Silvia che vorrebbe curare il suo fibroma con alimentazione e fitoterapia

Silvia vorrebbe curare il suo fibroma in primis con l’alimentazione, e magari con la fitoterapia, e cerca esperienze e consigli al riguardo. Anche il nome di qualche ginecologo esperto in materia, o almeno aperto all’argomento.

Chi può aiutarla?

Buongiorno, mi chiamo Silvia e anche io come tutte voi sono arrivata qui cercando avidamente ovunque soluzioni ai fibromi che mi stanno creando disagi e paure. Ho 41 anni, ho scoperto tramite visita ginecologica di controllo fatta nel 2018 di avere 1 fibroma di 1.5 cm raddoppiato nel giro di 3 mesi poi stabilizzato a 3cm. Man mano che passa il tempo le mestruazioni si fanno sempre più abbondanti anche se sempre molto regolari accompagnate da anemia. Da qualche mese sono diventate emorragiche e nel primo giorno molto dolorose tanto da causarmi emorragie (ho il tranex sempre con me) con conseguente assenza dal lavoro. Insomma quasi invalidanti. Grazie alla testimonianza di Francesca che avete pubblicato ho provato ad usare borsa del pastore e devo dire che ho cominciato subito a vedere dei miglioramenti.

Per quanto riguarda la mia esperienza in realtà ho fatto una visita di controllo dopo gli episodi emorragici mensili, ma si è andati un pó per le lunghe causa emergenza sanitaria covid-19. Sono riuscita a farmi visitare il 26/01 e purtroppo la ginecologa ha trovato un secondo fibroma.

Parto dal presupposto che ho scelto di farmi visitare da una ginecologa che non conoscevo ma che mi hanno consigliato essere molto sensibile e preparata. In realtà mi sono trovata di fronte ad una dottoressa che aveva solo fretta di finire il turno delle visite (tra l’altro a pagamento e in ritardo di circa un’ora) e mi ha fatto molto male durante l’ecografia. I fibromi sono 2, di 3 cm e di 5 cm. Già questa notizia mi ha fatto rimanere molto male. La visita di un anno prima evidenziava un solo fibroma laterale sx di 3 cm. La visita precedente ancora mi diagnosticava un solo fibroma anteriore di 3 laterale cm. Ora due fibromi, uno anteriore di 3 cm e uno laterale sx di 5 cm. Ho provato a fare domande anche su questa cosa che a me non tornava, ma mi ha solo detto freddamente che l’unica possibilità a questo punto è l‘intervento in laparotomia perché quello di 5 cm è troppo grosso per poter intervenire in laparoscopia. Ha visto che non ero d’accordo e che cercavo altre soluzioni. Mi ha solo detto che tanto la lista di attesa per gli interventi è molto lunga, si andrà tra 8/12 mesi e quindi ho tutto il tempo per pensarci e poi con la laparotomia non mi viene tolto l’utero e in 3 gg di degenza poi riprendo la mia vita quotidiana! 

Erano le 19 e l’ospedale chiudeva, mi ha detto che sul referto potevo trovare la sua mail per qualsiasi domanda.

Mi sono sentita certamente delusa per la notizia dei 2 fibromi. Arrabbiata per come sono stata trattata (ho dato subito una recensione pari a 0 sul sito dell’ ospedale)… E anche un pó impaurita. Paura per come proseguiranno i miei cicli, la mia anemia, per come dovrò affrontare questa situazione e soprattutto l’eventuale intervento. 

Da qualche mese sto leggendo testi sull’igienismo, sull’alimentazione vegan tendenziale crudista, sul potere del ns corpo che con digiuno terapeutico è capace di disgregare i fibromi. E poi mi sono imbattuta nel tuo sito dove ho letto le varie testimonianze e le diverse esperienze, anche di persone che hanno provato l’approccio con metodi naturali e fitoterapici.

Da qualche gg quindi sto approcciando un programma fitoterapici almeno per i sintomi che sono forte dolore durante il primo giorno di ciclo ed emorragia nel secondo e terzo giorno.

