La minilaparotomia di Virginia, che ora sogna una gravidanza

Che bella la mail di Virginia, con una storia così simile a quella di molte di noi, e con un bel lieto fine!

 

Ciao Eleonora,

Vorrei scriverti la mia storia per cercare di tranquillizzare tutte quelle donne che si trovano a combattere contro i fibromi e si sentono smarrite.

Verso la fine dei 33anni io ed il mio compagno iniziamo a mettere in cantiere l’idea di un bimbo ma passa il tempo e nulla succede, questo bambino non arriva. Ci rivolgiamo ad un centro di pma e lì ci prospettano un percorso di fecondazione di secondo livello poiché una semplice inseminazione artificiale avrebbe avuto poche chance data la rigidità del mio “utero fibromatoso” (all’ epoca non capivo, abbiamo trovato assurde quelle parole. La ginecologa incommentabile, di una freddezza e indisponibilità incredibili. Se non avevamo problemi perché sottoporsi subito ad un bombardamento ormonale di quel tipo? Forse con il senno del poi, se avessimo trovato una persona disposta a spiegarci pro e contro avremmo fatto scelte differenti).

Così optiamo per un’inseminazione che non va a buon fine e decidiamo nostro malgrado di passare ad una tecnica di secondo livello. Durante il controllo la ginecologa di turno del centro inorridisce (mi sembra il termine giusto data la reazione) notando che i miei fibromi erano cresciuti ed il più grande era passato da 5 a 6cm.

Da qui inizia quello che io chiamo il “girone infernale”…..

Il primario dell’ ospedale in cui si trova il centro di pma ci prospetta due strade: provare una stimolazione ormonale per una tecnica di secondo livello (questo avrebbe sicuramente aumentato le dimensioni dei miei fibromi) o operarsi e ripulire l’utero per poi riprovarci naturalmente o meno. Di queste opzioni lui ci consiglia vivamente la seconda.

Nel mentre cerco altri specialisti, fisso visite, elimino carne e latticini dalla mia alimentazione. Non mi voglio proprio arrendere all’ idea dell’ intervento che porta con sé tutti i rischi di un’operazione compresa la temutissima seppur infinitesimale possibilità di isterectomia.

Presa dal panico inizio ad informarmarmi su internet e vengo letteralmente travolta da una miriade di informazioni e testimonianze che nella maggior parte dei casi mi hanno gettata nello sconforto…ragazze mai andare su internet, si trova la qualunque!! Ero smarrita, non ero più in grado di decidere cosa fosse giusto o meno fare. Non conoscevo nessuno che avesse subito questo intervento ed avevo bisogno di avere rassicurazioni da chi quell’ esperienza l’aveva veramente vissuta sulla propria pelle. È in questo periodo che mi sono imbattuta in questo blog dove posso dire di aver iniziato ad intravedere che forse poteva esserci anche un risvolto positivo.

Prima di decidermi sento 5 specialisti e nessuna risposta univoca, il fatto è che mi trovo in una situazione borderline in cui i miei fibromi non impediscono la gravidanza ma di certo non la facilitano o possono permettere cicli di stimolazioni ormonali. Ogni volta le misurazioni del fibroma più grande cambiavano a seconda di chi mi visitava, passavano dai 6cm ai 4cm. Ho speso una marea di soldi e in certi casi sono stata trattata con grande disinteresse da medici che non sto qui a riportare. Ma quando si è nel panico ci si appiglia a tutto.

Alla fine mi affido ad una ginecologa che mi consiglia di mettermi nelle mani del prof. Candiani, primario dell’ospedale S. Raffaele di Milano ed esperto chirurgo. Il dott. Candiani è un uomo mite, non è un gran chiacchierone ma ha l’aria di una persona umana e di gran esperienza.

Il 22 gennaio mi opero nonostante il mio terrore vero e proprio per l’esito. Ero spaventata da tutto, a chi mi chiedeva di cosa avessi paura non riuscivo a dare un solo motivo perché ero piena di ansie create da tutto quello che avevo raccolto in rete oltre al fatto che un conto è operarsi perché sai che è l’unica strada perseguibile e tutt’ altro è decidere di farlo in maniera opzionale dato che nessuno ci aveva escluso la riuscita naturale. Io ero completamente asintomatica, questi fibromi non mi causavano dolori, emorragie, gonfiore….niente di niente! È stato solo il desiderio di maternità a farmi scegliere.

La mia operazione è stata in minilaparatomia ed alla fine da 6 fibromi che si vedevano in ecografia me ne hanno tolti ben 11!

Una volta sveglia mi sono meravigliata di non sentire il minimo dolore, il sondino spinale mi iniettava continuamente antidolorifici che non mi hanno fatto per niente soffrire. Non sentivo neanche il freddo di cui molte persone mi avevano parlato. Niente nausee o vomito.
Il giorno dopo hanno provato a mettermi in piedi ma a causa della pressione non ci sono riuscita, è andata bene il giorno seguente. In quarta giornata mi hanno dimessa e sono tornata tranquillamente a casa con il mio taglio di circa 8.5 cm. Tutto il personale è stato gentile e la struttura ben pulita.
Ho sentito qualche dolore una volta dimessa ma assolutamente niente di così invalidante, tant’ è che la tachipirina che mi avevano prescritto in caso di necessità alla fine l’ho presa una sola volta!

Ogni giorno è andata sempre meglio ed ora che sono al termine della terza settimana di convalescenza posso dire di sentirmi bene, ovvio ho comunque avuto un’operazione ma cammino normalmente e riesco a far tutto. La mia pancia è un pochino gonfia ma se metto un maglione neanche si vede, ieri mia sorella mi prendeva in giro dicendomi che ha più pancia lei di me.

