Tutte insieme per Carmen operata in laparotomia

amicizia-sincera-proverbi-728x344Mi piacerebbe che ci stringessimo tutte (in senso figurato ovviamente!) attorno a Carmen, che è stata operata ieri a Torino dal dr. Camanni, che le ha asportato una massa di fibromi di 1 kilo!

Carmen è arrivata martedì sera da Sondrio per essere operata ieri e ha affrontato sia l’intervento che il percorso che l’ha portata a prendere queste decisione con grande coraggio e determinazione. Pensate, è venuta qui sola! Io la ammiro tantissimo perchè penso che io, sola, non avrei mai trovato la forza e l’energia per reagire.

L’intervento chirurgico si è svolto in laparotomia classica (data la dimensione dei miomi) con anestesia epidurale e anestesia totale e Carmen ha dovuto anche sottoporsi a trasfusioni di sangue (il suo, che in accordo con il personale ospedaliero aveva preventivamente raccolto).

Io l’ho vista ieri sera e tornerò a trovarla oggi o domani. Vorrei portare con me anche tutto il vostro affetto e i vostri incoraggiamenti, perchè ora la nostra Carmen ne ha tanto bisogno!

Ilaria e il suo intervento in laparotomia

Finalmente Ilaria, di cui avevo raccontato nel post ‘Ilaria che subirà un intervento in minilaparotomia‘, può festeggiare serena la sconfitta del suo maledetto fibroma!

Ilaria è stata infatti operata con un intervento laparotomico il 26 giugno scorso e poche ore dopo mi ha scritto per informarmi che l’operazione era andata bene. Quella che doveva essere una minilaparotomia si è però purtroppo trasformata in un intervento un po’ più invasivo. Le hanno infatti messo ben 18 punti!

Ilaria non è stata tanto fortunata … non tanto per l’intervento in sè quanto per l’anestesia.

Lei in pratica oltre all’anestesia totale aveva anche il catetere epidurale da tenere nel post operatorio per gestire il dolore.  Dopo l’operazione si è svegliata e stava veramente bene: non le sembrava nemmeno di essere stata appena operata e grazie al catetere epidurale non sentiva neanche un minimo dolore.

Il giorno dopo l’intervento l’hanno fatta alzare e affichè lei potessa cambiarsi la camicia da notte le hanno staccato flebo e catetere epidurale. Nel ricollegare tutto l’infermiera ha però commesso un errore, mandando tutti i liquidi in vena, anche l’anestesia epidurale. A causa di ciò Ilaria è stata malissimo tutto il giorno, con vomito e giramenti di testa e solo alla sera si sono accorti dello sbaglio, hanno rivisto i collegamenti e tutto è passato.

Però per scongiurare altri effetti collaterali di questo erroraccio (l’epidurale in vena può provocare alterazioni della frequenza cardiaca) Ilaria ha passato la notte in osservazione collegata ad un sacco di macchine che mi misuravano tutti i parametri. Per fortuna lei ha risentito solo del vomito,  peró lo spavento é stato tanto!

Se non ci fosse stato questo imprevisto l’intervento di per se sarebbe stata una passeggiata” racconta Ilaria, che appena si è ripresa ha iniziato le ben note (almeno per me) camminate nei corridoi dell’Ospedale assieme alle compagne di sventura, un po’ storte per via dei punti che tirano.

 

Dopo una settimana finalmente Ilaria è uscita dall’ospedale e mentre scrivo ha già tolto i suoi 18 punti,  che equivalgono a circa 15 cm di taglio.
Il recupero è abbastanza faticoso perché la stanchezza è tantissima e comunque il taglio si fa sentire, ma come scrive Ilaria “niente di davvero esagerato, tutto superabile!!“.

Dopo l’intervento a Ilaria è rimasta anche qualche linea di febbre costante, che è anche il motivo per cui i medici non volevano farla uscire dall’ospedale. Di solito infatti la degenza é di 4 giorni, mentre Ilaria ne ha passati in ospedale 6 (e vi assicuro che se 6 giorni in ospedale sono infiniti, lunghissimi).

In ogni caso grazie al catetere epidurale il dolore post operatorio è stato assolutamente sopportabile. Solo una volta Ilaria ha chiesto un antidolorifico e le hanno dato una tachipirina. Ilaria segnala inoltre di aver indossato la panciera dopo la laparotomia e di averne tratto giovamento.

Ora dovrà rimanere a riposo fino alla fine di luglio ed è proprio necessario che demandi ogni fatica, soprattutto quelle relative ai dolori domestici, a suo marito!
Tanti auguri, con tutto il cuore, di pronta guarigione, cara ilaria. E mi raccomando, appena starai meglio concediti una piccola follia per festeggiare alla grande la tua nuova vita senza il maledetto!

