Esmya è mutuabile e acquistabile in Italia!

A tutte quelle che, come me, hanno disperatamente inseguito la ricetta di Esmya e hanno speso una fortuna per acquistarla a Città del Vaticano, in Svizzera, a San Marino, in Spagna, Francia o chissà dove la notizia sembrerà pazzesca: non solo Esmya è finalmente in vendita anche nelle farmacie italiane, ma è anche passata dalla mutua!

Mi hanno scritto già tre amiche che hanno in mano la ricetta della mutua per segnalami la novità. A quanto pare Esmya è venduta in Italia al prezzo di 2 euro (incredibile vero??) e per ottenere la ricetta rossa mutuabile è sufficiente recarsi dal proprio medico di base.

Federica mi racconta di aver ottenuto un piano terapeutico prescritto da un ginecologo dell’ospedale della sua Asl di appartenenza. Lui stesso le ha fatto la ricetta medica rossa e poi lei si è rivolta prima  alla Farmacia dell’ospedale e poi, visto che qui Esmya non era disponibile, e poi ad una farmcia qualsiasi, che le ha venduto Esmya al costo di 2 euro.

Anche Daniela si è dovuta munire di piano terapeutico (in pratica la ricetta in triplice copia). Con questo andrà dal suo medico di base che le farà la ricetta mutuabile di Esmya, da consegnare in farmacia.

Anche Valentina ha già in mano la sua ricetta della mutua ma stà faticando a trovare una farmacia a Milano in cui Esmya sia disponibile.

Insomma è proprio ufficiale, Esmya è diventata un farmaco gratuito, o quasi!

A questo punto della storia mi sento un po’ una pioniera ad aver scoperto Esmya leggendo un articolo sulle ricerche del dott. Petraglia (l’inventore di Esmya), ad aver disperatamente inseguito qualsiasi esponente della Gedeon Richter (la casa farmaceutica che commercializza Esmya) ed un ginecologo che potesse prescrivermela e ad aver cercato di acquistare questo farmaco nelle farmacie di mezzo mondo!

Anche se Esmya nel mio caso non ha funzionato (e neanche per la maggior parte delle ragazze che mi hanno scritto) sono davvero contenta che finalmente sia diventata un farmaco accessibile a tutte e che ora si più facile tentare questa strada prima di doversi sottoporre ad un intervento chirurgico.

Come acquistare Esmya nel Regno Unito

Anche Monia, la prima Fibroma Fighters del mio blog, inizierà a breve a prendere Esmya.

Lei, grazie all’impegno e all’ingegno del suo fidanzato Cristian, ha acquistato il nostro preziosissimo farmaco nel Regno Unito e ha pagato tutte e tre le scatole €530, trasporto compreso!

Monia ha acquistato Esmya sul sito di una farmacia online inglese.

Ecco il link: http://www.pharmacy2u.co.uk/productdetailpom.aspx?packid=175289

Prima di fare l’ordine ha scambiato qualche email con il customer service e ha inviato loro copia della ricetta che le aveva fatto il suo ginecologo. Il customer service le ha chiesto di specificare dosaggio e durata, quindi Monia è tornata dal suo ginecologo per farsi aggiungere le informazioni mancanti.

Quindi ha rimandato la ricetta in pdf per email e dopo aver ricevuto l’accettazione da parte della farmacia ha provveduto a fare l’ordine sul sito, pagando con carta di credito.

La prescrizione medica è obbligatoria per la spedizione di Esmya, quindi dopo aver fatto l’ordine Monia l’ha spedita scegliendo una raccomandata con ricevuta di ritorno. Dopo circa 10 giorni dalla raccomandata ha ricevuto la scatola con le 3 confezioni di Esmya.

Il servizio offerto dal sito inglese si è rivelato preciso e puntuale ed ora anche Monia è pronta a prendere Esmya.

Io non posso che essere felice per Monia e lieta di condividere con lei quest’importantissima esperienza. Monia ti aspetto!

Ah .. quasi dimenticavo: grazie Cristian per le nuove informazioni relative ad Esmya che mi hai permesso di pubblicare!

Sono certa che saranno utili a molte.

Come ottenere Esmya

Questo post è dedicato a tutte le amiche che mi hanno chiesto come ho fatto ad avere Esmya.

Siccome il bighi, che è sempre più accorto di me, mi ha fatto notare che un contenuto di questo tipo potrebbe sembrare una pubblicità bella e buona di questo discussissimo farmaco, ci tengo a sottolineare che non voglio influenzare nessuna ad effettuare questa scelta (anche perchè non ne ricaverei alcun guadagno).