Quando ho letto testimonianze sulla culdotomia mi ero quasi illusa di aver trovato quel che faceva per me. Poi ho letto meglio e ho capito che per i casi di fibromi anteriori questo intervento non è praticabile.

Mi sento ad un bivio. Sento di poter dare fiducia al mio corpo e credo che davvero l’alimentazione e ciò che introduciamo sia la prima medicina, da lì partono tutti gli input al nostro “complicato” sistema ormonale. Vorrei però trovare qualcuno che mi possa seguire o indirizzare in questo percorso o anche ginecologi aperti a questi argomenti.

Dimenticavo forse di dirti che ho 41 anni, 3 figli di 17, 16 e 11 anni. Non ho mai avuto problemi prima di 2 anni fa. I miei cicli erano regolari e piuttosto corti. Nel 2018 ho cominciato a notare sbalzi ormonali e cambiamenti nel mio corpo, seno sempre piuttosto gonfio, mestruazioni più abbondanti e da lì è iniziato tutto. 

Se vuoi pubblicare la mia storia fai pure Eleonora, sarei felicissima di poter dare e ricevere aiuto. 

Grazie infinite per il sostegno e l’alternativa di approccio che date a chi si trova sfortunatamente ad affrontare un disagio che sembra così banale ma che in realtà ci toglie la gioia di essere donne.

Martina che ha eliminato il suo fibroma in Culdotomia con il dr Rolli

Sono sempre tanto tanto felice di ricevere le email con i vostri lieti fine e le pubblico sempre con immenso piacere, e anche con soddisfazione.

Martina mi ha scritto più di un mese fa, e mi spiace di condividere con voi la sua bella storia così in ritardo, ma non sono riuscita a fare diversmente. Leggete, leggete!

Cara Eleonora, ho letto molto nel tuo forum per tanti anni e mi ha aiutato a comprendere e orientarmi rispetto la problematica che ci accomuna. Non mi piace espormi, ma ho deciso di scriverti perché ho scelto la tecnica rispetto la quale ci sono meno testimonianze: la culdotomia.

Volevo quindi far sapere ad altre donne che è un’opzione valida e mini-invasiva. Io sono stata operata dal dottor Rolli mercoledì scorso ad Adria e sinceramente scrivo anche nella speranza che possano emergere anche altri nominativi di dottori che la praticano, visto che ormai il bravissimo dottor Rolli va verso la fine della sua carriera.

Io ho scelto questa tecnica e non l’embolizzazione anche per avere la possibilità di effettuare un esame istologico del fibroma rispetto al quale sono in attesa. Questo su suggerimento della mia ginecologa. Tutto è andato benissimo, dal giorno dopo è stato come non essermi operata. Unica complicazione: un terribile mal di collo in posizione eretta che ancora mi tormenta, ma questo è un effetto collaterale dell’anestesia spinale.
Letta la notizia della tua dolce attesa ti faccio tanti auguri!

Tanti auguri a te cara Martina! E buona nuova vita senza fibroma!

Maria Stefania, l’intervento di 5 ore e l’embrioadozione

Maria Stefania ha 53 anni e vive ad Ascoli Piceno.

Il suo più grande desiderio è sempre stato quello di diventare mamma ma purtroppo le vicende della sua vita non l’hanno consentito. Sei anni fa Maria Stefania si è messa ha dieta e ha cominciato a fare degli accertamenti per capire perchè non rimaneva incinta per fare un tentativo ma purtroppo, in concomitanza con un’isteroscopia avvenuta negli ultimi giorni del ciclo mestruale, è andata in menopausa.

Già allora sapeva di avere alcuni fibromi di 8 cm, 4 cm , 2,5 cm) che però oltre al ciclo abbondante non le davano, e non le danno oggi, nessun fastidio.

Quando mi ha scritto Maria Stefania mi ha raccontato di lottare da oltre 13 anni per adottare un bambino e che al momento la sua unica alternativa era l’embrioadozione (adozione di un embrione). Per tentare questa strada però doveva prima sconfiggere i suoi maledetti fibromi.

