Inesorabilmente e irrimediabilmente stanca :-(

Ragazzeeeee!! Datemi un consiglio!! Alla fine non ce l’ho fatta e sono esplosa.. o implosa.. a seconda dei punti di vista.

Lo sentivo di essere sempre più stanca e a volte il mio corpo non rispondeva nemmeno ai miei “comandi” di movimento.
Un impegno dopo l’altro, tra i bimbi, la ripresa del lavoro, il lancio di nuovi progetti, la casa, il blog, e la mia incontenibile voglia di uscire, fare cose, incontrare amici, accettare inviti, organizzare, ecc.
Girogia non ha perso un corso, una festa di compleanno, un pomeriggio ai giardini. Matteo vuole la tetta spesso anche ogni due ore. Il mio lavoro mi piace e ho colto al volo le nuove opportunità.
Poi io e il Bighi abbiamo appena lanciato il progetto dell’Alvearechedicesi nel nostro quartiere (andate a vedere il sito! Il nostro è il Mangiabà!), che ha richiesto altre energie.

Si è trattato di cose tutte belle (a parte le faccende domestiche!) e questo mi ha spinta ad andare avanti e basta, noncurante del mal di schiena (sappiate che Matteo pesa quasi 7 kg e che, a 4 mesi, indossa a malapena a tutine taglia 6 mesi).

E alla fine venerdì notte sono stata malissimo, tra diarrea, brividi, e dolori in tutto il corpo. Non credo sia stata influenza intestinale perché non ho avuto febbre, comunque ho passato il week end a letto (anzi tra letto e bagno), senza forze e con la testa che girava.
L’altra questione, alla quale per ora non ho dato peso, è che a volte improvvisamente mi batte forte forte il cuore, come un attacco di tachicardia. Ma non succede quando magari sono affannata. Succede in momenti qualsiasi. Forse quando penso “ora faccio quello, poi quell’altro, nel frattempo quell’altro cosa ancora” e inizia a venirmi una specie di ansia di non fare tutto, o di non farlo per tempo, anche se magari non ho una vera scadenza.
Poi passa, non so nemmeno come. Ma poi a volte ritorna.

Avrei dovuto fare le analisi per la tiroide 10 giorni dopo il parto .. sono passati quasi 4 mesi e ancora non le ho fatte. Che davvero io debba continuare con l’Eutirox?

Vorrei darmi delle regole e imparare a fare meno ma mi viene davvero difficile. Non riesco ad ammettere a me stessa di non poter fare qualcosa per un limite mio.
Mi capite?

Però mi rendo conto che così non va bene.

Venerdì scorso sono andata con Matteo a fare un corso di danza in fascia (in realtà sono venuti anche Giorgia e Cicciobello). Il corso prevedeva una parte di respirazione e rilassamento, spiegazione sull’indosso della fascia e quindi la danza con i bimbi addosso. I bimbi presenti avevano diverse età quindi per ognuno di loro era indicata una diversa legatura della fascia ed anche una differente tipologia di fascia o marsupio. Quando l’insegnante parlava con me e mi spiegava come sistemare la mia fascia non capivo nulla. Non riuscivo a concentrarmi nemmeno su destra e sinistra. Poi Matteo ha fatto la cacca e ho dovuto sospendere per cambiarlo, prima che dentro la fascia il contenuto del pannolino si spiattellasse lungo la schiena. Poi aveva caldo perché l’avevo vestito troppo pesante .. io che di solito faccio sempre il contrario e ho sempre i figli più svestiti degli altri! E alla fine piangeva e non sono riuscita più a far nulla, se non annodare la fascia nell’unico modo che ormai conosco bene, e comunque con il supporto dell’insegnante!

Poi abbiamo visitato un pastificio per il progetto dell’Alveare e infine cena dai miei suoceri. Ci sono arrivata tipo zoombie ma che fai? Non chiacchieri allegramente e con un bel sorriso prima che qualcuno possa pensare che sei stata scontrosa o antipatica o chessó io? E poi finalmente torni a casa ma mica finisce lì! Cambia il nano, ultima poppata (cioè, ultima si fa per dire!), addormentalo, posizionalo, vai a nanna.. e dopo meno di tre ore ricomincia da capo!!

