Ecografia morfologica all’Ospedale Valdese

Ragazze l’altro ieri sono stata a fare l’ecografia morfologica ed ho visto il mio piccolo calciatore, che non voleva farsi misurare la testolina!

Avevo prenotato l’ecografia morfolofica all’Ospedale Valdese di Torino (hanno fatto tutto dal consultorio) che è una struttura che ancora non conoscevo. Devo dire che ho trovato un bell’ambiente, piacevole e curato, e che sono stata accolta con simpatia e gentilezza sia alla reception che, soprattutto, dalla dottoressa Cassina che ha effettuato l’ecografia e dal persona che era nello studio con lei.

Non posso che riconfermare il mio ottimo giudizio della dottoressa Elisa Cassina, che ha svolto l’esame in maniera scrupolosa e delicata, rendendolo davvero piacevole. Come me c’erano il Bighi e anche Giorgia, che ha sentito il cuore del fratellino e seguito il tutto con molta attenzione. Ha addirittura risposto lei quando la ginecologa mi ha chiesto a che settimana di gravidanza ero!

Sinceramente sono davvero commossa dall’atteggiamento che ha nei confronti del fratellino in arrivo e da tutte le attenzioni che ha per me. Non c’è sera che non venga a darmi un grosso bacia sulla pancia, magari dopo avermi appoggiato per un po’ l’orecchio addosso per indovinare cosa fa il piccolo. E’ davvero tenerissima! Se la sua gravidanza era stata più emozionante sotto alcuni aspetti proprio perchè era la prima ed era tutto nuovo, condividere ora questo momento con lei, oltre che con il Bighi, è davvero meraviglioso!

Vi mostro il video girato per gioco mentre eravamo in sala d’attesa, perchè mi pare bello condividere con voi un momento che è stato per noi tanto intenso e tanto emozionante.

Il piccolo si muove un sacco, già da quando eravamo in vacanza, quindi direi quasi da un mesetto. Questo mi è parso strano perchè non mi sembrava di aver sentito Giorgia già al quinto mese. Mi hanno detto che i secondi figli si sentono di più perchè l’utero oppone meno resistenza, e che quindi è normale. Sarei curiosa di andare a vedere quanto misurava Giorgia all’ecografia morfologica ma ho portato in cantina tutti i documenti della prima gravidanza.  In ogni caso credo che questo cucciolotto sia molto più grosso, anche perchè è un maschietto..

Oggi ho anche ritirato gli esiti delle ultime analisi del sangue. Devo confessarvi che ero un po’ in pensiero perchè in Grecia mi sono un po’ .. come dire .. fatta “prendere la mano” e ho mangiato varie insalate di pomodori. Ho sempre spiegato la situazione e chiesto che le verdure venissero lavate con particolare attenzione però una volta a casa sono stata assolita dai sensi di colpa e ho cominciato a preoccuparmi. Per foruna niente toxoplasmosi!

Domani andrò al Sant’Anna per un altro prelievo perchè la dottoressa Cassina mi ha consigliato di effettuare l’esame per la spina bifida, che da quanto ho capito non viene diagnosticata dal test del DNA fetale. In realtà la morfologica ha rivelato una colonna vertebrale dritta e priva di anomalie, però per scrupolo ho deciso di fare comunque le analisi.

Dopo domani infine scoprirò quanti kili ho preso (la mia bilancia di casa non funziona) .. nella speranza di non deludere la dott.ssa Cassina che si è tanto raccomandata di seguire una dieta leggera. La questione è che è quasi certo che la colestasi gravidica, che ha reso pittusto complicati gli ultimi mesi della gravidanza di Giorgia, sopraggiunga anche per questa gravidanza, e con un po’ di “dieta” posso posticipare più possibile questo momento.

Sinceramente io in vacnaza ho mangiato anche vari fritture di calamari (oltre alle insalate!), un po’ di gelati e qualche pita, e qui mi sono già concessa qualche aperitivo fuori, dolcetti vari e piatti non proprio da considerarsi “lggeri” .. Speriamo di non aver preso troppi kili!  Incrociamo le dita .. vi faccio sapere!!

