Martina che ha eliminato il suo fibroma in Culdotomia con il dr Rolli

Sono sempre tanto tanto felice di ricevere le email con i vostri lieti fine e le pubblico sempre con immenso piacere, e anche con soddisfazione.

Martina mi ha scritto più di un mese fa, e mi spiace di condividere con voi la sua bella storia così in ritardo, ma non sono riuscita a fare diversmente. Leggete, leggete!

Cara Eleonora, ho letto molto nel tuo forum per tanti anni e mi ha aiutato a comprendere e orientarmi rispetto la problematica che ci accomuna. Non mi piace espormi, ma ho deciso di scriverti perché ho scelto la tecnica rispetto la quale ci sono meno testimonianze: la culdotomia.

Volevo quindi far sapere ad altre donne che è un’opzione valida e mini-invasiva. Io sono stata operata dal dottor Rolli mercoledì scorso ad Adria e sinceramente scrivo anche nella speranza che possano emergere anche altri nominativi di dottori che la praticano, visto che ormai il bravissimo dottor Rolli va verso la fine della sua carriera.

Io ho scelto questa tecnica e non l’embolizzazione anche per avere la possibilità di effettuare un esame istologico del fibroma rispetto al quale sono in attesa. Questo su suggerimento della mia ginecologa. Tutto è andato benissimo, dal giorno dopo è stato come non essermi operata. Unica complicazione: un terribile mal di collo in posizione eretta che ancora mi tormenta, ma questo è un effetto collaterale dell’anestesia spinale.
Letta la notizia della tua dolce attesa ti faccio tanti auguri!

Tanti auguri a te cara Martina! E buona nuova vita senza fibroma!

Francesca che stà cercando di diventare mamma nonostante i fibromi

Francesca mi ha scritto a fine giugno, quando ha ordinato il libro Maledetto Fibroma, e purtroppo non sono riuscita a pubblicare la sua storia prima.

Anche se un po’ in ritardo, ecco la sua email. Spero possiate risponderle in tante (anche se mi sa che siete tutte in vacanza!!) perchè Francesca ha bisogno dei nostri consigli!

 

Ciao! Grazie della tua mail! Ho conosciuto il tuo sito per caso e mi ha dato tanta forza!
Ho un utero fibromatoso, due fibromi sono sottosierosi e me li tengo, ma ho un “maledetto fibroma” intramurale a salienza sottomucosa di 14mm per 19, quindi non grossissimo, sono sposata da poco e stiamo cercando da quasi un anno un bambino, ho quasi 37 anni quindi non giovanissima (ma neanche vecchia oh!) e il ginecologo vuole aspettare un anno di tentativi prima di decidere se prendere altre iniziative.

Lui è fiducioso che possa rimanere incinta anche con il fibroma, io dopo tanti mesi di mestruazioni che arrivano puntuali senza pietà mi sto demoralizzando.. magari incolpo il fibroma della mancata gravidanza e magari non c’entra, ma abbiamo fatto controlli e sembriamo entrambi sani e fertili.
Volevo documentarmi e leggere esperienze di donne come me che ce l’hanno fatta.
Ma non mi abbatto, ci sono situazioni peggiori 🙂 grazie di avermi scritto, ho letto della tua gravidanza, che bello sono felice per te e mi dai davvero fiducia!

Il grosso fibroma di Vanessa, che nessuno riusciva a diagnosticare

Vanessa mi ha scritto mentre ero in vacanza, per raccontarmi la sua bella storia. Vi lascio direttamente alle sue parole, e direi che non c’è bisogno di aggiungere altro!

Vanessa: pittrice, scrittrice, è una ragazza di 26 anni che vive a Colleferro, una cittadina a sud di Roma. Piccola ma tosta, dall’aspetto di una dolce bambolina, ma forte dentro (così dicono di lei), con determinazione e un pizzico di fortuna è riuscita a trovare la strada dell’embolizzazione e desidera raccontare la sua avventura.

