Pre e post operatorio: attenzione alle pratiche ormai desute (o dannose!)

Quando sono stata operata dal dr. Camanni all’ospedale Gradenigo di Torino sono rimasta stupita, tra le altre cose, di come la preparazione all’intervento e le pratiche del post operatorio, differissero da tutto quello che era stato attuato alla clinica San Luca di Torino, durante il mio primo intervento (e che avevo trovato particolarmente pesante, fastidioso e doloroso).

In seguito avevo chiesto chiarimenti al dr. Camanni e avevo scoperto che cos’è l’ERAS (che approfondirò in un altro articolo) e qual è la visione del dr. Camanni e dei suoi colleghi delle pratiche che devono essere attuate in previsione di un intervento, e successivamente a questo, e di tutto ciò che invece lui ritiene superfluo se non dannoso.

Ho chiesto al dr. Camanni di approfondire il discorso per noi perchè mi piacerebbe che chi deve sottoporsi ad un intervento chirurgico sapesse bene cosa deve aspettarsi e cosa può chiedere che, in qualche modo, venga evitato.

Ecco quindi qualche chiarimento riguardo le pratiche che possiamo considerare desuete e che possiamo chiedere che ci vegnano evitate!

Il Sarcoma uterino è una patologia rarissima!

Ultimamente oltre che della necessità secondo i vostri ginecologi di procedere con l’isterectomia mi scrivete anche del sospetto di sarcoma uterino paventato dai vostri medici.

Anche a me due simpatici ginecologi dell’ospedale Martini di Torino avevano detto che a parer loro il mio fibroma era un sarcoma, perchè lo trovavano anomalo (con aree di liquefazione) e perchè a parer loro era cresciuto molto in fretta. Come potrete immaginare non è stato un bel momento, e anche i giorni successivi non li ho passati granchè bene .. comunque ricordo che subito avevo iniziato le mie ricerche in merito, chiedendo il parere di altri ginecologi (e proprio così ero arrivata al dr. Camanni).

Ricordo che il dr. Lupattelli mi aveva molto rassicurata, citando uno studio effettuato su circa 1.700 donne con fibroma ritenute a rischio. Di queste, solo 300 avevano poi presentato fibromi con crescita così veloce da far pensare al sarcoma. Solo una, infine, presentava poi davvero un fibroma maligno.

Ho chiesto quindi al dr. Tommaso Lupattelli di approfondire l’argomento perchè vorrei rassicurarvi sul fatto che il sarcoma è un’eventualità davvero remotissima. Non sarà magari che visto che ormai disponiamo di molte informazioni e non accettiamo più l’isterectomia con tanta facilità certi ignobili personaggi abbiano ben deciso di giocarsi la carta del sarcoma per convincerci ad andare sotto i ferri?

Ricordate, sopratuttto, che il sarcoma è diagnosticabile con la risonanza magnetica o con un’isteroscopia diagnostica e che non è vero che non si può riconoscere finchè non si asporta l’utero.

Sentite un po’ cosa spiega il dr. Lupattelli!

Isterectomia senza rimozione delle ovaie

Prendo spunto da quello che ha pubblicato qualche tempo fa da Laura, commentando l’articolo ‘Eleonora e la sua battaglia contro le emoraggie e gli effetti di Esmya‘ per approfondire, ancora una volta (e mai sarà abbastanza!) il tema dell’isterectomia.

Laura scrive:

Ho letto che anche se le ovaie sono lasciate intatte ( si rimuove solo l’utero) ci sono lo stesso problemi.
L’afflusso di sangue alle ovaie diminuisce dopo questo tipo d’intervento e cessano il loro funzionamento entro 1 – 3 anni. Si viene a creare uno squilibrio ormonale che colpisce le beta endorfine, gli ormoni legati alla sensazione di benessere. Il risultato è bassi livelli di energia deficit della tiroide, depressione. Altri effetti collaterali sono ansia, vuoti di memoria, nervosismo e vertigini, secchezza vaginale, problemi sessuali, incontinenza urinaria, stanchezza, perdita di capelli, palpitazioni cardiache, aumento di peso. Rischio di sviluppare malattie cardiache, artrite, osteoperosi.
Se siamo consapevoli di queste conseguenze devastanti le altre opzioni chirurgiche e farmacologiche (tipo Esmya) ci fanno meno paura.

Io ho chiesto informazioni al dr. Camanni e a suo avviso quelli elencati sono tutti i peggiori disturbi che possono sopraggiungere con la menopausa, ma fortunatamente non arrivano tutti e per tutte le donne. Non è vero che le ovaie si seccano entro due o tre anni dall’isterectomia perchè il principale apporto sanguigno delle ovaie è determinato dall’arteria ovarica che parte dall’aorta e solo in piccolissima parte dall’arteria che arriva direttamente dall’utero. Esistono quindi moltissime pazienti che hanno subito un’isterectomia e che poi vanno in menopausa a 52, 53 o anche 55 anni.

Aspetto eventuali vostre osservazioni in merito o, magari, il parere di qualche altro ginecologo!

 

Laparotomia vs mini laparotomia: non è affatto la stessa cosa!

Colgo al volo l’occasione che mi ha fornito Arianna, raccontandomi ciò che le ha spiegato la sua ginecologa a proposito di laparotomia e mini laparotomia, per fornire a tutte un chiarimento, e soprattutto per inaugurare la nostra nuova rubrica “NON E’ VERO”!

Arianna deve purtroppo sottoporsi ad intervento chirurgico per rimuovere il suo fibroma e, secondo la sua ginecologa, date le dimensioni del maledetto (11cm), procedere in laparotomia piuttosto che in mini laparotomia sarebbe uguale, nel senso che si tratterebbe dello stesso tipo di intervento.

Non-e-vero

Durante l”intervento in laparotomia il chirurgo pratica un’incisione sul basso e lavora sull’utero, che viene aperto con un mini divaricatore, mentre quest’organo è dentro l’addome. Con la mini laparotomia l’utero viene estratto dall’addome, sempre attraverso un’incisione nel ventre e il chirurgo lavora sull’utero mentre questo è all’esterno del corpo, quindi lo ripone e ricuce.

La mini laparotomia necessita quindi di un taglio più piccolo e la ripresa è più veloce e meno dolorosa. Io ho avuto la sfortuna di provare entrambi gli interventi e vi assicuro che le differenze sono abissali! Mi sono sottoposta a intervento in laparotomia per rimuovere un fibroma di 4cm e ho avuto dei dolori fortissimi, sia nel post operatorio che dopo, e ci ho messo quasi un mese per riprendere a pieno la mia normale quotidianità. Tre anni dopo (quindi ero più vecchia! E avevo anche già avuto la mia piccola con taglio cesareo) ho subito un intervento in mini laparotomia per togliere un fibroma di 10 cm e ho avuto dolori sopportabilissimi nel post operatorio e ho ricominciato a camminare e a fare quasi tutto come prima in una settimana.

Quindi non è uguale. Per niente.

Arianna forse “risolverà” contattando il dr. Camanni, il chirurgo che ha operato me, oltre che altre amiche del blog, in mini laparotomia.