Si parte per le vacanze! Vi inconterò lungo il mio cammino?

Ragazze sono in partenza! Questa notte partiremo per un lungo viaggio che ci porterà ad attraversare tutta l’Italia, con varie tappe lungo il percorso, fino ad arrivare in Puglia.

Sarà una bella vacanza, ma mi toccherà anche lavorare, perciò avrò sempre dietro il pc e continuerò a seguire il blog e a rispondere alle vostre mail e ai vostri messaggi su Facebook.

Ho pensato di raccontarvi della mia partenza e, soprattutto, del mio tragitto, perchè magari ci sarà occasione di incontrare qualcuna di voi lungo il cammino. Ci facciamo un bagno insieme, se siete fortunate e abitate al mare, o ci beviamo un caffè e facciamo due chiacchiere in qualche città o paesino lungo lo stivale.

Sulla cartina vedete solo il viaggio che farò all’andata perchè il ritorno è ancora in fase di elaborazione. Il bighi, con le sue solite mire espansionistiche, vorrebbe addiriuttra arrivare in Sicilia, dove abbiamo degli amici, ma io punto a rientrare a casa dopo il soggiorno in Puglia (a Gallipoli) perchè già così staremo via più di un mese e mi pare più che sufficiente!

Partiremo questa notte e la prima tappa sarà Gatteo a Mare: dobbiamo assolutamente trascorrere un paio di notti nel villaggio in cui Giorgia è stata l’anno scorso con i nonni perchè pare che quella sia stata la vacanza più bella che la nostra piccola abbia mai fatto!

Perciò amiche belle se vi trovate da qualche parte lungo il mio itinerario fatevi vive che ci vediamo!

Presentazione del libro Maledetto Fibroma – Torino, 23 giugno

Maledetto Fibroma è il libro dedicato a tutte le donne che combattono contro il maledetto fibroma uterino.

L’ho scritto con voi, e per voi, ed è stato per me lo strumento per superare tutto quello che mi è successo che, anche se mentre accadeva non me ne accorgevo, direi che mi ha segnata un bel po’!

Per chi non lo sapesse, il libro racconta la mia storia la mia esperienza con diversi tipi di terapia, e molte delle vostre storie. Raccoglie inoltre approfondimenti sulle varie tecniche di intervento ed interviste a specialisti del settore.

Vorrei invitarvi alla presentazione del libro perchè sarà una bella occasione di conoscersi di persona e chiacchierare un pio’ delle nostre disavventure. Amiche di Torino e delle immediate vicinanze, venite? Dai che vi aspetto!

Quando

Venerdì 23 giugno alle ore 18.30

Dove

Centro Libenter
Via santa Chiara 52, Torino

 

Coppetta mestruale LadyCup: il mio parere

Avevo promesso di aggiornarvi riguardo la mia “terapia” con l’alga spirulina e riguardo l’esperienza con la coppetta mestruale Lady Cup.

Ebbene gente, direi proprio che il bilancio è positivo! La terapia con l’alga procede e la coppetta mi è piaciuta! Oggi voglio raccontarvi della coppetta, che ho trovato molto comoda soprattuto in palestra.

Ho scoperto sul sito che il modello che mi hanno inviato si chiama Neon ed è una novità. Sinceramente io non avevo fatto troppo caso al colore .. forse dovrei provare ad utilizzarla al buio per apprezzarne magari qualità luminescenti! In ogni caso, sappiate prima di tutto che bisogna scegliere la taglia:

  • Small, per chi ha meno di 25 anni (magari!!!) e per chi, come me, non ha avuto parti naturali
  • Large, per le donne che hanno avuto parti naturali o che hanno più di 25 anni

La coppetta Small ha un diametro di 40 mm, è lunga 46 mm, ha un gambo di 19 mm ed un volume massimo 21,2 ml. Sul sito LadyCup, nella sezione taglie, trovate tutti i dettagli. Ho letto che il gambo può essere accorciato, però per me è stato perfetto così com’era e avrei trovato utile fosse anche un tantino più lungo.

