Gli aborti di Marianna causati dai fibromi

Marianna abita a Napoli ed è alla ricerca di una gravidanza. Purtroppo i suoi fibromi le hanno causato due aborti e lei ora non sa se sottoporsi ad un intervento chirurgico per la rimozione dei fibromi oppure no.

Salve sono una ragazza della provincia di Napoli e sto passando i due anni piu brutti della mia vita.

Dopo sette mesi dal matrimonio al primo tentativo resto incintama alla eco si vede solo la camera e mi viene detto di avere un utero grande con fibromi.. io che non ne sapevo nulla… poi aborto senza rachiamento.. faccio un isteroscopia per capire se devo operarmi mi viene trovato uno in cavità che elimino. Ci riprovo quest anno dopo poco resto incinta. Inizia con diverse minacce di aborto attribuibili ai fibromi che sono tutti intramurali di cui il più grande sui 4 cm. Arrivo alla 22° settimana tutto sembrava rientrato dopo che mi accorgo d avere delle contrazioni e dolori schiena vado al ps con già sacco in vagina travaglio poi distacco placenta e cesareo. Un incubo!

Ora a parte che ancora non mi sono ripresa ho cambiato ginecologo mi appoggio ad un ospedale, e già sono in lista per l’intevento. Anche se il mo ginecologo vuole valutare se la cavità è libera di riprovare ma io sono terrorizzata e non so che fare, chi di voi ha questo problema?

Marianna al momento è in contatto con Mirella, che ha vissuto un’esperienza simile alla sua. Coraggio Marianna, vedrai che il tuo sogno di gravidanza diventerà presto realtà, bisogna solo trovare la “strada” giusta per te. Un grosso in bocca al lupo!

Loredana che non vuole rinunciare al suo utero e alle sue ovaie

Loredana ha 50 anni e combatte 8 grossi fibromi, di varie tipologie. Tutti i medici che ha consulatoto le hanno detto che l’unica soluzione è l’isterectomia, con rimozione anche delle ovaie, ma lei non vuole arrendersi a questa triste diagnosi.

Mi chiamo Loredana e fra qualche mese compio 50 anni, ho un figlio di 24 anni.

La mia storia comincia nel lontano 2009 quando mi hanno scoperto 4 piccoli miomi. In quel momento nessuno mi ha spiegato cos’erano e cosa comportavano, ritenendoli silenti. Io non sapendo nulla, anche se cominciavo ad avere il ciclo abbondante e dolori, mi dicevano che era tutto ok e credevo fosse normale. Tutto continuava a procedere così, fino a che non ho cominciato ad avere dolori forti all’altezza della colecisti, ho fatto ecografie di ogni genere ma nessuno (fino a due giorni fa) è mai arrivato a capo di questo forte dolore.

Intanto i miomi aumentavano ed i fibromi si formavano, facendo le ecografie quasi ogni anno, mi dicevano solo che era tutto ok e che dovevo continuare a controllarli, ma io non mi sentivo mai bene, i dolori aumentavano ovunque ed ero diventata ormai schiava del ciclo, costretta a calcolare i giorni per uscire , la fatica a lavorare, i quintali di assorbenti e il continuo cambiarmi. Due anni fa, ho avuto la mia prima forte emorragia, non finiva mai, il mio ginecologo mi ha dovuto dare delle pastiglie per fermarla e ha cominciato a dirmi che forse erano questi che davano il problema. Da li, i dolori sono aumentati e passati anche all’ inguine destro aggiungendosi a quelli della colecisti, ed erano cosi forti che non potevo camminare, sia durante l’ovulazione che il giorno prima del ciclo, a volte svenivo anche dal dolore o andavo in pronto soccorso, dove mi davano antidolorifici e facevano ecografie all’addome, credendo fossero i calcoli. Avevo dolori fortissimi anche alla schiena, bevevo tisane bollenti e mi riempivo di coperte per scaldare le parti.

