Gloria si è sottoposta a diversi interventi ma ci racconta di avere, purtroppo, ancora miomi. Cerca testimonianze relativamente a gravidanze dopo la rimozione di fibromi.
Carissime,
Qualche tempo fa avevo raccontato la mia esperienza ma adesso sono qui a porre un altro quesito.
Faccio un recap:
- 3 resettoscopie e 1 laparatomia.
- Percorso di pma> prima di iniziare, un altro mioma sporge in cavità e viene rimosso (terza resetto, le altre fatte per emorragie ed emoglobina molto bassa)
- Laparatomia> rimozione 5 miomi pur di fare la pma
Giugno 2025: prima del 2 tentativo di iui
- 4° isteroscopia> si vede il setto che mai nessuno aveva visto, la dott.ssa di Roma mi vuole vedere, faccio la visita ed anche il Professore che mi visita mi dice che c’è un altro mioma (non era il setto)!! che sporge in cavità di 3 cm e che è preferibile non fare il tentativo se non prima di rimuoverlo (sarebbe il 5 intervento)
Durante questa visita questo Professore mi apre davvero gli occhi, dopo circa venti minuti di chiacchierata, e di linguaggio appropriato lo dice: “il suo utero è una merda!“, “sarà una gravidanza molto particolare se ci fosse l’impianto, dovrà sperare di arrivare al 9° mese”.
Sono uscita di li con una consapevolezza diversa perché prima d’ora mai nessuno mi aveva detto che se mi fossi operata cosi tante volte avrei rischiato aborti o parti prematuri.
Qualcuna di voi ha esperienze a riguardo?
Dovrò riprovare rimuovendo il mioma?
Dovrò prima toglierlo?
O chiudere questo capitolo una volta per tutte, portandomi dietro per sempre la cicatrice del taglio cesareo che non ho mai avuto per un figlio?
Grazie a chi mi risponderà
Con affetto
Gloria

Ciao Gloria, intanto ti abbraccio forte virtualmente.
Io finora sono a quota due isteroscopie operative e sono in attesa del controllo dopo l’ultimo intervento ma sento che non sarà l’ultimo purtroppo, per vari motivi.
Ho i tuoi stessi dubbi e preoccupazioni. Se ti va possiamo tenerci in contatto.
Ciao Gloria,
“Il suo utero è una merda” me lo hanno detto in diversi nel corso degli anni, “lei non sarà mai madre”, e via discorrendo.
Credo che l’unica cosa certa di questa condizione è che non ci sono certezze, solo la fortuna di incontrare le persone giuste, i professionisti giusti.
Io ho alle spalle due miomectomie laparatomiche (1 fibroma di 13cm nel 2014 e rimozione di 26 fibromi nel 2020), un trattamento con miolisi per intervenire su un fibroma che improntava endometrio nel 2023, un transfer fallito e una gravidanza anembrionica (conclusa con resettoscopia) nel 2024, e, infine, un transfer che è risultato in una gravidanza nel 2025.
La gravidanza è stata complessa, con monitoraggi costanti, progesterone in ovuli fino quasi al parto, distacchi amniocoriali, bambina podalica. La mia bambina è nata sanissima a 39 settimane, con taglio cesareo programmato (e grande emorragia post partum per cui ho rischiato la vita).
Sono stati 11 anni lunghi. Sono stata fortunata a affidarmi al dottore che mi ha operato (Alberto Mattei), alla clinica della PMA che ha reso possibile la gravidanza, e a avere una equipe medica in sala parto che mi ha salvato la vita.
Nel mentre ho provato tanto sconforto, e l’unica cosa che mi ha aiutato a reggere emotivamente è che ho fatto tutte le visite, sentito tutti i pareri, parlato con tutte le persone.
In quanto pazienti, l’unica cosa che possiamo fare prima di arrendersi all’evidenza è proprio questa: chiedere tanti pareri, chiedere a chi ci è passato, e sperare in un po’ di fortuna.
In bocca al lupo!