Ragazze non fraintendetemi. Amo la mia vita e tutte le cose che faccio, dalla prima all’ultima, perché con mio marito ci siamo impegnati per anni per eliminare tutto ciò che non ci piaceva e raggiungere quello che abbiamo (resta solo più cambiare casa!), però sono tanto tanto stanca e non so come trovare una quadra.

A cosa rinuncio?

PS Ovviamente stò scrivendo questo post mentre Matteo ciuccia e sono costretta a stare seduta..

Mamma a tempo pieno!

Ragazze non sono scomparsa!
Non vedo l’ora di raccontarvi com’è stata l’intervista presso Telecolor e qualche altra novità e se sopravvivo a questa settimana lo farò a breve!

Sto cercando di riprendere in mano il mio lavoro, di organizzare la festa di compleanno di Giorgia (che quest’anno ha aggiunto alle amichette dell’asilo e ai nostri amici di famiglia qualche nuovo compagno di scuola), di lanciare un paio di nuovi progetti e ovviamente di curare il mio cucciolo.

Vi dico solo che questa mattina avevo meno di due ore per andare al supermercato a prendere le ultime cose per la festa, al mercato ad ordinare la focaccia, al negozio dei cinesi a cercare qualche candelina originale, in tipografia a stampare i biglietti per la caccia al tesoro che ho organizzato per i bambini (grazie alla mia amica Ilaria, che forse leggerà, che ha curato la grafica di tutta la festa che manco fossero le nozze reali!). E poi prima che le mie due ore di giri fossero scadute sono dovuta tornare a casa perchè Matteo chiedeva un aperitivo prima del pranzo!

La lista delle cose da fare in questi giorni ragazze mi sembra infinita e a volte mi pare proprio che non ne verrò mai a capo.. ma so che è una sensazione passeggerà dovuta al caos di cose di questi giorni.

Vi rendete conto? La mia bambina compie 7 anni!! Ma come è potuto accadere? Quando è successo che sono passati tutti questi anni e invece di un cucciolo mi trovo una signorina spiritosa e intelligente??

Anche se esausta comunque sono contentissima perché in pentola bollono mille nuovi progetti e questo mi carica di entusiasmo. E poi perché in questo periodo di allattamento super intensivo (Matteo è un mangione!) posso mangiare quello che mi pare senza ingrassare.. e quando mi ricapita??

Devo scappare a inventare qualcosa per la cena, ma vi aggiornerò presto su tutto!

Maledetto Fibroma in onda su Telecolor!

Amiche della Lombardia, questa notizia è soprattutto per voi! (Ma anche, naturalmente, per tutte le interessate).

Sono stata così incasinata, e mi sembrava di avere così tanto tempo davanti, che alla fine stavo per dimenticarmi di dirvelo, ora che ci siamo. Questo giovedì, proprio dopo domani, sarò ospite di Telecolor, un’emittente televisiva privata che ha sede a Cremona ma si può vedere in quasi tutto il Nord Italia sul canale 18 del digitale terrestre.

La trasmissione si chiama “Laboratorio salute” e andrà in onda giovedì 28 febbraio alle ore 21 appunto sul canale 18. Qui a Torino il 18 non si vede, perciò potrò rivedermi solo poi cercando lo streeaming sul sito di Telecolor.

E’ stata la redazione di Telecolor ad invitarmi perchè la conduttrice aveva visto il mio libro e le era piaciuto.

Ieri ho parlato al telefono con la presentatrice e abbiamo stabilito una specie di scaletta .. racconterò la mia storia, di quando ho aperto il blog e di quando ho scritto il libro, dei miei interventi chirurgici e poi anche di tutte voi, senza le quali Maledetto Fibroma non sarebbe diventato la meravigliosa community che è oggi (più di 30.000 visite al mese!).

Soprattutto, vorrei lanciare un messaggio a tutte le donne che guardaranno la trasmissione, per ribadire, come sempre faccio, di non arrendersi mai ad una diagnosi che non convince, ad un parere medico troppo estremista, ad un giudizio che non lascia spazio a eventuali desideri, a preferenze, a necessità.

Da un lato sono felicissima di questa opportunità e non vedo l’ora di essere in trasmissione, durante l’intervista, dall’altro spero non mi venga troppa ansia!! Il Bighi e Matteo (che è ancora tetta-dipendente e quindi imprescindibile da me) mi accompagneranno e sono felicissima di poterli avere al mio fianco.

