Maledetto Fibroma cresce, e ha bisogno di tutte voi!

Di ritorno da un bel week end lungo al mare (il primo fuoriporta di Matteo!) voglio iniziare a raccontarvi di un nuovo progetto per il blog (ma non solo), del quale vi ho accennato un paio di volte ultimamente.

Sappiate intanto che anche se ero al mare a godermi un po’ di sole in spiaggia e ad abbuffarmi di focaccia ligure ho continuato a leggere le vostre email e presto risponderò a tutte (siete troppissime!). Già da un bel po di tempo mio marito mi fa notare (senza rimproveri, ovviamente) che praticamente dedico più tempo al blog e alla corrispondenza con voi che al mio lavoro ed è da molto tempo che io sento di volere fare molto di più per chi mi scrive.

A volte alcune vostre domande rimangono senza risposta, perchè mi riprometto di approfondire certe questioni, e ci sono alcune interviste a professionisti vari che ho lasciato a metà, alcuni articoli solo abbozzati, alcuni inviti a eventi, conferenze, ecc. o a vedere strutture ospedaliere, macchinari, ecc. declinati. Stò male quando non rispondo alle vostre email in maniera tempestiva perchè magari ho letto parole di disperazione e non ho potuto dedicarvi il giusto tempo, nè magari mettervi in contatto subito con il tal medico o la tal ragazza che ha vissuto la vostra stessa esperienza. Soffro quando mi sembra di non esserci abbastanza o di rispondervi in maniera troppo sbrigativa.

Per non parlare poi dell’idea di scrivere un secondo libro!

Insomma io non ho tutto il tempo che vorrei, soprattutto adesso che è arrivato Matteo. Con il Bighi ci abbiamo pensato mille volte a come poter fare, fino alla recente decisione, ed ecco la news da condividere con voi, di chiedere il supporto di chi crede nel mio progetto.

Così ho deciso di utilizzare una piattaforma di crowdfunding, nello specifico Eppela, per raccogliere i fondi necessari per portare avanti Maledetto Fibroma.  Ho pensato di condividere i miei obiettivi e cercare il sostegno del web per realizzarli.

A breve vi descriverò tutti i dettagli del progetto e chiederò il vostro aiuto per diffondere il mio, anzi il nostro crowdfunding. Vi chiederò di partecipare, se potete e nella misura in cui volete, alla raccolta di fondi, ma soprattutto vi chiederò aiuto per dare al progetto massima visibilità e diffusione.

Che ne dite? Siete con me?

 

 

 

 

Il mio parto cesareo dopo due laparotomie: ecco com’è andata

Quando ero incinta di Giiogia avevo fatto il corso pre parto sapevo già di dovermi sottoporre al cesareo e mi era spiaciuto che venissero fornite indicazioni utili solo a chi avrebbe partorito in maniera naturale.
Quando avevo chiesto informazioni sul taglio cesareo mi avevano bruscamente liquidata dicendo che si trattava di un intervento chirurgico e che c’era poco da dire.
Avendo già subito una laparotomia avevo pensato che la procedura sarebbe stata simile, solo che sarei stata sveglia e che al termine avrei avuto la mia Giorgia.

È per questo che ho deciso di raccontarvi come si svolge in generale un parto cesareo, o comunque come si è svolto il mio per la nascita di Matteo.

Sono stata ricoverata direttamente la mattina in cui era previsto il parto. La prassi prevede di entrare in ospedale il giorno prima ma se chiedete di arrivare la mattina stessa e siete disposte ad una levataccia non dovrebbero esserci problemi.
Io sono arrivata in ospedale alle 7.30 circa.
Quando mi hanno assegnato il letto ho messo la camicia da notte e sistemato le mie cose nell’armadietto, poi sono venute a misurarmi la pressione e a farmi il tracciato. Anche se mi ero già depilata a casa un’infermiera mi ha di nuovo passato il rasoio nel punto in cui ci sarebbe stato il taglio (e dove io avevo già la cicatrice), quindi mi hanno chiesto di indossare le odiosissime calze anti trombo e la camicina di carta al posto della mia camicia da notte.

