Angela, Federica e Laura dicono si all’embolizzazione del San Camillo di Roma

Questo post racchiude tre storie, tre donne decise a salvare l’utero, tre donne che non si fanno intimorire dalle previsioni fosche e irrecuperabili prospettate da qualche medico, forse, troppo sbrigativo. Angela, Federica e Laura hanno detto no all’isterectomia e si battono per la loro integrità fisica, il loro benessere psicologico e il loro diritto ad essere curate nel rispetto della loro identità di genere.

Angela è una simpatica donna molto pratica e concreta, per molto tempo ha sofferto a causa del suo utero fibromatoso. Si è messa alla ricerca di tecniche meno invasive rispetto all’isterectomia che le hanno proposto e si imbatte, fortunatamente, nell’Embolizzazione Uterina. Contatta subito chi, prima di lei, ha vinto la sua battaglia proprio grazie a quest’intervento. Subito manda un messaggio al dr Morucci del San Camillo. Velocemente riesce ad embolizzarsi e vince la sua battaglia.

Riporto qui il suo messaggio.

Ciao a tutte. Mi chiamo Angela, abito a Ferrara.                                                                    

La mia storia non è diversa da tante altre, ho scoperto i fibromi nel 2007 ma li ho trascurati, dal 2011 in poi mi hanno dato problemi. Ho cominciato a frequentare la categoria dei ginecologi pensando che il mio problema potesse essere di loro competenza. Avendoli trascurati sono cresciuti, dalle ecografie ne facevo almeno due all’anno, il fibroma principale è arrivato a 7,5 cm la diagnosi era sempre uguale ( forse sono 2 fibromi fra dentro e fuori l’utero ma non si può intervenire solo sul fibroma, dobbiamo togliere l’utero). Mi hanno consigliato di fare due volte all’anno i  pap test, per escludere tumori maligni, per fortuna non ero a rischio ma questo mi  faceva pensare al motivo principale “se non sono a rischio perché devo togliere una parte di me ??” Ho visto ginecologi in Friuli, in Veneto e in Emilia-Romagna e l’esito cambiava solo per le dimensioni del fibroma e la posizione, la cura era sempre isterectomia. In Veneto una ginecologa mi ha fatto fare una cura con il progesterone ma non ha avuto buon esito, quindi la abbiamo sospesa. La mia condizione negli ultimi anni era terribile, avevo dolori mestruali pari a doglie ed emorragie per 4 giorni del ciclo con una durata di 12/15 giorni al mese. Nel dicembre del 2016 ho avuto il ciclo più doloroso della mia storia e la sua durata è stata di 23 giorni, è finito e poi è ripartito come da calendario. Sono sempre stata regolare cosi sono andata in una altra clinica qui a Ferrara, consiglio del medico di famiglia, altri € 160 per tastarmi un pò e far finta di essere dispiaciuta, per dirmi che lei non opera ma mi manda all’ospedale di Cona da dei suoi colleghi. Vado a Cona (Fe) da un’altra dottoressa con due specializzande tutte alleate, non so se avete notato che parlano tutti/e con lo stesso tono, beh…. se ha tanto male e le da tanti problemi siamo tutte d’accordo che dobbiamo intervenire. Quel