Valentina alla ricerca di un bravo ginecologo a Roma

Valentina vive a Roma e ha un fibroma di circa 5 cm, intramurale, del tutto asintomatico e scoperto per caso.

Questa scoperta è stata per Valentina davvero scioccante, sopratutto per il fatto che lei speravo di poter avere figli. Valentina è stata sottoposta ad una terapia con enantone​ per l’induzione di menopausa farmacologica. Grazie a questa terapia il fibroma di Valentina si era ridotto della metà ma terminata la terapia ha ricominciato a crescere.

Lei nel frattempo non è nemmeno riuscita a rimanere incinta approfittando della riduzione del fibroma. Ora si trova nella situazione di partenza e non sa che fare. Ha paura di un eventuale intervento chirurgico, e soprattutto delle conseguenze come le aderenze extra ed intra-uterine.

Io le avevo proposto di cercare un ginecologo in grado di intervenire in isteroscopia per rimuove il fibroma, però a Roma non saprei chi indicarle. Dopo qualche indecisione, Valentina ha deciso di procedere in laparotomia. Adesso cerca informazioni sul Fatebenefratelli dell’isola Tiberina a Roma: qualcuna conosce questo ospedale?

Grazie mille!

Francesca operata con miomectomia multipla in laparotomia

Riporto con piacere la mail che ho ricevuto da Francesca, trentaduenne palermitana, che si è sottoposta ad un intervento in laparotomia durante il quale le hanno rimosso 14 fibromi.

 

Salve ragazze,
mi chiamo Francesca, sono una ragazza palermitana di 32 anni.

Vi racconto brevemente la mia storia affinché possa essere da conforto, spunto e riflessione e stimolare chi, come me, vive una situazione analoga.
Tre anni fa scelgo di sottopormi a visita ginecologica (mai effettuata per i mille impegni e difficoltà che, in qualche modo, abbiamo o ci creiamo) e scopro la presenza di 4 fibromi , il più grande di 5 cm. Stupore e paura mi assalgono data la completa assenza di sintomatologia rilevante; unica evidenza gonfiore addominale e al tatto, presenza di massa “non usuale “: facevo diete, sport … ma rimaneva sempre lì presente (mi prendevano pure in giro dandomi della mangiona :-/).

La ginecologa mi consiglia miomectomia laparotomica dopo qualche mese dalla visita, ma mi rifiuto e cerco alternative. Intraprendo terapia con Esmya, propostami da un altro ginecologo che non sortisce alcun effetto; cambio nuovamente ginecologo e per alcuni mesi seguo terapia con Loette, un anticoncezionale a basso dosaggio che dovrebbe tenere a bada  l’iperestrogenemia che alimenta i maledetti. Quest’ultimo ginecologo, infine, mi consiglia di intraprendere terapia con Decapeptyl per 3 mesi , che inducendo, menopausa farmacologica dovrebbe ridurre le dimensioni dei fibromi. Ed è intorno al terzo mese di terapia che la sintomatologia si appalesa: emorragie importanti, crampi addominali poco controllabili dagli antinfiammatori … malessere diffuso quasi da intossicazione.

Torno dal ginecologo che mi consiglia di continuare con altri tre mesi di Decapeptyl perché “attualmente l’intervento sull’ utero sarebbe disastroso“; frase che mi accende un campanello di allarme e mi porta a consultare prima un laparoscopista, che mi nega l’ intervento (la terapia aveva rotto la pseudocapsula dei fibromi e sarebbe stato difficoltoso), poi un ginecologo esperto in chirurgia oncologica (che mi prospetta un taglio xifo-pubico date le dimensioni del fibroma più grande che avrebbe raggiunto i 7 cm).

In preda alla paura aspetto un mese sperando che l’effetto rebound creato dal decapeptyl si riduca. Contatto il ginecologo che aveva operato mia mamma, 15 anni fa, e mi prospetta un intervento rapido salva- utero: accetto e dopo circa una settimana vengo sottoposta a miomectomia multipla in laparotomia durante la quale vengono asportati ben 14 fibromi …i 4 più grandi che conoscevo più altri piccoli (in una Clinica palermitana).

Attualmente sono a casa a riposo e sono passati circa 20 giorni dall’intervento. Ho fatto il primo controllo ecografico e tornerò tra due settimane ad effettuarne un altro. Il ginecologo mi ha confortato della buona riuscita dell’intervento dicendomi “adesso hai un nuovo utero !!” E mi ha invitato a iniziare a cercare la “cicogna” già da ottobre. Sinceramente io ci voglio andare cauta e aspettare almeno 9 mesi affinché il mio povero utero possa ben ricostituirsi .
La mia storia insegna che la terapia farmacologica può essere solo un palliativo e che purtroppo, le scelte importanti devono essere fatte e mai rimandate.

Grazie Francesca per la tua testimonianza e per il tuo saggio consiglio riguardo l’importanza di saper prendere, ad un certo punto, una decisione. Tanti cari auguri per la tua convalescenza e, soprattutto, per la ricerca di una gravidanza. Tienici aggiornate!