Filomena operata in laparotomia a Napoli dal dr Pellicano

Ecco la testimonianza di Filomena, operata in laparotomia a Napoli dal dr Pellicano.

Salve, mi chiamo Filo e sono della provincia di Benevento.

La mia storia con i maledetti fibromi inizia drammaticamente e dolorosamente a settembre 2019, quando mi procurano un aborto, o meglio un parto prematuro al quarto mese.

Non sapevo di averli. Gonfiore addominale, da sembrare incinta al 5 mese anche prima della gravidanza e pressione sulla vescica sono stati sintomi sempre snobbati dai vari medici e ginecologi. Una settimana di contrazioni da parto giorno e notte e un mese di sofferenze fisiche post aborto.

Fu così che iniziai a pellegrinare tra strutture ospedaliere di eccellenza del centro Italia e medici per avere conferma o smentita di quanto detto dagli illustri dottori della mia città. Ero già in attesa di intervento a dicembre da parte di un primario che mi aveva preventivato un taglio addominale enorme data la grandezza di 11 cm del più grande dei miomi, ma col grande rischio a 37 anni di perdere l’utero. Nessuna parola aggiunta e nessuna rassicurazione.

Mi reco di nuovo al Gemelli di Roma, già visitata un mese prima per la gravidanza e per tentare di portarla quanto più avanti possibile, quando ancora non avevo nessun sintomo se non la preoccupazione che quegli enormi mostriciattoli mi avrebbero creato problemi. Così ho conferma che l’intervento è tipo cesareo e che la mia condizione era al quanto delicata. Cominciare un iter lungo ed un giro di controlli a Roma senza avere un nominativo di riferimento mi ha destabilizzata.

Poi arriva quel consiglio da una amica operata a Napoli qualche anno fa dal Dott. Pellicano, che mi invita vivamente a prendere un consulto con questo ginecologo garantendomi di essere un medico sempre aggiornato e ricercatore in ambiti molto delicati quali endometriosi e miomi uterini. Fiduciosa dall’idea di poter incontrare direttamente chi mi avrebbe operata, fisso un appuntamento. Il giorno dopo il mio compleanno.

Unico medico a chiedermi cosa pensassi della mia situazione, quale idea mi fossi fatta e quali fossero i miei dubbi e preoccupazioni. Appurato che cercavo il medico a cui dare fiducia per farmi “mettere le mani addosso” mi prescrive quella benedetta cura di Esmya che tutti gli altri si erano rifiutati di farmi provare.

I tempi di attesa al Policlinico Federico II erano lunghi e non avevo un’assicurazione per coprire l’intervento in una struttura privata. Mi rincuora che l’attesa non sarà vana perché mi farà fare controlli ed il ciclo di Esmya servirà almeno a cercare di migliorare la struttura fibrosa dell’utero ed evitare emorragie durante l’Intervento.

Il primo mese si riducono i miomi di un cm in media poi restano stabili. Dalla prima visita, essendo lui specializzato anche in endometriosi mi individua subito una cisti di quasi 5 cm all’ovaio sx, da togliere anche quella. Possibile che prima di lui nessuno se ne sia accorto?
Ultima visita a fine febbraio, ci si vede all’intervento mi dice. Poi il lockdown e le crisi, la psicosi di vedere crescere i miei miomi, perché nel frattempo il secondo ciclo per mantenere stabile la crescita è vanificata dal ritiro del farmaco.

A maggio vengo ricontattata dall’ospedale per ripetere il day hospital pre operatorio già fatto a novembre e avere le mie disponibilità all’intervento. Poi il nulla, fino a quando risentendo il Dott. Pellicano al cellulare mi rincuora dicendomi che farà il possibile per operarmi entro l’estate, comprendendo bene il mio stato d’animo ansioso tra fare l’Intervento il prima possibile e la paura dell’Intervento stesso.

Nel frattempo fisso un appuntamento di controllo a distanza di 3 mesi dall’ultimo. Vengo chiamata all’improvviso dal Policlinico, ricovero mercoledì 27 maggio ed il 28 verrà operata. Mi crolla il suolo sotto i piedi, ma la visita col dottore il 25 mi tranquillizza molto. Avrebbe voluto a tutti i costi evitarmi il taglio ma la vicinanza dei miomi, la loro grandezza e la cisti lo fanno propendere per la laparotomia, mini taglio mi dice.

