Storia di una embolizzazione nella sanità pubblica romana

E’ arrivato il lieto fine anche per Loredana di Palermo.

Riporto per intero le sue parole e mi rallegro per il felice epilogo.

Ciao a tutti sono di nuovo io Loredana quella con fibroma di 10 cm che era in attesa di essere embolizzata all’ospedale Cervello di Palermo.
Ebbene ,seguendo il consiglio di Antonella, ragazza eccezionale sotto tanti punti di vista ma soprattutto empatica e generosa , stanca dell’ attesa interminabile prospettatami a Palermo, contatto il dott.Morucci del San Camillo di Roma per effettuare l’ embolizzazione. Non ci sono parole per esprimere l’ eccellenza di questo dottore, persona squisitamente solare positiva ,cordiale e soprattutto umana e competente.
Mi inserisce immediatamente per il 5 agosto.
Felice anche se spaventata corro a prenotare volo e albergo e il 4 agosto parto alla volta della capitale.
Beh amiche il giorno dopo ho il piacere di conoscere personalmente il caro dott.Morucci che immediatamente mi rasserena e tranquillizza con la sua socievolezza e comunicativita’ .
Conosco anche la dolce Chiara compagna di embolizzazione, che condividera’ con me questa bellissima avventura che ci portera’ a sconfiggere lo spauracchio fibroma.
Che dire presto detto presto fatto il dott. Morucci con la sua carica di contagiosa serenita’ e allegria non perde tempo e in mattinata embolizza entrambe .
Finalmente! mi sembra un sogno essere riuscita ad embolizzarmi in brevissimo tempo , quando a Palermo mi avevano prospettato una lunga attesa con data da definirsi.E di questo grande sollievo con conseguente liberazione devo ringraziare il dott.Morucci eccellente medico e grande uomo.
Un ringraziamento speciale va anche alle ragazze del blog “Maledetto Fibroma” in particolare Antonella, che con le loro preziose informazioni hanno aperto un varco di luce nel buio totale.
Dispiace constatare che molte donne anche troppe ancora sono all’oscuro di questa pratica che consente con la sua poca invasività di risolvere il problema fibroma conservando l’ utero. Una riprova l’abbiamo avuta io e Chiara parlando, durante le nostre passeggiate nel corridoio dell’ospedale, post operazione,con una ragazza che aveva appena subito una laparatomia per piccoli fibromi , anche lei, purtroppo, all’oscuro dell’embolizzazione.

Ogni donna informata è un successo per tutte noi, un successo collettivo che si basa sulla condivisione di esperienze e soluzioni possibili.

 

Carlotta, Loredana, Chiara e Gaia dicono si all’embolizzazione uterina nella Sanità Pubblica di Roma

Quattro donne, quattro storie, quattro regioni. Lo stesso ospedale.

Carlotta, Loredana, Chiara e Gaia sono quattro donne accomunate dalla lotta al fibroma uterino, tanto diverse quanto simili nel loro percorso di vita costellato di sanguinamenti insopportabili, dolori e speranze perdute.

Carlotta si è subito rivelata una donna solare, nonostante avesse già subito una laparoscopia si è data da fare per individuare una soluzione per lei migliore che potesse essere un’alternativa a un secondo intervento di natura chirurgica. Bella come il sole, sempre sorridente nonostante tutto, dall’Emilia Romagna è approdata alla sanità pubblica di Roma e al San Camillo. In men che non si dica detto e fatto, embolizzata. Subito dopo ecco il suo primo ciclo post embolizzazione e, meraviglia delle meraviglie, non è più emorragico.  La sua simpatia contagiosa l’ha aiutata a non perdere la speranza di poter vincere la sua battaglia.

Loredana è una siciliana doc, racconto con un sorriso le nostre “importanti” discussioni sul catetere e su come poter ingurgitare cibo a volontà nonostante l’embolizzazione implichi una notte ferma, a letto.

Ma come faccio a mangiare se devo stare ferma nel letto, con il catetere?

Loredà, e mica devi mangiare con la vescica! Allunghi la mano e mangi!

Tante risate per alleggerire una situazione che, come spesso capita, non è leggera, affatto. Anche lei ha scelto la sanità pubblica di Roma, il nostro, ormai ben testato, San Camillo di Roma. Un volo aereo e la decisione di affidarsi alle sapienti mani della sanità pubblica. Loredana si sta per embolizzare, mancano pochi giorni, è tutto pronto, una sana ansia per l’attesa residua accompagna il suo percorso di vita ma anche tanta consapevolezza che questa possibilità è davvero valida e può dare concreti risultati.

Lo stesso giorno sarà il momento di embolizzare anche Chiara, la nostra povera Chiara dalla Toscana che tanto ha sofferto. Reduce da due laparotomie e da una gravidanza non arrivata al termine. Chiara è la mia spina nel cuore. La sua storia è davvero tanto triste e il suo bisogno di aiuto è imprescindibile. Una donna giovane, che potrebbe avere tutte le possibilità del mondo per essere felice, un bel matrimonio, una vita serena, invece i maledetti fibromi le hanno spezzato le ali per troppo, troppo tempo. Un uccellino ferito, Chiara mi ha sempre ricordato un uccellino ferito e noi che viviamo il problema del fibroma uterino possiamo ben capire questa figura allegorica.

