Antonella alle prese con una cisti alle ovaie

Antonella ha 30 anni, abita a Napoli e mi ha scritto dopo aver scoperto di avere una cisti alle ovaie di 6cm, forse da rimuovere con intervento chirurgico.

I medici che ha consultato Antonella le hanno proposettato la possibilità di interveneire via laparoscopia o laparotomia ma lei si chiedeva se fosse possibile sottoporsi ad un intervento meno invasivo. In particolare Antonella mi ha chiesto informazioni sul dr Rolli.

Al momento Antonella ha contatto il dr Rolli via email e stà aspettando un feedback da lui. Nel frattempo però vorrebbe sapere se ci sono altre donne che sono state operate dal dr Rolli per una ciste, o se qualcuna ha altri consigli per lei.

 

Fiocco azzurro sul blog: benvenuto Evan!

Miriam mi ha scritto per la prima volta nel 2013. Quando mi scriveva, io stavo ancora conducendo la mia personale battaglia contro il maledetto fibroma, ed avevo aperto il blog da poco.

Lei era stata operata in laparoscopia dal dr Rolli per rimuovere il suo fibroma di 3cm e sognava di diventare mamma. E’ passato tanto tempo e Miriam ne ha passate davvero di tutti i colori … il terromoto ha distrutto la sua casa (lei abita a Rovereto sulla Secchia, in provincia di Modena) e la ripresa, e la ricostruzione, sono state dure. Ha incontrato una persona speciale e, come scrive lei, è “convolata a nozze”. Ma le sue disavventure purtroppo non erano ancora finite e ad aprile 2017 Miriam si è nuovamente sottoposta a miomectomia multipla a Reggio Emilia ad opera della Dr.ssa Villani.

Miriam ha sempre continuato a seguirmi, ha comprato il mio libro e mi ha anche mandato un graditissimo regalo (per ben due volte, visto che la prima volta l’ufficio postale ha perso il suo pacco!). A febbraio scorso poi mi ha dato la bellissima notizia della sua gravidanza e il 12 luglio è nato il suo piccolo Evan.

Evant adesso ha poco più di un mese, Miriam stà bene ed è felicissima.

Io, complici gli ormoni, non potevo che farmi un bel piantino vedendo la foto di Evan e leggendo la mail di Miriam, piena di amore e di entusiasmo.

Un grosso augurio al piccolo Evan, che inizia la sua avventura nel mondo, alla sua meravigliosa mamma Miriam e al suo papà. Buona vita ragazzi!

Maria Stefania, l’intervento di 5 ore e l’embrioadozione

Maria Stefania ha 53 anni e vive ad Ascoli Piceno.

Il suo più grande desiderio è sempre stato quello di diventare mamma ma purtroppo le vicende della sua vita non l’hanno consentito. Sei anni fa Maria Stefania si è messa ha dieta e ha cominciato a fare degli accertamenti per capire perchè non rimaneva incinta per fare un tentativo ma purtroppo, in concomitanza con un’isteroscopia avvenuta negli ultimi giorni del ciclo mestruale, è andata in menopausa.

Già allora sapeva di avere alcuni fibromi di 8 cm, 4 cm , 2,5 cm) che però oltre al ciclo abbondante non le davano, e non le danno oggi, nessun fastidio.

Quando mi ha scritto Maria Stefania mi ha raccontato di lottare da oltre 13 anni per adottare un bambino e che al momento la sua unica alternativa era l’embrioadozione (adozione di un embrione). Per tentare questa strada però doveva prima sconfiggere i suoi maledetti fibromi.

Dietro mia segnalazione ha così contattato il Dr Rolli che l’ha subito ricevuta nello studio di Rimini, quello a lei più vicino. All’inizio il dr. Rolli ritenuto che la sua tecnica non fosse applicabile al caso di Stefania. Poi, dopo  vari approfondimenti ha deciso di tentare comunque per asportare solo i due fibromi più grandi che avrebbero potuto ostacolare l’attecchimento dell’embrione.

In attesa dell’intervento il dr. Rolli ha prescritto a Maria Stefania la terapia con Esmya per cercare di rimpicciolire i miomi. Maria Stefania era però titubante, sia perchè allora Esmya era ancora molto costosa, sia perchè temeva gli effetti collaterali di questo farmaco.

L’ultima volta che ho sentito Maria Stefania, a luglio scorso, era molto spaventata per tutto quello che avrebbe dovuto affrontare..

Pochi giorni fa ho ricevuto da Maria Stefania dei bellissimi aggiornamenti!

