a contattare il Dott. Camanni.

 

Elisabetta cerca pareri su cure ormonali ed isterectomia

Elisabetta ha bisogno di un confronto su varie questioni. Prima di tutto vorrebbe capire se c’è qualcuna che ha risolto il problema fibromi unicamente con la pillola o comunque con una cura ormonale. Le piacerebbe inoltre sentire il parere di chi si è sottoposta ad isterectomia per capire se si è trattato di un intervento traumatico o meno, e se è stato risolutivo.

Chi può aiutarla?

 

Ciao a tutte,

intanto grazie per esserci!

Mi chiamo Elisabetta ho quasi 42 anni e da almeno 12 convivo con un utero fibromatoso.

La prima parte di questa mail è piena di ottimismo, perché dopo aver tolto 27 fibromi in laparotomia nel 2009 a Negrar l’anno seguente sono rimasta incinta ed è nata la mia Martina con taglio cesareo.

Nonostante il mio utero contenesse ancora vari fibromi non asportabili durante l’operazione, un nodulo di adenomiosi, e istmocele dovuto ai 2 precedenti interventi, nel 2016 sono nuovamente rimasta incinta di Alessandro, anche lui nato con parto cesareo.

I fibromi non sono cresciuti dall’intervento del 2009, neanche con le gravidanze.

Quindi …..c’è speranza!!!!

La seconda parte della mail è invece meno ottimista, perché oggi le mestruazioni sono abbondanti e con l’istmocele ho perdite scure per 15 giorni dopo il ciclo…non potendone più per via dell’anemia, ho iniziato ha fare delle visite da vari specialisti che mi propongono Isterectomia “tanto ho già figli”, anche se ho 42 anni, oppure Primolut Nor o Cerazzette.

Vi scrivo , oltre che per condividere la mia esperienza, anche per sapere la Vostra, mi spiego meglio…

Leggo su questo sito di tante donne che hanno provato parecchi ormoni, con tanti effetti collaterali, ma Vi chiedo se qualcuna di Voi ha veramente risolto il problema solo con la pillola, perché questo non mi è chiaro. Dalla mia esperienza personale, ho sempre preso la pillola prima dell’intervento, sono arrivata a pensare che sia proprio la pillola la causa dei fibromi o che comunque tante volte sia la causa dell’aumento del volume dei fibromi, Voi che ne pensate?

Sono molto confusa perché alcuni specialisti mi consigliano Primolut Nor , altri dicono assolutamente no, meglio Cerazette, oppure a parole dicono che è meglio conservare l’utero, ma poi appena fai la visita, ti spingono ad operarti…..

Ultima cosa mi piacerebbe sentire l’esperienza di chi è passata dall’isterectomia….ha veramente risolto tutto? E’ stato un intervento traumatico, lo rifareste?

Vi confesso che ci sto pensando perché l’idea di prendere ormoni per 10 anni con il rischio che i fibromi crescano non mi convince..

So che ogni corpo è a se e che io ho tante patologie insieme, ma il bello di questo sito è proprio la possibilità di confrontarsi…quindi grazie ad Eleonora per averlo pensato e realizzato, hai fatto la differenza!