Come fare per ottenere Esmya con il Servizio Sanitario Nazionale?

Linda ci ha scritto per avere informazioni su come ottenere la ricetta di Esmya, nel frattempo ha risolto il suo problema e ci tiene a pubblicare la sua esperienza perchè potrebbe essere fosse utile ad altri.

Lei e suo marito stanno inseguendo da alcuni anni una gravidanza attraverso tecniche di PMA, dato che sembra sia impossibile naturalmente.
Linda ha sempre avuto un utero fibromatoso con 3 fibromi intramurali sottosierosi che fortunatamente non interessano la cavità uterina (da 3 a 5 cm).
Stanno per affrontare un altro tentativo di PMA presso un centro spagnolo e la ginecologa del centro, che ha uno studio anche a Roma, ha prescritto a Linda un ciclo di 3 mesi di Esmya per tentare di ridurre le dimensioni dei fibromi al fine di una gravidanza.

Il problema di ordine pratico che Linda ha dovuto affrontare è come procurarsi Esmya attraverso il S.S.N., visto che oggi è prescrivibile anche in Italia.
La ginecologa del centro “privato” le ha compilato una prescrizione “bianca”.
La sua ginecologa di fiducia le ha detto che è necessario pure un piano terapeutico, rilasciabile solo da un ospedale e, in alternativa, le ha consigliato Danatrol per uso vaginale.
Insomma, se voleva seguire la cura con Esmya prescritta dal centro spagnolo e usufruire del S.S.N., Linda doveva farsi prescrivere la cura da un ospedale italiano.

Per fortuna, in via del tutto occasionale, Linda e suo marito hanno conosciuto una ginecologa che lavora all’ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma, la quale è stata molto comprensiva e ha compilato un piano terapeutico su modulo prestampato dell’ospedale per un ciclo trimestrale di Esmya.

Il piano terapeutico viene prodotto in 2 copie (una per il medico curante ed una per la ASL di appartenenza). Per prima cosa occorre consegnare una copia alla ASL che lo registra e lo rende disponibile alle farmacie per via telematica. Quindi con l’altra copia si va dal proprio medico di base che rilascia la ricetta (una al mese) per la farmacia.

Grazie Linda di queste preziose informazioni e un grosso in bocca al lupo per il vostro grande progetto!

Eleonora e l’esenzione per la terapia con Esmya

Eleonora ha 30 anni e ha scoperto il suo fibroma uterino pochi mesi dopo il suo matrimonio.

La scoperta del maledetto è stata per lei un trauma anche perchè la sua ginecologa (che Eleonora ha subito lasciato senza tanti rimorsi) le ha diagnosticato questo problema ma non le ha assolutamente spiegato cosa comportasse la presenza del mioma. Le ha semplicemente detto di provare a rimanere incinta e che poi si sarebbe definito man mano il da farsi.

Qualche tempo dopo, non contenta di quest’avara spiegazione, Eleonora ha chiesto consiglio a una sua collega che le ha parlato molto bene del suo attuale ginecologo.

Dopo una prima visita questo medico le ha spiegato accuratamente cosa significa avere un fibroma e come comportarsi per prevenirne la crescita. Innanzitutto le ha sconsigliato di intraprendere al momento una gravidanza (per fortuna) e le ha dato una cura che si chiama INOFERT COMBI per 8 mesi. Si tratta di una terapia piuttosto costosa ma non impossibile da intraprendere (€21.20 la confezione di 20 compresse dentro).

In secondo luogo l’ha messa in lista d’attesa per un eventuale operazione. Infine, le ha prescritto Esmya come preparazione (o sostituzione, nella migliore delle ipotesi) all’intervento.