Dopo poco (nel caso di Giorgia avevo aspettato molto di più!) l’ostetrica è venuta a chiamarmi per andare in sala. Per mia fortuna l’ostetrica in questione era Annalisa, una mia ex compagna delle superiori, ora caposala all’ospedale Maria Vittoria.
Davanti alla porta del corridoio che conduce alla sala operatoria ho salutato mio marito, Giorgia, la mia amica Sara, mia sorella, i miei genitori e i miei suoceri.. tutti lì in attesa di Matteo. Erano le 9.30 circa.

Annalisa mi ha fatto indossare i calzari di plastica sopra le ciabatte e poi mi ha condotta in una saletta in cui sono salita sul lettino. Qui le infermiere (grande Margherita!) mi hanno messo la cannula della flebo e probabilmente mi avrebbero anche già messo il catetere, come era stato per Giorgia, se io non avessi espressamente chiesto che mi venisse inserito dopo l’anestesia.
Avevo infatti raccontato al dr Camanni di quanto fosse stata fastidiosa quell’operazione e lui mi aveva detto che poteva tranquillamente essere fatta dopo la spinale, e così ho chiesto ed ottenuto!

Le infermiere hanno anche sistemato le casse e il lettore mp3 che avevo portato. Avevo infatti scoperto che in sala c’era la filodiffusione e chiesto che musica ci sarebbe stata. Annalisa mi aveva poi detto che l’impianto non funzionava ma che poteva chiedere di farmi portare le casse e la mia musica, e così abbiamo fatto.

Il clima era allegro e leggero. Margherita mi prendeva in giro per via delle casse e io credo di aver parlato tantissimo, probabilmente perché ero molto tesa.
Poi siamo entrate in sala e hanno acceso la musica. C’era Moonlight Shadow per cominciare, ovviamente!

Mi hanno tolto il vestitino di carta e hanno iniziato a preparare tutto. Io io stavo seduta sul lettino, in attesa. Faceva freddissimo e mi pare di aver aspettato un’eternità, anche se c’era la musica.
L’altra infermiera mi ha portato dei teli caldi e me li ha messi addosso e Margherita continuava a scherzare chiedendo perché tutte quelle gentilezze per me (L’infermiera ha risposto che lo faceva perché ero tanto carina nei modi!).
Poi è arrivata la strumentista che ha iniziato a sistemare sul tavolino tutti i vari strumenti.. erano proprio accanto a me ed effettivamente avrei preferito non vederli perché facevano impressione. In più sentendo la musica ha esordito dicendo:”Ma chi ha messo stà roba?”. Io ho risposto che era la mia musica e mi sono trattenuta dall’aggiungere altro.. anche perché c’era Margherita che mi faceva le facce indicandola.

Comunque dopo un tempo lunghissimo sono arrivati tutti. In primis l’anestesista, Simone, e poi dopo un po’ la pediatra e i due chirurghi, la dott.ssa Chieppa e il dr Alovisi.
Ed è arrivato il momento che temevo più di tutti: l’anestesia spinale.

L’anestesista mi ha spiegato quello che avrebbe fatto ed ha iniziato a preparare le iniziezioni. Poi mi sono messa in posizione, ho stretto le mani di Margherita e ho cercato di concentrarmi solo sulla musica e di pensare che sarebbe stato solo un attimo. In quel momento la mia playlist suonava Jambo Bwana, l’inno della nostra vacanza a Zanzibar. Poi la canzone è finita e mi è sembrato passasse un sacco prima iniziasse la successiva… così mi sono cantata una canzone nella testa.

Diciamo la verità .. l’anestesia spinale non è poi così dolorosa, nel senso che può fare più male una cannula nel braccio se chi la esegue non trova subito la vena o non è capace. Però fa impressione perché si sente questa roba che spinge con forza dentro, proprio sulla colonna vertebrale.. e poi c’e la forte paura che qualcosa non vada per il verso giusto.. ma si tratta veramente di pochi minuti.. solo che io avevo il terrore di questa cosa. Ma è andata..

Devo dire che l’anestesista è stato gentile e veloce e mi ha parlato quasi tutto il tempo, e poi c’era Margherita che mi teneva per mano.
Subito dopo la spinale mi hanno fatta distendere sul lettino e ho iniziato a sentire un formicolio alle gambe. Hanno alzato il telo davanti a me e i chirurghi hanno iniziato il loro lavoro.

