Isabella che prova esmya per evitare la laparotomia

Isabella ha 33 anni e  tre fibromi di 5, 4 e 3 cm circa, non si sa bene se intramurali o sottosierosi.

I suoi fibromi sono cresciuti  di oltre due cm in due anni. Quando si è recata dal suo ginecologo era infatti tranquilla e voleva solo farsi prescrivere una pillola perchè soffriva di emicrania molto forte e aveva pensato fosse un problema ormonale. Invece i fibromi erano cresciuti.

Ha iniziato la terapia con esmya per cercare di ridurli. Non vuole infatti sottoporsi ad intervento chirurgico per paura di danneggiare l’utero.

A metà mese, inoltre, Isabella, dovrà togliere un polipo in resettoscopia. Anche per quel che riguarda la resettoscopia, che avverrà con anstesia generale, Isabella non è molto tranquilla perchè teme che l’utero subisca qualche danno. Lei non ha ancora avuto figli e vorrebbe averne …

Spera infatti che esmya porti buoni risultati, così da non doversi sottoporre a miomectomia in laparotomia.

Per fortuna Isabella non ha ancora subito gli effetti collaterali di esmya e al momento stà bene. E allora in bocca al lupo cara amica! Incrociamo le dita per te, sperando che esmya porti i risultati attesi e che tu non debba sottoporti ad intervento chirurgico.

Siamo tutte con te!

Enza che combatte i maledetti fibromi da 9 anni

Enza ha 36 anni, abita a Molfetta, in provincia di Bari, e la sua vicenda è lunga e sfortunata.
Enza ha infatti scoperto i suoi maledetti fibromi quando aveva 27 anni. Già allora infatti nel suo utero “alloggiavano” ben 11 fibromi, tra sottosierosi e intramurali.
Enza è stata operata in laparotomia nel 2006  all’ ospedale Sant Orsola di Bologna ad opera del dott. Seracchioli. Un medico che Enza descrive come un angelo perché le ha ridato la speranza di diventare madre.

Lei però non è stata fortunata e nel 2010 è stata di nuovo ora di intervenire chirurgicamente sul suo utero con una nuova laparotomia per eliminare 20 fibromi!
Anche la nuova tregua purtroppo non è durata molto. Ad oggi Enza si trova di nuovo con un utero pieno di fibromi e il suo ginecologo, volendo scongiurare un terzo intervento con probabilità elevate di dover ricorrere ad una  isterectomia, le ha prescritto una terapia di 6 mesi a base di decapeptyl per 6 mesi. Lei ha inoltre deciso di suggerire al suo medico, in occasione del prossimo controllo, la possibilità di prendere Esmya.
Enza non è ancora riuscita a coronare il suo sogno di avere un bambino. Lei e suo marito, che si conoscono da 19 anni, lottano ogni giorno per realizzare il loro desiderio e sono anche in attesa di un’adozione che tarda ad arrivare.
Cara Enza, il mio incoraggiamento è superfluo perchè sei una persona coraggiosa ed ottimista. Non posso che concludere la tua storia con quanto tu stessa mi scrivi: “La vita però, sono sicura, mi darà una gioia dopo tante sofferenze”.
Continua a lottare perchè sei un esempio per tutte. Grazie!

I maledetti fibromi sono già tornati

E così pare proprio che mia battaglia non sia ancora conclusa ..

Ieri sono stata nello studio del Dr. Camanni per la visita di controllo (e, tra l’altro, ho finalmente conosciuto di persona la splendida Silvia!). Sono arrivata piena di fiducia, senza preoccupazione alcuna.

Il bighi mi aveva suggerito di spostare l’appuntamento perchè ieri sera siamo stati anche al concerto di Vasco a Milano e lui aveva paura che se la visita avesse rivelato qualcosa di strano io mi sarei rovinata la serata.

Ma io davvero non avevo alcun dubbio sull’esito del controllo, anche perchè il mio ciclo, seppur ancora abbondante, è ora assolutamente indolore e di durata piuttosto breve (almeno, rispetto a prima!).

Ero contenta di rivedere il dr. Camanni e di tornare nel suo studio con tutt’altro spirito. E invece, mentre mi effettuava l’ecografia, il dr. Camanni ci ha detto: “C’è una sorpresina..“. Siccome non aveva cambiato espressione e dopo questa affermazione ha preso subito a parlare delle dimensioni dell’utero che erano tornate normali edell’ottima cicatrizzazione io ho per un attimo pensato di essere, magari, incinta.

Non ho più ascoltato quel che diceva e ho subito chiesto: “Che sopresina??“.

I MALEDETTI

Ancora loro, di nuovo loro, prepotentemente loro!

Sono due, uno di 1cm e uno di 2 cm circa. Due piccoli e odiosissimi fibromi intramurali, conficcati nelle pareti del mio utero (causa dei flussi mestruali ancora abbondanti). Nulla a che vedere con quella bestiaccia di prima, senz’altro .. però .. Ancora…!