“Ho un forte desiderio di raccontare la mia storia affinché un giorno qualsiasi ragazza come me che si trovi in questa spiacevole situazione possa essere informata, possa trovare un aiuto e un incoraggiamento per risolvere questo maledetto problema comune in molte donne.
Tutto è incominciato la sera della Vigilia di Capodanno. Mi sono recata al pronto soccorso della mia cittadina in quanto accusavo strani e fastidiosissimi dolori nella parte inferiore dell’addome da ben due giorni. Visto il periodo dell’influenza il mio medico di base mi aveva detto di prendere Buscopan e tutto sarebbe passato. Ne ho prese quattro, ma niente. Sono stata visitata dal medico di turno del PS (di cui sottolineo la professionalità, la gentilezza e lo ringrazio), il quale subito mi ha sottoposta a un’ecografia e a diversi esami del sangue, con successivo consulto ginecologico presso un altro ospedale.

Ho scoperto di avere un grosso fibroma di 10 cm all’interno dell’utero e tutti i valori dell’emocromo sballati! Non ho assolutamente mai avuto sintomi prima di allora! Non mi sono mai accorta di niente. È stato la sorpresa di Capodanno. Scoprirlo per me è stato come cadere dalle nuvole.
Diciamo che avrei potuto scoprirlo prima quando ho iniziato a sentirmi male… Ma facciamo un passo indietro.

Nel mese di Novembre dopo aver trascorso una piacevole serata al cinema con una mia amica e aver bevuto una cioccolata calda, durante la notte mentre dormivo ho avuto delle fortissime fitte intrecciate sotto la pancia e sono svenuta. Sono stata portata al pronto soccorso, dove una dottoressa mi ha “visitata” e non mi ha fatto nessun esame, dicendomi che il malessere era stato causato dalla cioccolata. Mi ha dimessa e mi ha consigliato di fare un elettroencefalogramma, una risonanza e una visita neurologica. Trascorro tutto il periodo precedente al Natale ad eseguire questi accertamenti, che mi sarei potuta benissimo risparmiare! Un dottore mi diceva che avevo la Sindrome di Stendhal, un altro mi ha detto che devo controllare i miei stati d’animo e lo stress e addirittura mi ha prescritto delle gocce antidepressive. Neanche fossi pazza!!! E così ho strappato la ricetta perché capivo che la causa del mio svenimento non era quella. Ogni tanto mi sentivo stanca e davano sempre colpa che studio troppo, che lavoro tanto. Ma negli ultimi mesi ho notato le mie mestruazioni un po’ abbondanti, nonostante ho sempre avuto il ciclo regolare. Non ho mai avuto alcun sintomo che poteva farmi pensare a un problema di tipo ginecologico.

Presa dalla disperazione e dal forte spavento dopo essere stata allarmata in ospedale, io e i miei non sapevamo cosa fare e dove andare visto che a Colleferro non c’è più nulla di Ginecologia. Così il giorno seguente chiamo mia zia a Roma che subito mi indirizza da una ginecologa. Mi viene fissato un appuntamento nel giro di una settimana. Mi reco in visita nello studio da questa luminare al centro di Roma e mi conferma la diagnosi: il fibroma è grandissimo e va tolto subito! Un bel taglio e si toglie. Forse avrei dovuto fare l’intervento in due volte. Ma sono piccola e devo salvare il mio utero se vorrò avere dei figli.

Il terrore e i pensieri dentro di me aumentavano sempre di più. Sentivo qualcosa di strano, che non dovevo fare ciò che mi veniva proposto. Qualcosa non mi convinceva, avevo molti dubbi. Non c’era più la serenità in me. Ero frastornata da mille domande. Mi chiedevo “Ma perché devo ritrovarmi un taglio così grosso nella pancia (con tutte le conseguenze) come si faceva cinquant’anni fa, con la Scienza avanzata di oggi? Sarei diventata una tela di Lucio Fontana!”