Io a quel punto avuto un attimo di panico e avevo voglia di alzare la testa e guardare cosa succedeva.. ma è comparsa Annalisa che mi ha detto di guardare solo lei. Anche Simone mi parlava e ho scoperto che aveva lavorato con il dr Camanni all’ospedale Gradenigo.

Credo fossero circa le 10-10.30. Simone ogni tanto mi parlava e mi accarezzava la testa dicendomi che stava andando tutto bene. Io ho iniziato comunque un po’ a spazientirmi e a preoccuparmi, anche se cercavo di concentrarmi sulla musica.
Durante il cesareo di Giorgia avevano tagliato e poi l’avevano tirata fuori, in pochi minuti, mentre questa volta mi sentivo schiacciare dallo stomaco in giù e vedevo che ci stavano mettendo tanto tempo ..

Come potrete ben immaginare in quel momento frullano mille idee in testa, anche senza senso.. ho iniziato a chiedere cosa succedeva e Annalisa mi ha risposto che stavano andando pian pianino per non mettere a rischio il mio utero.
Non so nemmeno che canzoni suonassero in quel momento.. era passata un’eternitá e ancora non avevo il mio Matteo tra le braccia .. però tutti mi sorridevano e rassicuravano, il clima restava sereno .. evidentemente stava davvero andando tutto bene.

E poi l’ho sentito… sulle note di Country Road, una delle mie canzoni preferite, ho sentito il primo urletto di Matteo e poi il suo pianto. Ho detto: “eccolo eccolo eccolo!!” .. qualcuno ha detto l’orario, 10.57 .. e poi me l’anno messo sul petto e ho potuto vederlo, annusarlo, baciarlo, e anche toccarlo con il braccio libero.
Era bellissimo, già bello paffuto e urlante.
Me l’hanno lacciato un bel po’ (Giorgia l’avevo vista pochi secondi e poi via) ed è stato bellissimo.

Quando l’hanno spostato per lavarlo ho sentito che dicevano che pesava 3,680kg e non mi pareva vero visto che sua sorella pesava esattamente un kilo in meno (e io avevo preso molto più peso!).

A questo punto il tempo si è nuovamente dilatato. Avevo fretta di uscire dalla sala e di rivedere il mio bimbo ma sembrava che i medici non finissero mai di ripulirmi e ricucirmi. Qualcuno aveva anche abbassato la musica, o l’aveva spenta, perciò non la sentivo più.

Finalmente poi hanno finito a Annalisa mi ha detto che mi avrebbero lasciata un po’ nella saletta accanto e mi avrebbero portato Matteo.
Margherita e la sua collega mi hanno messa sulla barella con le ruote e subito fuori dalla sala operatoria ho visto mio marito con in braccio Matteo. Mi hanno sistemata nella saletta e poi Annalisa mi ha messo Matteo addosso e mi ha aiutata ad attaccarlo subito al seno. Lui ha preso il capezzolo senza problemi ed ha iniziato a ciucciare!
Mio marito era accanto a me e le infermiere avevano anche portato le casse e riacceso la musica.
È stato un momento meraviglioso, di perfezione assoluta, di gioia e tenerezza.

Matteo nudo, solo con il pannolino, sul mio petto nudo, e mio marito felice e commosso accanto a me. Con la mano libera accarezzavo quel corpicino caldo, quei minuscoli piedini, quella testolina profumata.
Non sentivo nient’altro che amore, dentro e fuori di me.
Siamo rimasti così per un’oretta circa, ad assaporare ogni istante di quella magia.

Poi hanno dato Matteo in braccio a mio marito e siamo usciti. Erano le 14 circa ed erano tutti lì ad aspettarci, da più di 5 ore!
Giorgia mi sembrava confusa e mi guardava con gli occhioni spalancati.. sarei voluta scendere dalla barella e prendere in braccio anche lei!

Mi sentivo infinitamente felice. Stanca ed euforica allo stesso tempo. E non vedevo l’ora di riprendere il mio bimbo tra le braccia.

