Il mio parto cesareo dopo due laparotomie: ecco com’è andata

Quando ero incinta di Giiogia avevo fatto il corso pre parto sapevo già di dovermi sottoporre al cesareo e mi era spiaciuto che venissero fornite indicazioni utili solo a chi avrebbe partorito in maniera naturale.
Quando avevo chiesto informazioni sul taglio cesareo mi avevano bruscamente liquidata dicendo che si trattava di un intervento chirurgico e che c’era poco da dire.
Avendo già subito una laparotomia avevo pensato che la procedura sarebbe stata simile, solo che sarei stata sveglia e che al termine avrei avuto la mia Giorgia.

È per questo che ho deciso di raccontarvi come si svolge in generale un parto cesareo, o comunque come si è svolto il mio per la nascita di Matteo.

Sono stata ricoverata direttamente la mattina in cui era previsto il parto. La prassi prevede di entrare in ospedale il giorno prima ma se chiedete di arrivare la mattina stessa e siete disposte ad una levataccia non dovrebbero esserci problemi.
Io sono arrivata in ospedale alle 7.30 circa.
Quando mi hanno assegnato il letto ho messo la camicia da notte e sistemato le mie cose nell’armadietto, poi sono venute a misurarmi la pressione e a farmi il tracciato. Anche se mi ero già depilata a casa un’infermiera mi ha di nuovo passato il rasoio nel punto in cui ci sarebbe stato il taglio (e dove io avevo già la cicatrice), quindi mi hanno chiesto di indossare le odiosissime calze anti trombo e la camicina di carta al posto della mia camicia da notte.

Dopo poco (nel caso di Giorgia avevo aspettato molto di più!) l’ostetrica è venuta a chiamarmi per andare in sala. Per mia fortuna l’ostetrica in questione era Annalisa, una mia ex compagna delle superiori, ora caposala all’ospedale Maria Vittoria.
Davanti alla porta del corridoio che conduce alla sala operatoria ho salutato mio marito, Giorgia, la mia amica Sara, mia sorella, i miei genitori e i miei suoceri.. tutti lì in attesa di Matteo. Erano le 9.30 circa.

Annalisa mi ha fatto indossare i calzari di plastica sopra le ciabatte e poi mi ha condotta in una saletta in cui sono salita sul lettino. Qui le infermiere (grande Margherita!) mi hanno messo la cannula della flebo e probabilmente mi avrebbero anche già messo il catetere, come era stato per Giorgia, se io non avessi espressamente chiesto che mi venisse inserito dopo l’anestesia.
Avevo infatti raccontato al dr Camanni di quanto fosse stata fastidiosa quell’operazione e lui mi aveva detto che poteva tranquillamente essere fatta dopo la spinale, e così ho chiesto ed ottenuto!

Le infermiere hanno anche sistemato le casse e il lettore mp3 che avevo portato. Avevo infatti scoperto che in sala c’era la filodiffusione e chiesto che musica ci sarebbe stata. Annalisa mi aveva poi detto che l’impianto non funzionava ma che poteva chiedere di farmi portare le casse e la mia musica, e così abbiamo fatto.

Il clima era allegro e leggero. Margherita mi prendeva in giro per via delle casse e io credo di aver parlato tantissimo, probabilmente perché ero molto tesa.
Poi siamo entrate in sala e hanno acceso la musica. C’era Moonlight Shadow per cominciare, ovviamente!

Mi hanno tolto il vestitino di carta e hanno iniziato a preparare tutto. Io io stavo seduta sul lettino, in attesa. Faceva freddissimo e mi pare di aver aspettato un’eternità, anche se c’era la musica.
L’altra infermiera mi ha portato dei teli caldi e me li ha messi addosso e Margherita continuava a scherzare chiedendo perché tutte quelle gentilezze per me (L’infermiera ha risposto che lo faceva perché ero tanto carina nei modi!).
Poi è arrivata la strumentista che ha iniziato a sistemare sul tavolino tutti i vari strumenti.. erano proprio accanto a me ed effettivamente avrei preferito non vederli perché facevano impressione. In più sentendo la musica ha esordito dicendo:”Ma chi ha messo stà roba?”. Io ho risposto che era la mia musica e mi sono trattenuta dall’aggiungere altro.. anche perché c’era Margherita che mi faceva le facce indicandola.

Comunque dopo un tempo lunghissimo sono arrivati tutti. In primis l’anestesista, Simone, e poi dopo un po’ la pediatra e i due chirurghi, la dott.ssa Chieppa e il dr Alovisi.
Ed è arrivato il momento che temevo più di tutti: l’anestesia spinale.

