Mini laparotomia: cosa aspettarsi nel post operatorio?

Tra un paio di settimane Elena si sottoporrà ad una mini laparotomia. E’ molto spaventata, perchè non sa bene cosa deve aspettarsi dal post operatorio.

Lei vive da sola e mi ha scritto per chiedermi se dovrà adottare qualche accorgimento particolare dopo, se sentirà molto dolore, se avrà bisogno di anti dolorifici, se dovrà indossare una pancerina, dopo quanto potrà farsi una doccia, dopo quanto potrà tornare a ballare..

Io le ho scritto di tenere presente che quando tornerà a casa si sentirà molto debole, soprattutto nei primi giorni, e non dovrà fare grandi sforzi. Se nessuno potrà aiutarla l’idea potrebbe essere cucinarsi fin da ora delle cose buone e congelarsele, così dopo sarà facile per lei nutrirsi bene. Mi ricordo di aver avuto dolore dopo la mini laparotomia ma non troppo e di aver preso antidolorifici una o massimo due volte.. Nessun accorgimento particolare, a parte non fare sforzi (e non bagnare la ferita sotto la doccia).

Senz’altro potrà tornare a ballare presto! Penso che il tempo sia soggettivo ma calcolerei almeno un mesetto (non ricordo di preciso ma so che un mese dopo il mio intervento ero al mare e stavo benissimo, perciò prendo come riferimento questo).

La mia ginecologa propende per una laparoscopia, ma il chirurgo che mi ha operato lo scorso anno propende per una mini laparotomia
I miei fibromi non mi danno particolare fastidio e non sono sicura di volerli togliere 😞
La pancerina hai potuto metterla già in ospedale?
Ti hanno tagliato gli addominali in mini laparotomia?

Io mi sentire di consigliare a Elena senz’altro una laparoscopia, anche se prendere questa decisione con dei fibromi asintomatici è davvero difficile. Elena la pancerina la metti quando vuoi, poi in ospedale a seconda delle vedute potranno dirti che hai fatto bene o che è meglio di no (ho riscontrato pareri svariati in merito..). Riguardo agli addominali non saprei dire …

Avete qualche buon consiglio per Elena?

 

Federica alla ricerca di una gravidanza dopo due laparotomie

Federica è molto giovane, eppure ne ha già passata di tutti i colori.. E’ stata molto coraggiosa, ed io sono certa che presto sarà premiata e coronerà il suo sogno ..

 

Ciao sono una ragazza di 24 anni.

La mia battaglia contro i fibromi è iniziata da molto piccola devo ammettere per quanto forte il mio carattere possa essere. Mi sono iscritta in infermieristica non appena diplomata e il mio primo reparto assegnato fu guarda casa ginecologia/ostetricia. Li i dottori ci facevano fare delle visite di controllo se volevamo e io la feci proprio lì per la prima volta. Esperienza che mi portò a scoprire che il mio utero era fibromatoso e che da lì a breve avrei dovuto per lo meno effettuare delle cure.

Tornata a casa spaventata ho iniziato a fare altre 3/4 visite da ginecologi diversi perché pensavo che non stesse succedendo davvero a me! Dopo svariate visite mi consigliarlo, in quanto troppo giovane, di prendere l’antoconcezionale. Per un anno andò avanti così con quelle pillole YAZ. Dopo quel periodo rifeci la visita ma i fibromi aumentavano lo stesso sia di spessore che di numero. Allora mi consigliarono una risonanza magnetica. Effettuata questa ultima mi dissero che qui in Sicilia il mio problema non era risolvibile perché avevamo paura ed ero tropo piccola e mi mandarono a Milano al Niguarda. Li la mia esperienza non fu delle migliori in quanto andata in visita mi misero in meno paura con PRIMOLUT NOR per un altro anno e da lì iniziai a non vivere più come prima. Iniziarono tutti i sintomi della menopausa: vampate di calore, insonnia, nervosismo e fame. Presi 15kg in un anno.

Feci un altra visita sempre lì al Niguarda col professore Meroni, primario del suddetto ospedale, il quale mi consiglio di effettuare una miomectomia laparotomica, il famoso taglio cesareo. 21 dicembre 2017 fu la data dell’intervento, avevo 22 anni ed ero al 3 anno di università e mi mancavano solo 2 materie per laurearmi. Purtroppo non ho potuto fare gli esami appunto perché mi operai.