Desidero solo facilitare chi ha già valutato la possibilità di prendere Esmya. Ecco come ho fatto io ad ottenere questo farmcaco:

1. Ho scritto attraverso Linkedin alla Gedeon Richter, la casa farmaceutica che produce e commercializza Esmya.

2. Ho contattato la Numero 7, la ginecologa di Torino che mi è stata segnalata dalla Gedeon Richter.

3. Ho effettuato una visita presso lo studio ginecologico della Numero 7 che, dopo alcuni accertamenti con un’ecografia transvaginale effettuata presso l’ospedale Mauriziano di Torino, mi ha scritto la ricetta Esmy (una normale ricetta di medico italiano, di quelle sul foglio bianco con l’intestazione del ginecologo per intenderci).

4. Ho spedito la mia ricetta in Svizzera, alla Farmacia Internazionale dr. Merloni S.A. che si trova in Corso s. Gottardo 25 a Chiasso (tel. +41.91.690.10.50). In realtà la ricetta io l’ho spedita ad un amico che abita a Milano e che viaggiando spesso per lavoro, mi ha fatto la cortesia di recapitarla alla farmacia di Chiasso. E’ comunque possibile spedirla senza problemi direttamente in farmacia.

Esmya è inoltre in vendita anche a Città del Vaticano e San Marino. Su internet si trovano facilmente i recapiti di queste altre farmacie.

5. Ho chiesto al mio amico di pagare per me il farmaco, che è costato circa 300 euro (non so più l’importo preciso). Diversamente sarebbe stato possibile effettuare un bonifico direttamente alla farmacia. Io ho acquistato la confezione da 28 compresse ma è anche possibile acquistare la scatola con la dose per il trattamento completo di 3 mesi e so che a San Marino costa circa 970 euro.

6. Ho aspettato il mio pacco con Esmya, spedito direttamente dalla farmacia, che è arrivato dopo circa 2 settimane dall’ordine.

Ho conservato finora la mia scatoletta magica. Inizierò a prendere Esmya il 20 novembre, ad inizio ciclo.

Arrivano Esmya e l’Ape Maya

Questa mattina mi hanno telefontato dalla farmacia in Svizzera: stavano spedendo Esmya!

Volevano accertarsi dei miei dati anagrafici e del fatto che la ricetta appartenesse a me. Proprio precisi questi svizzeri (allora, non è solo un modo di dire)!!

Avevano anche chiamato la numero 7, che si ricordava di aver prescritto Esmya ma non sapeva proprio dire a chi. Certo, forse conosceva solo il mio numero in anagrafica, sul suo pc, oppure l’importo della sua parcella. Chissà! Ma non mi va di essere così cattiva, anzi mi pento di ciò che ho scritto! (Ma non cancello..)

Per oggi, voglio solo godere di ciò che mi ha dato di bello la vita nelle ultime ore, e cioè:

1. l’arrivo di Esmya;

2. i biscotti di pasta frolla che ha preparato per me il mio maritino;

3. l’espressione di Giorgia quando ha aperto il pacco contente l’Ape Maya (smarrita in Grecia durante l’ultima vacanza e ritrovata, in versione ahimè un po’ più sgalfa, su Amazon).

Questo è tutto.

Ah, dimenticavo, Esmya arriverà martedì (oggi è giovedì).

Ho la ricetta per Esmya!

Ritrovarmi, finalmente, con quel foglietto tra le mani, mi ha riempito il cuore di gioia e di speranza. Quella è stata la tangibile dimostrazione che ce l’ho fatta. Sono mesi che inseguo questo traguardo, che con il passare del tempo sembrava sempre più lontano, sempre più arduo da raggiungere.
Ma andiamo con ordine.

Come da accordi presi con la Numero 7 mi sono presentata questa mattina all’ospedale Mauriziano per effettuare l’ennesima ecografia transvaginale. Dopo un’oretta di attesa la dottoressa Elena Jacomuzzi mi ha ricevuta assieme alla sua assistente, una fanciulla piuttosto seria e silenziosa. Quest’esperta ecografista (si dirà così??) si è rivelata subito molto gentile e disponibile ad elargire spiegazioni. La visita di per sé è stata un po’ dolorosa, come sempre, ma ho scoperto quest’oggi che i momenti in cui ho sentito maggior fastidio sono stati proprio quelli in cui l’apparecchiatura ha toccato il fibroma. Il fatto di provare dolore durante le numerose ecografie che ho fatto non era dunque dovuto ad una mia eccessiva sensibilità, come alcuni medici mi avevano indotta a credere, ma a precise cause!