A marzo avrò la visita di controllo e spero in bene. Il mio unico cruccio adesso è la questione delle aderenze e mi piacerebbe tanto avere conforto da donne che come me hanno avuto interventi laparotomici e sono riuscite a coronare il loro sogno!

Grazie,
Vi

Come ho scritto a Virginia, io ho avuto i miei bimbi dopo due interventi chirurgici: una laparotomia prima della gravidanza di Giorgia e poi una mini laparotomia prima (molto prima) di Matteo. ).  Penso quindi che Virginia possa stare trnquilla e non vedo perhcè il suo sogno di maternità non possa diventare presto realtà.

In bocca al lupo cara Virginia!

Ilaria che subirà un intervento in minilaparotomia

Ilaria ha 30 anni e da poco le è stato diagnosticato un fibroma intramurale.
Ilaria ha sempre avuto cicli mestruali irregolari:  un mese molto abbondanti, il mese successivo quasi inesistenti,  un altro mese i primi giorni perdite molto scarse che poi diventavano quasi emorragiche gli ultimi 2 giorni per poi bloccarsi di botto.

 

La sfortunata diagnosi

A marzo però le succede una cosa strana. Il ciclo le arriva regolarmente dopo 29 giorni, però le sue perdite sono molto molto abbondanti  e per 12 giorni non accennano a diminuire,  per poi bloccarsi di colpo. Ilaria si spaventa e corre dal ginecologo, che già solo tastandola sospetta la presenza del maledetto fibroma. L’ecografia transvaginale poi toglie ogni dubbio: Ilaria ha fibroma intramurale retro laterale sinistro di 9 cm di diametro.

Signora, lei ha un fibroma grosso come pompelmo nell’utero; in questa situazione non può assolutamente avere nessuna gravidanza” le dice il ginecologo.

E a Ilaria crolla il mondo addosso. Si è sposata a Settembre 2013 e lei e suo marito desiderano tanto avere un bambino! Il ginecologo le propone la chirurgia come unica soluzione possibile, sottolineando che il suo fibroma è anche in una brutta posizione.

Ilaria però non si da per vinta e, dopo lo sconforto iniziale, inizia a documentarsi sul web (e trova il mino blog!) e scopre che la situazione non è proprio così tragica.

E mi scrive: ” Possibile che i medici non sappiano che 20 anni fa si asportava l’utero per dei fibromi, non certo nel 2014! Come fa a non capire che c’è modo e modo di dire le cose? Che non si può dire ad una donna così, senza nemmeno avere la certezza, che non potrà avere figli?

 

Una nuova speranza

Ilaria prenota una visita ed un’ecografia presso lo studio di una seconda spcecialista che si mostra molto più rassicurante. Le spiega cos’è un fibrona e come si cura e le consiglia comunque di rimuoverlo prima possibile in modo da poter subito mettere in cantiere una gravidanza. Le indica inoltre il nome di un bravisso chirurgo, il dott. Candiani,  che Ilaria poi scopre essere il primario di Ginecologia all’Ospedale San Raffaele a Milano.

Ilaria ha quindi subito fissato un appuntamento con il dott. Candiani che, dopo averla visitata nel suo studio privato, l’ha inserita in lista per una miomectomia minilaparotomica all’Ospedale San Raffaele.

 

Miomectomia minilaparotomica

A fine maggio Ilaria si è sottoposta agli esami preoperatori di routine (esami del sangue, cardiogramma e radiografia al torace) e colloquio con l’anestesista. L’anestesista ha deciso di effettuare a Ilaria un’anestesia totale affiancata alla peridurale con il cateterino da tenere anche nel post operatorio per il controllo del dolore (si tratta in pratica del catetere che mettono in travaglio per togliere i dolori del parto). Secondo l’anestesista incontrato da Ilaria, infatti, in questo modo è possibile fare un’anestesia totale più leggera, che quindi reca meno disturbi durante il risveglio. Il catetere inoltre consente di controllare meglio il dolore nel post operatorio.

Ora Ilaria è in attesa che la chiamino per il ricovero.
Inutile dire che sono agitatissima e abbastanza spaventata … in fondo il suo maledetto fibroma non le provoca grossi disturbi, anche se il suo utero è ingrossato come selei  fosse incinta di 3 mesi e ogni tanto si presentano piccoli fastidi come la necessità di urinare spesso, dolore quando evaqua (sopratutto appena prima del ciclo), pesantezza nel basso ventre, fitte alla schiena ogni tanto e sporadicamente cicli molto abbondanti. Tante piccole noie ma in realtà nulla di di veramente fastidioso o esasperante!

 

Il sogno di Ilaria: la gravidanza

E così Ilaria pensa: “Ma chi me lo fa fare tagliuzzarmi e farmi ricucire come un cappone deliberatamente senza che stia veramente male? Io potrei vivere bene anche con questo Visitor dentro di me, in fondo l’ho fatto fino ad ora!”
Però la sua forza e la sua determinazione giocano in suo favore e Ilaria si ritrova a pensare che questa decisione l’ha presa pensando al suo progetto di famiglia e il suo sacrificio è indispensabile per il bimbo (o bimba) che verrà.

Ecco che alla luce di ciò tutto ritrova il suo senso. Grande Ilaria!

Ilaria conclude la sua bella mail complimentandosi per il mio blog (ma graaazieeee!!!) e augurandomi che la mia lotta contro i fibromi sia finalmente finita e che io possa finalmente godermi il bello della vita e la mia bambina.

Grazie di cuore Ilaria. Non posso che ricambiare il tuo augurio, sperando con tutto il cuore che tu possa lasciarti prima possibile alle spalle l’intervento e che tu possa a breve festeggiare una nuova vita che nasce dentro di te.

Vedrai che il tuo coraggio verrà ricompensato!