Jessica embolizzata a Catania dal Professor Magnano

Ciao a tutte sono Jessica, anch’io come voi volevo avere il piacere di raccontare la mia esperienza.

Sono ben 12 anni che mi ritrovo a combattere con il mio problema, ho iniziato a 21 anni ad avere i miei primi problemi infatti attraverso un ecografia si sono accorti di 6 fibromi il più grosso 15 cm all’inizio volevano asportare l’utero ma essendo in tenera età hanno deciso di fare la miomectomia intervento dolorosissimo.

Dopo sei anni sono ritornati mi hanno sottoposto ad una seconda miomectomia dove ho rischiato sei ore d’intervento intestino rotto ma ancora una volta l’utero era lì, ma niente tutto inutile dopo un po’ di tempo sono ancora li, solo che in questo caso me la sono vista brutta sono arrivata a 23 giorni di emorragie mi hanno riproposto un terzo intervento ma né io né mio marito eravamo d’accordo ed è stato li che ho iniziato a pensare all’embolizzazione.

Sono stata embolizzata il 14 marzo a Catania dal Professore Magnano sono contentissima dei miei risultati, i miei fibromi a distanza di 8 mesi sono tutti ridotti ringrazio infinitamente il Professore Magnano per tutto quello che ha fatto è stato sempre presente mi ha seguito in modo eccezionale.

Oggi ho 33 anni è riuscito a risolvere questo mio problema che stava diventando un incubo. Non avevo bisogno di cercare altrove conoscevo il Professore Magnano sapevo quanto lui fosse in gamba, professionale e sapevo che solo lui avrebbe risolto il mio caso e così fu. Io da parte mia non smetterò mai di ringraziarlo.

Grazie a Jessica per aver condiviso la sua esperienza, e bravissimo il Professor Magnano!

La laparotomia di Antonella alla Clinica Mangiagalli di Milano

Antonella mi ha scritto la prima volta a gennaio scorso. Era alla ricerca di un bravo ginecologo cui rivolgersi a Milano, stava prendendo Esmya e voleva valutare anche l’embolizzazione per risolvere i problemi causati dai suoi 8 fibromi.

Avevo pubblicato la sua lettera sul blog e in molte le avevate scritto per offrirtle il vostro parare. Io le avevo inoltre consigliato di chiedere anche alla dottoressa Eid, che mi era piaciuta molto durante il nostro incontro.

Sono passati quasi 8 mesi e Antonella mi ha riscritto nei giorni scorsi per raccontarmi come si è poi evoluta la situazione. Con grande piacere quindi pubblico il suo lieto fine, in attesa di aggiornare presto la sua storia raccontando di una bella gravidanza. Un grosso in bocca al lupo cara Antonella!

 

Ciao Eleonora,

come promesso, eccomi a condividere con te e con tutte le altre la mia esperienza assolutamente positiva presso la Clinica Mangiagalli di Milano.

Il 3 luglio sono stata sottoposta ad una laparatomia. Avevo 15 fibromi, diversi tra loro per tipologia e dimensione. L’intervento è riuscito alla perfezione, nonostante sia durato un’oretta in più rispetto all’ora prevista. Purtroppo a causa dell’alto numero dei fibromi e soprattutto per le loro posizioni “sparse”, ho perso un po’ di sangue e alcuni valori sono risultati inferiori rispetto alla norma. Di conseguenza sono state necessarie due trasfusioni che mi hanno effettuato durante la mia prima notte all’interno del reparto Suor Giovanna.

Sono stata ricoverata qui per cinque giorni. Pochi o tanti non saprei, per me sono stati abbastanza per non dimenticare, a distanza di due mesi, la professionalità e la premura del dottor Nicola Berlanda che mi ha operata e la pazienza e l’umanità delle infermiere e delle OSS che si sono prese cura di me.

Condivido uno dei vari episodi piacevoli di quelle cinque giornate non proprio facili: una sera, l’infermiera che aveva iniziato da poco il turno di notte entra nella mia stanza con tutto il necessario per fare un prelievo. Io inizio a preparare il braccio, pensando fosse per me e lei mi dice: “No, non devo farti nulla. Sono solo passata per sapere come stai e per dirti che se hai bisogno ci sono io”.