L’operazione è stata terribile, subito dopo ho avuto un infezione alla vescica dovuta al catetere, febbre altissima e ferro a 6. Comunque scendo da Milano dopo 15 giorni dalla operazione, io sto in sicilia, e ancora non riuscivo a riprendermi. Vado a visita da un dottore di Messina per una semplice ecografia e scopro che avevo un fibroma di 3cm lasciato li dall operazione svolta 15 giorni prima.!! Potere comprendere il mio shock. Prosegue la mia vita tra alti e bassi, nel frattempo con il mio ragazzo decidiamo di sposarci e corrono il mio sogno di sposarmi giovane.

A 23 anni il 5 settembre 2018 mi sposo. Felice in quel periodo non penso tanto a ciò che avevo passato e tralascio un po’ la mia situazione.

Dopo un paio di mesi decido di fare una visita e scontenta dalla prima operazione e dal professore decido di andare a Taormina dalla primario KLEIN. dalla prima visita riesco ad avere un feeling pazzesco con lei, a parte la sua bravura mi ha colpito la sua umanità. La visita fu di nuovo un sconforto. Avevo altri 3 fibromi e mi disse che dovevo operarmi di nuovo prima di provare una gravidanza. Sconcertata non volevo crederci nel giro di un anno e mezzo di nuovo dovevo operarmi. Allora con mio marito, neosposini, è stato un periodo nero, bruttissimo. Quasi poverino manco mi toccava per paura di farmi male o sbagliare. Un giorno capita e ‘purtroppo’ il mese dopo scopro di essere incinta. Con una volta! Si lo so che è possibile ma dopo mesi e mesi a provare e non arrivare pensavamo di non poterne avere. Comunque spaventatissima vado dalla Klein e le do la notizia. Lei mi disse di non preoccuparmi e di non pensare subito negativo. Alla prossima eco sentimmo il cuoricino del nostro amore e da lì in poi cominciò la nostra  favola che purtroppo durò 3 mesi perché al tritest scoprimmo che il cuoricino aveva smesso di battere. Seguirono raschiamento e isteroscopia nel mese di febbraio/marzo. Due anestesia una dopo l’altra.

Non si capi il motivo della aborto spontaneo alla inizio. Allora la mia dottoressa mi consiglio di operarmi prima di avere un altra eventuale gravidanza. Il 3 maggio di questo anno effettuati un altra miomectomia laparotomica. Doveva essere come la prima volta, un operazione di 2h massimo, invece ne durò 4h. Al mio risveglio mi raccontarono che il mio utero non riuscivano a trovarlo perché era ricoperto dall ‘ntestino e che ha dovuto staccarlo tutto prima di poter levare i fibromi. Ora capisco il mio stato di malessere e il mio aborto. Passarono 20 giorni dall’operazione mangiando solo liquidi per far riprendere il mio intestino che poverino era combinato davvero malissimo. Adesso sto meglio ma è un paio di giorni che ho dolore tra la ferita e l’ombelico, mia madre dice sia il tempo che cambia, boh non lo so. Comunque vi farò sapere se tra 6 mesi avremo un’altra gravidanza

Cara Federica, ti abbraccio forte e ti mando i miei migliori auguri per il tuo futuro .. che sia proprio come nei tuoi sogni! Siamo tutte con te!

Sabrina alla ricerca di informazioni sulla miolisi dei fibromi

Sabrina mi ha scritto la prima volta dopo aver acquistato il mio libro. Cercava informazioni sulla miolisi dei fibromi, ma mi ha trovata impreparata, perchè non sono ancora riuscita, ahimè, ad approfondire la questione. Chiedo dunque consiglio a tutte voi!

 

Ciao Eleonora,

il libro è tra gli ultimi 3 che mi sono riproposta di leggere e lo farò, il tuo blog mi è stato molto utile,
anzi, mi ha ridato il sorriso quando ormai ero alla disperazione…

Ho un fibroma molto grande di 16 cm e dopo aver tentanto invano, gli ultrasuoni con tanto di cura ormonale GnRH, l’unica via era e rimaneva la più che probabile isterectomia… ma ho rifiutato l’operazione, passando per pazza da tutti, parenti, amici, medici… quindi ho continuato la mia vita, depressa, anemica, sovrappeso, con dolori e stanchezza che tutte noi che ci siamo passate,
conosciamo molto bene.

