Francesca che stà cercando di diventare mamma nonostante i fibromi

Francesca mi ha scritto a fine giugno, quando ha ordinato il libro Maledetto Fibroma, e purtroppo non sono riuscita a pubblicare la sua storia prima.

Anche se un po’ in ritardo, ecco la sua email. Spero possiate risponderle in tante (anche se mi sa che siete tutte in vacanza!!) perchè Francesca ha bisogno dei nostri consigli!

 

Ciao! Grazie della tua mail! Ho conosciuto il tuo sito per caso e mi ha dato tanta forza!
Ho un utero fibromatoso, due fibromi sono sottosierosi e me li tengo, ma ho un “maledetto fibroma” intramurale a salienza sottomucosa di 14mm per 19, quindi non grossissimo, sono sposata da poco e stiamo cercando da quasi un anno un bambino, ho quasi 37 anni quindi non giovanissima (ma neanche vecchia oh!) e il ginecologo vuole aspettare un anno di tentativi prima di decidere se prendere altre iniziative.

Lui è fiducioso che possa rimanere incinta anche con il fibroma, io dopo tanti mesi di mestruazioni che arrivano puntuali senza pietà mi sto demoralizzando.. magari incolpo il fibroma della mancata gravidanza e magari non c’entra, ma abbiamo fatto controlli e sembriamo entrambi sani e fertili.
Volevo documentarmi e leggere esperienze di donne come me che ce l’hanno fatta.
Ma non mi abbatto, ci sono situazioni peggiori 🙂 grazie di avermi scritto, ho letto della tua gravidanza, che bello sono felice per te e mi dai davvero fiducia!

Ecografia morfologica all’Ospedale Valdese

Ragazze l’altro ieri sono stata a fare l’ecografia morfologica ed ho visto il mio piccolo calciatore, che non voleva farsi misurare la testolina!

Avevo prenotato l’ecografia morfolofica all’Ospedale Valdese di Torino (hanno fatto tutto dal consultorio) che è una struttura che ancora non conoscevo. Devo dire che ho trovato un bell’ambiente, piacevole e curato, e che sono stata accolta con simpatia e gentilezza sia alla reception che, soprattutto, dalla dottoressa Cassina che ha effettuato l’ecografia e dal persona che era nello studio con lei.

Non posso che riconfermare il mio ottimo giudizio della dottoressa Elisa Cassina, che ha svolto l’esame in maniera scrupolosa e delicata, rendendolo davvero piacevole. Come me c’erano il Bighi e anche Giorgia, che ha sentito il cuore del fratellino e seguito il tutto con molta attenzione. Ha addirittura risposto lei quando la ginecologa mi ha chiesto a che settimana di gravidanza ero!

Sinceramente sono davvero commossa dall’atteggiamento che ha nei confronti del fratellino in arrivo e da tutte le attenzioni che ha per me. Non c’è sera che non venga a darmi un grosso bacia sulla pancia, magari dopo avermi appoggiato per un po’ l’orecchio addosso per indovinare cosa fa il piccolo. E’ davvero tenerissima! Se la sua gravidanza era stata più emozionante sotto alcuni aspetti proprio perchè era la prima ed era tutto nuovo, condividere ora questo momento con lei, oltre che con il Bighi, è davvero meraviglioso!

Vi mostro il video girato per gioco mentre eravamo in sala d’attesa, perchè mi pare bello condividere con voi un momento che è stato per noi tanto intenso e tanto emozionante.

Il piccolo si muove un sacco, già da quando eravamo in vacanza, quindi direi quasi da un mesetto. Questo mi è parso strano perchè non mi sembrava di aver sentito Giorgia già al quinto mese. Mi hanno detto che i secondi figli si sentono di più perchè l’utero oppone meno resistenza, e che quindi è normale. Sarei curiosa di andare a vedere quanto misurava Giorgia all’ecografia morfologica ma ho portato in cantina tutti i documenti della prima gravidanza.  In ogni caso credo che questo cucciolotto sia molto più grosso, anche perchè è un maschietto..