In ospedale, causa covid, il ricovero è blindato. Niente visite, solo il post operatorio è potuta esserci mia mamma per la notte. Tutti gentili e attenti a tranquillizzarmi. Io che avevo terrore dell’anestesia. Epidurale + generale, spiegato tutto passo passo unite sempre alle parole: stia tranquilla e rilassata non è niente. Mi fanno distendere in posizione da visita ginecologica prima che le gambe non rispondano più, una respirata di aria fresca nella mascherina e non vedo più nulla. Mi risveglio fuori dalla sala operatoria con il flebo di morfina già in corso, il tempo che facciano effetto e non sentirà più dolore mi dice lo stesso infermiere di prima, abbi fede Signora. Il tempo di arrivare in camera e la pace dei sensi dalle fitte sentire appena sveglia.

Il Dott. Pellicano dopo le rassicurazioni un minuto prima dell’intervento, passa a farmi visita in camera il giorno dopo per garantirsi che stia bene. Mi dice che mi ha rimessa a nuovo, togliendomi quei grossi brutti mostriciattoli e la cisti anch’essa grandicella. La pancia è sgonfia finalmente e morbida al tatto, mi commuovo nel raccontarlo al dottore della mia prima scoperta tastando la pancia, nonostante fossi ancora stordita dalla anestesia e addormentata dal bacino in giù. Il Dottore come promesso passa a salutarmi la domenica sera nonostante non fosse in servizio e la mattina del lunedì prima della dimissione. La sera scherzosamente mi dice che sta andando benone e che continuando così nel giro di un mese sarei tornata a casa. Impallidita mi conferma le dimissioni del giorno dopo, ha voluto tenermi un giorno in più in osservazione per suo scrupolo.

Dopo una settimana sono tornata nel suo studio per togliere i punti. In realtà mi ha tirato solamente un filo, e tolto il punto del drenaggio, non ho sentito nulla pur avendo paura. Anche qui mi rassicura dicendo: “ah sì la rimozione dei punti è dolorosissima”. Con le dovute osservazioni, una cura per tenere a riposo l’utero, tra 6 mesi potrei già pensare ad un’altra gravidanza. Gli altri medici che mi hanno visitata prima di lui mi mettevano ansia per l’Intervento perché poi avrei dovuto aspettare almeno 1 anno.

Io consiglio questo Dottore ho avuto commenti favorevoli anche da altre pazienti degenti nel reparto. Tra cui una mamma che continuava a ripetermi di essere in ottime mani, aveva salvato le ovaie della figlia 24enne, mentre altri medici ormai la davano per spacciata.

Mi sento di dire che l’intervento, almeno in laparotomia, non è una passeggiata ma tutto è sopportabile se si affronta con serenità, soprattutto se si ha fiducia in chi opererà. Cercare e chiedere pareri fino a quando non si sente di aver trovato il medico giusto per se stessi. Non è cosa ci dicono a il come a fare la differenza. Ce la dobbiamo fare a sconfiggere il maledetto!

Tanti auguri cara Filo, e buona nuova vita senza maledetti fibromi!

Il lieto fine di Beatrice, embolizzata al Niguarda dal dr Rampoldi

Che bello il lieto fine di Beatrice, che si è appena sottoposta ad embolizzazione del fibroma ad opera del dr Rampoldi, presso l’Ospedale Niguarda di Milano. Tanti cari auguri Beatrice, buona nuova vita senza maledetto fibroma!

Ciao Eleonora, voglio raccontarti la mia storia…….lunga, faticosa ma alla fine vincente…….

sono Beatrice …..di Milano…..o quasi. Vivo in Italia da oltre 15 anni e mi sento come a casa mia! La mia storia inizia nel 2015 quando il mio ciclo cambia improvvisamente – aumenta di volume e durata.