Eleonora si è quindi recata dal suo medico per chiedere la ricetta per il farmaco, ma lui mi ha risposto che non era mutuabile e che si trattava di una cura molto costosa. Piuttosto demoralizzata Eleonora si è recata dalla sua farmacista di fiducia,  che è una sua cara amica, per scoprire il reale costo di Esmya. Lei cercando negli archivi a computer le ha poi dato la buona notizia: Esmya è mutuabile se il ginecologo prepara un piano terapeutico che poi il medico di base riporta sulla classica ricetta la dicitura ‘NOTA 51‘.

Piena di entusiasmo Eleonora si è preoccupata Esmya e piena di entusiasmo ha iniziato la sua cura e al momento si trova al  13° giorno di terapia. I sintomi che per ora ha riscontrato consistono in capogiri frequenti e qualche vampata di caldo improvviso (tutti effetti riportati nel bugiardino ).

Ora continua la sua vita e la sua cura aspettando la prossima visita che sarà a  maggio.

Eleonora ha voluto mettere la sua esperienza a disposizione di tutte perchè ci teneva a precisare che anche quando il ginecologo dice che Esmya non è detto che sia così.

Colgo l’occasione per informarvi che ho ricevuto alcune segnalazioni riguardo il fatto che in alcune regioni d’Italia Esmya non fosse passata dalla mutua. Ciò mi è sembrato piuttosto strano ma forse l’ignoranza o la scarsa preparazione di alcuni medici potrebbero essere la spiegazione alle informazioni discordanti che ho ricevuto.

In bocca al lupo a Eleonora che ha appena intrapreso la cura con Esmya. Spero tanto che la terapia sia risolutiva e ti consenta di evitare l’intervento e di festeggiare presto l’inizio della gravidanza!

Esmya è mutuabile e acquistabile in Italia!

A tutte quelle che, come me, hanno disperatamente inseguito la ricetta di Esmya e hanno speso una fortuna per acquistarla a Città del Vaticano, in Svizzera, a San Marino, in Spagna, Francia o chissà dove la notizia sembrerà pazzesca: non solo Esmya è finalmente in vendita anche nelle farmacie italiane, ma è anche passata dalla mutua!

Mi hanno scritto già tre amiche che hanno in mano la ricetta della mutua per segnalami la novità. A quanto pare Esmya è venduta in Italia al prezzo di 2 euro (incredibile vero??) e per ottenere la ricetta rossa mutuabile è sufficiente recarsi dal proprio medico di base.

Federica mi racconta di aver ottenuto un piano terapeutico prescritto da un ginecologo dell’ospedale della sua Asl di appartenenza. Lui stesso le ha fatto la ricetta medica rossa e poi lei si è rivolta prima  alla Farmacia dell’ospedale e poi, visto che qui Esmya non era disponibile, e poi ad una farmcia qualsiasi, che le ha venduto Esmya al costo di 2 euro.

Anche Daniela si è dovuta munire di piano terapeutico (in pratica la ricetta in triplice copia). Con questo andrà dal suo medico di base che le farà la ricetta mutuabile di Esmya, da consegnare in farmacia.

Anche Valentina ha già in mano la sua ricetta della mutua ma stà faticando a trovare una farmacia a Milano in cui Esmya sia disponibile.

Insomma è proprio ufficiale, Esmya è diventata un farmaco gratuito, o quasi!

A questo punto della storia mi sento un po’ una pioniera ad aver scoperto Esmya leggendo un articolo sulle ricerche del dott. Petraglia (l’inventore di Esmya), ad aver disperatamente inseguito qualsiasi esponente della Gedeon Richter (la casa farmaceutica che commercializza Esmya) ed un ginecologo che potesse prescrivermela e ad aver cercato di acquistare questo farmaco nelle farmacie di mezzo mondo!

Anche se Esmya nel mio caso non ha funzionato (e neanche per la maggior parte delle ragazze che mi hanno scritto) sono davvero contenta che finalmente sia diventata un farmaco accessibile a tutte e che ora si più facile tentare questa strada prima di doversi sottoporre ad un intervento chirurgico.