Sarcoma all’utero: la storia di Maddalena

La storia di Maddalena non è tra le più “leggere”, e spero con tutto il cuore di potervi raccontare presto il suo lieto fine..

Ciao Eleonora ..non so neanche da dove cominciare sono una mamma per fortuna ….ho 33 anni è a giugno sono stata operata di fibroma …una fibroma dì 9cm…crescita in 4 mesi me l’hanno tolta con la vecchia chirurgia nel senso che mi hanno fatto il taglietto sotto la pancia……. risultato dell’esame istologico è uscito positivo alla sarcoma adesso dopo vari esami TAC risonanza esame di sangue tutti mi dicono che devo togliere l’utero . ….sono disperata ho letto il tuo libro dove parlano tutti dì embolizazione del fibroma ma nessuna per fortuna di sarcoma…..non so se tu ai mai incòntrato casi come il mio.

Non so più dove rivolgermi ho sentito varii oncologi e tutti mi dicono la stessa cosa…..dì togliere tutto per per fortuna hai già una bambina adesso devi pensare alla tua vita. …….ti prego dammi un consiglio… cordiali saluti

Maddalena ha ripetuto ben tre volte l’esame istologico e purtroppo ha avuto sempre la stessa risposta. Su consiglio dei medici che la seguono, ha adesso deciso di procedere con la rimozione dell’utero e anche delle ovaie. Si sottoporrà all’intervento nelle prossime settimane o al più tardi ai primi di novembre.

Si fida dell’oncologo che la stà seguendo perché è il primo che mi le ha ispirato fiducia e l’ha spronata a tirare fuori forza e coraggio. Per fortuna il suo sarcoma non sembra crescere ed è sempre fermo nell’utero.

Maddalena ha una bellissima bambina (sono entrambe bellissime, le vedete nella foto) che si chiama Eleonora come me.

Ha paura , naturalmente, e ha bisogno di sentire tutto il nostro calore e la nostra solidarietà.

Cara Maddalena siamo tutte con te e non vediamo l’ora di avere tue buone news. Un abbraccio fortissimo!

 

Lilla, in lista per l’isterectomia, potrà rimuovere i suoi fibromi in resettoscopia

Quando mi ha scritto, Lilla, era già in lista per l’isterectomia. Il suo intervento era fissato per il 31 maggio …

 

Buongiorno a tutte,
un po’ troppo spesso per me negli ultimi tre anni i giorni non sono stati sempre buoni, ma sono alla ricerca di un modo perché siano migliori.

Diagnosticato un utero polifibromatoso in 2013. Per i figli i ginecologhi sono senza appello: non ne avrò. Avendo sempre voluto adottare, faccio il mio piccolo lutto e non mi scompongo (più di tanto). Mi viene consigliato di prendere lutenil in dose massiccia. Non avendo voglia di assumere ormoni (due nonne con cancro al seno sono una buona indicazione ad astenersi) chiedo di seguire terapie palliative sperando di riuscire ad arrivare in menopausa. Premesso, all’epoca della diagnosi avevo 38 anni e sono forse un po’ troppo ottimista. I FANS non fanno un gran che, i coagulanti (SPOTOF) nemmeno ma continuo a cercare una via d’uscita.

Fast forward, 5 anni dopo…
ciclo molto ravvicinato (21-24 giorni; con punte record di 15 giorni) ed altamente emorragico (emoglobina che è scesa intorno a 7), ma che risale grazie al Floradix (sciroppo disgustoso che pero mi permette di stare in piedi) a valori consoni (10-11) quando “lontana” dal ciclo. Dolori costanti. Enormi coaguli e sanguinamento che non mi permette di fare una vita normale durante il ciclo.

