Gravidanza dopo una laparotomia: Giusi cerca testimonianze

Giusi mi ha scritto la prima volta un mesetto fa, per raccontarmi che si sarebbe sottoposta a breve ad un intervento in laparotomia per rimuovere i suoi fibromi.

Salve, mi chiamo Giusi ho 32 anni e a breve dovrò effettuare una seconda miomectomia laparotomica di 4 fibromi, 2 rispettivamente di 3 cm circa, uno di 4/5 cm e quello più voluminoso di circa 8. A distanza di 3 anni ho avuto questa recidiva, non ho avuto ancora figli e vorrei averne a tutti i costi, qualcuno ha già avuto una esperienza come la mia di due interventi ma che hanno portato avanti una gravidanza? Grazie mille
Giusi

Giusi ha subito la laparotomia pochi giorni fa. Adesso stà bene, è in convalescenza, ma vorrebbe raccogliere testimonianze di donne che dopo ben due interventi sull’uterto ha portato a termine una gravidanza.

Naturalmente le ho riportato la mia storia, dal momento che Giorgia e Matteo sono nati dopo due interventi in laparotomia (Giorgia proprio pochi mesi dopo), e spero di averla rincuorata. A lei farebbe comunque piacere sentire le vostre esperienze, perciò aspettiamo racconti di gravidanze dopo laparotomie!

Pancia gonfia dopo la laparotomia: Margherita si chiede se sia normale

Margherita ha subito da poco una laparotomia per la rimozione di ben 8 fibromi e mi ha scritto in preda ad alcuni dubbi sulla sua ferita, sulla pancia ancora molto gonfia e sul drenaggio.

Ciao,
mi chiamo Margherita e cercando informazioni su fibromi, laparatomie ecc mi sono imbattuta nel tuo blog e nella tua pagina Facebook.
Non riesco a trovare nessuno con cui confrontarmi su questa cosa, sono l’unica del mio giro ad aver affrontato un intervento così e per cui ho un po’ di dubbi.. e spero che tu riesca a darmi qualche info in più.
Sono stata operata il 20 febbraio in laparotomia e mi hanno asportato ben 8 fibromi.. 2 identici uno di fianco all’altro di 6 cm ognuno e vari intorno. Ho avuto 5 giorni di degenza in ospedale, ho dovuto tenere il drenaggio per 4 giorni. Sofferto parecchio. Sono stata a casa dal lavoro un mese, ora ho ripreso ma non sono del tutto ok.

Volevo capire anche da te se fosse normale avere ancora la pancia gonfia. Ho la pancia gonfia e dura. Nel foro di uscita del drenaggio sento sotto come una pallina dura che man mano mi sembra che si stia rimpicciolendo.. per cui credo che sia tutto nella norma.
Ho provato a confrontarmi con il mio chirurgo ma non è mai abbastanza esaustivo nelle sue risposte e quasi mai reperibile.

Per cui ti chiedo.. è normale che dopo più di mese io abbia ancora la pancia gonfia? Sentirsi ancora affaticata? Sentire fastidio nella parte bassa della pancia.. sentire fastidio nella ferita del drenaggio? Io ho fastidio anche nell’inguine e dopo un po’ faccio fatica a rimanere seduta dal fastidio.. premetto che sono ancora in attesa che ricominci il ciclo.. dovevano iniziarmi il 28 febbraio..ma credo che visto l’intervento io l’abbia naturalmente saltato.

Ormai dovremmo esserci ma qua ancora non inizia nulla..
In più nella visita di controllo avuta un paio di settimane fa il chirurgo mi ha fatto vedere che ho ancora i punti interni e che ho un ovaio un po’ policistico e di conseguenza mi ha prescritto la pillola da prendere per 6 mesi senza interruzioni per far riposare l’ovaio… tutto ciò appena ricomincerà il ciclo.
ecco.. direi di aver esposto tutto… si parla molto sempre dell’operazione ecc .. ma non molto di quello che succede dopo secondo me…
Spero di non essere l’unica ad avere ancora questi problemi..

Ti ringrazio molto per la disponibilità.

Margherita

So che il gonfiore di Margherita è in diminuzione, che ha avuto il primo ciclo e che ha iniziato a prendere la pillola.
Le farebbe comunque sapere se ci sono altre donne che dopo l’intervento hanno riscontrato i suoi distubi. Qualcun’altra ha avuto un’esperienza simile?

 

Fibroma colliquato: Alessandra ha un po’ di domande in merito

Alessandra ha 42 anni, abita in provincia di Genova, e combatte 3 fibromi, uno dei quali colliquato. Proprio per la particolare posizione di quest’ultimo, la ginecologa le ha prospettato una laparoscopia che potrebbe anche risolversi in isterectomia.

Per fortuna Alessandra stà cercando strade alternative e in particolare mi chiede informazioni sui fibromi in colliquazione che, ahimè, io conosco bene..