L’anestesista mi ha spiegato quello che avrebbe fatto ed ha iniziato a preparare le iniziezioni. Poi mi sono messa in posizione, ho stretto le mani di Margherita e ho cercato di concentrarmi solo sulla musica e di pensare che sarebbe stato solo un attimo. In quel momento la mia playlist suonava Jambo Bwana, l’inno della nostra vacanza a Zanzibar. Poi la canzone è finita e mi è sembrato passasse un sacco prima iniziasse la successiva… così mi sono cantata una canzone nella testa.

Diciamo la verità .. l’anestesia spinale non è poi così dolorosa, nel senso che può fare più male una cannula nel braccio se chi la esegue non trova subito la vena o non è capace. Però fa impressione perché si sente questa roba che spinge con forza dentro, proprio sulla colonna vertebrale.. e poi c’e la forte paura che qualcosa non vada per il verso giusto.. ma si tratta veramente di pochi minuti.. solo che io avevo il terrore di questa cosa. Ma è andata..

Devo dire che l’anestesista è stato gentile e veloce e mi ha parlato quasi tutto il tempo, e poi c’era Margherita che mi teneva per mano.
Subito dopo la spinale mi hanno fatta distendere sul lettino e ho iniziato a sentire un formicolio alle gambe. Hanno alzato il telo davanti a me e i chirurghi hanno iniziato il loro lavoro.

Io a quel punto avuto un attimo di panico e avevo voglia di alzare la testa e guardare cosa succedeva.. ma è comparsa Annalisa che mi ha detto di guardare solo lei. Anche Simone mi parlava e ho scoperto che aveva lavorato con il dr Camanni all’ospedale Gradenigo.

Credo fossero circa le 10-10.30. Simone ogni tanto mi parlava e mi accarezzava la testa dicendomi che stava andando tutto bene. Io ho iniziato comunque un po’ a spazientirmi e a preoccuparmi, anche se cercavo di concentrarmi sulla musica.
Durante il cesareo di Giorgia avevano tagliato e poi l’avevano tirata fuori, in pochi minuti, mentre questa volta mi sentivo schiacciare dallo stomaco in giù e vedevo che ci stavano mettendo tanto tempo ..

Come potrete ben immaginare in quel momento frullano mille idee in testa, anche senza senso.. ho iniziato a chiedere cosa succedeva e Annalisa mi ha risposto che stavano andando pian pianino per non mettere a rischio il mio utero.
Non so nemmeno che canzoni suonassero in quel momento.. era passata un’eternitá e ancora non avevo il mio Matteo tra le braccia .. però tutti mi sorridevano e rassicuravano, il clima restava sereno .. evidentemente stava davvero andando tutto bene.

E poi l’ho sentito… sulle note di Country Road, una delle mie canzoni preferite, ho sentito il primo urletto di Matteo e poi il suo pianto. Ho detto: “eccolo eccolo eccolo!!” .. qualcuno ha detto l’orario, 10.57 .. e poi me l’anno messo sul petto e ho potuto vederlo, annusarlo, baciarlo, e anche toccarlo con il braccio libero.
Era bellissimo, già bello paffuto e urlante.
Me l’hanno lacciato un bel po’ (Giorgia l’avevo vista pochi secondi e poi via) ed è stato bellissimo.

Quando l’hanno spostato per lavarlo ho sentito che dicevano che pesava 3,680kg e non mi pareva vero visto che sua sorella pesava esattamente un kilo in meno (e io avevo preso molto più peso!).

A questo punto il tempo si è nuovamente dilatato. Avevo fretta di uscire dalla sala e di rivedere il mio bimbo ma sembrava che i medici non finissero mai di ripulirmi e ricucirmi. Qualcuno aveva anche abbassato la musica, o l’aveva spenta, perciò non la sentivo più.

Finalmente poi hanno finito a Annalisa mi ha detto che mi avrebbero lasciata un po’ nella saletta accanto e mi avrebbero portato Matteo.
Margherita e la sua collega mi hanno messa sulla barella con le ruote e subito fuori dalla sala operatoria ho visto mio marito con in braccio Matteo. Mi hanno sistemata nella saletta e poi Annalisa mi ha messo Matteo addosso e mi ha aiutata ad attaccarlo subito al seno. Lui ha preso il capezzolo senza problemi ed ha iniziato a ciucciare!
Mio marito era accanto a me e le infermiere avevano anche portato le casse e riacceso la musica.
È stato un momento meraviglioso, di perfezione assoluta, di gioia e tenerezza.