Dietro mia segnalazione ha così contattato il Dr Rolli che l’ha subito ricevuta nello studio di Rimini, quello a lei più vicino. All’inizio il dr. Rolli ritenuto che la sua tecnica non fosse applicabile al caso di Stefania. Poi, dopo  vari approfondimenti ha deciso di tentare comunque per asportare solo i due fibromi più grandi che avrebbero potuto ostacolare l’attecchimento dell’embrione.

In attesa dell’intervento il dr. Rolli ha prescritto a Maria Stefania la terapia con Esmya per cercare di rimpicciolire i miomi. Maria Stefania era però titubante, sia perchè allora Esmya era ancora molto costosa, sia perchè temeva gli effetti collaterali di questo farmaco.

L’ultima volta che ho sentito Maria Stefania, a luglio scorso, era molto spaventata per tutto quello che avrebbe dovuto affrontare..

Pochi giorni fa ho ricevuto da Maria Stefania dei bellissimi aggiornamenti!

Ha deciso di non effettuare la terapia con Esmya perchè questo farmaco, bloccando  il progesterone, non era forse indicato per lei che è in menopausa.

Ha invece deciso di farsi operare dal dr. Rolli all’ospedale di Asiago. Il dottore però non è potuto intervenire in culdotomia, come da accordi presi, e dopo aver tentato anche il laparoscopia ha dovuto procedere in laparotomia. La povera Maria Stefania è rimasta in sala operatoria 5 ore e mezza e durante l’intervento i medici le hanno asportato otto, uno dei quali grosso come un’arancia!

Maria Stefania non ha sentito dolore alcuno perchè per tutto il tempo le è stata applicata una pompa con antidolorifico.
A casa l’unico fastidio è stato l’insensibilità nella zona della ferita.

Maria Stefania mi ha confermato che il dr Rolli è una persona squisita, di grande sensibilità e dedizione al suo
lavoro ed io sono davvero contenta che ci siano medici come lui.

Adesso Maria Stefania dovrà attendere almeno fino a fine marzo prima di tentare l’adozione embrionale.
Un grosso, gigantesco, in bocca al lupo cara amica per il tuo progetto di diventare mamma. Aspettiamo con ansia tue notizie!

 

 

Lorella e il suo intervento in culdotomia

Lorella ha 52 anni ed ha scoperto a novembre scorso di avere un fibroma di ben 9 cm che le procurava fortissimi dolori lombari. Prima di allora, il maledetto non le aveva mai dato disturbi.

Da novembre Lorella ha cominciato a soffrire a causa di questi dolori sempre  più frequenti che le rendevano difficile perfino piegarsi per raccogliere qualcosa da terra, e comunque ogni movimento di quel tipo era davvero una sofferenza.

 

Il fibroma sottosieroso

Lorella inizialmente ha pensato di avere qualche problema legato alla colonna vertebrale, fino ad arrivare, anche per esclusione, alla visita ginecologica, che l’ha condotta all’amara scoperta: un fibroma sottosieroso, posizionato sulla parete esterna posteriore dell’utero, misurante già ben 9 cm!

 

L’isterectomia come unica scelta possibile

Lorella ha iniziato così a consultare diversi medici e tutti, per via della sua età non più verdissima, le hanno proposto di asportare tutto l’utero. Quello che maggiormente ha fatto rabbia a Lorella (e indigna tanto anche me) è la totale mancanza di sensibilità di questi medici, che le annuncivano l’asportazione totale del suo utero come se questa fosse la cosa più normale del mondo, visto che alla sua età non avrebbe sicuramente avuto più figli.

Non poteva certo pretendere, Lorella, che loro facessero uno sforzo in più ed invece di asportarle tutto l’utero le togliessero solo il fibroma! Non poteva nemmeno esigere che magari capissero che questo organo, oltre alla funzione puramente fisiologia della riproduzione (seppure importantissima) per una donna rappresenta l’essenza della femminilità.