Siccome inizialmente non sapevo bene come approcciarla, come ho raccontato nel post ‘La coppetta mestruale Lady Cup‘ ho guardato su YouTube un video per capire come metterla. Volevo toglierla prima di andare in palestra, perchè preferivo prima testarla un po’ in situazioni “comode”, però ero come sempre in super ritardo e l’estrazione non si è rivelata facile e rapida, perciò sono andata in palestra con la coppetta e l’ho trovata comodissima. Sembrava di non averla e ho potuto indossare il perizoma senza problemi.

L’unica parte che ho trovato un po’ difficoltosa è stata l’estrazione perchè non sono riuscita a toglierla stando in piedi (un po’ abbassata). Mi sono proprio dovuta accovacciare. Questo può risultare molto comodo nella doccia ma forse un po’ più complicato in altre situazioni, soprattutto se non ci si trova nel bagno di casa propria. Però magari questo è un limite solo mio e magari qualcuna di voi riesce a toglierla con facilità.

 

In ogni caso quando l’ho tolta l’ho tranquillamente svuotata e lavata nel lavandino. Non ha gocciolato da nessuna parte e l’operazione di risciacquo è stata più semplice e più veloce di quanto pensassi.

Senz’altro abbandonerò gli assorbenti interni in favore della coppetta mestruale LadyCup, che li sostituisce egregiamente. Sicuramente che al mare, o in piscina, è molto più comoda la coppetta perchè non si impregna d’acqua e non deve essere sostituita (o svuotata) subito dopo il bagno. Per l’uso quotidiano penso alternerò assorbenti esterni e LadyCup, utilizzando la coppetta mestruale in palestra (di sicuro), quando devo indossare dei vestiti aderenti, quando devo utlizzare il perizoma e magari anche per mettere vestitini e gonnelline estive che non prevedono la presenza dei collant.

LadyCup per me è promossa (e, davvero, non l’avrei mai detto!!):

 

Convegno sull’Isterectomia: ecco le novità

Anche se vorrei anche raccontarvi l’esperienza con la coppetta mestruale e aggiornarvi riguardo l’alga spirulina, è veramente ora di parlarvi del Convegno sull’Isterectomia di Vicoforte.

Mi state chiedendo in molte com’è andata e quindi è proprio ora di raccontarvi le news, almeno in parte!

La location era davvero carina, ma questo poco vi interessa, e la giornata nel complesso è stata positiva. Noi siamo arrivati a mattinata inoltrata, quindi quasi subito c’è stata la pausa caffè, al piano superiore. Appena sono salita ho visto il grande pubblicitario di Esmya e, e questo potrà capirlo solo chi ha preso Esmya quando in Italia era poco conosciuta, mi sono quasi emozionata. Lo so, sembra stupido, ma vi giuro che vedere una pubblicità gigante del farmaco che non conosceva nessuno e che io ho inseguito in lungo e in largo mi ha entusiasmata.

Allo stand c’era una ragazza molto gentile che, udite udite, sapeva chi ero! E’ bastato dire “Maledetto Fibroma”. Ma che emozione!! Io ho iniziato a tempestarla di domande, chiedendo tutto quello che mi chiedete su Esmya via mail o nei commenti del blog. Quando è arrivato il suo responsabile abbiamo proposto l’idea (del Bighi) di realizzare un video per voi, con le risposte ufficiali alle vostre domande da parte della Gedeon Richter.

Purtroppo però questo non è stato possibile perchè era necessario chiedere una serie di permessi alla casa madre. Perciò al momento sono in contatto con il Product Manager della Gedeon Richter, che ha promesso di chiamarmi per concordare il tutto. Spero di aggiornarvi presto in merito.

Una buona notizia su Esmya però, da poter già condividere con voi, ce l’ho: da pochi mesi l’indicazione terapeutica di Esmya è anche quella di sostituirsi all’intervento! Sul bugiardino di Esmya c’è scritto che si tratta di un farmaco indicato per la preparazione dell’utero all’intervento chirurgico, mentre ora posso ufficialmente dirvi che Esmya è una terapia alternativa all’intervento. La “pillola magica”, come amavo chiamarla qualche tempo fa, ora può essere prescritta per ben 8 cicli! Mi sembra pazzesco ..

Quando l’ho presa io si poteva fare solo un ciclo .. chissà magari con 8 cicli avrei potuto evitare l’intervento anche io, o almeno non stare così male .. Ma nel mio caso doveva andare così, altrimenti non avrei mai scritto il libro e forse nemmeno aperto il blog ..