Matteo nudo, solo con il pannolino, sul mio petto nudo, e mio marito felice e commosso accanto a me. Con la mano libera accarezzavo quel corpicino caldo, quei minuscoli piedini, quella testolina profumata.
Non sentivo nient’altro che amore, dentro e fuori di me.
Siamo rimasti così per un’oretta circa, ad assaporare ogni istante di quella magia.

Poi hanno dato Matteo in braccio a mio marito e siamo usciti. Erano le 14 circa ed erano tutti lì ad aspettarci, da più di 5 ore!
Giorgia mi sembrava confusa e mi guardava con gli occhioni spalancati.. sarei voluta scendere dalla barella e prendere in braccio anche lei!

Mi sentivo infinitamente felice. Stanca ed euforica allo stesso tempo. E non vedevo l’ora di riprendere il mio bimbo tra le braccia.

Quasi due mesi di Matteo: vi racconto come va!

Ragazze le giornate sono volate (un po’ meno le nottate!) e il mio Matteo ha ormai quasi due mesi!

Inutile dirvi quanto lo ami, anche se sono infinitamente stanca. Stó cercando di stare dietro a tutto .. lavoro, blog, Giorgia, casa, ecc. e di non rinunciare comunque mai ad una passeggiata nè ad invitare gli amici a casa ed a volte, credetemi, c’è da impazzire!!

Forse a volte ho troppa fretta di fare tutto e dovrei invece dedicarmi solo a Matteo e basta. Sono ben consapevole che questo sia solo un periodo, che anzi poi alla fine passa in frettissima , e che presto ricomincerò a dormire, ad andare in palestra, ad uscire di più, perciò sto anche cercando di ritagliarmi dei momenti da passare solo con il mio bimbo, a guardarlo, annusarlo, e immaginare chi sarà lui “da grande”.

Mi chiedono spesso se si prova qualcosa di diverso con un maschietto rispetto ad una femminuccia (o viceversa) e sinceramente non so rispondere!
Ovviamente lo amo quanto amavo Giorgia (anche se lei di notte dormiva di più!!) e la tenerezza che ho nell’occuparmi di lui è la stessa. Forse sono anche più rilassata, perché è proprio vero che con il secondo si bada meno ai dettagli!

Mi piace dire che lui starà per sempre con la mamma e che sarò il suo unico amore, ma naturalmente farò il possibile (spero!) perché lui possa percorrere la sua strada e anzi spero che il suo cammino sia pieno di viaggi, di scoperte e di amore.

Ho voglia di raccontarvi il momento del parto, che come vi avevo accennato è stato molto meglio di quel che mi aspettassi, e anche purtroppo dei dolori successivi, che purtroppo come un po’ mi aspettavo non sono mancati, ahimè.

Ma ho bisogno di tempo, e per ora sto dando priorità alle vostre mail e alle vostre storie (questo post lo sto scrivendo dal cellulare mentre allatto!).

Poi devo anche raccontarvi che sarò ospite in una trasmissione televisiva .. e per il blog ho tanti nuovi progetti! Tempo al tempo, farò tutto, promesso!

State con me!

Una settimana di Matteo

Eccomi ragazze!

Gli ultimi giorni sono stati così intensi e così pieni di emozioni che non so da che parte iniziare per raccontarvi!

Matteoè nato come da programmi il 6 dicembre 2018, dopo circa un’ora di intervento (chiamiamolo così). Il parto cesareo è stato un po’ lungo perchè i medici hanno lavorato pian pianino, con cautela, per preservare il mio utero.

Sono entrata in sala verso le 9.45 e alle 10.57 ho sentito il primo urletto del mio bambino. Inutile descrivervi l’emeozione. Suonava questa canzone, per me speciale perchè mi ricorda un bellissimo viaggio fatto con mio marito. Dal 6 dicembre e per sempre Take me Home, Country Roads sarà legata alla nascita del mio cucciolo.

(Ovviamente sono entrata in sala operatoria ascoltando Moonlight Shadow!)

Matteo ha compiuto ieri una settimana di vita e a me ancora non par vero. Io inizio a sentirmi meglio e a godermi pienamente solo il bello di questa nuova meravigliosa avventura.

Inizio col dirvi che è andato tutto bene, anzi alla grande, e che alla fine sono stata felice di aver scelto l’ospedale Maria Vittoria per il parto. Ho incontrato medici, ostetriche e infermiere capaci e gentili (soprattutto le ostetriche e le pediatre del Nido) e sono stata “accompagnata” ed accudita nel migliore dei modi possibili.