giorno me lo ricordo in modo orribile, mi sentivo in trappola, non avevo più via di scampo non potevo rimanere in quelle  condizioni e non avevo altre scelte, quindi mi hanno prescritto l’Esmya e messa in lista. Tutto questo accadeva mentre io cercavo di capire e loro non mi guardavano neanche in faccia, ho dato un colpo alla mano della dottoressa cercando il suo sguardo e le ho chiesto se io faccio questo cosa può capitare dopo? Ora era lei a non avere via di scampo quindi mi ha fatto un disegno e poi ha aggiunto negli anni si può andare in contro al prolasso della vagina, della vescica e le aderenze nell’intestino. Quando ho cercato in internet cosa fosse l’Esmya finalmente mi si è aperto un mondo che non ero riuscita a trovare prima, naturalmente non ho preso il medicinale avevo troppa paura, finalmente ho trovato delle donne meravigliose che come me non volevano accettare l’isterectomia, infatti quel medicinale mi ha condotta al blog del maledetto fibroma. Qui ho conosciuto Eleonora, Angela, Antonella, prima mi hanno spiegato cos’era e man mano che chiedevo mi indirizzavano alla persona più adatta per darmi le informazioni di cui avevo bisogno, le mie esigenze erano: ” fare l’intervento il prima possibile in SSN quindi sono diventata l’incubo di Antonella che è stata un vero angelo, è stata molto brava a spiegarmi e tranquillizzarmi. Antonella mi ha fatto conoscere il mio salvatore, DR. Maurizio Morucci.  Gli ho mandato la mia risonanza e potevo essere embolizzata. Per inciso è venuto fuori che dalla risonanza la posizione del fibroma era completamente dentro l’utero quindi operabile in laparascopia, volendo un ginecologo poteva operarmi senza togliere l’utero. Andrebbero tutti castrati così almeno i soldi che cercano tanto li prenderebbero dalla loro castrazione. Il Dr Morucci si è attivato subito, e ha cercato di introdurmi il prima possibile. Il primo aprile sono stata embolizzata da lui al San Camillo di Roma. Entrata il sabato e uscita il lunedì pomeriggio. Il 12 aprile ho avuto il primo ciclo mestruale senza emorragie e dolori quasi inesistenti. Oggi sono al terzo mese ed ho fatto la risonanza di controllo, ho già una piccola riduzione dell’utero e del fibroma principale quello che mi dava i problemi, ma anche uno esterno più piccolo ha subito l’attacco di Morucci. La mia vita è tornata normale. Prima dovevo organizzare la vita in base al mio ciclo, anche mio marito ne era condizionato ed ora posso uscire quando ho il ciclo. Vorrei ringraziare tutte le ragazze del maledetto fibroma, Antonella che ancora condividiamo traguardi, e il nostro Dottore Maurizio Morucci, un uomo umano, disponibile che ama il suo lavoro, anche quando non è di turno va a trovare le sue pazienti. Voglio anche ricordare alle Italiane che la sanità pubblica non è morta, che esistono dottori che fanno il loro mestiere, che si può fare questo intervento senza andare in cliniche private le quali non garantiscono sempre una riuscita migliore. Basta trovare la persona giusta.