Purtroppo buona parte dei medici che Lorella ha incontrato durante il suo percorso le ha dato dimostrazione che la parte rappresenta il tutto. Tutti hanno purtroppo dimenticato che il paziente va considerato in toto, nella suo complesso, corpo e psiche insieme, perché un organo non è solo importante per la funzione che deve svolgere, ma per ciò che nella mente di ciascuno rappresenta.

Quindi dopo vari consulti medici, il più sconcertante con un ginecologo “donna”, la dott.ssa L., della clinica Poliambulanza di Brescia, una casa di cura molto rinomata e che vanta medici di una certa fama, che ha fatto a Lorella una visitadi soli 10 minuti e con la delicatezza di un elefante le ha comunicato che l’avrebbe operata in laparotomia, con un bel taglietto sopra il pube, (figuriamoci essere disposta a “faticare” in laparoscopia per una donna della sua età!) per asportarle completamente l ‘utero.

A detta della dott.ssa L., in mese circa Lorella sarebbe tornata come nuova. Pazienza se  psicologicamente lei si sarebbe trovata a pezzi, visto che quello di certo non era un problema suo.

Lorella ha abbandonato lo studio della dott.ssa L. pensando che lei da quella bestia insensibile non si sarebbe fatta togliere neanche un callo da un piede, figuriamoci il resto!

 

Il dr. Rolli e la culdotomia

Poi a forza di cercare in rete Lorella ho scoperto che era possibile asportare i fibromi sfilandoli per via transvaginale con un intervento che si chiama culdotomia e che il dott. Riccardo Rolli utilizzava questa tecnica presso l’ospedale di Asiago, così l’ha contattato per email.

Lorella si è stupita perché il dr. Rolli le ha risposto nel giro di qualche ora e le ha fissato un appuntamento presso il suo studio in Carpi, che per lei era più comodo da raggiungere. Quando l’ha incontrato ha capito che finalmente avevo incontrato un Medico con la M maiuscola, dotato di molta umanità oltre che di seria professionalità.

Il dr. Rolli le ha detto che il suo fibroma era davvero molto grande, ma che pensava di riuscire quasi sicuramente ad asportarlo in culdotomia e leha fissato l’intervento ad Asiago per il 23 aprile. A Lorella non sembrava vero di aver vato finalmente qualcuno che la capiva, qualcuno disposto ad andare incontro alle sue necessità.

 

La scelta vincente

Lorella si è quindi recata ad Asiago il giorno prima dell’intervento per fare gli esami di routine e poi il giorno dell’intervento il dott. Rolli, durante un intervento di 3 ore che gli ha causato anche molti crampi alle mani (come le ha poi raccontato) è riuscito ad asportarle il maledetto fibroma, che pesava circa 250 grammi,  per via transvaginale! Lorella gliene è infinitamente grata.

Lorella vuole che tutte leggano la sua testimonianza e vengano a conoscenza di questa metodica, della quale io avevo già parlato (seppur solo in teoria, visto che non disponevo di casi concreti cui far riferimento). Una tecnica, quella della culdotomia, che può davvero essere la soluzione ideale per molte.

Grazie di cuore Lorella per aver condiviso la tua esperienza. E un bell’applauso al dr. Riccardo Rolli per l’ottimo lavoro!

La Culdotomia per l’eliminazione dei fibromi: intervista al dr. Rolli

Grazie al Dr. Rolli, che ha risposto con cura e precisione a tutte le domande mie e delle Fibroma Fighters sulla culdotomia, pubblico l’intervista di approfondimento, che sviscera in maniera approfondita tutti i dettagli di questa nuovissima tecnica di rimozione dei fibromi uterini.

Cos’è la culdotomia per la rimozione di un fibroma uterino?
Come funziona?
Le rispondo intanto che la culdotomia si esegue per qualunque patologia benigna dell’apparato genitale interno femminile (cisti, gravidanze extrauterine tubo-ovariche, infezioni tubo-ovariche, fibromi, sterilizzazioni tubariche, ecc).