Non avevo dato nessuna importanza visto che dopo 10,12 giorni si fermava da solo senza intervenire. Sono andata avanti cosi per 2 anni. Dopo due anni facendo gli esami del sangue ho visto che l’emoglobina non era nel range, mi cadevano i capelli, avevo il fiato corto ed ero sempre stanca. Le mestruazioni abbondanti erano accompagnate dal dolore pelvico e grumi di sangue. In quel momento ho deciso di fare un controllo ginecologico . Il quadro clinico era: miomatosi uterina; il più grande fibroma era di 6 cm. Avevo 45 anni…….Da quel momento ho iniziato a girare un sacco di medici Milano, Monza……unica soluzione: l’isterectomia visto l’eta. L’idea non mi sorrideva per niente, ho continuato di andare avanti prendendo il ferro per far salire l’emoglobina fino in quel giorno quando mi sono ritrovata in pronto soccorso con un emorragia fortissima.

In quella sera ho avuto la fortuna di trovare un ginecologo che mi ha consigliato di prendere Esmya per un periodo. E stata la mia salvezza, un male necessario. Lo so che alcune di voi non si sono trovate bene con questa cura pero io in quel momento ero disperata ed ero pronta di accettare di tutto. I progestinici mi facevano male, gonfiore, nausea, mal di testa, ritenzione idrica, tachicardia …..quando ho preso Esmya ero rinata. Niente effetti collaterali, ciclo e dolori spariti. Sono andata avanti cosi per 3 anni……si……3 anni forse sono l’unica che ho fatto questa cura cosi tanto tempo sperando di andare in menopausa.

A dicembre 2019 avevo finito l’ultimo ciclo di Esmya. Non potevo più prenderla. Comunque poi e stata ritirata dalle farmacie……52 anni senza esmya con la menopausa che non arriva più e con gli stessi fibromi di sempre……..COSA FACCIO?!

La mestruazione e arrivata puntuale e travolgente di nuovo pronto soccorso con anemia in corso….stanca, debilitata, delusa mi rassegno ed accetto la proposta del mio ginecologo di sottopormi all’isterectomia di urgenza ………urgenza significa che dal momento della decisione e fino al intervento passavano solo 2 settimane. Sono state un incubo per me, due settimane di notte bianche, indagini sul internet, gruppi, sono andata da un altro ginecologo che mi proponeva la miomectomia ma con dei tempi lunghissimi che io non potevo permettermi…….Ho fatto il pre-ricovero angoscia totale …..mi mancava una settimana…..dimagrita parecchio …..Conoscevo la tecnica dell’embolizzazione, anche il blog di Eleonora perché negli anni ho fatto abbastanza ricerche per aggiornarmi. Non potevo fare le ultrasuoni perché avevo un parto cesareo. In 2014 ho fatto una risonanza magnetica per individuare la natura e la posizione dei fibromi nell’intento di proseguire la strada radiologica però avevo rinunciato per la colpa di un radiologo che mi disse che l’embolizzazione nel mio caso presentava dei rischi seri.

Tornando nel 2019…… in attesa di fare l’intervento conosco meglio Eleonora e altre ragazze che hanno percorso questo camino, mi stringe il cuore pero un giorno prima di fare l’intervento chiamo il mio medico e li dico che non vado più in ospedale per fare l’intervento. Un caos totale, il mio medico, il direttore tutti contro di me! Sollevata! Con calma mi prendo appuntamento a Niguarda radiologo Rampoldi. Vista la mia risonanza , gli esami del sangue decide di farmi l’intervento in urgenza a marzo. Purtroppo il coronavirus cambia le carte…… vado a Monza in pronto soccorso per fare un raschiamento per pulizia utero nei tempi di coronavirus. E’ stata la mia fortuna. Quel raschiamento mi ha consentito di passare l’emergenza Coronavirus. Stop ciclo per due mesi. A maggio iniziano le mestruazioni. Chiamo Niguarda perché non ce la faccio più. Dopo una settimana ero nella sala operatoria.