Passiamo alle altre notizie dunque!

Durante il convegno si è parlato molto di Eras, oltre che di tecniche innovative per l’isterectomia. Queste ultime non ve le racconto, perchè i video (e l’intervento in diretta!) per me erano troppo impressionanti, perchè ci ho capito poco ma, sopratutto, perchè l’isterectomia deve rimanere proprio l’ultima, l’ultimissima, scelta possibile, quindi per il momento parliamo delle alternative.

Per quel che riguarda invece l’Eras, che è il nuovo protocollo medico pensato  per un miglior recupero dopo un intervento chirurgico e che è stato presentato al convegno dal dr. Camanni, rimando ad un articolo (che scriverò presto, promesso) dedicato all’argomento, perchè le cose da dire sono davvero troppe (e ho anche un interessantissimo video!).

Vi racconto invece di aver conosciuto, anzi diciamo incontrato visto che non ho avuto molto tempo di parlare con loro, due medici che spero possano presto dare un contributo al blog. Il dr. Ceccaroni e la dott.ssa Manfredi si sono dimostrati gentile e disponibili, quindi conto di pubblicare presto i loro contenuti.

Il dr. Marcello Ceccaroni è il primario del reparto di ginecologia dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona). Sono andata a parlargli perchè mentre eravamo a pranzo (ottimo tra l’altro, sembrava di essere ad un matrimonio!) il dr. Camanni me l’ha indicato dicendomi: “Lui ti piacerebbe .. è uno che si incazza se sa che le pazienti vengono trattate male“. Subito dopo pranzo il dr. Ceccaroni è stato invitato al microfono per un veloce saluto perchè doveva andare via di corsa credo per un intervento urgente, perciò io poi l’ho letteralmente inseguito fuori e mi sono presentata a volo. Considerando la mia comparsa un tantino irruenta direi che ha reagito bene e ci siamo già scambiati qualche mail .. presto vi chiederò di aiutarmi a preparare l’intervista per lui.

La dottoressa Monica Manfredi ha concluso la giornata di convegno di venerdì con un intervento bellissimo sulla valenza dell’utero per le donne. La dott.ssa Manfredi è un medico chirurgo, specialista in ginecologia ed ostetricia ed anche psicoterapeuta e sessuologa, e la sua relazione mi è piaciuta un sacco. Ha parlato delle ripercussioni fisiche e psicologiche dell’isterectomia e del fatto che i sintomi si possono ripercuotere anche sul partner. Anche all’intervento della dott.ssa Manfredi dedicherò un articolo a parte perchè i contenuti sono molti, e ho in programma anche una sua intervista, a tema isterectomia ovviamente.

Il bighi ha anche ripreso il suo intervento, anche se non tutto perchè si erano scaricate le batterie della Canon, e appena riusciremo a montare il video sarà tutto vostro.

Come vi avevo anticipato, al convegno era presente anche la dottoressa Biglia, che ha parlato dell’Eras. In realtà, come ha dichiarato lei stessa, non era molto preparata sull’argomento, anche perchè penso che l’applicazione dell’Eras sia lontana anni luce dal suo modus operandi. Perciò vederla, e sentirla, mi ha innervosita sotto svariati punti di vista. Non credo che lei mi abbia riconosciuta, anche perchè per lei sono stata solo un “utero ormai malconcio” che voleva togliere..

E’ stato apprezzabile, anche se un tantino soporifero, anche l’intervento del dr. Armellino, direttore responsabile del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino (dove è nata la mia Giorgia), che ha parlato dell’eventualità di non operare le pazienti con fibroma ma al contrario di intervenire con terapia farmacologiche (esmya).

Alla fine del convegno il dr. Puppo ha fatto un breve intervento per salutare gli ospiti e vedere se c’era qualche domanda. A quel punto il Bighi, infido come mai, ha alzato la mano e mi ha indicata. Il dr. Puppo si è subito avvicinato, mi ha dato il microfono e, con mio profondo orrore, mi ha invitata a parlare davanti a tutti. Tutto ciò non era previsto, nè io mi ero minimamente preparata alla cosa..

