Gravidanza dopo una laparotomia: Anna cerca testimonianze

E’ così tanto tempo che non scrivo! Il blog mi è mancato tanto in questi mesi, ma davvero ho dovuto dare priorità ad una valangata di altre cose, come il lavoro e i bambini. E poi le volte in cui sono riuscita a ritagliarmi un po’ di tempo ho preferito dare rispondere alle vostre mail prima che magari trascorressero sei mesi da una vostra domanda ad una mia risposta (anche se in certi casi purtroppo è andata proprio così, ahimè).

Vorrei ricominciare a pubblicare le vostre email, anche se alcune di voi a quest’ora avranno, io mi auguro, già trovato risposta alle loro domande.

Anna cerca testimonianze riguardo esperienze di gravidanze dopo interventi in laparotomia. Io le ho raccontato la mia (tutti e due i miei bimbi sono nati dopo due interventi in laparotomia piuttosto invasivi). Chi ha voglia di condividere la propria e di incoraggiare la nostra amica?

Mi presento sono Anna, ho 38 anni e sto cercando da tempo una seconda gravidanza che non arriva, anzi si sono aggiunti durante la ricerca due aborti, in più mi accompagna in crescita un fibroma di 6 cm. Ho sentito vari ginecologi e ora mi sto affidando ad un ginecologo di Aosta che mi ha consigliato di toglierlo.
Un po’ di paura ed è per questo che scrivo qui per cercare confronto e il coraggio di farlo perchè forse è l’unica strada per tentare ancora e migliorare la mia salute. Dicono che la sua presenza di certo non aiuta una gravidanza e a lungo andare porta all’aumento della condizione di anemia.
Grazie intanto e leggo con piacere e conforto le vostre esperienze.
un saluto

Due mesi dopo..

Sono stata operata 15 giorni fa in laparotomia per togliere un mioma di 7 cm. Tanta paura per l’intervento ma a distanza di giorni ora sto un po’ meglio.. non è semplice come ogni intervento ma mi rendo conto che alla fine l’operazione era necessaria. Come potevo rimanere con  una bella pallina da tennis nell’utero? Come poteva non darmi noia? Oltre a flusso abbondanti, oltre all’anemia anche la probabilità che influenzasse la gravidanza!

Oggi sto meglio, certo è ancora presto ma mi sento contenta di aver affrontato la mia paura, anzi il mio terrore di fare un’operazione..spero che le cose possano risolversi e magari aiutarmi nella ricerca serena di un altro bimbo.

Qualcuno tra di voi ha avuto esperienze di gravidanze dopo l’intervento!?

Intanto ti ringrazio perché come avevo già detto ho trovato un confronto nel tuo sito e ho trovato informazioni che non avevo recepito da nessun altra parte.
Se anche la mia testimonianza può essere di aiuto ne sarei contenta.

Grandissima Anna che ha trovato il coraggio di affrontare le sue paure, cosa come sappiamo tutt’altro che banale. Un grosso augurio perchè il suo desiderio di diventare mamma per la seconda volta di avveri presto.

L’intervento di Cristina: la laparotomia e il post operatorio

Cristina ha 41 anni e mi ha scritto tempo fa per raccontarmi del suo fibroma di 10 cm. Quando mi ha scritto era seguita presso l’ospedale di Carate Brianza (MB) e li le avevano prospettato una miomectomia, in laparotomia o laparoscopia.

Il suo desiderio era quello di liberarsi del fibroma nel più breve tempo possibile per poter finalmente pensare ad una gravidanza. Mentre era alla ricerca di informazioni ha parlato al telefono con una ginecologa di Bergamo, amica di una sua amica..