Insomma Ancora.

Ancora.

Di nuovo.

Ancora.

Le due maledette formazioni potrebbero essere dovute (da quel che ho capito) o alla crescita di frammenti del mio maledetto fibroma sezionato durante la biopsia, oppure a una sorta di rimasuglio del primo maledettissimo fibroma, quello che mi aveva malamente rimosso in laparotomia (una dolorosissima laparotomia) nel 2011 il dr. Bracco.

Eravamo sconvoliti. Il bighi soprattutto.

Il dr. Camanni mi ha ripetuto varie volte di non “prenderla male” (facile no??), di non pensare al passato ma di guardare solo al mio futuro. La rimozione di questi due maledetti fibromi sarà l’ultimo step di questo percorso di guerra che deve, per forza, vedermi vincente.

Si .. solo che io credevo di aver già combattuto e vinto la mia battaglia. E tra l’altro non è stato per niente facile. C’è voluto tutto il mio coraggio, tutta la mia motivazione, tutta la sopportazione (a mio avviso) umanamente possibile.

I maledetti verranno rimossi in isteroscopia operativa. L’intervento sarà più o meno come quello che il dr. Camanni mi ha effettuato per fare la biopsia del presunto sarcoma ed è stato già fissato per settembre (prima data possibile, perchè ho solo voglia di chiudere questo così doloroso capitolo).

Dopo la prima fase di sconforto, però, a dirvi il vero, mi è nata dentro una strana sensazione di rivalsa. Il bighi mi guardava con gli occhi lucidi e mi diceva che gli dispiaceva tanto, mamma è scoppiata in lacrime appena le ho riferito l’esito della visita e non si calmava più, papà mi ha abbracciata forte forte mentre io .. be’ io pensavo che chi la dura la vince, e che se devo dimostrarlo di nuovo lo farò! Io pensavo che accetto la sfida e che ho forza a sufficienza per affrontarla un’altra volta ancora.

E così alla fine sono sata io a consolare tutti loro!

Il mio maledetto fibroma mi ha reso una persona più forte, più coraggiosa, più combattiva, quindi posso anche dire che in un certo senso (seppur remotissimo!) mi abbia “fatto bene”.

E poi le mail delle Fibroma Fighters che mi seguono da un po’ e di quelle nuove, tutte dense di emozioni, di storie, di desideri e, molto spesso, di belle parole per me, sono un’inesauribile risorsa cui attingere nei momenti di smarrimento.

Avrò poi al mio fianco un professionista, il dr. Camanni, nei confronti del quale nutro profonda stima e fiducia. E questo non è da sottovalutare.

Le danze si riaprono. Restate con me!

 

La miolisi per la distruzione dei fibromi uterini

La miolisi è una tecnica laparoscopica  (la laparoscopia è una tecnica chirurgica mininvasiva usata per molti tipi di operazioni), della quale so veramente poco, utilizzata per distruggere i fibromi uterini e i vasi sanguigni che li alimentano mediante corrente elettrica o raggi laser. La radiofrequenza indirizzata sul fibroma durante la miolisi ne determina la necrosi, con conseguente riduzione del volume e scomparsa dei sintomi.

Leggo che la miolisi viene utilizzata per eliminare fibromi intramurali e sottomucosi ed è sconsigliata in gravidanza, in caso di infezioni uterine o annessiali e se esiste il sospetto di neoplasia maligna.

In pratica prevede l’inserimento di aghi all’interno dei miomi sotto guida ecografica. Gli aghi sono connessi ad un generatore di corrente che emette delle onde a frequenza variabile che inducono all’interno del fibroma una temperatura variabile tra 40 e 99 gradi che porta alla necrosi coagulativa dello stesso. L’ablazione della lesione continua poi fino alla distruzione di circa il 90% del mioma. I tessuti circostanti vengono invece preservati attraverso uno speciale meccanismo.

La miolisi avviene in antestesia generale e comporta un ricovero di 48 ore.

E’ una valida alternativa agli interventi chirurgici più invasivi ma la sicurezza e l ‘efficacia di questa nuova tecnica di intervento non sono ancora stati ben definiti.

Le informazioni disponibili sul web, in Italia, sono davvero poche e non ho trovato il nome di nessun medico esperto in tale tecnica. Se qualcuno ne sa di più mi scriva! Pensavo anche di commissionare la ricerca in inglese su portali esteri .. Ginevraaaa .. che ne dici? Mi aiuti??

L’isteroscopia per la rimozione dei fibromi: intervista al dr. Accardi

Come promesso ecco l’intervista al dr. Antonio Accardi, Specialista in Ginecologia e Osetricia, che ha risposto con cura e attenzione a tutte le mie domande relative alla tecnica isteroscopica per l’analisi e la rimozione di fibromi uterini, consentendomi così di comprendere a fondo le potenzialità di questo tipo di intervento.

