L’ambulatorio dedicato ai fibromi all’ospedale Martini di Torino

All’Ospedale Martini di Torino apre l’ambulatorio dedicato a chi ha uno o più fibromi all’utero!

E’ da tanto tempo che volevo darvi questa notizia ma non avevo ancora avuto tempo da dedicare alla redazione di questo post. Mi chiedete sempre in molte del dr Camanni e perciò a qualcuna di voi l’avevo già anticipato, comunque era proprio ora che io pubblicassi tutti i dettagli!

Si tratta di un ambulatorio di accesso alla chirurgia previsto per chi ha un dubbio sull’inidicazione chirurgica o meno del trattamento di un fibroma ed è anche il modo per essere operate all’ospedale Martini dal gruppo del dr Camanni.

Se il vostro ginecologo vi ha quindi detto che il fibroma va rimosso con un intervento chirurgico ma siete dubbiose in merito potete chiedere un parere qui. L’ambulatorio è gestito dalla dottoressa Elena Delpiano, che è il medico che mi aveva operata con il dr Camanni e che senz’altro mi sento di consigliare a tutte voi.

Potete rivolgervi a questo ambulatorio anche se volete essere operate all’ospedale Martini di Torino dall’équipe del dr Camanni.

Per accedere all’ambulatorio dovete avere l’impegnativa mutualistica. La prenotazione avviene telefonando al numero 338.8850290 dalle 8:00 alle 9:00 e dalle 14:00 alle 15:30.

Non ho idea, al momento, di quali siano i tempi di attesa di questo ambulatorio. Vi comunico poi che il dr Camanni è sempre comunque contattabile privatamente, presso il GinTeam di Torino, al numero 011.6698882. Io dico sempre di chiedere di Silvia, che è una delle segretarie dello studio ed è molto gentile e disponibile (non che le altre non lo siano, ma io conosco meglio lei!).

E con questa news auguro a tutte voi una buona, buonissima, Pasqua. E già che ci sono ricordo anche a tutte quelle che mi hanno scritto negli ultimi giorni (ma quante siete?!!!) che prima o poi (spero più prima che poi) risponderò a tutte le email. Portate pazienza!

Vi abbraccio!

 

L’incontro con il medico che nel 2014 mi ha diagnosticato un sarcoma (che non avevo)

Oggi, per una serie di circostanze, mi sono trovata faccia a faccia con il medico che nel 2014 mi aveva detto che il mio Maledetto Fibroma era con molta probabilità un Sarcoma e che la soluzione migliore, l’unica sicura al 100%, era procedere con un’isterectomia.

Come ho sul blog e nel mio libro, e come potrete facilmente immaginare, quella giornata all’ospedale Martini di Torino era stata terrificante. Non avevo mai più voluto incontrare il dr Lipari e il collega che mi avevano diagnosticato, a mio avviso con troppa leggerezza, un tumore all’utero.

E invece oggi mi sono trovata davanti a lui, il dr Rosa, collega del dr Lipari, nello stesso studio in cui mi avevano annunciato la triste evenienza.

Ho accompagnato mia sorella che si è dovuta sottoporre ad un intervento (che non centra nulla con i fibromi) e sono entrata con lei nello studio medico. Mia mamma, che aveva incontrato il dr Rosa quando è nato mio nipote, mi aveva già detto che secondo lei il ginecologo che aveva trovato mia sorella era lo stessso che mi aveva visitata al Martini nel 2014. Io non mi ricordavo il nome e poi non avevo voluto approfondire la cosa. Questa mattina in realtà ero concentrata su altro (mia sorella), ma appena sono entrata nello studio è stato tutto lampante.

In pochi secondi mi è ripassato tutto davanti agli occhi e credo di essermi anche irrigidita. Infatti il dr. Rosa ha porto la mano per presentarsi, quando mia sorella mi ha presentata, ed io ho fatto una gran fatica a rispondere al saluto. Mi sentivo paralizzata.

Poi ho ripreso il controllo delle mie emozioni e ho cercato di fare finta di niente, ma appena il dottore ci ha congedate una parte di me, fuori controllo razionale, si è rifiutata di uscire dalla stanza e ha chiesto al medico se aveva qualche minuto da dedicarmi. Quando mia sorella, ignara, è uscita dallo studio, gli ho detto tutto. All’inizio, forse, con un po’ di impeto, ma poi tranquillamente, specificando che la mia voleva essere una critica costruttiva, volta ad evitare la stessa sorte a qualche altra sventurata.

Lui si ricordava di me.

Ho specificato, più volte, che l’isterectomia non era certo la migliore strada percorribile, nè l’unica, e per fortuna io mi sono rivolta altrove. Ho detto che i Marker tumorali non sono affatto indicativi della presenza di un sarcoma perchè, come mi ha confermato anche il dr Camanni, i valori sono sballati anche per la “sola” presenza di fibromi o endometriosi. Ho raccontato di essere stata, altrove, rassicurata e trattata con delicatezza ed empatica,  e che mi sarebbe piaciuto che lui le tensse conto in futuro, qualosa si fosse trovato un giorno davanti una situazione simile alla mia.