Nella stessa regione un’altra donna sta combattendo la stessa guerra, con le stesse problematiche: le hanno prospettato l’isterectomia terrorizzandola con previsioni allarmanti e necessità impellente di procedere con l’amputazione. Federica è una donna spaventata ma rimane lucida, anche lei naviga su internet e viene a sapere che esiste l’Embolizzazione Uterina, nonostante la paura per ciò che le hanno comunicato lei resta ferma sulla sua decisione: non vuole perdere una parte del suo corpo. Si mette subito in contatto con il dr Morucci del San Camillo di Roma.

Condivido il suo messaggio.

Verso fine maggio ho scoperto, durante una visita, che i miei fibromi (asintomatici e che ho trascurato per 4 anni) erano notevolmente cresciuti (7 e 5 cm più altri più piccoli). La dottoressa dell ospedale Sant’Orsola cui mi sono rivolta per il piano terapeutico per l’Esmya, dopo il controllo (e dopo avermi chiesto se volevo figli… Bah…) mi ha paventato la possibilità che il più grande fosse un sarcoma, a suo dire per un’area di necrosi centrale. Fosse stato per lei, mi sarei dovuta sottoporre a isterectomia demolitiva nel giro di 1 mese. Solo a seguito della mia insistenza mi ha indicato di approfondire con una risonanza, specificando però che l’ esame non avrebbe tolto i dubbi. Mi sono sottoposta a risonanza e (di mia iniziativa senza supporto della dottoressa) a isteroscopia diagnostica con biopsia (nel corso della quale, peraltro, il medico mi dice che lui non avrebbe visto l’esigenza di questo esame); in attesa dei vari referti, su suggerimento di Antonella e Eleonora (che hanno sopportato parecchie mie mail e sfoghi) cerco altri pareri medici. Ho contattato il dr Morucci che mi ha cortesemente ricevuto a Roma, praticamente il giorno dopo aver ritirato il referto della risonanza (e prima, per mia fortuna, del secondo colloquio in ospedale con la ginecologa). Leggendo il referto il dottore mi ha subito rassicurato (d’altronde sul referto stesso c’era scritto che si tratta di “banali” fibromi con un area di colliquazione centrale, frequente in masse di accresciute dimensioni). Mi dice pure che, non essendo per ora sintomatici, non vede estrema urgenza per un intervento (salvo il fatto che il 7 cm spinge posteriormente e sta già dando qualche sintomo di compressione sulla schiena). Insomma posso, senza fretta, sottopormi a Embolizzazione. E soprattutto posso evitare un intervento demolitivo assolutamente non necessario. Dello stesso parere è, peraltro, una seconda ginecologa del Maggiore, che non si scompone minimamente di fronte alla “Terribile necrosi centrale”. Fortunatamente ho cercato altri pareri e non mi sono lasciata terrorizzare, perché la ginecologa numero 1 mi ha poi convocata con il referto in mano, abbandonando la tesi del sarcoma, ma continuando a sostenere che i miei fibromi hanno un “Aspetto non bello”. Per questo motivo mi proponeva miomectomia laparotomica da fare con urgenza entro luglio “Per vederli da vicino” (operazione che in un utero come il mio avrebbe scarse possibilità di successo e sarebbe convertita in demolitiva, stando a tutti gli altri specialisti). Per mia fortuna avevo già in mano i pareri di altri medici che dicevano esattamente il contrario! Insomma eliminata la paura, ora sono serena: per evitare che i fibromi crescendo inizino a dare seri problemi, mi sottoporrò con tutta calma all’ Embolizzazione salvando il mio utero. L’ unico velo di amarezza che mi resta è dovuto alla consapevolezza che purtroppo la demolitiva che non faranno a me, sarà subita probabilmente da un’altra donna, magari più spaventa, più stanca o semplicemente meno fortunata.

Da Verona una terza donna, Laura, dice no a un nuovo intervento di taglia & cuci. Una donna provata nell’anima ma forte, una guerriera che si ribella a un destino ormai segnato, così le hanno detto. Si  è già operata una volta in laparoscopia. Alla visita successiva, a 6 mesi dall’intervento, si ritrova un nuovo fibroma di 2,5 cm e si sente disperata. Teme che non ne uscirà mai da quest’incubo e anche lei ha paura delle prospettive future. Leggiamo insieme il suo messaggio.

Il fatto di essere venuta a conoscenza grazie a voi di questo nuovo sistema per poter eliminare definitivamente questi fibromi da un lato mi solleva veramente, perché so che c’è la possibilità di risolvere il problema non dovendo ricorrere nuovamente ad un intervento chirurgico, che a dir la verità, non sarei stata dell’umore di affrontare, di nuovo. Già quello prima non l’ho accettato molto bene (di solito sono una persona molto positiva e pratica, ma in questo caso mi sono veramente accorta di aver psicologicamente rifiutato l’intervento). D’altro lato un po’ di rammarico ce l’ho, per non averlo saputo prima, perché in 2 giorni avrei risolto invece di 40 di convalescenza e soprattutto non avrei avuto tutti i disturbi che ho ora con i dolori, il ciclo che ritarda o salta, gonfia come una palla…
Ecco, mi dispiace che la medicina a volte non veda oltre il proprio naso, io sono dell’idea che se ci sono delle soluzioni meno invasive, sia fisicamente che psicologicamente ,per la paziente, debbano essere  vagliate tutte! Poi magari non sono applicabili ma la persona deve avere diritto ad una scelta.
Poi dico di più, penserete che sono cattiva, ma è una cosa che penso veramente, penso che, poiché si tratta di problematiche femminili, la maggior parte delle volte c’è molta superficialità! Se la problematica riguardasse la parte maschile probabilmente i problemi li avremmo già risolti da tempo…. Ma questa ovviamente è solo una mia visione!!

