Dopo mille peripezie, Patrizia risolve con l’embolizzazione al Niguarda

Patrizia mi ha scritto la prima volta nel 2014, per raccontarmi dei suoi fibromi, della laparoscopia cui si era sottoposta e del fatto, ahimè, che purtroppo l’intervento non si era poi rivelato risolutivo.

Da allora Patrizia ne ha passate un po’ di tutti i colori: ha preso il Decapeptyl, ha subito un altro intervento in isteroscopia e ha fatto la terapia con Esmya, senza mai risolvere. Ha anche incontrato il dr Camanni qui a Torino, e in quell’occasione ci siamo conosciute di persona e abbiamo chiacchierato un po’ davanti ad un caffè.

Era l’ottobre 2017.

Patrizia ha poi valutato anche l’embolizzazione, ma i medici che ha incontrato gliel’hanno sconsigliata.

Poco prima che Matteo nascesse Patrizia mi ha scritto per raccontarmi, finalmente, il suo bel lieto fine.

 

Eravamo rimaste all’embolizzazione a Niguarda a fine marzo. Ricoverata al mattino.
L’intervento non è stato eseguito da Rampoldi ma dai suoi collaboratori, il team era guidato da Ruggero Vercelli. Mi hanno fatto anestesia spinale, quindi sono stata vigile tutto il tempo e l’intervento sarà durato circa 1 ora e mezza, però ovviamente assolutamente indolore.

Nel post operatorio si avvertono un po’ di dolori ma tenuti a bada con potenti antidolorifici. L’unico problema per me è stata la nausea e il vomito, però anche quello è stato risolto con dei farmaci.

Il giorno dopo mi hanno dimesso e ho fatto 1 settimana di cura con antidolorifici e antibiotici, ma sono rientrata a lavoro dopo 4 o 5 gg senza troppi problemi.
Adesso a distanza di 6 mesi ho fatto il controllo sia dal ginecologo che al Niguarda e tutto è andato bene, i fibromi si sono ridotti e il mio ciclo è tornato finalmente gestibile e abbastanza regolare.
Per il momento quindi posso ritenermi assolutamente soddisfatta e spero che le cose continuino così!
Grazie ancora per i tuoi preziosi consigli!!!
Un grossissimo in bocca al lupo per tutto.

Sono davvero felice di festeggiare il trionfo di Patrizia, che finalmente ha vinto la sua battaglia contro i fibromi. Buona nuova vita senza fibromi cara amica!

Lara che non si rassegna all’isterectomia e si sottopone ad embolizzazione a Milano

Lara ha 44 anni e ha combattuto i suoi fibromi per 5 anni. Tutti i medici che l’hanno visitata le hanno consigliato di sottoporsi ad isterctomia, ma Lara non ha voluto arrendersi e non ha rinunciato al suo utero … be’, leggete com’è andata!

 

Buongiorno a tutte, difficilmente parlo di fatti privati, ma ritengo doveroso farlo perché se ho potuto scegliere di tenere il mio utero lo devo solo a questo blog.

Ho 44 anni e da circa 5 ho iniziato la mia battaglia con i maledetti fibromi, dapprima tre e piccoli, fino ad arrivare a un numero non precisato, un utero enorme e forti emorragie.

A luglio dello scorso anno, il ginecologo che mi segue mi dice che l’unica soluzione possibile è l’asportazione dell’utero, che avrei potuto prendere altri pareri, ma che sicuramente avrei avuto le medesime risposte. Non mi arrendo e mi reco da altri tre ginecologi, tutti mi dicono la stessa cosa. Nel frattempo inizio anche a navigare su internet e vengo a conoscenza dell’esistenza dell’embolizzazione. Pensando si trattasse di un intervento eseguito dal ginecologo, chiedo, durante una visita, se potevo sottopormi a embolizzazione e il medico mi risponde, in modo molto evasivo, che nel mio caso era sconsigliato e che, data l’età e avendo già due figli, l’utero non mi serviva più.
A quel punto, avendo emorragie sempre più frequenti, decido di mettermi in lista d’attesa per l’isterectomia.

Qualche giorno dopo, mentre leggevo le testimonianze su questo blog, ho letto l’intervista al dr. Rampoldi, radiologo interventista all’Ospedale Niguarda di Milano, che mi ha chiarito e semplificato cosa fosse l’embolizzazione e lo specialista che la pratica. Abitando dell’hinterland milanese, chiamo immediatamente e fisso un appuntamento per una visita. Faccio la risonanza prescrittami e, dopo averla visionato, vengo contattata dal dott.Rampoldi che mi dice che posso sottopormi a embolizzazione.

Circa una settimana fa mi sono sottoposta all’embolizzazione. Grazie alla grande professionalità del dr.Rampoldi e della sua équipe, ho affrontato tutto in modo sereno. Qualche dolore nei primi giorni, ma zero cicatrici e soprattutto, con il mio utero. Unico rammarico, perché i ginecologi non ti dicono che, se vuoi, oltre all’isterectomia, esmya, ecc., c’è anche l’embolizzazione e dare al paziente la possibilità di scegliere….