Ce l’avevo fatta dopo tanti anni di sofferenza e lotta con i fibromi. Oggi è mercoledi , una settimana dall’intervento. Sto bene, mi sto riprendendo, sono arrivate le mestruazioni e sorrido alla vita di nuovo, sono felice…….Voglio ringraziare a tutte le ragazze che mi hanno sostenuto, a te Eleonora e sopratutto al dr. Rampoldi che è di una semplicità disarmante. Il mio caso era di una semplicità disarmante. Sono gli altri che l’hanno fatto complicato.
Beatrice

Daniela che cerca una gravidanza dopo l’intervento in laparotomia

Daniela ha 36 anni e ha deciso di condividere con noi il racconto del suo intervento in laparotomia per la rimozione di fibromi.
Daniela si è appena sposata e il suo sogno è di diventare presto mamma. Mi ha scritto quindi alla ricerca di testimonianze di donne che sono rimasta incinta dopo un intervento di laparotomia. Naturalmente le ho subito ricordato la mia storia (di cui leggerà il seguito nel libro Maledetto Fibroma) visto che io sono rimasta incinta 5 mesi dopo aver subito una laparotomia.
Leggete la storia di Daniela, e fatele sapere se siete diventate mamme dopo un intervento di rimozione dei fibromi!
Ho scoperto di avere i fibromi nel 2015, ho capito che qualcosa non andava perché dopo lo sport avevo sempre perdite abbondanti, che lo sforzo fisico mi stimolavano… Allora sono andata a visita e il medico mi ha detto di averne trovati 2, sui 5 cm, ma che dovevo stare tranquilla perché erano esterni all’utero. Non mi ha prescritto nulla, anche perché io non avevo né mestruazioni emorragiche né nulla. Mi disse soltanto di tenere un atteggiamento di “ragionevole attesa”.
Nei mesi successivi però ho notato pian piano che le cose cambiavano, ho cominciato ad avere mestruazioni abbondanti e la pancia si è gonfiata. Dopo 6 mesi sono tornata dal ginecologo… E abbiamo scoperto che uno dei 2 era cresciuto in modo incredibilmente veloce, diventando 11 cm.
A questo punto lui mi disse che andava operato, ma non in laparoscopia, bensì in laparotomia. Mi ha prescritto il primo ciclo di Esmya e così ho cominciato.
La pancia intanto gonfiava sempre di più… finito il ciclo di Esmya torno dal ginecologo. La terapia non ha avuto effetto, il mostro adesso misurava 13 centimetri. Dunque secondo ciclo di Esmya, il dottore ha detto che spesso i risultati si vedono al secondo ciclo. Intanto mi dice che deve mettermi in lista d’attesa per la mioectomia laparotomica.
Io avevo le mie nozze di lì a poco, e preferivo operarmi dopo il matrimonio e il viaggio di nozze. Che devo dirti Ele… Ho passato i preparativi con quel mostro addosso, e poi il matrimonio… È stata dura nascondere la pancia, ma sembra che io ci sia riuscita guardando le foto…
Ho fatto il viaggio di nozze, e lui era sempre con me. Ero così felice che quasi me ne ero dimenticata… Lui non ce l’ha fatta a rovinarmi quel momento!!!
Tornata alla vita reale ritorno anche dal ginecologo, ed ecco la data dell’intervento: 6 novembre 2017.

Io faccio intanto vedere i miei referti a uno zio medico che lavora a Bologna… Ma non è il suo campo la ginecologia, allora mi consiglia, prima di operarmi in laparotomia, di farmi vedere al più presto da un ginecologo eccellenza per la tecnica laparoscopica, che insegna la materia anche all’università di Bologna. Il Prof. Seracchioli Renato. Lui non ha posto per visitarmi a breve, e la data dell’intervento è vicina. Telefono ogni giorno alla sua segretaria, e sembra che io l’abbia impietosita. Vado a visita, in intramoenia… 10 giorni prima dell’intervento programmato. Mi sono detta: se c’è la possibilità di operarmi in laparoscopia lo preferisco, aspetto un po’ di più magari. Solo lui può dirmelo, è il migliore.

Il Prof. Seracchioli mi disse che dalla sua ecografia il mostro misurava 16 cm e che non c’era assolutamente possibilità di fare l’intervento in laparoscopia. Era troppo grande. Mi disse anche che a Rimini noi abbiamo un ottimo centro e che molti dei giovani medici che operano lì sono stati suoi allievi. Mi disse di andare tranquillamente all’intervento del 6 novembre, e mi ha dato la sua mail per qualsiasi cosa io avessi bisogno.