Amiche controllate se vedete il canale 18 sul vostro televisore (leggo che il canale è visibile in tutto il nord Italia ma io qua a Torino non lo vedo) e poi ditemi che mi guardarete e che, come sempre, siete con me!

 

Maledetto Fibroma cresce, e ha bisogno di tutte voi!

Di ritorno da un bel week end lungo al mare (il primo fuoriporta di Matteo!) voglio iniziare a raccontarvi di un nuovo progetto per il blog (ma non solo), del quale vi ho accennato un paio di volte ultimamente.

Sappiate intanto che anche se ero al mare a godermi un po’ di sole in spiaggia e ad abbuffarmi di focaccia ligure ho continuato a leggere le vostre email e presto risponderò a tutte (siete troppissime!). Già da un bel po di tempo mio marito mi fa notare (senza rimproveri, ovviamente) che praticamente dedico più tempo al blog e alla corrispondenza con voi che al mio lavoro ed è da molto tempo che io sento di volere fare molto di più per chi mi scrive.

A volte alcune vostre domande rimangono senza risposta, perchè mi riprometto di approfondire certe questioni, e ci sono alcune interviste a professionisti vari che ho lasciato a metà, alcuni articoli solo abbozzati, alcuni inviti a eventi, conferenze, ecc. o a vedere strutture ospedaliere, macchinari, ecc. declinati. Stò male quando non rispondo alle vostre email in maniera tempestiva perchè magari ho letto parole di disperazione e non ho potuto dedicarvi il giusto tempo, nè magari mettervi in contatto subito con il tal medico o la tal ragazza che ha vissuto la vostra stessa esperienza. Soffro quando mi sembra di non esserci abbastanza o di rispondervi in maniera troppo sbrigativa.

Per non parlare poi dell’idea di scrivere un secondo libro!

Insomma io non ho tutto il tempo che vorrei, soprattutto adesso che è arrivato Matteo. Con il Bighi ci abbiamo pensato mille volte a come poter fare, fino alla recente decisione, ed ecco la news da condividere con voi, di chiedere il supporto di chi crede nel mio progetto.

Così ho deciso di utilizzare una piattaforma di crowdfunding, nello specifico Eppela, per raccogliere i fondi necessari per portare avanti Maledetto Fibroma.  Ho pensato di condividere i miei obiettivi e cercare il sostegno del web per realizzarli.

A breve vi descriverò tutti i dettagli del progetto e chiederò il vostro aiuto per diffondere il mio, anzi il nostro crowdfunding. Vi chiederò di partecipare, se potete e nella misura in cui volete, alla raccolta di fondi, ma soprattutto vi chiederò aiuto per dare al progetto massima visibilità e diffusione.

Che ne dite? Siete con me?

 

 

 

 

Il mio parto cesareo dopo due laparotomie: ecco com’è andata

Quando ero incinta di Giiogia avevo fatto il corso pre parto sapevo già di dovermi sottoporre al cesareo e mi era spiaciuto che venissero fornite indicazioni utili solo a chi avrebbe partorito in maniera naturale.
Quando avevo chiesto informazioni sul taglio cesareo mi avevano bruscamente liquidata dicendo che si trattava di un intervento chirurgico e che c’era poco da dire.
Avendo già subito una laparotomia avevo pensato che la procedura sarebbe stata simile, solo che sarei stata sveglia e che al termine avrei avuto la mia Giorgia.

È per questo che ho deciso di raccontarvi come si svolge in generale un parto cesareo, o comunque come si è svolto il mio per la nascita di Matteo.

Sono stata ricoverata direttamente la mattina in cui era previsto il parto. La prassi prevede di entrare in ospedale il giorno prima ma se chiedete di arrivare la mattina stessa e siete disposte ad una levataccia non dovrebbero esserci problemi.
Io sono arrivata in ospedale alle 7.30 circa.
Quando mi hanno assegnato il letto ho messo la camicia da notte e sistemato le mie cose nell’armadietto, poi sono venute a misurarmi la pressione e a farmi il tracciato. Anche se mi ero già depilata a casa un’infermiera mi ha di nuovo passato il rasoio nel punto in cui ci sarebbe stato il taglio (e dove io avevo già la cicatrice), quindi mi hanno chiesto di indossare le odiosissime calze anti trombo e la camicina di carta al posto della mia camicia da notte.

