L’EMDR per la cura dei fibromi: intervista al dr. Mirko La Bella


Pubblico con piacere l’intervista al dr. Mirko La Bella, psicologo e specialista in psicologia congnitiva specializzato in EMDR. Il dr. La Bella è inoltre formatore e divulgatore scientifico indipendente, Responsabile Regionale del Piemonte della Società Scientifica Italiana di PsicoNeuro EndocrinoImmunologia e Docente di Psicologia Clinica ed Oncologica presso l’Università Popolare di Torino.

Curiosando sul suo sito ho inoltre scoperto che il dr. La Bella aderisce al Manifesto del Marketing Etico e, attraverso seminari interattivi, informa le persone sui rischi della pubblicità poco etica. Argomento davvero interessante questo, che mi ripometto di approfondire in un altro momento.

 

Che cos’è l’EMDR?

La sigla EMDR (Eye Movement Desensitizzation and Reprocessing) significa desensibilizzazione e riprocessamento attraverso i movimenti oculari.

L’EMDR fu una scoperta casuale avvenuta nel 1987 per un’intuizione di Francine Shapiro. Durante una passeggiata in un parco Francine notò alcuni pensieri disturbanti si depotenziavano completamente. Ciò che fece durante quella passeggiata fu muovere gli occhi in modo spontaneo e ripetuto. Da quel momento l’EMDR è stato oggetto di molti studi e ricerche sperimentali.

La desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari è un approccio psicoterapeutico basato sul modello di elaborazione adattiva dell’informazione (Adaptive Information Processing) rivolto alle esperienze traumatiche. L’EMDR si focalizza sull’elaborazione patologica dei ricordi traumatici e sulle sue conseguenze come per esempio l’evitare situazioni che possano essere collegate ad essi.

Il trattamento è complesso e consiste di 8 fasi. Una delle componenti maggiormente caratteristiche di questa tecnica è la stimolazione bilaterale alternata come ad esempio i movimenti oculari o il tapping (dei “tocchi” alternati sul dorso delle mani). I movimenti oculari durante le sedute di Emdr, sono simili a quelli del sonno della fase Rem. Attraverso questo procedimento si riattivano le capacità autoriparative del cervello. A livello biochimico la mente è così in grado di metabolizzare l’evento traumatico. Dopo il lavoro con Emdr i pazienti ricordano il fatto ma sentono che fa ormai parte del passato. A livello fisiologico si registrano modificazioni delle attività elettriche dalle aree cerebrali visive (attive nelle prime sedute) alle regioni cerebrali frontali e temporo-parietali (quando il ricordo è elaborato).

La correlazione tra eventi traumatici vissuti in passato e i problemi legati allo stato di salute è stata in qualche modo dimostrata?

Stiamo assistendo ad una vera e profonda rivoluzione scientifica. La nuova scienza chiamata Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) nasce dall’integrazione tra le scienze mediche, neurologiche e psicologiche. I collegamenti tra queste ricerche hanno mostrato che i tre pilastri della vita (sistema endocrino, immunitario e neurologico) sono profondamente influenzati in modo bidirezionale da ogni nostro pensiero ed ogni nostra emozione (sistema psicologico).
Proprio sulla base di queste evidenze ci sono studi che mostrano come lo stress cronico (non gestito) abbia un ruolo importante nella genesi di malattie anche gravi.

L’EMDR può essere definita una sorta di “terapia alternativa”? Un modo per curare malattie e disturbi senza ricorrere ai farmaci e agli strumenti della medicina tradizionale?

A mio parere non esistono “medicine alternative”. Una terapia o funziona, (ed allora è dimostrabile e replicabile) oppure no. E’ più giusto definire l’EMDR e la psicoterapia come terapie “complementari” nel senso che agiscono su un area di importanza biologica come la disregolazione emozionale.

In molti casi, ad esempio quando si subisce un trauma grave (incidente, grave diagnosi, terremoto) è possibile sviluppare un Disturbo Post Traumatico da Stress. In questi casi è stata dimostrata l’efficacia dell’EMDR nella risoluzione dei sintomi in completa assenza di farmaci.

