Sara, il suo fibroma di 15 cm e l’embolizzazione al San Camillo di Roma

La storia di Sara e il suo fibroma di 15 cm. Leggiamo insieme quello che ci scrive.

 

Mi chiamo Sara e credo di aver avuto il fibroma più veloce della storia (in realtà era lì nascosto da un po’, ma non lo avevo notato).

Per come sono fatta io, mi vergogno di parlare dei miei problemi, raccontare le mie cose “intime”….Ed è questo il motivo principale per cui non sono mai andata dal ginecologo.

Ma dato che sono certa che questa possa essere una storia comune ad altre donne, ho deciso di raccontarla nonostante l’imbarazzo, perché spero che questo racconto possa servire a qualcuna per risolvere il problema in maniera rapida e (quasi) indolore come ho fatto io.

Ma procediamo con ordine.

Sono arrivata felicemente ai 40 anni, senza nessun problema di salute, lavoro in ufficio, pratico molto sport, ciclo puntuale come un orologio svizzero ed assolutamente privo di dolore, sintomi, emorragie…Avete presente le tizie della pubblicità degli assorbenti, che si buttano dal paracadute e fanno la ruota “In quei giorni lì”? Ecco, così.

Tutto questo fino a martedì 9 maggio, primo giorno di ciclo. A pranzo, inizio ad accusare uno strano mal di reni, appena accennato, che nel pomeriggio aumenta, nonostante la mia mezza bustina di OKI (che è la panacea di tutti i miei rarissimi mali), tanto che alle 7 di sera, decido di andare al pronto soccorso perché non ce la faccio più.

La diagnosi è colica renale, ma la dottoressa del pronto soccorso chiede un consulto ginecologico perché non è del tutto convinta.

Inizia il panico: Ginecologo? Con il ciclo? Per la prima volta?

E devo dire che il ginecologo ce la mette tutta per confermare le mie più recondite paure! Ma signora, alla sua età com’è possibile che non si sia mai fatta visitare?

E dopo visita ed ecografia, la diagnosi: fibroma, anche abbastanza grande (sui 10 cm) e la drastica soluzione: isterectomia…Tanto lei non vuole figli!

Ed è vero: figli non ne voglio, ma non voglio nemmeno essere tagliata e ricucita con così tanta leggerezza!!

Il giorno dopo sono su internet e trovo questo fantastico blog. Titubante, faccio una domanda, e subito, nella risposta, trovo solidarietà ed incitamenti al coraggio da parte di ragazze che ci sono già passate, e che mi fanno sentire meno sola.

Antonella, l’angelo che mi ha accompagnato durante tutto il percorso, mi dice di non perdere tempo e chiamare il Dott. Morucci.

Non so perché, ma l’ho chiamato subito, fidandomi delle parole di una persona mai vista né sentita. E subito, chiacchierando con lui, ho sentito dall’altra parte del telefono non solo un dottore, ma soprattutto una persona di cui potermi fidare, tanto che ho prenotato una visita con lui per il lunedì successivo. (Nel frattempo ho dato buca al ginecologo che mi aspettava per fissare i dettagli dell’intervento!!).

Non me lo dimenticherò mai, l’incontro con il Dott. Morucci: mi racconta il suo lavoro, mi chiede di me e della mia vita e alla fine mi visita, confermando la diagnosi del ginecologo, con un’aggiunta: il fibroma non è uno ma sono tanti, non è da 10 cm ma almeno da 15 cm ed il dolore è dovuto al fatto che, avendo finito lo spazio a disposizione, preme contro i reni ( Ho scoperto dopo che rischiavo il blocco renale ed intestinale).

Nonostante questo, il Dottore non perde il sorriso e la calma: dice che posso pensare all’embolizzazione, decidendo il momento per me più comodo. Mi dà tutte le indicazioni necessarie e mi spiega che si tratta di un intervento tranquillo, in cui lui è specializzato e che mi rimetterebbe in piedi in qualche giorno.

Iniziano i dubbi: come incastrare il tutto nella mia vita? Mi ricovero venerdì, sabato e domenica? A giugno, luglio, agosto, dopo le ferie, dopo tutti gli impegni programmati ed irrinunciabili? Oppure subito e mi tolgo il dente al volo?

