Telsinia che non sa se sottoporsi a laparoscopia per 4 piccoli miomi

Telsinia ha 32 anni., è un’insegnante e vive a km di distanza da casa. Ci ha scritto appena tornata dalla sua seconda visita dalla ginecologa, dopo aver scoperto dell’esistenza del blog.

Ecco quello che racconta.

Bene, iniziamo!
A dicembre del 2016 faccio una visita ginecologica di routine, per la verità era da un bel po’ di anni che non andavo. Soffrivo già di ciclo abbondante. La gine mi fa pap-test (esito negativo) ed eco interna: diversi miomi, 1 di 30 mm, 1 di 20 mm e altri più piccoli. Poiché ho un compagno da 12 anni con cui convivo da 2, sono giovane e bla bla bla, mi propose già alla prima visita un intervento in laparoscopia per “bonificare” il mio utero e prepararlo a una gravidanza. Fu un pugno in faccia. Io e il mio lui siamo precari e non abbiamo ancora pensato a un piccolo nostro. Ritornai a casa. L’indomani mi misi un po’ a piangere e poi via, prenotato controllo a 6 mesi di distanza per controllare la crescita di questi mostriciattoli indesiderati. In questo lasso di tempo ho cercato di tutto su internet, la cosa che mi spaventava di più era una eventuale degenerazione degli stessi, ma ho letto che è piuttosto raro. Passa il tempo e a parte il secondo giorno di ciclo abbondantissimo, cerchi di pensare ad altro. Arriva il giorno del controllo. La sera prima non dormo, la passo a “ripassare” su internet, e la cosa positiva è che mi avete tenuto compagnia. Visita oggi, 10 luglio. Miomi cresciuti di 1 cm circa l’uno. Perciò ne ho 1 di 4 cm, 1 di 3 cm, 1 di 2cm e uno piccolo di quasi 1 cm. La dottoressa, mi ha assolutamente consigliato l’intervento. Io sinceramente sono in ansia, tanta ansia, sono già di mio ansiosa, figuriamoci! Pertanto, ho accettato la proposta della gine. Mi chiamerà lei perché la lista d’attesa è parecchio lunga a Vicenza, provincia in cui vivo, e se si prolunga di tanto mi farà un piano terapeutico per prendere una nuova pillola di nome Esmya, che vedi caso avevo già letto ieri proprio qui.

Cosa ne pensate della laparoscopia? In ogni caso la dott. mi ha prospettato questo futuro: ti operi e prima di farlo passa quasi un anno, vista l’attesa dell’ospedale, poi devi stare con utero a riposo (si intende niente piccoli) per un altro anno circa e a 34/35 anni provi a concepire. E’ probabile, anzi quasi certo che ricompariranno, pertanto vale la pensa pensarci bene.
Ho paura dell’intervento, della crescita dei miomi, di non vivere con serenità! Ho paura!!!
Grazie

Io ho consigliato a Telsinia di valutare anche embolizzazione ed isteroscopia e in questi giorni lei si stà informando in merito. Intanto, qualcuna può consigliarle un bravo ginecologo a Vicenza?

Telsinia, siamo con te e aspettiamo aggiornamenti!

Elisabetta e la sua esperienza tranquillizzante con il dott. Camanni

Eccoci con l’esperienza di Elisabetta che inizialmente ci aveva contattato anche lei con la grossa preoccupazione e ansia avendo scoperto da poco dei fibromi. Non sapeva dove andare a visita e sopratutto come affrontare la situazione. Le abbiamo consigliato il dott. Camanni visto che si trova in provincia di Torino. Questa email fa molto piacere sopratutto perché ora Elisabetta, dopo da visita dal meraviglioso dott. Camanni, si sente più rassicurata e seguita avendo un ottimo punto di riferimento per il suo futuro percorso medico. Qualunque soluzione chirurgica o non deciderà d’intraprendere, la serenità è certamente una condizione impagabile per la sua vita.

Siamo grate a Elisabetta del suo messaggio di ringraziamento che è rivolto davvero a tutte coloro che partecipano con il loro prezioso contributo al blog, che scrivono gli articoli, che rispondono ai post, e questo conferma che il contributo di tutte è importante, che la condivisione e fondamentale per non sentirsi in balia delle varie vicissitudini, tipologie professionali mediche spesso non consone o traumatizzanti,  i trattamenti che si ricevono, aspettando mesi e mesi con paure, spauracchi, confusione oltre alla sofferenza in alcuni casi, quindi è un invito, come diceva la nostra cara Bea di ‘non arrendersi e parlare, parlare..‘.