Fine anno scorso, anche l’ottimismo ha i suoi limiti. Dopo aver sanguinato per tre mesi senza interruzione consulto un ginecologo (non quello che mi stava seguendo e che non aveva emesso un referto o un parere clinico dal 2014) all’estero dove risiedo. A seguito di una risonanza magnetica lo stato attuale è siffatto:

  • miomi sottomucosi di 6, 3.8, 1.6, 1.5, 1.2 cm più altre formazioni miomatose cm (quante, non è dato saperlo)
  • mioma sottosieroso di 5cm (posteriore), per abbellire anche un po di endometriosi su ovaio sinistro.

Indicazione mi viene detto per isteroctomia. Ovaio si potrebbe forse salvare. Deciderà il chirurgo durante l’intervento. Ovaio destro non visibile si spera non sia fuggito da tutto questo subbuglio.
La menopausa la stavo aspettando ma forse non a 43 anni e non tramite intervento chirurgico.

Avendo letto in giro e avendo trovato il vostro forum (molto informativo, grazie!) mi dico che forse l’isterectomia non è la sola via possibile. Essere rimasta su una sola campana per stanchezza e troppo lavoro non mi ha aiutato 5 anni fa; non vorrei fare lo stesso errore. Mi hanno dato una data operatoria vicina, anzi vicinissima (fine mese di maggio). Vorrei un secondo parere. Mi potreste consigliare? Aiutare almeno a spedire il mio ultimo esame a un ginecologp di vostra fiducia che mi dica se ci sono alternative sensate?

Grazie e tanto coraggio e fortuna a tutte. Ce la faremo!
Lilla

Io le ho subito consigliato di valutare l’emebolizzazione, e le ho chiesto dove vive di preciso.

Ti scrivo dall’Olanda (in questo momento). Oscillo tra Francia e Olanda per lavoro quindi sono seguita in questi due paesi. In Italia ho la casa dei nonni in Liguria dove posso andare a stare. Ma onestamente se si trattasse di non essere squartata sarei disposta a saltare su un aereo. Da dove sono ho voli diretti per le maggiori città italiane. Ho amici in Toscana, Lombardia e Piemonte… 
Per un primo contatto potrei anche spedire dei documenti per via elettronica.
L’embolizzazione (che ho conosciuto in dettaglio tramite blog) sarebbe la mia soluzione preferita. Purtroppo il medico che ho consultato in Francia, dopo avermela proposta durante la prima visita, durante la seconda mi ha detto che considerato il quadro clinico (troppi Miomi di cui due molto voluminosi) considerava l’isterectomia come l’unica soluzione. Ha quindi fissato un intervento per il 31 di maggio. Mi viene fatto di chiedermi perché. Conoscendo gli approcci può darsi che ci siano cose visibili della quali non si vuole parlare ad una paziente? Preferirei che mi venissero dette chiare le cose in questo caso. È un tratto di carattere.
Come scrivevo vorrei veramente un secondo parere. Anche per togliermi questa idea di cose più complicate. I tempi però sono corti e senza avere una soluzione altra esito ad attendere ulteriormente. Anche il mio (in)sano stoicismo ha i suoi limiti? Parrebbe di sì.
Sarei felice se tu pubblicassi la mia mail  non solo per poter avere commenti ed indicazioni ma anche per quelle che come me cercano di tirare su l’emoglobina dai calzini. Avrei un paio di trucchi utili? Penso forse di sì!
Grazie ancora per questo sito e questa grande famiglia di donne che hai creato.
A questo punto, visto il poco tempo che rimaneva, ho consigliato a Lilla di rivolgersi all’ambulatorio dedicato ai fibromi presso l’ospedale Martini o di parlare con il dr Morucci che si occupa di embolizzazione a Roma.
Cara Eleonora
Grazie ancora moltissimo per i contatti, il blog, tutto!
Il Dott Camanni mi ha risposto in tempo lampo e proporrebbe resettoscopia. Inutile dirti che sto passando la notte a leggere. L’idea di una procedura mini invasiva è un sogno ad occhi aperti ma non ti nascondo che la mia paura di recidive è forte. La mia vita è da anni oramai al servizio del fibroma e voglio tantissimo risporopriarmene.
Dita incrociatissime e ancora grazie mille!
A questo punto Lilla dovrebbe già aver incontrato il dr Camanni. Spero tanto che lei possa risolvere a breve con una resettoscopia, che è un intervento veloce e indolore, e aspetto fudiciosa sue notizie. In bocca al lupo Lilla!