Il giorno dopo, la decisione: il dottore mi può inserire in un “buco” la settimana successiva (martedì 30 maggio) per cui evito di aspettare, rischiando di sentirmi ancora male.

Finalmente arriva il giorno fatidico ed iniziano i preparativi per l’embolizzazione.

In primis: catetere…attimi di panico!

Nonostante la gentilezza e la simpatia dell’infermiere che mi prepara e cerca in tutti i modi di mettermi a mio agio, niente da fare: la “pratica” non mi è proprio piaciuta!

E poi: camice, cappellino, calze…

Infine arriva il dottore e tutto ha inizio: anestesia locale ed antidolorifici a go-go…

L’intervento per me è stato un pò fastidioso, perché ho sentito forti bruciori, quando iniettavano la sostanza embolizzante. Mi ha spiegato il dottore che i miei fibromi erano grossi, molto vascolarizzati e di conseguenza molto innervati (quindi in sostanza, il dolore è stato più del normale).

Comunque nel giro di un’oretta, tutto finito.

Mi riportano su in camera ed inizia una notte movimentata: ogni paio d’ore scatta la chiamata per i poveri infermieri di turno, per “aumentare la dose” di antidolorifici.

Anche la mattina dopo non si annuncia delle migliori. Tra l’altro, scopro che uno degli effetti indesiderati della morfina è la nausea, quindi passo il tempo a metà strada tra il letto ed il bagno!!!

Però, già nel pomeriggio, la situazione si stabilizza ed il giorno dopo, rimane solo un po’ di stordimento, qualche dolore ed una quantità industriale di antidolorifici.

A casa, ancora qualche fastidio che comunque mi permette di riprendere la mia vita normale. E per normale intendo gente a pranzo, pulizie industriali post guerra chimica (la mia assenza di ben 2 giorni si è fatta sentire) e giardinaggio estremo con tanto di svasi e rinvasi, sistemazione orto e così via…

E, dal lunedì, di nuovo a lavoro.

La cura di antidolorifici ed antibiotici termina a distanza di 5 giorni, e penso bene di  passare la giornata seguente in montagna, attivata per la ricerca di un disperso! Devo dire che 8 ore di scarpinata all’inseguimento del mio cane concentrato sulla traccia, le ho pagate il giorno dopo con estrema fiacca e acciacchetti vari….

forse dovevo prendere più alla lettera il consiglio di riprendere l’attività fisica con moderazione e gradualità!!!

Ma il tutto succede ad un mese esatto dalla terribile scoperta!!!

Grazie ad Antonella di tutto il supporto, delle mappe per raggiungere l’ospedale, dell’elenco delle cose da fare e da portare, del suo modo di sdrammatizzare e farmi coraggio…

E grazie al Dottor Morucci, che una volta finito tutto mi ha detto: “Ho capito subito che dovevo conquistarmi la tua fiducia e fare tutto al volo, altrimenti non ti saresti decisa.” Non credevo che un dottore potesse prendere una paziente  così a cuore. In lui e nel suo team ho trovato non solo estrema professionalità, ma anche tantissima umanità.

È grazie a loro che il mio incubo è durato solo 30 giorni!

 

Pre e post operatorio: attenzione alle pratiche ormai desute (o dannose!)

Quando sono stata operata dal dr. Camanni all’ospedale Gradenigo di Torino sono rimasta stupita, tra le altre cose, di come la preparazione all’intervento e le pratiche del post operatorio, differissero da tutto quello che era stato attuato alla clinica San Luca di Torino, durante il mio primo intervento (e che avevo trovato particolarmente pesante, fastidioso e doloroso).

In seguito avevo chiesto chiarimenti al dr. Camanni e avevo scoperto che cos’è l’ERAS (che approfondirò in un altro articolo) e qual è la visione del dr. Camanni e dei suoi colleghi delle pratiche che devono essere attuate in previsione di un intervento, e successivamente a questo, e di tutto ciò che invece lui ritiene superfluo se non dannoso.

Ho chiesto al dr. Camanni di approfondire il discorso per noi perchè mi piacerebbe che chi deve sottoporsi ad un intervento chirurgico sapesse bene cosa deve aspettarsi e cosa può chiedere che, in qualche modo, venga evitato.

Ecco quindi qualche chiarimento riguardo le pratiche che possiamo considerare desuete e che possiamo chiedere che ci vegnano evitate!

