Le complicanze di Laura dopo il trattamento con hifu allo IEO

Laura mi aveva scritto alla ricerca di informazioni sugli hifu allo IEO di Milano e, anche grazie alla disponibilità di Giulia, ha prenotato una visita con il dr Orsi, e quindi si è sottoposta ad intervento.

Volete sapere com’è andata?

Ciao Eleonora!

Volevo aggiornarti in merito al mio maledetto. Lunedì (28/01) il dott. Orsi e il dott. Bonomo mi hanno sottoposta a trattamento HIFU. Ribadisco quanto già scritto nella mia mail precedente: due professionisti splendidi, disponibili, sia dal punto di vista professionale che umano. Ma l’intero personale del reparto è stato impeccabile!

Sono entrata alle 07.30 del mattino e alle 18 di sera hanno firmato la lettera di dimissioni. Che dirti? Per il momento sono contentissima di aver scelto questo trattamento. Il dottor Orsi mi ha detto che sono riusciti a necrotizzare circa il 75% del mio maledetto, ma la dimensione esatta di ciò che resta ce l’avrà solo in occasione della mia visita di controllo con nuova risonanza fra circa 6 settimane. E qui valuteranno l’eventuale necessità di un trattamento aggiuntivo per rimuovere ciò che resta.

Il trattamento non è particolarmente doloroso, si avverte una sensazione di calore e, a volte, per lo meno nel mio caso, un forte mal di schiena. I dolori al basso ventre  e il mal di schiena continuano anche oggi, ma si tengono agevolmente sotto controllo con tachipirina 1000. Mi stanco molto facilmente, ma stamattina sono anche riuscita a lavorare un paio d’ore al pc. Niente sforzi fisica per almeno 15 gg. e niente strapazzate. Null’altro. Mi ha ribadito che gli effetti benefici cominceranno a farsi sentire non prima di 3-4 settimane.

A questo punto attendo con impazienza la visita di controllo per verificare le effettive dimensioni del maledetto residuo. Non mancherò di aggiornarti. Nel frattempo un abbraccio forte a te e al piccolo Matteo! E, mi raccomando: resisti! Come già ben sai, è un periodo, e poi ricorderai con gioia anche questo

Sei giorni dopo Laura mi ha scritto per raccontarmi dei doliri lancinanti che l’anno costretta a correre al Pfonto Soccorso, dove le hanno messo il catetere visto che non riusciva a fare pipì.

Ho immediatamente contattato il dottor Orsi, il quale mi ha spiegato che, alcuni giorni successivi all’intervento si verifica un’edema (del tutto naturale) che può ingrossare fibroma e utero.
Il mio fibroma che, per posizione e dimensione, già prima comprimeva la vescica e mi creava difficoltà nella minzione, verosimilmente ora , con presenza di edema, è andato a comprimere e bloccare l’uretra.
Risultato: terapia con cortisone e antibiotici per vedere se riducendo l’infiammazione, il meccanismo si sblocca.

Nel frattempo, per qualche giorno (spero!) devo tenermi il catetere e tutti gli annessi e connessi.
Non ti nascondo che, anche se a detta del dott. Orsi, non è nulla di preoccupante, io invece sono terrorizzata dall’idea che, una volta tolto il catetere, ancora io non riesca a fare pipì.
Ma ti terrò aggiornata e, a questo punto, un po’ più prudente prima di lanciare urla di gioia!
Un abbraccio

Un grosso in bocca al lupo a Laura, che purtroppo non può ancora cantare vittoria, come sperava. Mi auguro con tutto il cuore che questo episodio si risolva prestissimo e che i benefici del trattamento effettuato nno tardino a presentarsi. Forza Laura!