Maria alla ricerca di un consiglio sul professor Scambia

Maria deve sottoporsi a rimozione del fibroma all’Ospedale Gemelli e cerca un consiglio riguardo l’equipe del professor Scambia: chi può aiutarla?

Salve, mi chiamo Maria e ho 39 anni ho un fibroma sul fondo uterino di 12 cm, la mia ginecologa mi ha detto di rivolgermi al Gemelli a Roma dal prof.Scambia il quale mi ha consigliato di asportare la massa per farla analizzare, il punto è che non mi opererà lui e non so quale chirurgo mi farà l’intervento.

Sinceramente ho paura a farmi fare l’intervento da un chirurgo che conoscerò solo il giorno prima dell’intervento. Mi potreste dare un consiglio? Secondo voi è meglio andare in un’altra struttura ed avere un chirurgo di riferimento oppure farsi operare li? Qualcuno conosce l’ équipe dell’oncoginecologia del Gemelli? Grazie

Silvia che vorrebbe curare il suo fibroma con alimentazione e fitoterapia

Silvia vorrebbe curare il suo fibroma in primis con l’alimentazione, e magari con la fitoterapia, e cerca esperienze e consigli al riguardo. Anche il nome di qualche ginecologo esperto in materia, o almeno aperto all’argomento.

Chi può aiutarla?

Buongiorno, mi chiamo Silvia e anche io come tutte voi sono arrivata qui cercando avidamente ovunque soluzioni ai fibromi che mi stanno creando disagi e paure. Ho 41 anni, ho scoperto tramite visita ginecologica di controllo fatta nel 2018 di avere 1 fibroma di 1.5 cm raddoppiato nel giro di 3 mesi poi stabilizzato a 3cm. Man mano che passa il tempo le mestruazioni si fanno sempre più abbondanti anche se sempre molto regolari accompagnate da anemia. Da qualche mese sono diventate emorragiche e nel primo giorno molto dolorose tanto da causarmi emorragie (ho il tranex sempre con me) con conseguente assenza dal lavoro. Insomma quasi invalidanti. Grazie alla testimonianza di Francesca che avete pubblicato ho provato ad usare borsa del pastore e devo dire che ho cominciato subito a vedere dei miglioramenti.

Per quanto riguarda la mia esperienza in realtà ho fatto una visita di controllo dopo gli episodi emorragici mensili, ma si è andati un pó per le lunghe causa emergenza sanitaria covid-19. Sono riuscita a farmi visitare il 26/01 e purtroppo la ginecologa ha trovato un secondo fibroma.

Parto dal presupposto che ho scelto di farmi visitare da una ginecologa che non conoscevo ma che mi hanno consigliato essere molto sensibile e preparata. In realtà mi sono trovata di fronte ad una dottoressa che aveva solo fretta di finire il turno delle visite (tra l’altro a pagamento e in ritardo di circa un’ora) e mi ha fatto molto male durante l’ecografia. I fibromi sono 2, di 3 cm e di 5 cm. Già questa notizia mi ha fatto rimanere molto male. La visita di un anno prima evidenziava un solo fibroma laterale sx di 3 cm. La visita precedente ancora mi diagnosticava un solo fibroma anteriore di 3 laterale cm. Ora due fibromi, uno anteriore di 3 cm e uno laterale sx di 5 cm. Ho provato a fare domande anche su questa cosa che a me non tornava, ma mi ha solo detto freddamente che l’unica possibilità a questo punto è l‘intervento in laparotomia perché quello di 5 cm è troppo grosso per poter intervenire in laparoscopia. Ha visto che non ero d’accordo e che cercavo altre soluzioni. Mi ha solo detto che tanto la lista di attesa per gli interventi è molto lunga, si andrà tra 8/12 mesi e quindi ho tutto il tempo per pensarci e poi con la laparotomia non mi viene tolto l’utero e in 3 gg di degenza poi riprendo la mia vita quotidiana! 

Erano le 19 e l’ospedale chiudeva, mi ha detto che sul referto potevo trovare la sua mail per qualsiasi domanda.