Mi ha dato delle informazioni interessanti che penso possano interessare anche altre. Mi diceva che nel mio caso è più indicata la laparotomia, sia per le dimensioni del fibroma, sia perché il chirurgo riesce a lavorare meglio ad addome aperto, facendo una migliore sutura dell’utero. Nel lungo periodo, infatti, la laparoscopia ha creato problemi in particolare in chi -come me – cercava gravidanze future, perché il rischio di rottura dell’utero in gravidanza era più elevato in caso di laparoscopia. Riguardo le nuove tecnologie (embolizzazione e ultrasuoni) mi ha detto che non le conosceva bene, ma che anche in questo caso bisogna considerare che non si conoscono gli effetti nel lungo termine.

Mi ha poi consigliato alcuni colleghi della mia zona, citando in particolare il primario del San Gerardo di Monza, un ospedale dove – mi diceva – la chirurgia era fatta bene. Quando poi le ho citato la dott.ssa Locatelli, primario di Carate Brianza, mi ha risposto che la conosce ed è molto brava. “Sarebbe l’ideale” mi ha detto. Ho quindi cercato subito di prenotare una visita da lei, privatamente. Ho trovato posto subito. Mi ha fatto una buona impressione, è calma, pacata, attenta alla persona. Anche lei mi ha consigliato la laparotomia.Mi ha messo subito in lista d’attesa urgente, in modo da poter poi iniziare a cercare una gravidanza, passati i sei mesi dall’operazione. Mi ha detto che dovrebbero chiamarmi già da fine agosto e che mi opera lei.

A distanza di tre mesi, Cristina può festeggiare il suo lieto fine, e dedicarsi al suo progetto di maternità!

Le cose si sono evolute bene! Pubblica pure quello che ti racconto!

Le cose sono andate così: i primi di luglio ho prenotato una visita privata dal primario di ginecologia di Carate Brianza (MB), la dott.ssa Locatelli. E’ una dottoressa molto umana, pacata, ti mette a tuo agio. Me ne avevano parlato bene altre due ginecologhe, sia dal punto di vista umano che professionale e chirurgico. Dopo la visita, mi ha messo subito in lista d’attesa “urgente” per togliere il fibroma. Mi ha prospettato una laparotomia, anche per le dimensioni del fibroma (10 cm, intramurale sottosieroso).


A questo riguardo, qualche giorno prima avevo avuto un colloquio telefonico con una ginecologa che conoscevo, che mi ha confermato che la laparotomia è più adatta della laparoscopia soprattutto per le donne che progettano gravidanze future: il chirurgo infatti ha più possibilità di movimento nella sutura dell’utero, riesce a fare un lavoro più preciso e più resistente alla gravidanza successiva. E’ capitato infatti che si verificassero casi di rotture di utero a seguito di una laparoscopia. Sono stata chiamata dall’ospedale a metà agosto e il primo settembre ho fatto l’operazione. La mia paura più grande erano l’anestesia totale e l’intubazione, oltre a eventuali complicanze.


In realtà è andato tutto bene: ho tolto quasi 4 etti di fibroma e mi hanno fatto una sutura “a triplice strato”, adatta a chi vuole poi avere una gravidanza. Ho perso molto sangue, per questo mi hanno prescritto le pastiglie di ferro per un mese. Per colpa del Covid, non è stato possibile avere accanto nessuno per tutta la durata del ricovero, ma a dire il vero ero così stanca che non avrei voluto molta gente attorno.

Devo fare una piccola nota di disorganizzazione all’ospedale: durante il prericovero, mi avevano assicurato che avrebbero telefonato, a fine intervento, a mio marito per informarlo dell’esito dell’operazione. Invece non ha ricevuto nessuna chiamata, i miei familiari si sono preoccupati molto, tanto che alla fine mio marito si è presentato di persona in ospedale, piuttosto arrabbiato, e le infermiere lo hanno fatto entrare per qualche minuto. Anche la mia compagna di stanza si è arrangiata nell’avvisare a casa del suo stato di salute, nonostante avesse ricevuto le stesse rassicurazioni.

