Micol: la lotta ai fibromi e la sua prossima isterectomia

Della storia di Micol colpisce innanzitutto la pacatezza con la quale racconta un vissuto doloroso e per certi versi, ancora irrisolto. E’ il suo coraggio e il suo incontenibile ottimismo a darle la forza di attendere, fiduciosa, il suo secondo intervento. Micol subirà un’isterectomia il prossimo 2 maggio.  Viste le sue condizioni, il suo medico non crede sarà possibile eseguirlo in laparoscopia.

Ma procediamo con ordine.

Micol vive a Mantova, e oltre ad essere una donna piena di entusiasmo e di vita è anche madre di una splendida bambina. Prima della gravidanza ha subito una dolorosa isteroscopia operativa per rimuovere qualche piccolo fibroma. L’intervento fu eseguito inizialmente in anestesia locale perché i dolori che avrebbe avvertito, le dissero, sarebbero stati simili a quelli del parto. Ma le cose, purtroppo, andarono diversamente: a causa del dolore lancinante e insopportabile, l’intervento fu sospeso. L’operazione fu poi eseguita in day-hospital e questa volta in anestesia generale. Visto il buon decorso, Micol riuscì a tornare a casa la sera stessa.

Nel corso degli anni, fra un controllo ginecologico e l’altro, Micol non ha mai abbandonato le sue buone abitudini: la corsa, le lunghe passeggiate all’aria aperta, la gioia di vivere; la vita le ha poi regalato una bambina alla quale ha dato un nome dolcissimo, e per un certo periodo di tempo a Micol è sembrato che tutto procedesse nel migliore dei modi.

Ma i fibromi, si sa: non appena compaiono (o peggio, ricompaiono) sono capaci di spezzare ogni equilibrio perché rimescolano tutte le carte, rendono incerta la nostra vita e fragile la nostra serenità.

E così, anche nella vita di Micol, i “maledetti” fanno ritorno. Iniziano per lei una serie di cure con pillole progestiniche per tentare di tenere a bada sia le emorragie che i fibromi: prima assume Lutenyl senza alcun risultato; poi è la volta di Esmya, farmaco che le fa paura a causa dei possibili effetti collaterali. Difatti il primo mese con Esmya, scrive Micol, non è stato facile: un’emorragia importante l’ha costretta ad assumere un ulteriore farmaco, il Tranex, proprio un antiemorragico. Micol ha dovuto affrontare dolori muscolari, mal di testa e un diffuso senso di stanchezza che l’ha costretta a letto per un certo periodo. Malgrado ciò, Micol, che ha messo da parte i timori nei confronti di Esmya provando ad affidarsi con coraggio a questa cura, non ha ottenuto alcun risultato. Il volume del suo utero è aumentato e di conseguenza, è diminuita la possibilità di un intervento in laparoscopia.

Micol oggi è preoccupata ma non rassegnata. La vita l’ha già messa a dura prova diverse volte.

In seguito ad un aborto spontaneo avvenuto a tre anni di distanza dalla prima gravidanza, Micol non ha più provato ad avere un altro bambino. Gli esiti degli ultimi controlli, poi, non l’hanno incoraggiata affatto. Hanno escluso drasticamente la possibilità di una nuova gravidanza.

Per quanto triste e difficile da accettare, sono certa che Micol troverà la serenità e l’equilibrio che merita. Il modo in cui ha già affrontato tutto questo lo dimostra: il suo invidiabile ottimismo è un esempio per tutte noi! Non a caso, Micol comincia la sua lettera scrivendo: “Sono contenta di poter essere di conforto ad altre donne che hanno il mio stesso problema“.

Eh si, cara Micol, sii contenta. E’ questo ciò che  ti auguriamo.

Grazie per aver condiviso con noi la tua storia; resteremo in attesa del tuo lieto fine!