Sono Alessandra, ho 42 anni e abito in provincia di Genova. Come probabilmente molte altre di voi, ho scoperto il tuo blog facendo ricerche online, perché soffro di fibromi uterini dal 2014. All’epoca si trattava di un solo fibroma intramurale sottomucoso di circa 2.5 cm, asintomatico, a parte pancia lievemente gonfia e minimi fastidi, che tenevamo semplicemente monitorato ogni anno. Nel 2015 misurava 3 cm e nel 2016-2017 3.5 cm.

Alla visita di gennaio 2019, la ginecologa ne vede due, di cui il più grande era salito a 4 cm e da rivalutare a un mese di distanza per sospetta adenomiosi, il più piccolo, sottosieroso, di 1.8 cm. Alla rivalutazione di febbraio con eco 3D di 2° livello, i fibromi individuati sarebbero 3, il primo dei quali sembra avere fatto ancora un balzo, arrivando a 4.5 cm, con capsula ben visibile, a contenuto misto disomogeneo con scarsa vascolarizzazione (grado 1) riferibile in prima ipotesi a fibroma colliquato. A parte dolori non troppo acuti durante l’ovulazione, pancia gonfia e un po’ di compressione della vescica, io non ho grossi sintomi al momento.

La dottoressa è parsa preoccupata per questo aumento di volume più repentino nell’ultimo mese, e mi vuole rivedere il mese prossimo per rimisurarlo. Premetto che già a gennaio avevo fatto gli esami del sangue e i marcatori tumorali sono nella norma. Ho cicli più ravvicinati (24-25 gg) da un anno e mezzo a questa parte, ma non ne ho mai saltati, e sono in cura con progesterone naturale.

Mi rivolgo a te e a chi potrà aiutarmi perché mi hanno prospettato intervento, forse in laparoscopia, ma essendo la posizione del fibroma (a quanto pare) sfavorevole, mi è stato detto che non è da escludere l’isterectomia. L’affermazione mi è sembrata alquanto affrettata e ho risposto che voglio orientarmi su una soluzione conservativa, tanto più che purtroppo non ho ancora figli.

Ho letto alcuni pareri discordanti su internet riguardo i fibromi in colliquazione. Per alcuni starebbero “morendo” e quindi potrebbero riassorbirsi, per altri possono degenerare ed è meglio rimuoverli, anche perché possono causare forti dolori. Che tecniche sono disponibili per un eventuale intervento di fibromi colliquati? L’isteroscopia è ancora possibile? Avrebbe il vantaggio, rispetto all’embolizzazione, di consentire la biopsia. I fibromi colliquati poi, potrebbero essere embolizzati? Peraltro la dottoressa mi ha messo in allarme, però si tratta di un fibroma definito poco vascolarizzato, e dalle mie informazioni dovrebbe significare non preoccupante. Oppure si dovrebbe aspettare la semplice necrosi e il riassorbimento o espulsione?

Come vedi, i dubbi sono molti. Sono disposta anche a spostarmi per essere curata con la tecnica più adeguata, se necessario. Sul blog ho letto del dottor Camanni a Torino e di quante pazienti si sono trovate bene con lui. Pratica tutte queste tecniche chirurgiche? Ci terrei ad avere altri pareri medici per valutare il da farsi e un consiglio esperto da tutte voi. Ogni aiuto sarà preziosissimo!

Vi ringrazio di cuore e vi mando un grande abbraccio.

Anche il mio fibroma era colliquato, cioè in necrosi. Però che fosse in necrosi non significava che stesse morendo nè che si sarebbe riassorbito da solo. A almeno, così mi dicevano. E in effetti il fibroma continuava a crescere.
Il dr Camanni ne ha prelvato un campione in isteroscopia e abbiamo fatto la biopsia, quindi poi me l’ha tolto in mini laparotomia. Misurava 10cm e non mi ha mai prospettato l’ipotesi dell’isterectomia. Io credo quindi che anche per Alessandra il prelievo in isteroscopia sia fattibile. Così anche come credo sia possibile intervenire con l’embolizzazione, ma per avere certezza Alessandra dovrebbe chiedere a chi è specializzato in questa tecnica.
Per il momento Alessandra ha preso appuntamento con il dr Camanni ed è in attesa di incontrarlo. Aspettiamo tuoi aggiornamenti!

Le complicanze di Laura dopo il trattamento con hifu allo IEO

Laura mi aveva scritto alla ricerca di informazioni sugli hifu allo IEO di Milano e, anche grazie alla disponibilità di Giulia, ha prenotato una visita con il dr Orsi, e quindi si è sottoposta ad intervento.

Volete sapere com’è andata?

Ciao Eleonora!

Volevo aggiornarti in merito al mio maledetto. Lunedì (28/01) il dott. Orsi e il dott. Bonomo mi hanno sottoposta a trattamento HIFU. Ribadisco quanto già scritto nella mia mail precedente: due professionisti splendidi, disponibili, sia dal punto di vista professionale che umano. Ma l’intero personale del reparto è stato impeccabile!