I primi giorni post operatori sono stati i più difficili: nausea, pancia gonfia, dolori… un po’ di sconforto nei primi momenti è da mettere in conto. Poi però sono riuscita ad alzarmi, a camminare, ad avere quel minimo di autonomia che ti fa pensare che d’ora in avanti andrà sempre meglio. I miglioramenti si sentono soprattutto quando si torna a casa: hai i tuoi spazi, i tuoi tempi, ti prendi cura di te e soprattutto riposi! Per una settimana ho fatto anche fatica a leggere: il cervello era sconnesso, forse ancora per effetto di anestesia e antidolorifici, facevo fatica a capire le frasi che leggevo. Poi mi sono ripresa.

Ora sono passati quasi due mesi dall’intervento: riesco a fare praticamente tutto, anche le camminate a passo sostenuto, sento un po’ di fastidio quando mi chino, faccio ancora fatica a mettere pantaloni stretti (mi fa male a premere la pancia) e quando cambia il tempo sento delle fitte alla ferita. Ho fatto la visita di controllo, la dottoressa mi ha autorizzato a riprendere la vita normale, perché è tutto a posto e non rischio di danneggiare l’utero.

Ho ancora “un salsicciotto gonfio” appena sopra la ferita, non so se andrà via… aspettiamo. La pancia comunque è più sgonfia, omogenea, la guardo e dico “adesso sì che mi riconosco!”. Il ciclo è tornato subito regolare e non ho più le perdite abbondanti di una volta.Da quando ho fatto l’ultima visita, mi sento libera, sollevata, più serena, pronta a riprendere la vita di sempre. Con qualche accortezza, con un po’ di attenzione alla ferita, che è una cerniera tra il passato e il futuro.

Questa convalescenza così lunga che richiede la laparotomia è un esercizio di pazienza: sai che le cose si sistemeranno, ma non devi avere fretta, devi accettare il miglioramento giorno dopo giorno, accogliere anche lo sconforto di quando pensi di essere tornata indietro, perché poi ti riprendi e stai meglio. Un ottimo esercizio per chi ha fretta. E’ come vivere un viaggio tappa dopo tappa, come leggere un libro una pagina per volta. Io ho tenuto un diario dove segnavo, giorno dopo giorno, per 6 settimane, come mi sentivo. Ho smesso dopo la visita di controllo. Mi è stato utile, per restare in contatto con me stessa e tenere traccia dei progressi o dei peggioramenti.

E tra 6 mesi (me lo ha detto la dottoressa), posso pensare ad una gravidanza. 
Spero che la mia esperienza possa essere utile anche ad altre donne… grazie per avermi dato la possibilità di condividerla! A presto!!!

Che bella la testimonianza di Cristina! Mi sono ritrovata molto in ciò che racconta riguardo il post operatorio. La convalescenza dopo un intervento in laparotomia è davvero, come dice lei, un esercizio di pazienza. Io, che ho fretta sempre in tutto, non avevo mai considerato questo punto di vista!

Cara Cristina, un gigantesco augurio, con tutto il cuore, per il tuo progetto di diventare mamma! Facciamo il tifo per te e aspettiamo aggiornamenti!

Dopo gli aborti causati dai fibromi, la laparotomia di Marianna

Eccolo il lieto fine di Marianna, che ha dovuto soffrire molto prima di arrivare all’intervento chirurgico. I suoi fibromi le hanno infatti causato, purtroppo, ben due aborti. Marianna non ha avuto molta scelta e si è infine sottoposta ad una laparotomia dutante la quale le hanno tolto ben 7 fibromi!

Ciao Eleonora ti scrivo per dirti che mi sono operata il 5 maggio laparotomia di ben 7 fibromi il più grande dei quali di 6 cm.

