Loredana e l’embolizzazione a Palermo

Pubblichiamo l’email di Loredana alle prese con un fibroma:

Ciao sono Loredana con fibroma di 10 cm in atto.
Sono reduce da una visita traumatica, dove mi si era data per spacciata, sentenza inappellabile: isterectomia! Perché no? recita il ginecologo, tanto a 51 anni non e’ che deve procreare! A che le serve ormai l’apparato genitale? ??
Sono sconcertata e abbattuta.
Fortunatamente nella disperazione mi informo, cerco nel web e scopro che esiste una tecnica assolutamente mininvasiva e conservativa, l’embolizzazione e che a Palermo la praticano all’Ospedale Cervello.
Approfondiscono la ricerca e mi imbatto in questo fantastico blog. Subito vengo contattata e mi ritrovo tra care amiche mi incoraggiano a proseguire per la strada dell’embolizzazione a non arrendermi alla terribile prospettiva della mutilazione.
Mi scrive Eleonora, Maddy e Antonella con la quale ho il piacere di parlare telefonicamente. Tutte care ragazze fonte di preziosi consigli e di inesauribile supporto. Nel frattempo faccio la visita con il Prof. Perino ginecologo dell’ospedale Cervello che con molta serenità e umanità mi tranquillizza, e alla mia richiesta di essere sottoposta all’embolizzazione, mi dice che farà valutare la mia situazione al radiologo interventista e nel mentre mi mette in lista per gli esami di rito.
Attualmente care amiche sono in attesa e spero tanto che l”attesa sia proficua e breve.

Loredana, ti facciamo un grosso in bocca al lupo e che tutto proceda per il meglio.

Monica che cerca informazioni sull’embolizzazione a Padova

Monica ha 50 anni e il suo ciclo mestruale è sempre stato piuttosto abbondante e ravvicinato. Negli ultimi tre anni però è diventato emorragico, molto doloroso e della durata di 10/12 giorni (ogni 21/23) a causa di moltissimi fibromi della grandezza massima di 4 cm.

Monica si è rivolta ad una prima ginecologa che le ha prescritto un ciclo di Esmya, che purtroppo è risultato inutile. Una seconda ginecologa dapprima le ha consigliato un secondo ciclo di Esmya se il primo ciclo dopo la cura fosse stato abbondante, e quando Monica le ha confermato che quell’eventualità si era verificata le ha proposto l’intervento di isterectomia.

Monica era già pronta per il secondo ciclo dcon Esmya, ma poi si è trovata incerta sul da farsi. Aveva poco tempo a disposizione perché il secondo ciclo mestruale era prossimo e doveva decidere se ricominciare la terapia con Esmya o no.  Si chiedeva inoltre se a Padova si pratica l’embolizzazione perché nessuna delle ginecologhe cui si è rivolta gliene ha parlato (davvero strano … !!!).

Monica ci ha scritto e ha parlato con Antonella, che le ha dato tutte le informazioni che cercava sull’embolizzazione.

Dopodichè ha “convinto” la ginecologa a proseguire con un secondo ciclo di Esmya. Monica però non è molto fiduciosa, anzi per niente, ma visto che il suo piano terapeutico è per quattro cicli vorrebbe dare un’altra possibilità ad Esmya. E poi l’idea dell’intervento, naturalmente, non la entusiasma affatto.
Al momento vorrebbe avere più informazioni riguardo un’eventuale embolizzazione a Padova, la sua città, o quantomeno in Veneto. Se qualcuna ha qualche consiglio per Monica si faccia avanti, anche perchè anche io temo che Esmya risulti inefficace!

 

Il lieto fine di Imma che grazie all’embolizzazione ha salvato il suo utero

Imma è l’ennesima  donna a cui un medico, purtroppo, ha proposto l’isterectomia come unica soluzione possibile per asportare un fibroma di 10 cm.

E come è già successo a molte di noi, Imma comincia le sue ricerche in rete con la speranza di salvare in qualche modo il suo utero.

“Non so come mi sono trovata in questo blog” scrive Imma.  “Nessuno mi aveva parlato dell’embolizzazione prima d’ora e sinceramente, dopo essermi documentata, voglio sottopormi all’operazione” .

Attraverso il blog, infatti, Imma ha la possibilità di leggere la storia di Antonella che aveva scelto l’embolizzazione.

Antonella è un’altra donna a cui diversi medici avevano consigliato di procedere con  l’isterectomia (a causa di numerosi fibromi fra i quali il più grande misurava ben 16 cm)  e che non si è arresa dinanzi a questo inesorabile verdetto.