Oggi ho anche ritirato gli esiti delle ultime analisi del sangue. Devo confessarvi che ero un po’ in pensiero perchè in Grecia mi sono un po’ .. come dire .. fatta “prendere la mano” e ho mangiato varie insalate di pomodori. Ho sempre spiegato la situazione e chiesto che le verdure venissero lavate con particolare attenzione però una volta a casa sono stata assolita dai sensi di colpa e ho cominciato a preoccuparmi. Per foruna niente toxoplasmosi!

Domani andrò al Sant’Anna per un altro prelievo perchè la dottoressa Cassina mi ha consigliato di effettuare l’esame per la spina bifida, che da quanto ho capito non viene diagnosticata dal test del DNA fetale. In realtà la morfologica ha rivelato una colonna vertebrale dritta e priva di anomalie, però per scrupolo ho deciso di fare comunque le analisi.

Dopo domani infine scoprirò quanti kili ho preso (la mia bilancia di casa non funziona) .. nella speranza di non deludere la dott.ssa Cassina che si è tanto raccomandata di seguire una dieta leggera. La questione è che è quasi certo che la colestasi gravidica, che ha reso pittusto complicati gli ultimi mesi della gravidanza di Giorgia, sopraggiunga anche per questa gravidanza, e con un po’ di “dieta” posso posticipare più possibile questo momento.

Sinceramente io in vacnaza ho mangiato anche vari fritture di calamari (oltre alle insalate!), un po’ di gelati e qualche pita, e qui mi sono già concessa qualche aperitivo fuori, dolcetti vari e piatti non proprio da considerarsi “lggeri” .. Speriamo di non aver preso troppi kili!  Incrociamo le dita .. vi faccio sapere!!

 

Il mio test prenatale del DNA fetale

Come vi avevo anticipato alla fine ho scelto di effettuare il test del DNA presso lo Studio Medico Ilizia. Inizialmente avevo chiesto alla dottoressa Venchiarutti la possibilità di effettuare presso di loro anche la translucenza nucale, visto che non ero riuscita a prenotarla all’Ospedale Sant’Anna (il migliore della mia città per la diagnostica prentale), ma poi ho deciso di farla presso il GinTeam, visto che il dr Camanni mi ha detto che il dr Tessarolo, che è il medico che mi aveva fatto l’ecografia per vedere se il mio fibroma era maligno o meno, si era offerto di farla.

Devo confessarvi che, per ragioni con le quali non voglio annoiarvi, non sono arrivata di buon umore allo Studio Ilizia. Anzi sinceramente stavo proprio male. Però poi ho ricevuto un trattamento davvero ottimo, e ho dimenticato i pensieri negativi..

Ho ricevuto un’accoglienza calda e sorridente sia da parte della dottoressa Venchiarutti, che ha preparato tutta la documentazione e ci ha ripetuto alcune informazioni riguardo attendibilità del test, modalità, tempistiche, ecc.,sia da parte del dr Errante che mi ha fatto l’ecografia.

Il momento dell’ecografia è stato molto bello. Il dr Errante ci ha spiegato tutto anche della diagnostica della translucenza, confermando ahimè alcuni dubbi che avevano già fatto capolinea nella mia testa (ve li racconto in un altro post, magari focalizzato sulla traslucenza). Ci ha fatto vedere il nostro cucciolo e ci ha fatto sentire il suo cuore. Ci ha mostrato la testolina, le gambe, le braccia e anche una manina che teneva sul viso, rassicurandoci moltissimo riguardo le varie che misure, che risultavano tutte perfettamente a norma. Ci ha spiegato che eventuali anomalie sono spesso già evidenti durante la fase ecografica, e questo mi ha rasserenata parecchio. Ha inoltre confermato una misura della translucenza nei parametri.

Tutto questo è avvenuto in un clima “leggero” ma professionale, senza fretta e anzi con dovizia di particolari.