Esistono anche casi in cui traumi costanti e ripetuti influenzano molto profondamente la personalità di un individuo. In questi casi i maggiori risultati si ottengono proprio dalla somma di farmacoterapia e psicoterapia.

L’EMDR può sostituire le cure tradizionali o viene utilizzata in associazione a queste?

Come già scritto nella domanda precedente l’EMDR non è sostitutivo ma è una tecnica di completamento in un iter di cura. La strada migliore è in assoluto l’approccio integrato per una salute ottimale. Significa buone cure medico-biologiche (farmacoterapia, chirurgia, riabilitazione), psicologiche ed ambientali (alimentazione sana ed attività fisica costante).

Da quanti anni è diffusa l’EMDR?

L’EMDR ha iniziato ad essere diffuso dal 1995. Le ripetute e solide evidenze scientifiche hanno portato ad un prestigioso riconoscimento di efficacia a livello mondiale. L’EMDR, infatti, è inserito nelle linee guida di intervento sui disturbi correlati allo stress dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Come mai questa tecnica è così poco conosciuta?

L’EMDR sta finalmente emergendo tra i molti orientamenti teorici che esistono in psicologia. Questo è possibile proprio grazie all’alto grado di efficacia ed alla solidità degli studi sull’EMDR. Anche testate giornalistiche nazionali dedicano spazio nei loro servizi all’operato dei terapeuti che usano questa tecnica. L’associazione per l’EMDR in Italia, infatti, collabora con enti ed autorità nelle grandi emergenze fornendo terapeuti qualificati che intervengono tempestivamente.

Che tipo di preparazione e competenze hanno gli specialisti dell’EMDR?

Diventare terapeuta EMDR è un percorso lungo. Per prima cosa è necessaria una laurea Magistrale in Psicologia o Medicina ed il superamento dei relativi Esami di Stato per l’abilitazione professionale. E’successivamente necessaria una specializzazione quadriennale in psicoterapia per accedere ai due livelli di formazione EMDR. Esistono livelli di perfezionamento ulteriore con percorsi mirati per diventare “Esperti” (Practitioner) EMDR.

Per quel che riguarda il caso specifico dei fibromi uterini, in base all’esperienza delle pazienti che ha in cura, è possibile concludere che esista una causa comune di insorgenza dei fibromi o ogni caso rivela un’origine differente?

Con i riferimenti scientifici che la PNEI mostra è possibile ipotizzare che fattori di stress cronico (lutti, relazioni interrotte, traslochi, ecc) alterino il sistema endocrino ed immunitario. Sebbene nella mia esperienza io abbia incontrato molte pazienti che attribuiscono il loro stato di malattia ad eventi traumatici successi circa un anno prima della diagnosi, tuttavia non esistono studi solidi che correlino in modo netto e chiaro i fibromi uterini esclusivamente a fattori emozionali. Così come per la terapia, che deve essere integrata e multidimensionale, anche comprendere lo sviluppo di una malattia è un percorso molto complesso con diverse variabili: genetiche, psicologiche, sociali ed ambientali.

E’ possibile, ad esempio, che l’insorgenza di fibromi uterini sia stata causata, o in qualche modo facilitata, da un evento avvenuto a pochi mesi di vita?

Esistono studi che mostrano come il “sistema uomo” sia in grado di apprendere memorie traumatiche anche durante i mesi successivi alla nascita. Non abbiamo, tuttavia, evidenze in particolare per i fibromi.
Che percentuale di riuscita ha una terapia EMDR?
La percentuale di riuscita di un trattamento EMDR è del 90% nelle persone che hanno subito un trauma singolo. I risultati delle ricerche condotte in questi ultimi anni hanno evidenziato che l’EMDR insieme alla terapia cognitivo-comportamentale è uno dei due trattamenti evidence-based per il trattamento del Disturbo Post-Traumatico da Stress.

Quanto tempo dura una terapia?