 

Il mio test prenatale del DNA fetale

Come vi avevo anticipato alla fine ho scelto di effettuare il test del DNA presso lo Studio Medico Ilizia. Inizialmente avevo chiesto alla dottoressa Venchiarutti la possibilità di effettuare presso di loro anche la translucenza nucale, visto che non ero riuscita a prenotarla all’Ospedale Sant’Anna (il migliore della mia città per la diagnostica prentale), ma poi ho deciso di farla presso il GinTeam, visto che il dr Camanni mi ha detto che il dr Tessarolo, che è il medico che mi aveva fatto l’ecografia per vedere se il mio fibroma era maligno o meno, si era offerto di farla.

Devo confessarvi che, per ragioni con le quali non voglio annoiarvi, non sono arrivata di buon umore allo Studio Ilizia. Anzi sinceramente stavo proprio male. Però poi ho ricevuto un trattamento davvero ottimo, e ho dimenticato i pensieri negativi..

Ho ricevuto un’accoglienza calda e sorridente sia da parte della dottoressa Venchiarutti, che ha preparato tutta la documentazione e ci ha ripetuto alcune informazioni riguardo attendibilità del test, modalità, tempistiche, ecc.,sia da parte del dr Errante che mi ha fatto l’ecografia.

Il momento dell’ecografia è stato molto bello. Il dr Errante ci ha spiegato tutto anche della diagnostica della translucenza, confermando ahimè alcuni dubbi che avevano già fatto capolinea nella mia testa (ve li racconto in un altro post, magari focalizzato sulla traslucenza). Ci ha fatto vedere il nostro cucciolo e ci ha fatto sentire il suo cuore. Ci ha mostrato la testolina, le gambe, le braccia e anche una manina che teneva sul viso, rassicurandoci moltissimo riguardo le varie che misure, che risultavano tutte perfettamente a norma. Ci ha spiegato che eventuali anomalie sono spesso già evidenti durante la fase ecografica, e questo mi ha rasserenata parecchio. Ha inoltre confermato una misura della translucenza nei parametri.

Tutto questo è avvenuto in un clima “leggero” ma professionale, senza fretta e anzi con dovizia di particolari.

Dopo l’ecografia il dr Errante ci ha affidati di nuovo alla dottoressa Venchiarutti ed è arrivata l’infermiera per il prelievo. Mi hanno chiesto se preferivo stare seduta o sdraiata. In realtà a me sembrava di essere un pochino esagerata a volermi sdraiare per dover togliere una sola provetta di sangue (dopo che all’Asl me ne hanno tolte ben 9 senza troppi convenevoli e senza nemmeno reclinare un pochino la sedia), però ho titubato nella risposta e allora la dottoressa Venchiarutti ha proposto che io mi sdraiassi e mi “facessi coccolare”.

Siamo andati al piano di sotto, in una specie di piccolo studio medico con lettino, e l’infermiera ha iniziato il prelievo. Purtroppo non è riuscita subito a trovare la vena e ha dovuto poi bucarmi anche l’altro braccio, ma in tutto ciò si è dispiaciuta un sacco, mi ha chiesto mille volte se mi faceva male, mi hanno offerto dell’acqua e dato tutto il tempo che volevo per rimanere sdraiata.

Insomma davvero mi sono sentita coccolata e al centro di mille attenzioni.

Dopo il prelievo siamo tornati al piano superiore, abbiamo saldato il dovuto e salutato la dottoressa Venchiarutti. Ci sentiremo tra una settimana circa per l’esito del test. In caso di problematiche sarà il ginecologo a chiamarmi, altrimenti parlerò direttamente con lei.

Non posso sapere se al Cidimu o al Centro Promea avrei ricevuto le stesse attenzioni, dal momento che si tratta di studi privati, però posso dirvi che allo Studio Ilizia sono stata trattata davvero come una principessa (e sappiate che io “ormai” al GinTeam sono abituata molto molto bene!).

E’ davvero un posto che mi sento di consigliarvi per effettuare il test del DNA. Scrivetemi per qualsiasi dettaglio in più!

Abbiamo scelto lo Studio Ilizia per il nostro test del DNA fetale

La dottoressa Valeria Venchiarutti dello Studio Medico Ilizia è stato il terzo medico che abbiamo incontrato, nonostante sia stata la prima a rispondere al mio appello, e anche la prima con cui io sia riuscita a parlare al telefono.

