Sole che per curare il suo fibroma sceglie la medicina alternativa e sciamanica

Sole ha 42 anni, è nata a Napoli ma abita in Calabria in provincia di Cosenza. Ha un bimbo di 3 anni e mezzo che si chiama Suami e dovrebbe a breve sottoporsi ad un intervento di laparoscopia per rimuovere un fibroma intramurale. Ci ha scritto per avere informazioni riguardo il post intervento ed un’eventuale gravidanza. Si chiede nello specifico se dopo la laparoscopia il parto può essere vaginale oppure necessariamente cesareo.

La mail di Sole è bellissima e sono davvero felice di poterla pubblicare. E’ piena di riflessioni e di spunti interessanti e l’ho letta e riletta più volte. Sole tocca temi che vorrei tanto poter approfondire, magari con l’aiuto di qualche esperto in materia, e sicuramente delle vostre esperienze.

Leggete, e fate tesoro delle parole di questa “sorella” (come scrive lei).

Io sono Sole e abito in Calabria in provincia di Cosenza.
sono nata a Napoli 42 anni fa, (ne compio 43 il 28 gennaio) e abbiamo un bimbo di 3 anni e mezzo che si chiama Suami.

le mie disavventure con il primo fibroma sono cominciate 5 anni fa…
io ed il mio compagno cercavamo una gravidanza…i primi 3 mesi splendidi,
io ignara del fibroma e anche per lo stile di vita che conduciamo, non avevo fatto nessuna ecografia.
all’inizio del quarto mese, aborto a casa, esperienza fortissima come tante donne gia sanno…
poi da un ecografia dopo l’aborto si scopre che ho un fibroma di 8 cm al centro dell’utero.
io non sapevo nulla riguardo il fibroma e un dottore mi terrorozzò dicendo che al 90% mi avrebbero tolto l’utero.
ero in un ospedale in lombardia, perchè il mio compagno è lombardo…
siamo andati via da quell’opedale in cerca di sostegno.
sono stata 3 mesi in agonia…
abbiamo poi conosciuto Lorena Barbetti una ginecologa della Valcamonica che ci ha sostenuti e dopo 3 mesi di enantone, che avrebbe messo a riposo l’utero, mi hanno operata per via vaginale (perchè dove era posizionato il fibroma era possibile operare in questa modalità…) quindi nella sfortuna sono stata fortunata.
i mesi prima e dopo l’operazione sono stati duri…
ho capito subito che se anche mi facevo operare, dovevo lavorare sulla radice del problema perchè togliere solo non sarebbe bastato…
e ho fatto un gran duro lavoro emozionale col supporto di una psicologa per 6 mesi e poi leggendo un libro sulla metagenealogia di jodorowsky, ho lavorato molto sul mio albero genealogico vincendo e abbattendo muri in famiglia di vecchi segreti e cose dette a metà…
dopo 3 mesi dall’intervento abbiamo concepito Suami che è nato in casa con parto vaginale,
è stata una gioia incredibile e ancora oggi mi sento molto grata all’universo per questo immenso dono di essere diventata mamma.

Dopo 3 anni in cui cercavo un’altra gravidanza mi sono detta che forse fosse il caso fare un ecografia di controllo ed eccolo un altro fibroma ad agosto di quest’anno…più piccolino di 2 cm e mezzo intramurale.
ho speso diversi soldini per fare esami più approfonditi e vedere bene il mio utero…
la dottoressa mi dice che il fibroma c’è ma che non è da ostacolo ad una eventuale gravidanza e dopo una settimana da questo controllo arriva il concepimento di una nuova anima dentro il mio ventre.

ero emozionatissima perchè desideravo con tutto il cuore di essere di nuovo mamma.
3 mesi di gioia poi perdite di sangue e poi un altro aborto sempre a casa perchè mi sono rifiutata di farmi fare il raschiamento…però stavolta avevo i valori bassissimi, sono stata molto male e mi sentivo morire per cui sono andata in ospedale dove ho ricevuto diversi rimproveri… e dopo qualche giorno mi sono ripresa.

durante la gravidanza il fibroma di 2 cm e mezzo è raddoppiato in soli 3 mesi…

dopo diversi giri, diversi pareri e dubbi allucinanti decido di farmi operare però questa volta è possibile farlo solo in laparoscopia.