Dopo poco (nel caso di Giorgia avevo aspettato molto di più!) l’ostetrica è venuta a chiamarmi per andare in sala. Per mia fortuna l’ostetrica in questione era Annalisa, una mia ex compagna delle superiori, ora caposala all’ospedale Maria Vittoria.
Davanti alla porta del corridoio che conduce alla sala operatoria ho salutato mio marito, Giorgia, la mia amica Sara, mia sorella, i miei genitori e i miei suoceri.. tutti lì in attesa di Matteo. Erano le 9.30 circa.

Annalisa mi ha fatto indossare i calzari di plastica sopra le ciabatte e poi mi ha condotta in una saletta in cui sono salita sul lettino. Qui le infermiere (grande Margherita!) mi hanno messo la cannula della flebo e probabilmente mi avrebbero anche già messo il catetere, come era stato per Giorgia, se io non avessi espressamente chiesto che mi venisse inserito dopo l’anestesia.
Avevo infatti raccontato al dr Camanni di quanto fosse stata fastidiosa quell’operazione e lui mi aveva detto che poteva tranquillamente essere fatta dopo la spinale, e così ho chiesto ed ottenuto!

Le infermiere hanno anche sistemato le casse e il lettore mp3 che avevo portato. Avevo infatti scoperto che in sala c’era la filodiffusione e chiesto che musica ci sarebbe stata. Annalisa mi aveva poi detto che l’impianto non funzionava ma che poteva chiedere di farmi portare le casse e la mia musica, e così abbiamo fatto.

Il clima era allegro e leggero. Margherita mi prendeva in giro per via delle casse e io credo di aver parlato tantissimo, probabilmente perché ero molto tesa.
Poi siamo entrate in sala e hanno acceso la musica. C’era Moonlight Shadow per cominciare, ovviamente!

Mi hanno tolto il vestitino di carta e hanno iniziato a preparare tutto. Io io stavo seduta sul lettino, in attesa. Faceva freddissimo e mi pare di aver aspettato un’eternità, anche se c’era la musica.
L’altra infermiera mi ha portato dei teli caldi e me li ha messi addosso e Margherita continuava a scherzare chiedendo perché tutte quelle gentilezze per me (L’infermiera ha risposto che lo faceva perché ero tanto carina nei modi!).
Poi è arrivata la strumentista che ha iniziato a sistemare sul tavolino tutti i vari strumenti.. erano proprio accanto a me ed effettivamente avrei preferito non vederli perché facevano impressione. In più sentendo la musica ha esordito dicendo:”Ma chi ha messo stà roba?”. Io ho risposto che era la mia musica e mi sono trattenuta dall’aggiungere altro.. anche perché c’era Margherita che mi faceva le facce indicandola.

Comunque dopo un tempo lunghissimo sono arrivati tutti. In primis l’anestesista, Simone, e poi dopo un po’ la pediatra e i due chirurghi, la dott.ssa Chieppa e il dr Alovisi.
Ed è arrivato il momento che temevo più di tutti: l’anestesia spinale.

L’anestesista mi ha spiegato quello che avrebbe fatto ed ha iniziato a preparare le iniziezioni. Poi mi sono messa in posizione, ho stretto le mani di Margherita e ho cercato di concentrarmi solo sulla musica e di pensare che sarebbe stato solo un attimo. In quel momento la mia playlist suonava Jambo Bwana, l’inno della nostra vacanza a Zanzibar. Poi la canzone è finita e mi è sembrato passasse un sacco prima iniziasse la successiva… così mi sono cantata una canzone nella testa.

Diciamo la verità .. l’anestesia spinale non è poi così dolorosa, nel senso che può fare più male una cannula nel braccio se chi la esegue non trova subito la vena o non è capace. Però fa impressione perché si sente questa roba che spinge con forza dentro, proprio sulla colonna vertebrale.. e poi c’e la forte paura che qualcosa non vada per il verso giusto.. ma si tratta veramente di pochi minuti.. solo che io avevo il terrore di questa cosa. Ma è andata..