Già via email è stata molto molto gentile, mostrando apprezzamento per il blog e per il mio libro e per il lavoro di informazione che svolgo. Ha dimostrato inoltre di condividere valori in cui credo e ha ascoltato la mia esperienza con la gravidanza di Giorgia e con l’amniocentesi con interesse ed attenzione.

Quando poi l’ho incontrata ero già stata al Centro Cidimu al Centro Promea e già mi ero tolta qualche dubbio riguardo il test prenatale del DNA fetale. In ogni caso la chiacchierata con la dottoressa Venchiarutti è stata comunque chiarificatrice, lunga e piacevole. Ci siamo sentiti accolti e compresi nei nostri dubbi di genitori “neofiti”, visto che abbiamo di nuova tecnica di analisi sentiamo parlare davvero da poco tempo, e spesso le informazioni di cui entriamo in possesso sono complesse e specialistiche.

Anche lei ci ha proposto il test prenatale Aurora, che è lo stesso che ci ha indicato il dr Voglino, direttore del Centro Promea. Dedicherò al test Aurora un articolo apposito, in cui ne approfondirò ogni aspetto.

Quello che voglio dirvi ora è invece che noi abbiamo effettuato il test del DNA fetale proprio presso lo Studio Medico Ilizia.

Questo Centro è nato circa 20 anni fa ad opera di alcuni ginecologi torinesi che decisero di creare una struttura diagnostica privata che fosse di supporto alla propria attività ambulatoriale specialistica. La dottoressa Venchiarutti ha scelto di lavorare qui dopo essersi licenziata da una grossa casa farmaceutica, stufa di lavorare secondo valori e principi che lei non condivideva.

A dirvi il vero siamo stati parecchio indecisi tra il Centro Promea e lo Studio Ilizia. Al Centro Promea il dr Voglino ci ha letteralmente conquistati, per la sua esperienza soprattutto e per il modo “leggero” ma comunque professionale di spiegarci il tutto.

Abbiamo poi scelto il Centro Ilizia perchè abbiamo pensato che comunque anche se abbiamo parlato con il dr Voglino probabilmente poi non sarebbe più lui a seguirci durante l’esame e la consegna dei risultati (salvo forse gravi problematiche, che ovviamente spero con tutta me stessa di non dover affrontare). Credo invece che la dottoressa Venchiarutti potrebbe essere sempre presente e comunque accompagnarci in questo percorso.

Il Centro Promea ci è inoltre sembrato una grande struttura (anche un tantino futuristica) mentre lo Studio Ilizia è più piccolo, più “familiare” forse.

Ciò che conta poi è che lo Studio Ilizia, così come il Centro Promea, spedirà il mio sangue in un laboratorio sito a San Francisco. La metodica alla base di questo test genetico è infatti nata negli Stati Uniti ed è proprio qui che viene garantita la massima accuratezza nell’analisi dei dati.

Anche il Centro Promea spedisce i prelievi negli USA, mentre Cidimu si appoggia ad un laboratorio a a San Francisco.

In partenza per le vacanze!

Ragazze sono in partenza! Volevo dirvelo perché nei prossimi giorni sarò meno presente sul blog. Ho già preparato un po’ di articoletti interessanti per voi, che usciranno prossimamente, ma se non risponderò con tempestività alle mail o ai commenti è perché saremo via.

Quest’anno torneremo nella nostra amata Grecia, alla scoperta a questo giro delle isole Sporadi: Skiathos, Schopelos e Alonissos. Sono circondata per persone che mi dicono di stare “tranquillina” e di riposarmi ma io mi sento alla grande. Le nausee iniziano a diminuire, la panciotta cresce.. e l’appetito non mi manca mai!

Devo confessarvi che non vedo l’ora di gustarmi una gigantesca insalata greca (la conoscete?) ma sono un po’ indecisa sul da farsi perché in realtà non potrei mangiare pomodori in giro, per via della toxoplasmosi. Stavo pensando di portarmi dietro del bicarbonato per chiedere nei vari ristoranti di lavare i pomodori che ordino con particolare attenzione.. ma poi lo faranno? E quanto davvero potrà essere rischioso? Insomma vi sembrerà una cavolata ma non so ancora bene come gestire questa cosa.