I giorni in ospedale e quelli a seguire non sono stati una passeggiata. La ripresa è durata quasi un mese, ma ogni giorno, dal 3 luglio ad oggi ho fatto grandi passi in avanti. Personalmente ho deciso di sottopormi all’intervento perché desidero diventare mamma. I fibromi non mi hanno mai dato problemi o disturbi particolari. La mia è stata una decisione dettata da un “atto d’amore” e per questo, nonostante sia andata alla grande, avrò la mia vera vittoria solo quando sarò incinta.

Alla Mangiagalli fanno miomectomie e altri interventi relativi all’apparato genitale femminile ogni giorno e ho avuto modo di constatare personalmente che nel reparto di degenza Suor Giovanna avevamo tutte situazioni molto simili. Scrivo questo per cercare di spiegare che è importante trovare il medico che ci trasmette maggiore fiducia, ma è fondamentale anche, a mio modesto parere, rivolgersi a delle strutture specializzate che si occupano di miomi uterini quotidianamente.

Auguro il meglio a te e a tutte.

Un abbraccio,

Antonella

Roberta affronta con coraggio una miomectomia per realizzare il suo sogno di gravidanza

Sono sempre felice di ricevere mail come quelle di Roberta, piene di coraggio e di speranza. Roberta ha 37 anni, abita a Lecce, e ha vinto la sua battaglia con i suoi maledetti fibromi.

 

Ciao, comincio col dirti che vi ho sempre seguite e grazie a voi nn mi sono mai sentita sola in questa mia brutta esperienza. Oggi sono pronta a raccontare la mia storia perché vedo un pò di luce in questo tunnel! Mi chiamo Roberta, ho 37 anni e sono della provincia di Lecce. I miei problemi cominciano più o meno quattro anni fa quando il mio ciclo sempre regolare comincia a diventare sempre più abbondante e quasi emorragico. Come una stupida do la colpa allo stress! La vita frenetica, il lavoro, la casa, gli impegni, era questo secondo me che stava cambiando il mio ciclo, fino a quando un anno e mezzo fa io e il mio compagno decidiamo che era ora di pensare a mettere su famiglia.

Ricordo che scegliere il ginecologo non fu affatto facile, io volevo il migliore perché nel cuore mio di donna sapevo che qualcosa in me nn andava bene. Scelgo il ginecologo, chiamo per prendere appuntamento e dopo due giorni ero nel suo studio. Da subito ho capito che avevo fatto la scelta giusta! Utero deformato per colpa di tre mostri che lo occupavano, il più grande era di 10 cm, gli altri 7cm. Potete capire in quel momento cosa ho provato… devo salvarle l’utero signora disse il ginecologo! Mi fece cominciare subito la cura con esmya, sei mesi di cura, non sto qui a elencarvi tutti gli effetti collaterali con i quali ho dovuto convivere! Dopo la cura il mio utero era tornato nella sua normalità, i mostri nn si erano rimpiccioliti di molto ma ero pronta per la miomectomia.

Giorno 17 gennaio alle ore 8.30 entravo in sala operatoria,un bacio al volo al mio compagno e a mia madre, due parole col mio ginecologo e poi il buio… Svegliata dall’anestesia, avevo dolori lancinanti, pian piano però la morfina comincia a fare effetto e vedo tutta la mia famiglia e vedo anche il mio ginecologo (nonché il primario) che mi rassicura e mi dice che il mio utero è salvo! Ora sono a casa, ho già tolto i punti, la mia pancia giorno dopo giorno si sta sgonfiando, nn mi sento ancora in piena forma ma sono felice!

Tra qualche mese potrò cercare la gravidanza e non vedo l’ora! Ho deciso che voglio un pó di tempo per me stessa e per la mia famiglia ed è quello che sto facendo! In bocca al lupo a tutte ragazze! Noi donne siamo più forti di quei mostri!

In bocca al lupo a te cara Roberta! Ti auguro con tutto il cuore che il tuo progetto di maternità diventi presto realtà. Sono davvero tanto felice che il blog ti è stato utile!