Dopo l’ecografia il dr Errante ci ha affidati di nuovo alla dottoressa Venchiarutti ed è arrivata l’infermiera per il prelievo. Mi hanno chiesto se preferivo stare seduta o sdraiata. In realtà a me sembrava di essere un pochino esagerata a volermi sdraiare per dover togliere una sola provetta di sangue (dopo che all’Asl me ne hanno tolte ben 9 senza troppi convenevoli e senza nemmeno reclinare un pochino la sedia), però ho titubato nella risposta e allora la dottoressa Venchiarutti ha proposto che io mi sdraiassi e mi “facessi coccolare”.

Siamo andati al piano di sotto, in una specie di piccolo studio medico con lettino, e l’infermiera ha iniziato il prelievo. Purtroppo non è riuscita subito a trovare la vena e ha dovuto poi bucarmi anche l’altro braccio, ma in tutto ciò si è dispiaciuta un sacco, mi ha chiesto mille volte se mi faceva male, mi hanno offerto dell’acqua e dato tutto il tempo che volevo per rimanere sdraiata.

Insomma davvero mi sono sentita coccolata e al centro di mille attenzioni.

Dopo il prelievo siamo tornati al piano superiore, abbiamo saldato il dovuto e salutato la dottoressa Venchiarutti. Ci sentiremo tra una settimana circa per l’esito del test. In caso di problematiche sarà il ginecologo a chiamarmi, altrimenti parlerò direttamente con lei.

Non posso sapere se al Cidimu o al Centro Promea avrei ricevuto le stesse attenzioni, dal momento che si tratta di studi privati, però posso dirvi che allo Studio Ilizia sono stata trattata davvero come una principessa (e sappiate che io “ormai” al GinTeam sono abituata molto molto bene!).

E’ davvero un posto che mi sento di consigliarvi per effettuare il test del DNA. Scrivetemi per qualsiasi dettaglio in più!

L’aborto di Mirella causato dai fibromi

Mirella abita a Sabaudia, una piccola cittadina del Lazio, e poco tempo fa ha scoperto di avere l’utero pieno di fibromi..

 

Ciao a tutte,anche io sto vivendo un brutto periodo a causa dei fibromi. Non sapevo di averli perchè non ho mai avuto nessun tipo di sintomo, i cicli sono sempre stati regolari e non abbonandati, quindi a ottobre 2017 ho tentato una gravidanza ignara di quello che invece mi aspettava.

Purtroppo durante la prima ecografia (la pancia mi si era gia gonfiata all ottava settimana) cadendo letteralmente dalle nuvole,la ginecologa mi dice che ho l utero strapieno di fibromi (all’epoca ne avevo sentito parlare a stento) e quindi mi manda dalla sua collega ecografa per vedere quanti fossero e di che tipo. Li scopro di avere un utero completamente invaso (di tipo intramurale, colliquati e non, il piu grande di quasi 10 cm, gli altri 8 cm 7 cm 5 cm e uno di 3). A quel punto mi prospettano una gravidanza difficile o addirittura un aborto precoce.

Io stupidamente ci voglio credere e così cerco di portare avanti la gravidanza. La pancia cresce sempre di piu e cosi anche i fibromi, la mia ginecologa mi dice che in zona non hanno una struttura adeguata e quindi di farmi seguire da un buon ginecologo che lavori in un ospedale dove c’è un tim di terzo livello così che se il bambino fosse riuscito a nascere anche prematuro di sette mesi avrebbe potuto farcela, ma lei rimaneva scettica e io credevo che fosse solo molto insensibile. Invece purtroppo quello che lei aveva predetto dall inizio è successo: alla 22 esima settimana di gravidanza (l’inizio circa del sesto mese) mi si sono rotte le acque e purtroppo ho avuto l’aborto. Mi ero talmente illusa di potercela fare e invece ho dovuto affrontare questo trauma, ovviamente all’ospedale di zona. Li nessuno aveva mai avuto a che fare con fibromi di quel genere evidentemente perchè mi hanno osservato tutti come un caso da studiare.