Non vi ho più aggiornate riguardo la mia gravidanza (devo ancora raccontarvi nel dettaglio del test del DNA, e in verità ho il post già pronto .. devo solo pubblicarlo) però volevo dirvi che ho finalmente conosciuto la dottoressa Elisa Cassina, la ginecologa che mi seguirà (consigliata dal dr Camanni). Lavora al Consultorio vicino a casa mia (Piazza Montale, Torino, magari può tornare utile a qualcuna) e mi piace tantissimo! E’ giovane, gentile e piacevole nei modi. Accurata nelle domande e nelle visite ma mai troppo insistente. Seria ma non troppo.

Le due visite sono state gradevoli e complete. Tra l’altro anche lei ama i viaggi e la Grecia come noi e abbiamo trovato vari argomenti di cui parlare tra un esame e l’altro. Ero certa che il dr Camanni mi avrebbe dato un buon consiglio ma non pensavo di trovare una persona così carina .. quasi quasi la preferisco a lui!!

Mi chiedo perchè mai per tutta la gravidanza di Giorgia mi sia fatta seguire a pagamento dal dr Bracco, che non è mai stato preciso nè scrupoloso quanto la dott.ssa Cassina, per quanto io pagassi, e non poco, il tempo che mi dedicava. Mai più!

Affrontare una gravidanza in questo modo, con accanto persone gentili e premurose, pronte a rispondere ad ogni domanda, e che soprattutto non mettono ansia, è davvero un’altra cosa!

Parto serena per la mia bella vacanza (se arrivo sana e salva a venerdì mattina, visto che ho ancora un’indescrivibile quantità di cose da fare) e non vedo l’ora di mettere la mia bella panzotta al sole! Ci aspettano lunghe passeggiata in riva al mare, durante le quali l’argomento principale dovrà essere il nome del nostro cuciolo!

Buona estate amiche!

 

La Morcellazione dei fibromi è pericolosa? Risponde il dr Camilli

Tempo fa avevamo aperto sul blog la questione della ‘morcellazione dei fibromi‘ e quindi della pericolosità di questa pratica in presenza di un sarcoma.

Avevo chiesto delucidazioni in merito al dr Camilli, che mi ha risposto pochi giorni con una lunga e dettagliatissima spiegazione sulla morcellazione dei fibromi. Ha inoltre aggiunto anche un approfondimento sull’incidenza dei fibromi maligni (altro argomento che ci stà particolarmente a cuore). Condivido con voi con piacere quanto illustrato dal dr Camilli. Per rendere più facile la fruizione di questo contenuto, piuttosto corposo, ho deciso di dividerlo in due articoli, il primo focalizzato sulla morcellazione ed il secondo sui sarcomi.

Naturalmente il dr Camilli, che ringrazio molto, è a dispozione per rispondere ad eventuali altre vostre domande.

La morcellazione è una tecnica laparoscopica mediante la quale, alla fine di un intervento, l’intero utero o i fibromi da esso asportati vengono ridotti di frustoli di tessuto ed asportati dalla cavità addominale.

Il morcellatore è rappresentato da una cannula cava al cui interno ruota una lama; il tessuto, passandovi attraverso, viene trasformato in “trucioli” e portato fuori dell’addome. Il diametro del morcellatore è di circa 1,5 cm (variabile tra i vari modelli in commercio tra 1,2 e 2 cm) e questo consente di farlo passare attraverso la parete addominale mantendo le stesse incisioni utilizzate per le altre fasi dell’intervento. Durante questa procedura piccoli frustoli di tessuto o anche solo delle cellule possono staccarsi dal tessuto che viene morcellato e ricadere nell’addome.