qualcuno mi dice che la causa dell’aborto non è stata quella, altri che il fibroma può essere oppure non essere per nulla un problema per una gravidanza…e allora panico…vuoto…smarrimento…
che faccio? davvero voglio quest’operazione?

ad un passo dall’operazione dopo aver fatto tutte le analisi e parlato con l’anestesista… mi ascolto, lotto con me stessa, ho la febbre e decido di accogliere invece di togliere questo fibroma che vuole insegnarmi qualcosa, vuole farmi nuovamente evolvere in una persona migliore.

mi ha aiutato moltissimo il libro piena di vita, respirazione ovarica, alchimia femminile
consiglio a tutte le donne ma anche agli uomini compagni di vita di leggerlo.
è stato il primo libro che mi ha fatto capire delle cose fondamentali e finalmente perchè davvero vengono questi fibromi!
perchè è cosi importante una sessualità sacra e perchè succedono tante patologie a noi donne…

Certo ho paura, ho sofferto moltissimo, soffro ancora molto
ho paura di un’altro aborto…
ma non è detto….

inizio a volermi più bene, a fare meditazione, cantare, dipingere ma sopratutto inizio un percorso con un medico che ha lasciato la medicina tradizionale per scegliere la medicina alternativa e sciamanica.

il travaglio è lungo e questo sarà il mio parto…partorirò me stessa e vedrò tutte le mie ombre
e quando c’è il buio sicuramente arriverà anche la luce…

noi siamo donne ed accogliamo la vita dentro di noi…
la nostra natura è accogliere
sarebbe bello non delegare, in alcuni casi se possibile,
la salute del nostro utero ma
prenderci cura noi di esso e vedere qual’è l’insegnamento
che ci arriva da questo messaggio che ci invia il corpo.

ovviamente abbinerò a questo mio progetto di guarigione anche un alimentazione vegana e a tal proposito chiedevo quale fosse il libro che alcune donne hanno letto del Dottor Vaccaro o se è possibile in qualche modo scrivergli.
é importante per me avere questa informazione!

Scelgo di provare a ridurre il mio fibroma fino a che regredisca…
non so assolutamente se riuscirò….
ma…

sento che la strada è giusta ed in qualunque luogo mi porterà, sarà una benedizione…

è un lavoro molto duro ma se vi volete bene
provateci!!!

eleonora grazie di avermi letto, ti chiedo di pubblicare la mia lettera affinchè possiamo sostenerci sempre a vicenda.

un abbraccio di luce

I libri di cui chiede Sole sono “Alimentazione Naturale” e “Alimentazione Naturale 2”. Ho scritto al dottor Vaccaro e mi ha risposto con una email lunghissima, che spero di riuscire a pubblicare presto. 

Ornella che controlla il suo fibroma con le gocce di lampone

Ornella ha 40 anni e non ho figli.

Quattro anni fa ho scoperto da un’ecografia di avere un fibroma di 8 cm che essendo intramurale ma sottosieroso non le dava sintomi. Ha quindi iniziato a prendere gocce di lampone, un gemmoterapico che regola gli ormoni femminili  che, ha quanto scrive Ornella, ha il potere di ridurre i fibromi ed impedirne la crescita oltre a regolarizzare le mestruazioni.

Ornella prende le gocce di lampone da 4 anni: il suo fibroma non si è ridotto ma non è più cresciuto, il suo ciclo è inoltre regolare. Ornella si sente dunque di consigliare la terapia a base di gocce di lampone a tutte quante.  A me piacerebbe molto approfondire questo discorso e forse grazie all’aiuto delle mie Fibroma fighters redattrici lo farò presto!

Da un mesetto circa Ornella ha iniziato a prendere Esmya, che secondo il suo ginecologo dovrebbe ridurre il fibroma. Al momento Ornella non ha riscontrato importanti effetti collaterali, solo un leggero mal di stesta e un po’ di mal di schiena. Una volta finita la terapia con Esmya se il fibroma si sarà ridotto Ornella continuerà a prendere le gocce di lampone, anche perchè sa che il maledetto fibroma potrebbe di nuovo crescere.