Anche Laura si orienta verso l’Embolizzazione Uterina e fa tesoro del numero del dr Morucci del San Camillo di Roma.

Angela, Federica e Laura sono state fortunate, altre donne le hanno informate sulle tecniche mini invasive. Ma cosa ne sarà di chi, per sfortuna, non si imbatte in qualcuno che le dà le informazioni per scegliere consapevolmente?

L’utero, signori miei, non ha una scadenza.

 

 

 

 

 

 

 

Eleonora ha deciso: si embolizza al San Camillo di Roma

Dopo aver vagliato attentamente le varie soluzioni  la nostra amica Eleonora sceglie il San Camillo di Roma per embolizzarsi, con il dr Morucci, intervistato dal Blog.

Lei, una delle tante ragazze che ha optato per l’Embolizzazione Uterina al San Camillo di Roma, così come Barbara, Manuela, Imma  e tante altre, quindi, ora, si appresta a sconfiggere il suo maledetto fibroma.

In bocca al lupo!

Riporto testualmente il suo messaggio.

Ciao a tutte! Sono Eleonora alias Luna sul blog Maledetto Fibroma!
A distanza di mesi, fatti di mille pensieri, ho deciso di agire concretamente contro il maledetto fibroma!
Ho scoperto di averlo a luglio 2016 a seguito di normali controlli prima di farmi prescrivere la pillola.
Da lì ho contattato ben 2 ginecologi (uno ASL e uno privato ) che mi hanno semplicemente detto di continuare a monitorarlo senza fare altro.
Con l’avvicinarsi dell’ennesima eco trans vaginale però (ne ho fatte già 2) , mi son detta: ma chi me lo fa fare di vivere così? Perché non agire se ci sono delle soluzioni valide?
Il pensiero di sottopormi passivamente a questo monitoraggio ( e diciamocelo, anche molto scomodo) mi stressava ulteriormente, così ho deciso di agire concretamente.
Ho ripescato la mia storia pubblicata sul blog, ricordavo di alcuni commenti molto significativi riguardanti l’embolizzazione ( la soluzione più adatta secondo me) soprattutto da parte di una ragazza, Antonella, che si era messa subito a disposizione dandomi il suo numero e quello del dottor Morucci.
Ho deciso così di contattarla. Inutile dire che mi ha sommersa di attenzioni ed info utilissime. Mi ha spronata a contattare il dottore. L’ho fatto e non potevo crederci…Mi ha risposto subito, mi ha ricontatta per inserirmi nel piano di interventi di giugno, sono stata a Roma per incontrarlo e fargli vedere tutti i miei referti ed il 26 di questo mese mi embolizzerò!
Sono ancora molto “provata” da tutto questo percorso, non ho mai avuto interventi di nessun genere ed un po’ di fifa c’è, ma sono sicura che agire subito sia la soluzione migliore! Inoltre mi ritengo molto fortunata perché ho avuto l’affetto e l’appoggio dalle persone che amo ed ho trovato delle persone fantastiche grazie a questo blog…Il tutto in tempi davvero brevissimi nonostante i mesi che ho passato tra una decisione e l’altra. Vorrei che la mia storia fosse utile a tutte quelle ragazze, magari anche più giovani di me, che si ritrovano con una notizia del genere e che non sanno cosa fare…
Fidatevi del vostro istinto e della vostra forza di volontà, di voler sapere ancora ed ancora, di non arrendervi alla prima “sentenza”…A volte quel pizzico di coraggio in più fa la differenza!
Ringrazio ancora questo blog e tutte le storie che ho letto, i consigli che ho ricevuto e l’appoggio di tutte queste guerriere che hanno affrontato addirittura battaglie più difficili della mia!