Normalmente i frustoli di tessuto, anche se piccoli, vengono poi rimossi nelle fasi finali di lavaggio e pulizia dell’addome, ma le cellule possono rimanere. Questo non sarebbe un grosso problema nel caso di benignità della patologia rimossa, ma in caso di malignità può aumentare il rischio di disseminazione della malattia e peggiorare la prognosi.
Attualmente sono disponibili dei “sacchetti” endoscopici che vengono utilizzati per evitare il rischio di dispersione di eventuali cellule maligne durante la morcellazione. Il mioma, dopo essere stato asportato dall’utero, viene inserito all’interno del sacchetto creando una zona sicura in cui si può morcellare rimanendo separata dall’addome. Bisogna però considerare che alcuni studi hanno dimostrato la presenza di cellule maligne nel liquido peritoneale anche in assenza di morcellazione in quanto già la sola asportazione del mioma potrebbe essere causa della disseminazione di eventuali cellule maligne. Questo vuol dire che in caso di miomectomia non esiste una tecnica che elimina completamente il rischio di disseminazione di un eventuale patologia maligna misconosciuta.

La morcellazione in laparoscopia è una tecnica che nasce negli anni 90’ mentre il dibattito sulla sua pericolosità nasce nel 2014 in seguito all’esito di un intervento di isterectomia per fibromatosi uterina effettuato negli Stai Uniti; alla fine dell’intervento l’utero veniva morcellato disseminando nell’addome le cellule di un leiomiosarcoma misconosciuto. A seguito di questo evento l’FDA (US Food and Drug Administration) sconsigliava di effettuare procedure di morcellazione (in particolare in pazienti in peri e postmenopausa) in attesa di valutazioni sulla pericolosità della procedura.

Da allora numerosi articoli hanno analizzato la tecnica e sono state pubblicate molte linee guida ma senza avere una chiara evidenza del corretto comportamento da tenere.
Le principali patologie che potrebbero essere misconosciute e quindi implicate nel rischio di
morcellazione sono principalmente l’adenocarcinoma dell’endometrio ed i sarcomi dell’utero.
Per quanto riguarda l’adenocarcinoma dell’endometrio il rischio è presente nel caso di morcellazione di tutto l’utero ma può essere notevolmente ridotto, se non azzerato, effettuando una isteroscopia diagnostica ed eventualmente una biopsia endometriale prima dell’intervento e controllando, quindi, l’eventuale presenza di patologia dell’endometrio.

Nel caso dei sarcomi dell’utero le difficoltà sono maggiori. Il fibroma dell’utero rappresenta la neoplasia benigna più comune in età fertile. I sarcomi dell’utero rappresentano il 7-8% di tutte le patologie maligne dell’utero e ad oggi non esiste un metodo che ne consenta una diagnosi preoperatoria accurata.

Fatte tutte queste considerazioni le principali raccomandazioni sull’utilizzo della
morcellazione sono:

  • La morcellazione è una tecnica efficace nella gestione chirurgica delle pazienti con
    miomi uterini trattate laparoscopicamente.
  • Le pazienti, durante la compilazione del consenso informato, devono essere informate sul rischio di morcellazione di un sarcoma misconosciuto; tenendo in considerazione le difficoltà di fornire un rischio specifico per ogni paziente.
  • La valutazione preoperatoria delle pazienti deve comprendere una anamnesi accurata con particolare attenzione all’eventuale evidenzia di fattori di rischio specifici.
  • L’ecografia pelvica deve sempre essere effettuata in tutti i casi di miomi uterini; devono essere dosati i livelli di LDH, LDH3, CA125 e deve essere effettuata una isteroscopia diagnostica ed il pap test.
  • Nei casi sospetti deve essere effettuata una risonanza magnetica con mezzo di contrasto.
  • La morcellazione non deve essere effettuata nel caso in cui ci sia sospetto o evidenza di patologia maligna.
  • Il chirurgo che effettua la morcellazione deve aver effettuato un training adeguato sull’uso del morcellatore.
  • L’uso di specifici sacchetti durante la morcellazione può ridurre il rischio di disseminazione.

Direi che il dr Camilli ha fornito una risposta precisa e molto dettagliata alla nostra domanda. Soprattutto vi consiglio di focalizzarvi sull’ultima parte dell’articolo, quella nell’elenco puntato, e di fare attenzione che ogni procedura descritta venga eseguita a dovere.

A breve pubblicherò anche quanto ha spiegato il dr Camilli realtivamente ai sarcomi.