Ho avuto la mia famiglia sempre accanto, in primis mio marito e la mia mamma, e davvero non avrei potuto, nonostante i dolori che non vi nego, vivere esperienza migliore. E’ il quarto taglio sul mio pancino e la cosa si fa sentire .. ho avuto bisogno di molti antidolorifici sia in ospedale che a casa ma ce l’ho messa tutta e il giorno dopo il parto ero in piedi, super motivata a dimostrare a tutti e soprattutto a me stessa che stavo benone e potevo occuparmi del mio piccolo in autonomia e tornare a casa quanto prima .. e infatti ho trascorso solo tre (lunghissime) notti in ospedale!

Per fortuna con le compagne di stanza c’è stata subito sintonia e ci siamo supportate e incoraggiate a vicenda. In camera c’era un bel clima e questo ha senz’altro contribuito a facilitare il tutto.

Ho intenzione di raccontarvi nel dettaglio come si svolge un parto cesareo, fase per fase, ma non in questo post. Oggi voglio soltanto dirvi che sono infinitamente felice e che il mio bimbo è un angelo. Ho la fortuna di vivere questo primo periodo con Matteo con mio marito sempre accanto perchè può rimanere a casa con me e le nostre giornate fatte di poppate e ritmi lenti (sono a casa da domenica) sono bellissime.

A dirla tutta ho anche una gran voglia di uscire e visto che mi sento meglio conto di andare presto a fare una bella passeggiata con il mio pupetto, anche per iniziare a raccontargli un po’ di questo mondo.

Nei prossimi giorni mi metterò al lavoro per rispondere a tutte le vostre mail arretrate, che sono tipo trenta .. Nell’ultima settimana mi avete scritto proprio in tante, preoccupate per i vostri fibromi .. Arrivo!! Ho anche un po’ di articoli in arretrato con le vostre esperienze da pubblicare. Lo farò al più presto .. Devo solo un po’ ripendere il ritmo perchè non è che qua di notte si dorma molto!!

Ci siamo! Domani nascerà il mio Matteo!

Ci siamo ragazze, il gran giorno è arrivato! Domani nascerà Matteo e ancora non mi sembra vero.

Ovviamente sono travolta da una valangata di emozioni, anche un po’ contrastanti .. da una parte il forte desiderio di stringerlo finalmente tra le braccia, di annusarlo, di riempirlo di baci, e di scrutarne ogni singolo centimentro, dall’altra la paura per l’ennesimo intervento.

Penso che ora sono qui, cammino e mi muovo, mentre domani sarò in un letto d’ospedale, ancora una volta, immobile e con una ferita dolorante, e probabilmente con una flebo al braccio. Insomma non ho voglia. Lo so lo so, stavolta sarà molto diverso, lo faccio per il mio piccolo e appena lo vedrò dimenticherò ogni dolore, però adesso vi dico sinceramente che non ho voglia di rifare tutto l’iter .. e poi provare ad alzarsi, con la ferita che brucia e i punto che tirano, e poi provare a camminare, e poi non essere indipendente, non poter da sola provvedere alle mie necessità.

E poi il lettino freddo della sala operatoria, quella luce accecante, e tutta quella gente intorno a me nuda e gelata … Uff insomma!

Lo so mi fa male pensare così adesso. Infatti ora che mi sono sfogata con voi posso cancellare i brutti pensieri e pensare solo al meglio.

Ho preparato per Matteo ben 3 fiocchi nascita e uno l’ha creato mamma e non vedo l’ora di appenderli sotto casa e fuori dalla porta della camera e di farne portare uno a scuola di Giorgia. Per lei ho anche un bel regalino, portato dal fratellino, e già mi pregusto quanto sarà bello vederli insieme e quanto sarà dolce lei, sia con me che con Matteo.

Ho preparato una playlist di canzoni da ascoltare in sala operatoria, se davvero sarà possibile. Durante uno degli ultimi giri in Pronto Soccorso ho incontrato Annalisa, che veniva in classe con me al liceo e ora fa l’ostetrica al Maria Vittoria, che inizialmente mi aveva detto che in ospedale avevano messo la filodiffusione e che quindi anche in sala operatoria si sentiva la musica. Ieri mi ha scritto che in realtà il sistema non funziona, e mi ha detto che volendo avrei potuto portare una cassa e il lettore mp3, così abbiamo preparato il tutto.

