Alina alle prese con un fibroma che le causa continue perdite

Alina ha quasi 41 anni e mi ha scritto per la prima volta ad agosto. Stava affrontando un importante disagio a causa del suo fibroma di 6/7 cm e cercava un “luogo” dove potersi confrontare per capire come affrontare il periodo estivo e il caldo milanese.

Alina ha scoperto il suo fibroma a ottobre scorso, un anno fa. La 1° ginecologa che l’ha visitata le ha detto che era necessario toglierlo per risolver la questione dell’animia. Il 2° medico cui si è affidata le ha detto al contrario che era meglio evitare l’intervento proprio per la sua anemia, e assieme al ferro che già Alina assumeve le ha prescritto Esmya per 3 mesi, dicendole che il fibroma avrebbe anche potuto ridursi.

Alina è stata bene per 3 mesi, ma poi al controllo successivo il fibroma non è risultato diminuito e lei non ha nemmeno potuto proseguire con Esmya, in quanto poteva procurare l’epatite.
Il ginecologo le ha detto che le avrebbe fatto sapere come procedere per l’intervento ma poi è sparito.

Così lei si è rivolta ad un altro ginecologo che le ha prescritto la Novadien, da prendere per 21 giorni e interrompere per 7. Durante il trattamento lei è stata abbastanza bene, a parte i cicli irregolari. Con l’arrivo del caldo però ha iniziato ad avere perdite anche mentre assumeva la pillola. Il ginecologo le ha quindi prescritto il Tranex, che sembrava funzionare.. Alina mi aveva in effetti scritto all’inizio per avere consigli su come affrontare le perdite e il caldo di agosto .. io ho tardato a risponderle (e tardato un bel po’ con la pubblicazione delle sue domande sul blog!) così lei alla fine ha chiesto sulla pagina Fb Maledetto Fibroma e ricevuto qualche feedback lì.

Ora Alina stà meglio, non ha più perdite, e ha ricominciato la terapia con Esmya. Le farebbe comunque confrontarsi con chi vorrà scriverle anche perchè comunque il fibroma è sempre lì e magari ad un certo punto, a parte Esmya, dovrà capire come affrontarlo definitivamente.

Alina cerca consigli su come affrontare caldo ed emorragie mestruali

Alina ha quasi 41 anni e combatte un fibroma di circa 6-7cm. Mi ha scritto a inizi agosto, in cerca di consigli per affrontare caldo e perdite di sangue.

Spero che in qualche modo sia riuscita a gestire la situazione e che abbiate per lei tanti buoni consigli..

Salve,
Sono Alina, ho quasi 41 anni e sto vivendo un periodo di disagio per via di un fibroma di 6/7 cm.
Cercavo un “luogo” dove potermi confrontare per capire come affrontare il periodo estivo e ho trovato la vostra community.
Io ho scoperto di averlo a ottobre. La 1° ginecologa mi ha detto che dovevo toglierlo anche perché ero anemica.
Il 2° ginecologo, non ché chirurgo a cui mi sono affidata, mi ha detto che non potevo operarmi per la mia anemia e, insieme al ferro che già assumevo, mi ha prescritto l’Esmya per 3 mesi, dicendomi che avrebbe anche potuto ridursi.
Sono stata bene per 3 mesi ma poi al controllo successivo, non è risultato diminuito e mi hanno anche tolto l’Esmya, in quanto poteva procurare l’epatite.
Mi hanno detto che mi avrebbero fatto sapere come procedere per l’intervento, ma sono spariti!

Mi sono cosi rivolta a un altro ginecologo che mi ha prescritto la Novadien, da prendere per 21 giorni e interrompere per 7…
Tutto bene, più o meno, a parte i cicli irregolari, durante il trattamento stavo bene. Fino ad ora, Ora, complice il caldo ho cominciato ad avere perdite anche mentre assumo la pillola. Il ginecologo mi ha prescritto il Tranex, che sembra funzioni, ma forse il caldo è troppo in questi giorni e ci vuole tempo.

Certo, questo mi impedisce di stare tranquilla, sento spesso il bisogno di andare in bagno e uscire di casa diventa un problema.
Come posso affrontare il caldo di questi giorni? Ci sono persone che hanno le mie stesse difficoltà?
Sapete darmi delle risposte?

Mi hanno parlato di intervento chirurgico meno invasivo, quello fatto solo con i buchi, ma non so se nel mio caso funziona, i ginecologi invece mi hanno parlato di intervento vero e proprio con rischi per eventuali gravidanze future e lunghi tempi di ripresa. Quindi come primo passo ci si affida comunque alle terapie farmacologiche e forse richiedono tempo anche queste prima di stabilizzare la cosa. A settembre farò una visita e valuteró. Ora vorrei solo poter passare questo mese con un po di serenità, per quanto mi sarà possibile.

Con il tranex ho diminuito le perdite ma, nonostante non abbia interrotto la pillola questo mese, il Novadien, ho spesso delle macchie. Spero tanto che a settembre la visita dia buoni risultati e buone soluzioni. Mi piacerebbe riprendere l’Esmya, ma non so se e quando tornerà in commercio.
Vi ringrazio per la vostra attenzione!
Alina

Sul sito dell’Aifa leggo in data 3 agosto che ‘L’EMA ha concluso che per ragioni di sicurezza la popolazione per cui è indicato l’uso di Esmya deve essere limitata e che sono necessarie misure per minimizzare il rischio di danno epatico‘.