Ha deciso di non effettuare la terapia con Esmya perchè questo farmaco, bloccando  il progesterone, non era forse indicato per lei che è in menopausa.

Ha invece deciso di farsi operare dal dr. Rolli all’ospedale di Asiago. Il dottore però non è potuto intervenire in culdotomia, come da accordi presi, e dopo aver tentato anche il laparoscopia ha dovuto procedere in laparotomia. La povera Maria Stefania è rimasta in sala operatoria 5 ore e mezza e durante l’intervento i medici le hanno asportato otto, uno dei quali grosso come un’arancia!

Maria Stefania non ha sentito dolore alcuno perchè per tutto il tempo le è stata applicata una pompa con antidolorifico.
A casa l’unico fastidio è stato l’insensibilità nella zona della ferita.

Maria Stefania mi ha confermato che il dr Rolli è una persona squisita, di grande sensibilità e dedizione al suo
lavoro ed io sono davvero contenta che ci siano medici come lui.

Adesso Maria Stefania dovrà attendere almeno fino a fine marzo prima di tentare l’adozione embrionale.
Un grosso, gigantesco, in bocca al lupo cara amica per il tuo progetto di diventare mamma. Aspettiamo con ansia tue notizie!

 

 

Cosa accade nel mio post operatorio

Sono passati 17 giorni dall’intervento e io stò sempre meglio. Ogni giorno sento che la mia energia e la mia voglia di fare stanno tornando (quest’ultima a dire il vero non mi aveva mai abbondonata) e ogni giorno posso fare un po’ di più.

Ho ancora un po’ di perdite di sangue ma poca roba.

Stò prendendo i ricostituenti che mi ha prescritto il mio medico di base (Carnifast Plus, nel caso a qualcuno interessasse, al gradevole sapore di arancia) e mi sembra siano davvero efficaci.

Sono ancora a casa dal lavoro perché ieri hanno operato mia mamma (doveva togliere una ciste nella schiena) e quindi ho preferito non lasciarle anche la responsabilità di seguire Giorgia. Domani però dovrei rientrare in ufficio, anche perchè ci sono un sacco di cose da fare!

Quello che infatti non ho eplicitamente raccontato nel post ‘Come per magia, certi sogni si realizzano‘  è che di recente l’azienda in cui lavoro, prima di proprietà di 3 soci (uno dei quali mio marito), per una serie di circostanze piuttosto incasinate (così incasinate che credo di averne rimosso delle parti) è passata completamente nelle sole mani del mio bighi.

Infatti il mio maledetto fibroma è irrimediabilmente peggiorato proprio quando, in preda all’entusiamo, ho ben pensato di aiutare mio marito a dare il bianco (anzi il verde per l’esattezza) in una delle stanze dell’ufficio.

Comunque, tornando ai risvolti positivi di questo inatteso evento, ora i nostri progetti sono tanti! Urgono una completa riorganizzazione e una ristrutturazione dei locali (già in atto). Tutte attività che richiedono molte molte energie ed io, davvero, non vedo l’ora di rimettermi in gioco!

bacchetta-magicaE poi sono presa dagli innumerevoli preparativi per l’addio al nubilato di mia sorella, che si terrà a sorpresa il prosimo week-end (tanto lei il mio blog non lo legge!). Per l’occasione, oltre a divertirmi senza pensieri in un parco acquatico con gli scivoli – il chè è già di per sé è un evento memorabile – mi vestirò da Fata Madrina (si, quella di Cenerentola!) per trasformare il vestito di stracci che avrà indosso mia sorella in un fantastico abitino da sera.  Ovviamente sulle note di Bididi Bodidi Bu. Come farò? Con la bacchetta magica che avevo confezionato per il compleanno di Giorgia!

Insomma ho un bel po’ da fare.

Il blog però rimane tra le mie priorità .. In collaborazione con il dr. Riccardo Rolli stò preparando un interessante articolo sulle cause scatentanti dei fibromi, sulla linea del post ‘Perchè vengono i fibromi‘. E poi ci siete tutte voi con le vostre storie e il mio lavoro deve continuare finchè non potrò raccontare un lieto fine per tutte.

Perciò, restate con me!

 

Lorella e il suo intervento in culdotomia

Lorella ha 52 anni ed ha scoperto a novembre scorso di avere un fibroma di ben 9 cm che le procurava fortissimi dolori lombari. Prima di allora, il maledetto non le aveva mai dato disturbi.

Da novembre Lorella ha cominciato a soffrire a causa di questi dolori sempre  più frequenti che le rendevano difficile perfino piegarsi per raccogliere qualcosa da terra, e comunque ogni movimento di quel tipo era davvero una sofferenza.

