Trattamento naturale dei fibromi: guarire con la dieta crudista

Monica, una “vecchia” amica del blog (vecchia solo perchè ci scriviamo dal 2014!) mi ha scritto per mostrarmi un video molto interessante, ovviamente a tema fibromi.

Monica ha riassunto per noi il contenuto del video, che è completamente in inglese, e mi ha fornito le seguenti super interessanti informazioni, che riporto direttamente dalla mail di Monica.

 

La signora Farhana (tieni presente famiglia di origine Indiana che vive in America, quindi una dieta piena di grassi e di cibi cucinati e stra cucinati) ha ssempre offerto di fibroidi. Nel 2013 (anno prima del video) è stata ricoverata in ospedale per anemia (o bassa emoglobina) e ha dovuto ricevere trasfusioni di sangue (questo si crede a causa dei fibromi).

I dottori consigliano la donna di farsi operare per rimuovere i fibromi, e la signora acconsente. Si voleva sottoporre a isterectomia, per evitare che i fibromi si riformassero.

I figli della signora, un po’ spaventati e contrari all’operazione (loro erano già vegetariani) cercano video, e s’informano sui benefici della dieta vegana crudista. Riescono a convincere la madre a non farsi operare, e lei acconsente di rimandare l’operazione e di provare, per 6 mesi, una dieta vegana crudista.

Iniziano piano piano ad eliminare latticini dalla dieta,  poi cose intossicanti come te e caffè, e piano piano eliminano cibo pre-confezionato, carne, pesce, e zuccheri.

Ad un anno di distanza, ancora stanno seguendo una dieta crudista e i fibromi della madre sono spariti…..In realtà non dice quanti ne avevano, e se erano grandi o no, pero’ sono spariti….

Ovviamente è un cambio molto drastico, ma loro hanno trovato il giusto approccio….Inizialmente si sono concentrati su spinaci e kale (cavolo)  per aiutare il ferro a tornare a dei livelli normali (principalmente frullati tutto il giorno per mantenere lo stomaco pieno, e non cadere in tentazioni).  

Questi sono i cibi che vengono consigliati nella maggior parte dei video/articoli che si occupano del trattamento naturale dei fibromi: frutta, germogli, cavolo, peperoni, broccoli, riso integrale, noci (di ogni tipo), aglio, moltissima acqua.

Vorrei aggiungere una nota personale: l’anno scorso a Maggio mi hanno trovato un picoclo fibroma (1.7 cm)….Prendoe sempre le mie pastiglie di olio di primula (evening primrose oil) per bilanciare gli ormoni.

Mi sto orientando sempre di più verso una dieta vegana crudista perchè sono fermamente convinta che cibo pronto o comunque elaborato sia pieno di schifezze che ci fanno male…..Una cosa che ho eliminato dalla mia dieta quasi completamente, subito dopo la mia myectomy, è la soya…..Basta latte di sooya, basta tofu…..

La mia visita ginecologica di 2 settimane fa’ ha confermato che il fibroma è rimasto di 1.7 cm  (a distanza di 1 anno e mezzo)….Non ho prove per dire che il fibroma non è cresciuto poichè non uso più soya, ma ho dei  grossi sospetti.

Ecco il video da cui Monica ha tratto tutto ciò

Grazie Monica per le tue ricerche. Aspetto qualsiasi altro approfondimento in merito!!

Carenza di ferro e anemia: la causa è il fibroma?

Come promesso, la nutrizionista Giulia Garaffo ha approfondito per noi il tema dell’anemia causata da carenza di ferro. In fondo al suo articolo trovate anche una breve biografia della dott.ssa Garaffo, che è una persona gentile e disponibile, e che mi ha offerto la sua disponibilità nell’affrontare con noi, e per noi, tanti temi legati all’alimentazione.

Giulia è inoltre disponibile a rispondere alle voste domande, perciò non esitate!

 

La carenza di ferro è un problema molto frequente e che affligge molte donne che hanno un fibroma, ma non solo loro!

La carenza di ferro è nel mondo colpisce un miliardo e seicento milioni di persone – in Italia il 23% della popolazione nel 2006 era affetta da questo problema, la maggior parte delle quali sono donne in età fertile.

Questa condizione può sfociare in una patologia chiamata anemia da carenza di ferro (o anemia sideropenica).