Sono tanto felice Lara che tu abbia letto in tempo del dr Rampoldi e ti sia potuta sottoporre ad embolizzazione. Spero che la tua storia la leggano in molte e che in molte decidano, come te, di non arrendersi. Bunoa vita cara!

Embolizzazione fibroma a Milano: a chi rivolgersi?

In questi giorni mi avete scritto in quattro per chiedermi informazioni riguardo la possibilità di sottoporsi ad embolizzazione del fibroma a Milano, all’ospedale Niguarda. Che strana coincidenza!

La prima è stata Michela, mamma di due splendidi bambini, che nel 2014 è stata operata in laparotomia per la rimozione di un fibroma di 8cm. Purtroppo però Michela è stata soggetta a recidiva e il suo fibroma si è riformato poco dopo. Ora il mioma misura circa 8cm e lei vorrebbe sottoporsi ad embolizzazione, anche se in realtà questo fibroma non le da un gran fastidio..

Il mio ciclo si è regolarizzato molto negli ultimi mesi ho abbondante solo il 2° giorno e una notte poi al max 5 giorni ed è finito, dolori particolarmente forti non ne ho , solo durante l’ovulazione senso di pressione al basso ventre…insomma non mi da cosi fastidio per ora questo MIOMA e quindi cosa faccio?
Voi cosa mi consigliate?

Poi ho avuto modo di parlare con Patrizia, che segue del blog, pensate, da più di tre anni. Anche Patrizia ha già subito, in passato, un’isteroscopia e una laparoscopia per la rimozione di 4 fibromi. Anche i fibromi di Patrizia sono stati soggetti a recidiva e lei li ha tenuti a bada nel tempo (un paio di anni o forse più) con varie pillole e poi con innumerevoli cicli di terapia con Esmya. Adesso però Patrizia è stufa di imbottirsi di ormoni ed è alla ricerca di una soluzione definitiva. Da Monza è venuta a Torino per incontrare il dr Camanni e la scorsa settimana ci siamo incontrate dopo la sua visita per un piacevolissimo caffè (e soprattutto una bella chiacchierata!).  Il fibroma di Patrizia misura 8cm e il dr Camanni le ha consigliato di sottoporsi ad embolizzazione.

A quanto pare un intervento chirurgico potrebbe essere pericoloso per l’utero di Patrizia e la migliore soluzione sarebbe proprio l’embolizzazione (e meno male che qualcuno ha scritto in ogni dove che il dr Camanni era contro l’embolizzazione!).

Infine mi ha scritto Marzia. Marzia ha 40 anni e un fibroma che è passato da misurare 3cm a 8cm nell’arco di pochi mesi. Lei vorrebbe prendere Esmya ma il suo ginecologo le ha detto che secondo lui quel farmaco non servirebbe a nulla e per lei potrebbe anche essere pericoloso perchè ha casi di tumore in famiglia. L’unica soluzione secondo questo medico, da attuare in fretta tra l’altro, sarebbe l’asportazione dell’utero. Marzia è disperata e sta cercando un bravo ginecologo a Milano. Mi ha scritto per avere i contatti del dott. Camanni e per chiedermi consiglio.

Un’amica di Marzia le ha proposto di rivolgersi al dr Candiani, del quale anche io ho raccolto testimonianze positive. Inoltre lei stà anche cercando qualcuno esperto in embolizzazione a Milano anche se il suo ginecologo, il dr Bernarda, ha escluso questa ipotesi perchè Marzia è affetta dalla sindrome di Gorlin, che la predispone ai fibromi (e perciò secondo il suo medico anche dopo l’embolizzazione gliene verrebbero altri).

Marzia al momento è un po’ confusa. Non sa a chi rivolgersi, a chi dare ascolto, e non sa se prendere Esmya o no.

Oltre a Michela, Patrizia e Marzia poi c’è sempre Cristina che, dopo aver escluso il dr Lupattelli, stà cercando qualcuno che possa embolizzarla nel milanese (lei abita a Vigevano).

Tutte e quattro si sono messe alla ricerca di un bravo radiologo interventista e sono arrivate a questi medici:

  • Il dr Antonio Gaetano Rampoldi all’Ospedale Niguarda, di cui mi hanno detto sia Marzia che Cristina;
  • Il dr Vittorio Pedicini all’Humanitas, di cui mi ha detto Cristina;
  • il dr Ruggeri all’Ospedale Niguarda, di cui mi ha detto Michela.

Qualcuna di voi li conosce? Qualcuna ha altri nomi da segnalare, nella zona di Milano?

Michela, Patrizia, Marzia e Cristina dovranno prendere a breve la loro decisione e io spero tanto di poterle aiutare o, almeno, supportare. Per fortuna l’unione fa la forza e loro si stanno già sentendo via mail e rincuorando a vicenda, e a me questa cosa piace un sacco!