Valentina rifiuta l’isterectomia e intraprende un lavoro energetico sui fibromi

Valentina ha 44 anni e mi ha scritto per raccontarmi dei suoi fibromi e per chiedermi come prenotare una visita allo IEO dal dr Orsi.

Stavo cercando sul web notizie su come “eliminare” o guarire i fibromi, e mi è apparso il tuo sito.
Ho l’utero che negli ultimi mesi si è ingrandito molto, arriva fino all’ombelico, questo perchè ho vari fibromi, uno in particolare molto grande. Il ginecologo mi ha consigliato di intervenire perchè secondo lui cresceranno ancora e arriverà il momento in cui non riuscirò proprio a tenerlo più. Mi ha detto chiaramente che vista la mia età, lui non vorrebbe effettuare un isterectomia, ma che però farà fatica a salvare l’utero (dopo anche aver visto la RMC).

Io ho preso tempo, gli ho proprio detto che ho bisogno di tempo. Lui ovviamente ha risposto che non sono in pericolo di vita e che l’intervento al momento non è urgente e che ho il diritto di sentire anche altri pareri, perchè sottoporsi ad isterectomia per una donna è pur sempre una “cosa forte”.

Nel frattempo ho consultato una nutrizionista a cui ho raccontato del mio utero (ma anche di un grosso calcolo alla colecisti) e mi ha indicato una dieta sgonfiante, che fatico a seguire al 100% perché sto frequentando una scuola di pasticceria, pizzeria. Capisci? Non resisto! Comunque credo che le mie intolleranze alimentari abbiano contributo, nel tempo, a far crescere i fibromi, come il lievito di birra, il latte, ecc.

Poi ho intrapreso anche un lavoro energetico sui fibromi, e ho iniziato a lavorare su questo tema con le costellazioni familiari, Reiki, ecc. Tutto ciò che può farmi comprendere meglio perché ho questo fibroma grande, ecc.

Negli ultimi due mesi ho la sensazione che il fibroma più grande, 7 cm, sia cresciuto ancora! Infatti mi sembra di avere più presenza di massa nell’utero, quando sono stesa si vede a occhio nudo, una gobba sulla pancia, che appunto mi sembra aumentata rispetto due mesi fa.

Che dire, mi sa che non sarà la fine, ma solo l’inizio.

Alcune donne con cui ho condiviso il fatto, mi dicono di aspettare la menopausa, che tutto si riassorbira da solo, ma è proprio vero?

Valentina ha preso appuntamento a Milano allo IEO per una prima visita con il dottor Orsi e mi ha scritto dopo averlo incontrato.

Ciao Eleonora

Scusa il ritardo della risposta, ma sono stati giorni intensi.

Dunque, la visita è andata, non so dirti se bene o male, nel senso che purtroppo al momento della visita, non avevo con me il cd con le immagini della risonanza magnetica effettuata presso un altro ospedale, e quindi il dottor Orsi non ha potuto rilasciarmi una diagnosi precisa.

Sono rimasta d’accordo con il dottore che appena avrò il CD gli il vero le mmagini via mail e successivamente lui mi scriverà la sua diagnosi, le sue indicazioni terapeutiche.

Comunque, dal nostro colloquio conoscitivo, puramente verbale, mi ha anticipato che secondo lui il mio caso non sarebbe indicato per essere trattato con hifu, perché il mio utero ha più di un fibroma e invece hifu è specifico per ridurre soltanto un fibroma per volta.