E così, seguendo i consigli di Antonella, Imma ha  incontrato all’ospedale San Camillo di Roma il dott. Morucci,  lo stesso  radiologo interventista che aveva operato Antonella!

L’incontro col dottore, ci fa sapere Imma, è stato entusiasmante. Imma è risultata idonea all’intervento di embolizzazione, eseguito dopo una breve preospedalizzazione durante la quale era emersa una forte anemia.

L’embolizzazione di Imma non è stata affatto dolorosa: ha combattuto i dolori post operatori grazie agli antidolorifici e alla morfina. Le infusioni di ferro, inoltre, hanno contribuito alla sua ripresa.

Da alcuni giorni sente di essere finalmente sulla buona strada, e che la completa guarigione è ormai vicina. Non le resta, quindi, che ringraziare coloro che le sono stati vicini ma anche Antonella che non ha mai smesso di seguire la sua vicenda, rispondendo ad ogni domanda.

” Sono felice di aver trovato questa strada, spero che sempre più donne ricorrano all’embolizzazione piuttosto che all’isterectomia”

Lo speriamo anche noi, cara Imma. Davvero.

Un abbraccio, grazie per la tua preziosa testimonianza.

 

Anna indecisa tra embolizzazione e isterectomia

Pubblico volentieri la mail di Anna, che combatte i maledetti fibromi da ormai 12 anni! Anna si trova ad un bivio: deve decidere se sottoporsi ad isterectomia o meno.

“Ciao a tutte,mi chiamo Anna,sono di Modena e ho 40 anni(41 a maggio) e non ho figli. Convivo con un utero fibromatoso da quando avevo 27/28 anni,ma di quel periodo non ho grossi ricordi.

Il primo intervento per l’asportazione è nel 2006, a Parma da un chirurgo consigliatomi dalla mia ginecologa storica, il professor Andrei. Intervento fatto in laparoscopia, due fibromi rimossi(4 e 5 cm). Sul referto segnalano altri fibromi più piccoli (che sapevo di avere).
Per qualche anno la situazione rimane stabile, faccio controlli periodici, dove si registra una crescita dei fibromi, sia come numero che come dimensioni. 2011 altra laparoscopia, sempre a Parma, sempre dal prof. Andrei, stavolta asportano 6 fibromi, anche questi di 4/5 cm l’uno, in diverse posizioni. Ricordo che il giorno prima dell’intervento, alla visita pre-operatoria, hanno provato a fare una “mappatura dei fibromi” ma al 7° ci hanno rinunciato. Qualche mese prima, e qualche mese dopo sono stata sottoposta anche ad isteroscopia, e anche lì hanno asportato dei fibromi.

Il prof Andrei mi disse chiaramente che se avessi avuto già un figlio mi consigliava isterectomia, “E’ come se tu li producessi“. Stesso consiglio che mi da la ginecologa storica e anche il medico di famiglia.
Negli anni il mio ciclo è sempre stato molto abbondante e doloroso, ma nulla che m’impedisse le normali attività 2015, al controllo periodico la ginecologa mi dice di pensare seriamente al da farsi, i fibromi sono cresciuti ancora, un’altra laparoscopia per lei non risolverebbe, “rischi un utero colabrodo”. Mi dice pensaci, in tranquillità, senza fretta, ma pensaci!! Rimaniamo che ci saremo sentite dopo 6 mesi, per il solito controllo (controllo che non faccio da lei).