Si definisce intervento culdotomico quella procedura chirurgica che richiede, per l’accesso alla cavità addominale, un incisione sul fondo della vagina. L’apertura è eseguita a livello del fornice posteriore poiché, come si evidenzia in questa figura, in questa posizione la cavità addominale dista un centimetro dall’esterno.

culdotomia-veduta-anteriore
veduta anteriore

culdotomia-veduta-laterale
veduta laterale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel caso della rimozione di un fibroma, dopo l’accesso alla cavità addominale, con la tecnica sopradescritta, si localizza in mioma con un’ottica flessibile, lo si aggancia con una pinza e lo si porta verso il basso da dove viene rimosso con tecnica classica.

La culdotomia è indicata per alcune tipologie di fibroma in particolare o può essere utilizzata per il trattamento di tutti i fibromi? Può, in particolare, essere utilizzata per rimuovere fibromi peduncolati?
La miomectomia è eseguita con questa metodica chirurgica quando i miomi sono sulla parete posteriore, laterale e fundica. La mancanza di strumenti adatti non permette al momento, in culdotomia, la miomectomia anteriore. Ma il mioma anteriore può essere rimosso per via colpotomica anteriore con un intervento un po’ più indaginoso, in cui l’accesso alla cavità addominale si fa sempre per via vaginale, ma viene eseguito attraverso il fornice anteriore dopo scollamento della vescica.
Per ciò che attiene i fibromi peduncolati possiamo dire solo che sono i più semplici da rimuovere e quindi ancora più semplici da asportare con questa tecnica.

C’è un limite nelle dimensioni dei fibromi uterini trattabili? E perché viene ritenuta migliore della laparoscopia?

Premettendo che non esiste una tecnica migliore dellaltra, ma tutte sono utili quando un chirurgo possiede la conoscenza di ognuna di queste; di conseguenza, egli sceglie la tecnica più adatta per quella determinata patologia e condizione.

I vantaggi rispetto alla stessa laparoscopia sono enormi in quanto i tempi chirurgici sono ridotti notevolmente ed inoltre, la sutura sull’utero è corrispondente ad una a addome aperto, quindi più resistente, principalmente in prospettiva di ulteriori gravidanze. Inoltre, recenti articoli parlano di “metastasi” peritoneali in seguito al “morcellement” del fibroma per estrarlo dalla cavità addominale in laparoscopia, cosa che in culdotomia non viene eseguito perché il fibroma viene rimosso intero o, al massimo, con un morcellement vaginale e pertanto le cellule cadono all’esterno.

L’asportazione di cisti ovariche, paraovariche, tubariche o paratubariche a contenuto sieroso, anche se di grosse dimensioni, è facilmente eseguita con questa tecnica. Invece, se il contenuto della ciste è di tipo endometriosico, dermoide o mucinoso, questa metodica permette di asportarle senza inquinamento della cavità addominale, cosa che accidentalmente capita a volte in laparoscopia.

La resezione cuneiforme, il drilling ovarico e l’annessiectomia sono facilmente eseguite mediante questa via, in quanto le ovaie sono normalmente allocate nella loro fossetta ovarica a stretto contatto con il Douglas, punto di ingresso in cavità con la tecnica culdotomica. Anche gli interventi sulle tube per gravidanza, sterilizzazione o salpingectomia, sono facilmente eseguiti per questa via, per le stesse ragioni sopra esposte a proposito delle ovaie. Inoltre, l’accesso dal Douglas:

  • non dà paralisi intestinale,
  • non comporta la distensione addominale con CO2 ed il successivo dolore frenico,
  • non necessita di degenza ordinaria,
  • non comporta anestesia generale,
  • non determina dolore post-operatorio intenso,
  • non impone convalescenza successiva,
  • non lascia cicatrici addominali.