IEO a parte, ti dico la sincera verità, ci sono rimasta un po’ male e non mi voglio fermare. Non voglio credere che nel 2019 per risolvere una patologia femminile così diffusa, le donne siano costrette ancora ad interventi arcaici con tanto di bisturi, tagli e aperture, per cui ho deciso che sicuramente invierò le immagini come rimasta d’accordo con il dottore, ma di proseguire nella mia ricerca fino a quando non troverò un medico o un servizio sanitario moderno capace di trattare il mio utero con tecnologie non invasive. A costo di andare ad operarmi in Cina dove i trattamenti a mezzo Hifu sono all’ordine del giorno per tantissime patologie 😉

Questa esperienza in particolare mi ha fatto capire quanto arretrata sia la ricerca e la chirurgia rispetto ad un organo così importante per la vita della donna. A quanto ci sia omertà da parte del ginecologo che, proponendoti il classico intervento di isterectomia, non ti avvisa sui progressi della scienza, ovvero nemmeno accenna a parlarti di hifu ad esempio, o di altre tecniche meno invasive. A me dispiace dirlo, ma questo io non lo accetto, e se non ci fosse internet? E se non ci fosse il web? Io non sarei conoscenza di altre possibilità.

Sicuramente sono in una posizione privilegiata rispetto ad altre donne perché i miei fibromi non mi stanno causando emorragie di sangue e nemmeno dolori eccessivi, a parte i soliti fastidi del ciclo mestruale che ho da sempre. Per cui mi ritengo molto fortunata a non essere in una situazione di emergenza, di forte criticità, e per questo voglio seguire l’istinto e prendermi tutto il tempo necessario affinché io arrivi a trovare la cura giusta per me.

Intanto sento di ringraziare i miei fibromi, soprattutto quello che è diventato 8 cm e mezzo, perché mi stanno portando ad un viaggio di conoscenza maggiore di me stessa ma anche del mondo che ruota attorno alla salute della donna. Mi hanno portata ad arrivare fino a Milano, con 10 ore di viaggio in Flixbus e ho trascorso 24 ore fantastiche dove mi sono veramente dimenticata di loro. E li ringrazio per questo perché se non fosse stato per i miei fibromi non avrei trascorso questa giornata fantastica, che mi ha fatto capire tante cose.

Non è stato un caso che io sia andata a Milano, e che poi la sera, a cena da un mio caro amico milanese, io abbia conosciuto un medico nucleare, che mi ha detto che Hifu funziona e funziona veramente!
Insomma questa tecnologia funziona e allora perché noi donne non possiamo beneficiarne in favore di un organo così importante per tutto il mondo, per l’intera esistenza della specie umana. Noi tutti esseri umani esistiamo solo perché esiste l’utero.

Inoltre sto cercando informazioni su internet, con scarsi risultati, circa l’effetto dell’olio di cannabis per il trattamento dei fibromi. Vorrei capire se esistono donne che hanno già provato a ridurre i fibromi con l’olio di cannabis. Ti farò sapere.

Cara Eleonora ti saluto e ti ringrazio come sempre per occuparti di questo servizio per le donne, ci risentiamo temo fra qualche mese appena avrò notizie più interessanti.

P.s. la burocrazia ma anche la distanza fisica fra me e l’ospedale in cui ho effettuato la risonanza magnetica, non sono a mio favore per il recupero del cd, però farò del mio meglio!

Mi piace lo spirito combattivo di Valentina! Con tutta la determinazione che ha, senz’altro riuscirà a trovare la “cura” migliore per i suoi fibromi. Sono proprio curiosa poi di approfondire questa questione dell’olio di cannabis, che non avevo mai sentito..

Valentina, aspettiamo tue news!

Irene che non accetta l’isterectomia e viene embolizzata dal prof Magnano

Che bello pubblicare il lieto fine di Irene! Dovete sapere che Irene aveva deciso di rassegnarsi all’isterectomia, ma poi la sua storia ha fortunatamente seguito un percorso diverso..

Leggete leggete!

Ciao a tutte.