La dott.ssa Jacomuzzi, dopo un breve confronto con la sua assistente, ha diagnosticato una diffusa adenomiosi e la presenza del Maledetto. Ha inoltre confermato la tesi della Numero 7 secondo la quale alcune parti del fibroma sembrano liquefatte. Lei ha però specificatamente parlato di “necrosi”.
Per essere ancora più certa della sua diagnosi ha poi richiesto il consulto del direttore del reparto, il dr. Guido Menato. Il caro Guido ha confermato il tutto e mi ha conquistata per l’incredibile umanità con la quale mi ha trattata. Ha rifatto l’ecografia con estrema delicatezza, scusandosi in anticipo per l’eventuale dolore arrecatomi. Il dr. Menato è stato davvero il medico più sensibile e comprensivo che IO ABBIA incontrato da quando è iniziata la mia storia con il Maledetto. In realtà poi non ha fatto niente di particolare, se non prendere in considerazione la mia sofferenza.
Mi ha chiesto inoltre se i dolori si presentano anche al di fuori del ciclo mestruale (cosa che accade, con violenti fitte dentro l’utero) e durante i rapporti sessuali.

Per la prima volta mi sono sentita pienamente compresa.
Fino ad oggi si sono sempre tutti concentrati esclusivamente sul mio utero, dimenticando in molti casi di aver di fronte una persona che non ha più una vita normale. Anche la dott.ssa Jacomuzzi mi ha stupita per la sua dolcezza. Addirittura mi accarezzava una gamba mentre il dr. Menato mi visitava!

Mi hanno poi spiegato che le parti liquefatte del fibroma sono in necrosi. ‘Necrosi vuol dire morte‘ ho pensato. “Perciò il mio fibroma stà morendo?” ho chiesto. Avevo paura di aver dato, ancora una volta, un’interpretazione troppo semplicistica dei fatti invece, in questo caso, avevo capito bene! Parti del fibroma muoiono e creano cicatrici dentro il fibroma stesso. Questo processo è molto doloroso ed è responsabile delle mie terrificanti fitte.
E se il fibroma muore che succede?” chiedo ancora. “Che darà meno fastidio” risponde con un sorriso il caro Guido.

Entrambi si sono trovati d’accordo nel sconsigliarmi l’operazione, che potrebbe rivelarsi inutile o peggio comportare, per complicazioni, la totale rimozione del mio utero.

Ho chiesto ancora, pur immaginando l’amara risposta, se fosse possibile, in quelle condizioni, rimanere incinta.
E di nuovo questi medici mi hanno regalato una risposta confortante e inaspettata:”Perchè no? Magari ci vorrà solo un po’ più di tempo!” e il buon Guido ha alzato le braccia al cielo, come a farmi intendere che solo il Padre Eterno può decretare se io avrò o meno un altro bambino. Il Padre Eterno! Non il Maledetto!

Sono uscita da questo studio medico con un bel sorriso, piena di speranza, e non con il solito broncio. Ho raccontato tutto a raffica al bighi, che mi aspettava fuori. Eravamo felici, positivi, fiduciosi.

E così forse lui morirà e mi lascerà vivere. E sopportare questo dolore sapendo che significa la sua morte sarà più facile. E siccome è raro che i fibromi vadano in necrosi forse l’ho vinto io, con la mia forza di volontà (è un bel pensiero questo, che voglio concedermi perchè mi ricarica di forza e di energia, e davvero ne ho immenso bisogno).

La chiamata della Numero 7 è arrivata poco dopo, mentre eravamo in macchina diretti verso casa: “Ho la ricetta per l’Esmya!” mi ha detto come prima cosa. Senza punto esclamativo, in realtà, l’ha detto lei, ma nel racconto mi piace aggiungerlo. Aveva già parlato con la dott.ssa Jacomuzzi e l’ipotesi di utilizzare Esmya poteva essere confermata.
Così siamo tornati indietro, abbiamo nuovamente cercato parcheggio, e abbiamo attraversato l’ospedale da capo a fondo fino a raggiungere il lontanissimo Padiglione 6, dove ci aspettava la dottoressa.
Dopo un breve attesa la Numero 7 ci ha ricevuti nel suo studio (niente a chi vedere con quello in cui siamo stati due giorni fa!) e ci ha consegnato la ricetta.

Non mi sembrava vero.

Ha detto che potevo acquistare Esmya a San Marino e forse farmela spedire a casa. Ha detto di prenderla per 3 mesi, trascorsi i quali valuteremo cosa è accaduto.
Sono tornata a casa saltellante di gioia. Io e il bighi siamo anche andati a prnedere un mega gelato da Vito per festeggiare.
Io prenderò Esmya e il Maledetto morirà!
Ho anche una gran voglia di scrivere al professor Petraglia per aggiornarlo riguardo i miei traguardi.
Ora non mi resta che procurarmi Esmya!