Ciao a tutti, mi chiamo Elisa ho 37 anni e nel 2011, facendo una semplice ecografia dell’addome di controllo, mi hanno diagnosticato la presenza di un mioma che all’epoca misurava 1,8 cm ed è cresciuto nel tempo diventando 1,9 nel 2013, mentre nel 2014 misurava 2,5 cm. A maggio 2016 ho deciso di fare un’ecografia transvaginale di controllo, dato che l’anno prima ho avuto dei problemi e non sono andata nè a fare l’ecografia nè la visita, e il maledetto mioma era cresciuto diventando 6 cm, inoltre ne è spuntato un altro da 1,1 cm. Il primo mioma è esterno all’utero da quel che mi hanno detto sia alle ecografie che alle visite, ed è sottosieroso, mentre quello nuovo è sottomucoso.
Purtroppo sia quando ho fatto l’ultima ecografia sia quando ho fatto quella precedente, la ginecologa/ecografista che ha eseguito l’ecografia mi ha spaventata a morte, soprattutto l’ultima volta, dicendomi di dovermi operare subito e che il giorno dopo sarei dovuta correre dal ginecologo perché non c’era tempo da perdere. Ovviamente mi sono agitata e ho pensato che avesse visto qualcosa di brutto, ho cominciato ad avere un’ansia terribile e a piangere…lo so sono emotiva, ma mi sono spaventata. Il giorno dopo sono stata dal mio medico di famiglia, anche lei mi ha consigliato di sentire un ginecologo al più presto per capire il da farsi, ma mi ha un pò tranquillizzata dicendomi comunque che si tratta di patologie benigne e che nell’ecografia non c’era nulla di preoccupante.
Non avendo sintomi o comunque mestruazioni irregolari non mi sono accorta mai di nulla, e sinceramente non pensavo che il mioma fosse cresciuto così. Comunque sia ho provato a cercare nel web finchè non ho trovato il blog maledetto fibroma e ho letto di altre ragazze, anche loro di Torino come me, ma anche di altre città, che si erano rivolte al dottor Camanni e che si erano trovate bene, così mi sono decisa e ho prenotato una visita da lui. Il 29 luglio ho fatto la visita e il dottor Camanni mi ha subito tranquillizzata, ancora prima di eseguire l’ecografia mi ha detto di stare tranquilla e che nel mio caso conviene fare dei controlli e non fare ancora nulla, visto che non ci sono sintomi, e che se dovessero crescere troppo poi valuteremo di toglierli. Dall’ecografia e dalla misurazione è risultato che il mioma più vecchio misura 5 cm e l’altro 1,1 quindi alla fine è un po’ più piccolo di ciò che mi avevano detto alla prima ecografia. Inoltre il giorno dopo la visita avevo un dubbio e gli ho scritto una mail, era un sabato, quindi non pensavo mi avrebbe risposto, invece mi ha risposto subito chiarendo il mio dubbio. Devo dire che è una persona molto gentile e disponibile, insomma sono rimasta soddisfatta, e io sono sempre andata da ginecologhe donne perchè mi vergognavo, invece col dottor Camanni devo dire che mi sono dovuta ricredere, è una persona che riesce a non farti sentire in imbarazzo e a tranquilizzarti anche durante la visita. Spero davvero che non sia necessario togliere questi fibromi, perchè non sono molto propensa ad operare, certo se dovessero dare problemi qualcosa dovrei fare, ma per ora non voglio pensarci e sperare in bene!
Grazie a questo blog per le testimonianze che mi hanno portata a conoscere il dottor Camanni!

Endometriosi e miomi, la storia di Valeria

Valeria ha scoperto da poco il nostro blog, esattamente il primo giorno di cura con Esmya. Come molte di noi vi è approdata cercando informazioni sugli effetti collaterali di questa cura, anche se la sta affrontando senza troppe preoccupazioni. Scrive infatti: “Sto già talmente male che se può servire a stare un po’ meglio sopporterei anche altro!”

Valeria definisce la sua situazione strana e probabilmente poco diffusa. Ha 38 anni, niente figli, e presenta contemporaneamente l’endometriosi (per la quale è stata operata nel 2011 in laparotomia) e un utero pieno di miomi, non particolarmente grandi ma numerosi, così che l’utero risulta parecchio gonfio e deformato.

Un anno fa ha subito un’isteroscopia operativa per togliere un mioma sottomucoso che le causava gravi emorragie della durata di 10 giorni. Dopo l’intervento le emorragie sono sparite, ma sono subentrati dolori forti e ininterrotti per mesi. Il ginecologo le diceva che questi dolori erano del tutto normali e inevitabili.

Valeria ha cambiato medico, il ginecologo che la segue ora è molto più comprensivo e aggiornato; le ha infatti proposto 2 cicli di Esmya,seguiti poi da una nuova terapia per l’endometriosi (sempre medica, non operativa). Per fortuna l’endometriosi le è stata diagnosticata tempestivamente, abita infatti a pochi km da due dei più famosi centri per l’endometriosi in Italia.

