Storia di una luna di miele mancata

Ultimamente penso spesso alla storia di Paola (il nome è di fantasia) che ha dovuto rinunciare al suo viaggio di nozze a causa del Maledetto Fibroma.

Non conosco molti dettagli riguardo la sua esperienza. La sua storia l’ha raccontata suo marito a mia mamma durante una seduta di fisioterapia.

Paola soffriva, a causa di un fibroma uterino, di dolori fortissimi che come i miei la colpivano davanti, dietro e dentro.

Paola deve aver pensato, come riesco perfettamente ad immaginare, che quell’aereo che doveva portarla a vivere la sua meravigliosa luna di miele avrebbe potuto prenderlo comunque, nonostante il ciclo.

Avrà pensato di poter tenere a bada il dolore con qualche antidolorifico.

Avrà pensato di poter sopportare anche il peggio, pur di partire con il suo maritino per il viaggio che meritava.

Li conosco bene questi pensieri.
So come si fanno largo, piano piano, queste preziosissime speranze. Nonostante le esperienze passate, malgrado il dolore, a dispetto della paura.

Eppure il Maledetto Fibroma non le ha dato scampo. Non le ha concesso di vivere serena neanche il suo viaggio di nozze.

Paola è dovuta scendere dall’aereo prima del decollo, contorcendosi dai crampi.

Paola ha dovuto rinunciare.

Paola, subito dopo il suo matrimonio, è stata ricoverata in ospedale e quindi operata.

Spero che per Paola questa dolorosa esperienza sia solo un bruttissimo ricordo. Spero che questa storia abbia avuto un lieto, lietissimo fine e che Paola sia infine partita per la sua luna di miele che magari oggi sia in dolce attesa o anche già mamma.

Cara Paola, non ti conosco ma ti capisco perfettamente, e ti auguro ogni bene.

Stringiamo un patto

Maledetto, Maledetto, Maledettissimo Fibroma che non sei altro .. ti prego, stringiamo un patto.
Io me ne starò a casa, a riposto, tranquilla tranquillissima come mai, oggi, domani e anche un po’ dopo domani, e tu mi consentirai di trascorrere il week-end che voglio.

Consentimi di andare ad Asti, di fare formazione con i miei colleghi a Mura Mura, di partecipare alle cene e alle degustazioni, di giocare con Giorgia nelle vigne, di essere simpatica, socievole e non troppo intontita dagli antidolorifici.

Ti prego Maldetto Fibroma, lasciami vivere la mia vita questo week-end.
Lascia che io faccio tutto ciò che è programmato, e che avverrà con o senza di me.
Lascia che io trascorra serena il tempo che disidero.

Non ho più voglia di aspettare, rimandare, pazientare.
E comunque, questa volta, non è possibile.

Dolore, dolore e ancora dolore

A Roma sarebbe stato un disastro. Ed Esmya mi serve, eccome!

Giovedì

Giovedì pomeriggio ho combattuto un fortissimo mal di testa, di quelli con fitte lancinanti appena muovi la testa, o ti chini, o ti giri. Visto che con il Nimesulide non passava ho preso anche il Sinflex, fino d addormentarmi. La sera però, a parte lo stordimento, stavo abbastanza bene, e ho raggiunto Giorgia che era dai miei genitori.

Venerdì

Venerdì mattina sembrava tutto sotto controllo, a parte il ciclo abbondantissimo, così ho portato Giorgia in ludoteca. Certo, non ero al massimo delle forze, ma non stavo neanche poi così male.

A mia mamma e al bighi ho detto che stavo benissimo e avevo persino invitato a cena Milena e Matilde. Invece poi nel pomeriggio, il solito Maledetto dolore è arrivato.

Questa volta è stata veramente brutta, non so se peggio del solito ma sicuramente peggio del mese scorso. Mi sono contorta per i crampi tutto il pomeriggio e in certi momenti ho pensato anche che questa volta non ce l’avrei fatta ad arrivare alla fine del tutto. Che poi è un pensiero piuttosto inutile perchè non è che se concludo che non ce la faccio poi ho scelta. Che io senta di farcela o no comunque DEVO.

Mamma ovviamente era allarmatissima e voleva chiamare la guardia medica. Dopo due Sinflex, la tisana dell’Albergian che “allevia i dolori mestruali” (ah ah ah, una barzelletta nel mio caso), le coccole di mamma  e la mia pecorella dell’acqua calda, verso sera, il dolore ha iniziato a placarsi.

Il tutto mi ha lasciata completamente intontita e assonnatissima .. Giorgia invece era piena di energie e ha ballato e giocato fino alle 23 passate, meno male che c’erano mamma e papà!