Mi sono sentita certamente delusa per la notizia dei 2 fibromi. Arrabbiata per come sono stata trattata (ho dato subito una recensione pari a 0 sul sito dell’ ospedale)… E anche un pó impaurita. Paura per come proseguiranno i miei cicli, la mia anemia, per come dovrò affrontare questa situazione e soprattutto l’eventuale intervento. 

Da qualche mese sto leggendo testi sull’igienismo, sull’alimentazione vegan tendenziale crudista, sul potere del ns corpo che con digiuno terapeutico è capace di disgregare i fibromi. E poi mi sono imbattuta nel tuo sito dove ho letto le varie testimonianze e le diverse esperienze, anche di persone che hanno provato l’approccio con metodi naturali e fitoterapici.

Da qualche gg quindi sto approcciando un programma fitoterapici almeno per i sintomi che sono forte dolore durante il primo giorno di ciclo ed emorragia nel secondo e terzo giorno.

Quando ho letto testimonianze sulla culdotomia mi ero quasi illusa di aver trovato quel che faceva per me. Poi ho letto meglio e ho capito che per i casi di fibromi anteriori questo intervento non è praticabile.

Mi sento ad un bivio. Sento di poter dare fiducia al mio corpo e credo che davvero l’alimentazione e ciò che introduciamo sia la prima medicina, da lì partono tutti gli input al nostro “complicato” sistema ormonale. Vorrei però trovare qualcuno che mi possa seguire o indirizzare in questo percorso o anche ginecologi aperti a questi argomenti.

Dimenticavo forse di dirti che ho 41 anni, 3 figli di 17, 16 e 11 anni. Non ho mai avuto problemi prima di 2 anni fa. I miei cicli erano regolari e piuttosto corti. Nel 2018 ho cominciato a notare sbalzi ormonali e cambiamenti nel mio corpo, seno sempre piuttosto gonfio, mestruazioni più abbondanti e da lì è iniziato tutto. 

Se vuoi pubblicare la mia storia fai pure Eleonora, sarei felicissima di poter dare e ricevere aiuto. 

Grazie infinite per il sostegno e l’alternativa di approccio che date a chi si trova sfortunatamente ad affrontare un disagio che sembra così banale ma che in realtà ci toglie la gioia di essere donne.

La testimonianza di Valentina: non rimandate l’asportazione di un fibroma!

Ecco la testimonianza di Valentina con un bel consiglio che condivido in pieno: se il vostro fibroma può essere rimosso non aspettate, toglietelo subito!

Sono appena tornata a casa da un ricovero per la rimozione del mio maledetto fibroma.

Il maledetto era grande 15 cm e mi hanno operata con laparotomia ( ho un taglio di quasi 18 cm al basso ventre)
Devo dire che ero terrorizzata prima dell’intervento, questo perché ho 35 anni e non ho figli, e avevo il timore che l’intervento si complicasse e il chirurgo fosse costretto ad asportare tutto l’utero.

Mi hanno fatto 2 anestesie, prima là lombare e poi la totale. L’intervento è durato un’ora e mezzo fortunatamente senza complicazioni. Il post operatorio è un po’ duro perché appena passa l’effetto dell’anestesia lombare i dolori diventano molto forti, è difficile sedersi e alzarsi, anche un minimo movimento diventa difficile se devi piegare l’addome. Comunque passerà presto e finalmente il maledetto e tutti i problemi che mi portava se ne sono andati.


Se volete un consiglio non aspettate come ho fatto io ma toglietelo subito, più piccolo è minore sarà dopo il dolore. In bocca al lupo a tutte !

La storia di Kristallo e del suo fibroma.

Utile, appassionante, ironica e densa di emozioni: ecco la storia di Kristallo e del suo fibroma.

Io e il Fibra.
Breve storia di un inquilino molesto.

Ho riflettuto molto a lungo se scrivere oppure no, ma alla fine ha prevalso la voglia di condividere la mia storia, poiché nel momento del bisogno ho risolto molti dubbi grazie a questo blog e dunque ora vorrei rendermi utile.
Ho 34 anni e a fine ottobre mi è stato diagnosticato un fibroma uterino esterno peduncolato di circa 15 cm che io ho deciso all’istante di chiamare “ il Fibra” per rendere la nostra convivenza meno odiosa.
Tutto ha avuto inizio il 26 agosto 2020, quando il mio dermatologo ha deciso di asportare un piccolo neo sospetto che avevo sul busto.
L’operazione è alla grande e ricordo di essere riuscita a gestire abbastanza bene la mia fobia nei confronti dell’ago, fobia che mi accompagna da sempre.
Una volta tornata a casa mi sono buttata sul letto e in quel momento inizio a scorgere un cambiamento della mia pancia:
aveva appena assunto le sembianze di una cupola durissima!