Questi numeri sono, tuttavia, lo specchio di problemi molto diversi tra loro: in Italia e in Europa e nel mondo più “industrializzato”, più o meno fino alla fine della seconda guerra mondiale, questa carenza poteva essere ricondotta ad una alimentazione inadeguata o a veri e propri stati di malnutrizione. Questo è vero ancora oggi per i paesi del terzo mondo o in via di sviluppo, in cui grandi fette di popolazione soffrono ancora per problemi legati alla povertà e alla fame.

Ma con lo sviluppo e la crescita industriale e il benessere che è derivato dal “boom economico” è difficile pensare che i numeri attuali siano dovuti a malnutrizione o a scarsa alimentazione.

Qual è il problema, allora? Quali possono essere le cause di questa carenza per chi si alimenta in maniera, tutto sommato, adeguata?

Per molte donne, ed in particolare chi convive con un fibroma, il problema della carenza di ferro può essere dovuta a forti sanguinamenti in concomitanza del ciclo mestruale e il corpo non riesce a “rifornire” le scorte di ferro in maniera adeguata.

Ma ci sono ulteriori fattori da tenere in considerazione: il primo è che esiste una “barriera” tra ciò che mangiamo e ciò che assimiliamo che è il nostro intestino. Molti fattori influenzano la capacità di questo organo di assumere ferro.

Il secondo è che la quantità di ferro che il nostro intestino è “indotto” ad assimilare è finemente regolata da alcuni ormoni, il più importante dei quali si chiama EPCIDINA, una molecola prodotta, ad esempio, in risposta alla quantità di ferro nel nostro organismo. Quando i livelli di epcidina sono alti, l’intestino riduce l’assorbimento di ferro, viceversa quando questo ormone si abbassa, aumenta l’assorbimento di ferro, se quest’ultimo è disponibile.

Sembrerebbe un meccanismo perfetto, ma bisogna tenere presente altri fattori che modulano la produzione di epcidina: tra questi c’è un “nemico” spesso invisibile che inceppa questo meccanismo: l’infiammazione.

L’infiammazione cronica (di cui parleremo anche in altri articoli) è una condizione molto frequente (in chi soffre di un fibroma, ad esempio, lo è ancora di più) che ostacola questo meccanismo.

Quali sono, dunque, delle possibili soluzioni?

Il primo punto, sicuramente, è controllare che la nostra alimentazione ci fornisca tutti i giorni la quantità di ferro adeguata alle nostre esigenze. Ricordiamoci che non tutto il ferro introdotto con la dieta è uguale e che quello da fonti animali è più assimilabile rispetto al ferro ottenuto dai vegetali. La vitamina C, inoltre, ne migliora ulteriormente l’assorbimento: quindi ulteriore attenzione si dovrà porre non solo a ciò che mangiamo, ma anche a come abbiniamo i cibi. A tal proposito ci sono sostanze presenti negli alimenti vegetali e nel vino, chiamate fitati e tannini, che riducono la capacità dell’intestino di assimilare il ferro. Questo è il punto di partenza!

Ma se vogliamo fare di più, possiamo puntare a migliorare la salute del nostro intestino, organo che più di tutti è responsabile dell’assorbimento del ferro, riducendone l’infiammazione anche attraverso la qualità della nostra alimentazione. Non è un percorso semplice e immediato e conviene affidarsi ad un nutrizionista per essere sicuri di seguire la dieta più adatta alla singola persona e al medico che ha il compito di intervenire anche con la prescrizione di farmaci, qualora fosse necessario.

 

 

Dott.ssa Giulia Garaffo

Sono una nutrizionista e faccio questo lavoro dal 2014. Fin dagli studi all’università mi sono sempre interessata di nutrizione, di qualità degli alimenti e di come il cibo può essere un ottimo strumento per prendersi cura della propria salute.

Mi sono laureata in biologia nel 2008 e successivamente ho conseguito un dottorato di ricerca in medicina molecolare nel 2013, proseguendo l’attività di ricerca in laboratorio presso l’università di Torino fino a qualche mese fa; in università, mi sono recentemente occupata del ruolo del metabolismo sulla progressione tumorale e sulla resistenza alle terapie farmacologiche; nel frattempo ho seguito diverse scuole e master per approfondire l’impatto dell’alimentazione sulla nostra salute.