Sabato

Sabato mattina per fortuna stavo abbastanza bene e io, e Giorgia, come da programma, siamo andate a prendere il bighi all’aereoporto. Volevo prendere un Sinflex per portarmi avanti ma leggendo il bugiardino ho avuto conferma che, come sospettavo, se l’avessi preso non avrei potuto guidare.Tra l’altro, leggendo nel dettaglio le controindicazioni, ho scoperto che anche il Sinflex aumenta il sanguinamento e va preso con cautela se abbinato ad antiemorrragici. Cioè nel mio caso andrebbe preso con cautela perchè, una volta giunti nel mio stomaco, Sinflex e Tranex entrano in combutta, l’uno cerca di aumentare il sanguinamento e l’altro di bloccarlo.

Il risultato è sempre più spesso un gran disastro.

Nel pomeriggio di sabato sono stata di nuovo male, come venerdì, e anche se il bighi era lì a curarmi e coccolarmi è stato difficile.

La rabbia che provo per questa situazione è immensa. Sono stanca, stufa, demoralizzata. A volte il dolore è così intenso, così persistente, così inarrestabile, da farmi piangere e sbattere i pugni. Ieri ho persino morsicato la pallina di gomma di Giorgia!

Oggi è domenica e, a parte un leggero mal di testa, stò meglio.

Ho bisogno di Esmya. Assolutamente. Completamente.

Così non posso continuare. E’ impossibile. Impensabile.

Sono stanca. Troppo.

Ed Esmya sia!

Dopo due giorni di antidolorifici e di riposo mercoledì mi pareva di stare già meglio, tanto che di pomeriggio io e Giorgia siamo uscite per andare a trovare Valentina, che partorirà a breve.

La sera i dolori erano lievi e sopportabili e anche giovedì tutto sommato non ho avuto di che lamentarmi. Ho pensato che le due giornate passate a letto mi avevano fatto bene e che i nuovi antidolorifici avevano davvero fatto bene il loro dovere.

Solo la perdita di sangue continuava a non dar cenni di diminuire, così ho preso un altro antiemorragico. Ero felice.

Avevo pensato “E anche per questo mese è andata, ed è stato più facile del solito!”. L’avevo creduto e l’avevo detto orgogliosa a tutti quelli che mi avevano chiesto come stavo.

Giovedì notte però, forte della mia guardia abbassata, il Maledetto Fibroma ha ripreso possesso del mio corpo. Mi sono svegliata in preda a forti dolori e in un bagno di sangue.

Erano i dolori che conoscevo bene: davanti, dietro, dentro. Ovunque. Come se tante spade mi trafiggessero. Come se un pugnale mi colpisse ripetutamente.

Ero delusa, demoralizzata, affaticata.

Ci siamo spostati in salotto, io e il bighi, per non svegliare Giorgia.

Mentre aspettavo che il Sinflex facesse effetto ho iniziato a temere che anche questo nuovo antidolorifico fosse diventato inefficace difronte al potere del Maledetto Fibroma ed ho avuto paura.

Lacrime di dolore e di paura … mentre cercavo di trattenere i singhiozzi immaginavo il Maledetto gongolare per l’ennesima vittoria. Il bighi mi massaggiava e accarezzava piano e mi diceva che anche questa volta ce l’avrei fatta, che presto sarebbe passato tutto.

Ci sono volute quasi due ore perchè il dolore diminuisse. Quando sono tornata a letto, esausta, brevi ma intensissime fitte mi impedivano ancora di prendere sonno. Finchè sono crollata e ho sognato animali spaventosi che mi inseguivano per uccidermi mentre scappavo in un labirinto di corridoi che ricordavano a volte casa e a volte l’ufficio.

Venerdì sono rimasta a casa e ho cercato di riposarmi ma non ho voluto rinunciare alla serata programmata con gli amici. Finalmente ci eravamo decisi ad andare a ballare e, a qualunque costo, non avrei detto l’ennesimo no.

Il Maledetto mi ha concesso una serata piacevole, per poi tornare prepotentemente alla ribalta sabato sera. Secondo il bighi il dolore torna appena mi stanco, quindi dovrei stare costantemente a riposo. Io ferma a letto posso resistere al massimo due giorni e mi sembra già moltissimo. Due giorni al mese già solo per un anno corrispondono a quasi un mese di riposo assoluto! Non ha senso ..

Oggi è martedì e finalmente il dolore sembra passato. Sono stata davvero stupida a pensare di potermela cavare in un paio di pomeriggi di crampi. Anche se il Maledetto stà morendo, o almeno questo è quello che voglio fortemente credere, il dolore è ancora troppo forte e io non ne posso più, davvero. Non ce la faccio. Né mentalmente né fisicamente.

E così oggi ho preso la mia decisione riguardo ad Esmya. Luca ha trovato in Svizzera una confezione da 28 pastiglie, così posso iniziare con un breve periodo di trattamento a costi un pochino più contenuti (poco meno di 300 euro).

Credo di aver un po’ deluso il bighi, che teme eventuali e al momento sconosciuti effetti collaterali e mi incita a combattere il Maledetto Fibroma con tutta la forza fisica e mentale che posseggo. Ma io, ripeto, sono allo stremo delle forze. Mi serve un aiuto reale, oltre che una nuova speranza cui attingere forza.

E così ora che ho deciso non mi resta che attendere la mia scatoletta miracolosa.