Nel frattempo ho dovuto posticipare la mia tesi di laurea in Accademia prevista a Marzo.
Pochi giorni dopo mi trovo a scuola a raccontare la mia storia alla mia professoressa che, molto disponibile e sempre cordiale, è comprensiva e mi mette in guardia sulle nuove tecniche di chirurgia mininvasiva. Io non capivo perché la ginecologa non mi aveva informata. Così con la pulce nell’orecchio mi metto a investigare su internet e trovo un mondo di informazioni. Solo da un disegno leggo la parola Embolizzazione che subito mi fa ritornare alla mente Eleonora, una mia amica di scuola che nei mesi scorsi ha fatto proprio questo tipo di intervento per lo stesso identico problema!
Decido con molta ostinazione di fare questa cosa. Riesco a reperire moltissime informazioni su internet riguardo questa tecnica e soprattutto tutti i suoi vantaggi!
Lei mi spiega tutto, mi incoraggia e mi manda dal mitico Dottor Morucci del San Camillo. Lo contatto telefonicamente e mi fissa un appuntamento nel giro di pochissimi giorni. Sono stata in visita da lui il 14 febbraio con gli esami che avevo fatto, gli racconto tutta la storia e lui mi mette subito in lista per l’intervento. Sembrava una cosa che andava per le lunghe. Poi ci siamo sentiti diverse volte, mi ha fatto fare gli altri esami. Ho fatto l’intervento il 15 Maggio! Ed eccomi qua, a distanza di poco più di un mese ho visto dei miglioramenti. Felicissima e grata al Dott. Morucci, un medico professionale, una persona amorevole e speciale, a tutta la sua equipe che lavorano ogni giorno con amore per il proprio lavoro, dedizione, istaurando un rapporto di empatia con i pazienti!

Nonostante abbia incontrato molta superficialità nei dottori precedenti, e anche quelli che spesso tendono a spingerti sul privato, ho trovato anche la professionalità e la sensibilità dei medici con tutto il personale dell’Ospedale San Camillo. Mi sono trovata veramente bene! In particolar modo ci tengo ad evidenziare l’efficienza delle Strutture Pubbliche!
Lascio tempo al tempo… attendo con molta pazienza i risultati effettivi nei prossimi mesi. È tornata la serenità e intanto volo alla tesi di Luglio…

Grazie alla mia amica, alla mia prof., ai dottori che mi hanno aiutata. Grazie ad Eleonora Manfrini che ha avuto la saggia idea di creare questa pagina e a tutta questa tecnologia, ai validi mezzi di comunicazione che permettono di divulgare tante informazioni, ci danno la possibilità di scrivere le nostre esperienze a quante più persone possibili.
Questo mio quadro nella foto, che intitolai A passo di danza, vuole essere un inno alla femminilità: siamo passi, tracce, storie, con la speranza di raccontare sempre tante storie di noi donne, di progredire facendo conoscere a tutti questa innovativa e validissima tecnica e ascoltare solo musica di gioia!”

Vanessa Flamini

Emma che tiene a bada il suo fibroma con la pillola Cerazette

Appena tornata da una bellissima a lunghissima vacanza a zonzo tra le Sporadi, cerco di combattere il caldo torinese e lo shock da rientro aprendo subito il blog, leggendo i vostri commenti e le vostre ultime email (piano piano recupero e rispondo a tutte!) e, soprattutto, preparando due bei pacchetti con i due libri Maledetto Fibroma che tra poco raggiungeranno due di voi.

Ho in testa tanti nuovi contenuti da condividere con voi, e inizio col raccontarvi il bel lieto fine di Emma, che mi ha scritto pochi giorni fa. Emma ha 47 anni, abita a Torino, e ha scoperto il suo fibroma 6 anni fa. All’inizio era piccolo, misurava solo 1,9cm. La sua ginecologa di allora non l’aveva ritenuto preoccupante poichè sosteneva che Emma fosse vicina alla menopausa (a 41 anni). Adesso il fibroma di Emma è arrivato a misurare a 4,5cm di diametro e lei non ha intenzione di aspettare che cresca ancora.

Le sue mestruazioni non sono eccessive, se non il 2° e 3° giorno di ciclo. Per fortuna al momento non c’è stato bisogno di prendere farmaci. Emma non vuole optare per una terapia ormonale, tipo Esmya.
Ha provato u po’ di tutto del mondo della “medicina alternativa”: agopuntura, kinesiologia, costellazioni famigliari, meditazione, fitoterapici, omeopatici. Ma nulla ha avuto effetti sul fibroma.