Ed ecco, Ele… Che arriva quel giorno. Non ti nego che avevo una paura incredibile, paura di non vedere più mio marito, paura che mi dovessero togliere l’utero, e che io a 36 anni avrei perso la mia possibilità di diventare mamma.
L’operazione non è stata una passeggiata: ho avuto una grossa anemizzazione, ho fatto 4 sacche di trasfusione e mi hanno tenuto in ricovery room per 7 ore dopo l’intervento. Alla fine si è scoperto che il mio fibroma era di 20 cm (sì! davvero!) e me ne hanno tolto anche un’altro più piccolo, sui 5 cm. Il chirurgo disse che l’operazione era stata molto pesante, perché il mio mostro, in seguito alla cura con Esmya, era diventato “molliccio” e hanno fatto fatica ad esportarlo. Aggiunse anche, molto sinceramente, che nel mio caso la cura con Esmya non avesse giovato in termini di facilità di rimozione del fibroma, ma anzi, avesse reso tutto complicato.
E anche che quella mattina nessuno voleva mettersi in turno con lui per l’intervento, perché non erano sicuri di riuscire a fermare il sanguinamento. E per salvarmi sarebbero stati costretti a togliermi l’utero… Mi ha detto che è una cosa terribile che nessun medico vuole affrontare con la paziente. Che con la mia anemizzazione il rischio lo hanno corso davvero… Ma non so come sono riusciti a fermare l’emorragia.
Ho passato due giorni difficili in ospedale, perché avevo epidurale attaccato, drenaggio e catetere…e in più la ferita chirurgica faceva male, e ogni 6/8 ore dovevano mettermi la flebo di antidolorifici. Ciononostante non ho un brutto ricordo del ricovero (che in tutto è durato 5 giorni), anzi: sono davvero felice perché, nel reparto degenza di ginecologia dell’Ospedale Infermi di Rimini sono stata trattata con dolcezza e cura estrema. Da tutto il personale, soprattutto da infermieri e operatori socio sanitari. Avevano sempre un sorriso e una parola di conforto, quei ragazzi fanno un lavoro meraviglioso in quel reparto! Me lo ricorderò sempre.
Sono stata un mese a casa in malattia, ed è andato tutto bene, non ho avuto nessun problema.
Adesso sono passati quasi 6 mesi dall’intervento e nell’ultimo controllo, pochi giorni fa, il ginecologo mi ha detto di cominciare subito a provare a cercare la cicogna. Perché non solo ho 37 anni quasi, ma anche un utero fibromatoso che potrebbe sviluppare facilmente altri fibromi. Io e mio marito siamo felici di avere avuto il via del medico per cominciare a cercare un figlio, perché lo desideriamo tanto.
Vorrei dire, a tutte le ragazze che hanno dubbi se fare o meno l’intervento, di farlo se necessario… E se i sintomi sono ingestibili. Perché la mia vita dopo l’intervento è cambiata in meglio. Mi sono sentita fin da subito più energica, più serena, più bella, più magra. Ho ricominciato subito a fare sport, a viaggiare, mi sono sentita liberata da un mostro enorme… Davvero io prima sembravo incinta di 6 mesi!
Vorrei avere testimonianze di donne che hanno avuto una laparotomia e dopo sono diventate mamme, mi aiuterebbe molto.

Ti ringrazio per ogni cosa che fai col tuo blog… Noi siamo donne forti, alla fine credo siamo capaci di sopportare più di quello che crediamo.

Ci stiamo provando ad avere la gravidanza, abbiamo appena cominciato, e spero di realizzare il mio sogno di maternità al più presto. Adesso però mi preoccupa l’età… Quasi 37. Però la vita è andata così… Ho incontrato l’amore della mia vita più tardi, e una volta sposati… ho dovuto aspettare almeno un’anno per pensare alla gravidanza.

Grazie per aver condiviso con me la tua storia, e… adesso prenderò anche il libro. Congratulazioni anche! Grazie ancora del supporto Ele, e in bocca al lupo a tutte!!!
Daniela