Il mio ginecologo da li in poi, ha cominciato a farmi ecografie ogni mese, esami di ogni genere, una tac con contrasto, una colonscopia visto che con il tempo perdevo sangue anche dal colon. In seguito, gonfiandosi anche la gamba sinistra, ho fatto anche la visita cardiovascolare. Finalmente dopo tutti questi esami il  medico mi conferma che la causa dei dolori all’inguine e la gamba gonfia sono i fibromi miomi e mi da esmya per 6 mesi, che funziona un pò, ma poi lo tolgono dal mercato.

Cosi decide di operare. Ma io, non convinta, cambio medico e mi da una nuova opzione, punture che creano la menopausa, avendo già 50 anni forse ce la si può fare. Sto provando adesso, sono alla 2°, ma sono già in lista per l’operazione. Decido e sento un ultimo parere e questa dottoressa allo IEO di Milano, due giorni fa, mi dice che i miei miomi fibromi sono posizionati all’esterno dell’utero e schiacciano il retto, i nervi e altri organi. Così finalmente scopro, dopo tanti anni, che il dolore vicino alla colecisti non era altro che il fibroma posizionato in alto ed ingrossato che comprime gli organi sovrastanti, creandomi forti dolori in tutta la parte.

Ad oggi con le punture va meglio, ma i dolori alle gambe, colecisti e retto esistono ancora, non fortissimi ma ci sono. Devo fare l’isterectomia, me l’hanno confermato ormai in tanti, avendone 8 di tutti i generi e grossi. Ho una paura folle. Per questo chiedevo se qualcuno sa qualcosa del San Gerardo di Monza. Se le punture fra 4 mesi non hanno fatto effetto e non sono andata finalmente in menopausa, devo operarmi li. Sono abbastanza disperata da quello che ho passato in questi anni e da quello che passerò.

Scusa se mi sono dilungata tanto, ma avevo bisogno di parlarne con qualcuno che può capirmi, e sono contenta di averti trovata e leggere il tuo libro mi sta dando tanta forza. Sai, per anni non mi hanno spiegato perché mi sentivo così male e spesso le persone intorno a me non capivano, mi credevano esagerata. Mi sono sentita sola.  Molto sola. Ora sono contenta perché so, che non sono io l’esagerata e che starò bene, una volta sistemato tutto questo.

Ma il dubbio che mi rimane è….se mi avessero curato prima…. Se fossero andati più a fondo….avrei potuto evitare l’isterectomia.

Loredana ha incontrato molti medici e in tre l’e hanno prospettato l’istrectomia come unica strada percorribile. Uno l’ha già messa in lista all’ospedale di Monza. L’ultima (quella con la parcella più alta, anzi davvero spropositata), è stata la dottoressa dello IEO di Milano, che però le ha chiarito la situazione, spiegandole dello schiacciamento del retto e della vescica ed il perchè del dolore alla coleciste e delle gambe gonfie. Anche lei però le confermato la necessità di un intervento di isterectomia, prospettando anche la rimozione delle ovaie, che per assurdo stanno benissimo.

Certo è, che non ce la faccio più, oggi ho spostato un vaso e mi sono bloccata con dolori forti dietro il basso della schiena, la pancia e le gambe.

Non sono grossissimi i miei fibromi – miomi, arrivano a 5 – 6 cm. sia intramurali che sottosierosi. Ho il collo dell’utero deformato e ingrossato da queste cose. La dottoressa diceva proprio che il fatto che sono all esterno danno più problemi.

Ho letto nel tuo libro del dott. Camanni, vorrei fare una visita anche da lui.
Ci pensavo proprio l’altro ieri. Appena possibile cercherò di chiamarlo, devo far passare però un attimo di tempo, perchè, dopo la visita allo Ieo e quanto mi è costata, non posso farla adesso, purtroppo.
I miei familiari mi continuano a dire, che forse non ne vale la pena continuare a spendere, per non fare una cosa che mi risolverebbe il problema del tutto. Io non sono d’accordo, io vorrei poter evitare questa operazione.

