Isterectomia senza rimozione delle ovaie

Prendo spunto da quello che ha pubblicato qualche tempo fa da Laura, commentando l’articolo ‘Eleonora e la sua battaglia contro le emoraggie e gli effetti di Esmya‘ per approfondire, ancora una volta (e mai sarà abbastanza!) il tema dell’isterectomia.

Laura scrive:

Ho letto che anche se le ovaie sono lasciate intatte ( si rimuove solo l’utero) ci sono lo stesso problemi.
L’afflusso di sangue alle ovaie diminuisce dopo questo tipo d’intervento e cessano il loro funzionamento entro 1 – 3 anni. Si viene a creare uno squilibrio ormonale che colpisce le beta endorfine, gli ormoni legati alla sensazione di benessere. Il risultato è bassi livelli di energia deficit della tiroide, depressione. Altri effetti collaterali sono ansia, vuoti di memoria, nervosismo e vertigini, secchezza vaginale, problemi sessuali, incontinenza urinaria, stanchezza, perdita di capelli, palpitazioni cardiache, aumento di peso. Rischio di sviluppare malattie cardiache, artrite, osteoperosi.
Se siamo consapevoli di queste conseguenze devastanti le altre opzioni chirurgiche e farmacologiche (tipo Esmya) ci fanno meno paura.

Io ho chiesto informazioni al dr. Camanni e a suo avviso quelli elencati sono tutti i peggiori disturbi che possono sopraggiungere con la menopausa, ma fortunatamente non arrivano tutti e per tutte le donne. Non è vero che le ovaie si seccano entro due o tre anni dall’isterectomia perchè il principale apporto sanguigno delle ovaie è determinato dall’arteria ovarica che parte dall’aorta e solo in piccolissima parte dall’arteria che arriva direttamente dall’utero. Esistono quindi moltissime pazienti che hanno subito un’isterectomia e che poi vanno in menopausa a 52, 53 o anche 55 anni.

Aspetto eventuali vostre osservazioni in merito o, magari, il parere di qualche altro ginecologo!