Panico.


Piccola digressione:

in famiglia abbiamo un’incidenza altissima di fibromi uterini e nonostante io abbia sofferto quasi sempre di dolori mestruali atroci, sono sempre stata tacciata di essere sempre troppo “ emotiva” e “perennemente stressata” poiché durante i controlli non è mai emerso nulla di strano.
Pensate che l’anno scorso la mia esasperazione ha raggiunto il livello più alto di sempre, tanto da farmi cercare i migliori specialisti riguardo alla diagnosi e alla cura dell’endometriosi, patologia che stava iniziando a calzare a pennello con i miei dolori.
Devo anche confessarvi che fino ad ottobre a nessun medico è venuto mai in mente di farmi un’ecografia pelvica interna, esame che forse avrebbe potuto segnalare la presenza di Fibra già diversi anni fa, dato che il mio poco adorabile inquilino era posizionato nella parte posteriore del mio povero utero.

Torniamo a fine di agosto…
Il piccolo e grazioso neo si è rivelato essere un melanoma superficiale che mi ha costretta a un nuovo prelievo cutaneo con conseguente dose supplementare di punti di sutura; in mezzo a tutto questo caos mentale la mia pancia a cupola non si è abbassata minimamente, nonostante la quantità importante di carbone vegetale prescritta dal medico di famiglia (!).
I cicli di settembre e ottobre stranamente si sono rivelati molto clementi, un po’ come la quiete prima della tempesta.

La situazione è cambiata radicalmente il 21 di ottobre, quando un’amica fisioterapista ha toccato con mano la situazione e suggerito di fare privatamente un’ecografia addominale il prima possibile.

Il giorno successivo io e il Fibra ci siamo conosciuti per la prima volta e al tempo lui si presentò come una massa gigante non ben definita, tanto da fare esclamare all’ecografista una lunga serie di “ Vacca boia!” giusto per aumentare la mia dose di ansia.
A questo punto sono entrata in un vortice velocissimo e senza ritorno.


Come prima cosa sono riuscita a farmi visitare in ospedale dove in cinque minuti il Fibra è stato catalogato e visionato come si deve e la sentenza anche se confezionata con parole gentili è stata molto dura: “laparotomia entro un mese, il fibroma deve essere asportato interamente per poterlo
analizzare in maniera approfondita.”
Gelo.
Il melanoma ha tracciato l’unica via per me possibile, poiché fino all’ ultimo si è temuto che il Fibra potesse essere un sarcoma e che i due avessero un qualche legame.
Per qualche giorno ricordo di aver ignorato la cosa, pensando di scappare molto lontano
(pensiero decisamente ingenuo nel 2020), ho avuto una paura tremenda ( anche se ho sempre finto un grande self-control…), poi finalmente ho deciso di affrontare la mia battaglia con consapevolezza e positività per arrivare al giorno “X” al meglio.
Ho curato l’alimentazione, ho visto un omeopata, mi sono informata con criterio utilizzando questo blog e i siti degli ospedali universitari, ho praticato yoga ( si è rivelato utile nella gestione dell’anestesia e quando la morfina è finita, perché che vi piaccia o no, l’amerete molto) e mi sono fatta coccolare, tanto, perché l’eterno problema di noi donne è sempre quello di mostrarci invincibili anche quando siamo interiormente sbriciolate.
Intanto la mia pancia si è gonfiata ulteriormente, facendomi sembrare una donna incinta di quasi sei mesi!

La gamba destra mi faceva male, mangiare senza nausea era diventato impossibile, ricordo ancora una stanchezza profonda e un incarnato color ghiaia.