Anche io naturalmente penso che Loredana non debba arrendersi con l’isterectomia e spero con tanto il cuore trovi una strada diversa. Forza cara amica, siamo tutte con te!

Fibromi in gravidanza

Leggendo le vostre mail ho notato che spesso le indicazioni dei gincologi relativamente alla gestione dei fibromi in gravidanza sono discordanti. Ad alcune di voi è stato infatti consigliato di tentare una gravidanza nonostante la presenza di uno o più fibromi nell’utero, mentre i medici di altre hanno ritenuto la rimozione dei fibromi come condizione necessaria per provare ad avere un bambino.

Certo, il parere di questi medici sarà senz’altro stato influenzato da situazioni specifiche e da fattori come la dimensione e la posizione dei fibromi.

Ho però voluto provare a fare chiarezza su questa questione chiedendo al dr. Camanni delucidazioni in merito. Nel video che segue il dr. Camanni spiega perchè solo i fibromi sottomucosi e i fibromi intramurali molto grossi devono necessariamente essere rimossi. Gli altri, i piccoli fibromi intramurali e i fibromi sottosierosi, possono convivere con la gravidanza, senza causare problemi.

 

Le tecniche chirurgiche di intervento su un fibroma uterino

Le tecniche di intervento su un fibroma sono molte, e diverse, e di soliti il ginecolo ne propone una, piuttosto che un’altra, valutando la tipologia, la posizione e le dimensioni del fibroma (o, almeno così dovrebbe fare!).

Come spiega il dr. Camanni nel video che segue i fibromi si distinguono in:

  • Fibromi Sottomucosi, cioè interni all’utero. Possono essere rimossi in isteroscopia operativa.
  • Fibromi Intramurali, ovvero posizionati nella parete dell’utero. Sono rimuovibili in laparotomia o, preferibilmente, in mini laparotomia o in laparoscopia.
  • Fibromi Sottosierosi, cioè esterni all’utero. La tecnica più indicata per affrontarli è la culdotomia.

Tenete sempre conto di questa differenzazione e degli approcci possibili ai vostri fibromi e assicuratevi sempre che il vostro ginecologo vi stia consigliando la tecnica meno invasiva possibile!

 

 

Manuela e Barbara, embolizzate al San Camillo di Roma, hanno evitato l’isterectomia.

E’ con immensa soddisfazione e piacere che condivido la storia di Manuela e di Barbara, due ragazze che si sono felicemente embolizzate nell’ospedale San Camillo di Roma, dal Dott. Maurizio Morucci. Mentre Manuela veniva dimessa Barbara attendeva di essere ricoverata.

Condividendo lo stesso problema e lo stesso letto hanno anche condiviso la stessa vittoria.

Riporto la testimonianza di Manuela così come l’ha inviata.