Maledetto Fibroma cresce: vi racconto qualche nuovo progetto

Questa è una serata particolarmente tranquilla. Giorgia è dai nonni, e resterà a dormire lì. Matteo dorme sereno nel marsupio appicciato al mio petto e il mio maritino si appresta a preparare una bella cenetta (tagliatelle fatte in casa, la sua passione!).

E’ la serata perfetta per iniziare a raccontarvi di qualche nuovo progetto.

Seduta al pc leggo la posta e ascolto un po’ di musica rilassante. Dopo aver risposto alle email più recenti ho fatto un passo indietro, fino a dicembre, per controllare di non essermi persa qualcosa, e ho scoperto come già mi è accaduto in passato in periodi particolarmente intensi, di non aver risposto a molte di voi.

Quando capitano queste cose ci rimango malissimo perchè magari leggo parole piene di dolore o richieste di aiuto che risalgono a molte settimane fa e mi dispiace da matti di non aver risposto per tempo.

Poi ho mille idee e spunti di approfondimento, in buona parte suggeriti da voi, appuntati qua e là. Interviste in ballo, strutture da visitare (il dr Orsi ad esempio mi ha invitata già tempo fa ad andare a vedere la strumentazione per gli hifu allo IEO di Milano), materiale da riorganizzare, articoli per il blog scritti a metà, e vorrei potermici dedicare a tempo pieno.

Siete in tantissime a scrivermi e io vorrei potervi rispondere in maniera puntuale e precisa, mettendovi in contatto con il miglior specialista della vostra città, e con altre ragazze che hanno scelto il medesimo medico e la stessa tecnica di intervento. Vorrei essere più presente, più preparata, più tempestiva.

E vorrei continuare a indagare alcune tematiche al momento un po’ abbondonate, raccogliere testimonianze ordinate relativamente a ciascuna terapia farmacologica proposta (ex. Esmya, Primolut Nor, Decapeptyl, spirale Mirena, pillole varie, ecc.), intervistare in proposito varie medici e dare maggiore spazio al progetto delle video interviste.

Insomma vorrei fare mille cose. Quello di cui ho accennato, altre che saranno “sorprese”, e tutte quelle che mi verranno in mente nel tempo!

Per farlo ho bisogno che Maledetto Fibroma diventi la mia attività principale, se non l’unica, e ho bisogno di poter finanziare tutti i progetti relativi al blog. E così ho pensato al progetto di cui vi racconterò prestissimo. Per ora ve lo anticipo, perchè avrò bisogno di tutto il vostro aiuto per diffondere la mia iniziativa! Siete con me?? 🙂

Ora vado a gustarmi le mie tagliatelle e a sbaciuccarmi un po’ il mio cucciolo!

Quasi due mesi di Matteo: vi racconto come va!

Ragazze le giornate sono volate (un po’ meno le nottate!) e il mio Matteo ha ormai quasi due mesi!

Inutile dirvi quanto lo ami, anche se sono infinitamente stanca. Stó cercando di stare dietro a tutto .. lavoro, blog, Giorgia, casa, ecc. e di non rinunciare comunque mai ad una passeggiata nè ad invitare gli amici a casa ed a volte, credetemi, c’è da impazzire!!

Forse a volte ho troppa fretta di fare tutto e dovrei invece dedicarmi solo a Matteo e basta. Sono ben consapevole che questo sia solo un periodo, che anzi poi alla fine passa in frettissima , e che presto ricomincerò a dormire, ad andare in palestra, ad uscire di più, perciò sto anche cercando di ritagliarmi dei momenti da passare solo con il mio bimbo, a guardarlo, annusarlo, e immaginare chi sarà lui “da grande”.

Mi chiedono spesso se si prova qualcosa di diverso con un maschietto rispetto ad una femminuccia (o viceversa) e sinceramente non so rispondere!
Ovviamente lo amo quanto amavo Giorgia (anche se lei di notte dormiva di più!!) e la tenerezza che ho nell’occuparmi di lui è la stessa. Forse sono anche più rilassata, perché è proprio vero che con il secondo si bada meno ai dettagli!