 

Il fibroma sottosieroso

Lorella inizialmente ha pensato di avere qualche problema legato alla colonna vertebrale, fino ad arrivare, anche per esclusione, alla visita ginecologica, che l’ha condotta all’amara scoperta: un fibroma sottosieroso, posizionato sulla parete esterna posteriore dell’utero, misurante già ben 9 cm!

 

L’isterectomia come unica scelta possibile

Lorella ha iniziato così a consultare diversi medici e tutti, per via della sua età non più verdissima, le hanno proposto di asportare tutto l’utero. Quello che maggiormente ha fatto rabbia a Lorella (e indigna tanto anche me) è la totale mancanza di sensibilità di questi medici, che le annuncivano l’asportazione totale del suo utero come se questa fosse la cosa più normale del mondo, visto che alla sua età non avrebbe sicuramente avuto più figli.

Non poteva certo pretendere, Lorella, che loro facessero uno sforzo in più ed invece di asportarle tutto l’utero le togliessero solo il fibroma! Non poteva nemmeno esigere che magari capissero che questo organo, oltre alla funzione puramente fisiologia della riproduzione (seppure importantissima) per una donna rappresenta l’essenza della femminilità.

Purtroppo buona parte dei medici che Lorella ha incontrato durante il suo percorso le ha dato dimostrazione che la parte rappresenta il tutto. Tutti hanno purtroppo dimenticato che il paziente va considerato in toto, nella suo complesso, corpo e psiche insieme, perché un organo non è solo importante per la funzione che deve svolgere, ma per ciò che nella mente di ciascuno rappresenta.

Quindi dopo vari consulti medici, il più sconcertante con un ginecologo “donna”, la dott.ssa L., della clinica Poliambulanza di Brescia, una casa di cura molto rinomata e che vanta medici di una certa fama, che ha fatto a Lorella una visitadi soli 10 minuti e con la delicatezza di un elefante le ha comunicato che l’avrebbe operata in laparotomia, con un bel taglietto sopra il pube, (figuriamoci essere disposta a “faticare” in laparoscopia per una donna della sua età!) per asportarle completamente l ‘utero.

A detta della dott.ssa L., in mese circa Lorella sarebbe tornata come nuova. Pazienza se  psicologicamente lei si sarebbe trovata a pezzi, visto che quello di certo non era un problema suo.

Lorella ha abbandonato lo studio della dott.ssa L. pensando che lei da quella bestia insensibile non si sarebbe fatta togliere neanche un callo da un piede, figuriamoci il resto!

 

Il dr. Rolli e la culdotomia

Poi a forza di cercare in rete Lorella ho scoperto che era possibile asportare i fibromi sfilandoli per via transvaginale con un intervento che si chiama culdotomia e che il dott. Riccardo Rolli utilizzava questa tecnica presso l’ospedale di Asiago, così l’ha contattato per email.

Lorella si è stupita perché il dr. Rolli le ha risposto nel giro di qualche ora e le ha fissato un appuntamento presso il suo studio in Carpi, che per lei era più comodo da raggiungere. Quando l’ha incontrato ha capito che finalmente avevo incontrato un Medico con la M maiuscola, dotato di molta umanità oltre che di seria professionalità.

Il dr. Rolli le ha detto che il suo fibroma era davvero molto grande, ma che pensava di riuscire quasi sicuramente ad asportarlo in culdotomia e leha fissato l’intervento ad Asiago per il 23 aprile. A Lorella non sembrava vero di aver vato finalmente qualcuno che la capiva, qualcuno disposto ad andare incontro alle sue necessità.

 

La scelta vincente

Lorella si è quindi recata ad Asiago il giorno prima dell’intervento per fare gli esami di routine e poi il giorno dell’intervento il dott. Rolli, durante un intervento di 3 ore che gli ha causato anche molti crampi alle mani (come le ha poi raccontato) è riuscito ad asportarle il maledetto fibroma, che pesava circa 250 grammi,  per via transvaginale! Lorella gliene è infinitamente grata.

Lorella vuole che tutte leggano la sua testimonianza e vengano a conoscenza di questa metodica, della quale io avevo già parlato (seppur solo in teoria, visto che non disponevo di casi concreti cui far riferimento). Una tecnica, quella della culdotomia, che può davvero essere la soluzione ideale per molte.

Grazie di cuore Lorella per aver condiviso la tua esperienza. E un bell’applauso al dr. Riccardo Rolli per l’ottimo lavoro!