Paola, la terapia con Esmya e la rimozione dell’endometrio

Paola ha 38, ha un fibroma cui ha addiruttura dato un nome e stà prendendo Esmya. Pubblico per intero la sua mail

Cara Eleonora,

ho passato giorni a piangere e disperarmi e poi ho trovato il tuo blog e ho trovato te e grazie alle tue parole mi sono fatta forza ed eccomi qui.

Parto dal principio: ho 38 anni e ho da sempre odiato il mio ciclo.
Vissuto come un impedimento alla vita, ho lottato durante la mia adolescenza a volte di più e a volte di meno contro il suo arrivo, per 7 giorni l’incubo di indossare almeno 2 assorbenti super ultra ecc.. per volta. Un suplizio insomma, ma ero fatta cosi’, anche mia mamma era cosi’, si lottava con questi cicli abbondanti ed era normale.

Poi con la pillola si è normalizzato tutto. Un solo assorbente con le ali per volta o un tampax e via, che pacchia!

Il tempo passa e mi sposo, ma purtroppo la vita mi riserva una sorpresa. Niente figli per noi. A questo punto ovviamente la pillola non mi serve piu’ e smetto di ingurgitare ormoni x niente.

Passano un paio di anni e incomincio ad avere spotting pre-mestruale, 3 giorni prima, 5 giorni prima, una settimana prima, ma posso conviverci. Il mio ciclo torna nel tempo ad essere abbondante, molto abbondante fino ad essere ingestibile.
Segue visita ed eccolo li’ la causa di tutto, il mioma è li che ci guarda e pure posizionato malino eh! Facciamo una sonoisterografia cosi’ si vede meglio… e infatti sono 3!

Devo toglierli per ricominciare a vivere. Ho paura, tanta, dell’intervento, dell’anestesia ma ormai sono stremata, il ciclo è uno tsunami, 10-15 giorni al mese preceduti e seguiti da spotting.. I valori del ferro sotto i piedi.

Mi preparo all’intervento assumendo il Cerazette e per due mesi ho sempre avuto ciclo. Sono uno straccio a livello fisico e psicologico., non mi va più di fare nulla, ho sempre un Tena lady super in mezzo alle gambe, non ce la faccio più!

Arriva dicembre 2014 e finalmente la miomectomia! Mi sento subito bene, il ciclo si normalizza, oddio ho il ciclo come le donne normali!!! Incredibile. 5 giorni di ciclo senza avvisaglie e senza code.
Ma dopo nemmeno 1 anno il ciclo ritorna abbondante, e tornano i primi giorni di spotting, di nuovo! Ho paura a farmi visitare. Tiro avanti ma poi mi decido, vado e ta taaan!! Un fibromino piccolino c’è. E si…

Però non ho voglia di andare di nuovo sotto i ferri e allora lotto con assorbenti di varie marche e dimensioni durante i 7 giorni della piena.
Poi trovo e provo la coppetta. La Luv L che è la più capiente in commercio. E cosi tiro ancora un po’ avanti, il mio flusso è anormale, ad ondate e nei primi giorni del ciclo la coppetta mi dura 2 ore. Ed è troppo rischioso anche abbandonare l’assorbente pur con la coppetta. Passano i mesi e io mi impratichisco, riesco a destreggiarmi con i cambi ravvicinati nei primi giorni di ciclo e negli altri vado tranquilla per un bel po’ di ore. Anche di notte, che meraviglia non avere piu’ una “sella” tra le gambe. Mi basta un mini con ali.

Arriviamo ai giorni nostri: Il mese scorso ho avuto 2 cicli con i fiocchi, e in mezzo sempre spotting. Ciclo doloroso con fitte penso come doglie… immagino… Oltre a mal di testa insopportabili. E torno a farmi vedere.

Il fibroma è cresciuto, gli ho dato anche un nome, si chiama Falco. Il ginecologo mi prescrive il piano terapeutico con esmya e alla fine dei 3 mesi mi dice che devo decidere se oltre a togliere il fibroma voglio rimuovere anche l’endometrio. Questo mi causerà l’amenorrea a vita e la non possibilità di concepire ma questo discorso ormai l’ho affrontato anni or sono.