Volevo solo ringraziarti per avermi suggerito di andare anche dal Dott. Camanni qui a Torino per sentire il suo parere. Oggi sono stata in visita da lui e mi è piaciuto moltissimo. Finalmente un ginecologo che mi ha spiegato tutto per bene, gentilmente e concretamente! E’ stato delicatissimo anche per l’ecografia transvaginale, spesso fastidiosa, se fatta un po’ bruscamente.
Ho pensato a te e ho pensato a ringraziarti moltissimo per il consiglio e per il tuo lavoro di informazione e di sostegno alle donne che soffrono di questa patologia.

Emma mi aveva scritto la prima volta a settembre, dopo aver incontrato un radiologo interventista e valutato la strada dell’embolizzazione. Per qualche ragione però era rimasta dubbiosa e non era convinta di farsi operare da lui. Ed ecco poi cosa è successo:

Sempre grazie al blog di Eleonora, leggo che ora anche alle Molinette di Torino c’è la possibilità di fare l’embolizzazione, anche se il post-operatorio sembra ancora non ben collaudato. Mmm.
A marzo di questo anno sono stata in Germania per un mese e si presentano perdite ematiche continue. Vado in ospedale, mi faccio controllare e mi dicono di non preoccuparmi. Prendo il Dufaston e per fortuna cessano. 
Al mio ritorno, vado di nuovo dalla mia ginecologa storica, che mi consiglia di prendere la pillola Cerazette, solo progestinica. Sto da dio. Niente mestruazioni. Purtroppo, sono anche un’ipertesa, e combinazione, dopo circa 1 mese che la prendo, si ripresentano valori pressori decisamente alti. La sospendo. Faccio esami del sangue, elettrocardigramma, cardioecografia. Tutto ok, tranne il mio solito problema di iperaldosteronismo (il motivo della mia ipertensione). I valori pressori scendono, ma alla sera continuano ad essere alti.
Provo ad andare da un altro ginecologo, per avere un altro consulto. Decisamente da depennare dalla lista: mi dice che se si presenterà un’eventuale emorragia, ci sarà da valutare il  “Togliamo tutto, tanto alla sua età…”. La storia la conosciamo tutte. 
Nel frattempo, si presentano di nuovo le mestruazioni, abbondanti e mi durano 15 giorni! Mi preoccupo e non so come fare. Anche perché a fine luglio ho un gruppo da accompagnare in giro per i monti per una settimana e lì dovrei avere le mestruazioni. Terrore! 
Per fortuna mi viene in mente il consiglio di Eleonora e prendo appuntamento con il Dott. Camanni. Posso davvero dire solo “Grazie!” Il mio fibroma intramurale non è aumentato di dimensioni: il Dottore mi spiega (e mi fa vedere!!) che dipende come lo si misura, dipende dalla posizione in cui si fa l’ecografia. Mi dice che un fibroma come il mio non ha bisogno di chirurgia e che difficilmente darà grossi problemi. Bisogna solo agire sui sintomi, che sono le mestruazioni abbondanti. Ma mi spiega anche il perché: questo tipo di fibroma rende l’utero meno elastico e quindi si contrae meno durante la mestruazione. Ecco le mestruazioni belle rosse e abbondanti. Mi suggerisce di provare di nuovo a prendere Cerazette, visto che mi trovavo bene se non per l’aumento della pressione, che secondo lui, è proprio “di mio” e non dovuta alla somministrazione di questa pillola. Ma mi dà anche un’altra opzione se dovessi riscontrare di nuovo valori pressori alti: pastiglietta per la pressione (che non interferisce in nessun modo con la pillola Cerazette) e poi in autunno si può valutare l’inserimento di una spirale progestinica.
Finalmente soluzioni e proposte e non solo: “Torni tra 6 mesi per un controllo, vediamo se il fibroma aumenta la sua dimensione, prenda il Tranex se dovesse arrivare un’emorragia, togliamo tutto, attendiamo”. Insomma, ieri sono uscita dallo studio del Dott. Camanni serena e con delle soluzioni concrete! 
Ora attendo le prossime mestruazioni (ma perché non vado in menopausa?!) e comincerò a prendere di nuovo Cerazette. Spero funzioni, ma il mio cervello sa già che ci sono altre soluzioni e io sono molto più tranquilla. Non più l’incubo di pensare a cosa sarà, non sapere cosa fare e vivere con l’ansia che possano venire mestruazioni a fiumi. Beh, è un altro vivere!
Nel frattempo continua il mio lavoro sull’alimentazione, che credo davvero di fondamentale importanza. In qualche modo, secondo me, aiuta. Non risolve, certo.
Cara Eleonora, grazie di cuore ancora, il tuo lavoro di informazione è davvero di fondamentale importanza!
Vi auguro una buona e serena estate e spero che tutte noi possiamo avere un po’ di serenità nei nostri pensieri e nel nostro corpo.
Vi abbraccio,
Emma
Buona estate anche a te cara Emma, e grazie per la tua testimonianza!