Il mioma operabile non deve superare i 9-10 cm perché per via vaginale passa un corpo del volume di una testa di feto a termine che è di 9-9,5 cm. Morcellando il mioma si può agire anche su miomi più grandi, ma la durata dell’intervento e la scarsità dello spazio, con conseguente difficoltà di manovra, indicano la via addominale.

E’ una tecnica dolorosa? E che tipo di anestesia viene effettuata sulla paziente?

In parte alla domanda in questione ho risposto alla domanda precedente. Si conferma la scarsità della sintomatologia dolorosa in quanto la zona dell’incisioneè priva di terminazioni nervose sensitive, come purtroppo ha l’addome e, pertanto, il dolore è causato solo dalle incisioni sull’organo e non dalle incisioni sull’organo e sulla parete addominale.

I progressi che la disciplina anestesiologica ha compiuto negli ultimi anni danno la possibilità di eseguire gli interventi ginecologici per via vaginale, in anestesia subaracnoidea (anestestia spinale). In particolare, l’accesso alla cavità addominale eseguito in culdotomia, permette di raggiungere gli organi pelvici attraverso una piccola incisione di 3 cm, in una zona dove il peritoneo è meno sensibile. Ecco perché l’anestesia spinale è possibile.

I vantaggi sono:

  • minor rischio anestesiologico,
  • facile controllo delle condizioni generali, perché il paziente è sveglio,
  • rapido recupero delle condizioni fisiologiche (attenzione, attività peristaltica, diuresi)
  • miglior controllo del dolore pelvico post-operatorio.

L’anestesia spinale si esegue iniettando in sede lombare, attraverso il II° o III° spazio intervertebrale, in sede subaracnoidea una miscela di farmaci che provocano la perdita della sensibilità del dolore. In questo modo si conservano intatte le facoltà psico-fisiche ma non si avverte il dolore. Comunque, la paziente può scegliere l’anestesia che preferisce.

Quante donne sono già state operate, con successo, attraverso la culdotomia? E la culdotomia viene effettuata solo all’Ospedale di Asiago (VI) o ci sono altri centri specializzati? 

Premetto che la culdotomia in Italia viene fatta di routine in due ospedali: ad Asiago (VI) ed a Legnano (MI). Gli operatori sono Rolli dr. Riccardo ad Asiago e Carminati dr. Roberto a Legnano. Il numero di donne complessivamente operate in culdotomia da queste due Equipes sono circa 1200. Questa metodica chirurgica è eseguita in pochissimi Centri Ginecologici nazionali ed internazionali, in quanto la tecnica necessita di una grande esperienza chirurgica vaginale.

Perché questa tecnica è così poco diffusa e per lo più sconosciuta? A chi possono rivolgersi tutte le interessate?

Nonostante gli innumerevoli vantaggi per la paziente, la culdotomia è molto faticosa per il ginecologo operatore poiché l’accesso alla cavità addominale è stretto ed angusto. La scarsa visione, che ne consegue, è oggi compensata dallintroduzione in cavità addominale di ottiche e sonde ecografiche che permettono di esplorare l’intero addome alla ricerca di eventuali ulteriori patologie. Inoltre, le Multinazionali del biomedicale hanno interessi commerciali enormi nel divulgare e diffondere capillarmente le loro strumentazioni laparoscopiche a scapito di questa tecnica che comporta l’uso di strumenti semplici e pluriuso come nella chirurgia addominale classica.

I nostri riferimenti sono:

Ospedale di Asiago (VI) – Via Martiri di Granezza 42
Reparto: Ostetricia e Ginecologia- Tel. 0424/604276 – Fax 0424/604245 – email: riccardo.rolli@aslbassano.it

Ospedale di Legnano (MI) – Via Papa Giovanni Paolo II°
Reparto: Ostetricia e Ginecologia – Tel. 348/2807381

Grazie dr. Rolli per la cura e l’attenzione ai dettagli con cui ha risposto a tutte le mie domande. Sappiano inoltre tutte le interessate che il dr. Rolli è a disposizione per eventuali approfondimenti in merito.