Marilena, embolizzata al San Camillo di Roma

Marilena, 44 anni, dopo aver sofferto a causa dei suoi fibromi è stata embolizzata all’ospedale San Camillo di Roma, dal dr Maurizio Morucci. E’ con gioia che vi riporto il suo messaggio, così come me lo ha scritto lei. Forza e coraggio Marilena, il peggio è passato!

Un anno dopo la scoperta dei miei fibromi finalmente riesco a vivere una vita normale e mi sento tranquilla, ho,quindi, deciso di raccontare la mia esperienza. Dopo tante notti insonni,stress, perdite infinite di sangue, visite mediche per prendere una decisione…

Un anno fa circa, in seguito a un’ecografia pelvica mi sono stati diagnosticati due fibromi di 5 cm e 3,5 cm. Avevo già delle mestruazioni abbondantissime, ormai mi sembrava la normalità perciò decido di rivolgermi a un ginecologo e, in seguito ad una isteroscopia diagnostica, ecco anche due polipi uterini. Abbiamo cominciato, quindi, le procedure per togliere i polipi uterini, un piccolo intervento in anestesia totale a luglio 2016.

Finalmente a settembre 2016 cominciamo a “curare” i fibromi uterini con la pillola “Esmya” proposta dal mio ginecologo, per rimpiccolirli.

Dopo una cura di 3 mesi, a fine dicembre, cominciano le mestruazioni. Non finiscono più, sono sempre più abbondanti, da far paura, non mi potevo allontanare da casa neanche per un’ora. Vado al Pronto Soccorso di due noti ospedali romani, mi raccomandano la terapia con il Tranex, il mio utero fibromatoso era grande come al quarto mese di gravidanza. Ebbene si, i fibromi sono un po’ rimpiccoliti, mezzo centimetro ciascuno, ma c’è tanto sangue dentro il mio utero e mi dicono che non si capisce niente. Chiedo agli ospedali se posso fare l’embolizzazione e volano parole come probabilità di un tumore, altri polipi uterini, infezione. Mi dicono che bisogna vedere se il mio utero è da salvare o da togliere. Tutti e due gli ospedali mi propongono l’ isterectomia. Resto ammutolita e impaurita.

Durante una delle tante notti insonni mi sono imbattuta in questo blog. Embolizzazione?!?… Che sara mai?!? Alcuni ospedali di Roma la praticano?!? Ho contattato Antonella che mi ha descritto in questo blog la sua esperienza sull’embolizzazione, mi ha raccomandato il suo gentilissimo dottore del San Camillo, il dr Morucci. Il 3 febbraio finalmente cessa l’emorragia, pian piano ho i risultati dei test fatti, dell’isteroscopia, pap test, biopsia.

Non c’è niente nel mio utero, il mio utero sanguina per i maledetti fibromi, il mio ginecologo mi ripropone l’Esmya ed il taglio per un tentativo di miomectomia, al che io chiedo: “Se tra un paio d’anni escono altri fibromi, ritagliamo ancora, dottore?”. Resto senza risposta, l’utero è mio, ho avuto già un taglio cesareo nove anni fa! Fortunatamente ho incontrato persone disinteressate (una di loro è Antonella) che mi hanno aperto gli occhi su questa procedura.

In America sono venti anni che curano i fibromi così, perché è meno invasiva, ci sono meno costi di ospedalizzazione, dopo due giorni si torna a casa con una terapia antibiotica e antidolorifica (mi è bastata la Tachipirina!). Sono stata a casa altri 3/4 giorni perché il dottore ha raccomandato il riposo, una settimana dopo l’intervento ho ripreso a lavorare,niente dolori, niente perdite… Donne, non perdete le speranze, la soluzione per la cura dei fibromi c’è. L’embolizzazione è un intervento non invasivo fatto dal radiologo interventista in meno di un’ora. Con una piccola anestesia locale. Una soluzione valida che alcuni ginecologi nascondono, forse per non perdere le clienti, qualcuno tra loro preferisce sempre tagliare. Non è così.