L’aborto di Mirella causato dai fibromi

Mirella abita a Sabaudia, una piccola cittadina del Lazio, e poco tempo fa ha scoperto di avere l’utero pieno di fibromi..

 

Ciao a tutte,anche io sto vivendo un brutto periodo a causa dei fibromi. Non sapevo di averli perchè non ho mai avuto nessun tipo di sintomo, i cicli sono sempre stati regolari e non abbonandati, quindi a ottobre 2017 ho tentato una gravidanza ignara di quello che invece mi aspettava.

Purtroppo durante la prima ecografia (la pancia mi si era gia gonfiata all ottava settimana) cadendo letteralmente dalle nuvole,la ginecologa mi dice che ho l utero strapieno di fibromi (all’epoca ne avevo sentito parlare a stento) e quindi mi manda dalla sua collega ecografa per vedere quanti fossero e di che tipo. Li scopro di avere un utero completamente invaso (di tipo intramurale, colliquati e non, il piu grande di quasi 10 cm, gli altri 8 cm 7 cm 5 cm e uno di 3). A quel punto mi prospettano una gravidanza difficile o addirittura un aborto precoce.

Io stupidamente ci voglio credere e così cerco di portare avanti la gravidanza. La pancia cresce sempre di piu e cosi anche i fibromi, la mia ginecologa mi dice che in zona non hanno una struttura adeguata e quindi di farmi seguire da un buon ginecologo che lavori in un ospedale dove c’è un tim di terzo livello così che se il bambino fosse riuscito a nascere anche prematuro di sette mesi avrebbe potuto farcela, ma lei rimaneva scettica e io credevo che fosse solo molto insensibile. Invece purtroppo quello che lei aveva predetto dall inizio è successo: alla 22 esima settimana di gravidanza (l’inizio circa del sesto mese) mi si sono rotte le acque e purtroppo ho avuto l’aborto. Mi ero talmente illusa di potercela fare e invece ho dovuto affrontare questo trauma, ovviamente all’ospedale di zona. Li nessuno aveva mai avuto a che fare con fibromi di quel genere evidentemente perchè mi hanno osservato tutti come un caso da studiare.

Naturalmente i fibromi erano cresciuti ulteriormente arrivando a 13 il piu grosso e a seguire i fratelli da 10, 8 e il piu piccolo era arrivato a 5. Passato un mese dall’aborto comincio la ricerca di un buon chirurgo che possa operarmi in modo da poter conservare l’utero perchè il mio piu grande sogno è quello di avere un figlio,ma tutti questi luminari da cui vado mi guardano sempre e solo come un caso piu unico che raro, mi prescrivono sempre altri esami da fare e cercano di passare la patata bollente a qualcun altro. Finora ne ho visti due, oggi vedrò il terzo ma non mi aspetto nulla, ho letto che molte di voi hanno parlato bene del dottor Mazzon, e del dottor Scambia, io sono disponibile ad andare anche all’estero pur di trovare qualcuno che voglia prendere a cuore il mio caso,che possa fare un buon lavoro e che mia dia una benchè minima speranza perchè veramente sono distrutta non ce la faccio piu.

Pochi giorni fa Mirella mi ha aggiornato per dirmi di essersi sottoposta ad un’ennesima visita ma di aver finalmente incontrato un ginecologo “umano” che l’ha rassicurata e che le farà un’altra visita per poi confermarle la fattibilità di un intervento per rimuovere i fibromi.

Un grosso in bocca al lupo cara Mirella! Aspettiamo con ansia tue notizie.