Sentirsi in ostaggio del proprio fibroma è davvero una brutta sensazione!
Passo dopo passo ho affrontato analisi, risonanza, vari consensi informati (l’accettare il taglio longitudinale e il rischio di isterectomia è veramente complesso, sopratutto per chi come me non ha figli),sono quasi svenuta dal dolore dopo l’ultima ecografia, ma alla fine sono arrivata al 26 di novembre, il mio giorno “X”.
Sono stata operata all’ospedale Infermi di Rimini dal , a cui non posso far altro che aggiungere un altro feedback positivo; mi ha resa pienamente consapevole e ha svolto un ottimo lavoro.
Sapendo perfettamente a che cosa sarei andata incontro, sono riuscita a fidarmi al 100% e questo è fondamentale.
L’operazione è andata molto bene, il mio taglio è stato definito da un’infermiera “stupendo” ( io ancora non colgo tutta questa bellezza, ma solo rossore e un gran prurito…), ho mal sopportato come al solito gli aghi (puntura di eparina solo nel braccio!) e colgo ora l’occasione per ringraziare infinitamente il personale sanitario e le mie compagne di stanza, perché la loro presenza si è rivelata preziosa durante i momenti di sconforto provocati dall’assenza fisica dei miei affetti, a causa del Covid.
Sono rimasta sei giorni in ospedale, mi sono rimessa in piedi alla fine del secondo , ho detestato il drenaggio con tutta me stessa e se posso darvi un consiglio, evitate di starnutire perché potreste vivere un’esperienza piuttosto traumatica.


La laparotomia non è una passeggiata di salute ( la mia prima prima vicina di letto ha subito un’operazione molto più complessa della mia in laparoscopia e dopo un paio di giorni già saltava come un grillo mentre la sottoscritta sembrava essere stata investita da un rullo compressore); durante tutto il primo mese alcuni movimenti vi sembreranno complicati e faticosi, sentirete i punti tirare e poi patirete un dannato prurito, ma la sensazione di esservi liberate dal vostro o dai vostri inquilini molesti sarà impagabile.

Grazie alle calze antitrombo avrete delle gambe stupende e anche se vi sembrerà di avere l’energia fisica di un bradipo, vi sentirete mentalmente più forti che mai e la vostra pelle tornerà a essere meravigliosamente splendente.
E avrete vinto voi.


Alla fine il Fibra si è rivelato essere un classico fibroma di ben 18 cm;
nonostante lo spavento atomico, tutto si è risolto per il meglio.
Durante la risonanza hanno riscontrato la presenza di un altro piccolo inquilino intramurale, che è stato lasciato al suo posto, ma questa volta sono preparata a convivere serenamente con lui.
Se dentro di voi sentite che c’è qualcosa che non va, insistete, non siete solo emotive o stressate, forse avete davvero un problema!
Vi abbraccio e vi auguro tutto il bene possibile!

Kristallo

Fibroma di 20cm rimosso in laparotomia: la storia di Maria Andreea

Con il ritardo che ormai da un po’ contraddistingue i miei post (e che spero saprete perdonarmi) pubblico la storia di Maria Andreea, davvero piena di ottimismo e di speranza. E un grosso in bocca al lupo alla nostra amica per il suo desiderio di diventare mamma. 

Buongiorno, vorrei raccontare anch’io la mia esperienza a voi in quanto ai tempi , quando ho scoperto la vostra pagina avrei voluto trovare un caso simile al mio , ma a questo punto spero di essere io di aiuto a qualcuno. Mi chiamo Andreea, avevo 26 anni (oggi 28) quando ho scoperto di avere “qualcosa”. In quel periodo avevo una vita frenetica e stressante dal punto di vista del lavoro. 

Erano mesi che avevo le mestruazioni abbondanti ,poi inizió anche la perdita di qualche coagulo ma inizialmente non mi preoccupai in quanto il tutto mi durava 2 3 giorni. Il mio fidanzato continuava a dire che sono pallida , ma io giustificavo il tutto dando la colpa al fondotina. Un giorno ero uscita per andare a correre, ero abbastanza in carne, e sentivo un certo fastidio alla pancia in basso, ma non diedi troppa importanza anche se la preoccupazione iniziava un pó a salire . Riconosco di essere andata a controllare i sintomi su internet e tutti mi riconducevano ad un unico risultato: fibroma uterino. Sapevo che non dovevo autodiagnosticarmi , poi pensavo che essendo giovane magari non è il fibroma ma qualcosa di sicuro avevo e forse mi andava bene se era un fibroma. Iniziarono nella mia testa un sacco di paure, e andai a farmi degli esami ematici per controllare l’emoglobina prima di andare dal ginecologo (riconosco che la paura m impediva di agire razionalmente per andare subito da un ginecologo ). Una volta fatti gli esami ematici, mi chiama subito il laboratorio per recarmi in ospedale. Lí mi hanno comunicato di avere una emoglobina di 6,7 . Da lí mi mandarono in pronto soccorso con un codice giallo per forte anemia cronica e cosí inizió la mia “odissea” . 