Ci sono alcune delle mie canzoni preferite, e naturalmente la mia Moonlight Shadow, per prima. Spero tanto sia davvero possibile ascoltare la mia musica. Penso aiuterebbe molto.

Domani mattina ci sono in programma solo due parti cesarei, perciò dovrei passare abbastanza presto, e comunque senz’altro domani a quest’ora avrò il mio bimbo tra le braccia. Che bel miracolo che è la vita, a me ancora non sembra vero … Cerco di immaginare il suo volto ma non riesco (ricordo che anche per Giorgia era stato così).

Ragazze pensatemi domani mattina. Mandatemi tutte le vostre belle energie positive, la vosta forza, la vostra amicizia. Voglio sentirvi tutte accanto a me!!

Legatura delle tube per evitare un’altra gravidanza: anche no …

Anche se lunedì la visita al Pronto Soccorso ha rivelato un liquido amniotico nuovamente nella norma (e un bambino sanissimo e scalciante), ieri poi ho avuto di nuovo di che preoccuparmi. Uffa.

Sono stata al Consultorio dalla dottoressa Cassina per l’ultima visita prima del parto e le ho riferito del forte prurito che avevo sentito negli ultimi giorni e del fatto che avevo risolto con qualche doccia fredda e lei per essere sicura che non si stesse ripresentando la colestasi gravidica mi ha mandata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maria Vittoria per effettuare un prelievo. Sinceramente non avevo nessuna voglia di andare, anche perchè ho pensato che quando ero incinta di Giorgia ho “sopportato” la colestasi per più di due mesi prima che lei nascesse, perciò anche se avessi scoperto di averla anche ora avrei dovuto “tenerla a bada” solo per una settimana, fino a giovedì prossimo, perciò non mi pareva che la cosa potesse rappresentare un pericolo. Nè per me nè per Matteo.

Le dottoressa comunque ha subito all’allertato del mio arrivo l’ospedale, perciò non ho potuto evitare di andarci. E poi devo dirvi che anche se a me pareva uno scrupolo eccessivo mi fido del giudizio della dott.ssa Cassina. Penso di aver trascorso una bella gravidanza anche grazie alle sue attenzioni, al fatto che ha scelto per me gli integratori giusti, ha riconosciuto un problema alla tiroide e ha verificato con scrupolo ogni mio sintomo, da più lievi ai più importanti.

Sono comunque uscita dal suo studio piuttosto demoralizzata perchè ieri, all’improvviso, mi ha detto una cosa che mai avrei ipotizzato e mai avrei pensato di sentirmi dire: secondo lei sarebbe opportuno che durante il cesareo mi sottoponessi anche alla legatura delle tube, per essere sicura di non avere più gravidanze in futuro. Secondo lei un’eventuale terza gravidanza sarebbe davvero molto pericolosa per me e per il mio utero, e mi ha chiaramente detto che è senz’altro meglio godermi da sana i miei due bimbi, che rischiare di rimanere di nuovo incinta.. Mi ha detto che non potrei utilizzare la spirale come contraccezione perchè il mio utero è troppo compromesso e che gli altri metodi contraccettivi potrebbero non essere sicuri al 100%.

Be’, sinceramente io non stò pensando adesso di avere un terzo bambino, e mi rendo conto anche di non essere più giovanissima … però penso anche che, chissà, la vita è piena di incognite, di sorprese, e bo’ non me la sento di decidere ora “per sempre” come dovrà andare .. E poi Giorgia e Matteo sono arrivati quando l’abbiamo deciso, non per caso, perciò non è che non mi sia chiaro come funziona .. insomma sono almeno vent’anni che mi pare di “controllare” adeguatamente la situazione!!

Certo, mi rendo conto che possa effettivamente esserci un pericolo, e che legando le tube ci si toglierebbe il pensiero e via .. ma questa proposta è arrivata troppo improvvisa, e con troppa decisione, e mi ha veramente sconvolta. Non è che io non le creda .. però se avessi creduto a molti altri non avrei nemmeno avuto Matteo, visto che il mio utero era da buttare.