Devo essere sincera, il dr Rosa è stato molto disponibile all’ascolto e al confronto. Ha ribattutto che ogni medico ha il suo carattere e la sua esperienza, e quindi il suo modo di comunicare o meno un sospetto. E io ho voluto sottolineare che il modo in cui si informa una paziente sulla gravità di una malattia può davvero fare la differenze nella reazione e nell’approccio che avrà quella persona alla stessa. E ho detto più volte che quella del sarcoma nel mio caso era davvero un’ipotesi molto remota, ma nè lui nè il suo collega mi avevano detto ciò, spaventandomi a morte con l’eventualità di perdere il mio utero.

Non credo che si possa davvero dire, o meglio che sia accettabile, che ogni medico ha il suo “carattere” e quindi comunica a modo suo.

In generale il dr. Rosa mi è parso interessato al mio punto di vista, anche se immagino non avesse molto tempo a disposizione. Però ad un certo punto mi ha detto una cosa che non mi è piaciuta affatto e che non so come valutare. Mi ha detto che anche con l’isteroscpia diagnostica, e la successiva biopsia del tessuto prelevato, non è possibile escludere (o meno) la presenza di un sarcoma perchè quest’ultimo si sviluppa nell’endometrio, o fuori dall’utero, e che loro non mi hanno consigliato quest’esame per tale ragione. Ovviamente ho ribattuto che se loro dicevano che il mio fibroma era un sarcoma allora un piccola porzione del mio fibroma dove per forza evidenziare il tumore. Inosomma non mi pareva che il suo ragionamento stesse molto in piedi.

Poi comunque non potevo insistere ad oltranza. Mia sorella mi aspettava fuori e comunque sarebbe poi stato il dr Rosa ad operarla, perciò era meglio che si concentrasse sul suo lavoro piuttosto che spazientirsi con me!

In camera con mia sorella c’era una signora che aveva appena subito un’isterectomia. Ci ha raccontato che aveva avuto due figli solo grazie al dr Rosa, che aveva capito qual era il suo problema, e che lei l’avrebbe ringraziato per sempre. Io pensavo che forse anche lei avrebbe potuto evitare l’isterectomia e tutto quel dolore e che senz’altro avrebbero potuto sfilare il suo utero per via vaginale, come mi ha spiegato il dr Camanni. Mi è venuta subito voglia di chiedere al dr Rosa com’era qualla questione, però davvero non potevo spiengermi oltre .. !

Ho ascoltato quella donna parlare dei suoi bambini e ho cercato di concentrarmi sulla gioia della maternità e sul fatto che fosse stato il dr Rosa a renderla possibile. Stava per operare mia sorella e io dovevo per forza farmelo piacere, focalizzandomi sui suoi meriti.

 

Ho rivisto il dr Rosa qualche ora dopo. Aspettavo mia sorella fuori dalla sala operatoria, nel lungo corridoio deserto. Lui è uscito dalla sala ed è venuto a sedersi accanto a me, sulla panca. Mi ha detto che era andato tutto bene e poi .. voleva parlare!

Mi ha detto che aveva parlato con il dr Lipari, che conosceva il mio blog e sapeva di essere stato citato. Mi ha detto che era stato il suo collega a suggerire l’iter diagnostico e l’isterectomia (io a essere sincera non saprei dire chi l’avesse detto) e che il dr Lipari si ricordava di aver proposto anche l’isteroscpia diagnostica. E, a onor del vero, ho letto nel post che avevo scritto quel giorno che è proprio così, me l’avevano detto. Però avevano anche specificato che certezze non ne avremmo comunque avute e che loro consigliavano l’isterectomia.

Ma allora perchè in un primo momento il dr Rosa mi ha detto che l’isteroscopia non serviva a nulla, se in realtà anche loro l’avevano proposta?

Bo’, la questione come sempre è un po’ confusa.

Quello che posso dire, con certezza, è che sono davvero contenta di aver avuto occasione di affrontare questo discorso con il dr Rosa. Non che ancora io nel mio cuore serbi rancore, però è un po’ come chiudere il cerchio. Quasi, a dire il vero, perchè toccherebbe incontrare anche alcuni altri “personaggi” importanti, ai quali vorrei poter dire mille altre cose, sopratutto per evitare che la smettano di comportarsi così.

E poi sono contenta perchè il dr Rosa mi ha ascoltata, e dopo non sembrava risentito. Ha lasciato me e mio cognato in stanza con mia sorella anche se solo uno di noi due sarebbe potuto rimanere. Voleva essere gentile? Sarà il potere del blog? O magari, come io immensamente spero, qualcosa delle mie parole lo ha toccato e, in qualche modo, lo renderà più sensibile al tema?

 

Leggendo una brutta notizia ..

In preda ai miei soliti crampi mattutini, seppur più tenui (venerdì è stato l’unico fortunato giorno in cui non mi sono serviti antidolorifici, ieri e oggi ho dovuto di nuovo prendere il Nimesulide), mi godo il sole sul mio bel balcone fioriti, bevo una tisana, aspetto Valentina per una bella chiacchierata e … leggo su Repubblica un orribile articolo in cui si parla di una ragazza morta ieri all’ospedale Martini di Torino (quello in cui mi ha portata l’ambulanza il mese scorso)!

Mi vengono i brividi …
Ha preso la RU486  per un aborto chimico e poi i medici le hanno somministrato il Methergin, un antiemorragico che a quanto leggo ormai “non più usato” perché sostituito da medicinali migliori e meno pericolosi.

Ma come è possibile che accadano ancora queste cose?
Ancora una volta, mi rendo conto di quanto sia importante “capitare nelle mani giuste” e controllare tutto. Purtroppo però, soprattutto quando si sta male, non sempre questo è possibile.