Seguo il blog da diversi anni (combatto contro i fibromi da 10 anni) e qualche mese fa avevo lasciato proprio qui una testimonianza che nulla aveva di esemplare o positivo. Distrutta fisicamente e psicologicamente da emorragie e vita sociale ormai inesistente, mi preparavo ad affrontare l’isterectomia come unica soluzione e quasi come una liberazione. Già allora avevo ricevuto da voi tutte tanti messaggi di affetto e incoraggiamento a non arrendermi ma ero in una fase così buia che sottovalutavo tutto e stavo accettando passivamente la prospettiva di mutilarmi. Del resto il mio ginecologo come tutti i ginecologi con cui avevo parlato mi davano solo una soluzione: isterectomia.

Schiaffi in faccia, uno dopo l’altro, che però non mi svegliavano da questo torpore. In quest’ultimo anno e mezzo sono stata seguita da una bravissima psicologa, la dottoressa Maranini di Catania, che ha fatto con me un lavoro così importante da farmi ad un certo punto “svegliare”. Troppi mesi cercando di razionalizzare tutto, senza dare ascolto alle mie emozioni che invece mi urlavano: “No, non devi accettare per forza qualcosa che non vuoi”. Io che sono una persona emotiva ma da sempre abbastanza equilibrata, ho iniziato a soffrire di attacchi di panico, molto probabilmente dovuti al fatto che non accettavo né la mia malattia né il fatto di “risolvere” togliendo l’utero.

E quindi arriva questo benedetto RISVEGLIO. Dico al mio ginecologo di voler aspettare ancora un po’ prima di prendere decisioni drastiche, nonostante fisicamente stia davvero poco bene e inizio a documentarmi quotidianamente sull’embolizzazione di cui avevo sentito parlare per la prima volta proprio qui sul blog (santo internet!). Inizio a fare le mie ricerche, cerco testimonianze e strutture pubbliche che facciano questo tipo di intervento. Qui sul blog e anche altrove leggo tanto e bebe del dott. Morucci di Roma e qualche mese fa ci sentiamo telefonicamente. Questa telefonata mi dà una carica di positività che non avevo da anni: il dottore, persona carinissima, mi rassicura sul fatto che l’embolizzazione si fa da anni e che ormai è possibile usare questa tecnica per aiutare tantissime donne nella mia situazione o anche peggio.

Il lavoro e questioni familiari mi trattengono a Catania e continua la mia ricerca. Inizio a capire che l’embolizzazione ha davvero tanti vantaggi e rischi limitati (cose di cui naturalmente è indispensabile parlare con medici esperti) e pian piano inizio a intravedere un po’ di luce nella mia vita. Nello stesso periodo mi confronto con decine di meravigliose donne che hanno già fatto l’embolizzazione e che mi raccontano delle loro varie esperienze e confermano che dopo l’intervento sono rinate. Queste splendide donne mi hanno dato una carica unica e in cuor mio non smetterò mai di dire ad ognuna di loro GRAZIE!

Così io e mio marito decidiamo di parlare con un bravo radiologo interventista a Catania e ci rivolgiamo al prof. Magnano. Il primo contatto ce l’ho con la sua collaboratrice Jessica (peraltro già embolizzata dal professore) che si dimostra da subito disponibile, professionale e molto dolce e che mi racconta della sua rinascita dopo l’embolizzazione.

Il consulto con il prof. Magnano è illuminante. Il dottore risponde con pazienza ed evidente competenza (data dai tantissimi casi da lui trattati) a tutte le nostre domande relative alla tecnica, i benefici, il post operatorio, ecc. E soprattutto, dopo anni e anni di porte sbattute in faccia, mi dice che posso benissimo sottopormi all’embolizzazione salvando il mio utero! Mi prospetta ottime possibilità che le mie emorragie si arrestino dopo l’intervento e che possa finalmente tornare a vivere. Io e mio marito usciamo dallo studio “storditi”: un mix di emozione, felicità, sollievo, sorpresa.