Quindi quando sono arrivata al Pronto Soccorso non ero proprio di ottimo umore e continuavo a pensare a questa cosa delle tube. Per fortuna ho subito incontrato un’ostetrica meravigliosa, che mi ha tratta con una dolcezza infinita, difatti non mi pareva vero! Ho fatto tracciato e prelievo e poi sono rimasta in sala d’attesa per un tempo praticamente infinito per aspettare gli esiti delle analisi. In realtà ad un certo punto ho avuto un breve consulto con un medico, che però mi ha solo detto che loro non avrebbero analizzato i miei acidi biliari (che indicano la colestasi) ma solo le transaminasi, e che per gli acidi mi sarei dovuta recare alle Molinette. E che comunque potevamo iniziare ad aspettare i valori delle transaminasi e poi decidere il da farsi.

Dopo un’oretta e mezza ho pensato di tornare in reparto a chiedere se ci fossero news e ho incontrato nel corridoio la dottoressa Chieppa, il medico che mi farà il cesareo. Lei sapeva che ero lì perchè gliel’aveva detto la dott.ssa Cassina ma pensava fossi andata per discutere la questione della legature delle tube. Mi ha spiegato che non tutti i medici la fanno perchè alcuni sono contro questa pratica, che comunque causa un danno permanente nelle pazienti. Chi si sottopone a legatura delle tube quindi, anche se è consenziente, può in qualsiasi momento rivalersi contro l’ospedale.

Mi ha detto che lei di solito valutava caso per caso e nella mia situazione si sentiva di consigliarla, mentre di solito non era d’accordo ad effettuarla a donne che la richiedono come metodo contraccettivo, per non prendere la pillola. Mi ha anche detto che invece il direttore del reparto, il dr Contino, non la approva in nessun caso, e che perciò se il 6 ci fosse stato lui presente in sala operatoria non si sarebbe potuto fare.

In ogni caso mi è parsa un po’ più “morbida” sull’argomento rispetto alla dottoressa Cassina. E poi sapere che alcuni medici non la approvano in nessun caso mi ha rincuorata. Insomma allora non sono una pazza ad avere delle remore in merito!

Poi la dott.ssa Chieppa mi ha fatto l’ecografia e mi ha confermato che il mio Matteo cresce sano e scalcia un sacco, e che più o meno al momento pesa 3 chiletti. Le ho detto che ero un po’ tesa per il parto, da quando l’anestesista mi ha detto che avrebbe richiesto delle sacche di sangue per eventuali emoraggie, e che speravo di avere dopo una cicatrice come quella che ho ora (dopo il parto di Giorgia era bruttissima ma poi il dr Camanni me l’aveva sistemata). Lei mi ha risposto che farà del suo meglio..

Ho anche chiesto che questa volta il catetere mi venga messo dopo l’anestesia, e non tipo mezz’ora prima di andare in sala operatoria, com’era stato per Giorgia, e pare sia possibile (il dr Camanni mi ha confermato che proprio non ha senso provocare dolore o fastidio ad una paziente per mettere il catetere da prima, in reparto).

Stamattina dovrebbe chiamarmi la dott.ssa Cassina per sapere cosa ho deciso riguardo la legature delle tube. E’ una decisione da prendere in fretta perchè presuppone alcuni specifici preparativi, soprattutto dal punto di vista legale.

Ieri sera ho parlato al telefono con il dr Camanni e a tal proposito mi ha molto rincuorata. Mi ha detto che se anche nutro un minimo dubbio sulla cosa non dovrei farlo, che a suo avviso non è necessario e che potrò probabilmente utilizzare la spirale senza problemi. E che si, ho ragione, nella vita non si può mai sapere come andrà, e devo assolutamente fare quello che sento di voler fare. E poi che il mio utero, poverino, non è così malmesso come si vuole sempre dipingerlo, e che è certo che anche in sala operatoria andrà tutto bene perchè sono in ottime mani.

Insomma sentirlo è stato davvero incoraggiante, anche se ancora fatico a farmi una ragione del fatto che non potrò essere lui a tirar fuori il mio bimbo. Pensate che il dr Camanni inizierà a lavorare all’Ospedale Martini (dove avrei preferito partorire) come Direttore Responsabile del Reparto di Ginecologia il 15 dicembre. Se avessi avuto la scadenza anche solo una decina di giorni dopo avrei potuto partorire lì con lui .. non vi pare proprio un destino malefico e beffardo? Uffa!

Comunque il dottor Camanni stesso mi ha fatto riflettere sul fatto che ad un certo punto bisogna lasciare che le cose facciano il loro corso, senza volerle cambiare a tutti i costi. Lui del resto ha fatto il possibile per essere presente il 6 dicembre, ma pare proprio che tutto sia contro quest’eventualità ..

Bene, ora non mi resta che respirare profondamente e aspettare, tra un ultimo preparativo e l’altro, che sia ora di partorire.