Il mio incontro con il Dr. Lupattelli

Ieri ho incontrato il dr. Lupattelli a Roma, presso il suo studio di Smart Surgery.

Il mio incontro è stato incastrato all’ultimo tra tutti gli appuntamenti della giornata e devo dire che sia il dr. Lupattelli che la sua segretaria Emanuela si sono rivelati gentili e disponibili.

Ma l’embolizzazione fa male o no?

Visto che avevo appena pubblicato la sua intervista sull’embolizzazione del fibroma uterino, gli ho chiesto subito di approfondire il discorso relativo al dolore provocato dall’embolizzazione, sia quello che si può sentire durante l’intervento che il dolore post-operatorio. Nell’intervista aveva infatti dichiarato che “Il post operatorio può essere doloroso ma riusciamo generalmente a mantenere il dolore a livelli discreti con un’attenta terapia antalgica di supporto. In alcuni casi l’ischemia del fibroma puo’ essere discretamente dolorosa nelle prime 4-8 ore.”

Siccome il Numero 2 aveva in tutta leggerezza dichiarato che la mia miomectomia sarebbe consistita in un minuscolo taglietto e il tutto si sarebbe risolto in un attimo, senza nessun tipo di conseguenza, e si è rivelata invece un intervento complicato, doloroso e di lento e difficile recupero, ho voluto approfondire con il dr. Lupattelli proprio il discorso relativo al dolore fisico.

A quanto pare l’entità del dolore varia in proporzione alle dimensioni e alla posizione del fibroma. Nei casi però che presentano presupposti per cui si può immaginare che l’intervento comporti dolore, viene praticata l’anestesia epidurale. Penso inoltre (ma questa è solo una mia supposizione) che il dr. Lupattelli sia disponibile a supportare e rassicurare le pazienti che eventualmente ne facciano richiesta garantendo appunto questo tipo di anestesia.

Eliminare il mio fibroma in isteroscopia

Al dr. Lupattelli ho mostrato anche il referto della mia risonanza magnetica e ho scoperto questioni che avevo completamente ignorato. Fino ad oggi, infatti, i ginecologi che mi hanno visitata mi avevano sempre parlato di un grosso fibroma, di dimensioni variabili tra i 4 ed i 7 cm.

Il Dr. Lupattelli invece, leggendo il referto, ha spostato la mia attenzione su “alcune formazioni ovalari nella compagine, del diametro massimo di 35 mm (…) Suddetta formazione, indissociabile dalla parete uterina, è imputabile verosimilmente a fibroleiomioma sottomucosa, dotato di peduncolo (…)“. Praticamente quindi ho un secondo fibroma, peduncolato tra l’altro (come i fibromi di Maddy??), che secondo il dr. Lupattelli è il vero responsabile del ciclo abbondante, delle emoraggie e soprattutto dei miei dolori.

Io in realtà non avevo mai capito di avere un secondo fibroma! Nessuno me l’aveva mai detto e di certo non era facile capirlo leggendo il referto della risonanza magnetica. Comunque tale fastidiosa formazione potrebbe “facilmente” essere eliminata con un’isteroscopia. Il consiglio del dr. Lupattelli è quindi quelli di rimuovere questo piccolo fibroma con questo intervento per far cessare i miei dolori. Per affrontare una nuova eventuale gravidanza, invece, sarebbe necessario eliminare anche il fibroma grosso. Per rispondere a questa necessità, quindi, lui consiglierebbe di intervenire con l’embolizzazione.

Il mio parere sul dr. Lupattelli

Al di là di queste questioni, relative al mio fibroma e alla mia personale situazione, visto che in molte me l’avete chiesto confermo che il dr. Lupattelli è una persona gentile, disponibile e affabile nei modi. Nel suo studio mi sono sentita subito a mio agio ed anche se l’incontro è stato organizzato all’ultimo e incastrato tra un appuntamento e l’altro ho potuto fare tutte le domande che volevo e ricevere risposte esaustive. Non mi ha messo fretta e non ha utilizzato termini medici troppo complicati che io non potessi comprendere.

A me è sembrato veramente una brava persona. Un medico disposto a capire a fondo ciascuna della sue pazienti allo scopo di trovare la miglior soluzione. Un professionista in grado di offrire a molte una nuova speranza.

Insomma, a me ha ispirato fiducia!

Io comunque continuo a sperare che Esmya abbia sortito il risultato desiderato. Qualora però scoprissi che questo non è avvenuto, penso proprio che il dr. Lupattelli sarebbe il primo medico cui mi rivolgerei.