Ornella si sottoporrà a due cicli di Esmya e poi ci darà sue notizie. Un grosso in bocca al lupo da tutte noi cara Ornella!

Clara che non riesce a procurarsi Esmya ed Enantone

Clara ha 33 anni ad abita a Foggia, in Puglia. Anche lei combatte la sua battaglia contro i fibromi uterini.

 

Clara scopre di avere dei fibromi

Clara ha scoperto di avere dei fibromi nel 2013,  quando nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ Ospedale G. D’Annunzio di Chieti, a seguito di un’ecografia transvaginale, le hanno diagnosticarono 2 miomi sottosierosi della parete posteriore di 3,5 × 3 cm e 2,4 × 3 cm e un mioma sottosieroso della parete laterale destra di 1,7 × 1,9 cm. I medici all’epoca le dissero di stare tranquilla perché i fibromi erano ancora di piccole dimensioni e dato che non le davano sintomi (bruciore alla minione, dolori addominali, perdite di sangue) le consigliarono controlli semestrali.

Nel caso in cui i fibromi avessero cominciato a creare dei fastidi  si sarebbe deciso il da farsi. Di lì a qualche settimana Clara si face visitare dal dott. Giuseppe Villani a San Giovanni Rotondo, che le consigliò di sottoporsi immediatamente a intervento chirurgico perchè i fibromi si sarebbero potuti ingrandire. Clara rifiutò l’ operazione.

Poco dopo, il 7 ottobre 2013, fu costretta a correre pronto soccorso di Foggia a causa di forti perdite ematiche con grumi di sangue. Di turno c’era il dott. Clemente Capobianco che dopo i controlli di routine e una eco transvaginale le disse che aveva avuto un aborto spontaneo. Dalle BHCG che ne seguirono risultò che Clara era incinta di oltre 4 settimane.

Clara si sottopose quindi ad una cura con ovuli e lavande. Dall’ecografia di controllo effettuata dal dr. Capobianco risultò che i fibromi non erano cresciuti e che era solo necessario monitorarli ogni 6 mesi. Clara trovava però strano che dal referto della sua ecografia transvaginale risultassero 3 miomi sottosierosi, ma non si sa sapeva dove fossero posizionati nè quali fossero le loro dimensioni.

 

La corsa al Pronto Soccorso di Foggia

Clara comunque non riscontra più disturbi fino al febbraio scorso quando, dopo una settimana di fastidiosi dolori ai lati del basso ventre e difficoltà ad alzarsi e sedersi, decide di andare al pronto soccorso. Lì dopo i controlli di routine la mandano in ginecologia, dove la visitano 2 dottori: il dott. Aldo d’Aloia e il dott. Raul Rosemberg. Dall’ecografia transvaginale diagnosticano un mioma sottosieroso  nella parte posteriore destra dell’utero che misurava 6×8 cm. Era stato quel fibroma a provocarle quei dolori. Le consigliano il ricovero immediato per monitorare la situazione ed eventualmente procedere con l’intervento chirurgico.

Il dott. Rosemberg le comunica inoltre che ci sarebbe stato il 10% di probabilità di perdere l’utero. Clara in un primo momento accetta quel responso, però appena tornata a casa si mette alla ricerca di informazioni sui fibromi: tecniche operatorie, eventuali cure per la loro riduzione, rimedi alternativi all’operazione. Il giorno dopo rifiuta il ricovero con una scusa e comunica che avrebbe richiamato in seguito.

Di lì inizia la sua odissea che non ancora sembra volgere al termine. In pratica da marzo ad oggi Clara è stata visitata: dal dott. Zulli a Pescara, dal dott. Lupattelli, dal dott. Zanetti e dal dott. Scambia a Roma.

 

Il responso del dr. Zulli

Il dott. Zulli con l’ecografia diagnostica un mioma in posizione istmica-infralegamentaria dx delle dimensioni di 6,47×6,61×7,91 cm. Le prescrive la cura di Esmya 5 mg da prendere per 3 mesi per cercare di ridurre il fibroma prima della miomectomia.

