Gocce di lampone per la cura dei fibromi

Siamo venute a conoscenza dei numerosi benefici e delle incredibili proprietà del lampone grazie a Ornella che qualche mese fa ha scelto di condividere con noi la sua storia e la sua esperienza con le gocce di lampone, acquistate in erboristeria.

Ornella racconta di averle utilizzate per il suo fibroma di ben 8 centimetri e per il ciclo irregolare.
Risultato? In breve tempo il fibroma non è più cresciuto e il ciclo è diventato regolare.

Indicativamente, la posologia del gemmoderivato di lampone varia fra le 40 e le 50 gocce diluite in un po’ d’acqua. Ornella, ad esempio, ne assume 50 al mattino e 50 la sera.

E poiché il lampone è un rimedio che non presenta controindicazioni o effetti indesiderati possiamo definirlo, senza ombra di dubbio, un alleato prezioso, direi irrinunciabile.
Vediamo perché.

Innanzitutto la gemmoterapia utilizza, delle piante, solamente le gemme e i giovani germogli che, una volta raccolti, vengono lasciati macerare in una soluzione composta da acqua, alcol e glicerina.

Proprio perché si tratta di soluzioni idroalcoliche, i gemmotarapici si assumono in gocce.

Nello specifico, il gemmoderivato di lampone è indicato in casi di dismenorrea (mestruazioni dolorose), amenorrea (assenza di mestruazioni), menopausa precoce, cisti ovariche, fibroma uterino e vaginiti solo per citarne alcuni.

La gemmoterapia, inoltre, fa ricorso al lampone anche per contrastare i disturbi legati alla sindrome premestruale: sintomi non soltanto fisici, ma anche psicologici come gli sbalzi d’umore, l’irritabilità, l’ansia e la depressione.

Da tenere presente è anche l’infuso preparato con un cucchiaio di foglie e lasciato in infusione in una tazza per dieci minuti circa; bere l’infuso lontano dai pasti, inoltre, consente di beneficiare della sue proprietà diuretiche.

Ma perché i lamponi fanno così bene? Perché sono un frutto ricco di principi attivi; sono inoltre antinfiammatori, dissetanti, dalle proprietà antispasmodiche e decongestionanti. Contengono buone quantità di vitamine e sono soprattutto…Buoni!

Si, perché al di là degli ottimi prodotti ricavati dal lampone che ritroviamo in commercio, non dobbiamo dimenticare di mangiarlo questo frutto! Con i lamponi possiamo preparare confetture, torte, liquori, vini, gelatine e tanto altro.
Oppure, gustarlo semplicemente così, fresco, come un qualsiasi altro frutto: pare sia ottimo anche per i diabetici.

Tuttavia, non mancano le testimonianze di chi non ha riscontrato nessun particolare beneficio. Patrizia, ad esempio, che  scrive di aver fatto uso delle gocce di lampone per tre mesi circa dopo il trattamento con Esmya, ritiene che i risultati ottenuti siano dovuti al farmaco e non alle gocce. Pertanto, è intenzionata ad assumerle, in futuro, per scoprirne gli eventuali benefici.

Sandra, invece, le sta ancora assumendo.  Racconta di averle acquistate per contrastare i problemi legati alla sindrome premestruale e al ciclo irregolare.  E’ presto, dice, per parlare di risultati concreti, perciò andrà avanti con la cura.

E poi c’è Letizia chefiduciosa,  ha cominciato da poco mentre Elisa, ha scelto di assumerle affidandosi ad un omeopata esperto in fitoterapia, ma anche per lei,  nessun risultato. Almeno per il momento.

In attesa delle vostre testimonianze, direi…..Non resta che provare!

 

 

 

 

Lina che non vuole subire un nuovo intervento

Lina ha 31 anni ma combatte contro i maledetti fibromi già dal lontano 1999.

Già un paio di anni dopo la comparsa del primo ciclo mestruale infatti  Lina inizia a soffrire a causa fortissime emoraggie che la costringono addirittura ad usare di notte i pannoloni per i bambini.

Così da il via alla serie di visite ginecologiche che poi la portano alla diagnosi di una cisti ovarica di 3,5 cm che, dopo inutili tentativi di riduzione con diverse pillole, rimuove in laparoscopia, alla tenera età di 15 anni!