Spiegai a tutti (medici/infermieri) che oltre ai sintomi delle mestruazioni non avevo nessun altro sintomo. La stanchezza la giustificavo con il lavoro. 

Loro erano molto preoccupati perchè non capivano la natura di ció che avevo. Nè la Tac nè la Risonanza magnetica spiegavano chiaramente cosa fosse. I markers tumorali erano leggermente mossi ma mi spiegarono che anche caso di fibroma uterino (tumore benigno) era normale averli cosí. Rimasi ricoverata per una settimana, mi furono trasfuse 3 sacche di sangue. A livello emotivo inizialmente ero andata nel panico in quanto avevo paura vedendo poi anche la reazione dei medici che non sapevano cosa fosse. Poi mi sono detta che sono stata io ad ignorare i sintomi per tanto tempo e che forse ho sempre saputo che cosa avevo in quanto il corpo mi comunicava, ero io quella a non ascoltarlo.. Allora ragionando cosí, l’istinto mi portava a pensare di avere un tumore benigno (fibroma) e non uno maligno. Speravo con tutta me stessa che fosse cosí. 

La successiva decisione da parte dei medici per vedere cosa avevo è stata poi la PET. Non vi descrivo le emozioni avute prima durante e dopo ma continuavo ad essere positiva. Dopo ore di attesa il risultato fu quello sperato : mioma uterino di quasi 20 cm. 

E anche da qui inizió un’altra odissea: il trattamento. Inizialmente per alcuni mesi feci il trattamento con Esmya come trattamento pre chirurgico (che me lo ridusse di qualche centimetro), che poi lo stesso anno fu tolto dal mercato; andai in crisi. Dopo un mese , le dimensioni ritornarono ad essere come prima. Cercai su internet dei trattamenti alternativi con ultrasuoni e trovai qualcosa al Niguarda di Milano. Lí pensai , se non conosco nessuno è meglio prendere un appuntamento con il primario della Ginecologia, è impossibile che non mi sappia indirizzare. 

Durante la visita, mi disse chiaro e tondo che mi devo assolutamente operare. L’intervento sarebbe stato da lí a luglio. E cosí fu. 

Fortunatamente è stata una delle esperienze piú belle della mia vita. Diciamo che c è stata anche una bella dose di “positività cieca” e “culo” (fa tanto il modo in cui imposti la tua mente di pensare). 

L’intervento è stato in laparotomia a cielo aperto con taglio di tipo “cesareo” (a due anni di distanza sotto gli slip si vede una cicatrice minuscola) di un fibroma di 1 kg e 200 grammi sulla testa dell’utero, ben delimitato. In stanza con me c era una signora che ne aveva tre di circa 6 7 cm in laparoscopia. Entrai il giovedi mattina e lunedi venni dimessa. Ci sono stati i soliti sintomi post operatori ma sopportabili ; l’idea di aver la pancia piatta mi estasiava. Subito dopo iniziai il trattamento con la pillola Zoely , in quanto avendo un utero fibromatoso cioè predisposto a formare fibromi, mi era rimasto uno di 1 cm e qualche millimetro, (Zoely mi aiuta a tenerlo controllato). A due anni di distanza è rimasto di 1 cm. Il ginecologo mi dice che appena voglio rimanere incinta , di smettere la pillola e provare. La speranza muore l’ ultima. 

Questa è la mia storia. Mi scuso per il modo in cui mi sono espressa dato dalla spontaneità del momento. Resto a disposizione per qualunque domanda.

Spero che la mia storia sia utile e di sostegno a tante donne ! 

Un abbraccio .

Maria Andreea..