 

Il responso del dr. Lupattelli

Il dott. Lupattelli attraverso Risonanza Magnetica trova un fibroma sottosieroso delle dimensioni di 7,2 x 6,9 x 9,3 cm  che sta iniziando una degenerazione di tipo mixoide e un altro fibroma intramurale esterno in sede antero inferiore sx dalle dimensioni di 3,2 x 2,8 x 2,7 cm. Le dice che il suo non è un caso embolizzabile perché il fibroma più  grande non è molto vascolarizzato e che dato che questo fibroma è legato solo per una piccola parte all’utero, pur trovandosi posteriormente a quest’ultimo, con una miomectomia facilmente Clara si libererebbe del problema e dopo un po’ potrebbe tentare una gravidanza.

L’unico problema è  che purtroppo di questo fibroma non si riesce a vedere una parte, che dovrebbe trovarsi sull’uretra. In quel caso l’operazione sarebbe più complicata perchè i medici dovrebbero ricostruire l’uretra artificialmente. Il dr. Lupattelli le consiglia di rivolgersi al dott. Zanetti e al dott. Scambia e Clara prenota una visita da entrambi.

 

Il responso del dr. Zanetti

Il dott. Zanetti dopo la visita le prescrive una cura di Enantone: 11.25 fiale per 6 mesi e un controllo a settembre per vedere se la cura ha fatto effetto.

 

Il dr. Scambia decreta l’intervento chirurgico

Il dott. Scambia delega una buona parte della visita all’assistente, che prende tutti i dati di Clara e raccoglie le informazioni sulla situazione, da solo una frettolosa occhiata alle carte e dopo una breve visita le dice che deve operarla d’urgenza! Dice alla segretaria di metterla in lista d’attesa per l’operazione, la saluta e se ne va.

Lei si sfoga con la segretaria, le dice che ha paura dell’intervento e che ha letto che esistono delle cure (le parla di Esmya e dell’Enantone, dicendo che sono cure cui si sono sottoposte le sue amiche) e che avrebbe voluto provare qualcosa di simile per cercare di far ridurre il fibroma. Lei la guarda con gli occhi che fra un po’ le uscivano dalle orbite e le dice che per il professor Scambia non esistono cure, c’è  solo l’operazione, che comunque lei non è obbligata ad acconsentire all’intervento e che il loro era solo un consiglio al quale Clara si sarebbe anche potuta opporre. Chiama dunque in stanza il dott. Scambia e Clara gli ripete quello che aveva detto alla segretaria. Lui le dice  che a suo avviso l’unica soluzione al problema è l’operazione e che se avesse voluto una cura sarebbe dovuta andare dai dottori da cui sono andate le sue amiche. La saluta e se ne va.

Clara, a malincuore, acconsente a farsi mettere in lista per l’operazione. Questo accadeva pochi giorni fa.

 

Che fare?

Clara ovviamente è confusa e spaventata e ha bisogno di un consiglio sul da farsi. La terapia con Esmya L’E.N.PA.S. di Foggia non l’ha accettata perché il dott. Zulli non ha un timbro di un ospedale o di una struttura convenzionata. Per quanto riguarda la cura con l’enantone, il dott. Zanetti le ha fatto una semplice ricetta bianca, dicendole che sarebbe dovuta andare da un ginecologo a Foggia per farsi prescrivere la sua cura. Però a Foggia nessuno conosce questi farmaci e difficilmente li potrebbero prescrivere.

Clara ha bisogno di sapere, da tutte le ragazze cui sono state prescritte le sue stesse cure, come procurarsi i farmaci in questione. Vuole sapere a quali medici si sono rivolte, se le medicine gliele ha passate la mutua o se hanno dovuto pagare i farmaci di tasca loro. A Foggia purtroppo, come racconta Clara, senza piano terapeutico firmato e timbrato da un ginecologo che lavora in un ospedale non è possibile ottenere niente.

Clara augura tutte di trovare sempre una strada per risolvere i problemi, possibilmente quella meno dolorosa.

Mi aiutate a dare una mano a Clara? Qualcuna abita vicino a lei e può darle qualche indicazione? Mi pare che ne abbia già passate fin troppe ed è ora che la strada per lei si faccia un po’ più facile..

Coraggio Clara, siamo tutte con te!