Mi chiamo Manuela, ho 38 anni e sono stata embolizzata il 04/05/2017.
Un anno fa è iniziato il mio incubo.. A seguito di un lieve rigonfiamento sul lato sx del mio addome andai dal mio medico curante e trovai la sostituta, che senza visitarmi nemmeno troppo approfonditamente mi disse: “Corda colica infiammata, sei magra e si vede!” Sollevata che non fosse nulla di brutto iniziai la cura a base di fermenti lattici e per qualche giorno senza stare sempre con la mente alla mia pancia. Però non rientrava! Questo rigonfiamento non spariva! Tornai di nuovo dal mio medico curante, nel frattempo rientrato dalle ferie che mi fece fare un’eco addome in urgenza e dove mi venne detto: “Neo formazione ovale di cm 10 con vascolarizzazione sull’ovaio sx“.. Inutile dire che caddi nella disperazione più totale! Fortunatamente grazie ad una mia amica medico qualche giorno dopo feci una eco transvaginale dove finalmente venni a conoscenza del motivo del mio addome un po’ gonfio: FIBROMI. UTERO FIBROMATOSO. Erano 3, 2 posteriori intramurali sottosierosi di 8.5 cm e 3.5 cm ed 1 laterale peduncolato sottosieroso di 4.5 cm. La prima parola che come mi rivestii mi venne detta fu: TAGLIO. Se da un lato il fatto di non avere un cancro all’ovaio mi sollevò non poco, quello di tagliare iniziò ad agitarmi. Sentii altri parete ed addirittura arrivai a sentirmi dire: ISTERECTOMIA. Togliere l’utero a 38 anni. Andai nel panico e continuai la mia vita facendo finta di nulla, ma i fibromi crescevano e da un lieve rigonfiamento che era arrivai ad avere un vero e proprio bozzo sulla pancia che mi dava un gran senso di peso, ma fortunatamente nessuna emorragia. Non dormivo più serena, ero sempre lì a pensare a quelle cose estranee che crescevano dentro di me e quindi mi feci coraggio e grazie a Facebook (ogni tanto qualcosa di buono la fa), conobbi Antonella, anche lei embolizzata e tra l’altro in un ospedale e quindi senza dover spendere cifre da capogiro che io indubbiamente non mi sarei potuta permettere allo stato attuale delle cose. Ho conosciuto il mio angelo, il Dottor Maurizio Morucci due gg prima di essere operata. Nella sfiga, la fortuna ha voluto che saltò una chirurgia ad una sua collega e lui inserì subito me vista la mia situazione abbastanza urgente. Sono stata operata giovedì 4 Maggio alle 13. Non ero mai stata in un ospedale come paziente, ero terrorizzata e con la lacrima pronta ad esplodere.. Avevo tanta paura.. L’intervento è andato benissimo! Il Dottor Morucci è una persona straordinaria, una di quelle che ama il suo lavoro e mette a disposizione la sua bravura a tutti e senza riserve e se ci fossero tanti altri medici questo mondo farebbe meno schifo! Il suo staff è eccezionale, persone gentili che vedendo il mio stato emotivo molto provato hanno fatto di tutto per mettermi a mio agio. In camera operatoria il clima era sereno ed io ho seguito tutto l’intervento dall’inizio alla fine, col dottore che mi spiegava ogni minima cosa vedendo il mio grande interesse. Mi hanno riportato in camera alle 14.45, sveglia, cosciente e con un gran peso in meno sul cuore! Ora sono a casa e sto ricominciando a vivere senza più alcun brutto pensiero.. I dolori ci sono, ma sono sopportabili. Tra qualche giorno tornerò a fare tutte le mie cose. Spero che la mia storia possa aiutare quelle donne che stanno vivendo il mio stesso incubo a non arrendersi. Al diavolo quelli dal taglio facile che per far prima vogliono togliere l’utero per forza, non pensando al forte trauma che una donna può subire! Concludo ringraziando ancora il Dottor Morucci ed il suo meraviglioso staff del San Camillo di Roma.

Mentre Manuela veniva dimessa, Barbara aspettava di essere ricoverata.

Barbara aveva trascorso almeno sette mesi con forti emorragie, era sopravvisuta, nel vero senso del termine, grazie al Tranex che, però, non poteva essere la soluzione definitiva al suo problema. Sofferente per il tanto sangue perso, decisa a non rinunciare al suo utero, le era stata proposta l’assunzione di Esmya, farmaco, però, anch’esso non risolutivo e dagli esiti incerti. Per puro caso ha scoperto l’esistenza dell’embolizzazione uterina al San Camillo di Roma e subito ha preso contatti con il Dottor Morucci.

Dopo essersi embolizzata anche Barbara è tornata a casa, felice di non sanguinare più come prima e certa che ora, per lei, inizia una nuova vita.

Buona vita a tutte e due!