Per un po’ Lina non ha problemi, finchè non compare il fibroma. Anche in questo caso Lina cerca di risolvere con pillole, cerotto e anello vaginale, ma senza successo. Siccome il fibroma cresce nel 2010 si sottopone ad isteroscopia. Un intervento per fortuna poco invasivo. Al controllo successivo però i medici evidenziano già la presenza di un altro piccolo fibroma, che inizia a crescere, nonostante le diverse pillole che Lina prende per cercare di arginarlo.

Ad aprile 2014 Lina è colta ad un’emoraggia impressionante in seguito alla quale è costretta a recarsi in ambulanza ospedale, dove le somministrano una flebo di tranex.

A questo punto inizia l’incubo di Lina, perchè lei inizia ad andare in bagno ogni 30 secondi per controllare la situazione, sempre con l’ansia.  Il suo ginecologo le diagnostica un fibroma intramurale che, rispetto alla visita precedente, si era ingrossato 4 cm circa. Lina si sottopone a terapia con enantone e programma l’intervento chirurgico, da svolgersi in laparotomia, per luglio.  L’intervento si rivela molto  molto pesante: Lina  riscontra un addome eccessivamente gonfio, dolori e perdita della sensibilita al basso ventre … ma poi tutto passa, in un modo o in un altro lei si riprende.

Ad ottobre 2014  si sottopone ad un visita ed il suo ginecologo (che è il chirugo che l’ha operata) le conferma che il suo utero è “perfetto”. Che meraviglia!

I mesi passano veloci, Lina si sa da fare con il suo lavoro, viaggia e prosegue serena la sua vita. Non prende la pillola e il ciclo è regolare, però riscontra continui dolori appena sotto l’ombelico e la sua pancia è ancora gonfia… Cosi decide di prendere appuntamento con un altro ginecologo per un consulto. Purtroppo questa visita le riserva una brutta sorpresa perchè Lina scopre che sotto la sua pancia si  sono formate delle aderenze che non le andranno mai via. Non solo! Nel suo utero ci sono anche due fibromi piccolini di 1 cm.

Il ginecologo quindi le prescrive Esmya, ma Lina è un po’ titubante perchè non ha voglia di sottoporsi ad una cura ormonale così pesante. Prova a parlare dell’embolizzazione con il medico, ma questi gliela sconsiglia.

E così Lina prova anche il digiuno, seguendo la teoria dell’autolisi, secondo cui le cellule malate del nostro corpo si autodistruggono.

Al momento Lina ha accantonato l’ipotesi della terapia con Esmya e ha ricominciato a prendere la pillola. Io le ho consigliato di intervenire in isteroscopia prima che i fibromi possano crescere ma lei al momento non se la sente di affrontare un nuovo intervento.

Forza Lina! Chi la dura la vince e sono certa che troverai il coraggio per riprendere nuovamente in mano la situazione e fare quello che occorre!

 

 

Nadia che combatte un mioma ed una cisti ovarica.

Nadia ha 24 anni, abita a Foggia e combatte un piccolo mioma scoperto circa un anno fa.

Il ginecologo che glielo diagnosticale consiglia di aspettare 6 mesi e poi di sottoporsi ad un nuovo controllo per verificare un eventuale crescita del fibroma. Tornata al controllo Nadia scopre però che quel piccolo mioma era cresciuto fino a misurare ben 7 cm .. ed inizia il suo calvario.

Il ginecologo le consiglia di procedere subito con l’intervento chirurgico in laparotomia ma lei, titubante, decide di sentire il parere di un altro medico. La seconda ginecologa che la visita le propone il trattamento con Esmya. Questa terapia si rivela però per Nadia un incubo: nausee, capogiri, vampate di calore, dolori addominali, ecc.

Con tanta pazienza e impegno Nadia riesce ad arrivare alla fine dei 3 mesi previsti.

Si sottopone quindi alla visita di controllo e scopre che il suo mioma si era ridotto di un solo cm. La sua ginecologa le consiglia di continuare con un altro ciclo di Esmya ma Nadia non vuole.

Dopo due mesi dalla fine della terapia con Esmya le torna il ciclo e, purtroppo, si sviluppa anche una cisti di 6 cm nell’ovaio sinistro. Quindi ora Nadia deve curare sia la cisti che il fibroma.

Nadia tieni duro, perchè chi la dura la vince! Aspetto di ricevere tuoi aggiornamenti e spero tu possa presto comunicarti che la situazione volge per il meglio. Siamo tutte con te!