Devo dire che l’anestesista è stato gentile e veloce e mi ha parlato quasi tutto il tempo, e poi c’era Margherita che mi teneva per mano.
Subito dopo la spinale mi hanno fatta distendere sul lettino e ho iniziato a sentire un formicolio alle gambe. Hanno alzato il telo davanti a me e i chirurghi hanno iniziato il loro lavoro.

Io a quel punto avuto un attimo di panico e avevo voglia di alzare la testa e guardare cosa succedeva.. ma è comparsa Annalisa che mi ha detto di guardare solo lei. Anche Simone mi parlava e ho scoperto che aveva lavorato con il dr Camanni all’ospedale Gradenigo.

Credo fossero circa le 10-10.30. Simone ogni tanto mi parlava e mi accarezzava la testa dicendomi che stava andando tutto bene. Io ho iniziato comunque un po’ a spazientirmi e a preoccuparmi, anche se cercavo di concentrarmi sulla musica.
Durante il cesareo di Giorgia avevano tagliato e poi l’avevano tirata fuori, in pochi minuti, mentre questa volta mi sentivo schiacciare dallo stomaco in giù e vedevo che ci stavano mettendo tanto tempo ..

Come potrete ben immaginare in quel momento frullano mille idee in testa, anche senza senso.. ho iniziato a chiedere cosa succedeva e Annalisa mi ha risposto che stavano andando pian pianino per non mettere a rischio il mio utero.
Non so nemmeno che canzoni suonassero in quel momento.. era passata un’eternitá e ancora non avevo il mio Matteo tra le braccia .. però tutti mi sorridevano e rassicuravano, il clima restava sereno .. evidentemente stava davvero andando tutto bene.

E poi l’ho sentito… sulle note di Country Road, una delle mie canzoni preferite, ho sentito il primo urletto di Matteo e poi il suo pianto. Ho detto: “eccolo eccolo eccolo!!” .. qualcuno ha detto l’orario, 10.57 .. e poi me l’anno messo sul petto e ho potuto vederlo, annusarlo, baciarlo, e anche toccarlo con il braccio libero.
Era bellissimo, già bello paffuto e urlante.
Me l’hanno lacciato un bel po’ (Giorgia l’avevo vista pochi secondi e poi via) ed è stato bellissimo.

Quando l’hanno spostato per lavarlo ho sentito che dicevano che pesava 3,680kg e non mi pareva vero visto che sua sorella pesava esattamente un kilo in meno (e io avevo preso molto più peso!).

A questo punto il tempo si è nuovamente dilatato. Avevo fretta di uscire dalla sala e di rivedere il mio bimbo ma sembrava che i medici non finissero mai di ripulirmi e ricucirmi. Qualcuno aveva anche abbassato la musica, o l’aveva spenta, perciò non la sentivo più.

Finalmente poi hanno finito a Annalisa mi ha detto che mi avrebbero lasciata un po’ nella saletta accanto e mi avrebbero portato Matteo.
Margherita e la sua collega mi hanno messa sulla barella con le ruote e subito fuori dalla sala operatoria ho visto mio marito con in braccio Matteo. Mi hanno sistemata nella saletta e poi Annalisa mi ha messo Matteo addosso e mi ha aiutata ad attaccarlo subito al seno. Lui ha preso il capezzolo senza problemi ed ha iniziato a ciucciare!
Mio marito era accanto a me e le infermiere avevano anche portato le casse e riacceso la musica.
È stato un momento meraviglioso, di perfezione assoluta, di gioia e tenerezza.

Matteo nudo, solo con il pannolino, sul mio petto nudo, e mio marito felice e commosso accanto a me. Con la mano libera accarezzavo quel corpicino caldo, quei minuscoli piedini, quella testolina profumata.
Non sentivo nient’altro che amore, dentro e fuori di me.
Siamo rimasti così per un’oretta circa, ad assaporare ogni istante di quella magia.

Poi hanno dato Matteo in braccio a mio marito e siamo usciti. Erano le 14 circa ed erano tutti lì ad aspettarci, da più di 5 ore!
Giorgia mi sembrava confusa e mi guardava con gli occhioni spalancati.. sarei voluta scendere dalla barella e prendere in braccio anche lei!

Mi sentivo infinitamente felice. Stanca ed euforica allo stesso tempo. E non vedevo l’ora di riprendere il mio bimbo tra le braccia.