E’ vero che è necessario investire sulla ricerca, ma non possiamo demandare unicamente alle terapie e ai farmaci la cura della nostra salute. Dobbiamo capire che come individui abbiamo un ruolo fondamentale nella cura di noi stessi e che il nostro stile di vita è fondamentale non solo per la terapia di molte malattie che ci possono colpire, ma soprattutto per prevenirle!

Nel 2015, insieme ad altre colleghe psicologhe e fisioterapiste, abbiamo fondato un’associazione di promozione sociale per aiutare chi soffre di disturbi alimentari e per promuovere l’educazione al benessere attualmente attiva sul territorio torinese: il Centro Libenter.

 

Alga spirulina: dosi e modalità

Ho iniziato la mia “terapia” (passatemi il termine) con la spirulina!

Il quantitativo contenuto nella bustona che mi hanno inviato è 250gr, perciò io dovrei poter assumere la spirulina per circa 13 giorni, visto che la dose giornaliera consigliata è di 10gr (io ho usato un cucchiaino da te, il cuo contenuto in polvere dovrebbe corrispondere a 10gr, più o meno).

Non so perchè ma mi aspettavo che l’alga spirulina fosse nera, invece la mia busta contiene una bella polvere di un verde acceso. Pensavo poi che fosse puzzolente e molto molto amara. In realtà non puzza così tanto (ma nemmeno profuma diciamo!) e non è poi così amarognola.

 

Io l’ho mischiata ad un succo di frutta gusto ananas  e fragola. Avrei potuto aggiungerla ad un frullato di frutta o anche, semplicemente, scioglierla in acqua. Diciamo che non si è disciolta molto facilmente, nel senso che si sono creati dei piccolissimi grumi che poi però ho stemperato con facilità. Magari domani provo ad aumentare le dosi di liquido in modo da diluirla maggiormente.

Anche se mi vedete con un’espressione un po’ corrucciata sappiate che il sapore non era sgradevole, perchè era quasi esattamente quello del succo. Ero un po’ accigliata perchè mi apprestavo a bere una bevanda densa e verdognola, però poi mi sono rilassata!

Dopo la mia bibita all’alga spirulina ho mangiato mezza banana e poi sono andata in palestra. Questo è assolutamente sconsigliato perchè per tutta la durata degli addominali (che comunque ho fatto più di un’ora dopo) mi è venuto da vomitare.

Mi sembrava di non riuscire a digerire .. però non escludo possa essere stata solo la banana, oppure i lfatto che poi ho bevuto dell’acqua fredda. Comunque penso che eviterò di bere questo succo prima di andare in palestra (tanto ci vado al massimo due volte a settimana, perciò non sarà un problema!).

E insomma per oggi questo è quanto!!

Ma quando arriveranno gli effetti magici? Posso aspettarmi dei super poteri?? Magari potrò riordinare la casa in nemmeno tre minuti come quando Merlino lava i piatti sporchi con l’incantesimo Higitus Figitus (ne La Spada nella Roccia)?

Alga spirulina: a cosa serve e perchè ho deciso di prenderla

In questi giorni in cui non eravamo a casa il corriere è venuto a farmi visita bene tre volte! Ho ricevuto il regalo di Miriam, un pacco misterioso che alla fine il corriere di Amazon ha lasciato in uno dei punti di raccolta (un’agenzia viaggi in cui andrò a recuperarlo a breve) ed un altro piccolo pacchetto che mi è stato consegnato poco fa da una gentile vicina di casa (una ragazza in realtà che io non sapevo nemmeno abitasse qui .. vabbè).

Quest’ultimo pacchetto contiene un prodotto di cui ho intenzione di parlarvi un bel po’ e sul quale volevo indagare da tanto: l’alga spirulina!

E’ stata Laura a parlarmi per prima dell’alga spirulina, tempo fa, in privato e anche in un commento sul blog, e poi so che Carmen l’aveva assunta in preparazione all’intervento, ma in realtò non le ho mai chiesto dettagli in merito. Ne avevo parlato poi nella recensione del libro ‘Deliciously Ella’ di Ella Mills (sempre consigliato da Laura).

E così, visto che l’alga spirulina è considerata un super alimento ed una ricca fonte di proteine, ho deciso di provare ad assumerla per combattere la mia “maledetta anemia” causata dalla mia intolleranza al glutine.