Che cos’è l’isteroscopia?
L’isteroscopia è una tecnica endoscopica diagnostico\operativa in grado di visualizzare la vagina, il collo dell’utero, il canale cervicale, la cavità uterina, gli orifici tubarici e di trattarne le patologie correlate.

Che differenza c’è tra isteroscopia diagnostica e isteroscopia operativa?
Fino a qualche anno fa era giusto distinguere le due procedure: diagnostica e operativa. Ad oggi credo sia giusto distinguere l’isteroscopia ambulatoriale da quella in sala operatoria. Grazie alla tecnologia e ai nuovi strumenti di calibro ridotto (4-5 mm) la tecnica che un tempo era soltanto diagnostica, è diventata, in mani esperte, operativa ambulatoriale, per cui è possibile eseguire vere e proprie procedure operative in ambulatorio senza alcuna anestesia.
Resta il fatto che in sala operatoria è possibile una maggiore operatività poichè la paziente è sedata.

L’isteroscopia può essere utilizzata per la rimozione dei fibromi uterini?
Oggi l’isteroscopia è considerata il gold standard per la rimozione dei fibromi sottomucosi.

E’ indicata per alcune tipologie di fibromi in particolare o può essere utilizzata per il trattamento di tutti i fibromi uterini?
Come dicevo è la tecnica migliore per i fibromi sottomucosi o per quelli sottomucosi con una componente intra-murale ossia con parziale sviluppo nel muscolo uterino.

C’è un limite nelle dimensioni dei fibromi uterini trattabili?
Teoricamente oltre i 6 cm non è consigliabile l’intervento isteroscopico, ma potrebbe anche discutersi con la paziente la possibilità di eseguire l’intervento in due tempi a distanza di alcune settimane.

L’isteroscopia è particolarmente consigliata per donne in una certa fascia d’età piuttosto che in un’altra?
L’isterectomia è maggiormente consigliata in età menopausale e in donne che hanno completato il percorso riproduttivo.

L’isteroscopia è dolorosa?
L’isteroscopia non è dolorosa. Numerosi studi su riviste scientifiche nazionali ed internzazionali hanno ampiamente dimostrato che in mani esperte non è una tecnica dolorosa. Giocano un ruolo importante, oltre all’esperienza del medico che la esegue, anche l’età della paziente, il periodo del ciclo mestruale in cui si esegue l’intervento, il fatto che la paziente abbia già partorito o eseguito tagli cesarei, eventuali chirurgie uterine pregresse e fondamentalmente la motivazione della paziente e del medico stesso.

Quanto dura l’intervento isterscopico?
L’isteroscopia ambulatoriale dura di solito pochissimi minuti, anche meno di cinque, può prolungarsi se è necessario eseguire manovre “operative”.
L’isteroscopia in sala operatoria ha durata superiore ma bisogna considerare anche la necessità di dilatare il collo dell’utero.
La durata varia comunque in base al tipo di chirurgia da eseguire, per cui per un polipo possono essere necessari mediamente 10-15 minuti così come per un setto uterino e le ablazioni dell’endometrio. Per i miomi i tempi possono aumentare in base alla tipologia.

Che tipo di anestesia richiede?
Di solito in sala si esegue una narcosi per cui non è necessaria l’intubazione; può anche essere utlizzata la cosiddetta “spinale”.
Il post intervento è doloroso?
Il post-intervento di solito non è doloroso, è correlato alla tipologia di intervento (polipectomia, miomectomia o altro) ma la gestione del dolore di solito è di pertinenza anestesiologica; il “dolore mestruale” è quello maggiormente riportato dalle pazienti.

A quante donne, in Italia, sono stati rimossi uno o più fibromi con tecnica isteroscopica?
Non ho statistiche per risponderle, ma di solito tutte le donne con mioma sottomucoso eseguono l’intervento in isteroscopia.

A chi possono rivolgersi tutte le interessate?
Consiglio sinceramente di rivolgersi a medici esperti nel campo e a centri di riferimento, la “chirurgia  conservativa” è molto più difficile da eseguirsi rispetto “chirurgia demolitiva“.

Che consiglio si sente di rivolgere a tutte le donne che soffrono a causa di un fibroma uterino?
Di non allarmarsi, nel 98% dei casi si tratta di patologie benigne facilmente risolvibili in mani esperte.

Grazie al dr. Accardi per la sua disponibilità.Ulteriori approfondimenti sono disponibili sul sito www.isteroscopia.eu

Chi volesse contattarlo può rivolgersi a

Istituto Clinico Humanitas, IRCCS
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Tel.: 02.8224.3603/4501/4502
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Fax.: 02.8224.4693
Segr.: 02.82244501\4502\3603
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