Mi prendo qualche giorno per rifletterci e nel frattempo però subentra in me un altro sentimento. La rabbia! Rabbia nei confronti di tutti i ginecologi che in 10 anni non mi hanno mai detto che esiste (ormai da tantissimo tempo) una tecnica che permette di risolvere il problema dei fibromi preservando l’utero. Se l’avessi saputo qualche anno fa, quanta serenità in più avrei avuto? Non avrei anche potuto pensare ad una gravidanza? Ma va bene così…mi libero di tutti i pensieri negativi e qualche giorno dopo comunico al professore di voler fare embolizzazione.

Prenoto il mio intervento in clinica e già una settimana dopo sono lì, pronta ad affrontare questa nuova esperienza. Voglio rassicurare le ragazze sul fatto che, pur essendo un intervento che si fa da sveglie, non si sente davvero nulla perché comunque si è anestetizzate dalla vita in giù. Io che sono una fifona, temevo il fatto di dover affrontare tutto da sveglia, invece il tempo scorre tranquillamente in sala operatoria. Anestesista e infermiera gentili e presenti per ogni evenienza e il prof. Magnano che procede con l’intervento con evidente bravura e capacità data da anni di esperienza. Seguo l’intervento su uno schermo e il dottore mi spiega passo passo cosa sta facendo. Devo dire che ho trovato questo aspetto davvero interessante.

Il mio post operatorio per fortuna è tranquillo. So che molte ragazze soffrono dolori importanti dopo l’embolizzazione (dolori bruttini ma normali in questo tipo di intervento). Vengo aiutata tramite antidolorifici ma anche quando arrivano i dolori, nel mio caso non sono lancinanti ma dolori come da ciclo ma più intensi.

Il professore passa a trovarmi nei due giorni successivi e parliamo dell’andamento della situazione, dandomi informazioni e consigli utili.
Vengo dimessa dopo due notti con una terapia da fare a casa.

Oggi sono passati sei giorni dall’embolizzazione, sono a casa a godermi un po’ di riposo. Non ho avuto problemi particolari se non febbricola (solo una sera oltre il 38) e dolorini ma assolutamente sopportabili. Ma sappiate che anche questo è normale dopo l’embolizzazione e non ci si deve spaventare se capita (il prof. mi aveva informato benissimo su questo aspetto).
Tra un mese e mezzo farò i miei controlli per capire com’è andato l’intervento e in che stato sono i miei fibromi.

Oggi mi sento di dire grazie innanzitutto al prof.Magnano per avermi dato questa importantissima possibilità, alla sua assistente Jessica (donna meravigliosa!) e a tutte le donne, inclusa Eleonora, che mi hanno convinto a non arrendermi! 🙂

Irene

Che bella la testimonianza di Irene, che aveva quasi perso il suo utero quando ha trovato il coraggio di reagire ad una diagnosi che non le piaceva. Brava Irene!! E buona nuova vita senza maledetto fibroma!

Paola alla ricerca di un bravo ginecologo a Vicenza

Paola abita a Schio, in provincia di Vicenza ed ha 44 anni. Mi ha scritto dopo la diagnosi di un fibroma sottosieroso anteriore di 5 cm che aveva dimensioni di 30×30 mm al 3/2017 e che quindi sta crescendo. I medici le hanno consigliato di toglierlo subito, prima di dover procedere a isterectomia.

Paola si stà chiedendo cosa le succederebbe con l’isterectomia, o se magari può valutare interventi meno invasivi. E soprattutto si chiede a chi rivolgersi.
Per quel che riguarda le conseguenze dell’isterectomia le ho consigliato di leggere la mia intervista alla dott.ssa Manfredi.

Per il fibroma invece penso che l’intervento più adatto a lei potrebbe essere l’embolizzazione e che potrevve valutare anche gli hifu. Ecco la sua email.

Vi scrivo come molte donne  in cerca del Vs. prezioso consiglio

Ho 44 anni due gravidanze con cesareo alle spalle e due figlie una di 12 e una di 5 anni

Da circa un  anno e mezzo dei cicli molto abbondanti regolari nelle date e in particolare uno in Febbraio 2017 mi ha costretto a contattare dapprima il curante e poi a chiedere ad una mia amica ginecologa un appuntamento urgente in quanto quasi emorragico.