Naturalmente i fibromi erano cresciuti ulteriormente arrivando a 13 il piu grosso e a seguire i fratelli da 10, 8 e il piu piccolo era arrivato a 5. Passato un mese dall’aborto comincio la ricerca di un buon chirurgo che possa operarmi in modo da poter conservare l’utero perchè il mio piu grande sogno è quello di avere un figlio,ma tutti questi luminari da cui vado mi guardano sempre e solo come un caso piu unico che raro, mi prescrivono sempre altri esami da fare e cercano di passare la patata bollente a qualcun altro. Finora ne ho visti due, oggi vedrò il terzo ma non mi aspetto nulla, ho letto che molte di voi hanno parlato bene del dottor Mazzon, e del dottor Scambia, io sono disponibile ad andare anche all’estero pur di trovare qualcuno che voglia prendere a cuore il mio caso,che possa fare un buon lavoro e che mia dia una benchè minima speranza perchè veramente sono distrutta non ce la faccio piu.

Pochi giorni fa Mirella mi ha aggiornato per dirmi di essersi sottoposta ad un’ennesima visita ma di aver finalmente incontrato un ginecologo “umano” che l’ha rassicurata e che le farà un’altra visita per poi confermarle la fattibilità di un intervento per rimuovere i fibromi.

Un grosso in bocca al lupo cara Mirella! Aspettiamo con ansia tue notizie.

Test genetico del DNA fetale Aurora

Come vi avevo anticipato in commercio esistono varie tipologie di test genetici, e vari brand.

Io ho scelto il test Aurora, che è quello che in realtà mi è stato proposto nei tre centri medici che ho consultato (Promea, Centro Ilizia, e Cidimu). Questo test è proposto dall’azienda Sorgente srl e, secondo quanto mi hanno spiegato, assicura una specificità superiore al 99% nel rilevare le principali anomalie. Per le trisomie più frequenti la percentuale di falsi positivi è inferiore allo 0,4%. La probabilità di errore del test è quindi estremamente bassa, anche se non è del tutto esclusa.

La dottoressa Venchiarutti del Centro Ilizia (lo studio in cui io mi sono sottoposta al test) mi ha raccontato che durante la sua esperienza questa piccola percentuale non si è mai verificata. Mi pare che mi abbia detto di aver assistito ad un paio di casi in cui il test ha diagnosticato la sindrome di Down, che è poi stata confermata dall’aminiocentesi effettuata sucessivamente.

Ecco nello specifico che cosa può rivelare il test Aurora:

  • le più frequenti aneuploidie a carico dei cromosomi autosomici (esempio sindrome di Down e altre trisomie) e dei cromosomi sessuali;
  • le aneuploidie di tutti gli cromosomi non sessuali (dal cromsoma 1 al cromosoma 22);
  • le principali microdelezioni (perdita di una regione cromosomica);
  • il sesso del nascituro (a discrezione dei genitori).

E’ possibile scegliere tra quattro livelli di “profondità” (diciamo così) del test.

Io ho scelto il test base, che è disponibile al costo di €550 (il prezzo è simile nei vari centri che ho consultato). Diciamo che per me era sufficiente esludere al sindrome di Down, visto che sono ancora un po’ “scottata” da quello che era successo con Giorgia. Posso dirvi però che il dr Voglino, direttore del centro Promea, mi aveva consigliato il test Aurora c, il terzo, dicendomi che se avesse dovuto scegliere per sua figlia, rapportando costi e benefici, quelli gli pareva la soluzione migliore.

I test di livello superiore hanno ovviamente un costo maggiore, che cresce di circa 50-70 euro ogni volta che si sale di un livello.

Ed ecco, riassunto in una tabella che ho tratto direttamente dal sito del test prenatale Aurora, perchè è particolarmente innovativo, e soprattutto consigliabile.

Il limite del test Aurora è che non è in grado di individuare altre anomalie oltre a quelle indicate.

E’ importante anche dire che i campioni prelevati vengono distrutti a 60 giorni dall’emissione del referto e che di solito dal giorno del prelievo alla refertazione passano circa 7 giorni (nel mio caso 6!).

La dottoressa Venchiarutti, che ci ha seguiti durante il nostro percorso, dal primo incontro informativo alla comunicazione dei risultati, e che ringrazio, è a disposizione per rispondere ad eventuali vostre domande in merito.