Eppure anche Chiara è riuscita ad uscire dal limbo della disperazione e dell’incertezza, ha trovato il coraggio di dire no all’isterectomia e volare qui a Roma, ferita nell’anima, piena di timori, ma pur sempre convinta a tentare il tutto per tutto.

Concludo in bellezza, con Gaia. Gaia è stata la mia “paziente” impegnativa del mese di luglio 2017. Io stessa credo di essere stata impegnativa, a suo tempo. I suoi fibromi si sono fatti sentire anche da morti, essendo in zone molto innervate. Dalla Toscana a Roma per evitare l’isterectomia. Il momento più bello di questa storia è quando Gaia mi ha mandato un messaggio per dirmi che stava molto meglio, i dolori che aveva vissuto subito dopo l’embolizzazione erano quasi del tutto scomparsi e voleva aiutare me e tutte noi ad aiutare altre donne in difficoltà . Non c’è denaro, non c’è favore, non c’è vantaggio che possa eguagliare un messaggio di questo tipo. Il volontariato è questo: aiutare donne ad aiutare altre donne. Gaia ha diritto alla felicità, ha diritto a una vita serena, a vivere il suo nuovo amore appieno, Gaia ha diritto a non rinunciare al suo utero, la vita è bella e deve essere vissuta così. Buona vita Gaia, ora è tutto in discesa!

 

Valentina da Brescia e Anna da Salerno scelgono l’embolizzazione

Valentina è una bella ragazza calabrese dai capelli ramati con tanta voglia di vivere.

Mentre si appresta a sposarsi, subito dopo essersi trasferita a Brescia, con il futuro marito, scopre di avere un fibroma. Il suo fibroma è di ben quattordici cm e per lei inizia un calvario. Isterectomia, a neppure quarant’ anni e senza figli, le viene prospettata la reale possibilità che sia necessaria l’asportazione dell’utero. Smarrimento e incredulità pervadono Valentina e il fidanzato, mai avrebbero pensato di trovarsi in una condizione così terribile, tutti i sogni di un futuro sereno e di una bella famiglia vengono offuscati da un torbido presagio di mutilazione. Valentina non aveva mai avuto sintomi, nessuna emorragia, ma, ahimè, in seguito, scopre che i fibromi sottosierosi, spesso, non danno quel tipo di sintomo. Spesso non danno alcun sintomo, finché la massa non è così ingente da dare problemi agli organi adiacenti.

Nonostante la sentenza terribile e irrevocabile Valentina non si scoraggia e cerca su internet una soluzione meno invasiva, una chiave di lettura migliore per una storia difficile che le possa permettere di sconfiggere il suo problema senza rinunciare al suo organo. Scopre, per fortuna, che da vari decenni i radiologi interventisti praticano l’Embolizzazione Uterina con ottimi risultati, si informa e capisce che l’isterectomia non è affatto l’unica via d’uscita, con l’Embolizzazione Uterina e la sua anestesia locale, con il suo taglio di pochi millimetri, anche Valentina può dire addio al suo fibroma.

Si mette subito in contatto con Eleonora che, prima di lei, si è embolizzata con il dr. Morucci. chi, prima di lei, si è embolizzata, contatta il dr Morucci e gli invia i suoi referti telematicamente. Senza alcun costo il suo caso viene valutato e si fissa una data per il mese di giugno, periodo in cui Valentina e il fidanzato avranno le ferie, decide così di partire da Brescia, embolizzarsi a Roma e scendere subito dopo in Calabria, per organizzare il matrimonio insieme ai parenti. Passano alcuni mesi di confronto, informazioni, organizzazione e tanta preoccupazione ma anche speranza. Finalmente arriva il giorno preposto, tutto è organizzato e tutto avviene, Valentina si embolizza. Cito testualmente il messaggio che mi manda il giorno successivo

“ Sono un po’ stanca e acciaccata ma il mostro è morto. Un grazie speciale al mitico dr Morucci che mi assiste, mi supporta da mesi e con la sua professionalità ed esperienza ha ucciso il maledetto fibroma. L’embolizzazione è la soluzione giusta per tutte quelle donne a cui viene prospettata l’isterectomia anche se giovanissime! Da adesso in poi aiuterò anch’io altre donne, non scorderò mai le splendide parole di Antonella che mi esortava a pensare a qualcosa di bello mentre facevo la risonanza magnetica , io l’ho fatto anche durante l’intervento e continuerò a farlo. Donne, non abbiate paura, non fatevi toccare l’utero!

Dopo pochi giorni Valentina mi scrive che aveva passeggiato per cinque chilometri, oggi Valentina è in Calabria e pensa al suo matrimonio.