Avevo già sentito parlare dell’ embolizzazione, ma tutti la sconsigliavano, poi ho trovato il tuo blog, ho iniziato ad informarmi meglio e alla fine mi sono decisa a farla.
Per problemi personali sono stata costretta a rinviare l’intervento e nel mentre, da poco, ho scoperto la
Miolisi del fibroma mediante radiofrequenza“, ma anche qui regna l’omertà…

Ho trovato quanto segue sul sito del Policlinico S. Orsola Malpighi di Bologna, ma non è molto chiaro se è sconsigliato per chi cerca una futura gravidanza.

MIOLISI MEDIANTE RADIOFREQUENZA
Indicazioni: fibromi multipli sintomatici, intramurali, sottomucosi
Controindicazioni: gravidanza in atto, sospetta neoplasia maligna ginecologica, infezioni uterine o annessiali in atto, coagulopatie.

La miolisi con radiofrequenza determina necrosi coagulativa del mioma con riduzione del volume della lesione e scomparsa della sintomatologia. La tecnica si effettua in sedazione generale con un ricovero di 48 ore. Uno a più aghi sono inseriti all’interno del mioma (secondo le dimensioni dello stesso) sotto guida ecografica. L’ago è connesso ad un generatore di corrente che emette delle onde a frequenza variabile inducenti all’interno del mioma una temperatura variabile tra 40 e 99 gradi che porta alla necrosi coagulativa dello stesso. L’ablazione della lesione continua fino alla distruzione di circa il 90% del mioma con un meccanismo che autolimita la temperatura e il danno ai tessuti circostanti. Gli studi effettuati mostrano che la radiofrequenza può essere una scelta terapeutica possibile nei fibromi uterini sintomatici, rappresentando una valida alternativa alla chirurgia.

https://www.aosp.bo.it/content/terapia-non-chirurgica-dei-fibromi-uterini

Qualcuno che conosce questa tecnica, sa dirmi se è sconsigliata per una futura ed eventuale gravidanza
e può indicarmi dove rivolgermi a parte il Policlinico di Bologna?

Spero di trovare conferme nel tuo blog. Io sono di Roma, ma sono disposta a spostarmi da Napoli verso il Nord.

Grazie di cuore e non arrendetevi mai… anche se è dura… e so bene di cosa parlo…

Di recente Sabrina mi ha aggiornata sul fatto che la miolisi sembrerebbe sconsigliata in vista di una futura gravidanza ed è orientata per l’embolizzazione.

Sabrina, aspettiamo tue notizie!

 

Fibroma colliquato: Daniela si chiede se scegliere l’embolizzazione

Daniela combatte un fibroma intramurale ed ha bisogno dei vostri consigli. Il suo fibroma è colliquato e lei non sa se è possibile sottoporlo ad embolizzazione.

Ciao a tutte
Sono Daniela e ho 40 anni. Mi sono imbattuta nel tuo blog facendo ricerche online.
Ho letto alcune delle testimonianze e sapere che qualcun altro ha i tuoi stessi dubbi e percorre un cammino simile al tuo, mi ha molto rincuorato, ma soprattutto grazie a questo blog ho potuto conoscere informazioni utili.

Mi è stato diagnosticato circa 5 anni fa un mioma intramurale della parete posteriore dell’utero durante una normale visita ginecologica. All’epoca si trattava di un solo fibroma intramurale di neanche 2.0 cm, asintomatico, a parte pancia lievemente gonfia e minimi fastidi, che tenevamo semplicemente monitorato ogni anno.

Nell’ agosto 2018 misurava 2,30 cm colliquato nella parte centrale; mi trasferisco a Catania e qui cerco un ginecologo di fiducia. A marzo durante una visita ginecologica per disturbi nel ciclo mestruale il fibroma misura 4,4 cm e il ginecologo mi consiglia di levarlo nella prospettiva di una futura gravidanza. Ci penso un po’ superficialmente, ma sposto la cosa in avanti anche perché il ginecologo non mi convince in generale.
A Giugno prendo appuntamento con un altro ginecologo e durante l’ecografia il fibroma appare quasi completamente colliquato, mi consiglia di levarlo con urgenza in laparotomia perché teme un’infezione immediata. Alla mia domanda se fosse possibile toglierlo con metodiche meno invasive mi dice che non è possibile farlo nè in Isteroscopia perché si trova nella cavità posteriore dell’utero, nè in laparoscopia perché si spezzetterebbe il fibroma e serve prenderlo intero.
Dagli altri due consulti fatti risulterebbe la stessa cosa.