In particolare Esmya ‘deve essere usato solo in donne in età riproduttiva e se non sono eleggibili all’intervento chirurgico.
Esmya continua a essere indicato per un ciclo di terapia (fino a 3 mesi) nel trattamento pre-operatorio dei sintomi da moderati a gravi di fibromi uterini in donne adulte in età riproduttiva.

Approfondirò la questione in uno dei prossimi articoli, tuttavia ci tenevo a segnalare ad Alina che è nuovamente possibile sottoporsi a terapia con Esmya.

Sabrina e i suoi fibromi che sono tornati

Sabrina ha 34 anni e segue il mio blog da quando a fine agosto 2014 ho scoperto di avere un leiomioma di 1.8 cm.
Il mese dopo, dunque a settembre, era di 2.2 cm.
Il ginecologo le prescrive la pillola Novadien, ma Sabrina dopo dieci giorni di terapia è costretta a sospendere a causa di svariati malesseri. A fine gennaio 2015 si sottopone ad un’altra visita da un’ennesima ginecologa: il suo fibroma è cresciuto e misura ben 5 cm.

A fine febbraio Sabrina si sottopone ad esami presso l’Istituto Tumori per capire se il suo fibroma è benigno e operabile. A metà giugno 2015 dunque viene ricoverata all’ospedale San Mattei di Pavia, dove la dottoressa che la visita, dopo varie titubanze nell’individuare uno piuttosto che due miomi attaccati, diagnostica un solo fibroma di 5cm.

Sabrina dunque viene operata in laparoscopia. Si sveglia dopo circa 5h dall’inizio dell’intervento, con forti dolori e un freddo pazzesco addosso (esattamente come è successo a me durante il primo intervento in laparotomia!). La dottoressa le dice di aver tolto un bel mioma di 5cm ma conferma ovaie e tube sane, specificando che la tuba sinistra si è canalizzata con ritardo.

A fine luglio Sabrina ritira la sua clinica e parte per le vacanze completamente sollevata poiché non aveva più i sintomi del fibroma. Ai primi di settembre si sottopone ad una visita di controllo post intervento in ospedale. La visita avviene senza ecografia quindi Sabrina, un po’ perplessa, prenota un’ecografia per fine ottobre.

Intanto inizia ad accusare nuovamente i sintomi..

A fine ottobre Sabrina si reca dalla sua ginecologa per sottoporsi ad una visita. Le racconta del suo doloroso intervento ma di essere stata bene dopo, e dei sintomi riscontrati nelle ultime due settimane…  Lei le risponde che potrà stare tranquilla per i prossimi 5 anni! Intanto Sabrina si sdraia sul lettino e la dottoressa procede con la visita, riscontrando purtroppo 3 fibromi di 1,2 cm, che la lasciano senza parole. Sabrina è in lacrime.

Una volta a casa decide di ricontrollare la cartelle cliniche e nota l’assenza di ecografie successive all’intervento.  È normale che non ce ne siano agli atti? Ed è possibile che in fibromi si siano riformati in meno di 4 mesi, già a 1,2 cm? Oppure il mioma è stato mal rimosso durante l’operazione durata 5 ore? Deve di nuovo sottoporsi ad un intervento chirurgico? O magari valutare l’embolizzazione o gli infrasuoni focalizzati?

Sabrina è pian di dubbi e le domande le si affollano in testa..

Il 19 novembre ha eseguito un’altra ecografia di controllo, a meno di un mese di distanza dalla precedente, e ha scoperto che i suoi fibromi sono cresciuti di 0.5 cm: uno è un fibroma intramurale di quasi 2 cm ed è sito nello stesso posto di quello rimosso, gli altri due misurano quasi 1cm  e sono intramurali, uno anteriore e uno posteriore.
In Sabrina è vivo il dubbio che non sia stata fatta una laparoscopia scrupolosa. La chirurga che l’ha opera ha parlato di questi miomi chiamandoli “fibromi residui” e ha giustificato la loro presenza con il fatto che rimuovere fibromi così piccoli indebolisce l’organo.
Secondo Sabrina i medici avrebbero però dovuto avvisarla della situazione, e non dirle invece di aspettare un anno prima di una gravidanza. A distanza di tre mesi, dopo aver rimosso un fibroma, Sabrina si ritrova con altre tre miomi da gestire.

Sabrina è sconvolta dal fatto che non le abbiano rilasciato una eco post intervento prima delle dimissioni, o che comunque non abbiano allegato l’esito della visita alla sua cartella clinica. Sabrina è quindi uscita dall’ospedale convinta di avere un utero pulito. E se lei avesse aspettato magari un anno prima di effettuare una nuova ecografia? In che situazione di sarebbe trovata?

La dottoressa che la segue spinge per una gravidanza immediata, ma lei è pian di dubbi. E anche pensando all’embolizzazione, teme ci siano dei rischi. Ha infatti saputo di un’altra donna per la quale l’embolizzazione non è stata risolutiva e, così come le ho consigliato io, ha pensato all’isteroscopia. Mi chiede se l’isteroscopia operativa sia risolutiva per tutti i tipi di fibromi piccoli senza compromettere l’endometrio e la fertilità.

Secondo me l’isteroscopia potrebbe essere la soluzione ideale perchè si tratta alla fine di un intervento veloce e poco invasivo, di rapida ripresa e per niente doloroso. Sabrina mi ha chiesto un consiglio perchè non sa a chi rivolgersi a Milano e io le ho naturalmente consigliato di contattare il dr. Camanni, che opera anche a Milano, all’Ospedale San Giuseppe.

In attesa di pubblicare il lieto fine di Sabrina le mando un forte abbraccio. Sono certa che la risoluzione definitiva è davvero vicina. Coraggio Sabrina, siamo tutte con te!