Mi piace dire che lui starà per sempre con la mamma e che sarò il suo unico amore, ma naturalmente farò il possibile (spero!) perché lui possa percorrere la sua strada e anzi spero che il suo cammino sia pieno di viaggi, di scoperte e di amore.

Ho voglia di raccontarvi il momento del parto, che come vi avevo accennato è stato molto meglio di quel che mi aspettassi, e anche purtroppo dei dolori successivi, che purtroppo come un po’ mi aspettavo non sono mancati, ahimè.

Ma ho bisogno di tempo, e per ora sto dando priorità alle vostre mail e alle vostre storie (questo post lo sto scrivendo dal cellulare mentre allatto!).

Poi devo anche raccontarvi che sarò ospite in una trasmissione televisiva .. e per il blog ho tanti nuovi progetti! Tempo al tempo, farò tutto, promesso!

State con me!

Una settimana di Matteo

Eccomi ragazze!

Gli ultimi giorni sono stati così intensi e così pieni di emozioni che non so da che parte iniziare per raccontarvi!

Matteoè nato come da programmi il 6 dicembre 2018, dopo circa un’ora di intervento (chiamiamolo così). Il parto cesareo è stato un po’ lungo perchè i medici hanno lavorato pian pianino, con cautela, per preservare il mio utero.

Sono entrata in sala verso le 9.45 e alle 10.57 ho sentito il primo urletto del mio bambino. Inutile descrivervi l’emeozione. Suonava questa canzone, per me speciale perchè mi ricorda un bellissimo viaggio fatto con mio marito. Dal 6 dicembre e per sempre Take me Home, Country Roads sarà legata alla nascita del mio cucciolo.

(Ovviamente sono entrata in sala operatoria ascoltando Moonlight Shadow!)

Matteo ha compiuto ieri una settimana di vita e a me ancora non par vero. Io inizio a sentirmi meglio e a godermi pienamente solo il bello di questa nuova meravigliosa avventura.

Inizio col dirvi che è andato tutto bene, anzi alla grande, e che alla fine sono stata felice di aver scelto l’ospedale Maria Vittoria per il parto. Ho incontrato medici, ostetriche e infermiere capaci e gentili (soprattutto le ostetriche e le pediatre del Nido) e sono stata “accompagnata” ed accudita nel migliore dei modi possibili.

Ho avuto la mia famiglia sempre accanto, in primis mio marito e la mia mamma, e davvero non avrei potuto, nonostante i dolori che non vi nego, vivere esperienza migliore. E’ il quarto taglio sul mio pancino e la cosa si fa sentire .. ho avuto bisogno di molti antidolorifici sia in ospedale che a casa ma ce l’ho messa tutta e il giorno dopo il parto ero in piedi, super motivata a dimostrare a tutti e soprattutto a me stessa che stavo benone e potevo occuparmi del mio piccolo in autonomia e tornare a casa quanto prima .. e infatti ho trascorso solo tre (lunghissime) notti in ospedale!

Per fortuna con le compagne di stanza c’è stata subito sintonia e ci siamo supportate e incoraggiate a vicenda. In camera c’era un bel clima e questo ha senz’altro contribuito a facilitare il tutto.

Ho intenzione di raccontarvi nel dettaglio come si svolge un parto cesareo, fase per fase, ma non in questo post. Oggi voglio soltanto dirvi che sono infinitamente felice e che il mio bimbo è un angelo. Ho la fortuna di vivere questo primo periodo con Matteo con mio marito sempre accanto perchè può rimanere a casa con me e le nostre giornate fatte di poppate e ritmi lenti (sono a casa da domenica) sono bellissime.

A dirla tutta ho anche una gran voglia di uscire e visto che mi sento meglio conto di andare presto a fare una bella passeggiata con il mio pupetto, anche per iniziare a raccontargli un po’ di questo mondo.

Nei prossimi giorni mi metterò al lavoro per rispondere a tutte le vostre mail arretrate, che sono tipo trenta .. Nell’ultima settimana mi avete scritto proprio in tante, preoccupate per i vostri fibromi .. Arrivo!! Ho anche un po’ di articoli in arretrato con le vostre esperienze da pubblicare. Lo farò al più presto .. Devo solo un po’ ripendere il ritmo perchè non è che qua di notte si dorma molto!!