Ho chiamato il ginecologo che mi ha seguito nella città dove abitavo prima e mi ha consigliato di fare un rm con contrasto.
Qui non mi prospettano nessun esame diagnostico per inquadrare meglio la situazione, ma vogliono togliere il fibroma con urgenza perché colliquato.
Io sono preoccupata perché non che cosa fare, se sto sottovalutando troppo la cosa o la sto esagerando.

Ho letto dell’embolizzazione ma non consente la biopsia e mi sembra di capire che c’è qualche rischio per la fertilità (non ho ancora figli). I fibromi colliquati poi, potrebbero essere embolizzati? Durante la visita ginecologica è emerso che il fibroma sarebbe poco vascolarizzato, e dalle mie informazioni dovrebbe significare non preoccupante, ma anche che la via dell’embolizzazione risulterebbe poco utile. Ci terrei ad avere altri pareri medici per valutare il da farsi e un consiglio esperto da tutte voi.
Grazie a tutte voi!
Vi ringrazio di cuore

Anche il mio fibroma, come quello di Daniela, era colliquato . Non la sento spesso questa cosa della colliquazione .. diciamo che siamo casi più rari!! 🙂
Mi pare strano che non sia possibile procedere in isteroscopia almeno per fare una biopsia (io avevo fatto così) .. o il ginecologo non è abbastanza bravo in questa tecnica o, davvero, nel caso di Daniela è impossibile.
Riguardo la laparoscopia che spezzetta il fibroma invece avevo approfondito la questione in passato, chiedendo al dr Camilli.

Temo che troppo spesso la laparotomia sia la via più facile per chi non è abbastanza bravo in altre tecniche, o comunque ha convenienza nel procedere così, ahimè.

La minilaparotomia di Aida, che festeggia il suo lieto fine

Quando Aida mi ha scritto la prima volta doveva sottoporsi ad un intervento in minilaparotomia per la rimozione di due fibromi sottosierosi. Era molto spaventata, ma il suo sogno di una futura gravidanza le adava coraggio..

Ciao Eleonora, ho trovato il tuo blog cercando su internet risposte sull’intervento in minilaparotomia e ogni messaggio pubblicato come anche la tua pagina “un po’ di me” mi hanno fatta piangere, perchè mi immedesimo in tutte le paure e le ansie di Daniela, Virginia, Federica e tutte le altre donne coraggiose che ti hanno scritto e che hanno commentato con le loro esperienze questo momento difficile.

Ti racconto la mia storia:
Tre anni fa ho fatto una visita di routine dal mio ginecologo che mi ha visto con una eco T.V 2 fibromi all’epoca piccoli (1,8 e 2,5 cm). Avevo 29 anni e ho sempre voluto avere figli perchè mi vedo mamma un giorno ed è un desiderio fortissimo. All’epoca avevo appena conosciuto il mio attuale compagno perciò non era in programma un figlio. Il medico mi ha detto che sono piccoli e sottosierosi, teniamoli sotto controllo, un pò per mia negligenza, un pò per tutti i problemi di tutti i giorni non sono più andata per un anno e mezzo. Tre settimane fa ritorno per una visita e i miei due fibromi sono diventati di circa 4 e 6 cm, adesso ho 32 anni e con il desiderio di avere dei figli e il medico mi ha detto che è meglio intervenire adesso con una minilaparotomia per poi essere pronta tra 6 mesi per provare ad avere un bambino.
Mi sono messa a piangere, davanti a lui, il dottore è stato molto gentile e ha ascoltato tutte le mie paure che praticamente gli stavo “vomitando” addosso così come mi venivano in testa tutti i pensieri, paure e ansie. Mi ha rassicurata, disegnandomi anche dove e come sono questi maledetti fibromi e come sarà l’intervento.
Ho visto altri due medici dietro insistenza del mio compagno e uno di loro mi ha detto le stesse identiche, dove erano e come erano posizionati.