Il post operatorio è stato complicato solo le primissime ore post intervento, ma posso dire di esser stata bene da subito. Ho perso poco sangue non ho avuto bisogno di trasfusioni e il giorno dopo ero già in piedi da sola senza aiuto di nessuno. Sono stata dimessa in 4 giornata ma perché sono voluta restare io un giorno in più a causa di un mal di testa atroce che non mi ha fatto dormire due notti e in più avevo dolori alla spalla e gabbia toracica per via del tavolo operatorio. Ho sofferto più per quello devo ammetterlo.

La ferita a me ha fatto male pochissimo mi alzo benissimo già da subito e in casa faccio tutto moderatamente. Niente a che vedere con il cesareo che mi ha portato via la mia piccola a 22 settimane 8 mesi fa. Ora devo fare il controllo fra un mese, mi ha operato lo stesso dottore che ha operato Mirella, grazie a lei che mi ha indirizzata e incoraggiata, spero fra qualche mese di pensare ad una nuova gravidanza con la paura sempre con me perché chi ha vissuto un trauma del genere lo porta sulla pelle negli occhi nel cuore e in ogni organo.

Ora come ora è subentrata un po’ di paura che tutto possa succedere a me, soffro di ansia e anche a volte mi capita di avere attacchi di panico. Chissà quando questo finirà spero al più presto possibile perché ho solo 32 anni. Ad oggi io ho compiuto il primo passo, la mia parte il mio atto di amore l’ho fatto.

Care ragazze vorrei dirvi non abbiate paura affidatevi a mani esperte e pregate sempre un bacio.

Un augurio gigantesco, con tutto il cuore, alla nostra Marianna, perchè lei possa coronare presto il sogno di diventare mamma. Coraggio Marianna! Il peggio è passato e ora per te ci saranno solo tante cose belle. Ti abbracciamo forte e aspettiamo piene di speranza tue news!

Flavia cerca una gravidanza dopo la miomectomia laparotomica

Flavia ha bisogno di tutti i nostri incoraggiamenti! Dopo un intervento in miomectomia per la rimozione di fibromi, come molte di noi cerca una gravidanza. Ha tanta paura però che i suoi fibromi ricrescano prima che lei riesca a diventare mamma e ha bisogno di sapere che in molte siamo riuscite, dopo l’intervento, a intraprendere e portare avanti una gravidanza.

Ciao è da un po’che vi leggo, che leggo tutte queste storie e cerco il coraggio per scrivere ma adesso la paura, l’ansia e l’incertezza è così tanta che ho bisogno di sapere che tutto questo è normale, che passerà, che avrò il mio lieto fine…

..a gennaio 2017 ho iniziato delle cure per cercare di avere un figlio, si purtroppo io sono anovulatoria e le stimolazioni hanno fatto crescere il mio fibroma da 4 a 10 cm. A novembre inizio ad avere forti dolori al ventre, perdite e dolore al rene dx….corsa al pronto soccorso e me ne trovano un secondo di 3 cm. Per fortuna ho incontrato una dottoressa meravigliosa che mi opera subito. Ho subito una miomectomia laparotomica. Al risveglio la dottoressa mi ha detto che ero conciata abbastanza male ma per fortuna il post operatorio è stato sereno. Adesso ho ancora dolori nonostante siano passati tanti mesi ma ho paura.

Voglio un figlio non mi arrendo sto lottando e ho paura del crollo. Tra poco ricomincerò tutto e ho paura che ricompaiano, il terrore di un altro intervento. Odio questa ferita non riesco a vederla e non sopporto che il mio compagno la veda. Forse mi abituerò ma ora ho bisogno di una speranza; lo so che ogni donna reagisce diversamente ma sapere che altre donne hanno passato questo e hanno realizzato il sogno di diventare madre, non so, forse, mi darebbe coraggio, forse, mi toglierebbe questa rabbia, questo senso di impotenza come se fossi bloccata in un limbo in attesa di qualcosa… scusami la mia ancora non è una storia a lieto fine ma avevo bisogno che quello che è nella mia testa fosse impresso da qualche parte….che possa essere di aiuto a qualcuno perché per quanto io sia ansiosa, spaventata, sofferente non mollo perché i maledetti fibromi, come ormai li chiamiamo tutte, non possono togliermi il sorriso né il mio sogno più grande.