Nello stesso momento Anna di Salerno, una bella signora dai capelli color oro,  si appresta a scegliere lo stesso intervento, nello stesso ospedale, con lo stesso medico. Anna ha un utero fibromatoso che le procura enormi disagi, le sue emorragie sono infinite e incontrastabili, i ginecologi non le prospettano una soluzione definitiva, le prescrivono Esmya e finché Anna può prenderla tutto sembra migliorare, le emorragie si bloccano, ma, purtroppo, Esmya non può essere presa per sempre e , quindi , appena deve smettere l’assunzione la situazione si palesa essere peggiore di prima. Riprendono le emorragie, i fibromi ricrescono. Anna ha già avuto problemi di salute in famiglia, ha capito che internet può essere un’enorme risorsa, ha già risolto i problemi di salute dei suoi famigliari grazie al web e agli incontri con medici conosciuti sul web, scovando quelle soluzioni che a  volte non ti vengono prospettate di persona. Il web ti può condurre da dottori che ti aiutano davvero. Scopre, quindi, che esiste l’Embolizzazione Uterina, contatta subito il dr Morucci e va a Roma per mostrare i propri esami. Anche lei è embolizzabile, non è necessario togliere l’utero, basterà embolizzare i fibromi, come sempre si fa con questa tecnica. Fissa una data, va via con le ricette delle analisi del sangue e dell’elettrocardiogramma e si prepara all’intervento, a quel punto manca meno di una settimana. C’è un posto libero, lei lo prende subito, ne approfitta.

Velocità ed efficacia in una calda estate.

Vi copio così come è avvenuto il dialogo tra me, Antonella, e la bella Anna.

Anna : “Ho letto il promemoria. Perché camicia da notte ?? Io non le ho usate nemmeno quando ho partorito. L’ assorbente… Con l’emorragia che ho .. Purtroppo è tutto il giorno che entro ed esco dal bagno, un solo assorbente non basterà.

Antonella: “Perché ti devono mettere 1. il catetere 2. una fascia all’addome molto stretta e con il pigiama eviterebbero di metterti la parte sotto. E’ altamente preferibile la camicia da notte, è più comoda, se tu hai il pigiama porta quello e poi , eventualmente, non ti mettono il pantalone, tanto sei coperta dal lenzuolo. Per le emorragie, se sono davvero devastanti, certo, un assorbente non ti risolve granché, in quel caso ci pensano loro, non ti preoccupare, sono equipaggiati per questi casi, tu, comunque , portati gli assorbenti. Poi potresti avere qualche piccola perdita”

Anna: “Io l ‘intervento lo farò  di pomeriggio. Dell ‘anestesia con il medico non ne avevo parlato, ma mi pare mi avevi detto che fanno la locale…Meglio così. .Avevo letto che qualcuno usa. anche l’ epidurale. Sai domani mi faccio 400 km per arrivare…

Antonella: “No, no lì solo la locale , la fecero pure a me la locale, basta quella, sono molto bravi a gestire il dolore con l’elastomero, credimi. Ma tu hai già preso Esmya, vero?

Anna: “Esmya durante l’ assunzione funzionava, stavo benissimo, il problema è  quando finisce il ciclo terapeutico, i fibromi  sono ricresciuti il triplo. Io di carattere sono positiva, sempre, in merito all’embolizzazione  mi aspetto i risultati positivi, ho preso informazioni, mi sono informata bene, sono convinta. Non ho nessun timore ad affrontare tutto ciò perché  sono convinta che sto salvando il mio utero !

Antonella : “ Non ti preoccupare, ora noi embolizzate stiamo tutte bene, abbiamo tutte risolto il nostro problema comune, vedrai che starai meglio anche tu. Vai serena, prepara le ultime cose, buon viaggio e fammi sapere!

 

Nel momento in cui state leggendo anche Anna di Salerno si è embolizzata al San Camillo di Roma , la sua vita, ora, è tutta in discesa. Le emorragie che le avevano impedito una vita felice saranno un brutto ricordo, anche lei ha salvato il suo utero, anche lei ha detto no al taglia e cuci, anche lei ha detto no alla mutilazione.

Intervista al dr. Morucci sull’embolizzazione: ci sono domande?

E’ da tanto che non mi impegnavo in qualche nuova intervista, anche se le idee e i progetti sono sempre tanti. Finalmente, grazie al prezioso supporto di Antonella, avrò l’occasione di intervistare il dr. Maurizio Morucci.

Il dr. Morucci è radiologo interventista presso l’ospedale San Camillo di Roma e Antonella e Imma, che sono state embolizzate da lui, me ne hanno parlato davvero bene. Io ho solo avuto occasione di parlare brevemente al telefono con lui, e mi è sembrato gentile e disponibile.

Il dr. Morucci pratica l’embolizzazione dei fibromi uterini presso l’ospedale San Camillo di Roma, con il servizio sanitario nazionale, ed è disponibile a rispondere a tutte le nostre domande.

Cosa volete sapere riguardo l’embolizzazione e sul suo specifico modo di operare?