Sono entrata alle 07.30 del mattino e alle 18 di sera hanno firmato la lettera di dimissioni. Che dirti? Per il momento sono contentissima di aver scelto questo trattamento. Il dottor Orsi mi ha detto che sono riusciti a necrotizzare circa il 75% del mio maledetto, ma la dimensione esatta di ciò che resta ce l’avrà solo in occasione della mia visita di controllo con nuova risonanza fra circa 6 settimane. E qui valuteranno l’eventuale necessità di un trattamento aggiuntivo per rimuovere ciò che resta.

Il trattamento non è particolarmente doloroso, si avverte una sensazione di calore e, a volte, per lo meno nel mio caso, un forte mal di schiena. I dolori al basso ventre  e il mal di schiena continuano anche oggi, ma si tengono agevolmente sotto controllo con tachipirina 1000. Mi stanco molto facilmente, ma stamattina sono anche riuscita a lavorare un paio d’ore al pc. Niente sforzi fisica per almeno 15 gg. e niente strapazzate. Null’altro. Mi ha ribadito che gli effetti benefici cominceranno a farsi sentire non prima di 3-4 settimane.

A questo punto attendo con impazienza la visita di controllo per verificare le effettive dimensioni del maledetto residuo. Non mancherò di aggiornarti. Nel frattempo un abbraccio forte a te e al piccolo Matteo! E, mi raccomando: resisti! Come già ben sai, è un periodo, e poi ricorderai con gioia anche questo

Sei giorni dopo Laura mi ha scritto per raccontarmi dei doliri lancinanti che l’anno costretta a correre al Pfonto Soccorso, dove le hanno messo il catetere visto che non riusciva a fare pipì.

Ho immediatamente contattato il dottor Orsi, il quale mi ha spiegato che, alcuni giorni successivi all’intervento si verifica un’edema (del tutto naturale) che può ingrossare fibroma e utero.
Il mio fibroma che, per posizione e dimensione, già prima comprimeva la vescica e mi creava difficoltà nella minzione, verosimilmente ora , con presenza di edema, è andato a comprimere e bloccare l’uretra.
Risultato: terapia con cortisone e antibiotici per vedere se riducendo l’infiammazione, il meccanismo si sblocca.

Nel frattempo, per qualche giorno (spero!) devo tenermi il catetere e tutti gli annessi e connessi.
Non ti nascondo che, anche se a detta del dott. Orsi, non è nulla di preoccupante, io invece sono terrorizzata dall’idea che, una volta tolto il catetere, ancora io non riesca a fare pipì.
Ma ti terrò aggiornata e, a questo punto, un po’ più prudente prima di lanciare urla di gioia!
Un abbraccio

Un grosso in bocca al lupo a Laura, che purtroppo non può ancora cantare vittoria, come sperava. Mi auguro con tutto il cuore che questo episodio si risolva prestissimo e che i benefici del trattamento effettuato nno tardino a presentarsi. Forza Laura!

 

In bocca al lupo a Tamara che si sottoporrà a breve a laparoscopia

Tamara ha 42 anni ed è polacca. Da 4 anni combatte un fibroma che di recente è cresciuto ed è arrivato a misurare 5,5cm. La ginecologa le ha prospettato la cura con Esmya oppure l’intervento chirurgico. Tamara, un po’ preoccupata degli eventuali danni al fegato che potrebbe causare Esmya, ha preferito la laparoscopia e a fine mese si sottoporrà all’intervento.

 

Ho scoperto di avere un fibroma 5 anni fa. All’inizio non avevo nessun problema, solo il ciclo era un po’ più abbondante. Tutto è cambiato da agosto 2017. Sono rimasta vedova.

Penso che lo stress e il trauma improvviso ha fatto svegliare il mio fibroma. Da quel momento il ciclo durava piu del solito. La mia ginecologa mi ha consigliato una spirale intrauterina. Purtroppo non ha funzionato, dopo 3 mesi ho avuto un emoraggia e ho cominciato la cura ormonale per bocca.

Questa pure non mi ha portato nessun effetto, il ciclo era sempre molto abbondante. Mi è stato fatto 2 volte in un anno il raschiamento, per far diminuire il ciclo. Pure qui l’effetto era per poco tempo.

La cosa piu grave è una forte anemia, ho avuto trasfusioni di sangue, il ferro devo assumere tramite via endovena N el fratempo questo maledetto fibroma è cresciuto, ed arrivato a quasi 6 cm.

A questo punto ho deciso di operarmi. Alla fine di marzo ho una laparoscopia. Penso che sia l’unico modo per risolere.
Comunque sono molta contenta e sorpresa che Lei mi abbia scritto. Da un po di tempo seguo il suo blog e non mi fa sentire sola. Grazie.

Tamara

Un gigantesco in bocca al lupo a Tamara. Vedrai che andrà tutto per il meglio e presto il tuo fibroma sarà solo un ricordo. Siamo con te!