E così, al volo, ho deciso di mettere da parte remore, negatività ed eventuali accuse, e di lasciare invece un gioioso messaggio di pace. Mi sono presentata, specificando di non essere un medico ma senza dire il mio nome (la tontaggine del momento) e, proprio come mi aveva suggerito Laura in un commento sul blog quella mattina stessa,  ho ringraziato quella bella platea di ginecologi. Ho detto loro grazie perchè erano lì per aggiornarsi, per il “nostro bene”, e ho chiesto loro di non smettere mai di farlo, perchè le loro competenze sono quel valore aggiunto che per noi può davvero fare la differenza.

E quindi grazie a Laura per l’utilissimo suggerimento, grazie al dr. Camanni e al dr. Puppo per l’interessantissima opportunità che mi hanno offerto, e grazie al dr. Ceccaroni e alla dott. ssa Manfredi con i quali spero si aprano le porte di una bella collaborazione.

La coppetta mestruale LadyCup

Anche se alcune di voi aspettano informazioni sul Convegno sull’Isterectomia della settimana scorsa, oggi devo assolutamente parlarvi della coppetta mestruale e del suo utilizzo!

La Lady Cup, che è una delle tante coppette mestruali disponibili in commercio, è prodotta da un’azienda che si chiama Jaguara. Ho scritto loro per avere informazioni sulla coppetta mestruale e loro me ne hanno mandata una in modo che io possa provarla e raccontarvi come va.

In realtà mi hanno prima di tutto quale taglia desiderassi, gettandomi nel panico!! Tranquille però, la risposta è facile: La S, quella che ho scelto io, è adatta alle donne che non hanno avuto parti naturali o con meno di 25 anni, mentre la L è per le donne che hanno avuto parti naturali o con più di 25 anni.

Ho ricevuto la coppetta qualche giorno fa, giusto in tempo per il ciclo, che è arrivato puntualissimo sabato. Ho deciso di provare la coppetta mestruale però solo oggi, perchè sono a casa e per il primo utilizzo preferivo una situazione “sicura” e di massimo comfort.

Sul sito della Lady Cup ho letto che la coppetta va sterilizzata (l’avrei comunque fatto!) e che prima di utilizzarla è bene piegarla un po’ in verticale (forse per ammorbidirla? Bo’!).

Non avevo mai visto una coppetta mestruale dal vero (solo in fotografie online) e a dirvi il vero non sapevo nemmeno bene come approcciarla, anche se sul sito di LadyCup ci sono tutte le istruzioni per l’utilizzo, così ho guardato un video su YouTube che offriva alcune informazioni sull’inserimento.

Quando l’ho presa in mano mi è sembrata troppo spessa e troppo dura, perchè ho subito fatto il paragone con l’anello vaginale, che avevo usato qualche tempo fa (anzi qualche secolo fa) e che era morbido e sottile. In realtà poi posizionarla non è stato così difficile!

Nel video che avevo visto consigliavano di piegarla o a C (banalmente schiacciare con pollice e indice la circonferenza dell’anello in cima e poi piegare in due) o a tulipano, cioè premendo un angolino dell’anello verso il basso e poi richiudendo al circonferenza su stessa (si lo so non è per niente chiaro così, ma basta guardare questo video). La piegatura a C per me non è risultata funzionale perchè mi sembrava che comunque la coppetta rimanesse troppo grossa e non riuscivo a metterla bene, mentre piegandola “a tulipano” non ho avuto problemi.

Diciamo che non l’ho inserita al primo tentativo ma non ci è voluto nememno molto. Cinque minuti al massimo. Vi consiglio tuttavia di ritagliarvi un momento di assoluta tranquillità (e solitudine! Meglio non rischiare improvvise incursioni di bambini in bagno o non avere nessuno che vi mette fretta).

La coppetta è dotata di un gambo che può essere accorciato. Io per ora l’ho lasciato così com’era. Sporge appena appena e sarà fondamentale per estrarre la coppetta. Ora che la coppetta mestruale è ben posizionata, non la sento per niente. Nè da in piedi nè da seduta.

 

Se la mattinata procede “serena” ho intenzione di testarla anche in palestra, in pausa pranzo. Che dite .. oso troppo??

Per ora grazie alla gentile Pocklanovà che mi ha mandato LadyCup. Chissà che non mi si apra un mondo nuovo! Vi aggiorno presto sui risultati di questo primo test!