Gigliola che non sa se arrendersi all’isterectomia

Gigliola ha 48 annie abita a Sansepolcro, in privincia di Arezzo.  Soffre di fibromi fin da quando era giovane ma ha sempre avuto fibromi molto piccoli (max 2 cm) che non le davano alcun fastidio e che secondo i medici non destavano preoccupazione.

Dall’anno scorso i fibromi di Gigliola sono cresciuti fino a misurare 5 cm e ad ottobre lei ha cominciato ad avere mestruazioni veramente abbondanti, emorragiche. Si è sottoposta a terapia con Progestinici, poi progesterone naturale e infine in ultimo le è stata prescetitta la pillola anticoncezionale combinata Zoely.

Durante l’ultima ecografia effettuata in ospedale durante un ricovero a seguito di un’emorragia veramente forte A Gigliola sono stati riscontrati uno fibroma di 7 cm, 1 di 5 cm e 1d i 4 cm e altri piccoli.  E’ arrivata con l’emoglobina 8 da 10,1 che avevo 10 giorni prima. Tra l’altro Gigliola si trovava fuori per il weekend ed è stata ricoverata all’ospedale di Fermo nelle Marche.

Gigliola ha poi consultato altri medici e tre ginecologi le hanno detto che la sua unica soluzione è togliere l’utero.Uno dei tre le ha spiegato che togliere l’utero le migliorerebbe la qualità di vita e che lei non riscontrerebbe alcuna conseguenza nè sulla sessualità nè sulla psiche, ma che anzi migliorerebbe grazie ad una salute migliore.

Le ha inoltre detto che Esmya non serve a ridurre i fibromi ma solo ammorbidirli per provocare meno sanguinamenti.

Gigliola mi ha scritto per avere consigli riguardo i centri che praticano gli ultrasuoni focalizzati per la rimozione dei fibromi e ha anche preso appuntamento con il dr. Lupattelli.

Stà valutando anche l’isterectomia visto che tutti i medici che ha icnotrato non le hanno proposto alternative. Io le ho detto che l’isterectomia deve essere una scelta ponderata, e per sceglire bisogna almeno avere delle alternative.

Qualcuna conosce un buon ginecologo nelle vicinanze di Arezzo da consigliare a Gigliola? Lei valutarebbe anche l’intervento chirurgico, ovviamente con la conservazione dell’utero.

 

 

Laura operata in laparoscopia per un fibroma di 10cm

Laura mi ha scritto per condividere con noi la sua esperienza con i fibromi, che inizia con una diagnosi di infertilità e che ancora non è conclusa. Nonostante ciò, le parole di Laura mi sembrano piene di positività e di riconoscenza, perciò pubblico proprio volentieri la sua storia, ringraziandola tanto.

 

