Un regalo per me da Artemisia!

libri-artemisiaQuesta mattina ho ricevuto una bella sorpresa: un regalo graditissimo!

In ufficio sono arrivati per me i libri di Artemisia, una cara amica di cui ho raccontato qualche tempo. Artemisia è una storica, insegna, scrive libri sull’arte e ha redatto i due bellissimi volumi “Degas e Napoli” e “I Belelli e Degas“, che ha voluto inviarmi in dono!

Grazie di cuore Artemisia, sei stata proprio carinissima!

Tra l’altro, purtroppo, gli aggiornamenti che ho ricevuto da questa cara amica non sono positivi: Artemisia ha deciso di affidarsi ad un’altra ginecologa che l’ha visitata e sottoposta ad ecografia 3D. Dopo un lungo esame, e dopo essersi appuntata tutta la storia di Artemisia, ha sentenziato la la soluzione è proprio l’isterectomia, anche perchè l’iperplasia con lievi atipie diagnostica sarebbe, a parere di questo medico, una forma pre-cancerosa.

Artemisia però ha studiato bene la sua situazione e sa che i suoi piccoli fibromi non sono certo patologie maligne!

E così Artemisia ha solo sprecato altri soldi per avere il parere di un medico che, come al solito, non si fa tanti scrupoli ad indicare l’isterectomia come unica soluzione possibile.

Artemisia è arrabbiata e, soprattutto, vorrebbe che tutte le implicazioni di un intervento invasivo come l’isterectomia, che la maggior paerte dei medici tacciano, fossero note a tutte. Io, come già fatto in passato, consiglio la lettura del libro sull’Isterectomia della dott.ssa Della Costa e anche di dare un’occhiata ai miei post:

L’isterectomia come violazione di un diritto umano

Isterectomia: una scelta che si può evitare

L’isterectomia: intervista alla dott.ssa Maria Rosa Dalla Costa

Grazie ancora Artemisia, sei proprio una persona meravigliosa!

Isterectomia: una scelta che si può evitare

Quello dell’isterectomia è un tema ricorrente nelle storie di molte donne che soffrono a causa dei maledetti fibromi uterini. In molte mi avete scritto che i vostri medici curanti proponevano l’isterectomia come migliore soluzione possibile, per svariate ragioni.

Anche a me l’aveva proposto la dott.ssa Nicoletta Biglia, ritenendo impossibile la pratica di un intervento chirurgico come quello che invece mi ha effettuato il dr. Camanni.

Tanto una figlia ce l’hai, il problema te lo sei tolto“. Non dimenticherò mai le sue parole che mi avevano fatta rabbrividire e soprattutto il fatto che abbia potuto considerare un figlio “un problema risolto“. Io non le ho mai creduto. Neanche per un secondo ho pensato che l’isterectomia fosse la soluzione migliore per me. Perchè non voglio rinunciare al mio utero, perchè grazie alle mie ricerche e a questo blog so che esiste sempre un’alternativa e, soprattutto, perchè avevo già letto l’interessantissimo libro “Isterectomia. Il problema sociale di un abuso contro le donne” della professoressa Mariarosa Dalla Costa (libro che consiglio a tutte quante).

E’ proprio il libro della professoressa Dalla Costa ad offrirmi numerosi spunti per approfondire il tema dell’isterectomia sotto differenti aspetti. Attività questa che svolgerò nei prossimi post.

In Italia ogni anno vengono eseguite circa 70.000 isterectomie. E’ un dato questo pubblicato sulla rivista “Acta Obstetricia et Gynaecologica” e riportato su diversi di siti e portali di medicina.

Tutti concordi nel dichiarare che 70.000 isterectomie l’anno sono troppe, tutti d’accordo nel sostenere che nel 60% dei casi questi interventi sono superflui e potrebbero essere evitati scegliendo altre soluzioni. Quali?

La comunità scientifica è concorde: il trattamento più favorevole è il sistema intrauterino a lento rilascio di levonorgestrel” leggo su Sanihelp.it.

Il 60% delle donne a cui oggi viene asportato l’utero potrebbe ottenere una più efficace soluzione terapeutica con un semplice dispositivo intrauterino, Mirena” dichiarano su PagineMediche.it

Un sistema intrauterino a rilascio di farmaco quindi non solo potrebbe essere in molti casi una valida ed efficace alternativa all’isterectomia, ma è addirittura considerato nelle linee guida SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) e in quelle quelle del National Institute for Health and Clinical Excellence il trattamento di prima scelta.

Ma allora perchè la maggior parte dei ginecologi continuano a presentare l’isterectomia come unica scelta possibile? E come possiamo noi essere certe di esserci affidate ad un medico che stà davvero agendo per il nostro bene? Queste sono le domande cui vorrei trovare risposta, anche e soprattutto con il supporto di alcuni esperti del settore, che sarà mia cura contattare.