Ed è qui che ti ho incontrato.
Cercando le controindicazioni a questa cura mi spavento e non poco. Non sapevo cosa scegliere: se la fine delle emorragie o tutto il resto.
Grazie a te ho preso la prima pastiglia con più coraggio. Spero di continuare di questo passo. Oggi sono alla 4° pillola e il ciclo sembra stare terminando. Non lo voglio più vedere per i prossimi 3 mesi. Spero di stare bene. Spero di trovare il coraggio di prendere una decisione sull’intervento.

Domani arriverà il libro, mi rincuora averti a fianco se pur in modo virtuale.

Penso di averti detto tutto, mi dispiace non avere il dono della sintesi ma spero di aver reso l’idea sulla mia esperienza.
 Un abbraccio

 

Paola è seguita dal Dott. Massimo Luerti, Responsabile Dell’Unità Operativa di Ginecologia dell’Istituto Clinico Città Studi di Milano e Segretario Nazionale della Scuola Italiana di Chirurgia Mini Invasiva Ginecologica.
E’ stato lui ad operarla la prima volta, proprio tramite isteroscopia è riuscito a rimuovere 3 miomi e pulire bene tutto.
E adesso le ha prescritto lui Esmya per darle tregua dalle emorragie. Le ha inoltre consigliato, una volta terminata la terapia con Esmya, di procedere alla rimozione del piccolo fibroma (2cm) e anche con l’asportazione della parete uterina (sempre in isteroscopia).

A me non è ben chiaro perchè Paola debba accettare anche l’asportazione della parete uterina, e in realtà non so nemmeno bene cosa significhi. Qualcuna ha un’idea più precisa?

Intanto .. un grosso in bocca al lupo a Paola. Siamo tutte con te!

La convalescenza di Elisa dopo la miomectomia laparotonica

Elisa ha 32 anni, abita ad Enna ed ha un bimbo di 2 anni, che è la sua forza.

Mi ha scritto per raccontarmi di aver appena subito un intervento di miomectomia per asportare un fibroma sottosieroso. Il suo fibroma misurava circa 6 cm per 7. Era grande all’incirca come un’arancia, come le ha detto il dottore. L’intervento é andato bene e Elisa ha già fatto la visita di controllo dal ginecologo che l’ha operata, il prof. La Ferrera, primario del reparto di ginecologia di Enna.

E’ stata Elisa a scegliere la laparotomia piuttosto che la laparoscopia perchè questa tecnica la speventava. Non le piaceva l’idea che i medici spezzattassero il fibroma per poi aspirarlo e preferiva invece pensare di asportarlo intero.

A distanza di quasi un mese però Elisa ha ancora la pancia molto gonfia e dolorante. Il taglio le sembra nella norma, solo un po’ ispessito, ma senza alcuna infezione. Elisa è un po’ giù di morale perchè non riesce ancora a fare le cose che faceva prima, è lenta, si stanca subito e si sente triste. Il dottore le ha detto che è tutto normale, ma lei è un po’ demoralizzata.

Elisa lavora, è una persona molto dinamica, e adora prendersi cura della sua casa, perciò il fatto di avere dei limiti nell’esercizio delle sue faccende quotidiane la destabilizza.

Io le ho risposto che deve avere ancora un po’ di pazienza. Il peggio è passato ma è davvero normale che il corpo impieghi un po’ di tempo a tornare come prima. Gli interventi chirurgici non sono mai una passaggiata, soprattutto quelli con un bel taglio, che magari arrivano dopo tanta sofferenza, perciò Elisa deve fare lo sforzo di “concedersi” il tempo di riprendersi completamente. E’ l’ultimo sacrificio.
Le ho consigliato anche di prendere la Carnitina, un integratore che mi aveva prescritto il mio medico di base dopo la mia mimi laparotomia e che mi aveva aiutata molto a riprendere le forze.

Forza Elisa! Vedrai che presto anche questo periodo ti sembrerà solo un lontano ricordo..