Ciao, mi chiamo Laura e ho 45 anni, i miei problemi iniziano circa 10 anni fa quando purtroppo mi viene fatta una diagnosi di infertilità di secondo grado sine causa.
Purtroppo non riesco a restare incinta e, mio malgrado, devo cominciare il percorso di procreazione medicalmente assistita.
Alla quarta IUI senza risultato decido di abbandonare. Ad un’ecografia successiva (anno 2013) mi scoprono 7 piccoli fibromi, piccolissimi, di poco conto secondo loro che non mi avrebbero dato nessun problema.
Arriviamo a maggio 2015, sono distesa a letto una mattina, il gatto passeggiando mi passa sulla pancia a livello della vescica e sento un fastidio. Avendo la visita di controllo ginecologica annuale fissata fatalità per la settimana dopo, non mi allarmo piu di tanto imputando il fastidio a un’infiammazione alla vescica.
Alla visita ginecologica invece mi viene scoperto un FIBROMA SOTTOSIEROSO SUBMURALE di ben 9 cm, esterno quindi all’utero e posteriore e che quindi schiaccia tutto verso il basso.
Unica strada, l’intervento… Una batosta che non vi dico… non mi aspettavo nulla di tutto cio, in cuor mio che speravo ancora in una gravidanza potete immaginare cosa poteva comportare questa cosa..
La mia ginecologa però non prende neanche in considerazione l’ISTERECTOMIA (cosa che invece il mio medico di base, quando gli ho portato l’ecografia etc, mi ha quasi messo per certa anche con molta naturalezza “ti sfilano l’utero da sotto, non è un grande intervento, ma fatti lasciare le ovaie, sai per la premenopausa” , sono uscita piangendo… non ero preparata a finire tutto li..) e mi fa prendere appuntamento con un chirurgo della sua Equipe che lavora a B.go Trento (VR) il dr. BERGAMINI che è un luminare della LAPAROSCOPIA. Mi garantisce chè è l’unico in grado di farlo!!
E cosi è lui mi garantisce che mi avrebbe lasciato l’utero (salvo complicazioni ovviamente), mi opero a fine settembre in laparoscopia, nel frattempo il mio caro fibroma era di 10 cm, in una posizione in cui mi aveva spostato le ovaie a destra e in alto e cominciava a darmi qualche problema di incontinenza (di notte mi alzavo anche 3-4 volte). Il giorno dopo quando passa per la visita mi dice che è stato un bel intervento ma che comunque era andato tutto bene.
Quando mi dimettono leggo il referto chirurgico e vedo che oltre a quello li me ne sono stati tolti altri due, uno di 5 cm e uno di 4,5…
Capisco che le mie speranze di gravidanza ormai sono nulle (l’età in questo momento ho 43 anni) e cicatrici sull’utero, la mia ginecologa infatti mi consiglia solamente la ICSI che non prendo neanche in considerazione.
Alla visita successiva a 6 mesi dall’intervento mi ritrovo un nuovo fibroma di 2,5cm… giuro! Mi è venuto da piangere!! Oltre al ciclo sballato (questa primavera mi è saltato per 4 mesi) che si sta regolarizzando solo ora (mi dicono che dopo un intervento cosi è normale) un nuovo MALEDETTO FIBROMA!!!! Lo tengo controllato anche con l’alimentazione e finora è ancora della stessa misura.
Ma vi posso garantire che ringrazio ogni giorno il Dr. BERGAMINI!! Grosso cosi eppure mi ha proposto subito la Laparoscopia!! Se dovesse servire sono disponibile a darvi tutti i riferimenti!!!
Per una donna giovane è molto importante psicologicamente sapere che si puo fare anche cosi e mantenere le proprie speranze di avere figli.

Grazie ancora per aver portato alla luce questo argomento, molto delicato e poco trattato!!! Anche dai ginecologi stessi, sembra una cosa del tutto normale ma non lo è, quando ci si trova a dover affrontare una cosa del genere. Anche per una coppia che cerca figli è un ulteriore motivo di stress e tristezza…

Ciao e spero di essere stata d’aiuto!!!

Si parte per le vacanze! Vi inconterò lungo il mio cammino?

Ragazze sono in partenza! Questa notte partiremo per un lungo viaggio che ci porterà ad attraversare tutta l’Italia, con varie tappe lungo il percorso, fino ad arrivare in Puglia.

Sarà una bella vacanza, ma mi toccherà anche lavorare, perciò avrò sempre dietro il pc e continuerò a seguire il blog e a rispondere alle vostre mail e ai vostri messaggi su Facebook.

Ho pensato di raccontarvi della mia partenza e, soprattutto, del mio tragitto, perchè magari ci sarà occasione di incontrare qualcuna di voi lungo il cammino. Ci facciamo un bagno insieme, se siete fortunate e abitate al mare, o ci beviamo un caffè e facciamo due chiacchiere in qualche città o paesino lungo lo stivale.

Sulla cartina vedete solo il viaggio che farò all’andata perchè il ritorno è ancora in fase di elaborazione. Il bighi, con le sue solite mire espansionistiche, vorrebbe addiriuttra arrivare in Sicilia, dove abbiamo degli amici, ma io punto a rientrare a casa dopo il soggiorno in Puglia (a Gallipoli) perchè già così staremo via più di un mese e mi pare più che sufficiente!

Partiremo questa notte e la prima tappa sarà Gatteo a Mare: dobbiamo assolutamente trascorrere un paio di notti nel villaggio in cui Giorgia è stata l’anno scorso con i nonni perchè pare che quella sia stata la vacanza più bella che la nostra piccola abbia mai fatto!

Perciò amiche belle se vi trovate da qualche parte lungo il mio itinerario fatevi vive che ci vediamo!