A gennaio di quest’anno, parlo con una collega, con mille problemi di salute, anche ginecologici, le racconto più o meno che avevo quasideciso per l’asportazione dell’utero.. e mi fa venire mille dubbi.. mi faccio dare il numero della ginecologa che la segue, con l’intento di avere un altro parere (quasi autoconvincendomi che volevo salvarmi l’utero) . Questa dottoressa dice che a togliere l’utero si fa sempre in tempo, mi parla di altre soluzioni: farmacologiche (esmya), embolizzazione ecc. però
è molto sbrigativa e “fredda”. Mi prescrive Esmya, un primo ciclo di tre mesi (niente ciclo, emoglobina in risalita) stavo molto bene. Al primo controllo è fiduciosa, i fibromi si sono ridotti quindi mi prescrive di nuovo la cura SENZA interruzioni (lei sempre sbrigativa e fredda..nn sono abituata così).
Il primo ciclo post esmya è stato infinito e di vaie fasi,la prima (mercoledi-sabato) dove sembrava un normale ciclo, sia come flusso e soprattutto niente dolori, poi dalla domenica al giovedì era tornato il mio solito ciclo abbondante e doloroso, tant’è che mi dovevo cambiare anche ogni ora. Mi spavento e giovedì sera (13/10) vado al pronto soccorso, mi visitano mi dicono che ormai il peggio è passato. Il 18/10 vado al controllo e mi cade tutto: sono peggiorata sembra che abbia “nutrito” i fibromi, sono cresciuti di dimensioni sia quelli “noti”, sia gli altri che c’erano ma erano davvero piccoli.
In questa giornata mi “cade del tutto” anche la ginecologa: non mi chiede il perchè sono stata al P.S. non legge nemmeno il referto che le ho portato e non guarda neanche le analisi del sangue che mi aveva fatto fare. Mi dice che adesso la cura di esmya può essere ripetuta oltre i sei mesi, e mi fa accomodare fuori dall’ambulatorio in attesa del referto (non ho fatto in tempo ad allacciarmi le scarpe prima che mi liquidasse).
Torno a casa delusa e amareggiata con il nuovo piano terapeutico per esmya. Ora che mi è un po’ passata l’arrabbiatura ho deciso che non rifarò l’esmya non tanto per la cura in sè ma per il non-feeling con la ginecologa.
A questo punto sto valutando due opzioni: l’embolizzazione e l’isterectomia. Io propendo di più per l’embolizzazione, sarei tentata di fare un altro tentativo prima della soluzione definitiva. Non ho figli, sono single, chissà se mai avrò una relazione “stabile” e se l’avrò chissà se vorremo figli.. io non ho mai fatto una “fissa” sul discorso figli: se ci sono meglio, se nn ci sono bene uguale…alla luce di tutte queste considerazioni, mi sto “fissando per salvare l’utero” per qualcosa o per niente?
E se vado da un altro medico e nn mi trovo nemmeno con questo??? Ho mille dubbi..”

Cara Anna, io penso ch il desiderio di “salvare l’utero” non possa assolutamente definirsi una fissa, ma un sacrosanto diritto! Se l’embolizzazione può essere una soluzione, perchè rinunciarvi? Del resto l’isterectomia porta spesso con sè numerosi effetti secondari, che di solito i medici tacciono, perciò se puoi evitarla non potrà che essere meglio ..

 

La tenacia di Valentina che non rinuncia all’embolizzazione

Valentina ha solo 25 anni eppure combatte con tutte le sue forze i suoi 8 fibromi intramurali.

La sua storia è apparsa sul blog lo scorso aprile: in quel periodo Valentina seguiva una terapia prescritta dal suo ginecologo
che prevedeva Tranex e Primolut Nor. Le sue, erano mestruazioni abbondanti e invalidanti.

Pensando ad un possibile intervento, Valentina stava già valutando l’ipotesi dell’embolizzazione.

Di recente abbiamo ricevuto sue notizie. La lettera di Valentina comincia così:
Ciao Eleonora, ti aggiorno sulla mia situazione, purtroppo non ho belle notizie.
Ieri sono stata dal ginecologo e mi ha detto chiaramente che devo sottopormi a un intervento chirurgico, perché i fibromi sono cresciuti.

Nonostante Valentina si senta spesso scoraggiata e arrabbiata (e chi combatte i fibromi lo sa bene) non ha abbandonato le speranze che ripone nell’embolizzazione! Per questa ragione, si è rivolta al Policlinico Gemelli di Roma per prenotare una visita e per capire, una volta per tutte, se è una paziente idonea all’embolizzazione.

Il suo ginecologo le ha già detto che non vuole sottoporla ad una laparotomia (meno male!) e per questo motivo le ha consigliato un interevento in laparoscopia.

Come se non bastasse, la cura di progestinici non è andata a buon fine, ed oggi Valentina si ritrova ad assere “dipendente” dal Tranex a causa dei suoi continui sanguinamenti.

Tuttavia, uno spiraglio c’è: Valentina ha ottenuto un appuntamento al Policlino Gemelli. Una delle dottoresse che fa parte dell’equipe che si occupa dell’embolizzazione dei fibromi uterini, la visiterà a novembre.

In quell’occasione, Valentina avrà la possibilità di capire se è davvero idonea e pronta all’intervento!

Cara Valentina, siamo davvero felici per questa opportunità. Coraggio! La determinazione non ti manca e la tua storia lo dimostra. Attenderemo fiduciose l’esito della visita. Un forte abbraccio e a presto.