Anita in cerca di un’alternativa all’isterectomia

Anita ha quasi 40 anni, vive a Rovigo e convive da 10 anni con il problema dei fibromi.

Il primo fibroma

Nel 2005, all’età di 31 anni, ha subito il primo intervento di miomectomia in laparotomia: il consiglio del ginecologo era stato quello di affrontare il problema subito affichè lei fosse il prima possibile nelle condizioni di avere una gravidanza.
Il fibroma di Anita misurava 6 cm, la ripresa é stata buona e l’anno successive Anita è rimasta incinta e ha portato a termine la sua gravidanza senza alcun problema. A gennaio 2007, con taglio cesareo,  è nato il suo bellissimo bimbo.

 

Gli aborti e l’istmocele

Negli anni successivi Anita ha avuto diversi aborti spontanei nel primo trimestre di gestazione. Le ecografie però non evidenziavano fibromi e i medici le dicevano ogni volta che sono cose che succedono…
Nel 2012 il terzo, ed ultimo aborto: Anita scopre che il Maledetto era tornato.
Nel 2013 si reca da un ginecologo specializzato in isteroscopia per valutare la possibilità di rimuovere il fibroma in modo meno invasivo.

Gli esami evidenziano un istmocele (l’istmocele è una sacca interna che si forma  nell’utero in alcune donne che hanno partorito con il parto cesareo e che può causare forti dolori pelvici e difficoltà di concepire) che viene rettificato tramite isteroscopia operativa.
Al controllo successivo un’isteroscopia diagnostica  mostra un fibroma emergere in cavità uterina e dunque Anita si sottopone ad una nuova isteroscopia operativa per rimuoverlo.

I fibromi e l’isterectomia

A marzo di quest’anno la cavità uterina di Anita sembrava a posto ed era stato confermato “solo” un fibroma peduncolato esterno all’utero di 3,5 cm.  Purtroppo adesso questo fibroma è una palla di 9 cm e inoltre si sono formati altri due fibromi misuranti 4 cm.
Anita è tornata dal ginecologo che l’aveva operata nel 2005 che, naturalmente, le ha proposto di procedere con  l’isterectomia.
Anita però non ha voluto arrendersi a questa diagnosi e si è recata all’ospedale Niguarda di Milano, dove vengono praticati gli ultrasuoni focalizzati e anche l’embolizzazione. Qua le hanno proposto una miomectomia qualora lei desdierasse avere altri figli, altrimenti isterectomia, tutto per via laparoscopica.
Inoltre, prima di qualsiasi intervento. Anita dovrà sottoporsi ad esame istologico per escludere che il suo maledetto sia un sarcoma.
Anita stà passando davvero un brutto momento. Deve prendere una decisione e non sa cosa fare. Ha provato a chiedere quale siano gli aspetti negativi dell’isterectomia ma le hanno ovviamente (concedetemi la polemica) risposto che l’utero serve solo per avere dei figli o per sviluppare tumori e che, visto che il suo utero non funziona, è senz’altro meglio toglierlo.

I medici con cui ha parlato Anita le hanno detto che le donne che hanno lamentato disturbi dopo l’isterectomia sicuramente avevano scelto di intraprendere questa strada in maniera precipitosa e poco convinte (molto spesso, come sappiamo, non si tratta di una vera e propria “scelta”).
Anita giustamente si chiede: “Possibile che l’isterectomia sia la panacea di tutti i miei problemi?”.

Anita non si arrende!

Da tre mesi segue un’alimentazione vegana ed effettivamente è riuscita a ridurre alla grande i dolori che avevo durante il ciclo.
Anita è davvero arrabbiata ma ha voglia di riprendere in mano la sua vita e la sua serenità. La sua famiglia ha bisogno di lei.
Mi scrive (e riporto integralmente perchè ha sintetizzato alla perfezione uno dei concetti sui quali si fonda il mio blog): “Devo prendere delle decisioni ma mi sembra di non avere le informazioni adeguate per farlo, solo sentenze mediche standardizzate che dovrei assecondare senza tante domande.”.
In attesa della decisione di Anita le auguro con tutto il cuore di incontrare un medico capace davvero di prendere a cuore la sua situazione e di offrirle un parere professionale e sincero, non mosso da interessi secondari alla sua salute.
Cara Anita, dammi presto tue notizie!