Così il 9/03/2017 scopro di avere

Visita:GE e vagina regolari. Portio normoepitelizzata Utero AVF mobile, non dolente alla mobilizzazione. Annessi bilateralmente non palpabili

Eco:Utero AVF di 80×49 mm ecostruttura disomogenea. Mioma sottosieroso destro 30×31 mm Endometrio 9 mm Annessi bilateralmente nella norma

Douglas libero

Mi consiglia Cerazette per 6-8 mesi e eventuale posizionamento di Mirena

Ma io non faccio nulla di quanto detto se non prendere del Ferro e acido folico per un mese circa e poi i cicli mi sono tornati abbondanti ma non preoccupanti

Assisto anche a un cambiamento vedo che il ciclo mediamente dura 3-4 gg e non più 4-5 e il primo gg quasi assente mentre il secondo e terzo gg cerco di riposare di più perchè mi sento molto stanca con flusso molto abbondante

Nel frattempo mi accingo a fare primo controllo senologico avendo allattato ben 8 anni tra una figlia e l’altra ho dovuto aspettare un po’ di mesi da ultimo allattamento.

Mammografia con tomosintesi

Presente in periareolare mediale della mammella sinistra minuto gruppo di calcificazioni in area 2-3 mm

Con ecografia non alterazioni strutturali in forma focale occupanti spazio con carattere di patologia nè linfonodi ascellari sospetti

Ergo solo controllo in entrambi i posti dopo 3-4 mesi

Controllo successivo

Nel seno nulla di diverso

Eco Pelvica 15/07/2017

Mioma sede fundica posizione sottosieroso 45×36

Ovaio destro formazione cistica anecogena semplice di 30×33 mm

Ovaio sinistro nulla

E domani altro controllo in quanto il medico curante al momento non dice nulla e consiglia attendere evoluzione

Vi contatto allora perché la ginecologa sostiene che un lieve ingrossamento del mioma debba essere considerato nella norma tuttavia se i disturbi persistono o dovesse non arrestarsi crescita dovrei valutare di toglierlo

Avete qualcuno che può essere nella mia zona o non troppo distante (mi muovo anche a Padova anche a Verona anche a Venezia ) di cui fidarsi perché segua a dovere mia evoluzione e mi sappia consigliare in modo equilibrato

Trovo una certa freddezza nelle visite e nessuno ad esempio mi ha spiegato che esistono diverse metodiche per operare o cosa dovrei affrontare

Abito a Schio nella provincia di Vicenza e per me l’ospedale di riferimento si trova a 3 km a Santorso.

Ringrazio di cuore per qualsiasi aiuto vogliate darmi.

E poi Paola mi ha scritto ancora, dopo vari ragionamenti ..

Credo tu abbia ragione nel dire che il fibroma proviene tanto dallo stress e nel mio caso dietro la mia storia ci sono stati almeno tre eventi traumatici che però non so se raccontare. Almeno uno andrebbe evidenziato ed è la vita di mamma che ho vissuto molto male accanto ad un marito che non ha colto molto la mia sensibilità , ed inoltre il peso dei figli. Un tessuto sociale non sempre accogliente con le donne di oggi che oltre a madri vogliono essere attive partecipi della vita. Se riesci a cogliere qualcosa da questo o almeno evidenziare alle donne che lo leggono che non trascurino il loro vissuto credo che sarai utile perlomeno a qualcun’altra in futuro!

Un’ultima domanda
Hai mai pensato di parlare di come opporsi al cosiddetto “consenso informato “ ovvero cosa fare se ti fanno firmare il foglio in cui autorizzi il medico a fare ciò che vuole finché ti operano e quindi a toglierti anche l’utero?

Paola per ora stà leggendo il mio libro e mi ha detto che lo trova molto utile .. qualcuna ha qualche buon contatto per lei?

Riguardo invece il discorso del consenso informato, senz’altro il tema sarebbe da approfondire…