Flvia dice bene: i fibromi non posso toglierle il sorriso e sopratutto non possono toglierle il suo sogno più grande. Ha passato il peggio, ma ora deve essere positiva e di guardare al futuro con fiducia.
Come in molte ormai sapete, io ho avuto i miei bimbi dopo due laparotomie. Dopo il primo intervento guardavo la cicatrice e piangevo.. il mio pancino rovinato per sempre.. ora quella stessa cicatrice ha visto ben 4 tagli (due cesarei e due laparotomie) e mio marito dice che devo andarne orgogliosa.. è parte di me, della mia storia, del mio vissuto.

Forza Flavia! Siamo tutte con te, e non vediamo l’ora di poter festeggiare il tuo lieto fine con un bel fiocco nascita!

Mia cerca una gravidanza dopo la rimozione dei fibromi

Mia ha 34 anni e il suo sogno è quello di avere un bambino. Purtroppo la gravidanza tarda ad arrivare e Mila si sente piuttosto demoralizzata. Chi la circonda non capisce il suo stato d’animo e lei non riesce mai a sfogarsi come vorrebbe..

Cara Mia, noi siamo qua per questo!

Ciao sono mia ho 34 anni e sono stata operata all’utero, per asportare 7 fibromi, più di 4 anni e mezzo fa non so se considerare il periodo prima dell’intervento un “incubo” o quello che sto vivendo adesso.

Dopo aver accolto pareri da più ginecologi, i quali hanno sempre dato quasi la stessa diagnosi (l’utero adesso sta bene non ci sono reali motivi che possono impedire una gravidanza), io e mio marito abbiamo deciso di intraprendere il percorso di fecondazione assistita, sottoponendoci a tutti gli esami diagnostici previsti dal percorso per scongiurare qualunque altra forma di causa che porta all’infertilità di coppia. Ogni esito è stato negativo.

Quasi due mesi fa ho fatto la mia prima ICSI: andata male! Per quanto dovrei continuare a sperarci e riprovarci con un’altro tentativo di icsi, ho paura che per causa dell’intervento non riuscirò mai ad avere una gravidanza. Confesso che io e mio marito stiamo soffrendo molto per questa situazione perché andando avanti temiamo che questo sogno possa svanire per sempre e ritrovarci soli, e a volte pensiamo al futuro non come una famiglia ma solo come una coppia. Scrivo a voi perché non riesco mai a sfogarmi con qualcuno che possa capirmi realmente e magari darmi se c’è un pizzico di speranza che mi aiuti ad andare avanti in questo periodo in cui mi sento piuttosto triste ed è demoralizzata. Devo sorridere per quanto io abbia un costante bisogno di piangere.
Non voglio soffocare questo desiderio di maternità. Desideriamo tanto avere un bambino.

Mia è giovane e non c’è nessuna ragione per cui lei debba soffocare il suo sogno di maternità.
Immagino che le paure, i dubbi e i rimpianti siano molti, ma posso assicurarle che è pieno il mondo di donne che hanno affrontato gravidanze dopo la rimozione di fibromi quindi (pur non essendo io un medico, ci tengo a specificarlo) non credo che l’intervento abbia compromesso il suo utero.

Penso che Mia dovrebbe prima di tutto esporre questi dubbi al ginecologo e poi anche parlare con altre donne che si sono sottoposte a fecondazione per scoprire, magari, che è normale che non vada a buon fine il primo tentativo. Io su questa tematica non sono esperta perciò non posso essere molto utile, però sono certa che qualcuna tra voi saprà consigliare al meglio Mia.

Forza cara Mia! Continuare a credere nel tuo sogno e vedrai che tutto andrà per il meglio!