Rispetto alle sedute psicoanalitiche che possono durare molti anni, in media una terapia con EMDR per un trauma singolo dura dalle 4 alle 8 sedute. Se la persona però ha subito tanti traumi i tempi possono dilatarsi proprio perchè le memorie da elaborare saranno di più. Inoltre è imprescindibile una forte motivazione della persona ed una sintonia con il terapeuta. Basti pensare che, a prescindere dalla preparazione, può cambiare il grado di benessere provato in seduta se si preferisce ad esempio un terapeuta uomo oppure una terapeuta donna.

Come si svolgono le sedute?

Le sedute di terapia con EMDR si svolgono seguendo otto fasi.
La prima è quella di anamnesi in cui si valuterà l’idoneità della persona al trattamento, i bisogni che porta, eventuali disturbi oculari, eventuali necessità farmacologiche e, ultima ma non ultima, la diagnosi.
La seconda fase è di preparazione. La persona verrà istruita su come funziona la mente in caso di stress e, nel particolare, su come funziona la procedura EMDR. La terza fase è l’ assessment. Si procede all’identificazione delle componenti del ricordo target “generatore” verosimilmente correlato con il malessere della persona. La quarta e la quinta fase sono la desensibilizzazione e l’installazione della cognizione positiva. Attraverso questi step il ricordo traumatico è reso non disturbante e viene associata al ricordo traumatico la cognizione positiva. La sesta e la settima fase sono il body scan e la chiusura attraverso cui la persona viene stabilizzata e liberata da ogni tipo di tensione corporea e attivazione relativa all’evento.

In sintesi la terapia EMDR lavora su tre piani. Il primo è la ricerca dell’evento originale che ha stabilito la struttura cognitiva/affettiva disturbante. Il secondo è l’identificazione dei fattori scatenanti interni ed ambientali attuali, che stimolano il comportamento disadattivo e l’ultima fase è l’ installazione della risposta cognitivo/comportamentale desiderata, per incrementare il senso di autoefficacia del paziente. Il protocollo standard EMDR si focalizza, quindi, sull’evento o sugli eventi passati che hanno posto le basi per il disturbo, sugli eventi presenti che lo scatenano, e sull’acquisizione di modelli per un’adeguata funzionalità futura.

Può raccontarci di uno o più casi di pazienti con fibromi uterini che sono guarite (con scomparsa o diminuzione di volume del fibroma) o hanno trovato il modo di convivere con i miomi senza soffrire a causa dei sintomi dei suddetti?

L’EMDR non nasce come intervento per il trattamento sui fibromi ma per il trattamento dei disturbi correlati a stress. Sebbene ci siano evidenze scientifiche attraverso cui ipotizzare un ruolo importante degli eventi psicologici nell’alterare l’equilibrio immunitario, endocrino e neurologico, non ci sono studi precisi sulle donne che sviluppano fibromi uterini.

L’EMDR, tuttavia, si inserisce nel percorso terapeutico come mezzo per affrontare i momenti difficili che una malattia comporta. La comunicazione della diagnosi, il cambio dell’idea di se stessi dopo la malattia, l’aderenza alle cure. In questi momenti infatti è possibile sviluppare depressione o disturbi d’ansia che innescano circoli viziosi pericolosi in grado di aggravare la situazione organica.
Personalmente ho seguito donne che, successivamente all’operazione chirurgica, hanno sviluppato insonnia, fobie e disturbo post traumatico da stress. L’EMDR mi ha permesso di mettere la loro mente in condizione di elaborare le informazioni traumatiche.

A chi possono rivolgersi tutte le interessate?

I terapeuti formati in EMDR sono presenti in tutta Italia. E’possibile cercare il terapeuta più vicino visitando il sito internet www.emdr.it

Che consiglio si sente di rivolgere a tutte le donne che soffrono a causa di un fibroma uterino e non sanno che soluzione adottare?

Il mio consiglio è di non ripetere l’errore che fece il filosofo Cartesio ipotizzando una mente separata dal corpo. Siamo un network integrato. Oltre ad un supporto medico qualificato è utile lavorare anche sulla biochimica delle emozioni che, affrontando una problematica di questo rilievo, possono disregolarsi generando malessere. Oggi lavorare sul piano psicologico con tecniche efficaci e dimostrate scientificamente è possibile.

 

Grazie di cuore al dr. La Bella per la sua disponibilità e per la completezza delle informazioni fornite.


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