Ed ecco che il 5 aprile, tra una settimana, dovrò recarmi all’ospedale per l’intervento. Ho una paura assurda, mi passano mille pensieri in testa. Non ho paura per me, dell’intervento e del post, se avessi la sicurezza che tutto andrà davvero per il meglio sopporterei di tutto. La mia paura più grande è quella che possa succedere qualcosa durante l’intervento che possa mettere a rischio una futura gravidanza. Ho paura di non poter più essere capace di concepire che non ci sia aderenza, ho paura di non poter diventare mamma.

Ho letto che tu hai avuto entrambi i tuoi bimbi dopo gli interventi e mi auguro di avere anche io due bimbi un giorno e di poter guardarmi indietro e rassicurare molte donne che stanno vivendo questo incubo.

Vorrei tanto sapere se è stato difficile avere un bambino dopo gli interventi, se ci avete dovuto provare per tanto tempo… avrei mille domande…

Intanto ti abbraccio.
Aida

Io le ho raccontato che la mia Giorgia è arrivata a 5 mesi dopo la mia prima laparotomia, che come in molte sapete era stata fatta molto male (cicatrice gigantesca, intervento dolorosissimo, ripresa lenta..). Matteo è arrivato 7 anni dopo, molto tempo dopo la mia seconda laparotomia ma solo perchè poi non ho più cercato una gravidanza. Diciamo che da quando abbiamo inizato a provarci a quando sono rimasta incinta di lui sono passati più o meno 6 mesi (ed io avevo 39 anni!).

Per fortuna anche Aida adesso può festeggiare il suo lieto fine.

Grazie per la tua mail, mi da speranza.
Sì, sono stati dei giorni difficilissimi nei quali ho pianto tutte le sere per la paura che potesse succedere qualcosa e non poter più avere la possibilità di diventare mamma. Ho pianto in sala operatoria e tremavo come una foglia.
Nella sfortuna (per i maledetti fibromi) ho avuto la fortuna di essere stata seguita da un medico bravissimo, in tutti i sensi, umano e un professionista, il Dott. Fabrizio Bogliatto, primario di Ivrea, è stata una persona che mi ha tranquillizzata moltissimo nel momento in cui mi ha detto che bisognava intervenire. Durante quella visita (di routine) ero andata da sola, e per la paura che ho avuto in quel momento mi sono messa a piangere davanti a lui.
Non smetterò mai di ringraziare il mio dottore e anche soprattutto il mio fidanzato che da quella sera in poi non mi ha lasciata da sola neanche un minuto, tranquillizzandomi e parlando con me tutti i giorni anche di cose già dette, ripetendomi che lui sarebbe stato accanto a me.

Ce l’ho fatta anche io Eleonora, sono uscita dalla sala operatoria senza quei maledetti fibromi e, dopo che il dottore mi ha detto che è andato tutto benissimo, volevo solo dormire (lo stress mi fa questo effetto), ho dormito dalle 10 del mattino fino alle 18.30, mi sono svegliata quando sono venute le infermiere a togliermi il catetere e farmi alzare.. il giorno dopo camminavo da sola per il corridoio del reparto, volevo assolutamente riprendermi il prima possibile. Sono stata dimessa due giorni dopo l’intervento ma già la sera dopo stavo bene. La mia cicatrice è una sottile linea dritta di 11,5 cm. Il dott. Bogliatto ha fatto un capolavoro perchè ci teneva moltissimo che la cicatrice fosse il meno visibile possibile e ha dato dei punti interni.

Due settimane dopo l’intervento il dottore mi ha dato l’OK per andare ad Amsterdam. E sono stata benissimo, ho camminato dalle 15 ai 20 km al giorno e il mio fidanzato è rimasto meravigliato di quanto presto io abbia messo a riprendermi. Ho avuto già due cicli mestruali regolari, non più emorragici e per tanti giorni, ma con flusso normalissimo e di 5 giorni al massimo. Due settimane fa ho fatto la prima visita operatoria e il mio dottore era molto soddisfatto. Adesso ho un utero sano come dovrebbe essere.

Sono serena adesso e non mi rimane che aspettare ottobre/novembre per iniziare a provare ad avere un bambino. Non vedo l’ora!!!!

Un grosso anzi gigantesco augurio, con tutto il cuore, ad Aida, perchè il suo sogno di gravidanza diventi presto realtà. Aspettiamo tue notizie cara!