Valeria si proponeva di leggere le varie esperienze con Esmya descritte nel blog ma temeva di abbattersi. Poi invece ha constatato che leggendo si è sentita meno sola nell’affrontare questi problemi e ha accettato volentieri anche di condividere la sua storia.

Ti diamo dunque un caloroso benvenuto, cara Valeria, e in attesa di sapere se Esmya ha dato i suoi benefici, tifiamo tutte per te!

Nadia B. che aspetta la cicogna e non si arrende

Nadia ha 39 anni e le sue disavventure con i maledetti fibromi iniziano nel lontano 2007,  dopo un raschiamento per la rimozione di un polipo uterino (avvenuto nel 2005).

Prima le diagnosticano un fibroma, poi due, poi tre e poi tanti, che Nadia monitora ogni 5-6 mesi, anche se non le danno particolari disturbi.

Nell’agosto 2012, prima di iniziare a cercare una gravidanza, Nadia programma un intervento chirurgico per asportare i miomi più grandi per favorire l’attecchimento del feto. Nonostante questa operazione duri tre ore, non risulta possibile togliere i miomi più piccoli.

Nadia passa un mese a letto, in assoluto riposo, quindi si reca al controllo per verificare che il suo utero sia cicatrizzato. Il ciclo intanto è abbondante e pieno di coaguli, un’esperienza che Nadia non aveva mai provato prima.

A settembre 2013 inizia finalmente a cercare la gravidanza.  La cicogna arriva a dicembre ma purtroppo il sogno si interrompe 2 mesi dopo. Nadia è delusa ed amareggiata e si trova anche ad affrontare notevoli problemi post aborto  che però,  almeno, non ha necessitato di raschiamento. Fino a marzo è costretta a subire delle trasfusioni e ad agosto, dopo l’assunzione del cerotto anticoncezionale che doveva preservarla dall’anemia,  viene anche colta da crisi ipertensiva.

Ma lei non si arrende e la sua lotta per avere un figlio continua.

Dopo aver incontrato vari ginecologi e aver tentato diverse cure, a novembre cerca una nuova gravidanza, che arriva subito ma che nuovamente si interrompe spontaneamente a febbraio. Questo secondo aborto spontaneo è superabile fisicamente ma la fa sprofondare psicologicamente.

Nadia per fortuna è una ragazza forte. Non molla.  Si rialza e inizia con il suo ultimo ginecologo la terapia con Esmya.

Esmya non le ha dato particolari problemi, se non ogni tanto qualche crampo alle gambe e una sensazione di stanchezza. L’assenza di mestruazioni però è impagabile e i suoi multipli fibromi si sono ridotti del 50%.

Il 18 maggio maggio scorso Nadia ha terminato la terapia con Esmya e ora il suo utero ora è più compatto e lineare .

Il 9 giugno ha iniziato a vedere qualche macchiolina rosata sugli slip, indice del ritorno del ciclo mestruale.

Nadia mi ha scritto perchè vorrebbe mettersi in contatto con Ilaria, che ha vissuto una situazione simile alla sua: due aborti spontanei e mutazione per trombofilia scoperti con gli esami sulla poliabortività. Nadia ha infatti preteso di sottoporsi a questi esami diagnostici anche se si dovrebbero fare solo dal terzo aborto in poi… Scrive Nadia: “.. non credete cari medici che la sofferenza di uno o due aborti siano più che sufficienti????

Per fortuna lei non si è mai arresa e ha continuato per la sua strada piena di fiducia e di coraggio. Brava Nadia, che la tua storia sia di esempio per tutte! Grazie per averla condivisa con noi  .. aspettiamo con te il lieto arrivo della tua cicogna!

Marilu, un polipo e due miomi

Marilu ha 48 anni e un paio di mesi fa è finita al pronto soccorso a causa di una metrorragia. Già da qualche mese i suoi cicli si erano fatti abbondanti ma nessun medico aveva pensato di approfondire la cosa.

In ospedale a Marilu sono stati diagnosticati due miomi e un polipo. Dopo un paio di giorni ha inoltre subito un’isteroscopia diagnostica che ha confermato il verdetto dell’ecografia transvaginale.

L’equipe del San Raffaele a Milano le ha consigliato di prendere la pillola Estinette per diminuire la portata del flusso e poi sottoporsi ad un nuovo controllo epigrafico.

Il suo medico le ha prospettato come unica soluzione l’isteroctomia perché a 48 anni l’utero non le serve! È stato proattivo solo nel chiederle se voleva essere messa in lista per l’intervento e lei ha declinato.

Ora Marilu ha preso appuntamento all’ospedale Niguarda di Milano con il dott. Bignardi Tommaso, un medico che sembra essere all’avanguardia in fatto di terapie alternative.

Spero che Marilu possa trovare in questo professionista il medico attento e capace che cerca e, soprattutto, che lei riesca a preservare il suo utero. Attendo tue notizie Marilu!