L’idea è quella di fare il pieno di proteine in modo da risollevarmi, inanzitutto, dall’anemia, per poi potermi concedere magari qualche strappo “glutinoso” in più!

L’alga spirulina contiene proteine, aminoacidi essenziali, minerali come ferro, calcio, magnesio, potassio e selenio, vitamine B, A, C ed E e acidi grassi essenziali mono e polinsaturi, con prevalenza degli omega-6 rispetto agli omega-3 e con elevate quantità di acido gamma linolenico.

Oltre che ad essere utile per normalizzare i livelli di colesterolo nel sangue ed oltre a contenere preziosi antiossidanti che combattono i radicali liberi, pare che l’alga spirulina possa regolarizzare il funzionamento delle ovaie e ridurre i dolori premestruali.  Secondo alcuni studi sembra inoltre che il consumo regolare di spirulina sarebbe efficace nel moderare l’appetito ed evitare fluttuazioni della glicemia.

Insomma, alla luce di tutto ciò, perchè non provare questo miracoloso alimento?

E così da oggi inizierò ad assumere la Spirulina in Polvere che mi è stata gentilmente inviata da The Healthy Tree.co, una piccola azienda con sede nel Regno Unito che propone alimenti sani e naturali. The Healthy Tree.co sposa in pieno l’etica green e seleziona con attenzione materie prime e fornitori. Il loro sito mi è piaciuto molto e loro sono stati gentilissimi .. perciò io non vedo l’ora di iniziare la mia nuova terapia con questa polvere miracolosa!

Come cucinare la pasta senza glutine?

In attesa di sapere, in base all’esito degli ultimi esami, se la mia intolleranza al glutine è confermata o meno, io stà cercando di evitare quanto più possibile il glutine.

Trovo la cosa piuttosto complicata perchè l’infido glutine si nasconde un po’ dappertutto e, soprattutto, presidia gli alimenti che maggiormente amo, come pane e pasta. E poi perchè sono spesso in giro e non ho una gran voglia di andare alla ricerca di cibi adatti alla mia situazione (la verità è che sono troppo golosa!).

Diciamo però che, almeno a casa, ho preparato una scorta di pasta, biscotti e crackers senza glutine (il pane invece è impossibile tda trovare!) e stò cercando di nutrirmi, almeno in prevalenza, con questi prodotti.

Perciò la situazione la sera a casa mia è: una pentola con pasta normale per il Bighi, un pentolino con la pasta di Giorgia (che mangia solo la pasta condita con olio e parmigiano e certe volte si impunta su certi formati), una pentola con la pasta per me, e poi un’eventuale padella con un condimento per la pasta mia e del Bighi (che comunque andranno condite sepratamente). Così a fine cena sembra che io abbia cucinato chissà cosa mentre in realtà abbiamo mangiato solo un piatto di pasta!

Stò quindi provando vari tipi di pasta senza glutine, di diverse marche, e ho pensato di raccontarvi qui come va. Anche, anzi soprattutto, per avere i vostri consigli riguardo marche, condimenti, ecc. Diciamo che in generale la pasta senza glutine, con farina di mais o di riso che sia, è accettabile, o anche quasi buona, se condita con qualche sugo molto saporito, magari a base di panna, o con il ragù.  Con salse più leggere il sapore del mais, e la consistenza un po’ gommosa, prendono il sopravvento. Però non posso nemmeno utilizzare ogni sera condimenti così calorici, perciò bisogna trovare una soluzione.

Probabilmente basterà individuare la marca, o il tipo di pasta, migliore, o comunque che più mi aggrada, e concentrarsi per preprarlo al meglio, ad esempio non sbagliato i tempi di cottura! Si perchè ho notato che la pasta senza glutine un minuto prima è dura ed un mituno dopo è già scotta, perciò bisogna beccare al volo il preciso istante in cui la cottura risulta quella giusta. Mica banale eh!

Insomma sono proprio bisognosa di consigli da parte delle amiche che hanno già bandito, con successo, il glutine della loro vita. E mi piacerebbe anche conoscere le vostre ricette segrete visto che le mie sperimentazioni di torte, dolcetti e muffun senza glutine si sono rivelate dei completi fallimenti.