La storia di Annalisa, dalle emoraggie alla laparoscopia

Il mio racconto ‘Un salto indietro nel passato‘ è stato lo spunto per alcune di voi per raccontarmi momenti dolorosi vissuti a causa dei maledetti fibromi. (Mi è venuta anche un’idea, tra l’altro, per una nuova rubrica qui sul blog, ma ve lo racconto un’altra volta).

Annalisa ha deciso di condividere con tutte voi uno dei suoi più grandi momenti di difficoltà e dolore..

Era novembre 2017. Ancora non ero sposata ed ero a casa dei miei genitori. Stavo preparando un esame molto importante e stressante da un bel pò di giorni. Mi arriva il ciclo preciso come al solito, e mentre ero seduta a studiare mi sento un forte calore mai sentito prima. Corro un bagno e vedo la mia prima emorragia. Caspita! mi dico tra me e me, ne parlo con mia mamma con molta tranquillità e associo questo evento allo stress e ansia che stavo subendo in quel periodo e infatti non ne parlo con la mia ginecologa.

Arriva dicembre, stress dell’esame passato, mi arriva nuovamente il ciclo con ulteriore emorragie!! E’ lì mi allarmo. Prendo un appuntamento con la mia ginecologa, racconto i due episodi. Mi fa una accurata visita dove riscontra un piccolo fibroma di 4 cm ( così lo definì). Mi prescrive la pillola anticoncenzionale al fine di tenere a bada le emorragie e nonostante la pillola le emorragie proseguono , fortunatamente avevo soltanto durante il ciclo mestruale.

Prosegue un calvario, una limitazione alla mia quotidianità. Ogni qualvolta avevo il ciclo non potevo uscire, andare a lavoro, andare al mare, vestirmi normale! ma completamente ridotta ad essere schiava del mio ciclo mestruale a soli 27 anni!!

Un episodio straziante e che non dimenticherò mai è stato quando inizia a frequentare un corso fuori dalla mia città. Proprio nel primo fine settimana di corso mentre preparavo la valigia eccolo che arriva il ciclo!! Panico totale. E ora??? come potevo affrontare il ciclo così lontana da casa! Prendo l’antiemorragico e parto. Arrivo a destinazione, vado in bagno e mi siedo per seguire la lezione.

Psicologicamente distrutta, deprivata dalla tranquillità di trascorrere insieme a due miei colleghi un corso tanto desiderato. Rimango seduta senza avere pause per un paio d’ore, danno la pausa e mi alzo dalla sedia, fiume di calore!!! Mi faccio seguire dalla mia collega, lei mi dice ‘tranquilla non sei sporca’, mi tocco e la mano piena di sangue! Entro in bagno, mi tremano le gambe …ero bianca come un cadavere e un forte mal di testa. Cerco di pulirmi il possibile, ero delusa amareggiata… mi fidavo del mio corpo e della mia forza, invece mi aveva abbandonata!
Torno in aula, con un fortissimo mal di testa continuo a seguire la lezione. Dopo un’ora torniamo nel b&b che ci ospitava, chiedo ai miei colleghi di cenare in casa e non uscire.

Il giorno dopo, passando la notte ad alzarmi dal letto e controllarmi poichè dormendo nel lettone con una mia collega non volevo che si ripresentasse l’inondazione con lei insieme, passo le 5 ore di lezione andando in bagno ogni 15 minuti, e una fra queste mi capita di veder tanto scorrere il sangue a piccoli pezzi che macchio il pavimento del bagno e le mie adorate scarpe blu!! Tento per quanto possibile di pulire il tutto e senza accorgermene rimane una macchia su una scarpa. Nel pomeriggio facciamo una passeggiata, ed una mia collega davanti ad un ragazzo mi fa notare la macchia!! fortunatamente non sembrava sangue ma olio di macchina, ma dentro di me volevo sprofondare!!! mi sentivo deprivata di
qualcosa.

Intanto scrivo alla mia ginecologa con molta rabbia, dicendole che non potevo più sopportare delle limitazioni quotidiane alla mia vita e che bisognava fare urgentemente qualcosa!! Anche perchè ero arrivata con le analisi del ferro al parametro pari a 2!, quando il minimo mi sembra sia 12 13.

Ulteriore visita, mi prescrive esmya per tre mesi..tentiamo! L’unica cosa positiva di esmya è stato che per 3 mesi non ho avuto il ciclo e quindi ho riprestinato un pò il ferro . Purtroppo con me esmya non ha funzionato, e il maledetto era cresciuto di ancora un cm arrivando a 5cm. Insisto molto, e arriviamo alla decisione dell’intervento per rimuoverlo. Laparatomia o laparascopia, il dilemma della ginecologa… intanto però sono in lista per l’intervento!
Chiamo un giorno si e uno no in ospedale per sollecitare il mio intervento. Insistendo anche con la mia ginecologa.

Mi chiamano dopo 20 giorni. Mi dicono cosa devo fare, quando andare. Nella mia mente tiro un sospiro, non pensavo al dolore ma a liberarmi del maledetto! Avviso a lavoro la mia assenza, dicendo di non preoccuparsi tempo 15 giorni e sarei rientrata, solo dopo ho capito il perchè della loro titubanza sulla mia tempistica!
Qualche giorno prima dell’intervento mi arriva il ciclo, ma mi tranquillizzano sul fatto che l’intervento si fa a prescindere dal ciclo in corso. Ovviamente ho emorragia anche in questo caso. Mi ricoverano lunedì 4 marzo con annesso ciclo, e il giorno del ricovero mi dicono che procederanno in laparascopia.

Io ero molto tranquilla, poco preoccupata e pochissima ansia. La notte non ho dormito bene, ma non per l’intervento ma perchè non ero nel mio letto.
Ore 8:00 ero pronta, ero la prima. In camera con me c’era una donna a cui dovevano rimuovere l’utero a causa dei maledetti, ci davamo forza a vicenda. Vado, non mi fecero vedere nessuno dei miei familiari, loro corsero giù in sala operatoria. Arrivo in sala operatoria, mi fanno una punturina e un infermiere mi dice scherzando ‘ ma cosa vuoi tu alle otto da noi’ con un sorriso, io ricambio il sorriso e non ricordo più nulla.

Mi sveglio dolorante, mi lamento del dolore alla pancia e vedo la mia famiglia intorno a me. Dormo dolorante a causa dell’anestesia. Ricordo poco di quei momenti anche perchè mi svegliavo e dormivo continuamente. Dopo un pò viene la ma ginecologa e mi dice che il maledetto era grosso, che ho perso molto sangue ma era andato tutto bene!! In ospedale mi hanno trattata benissimo (ai tempi d’oggi sembra un’eccezione).

Provo ad alzarmi il giorno dopo e sento una sensazione bruttissima, come se il mio corpo cedesse. Soffro di pressione
bassa dunque mi girava la testa tantissimo anche a causa della perdita di sangue ( e provenivo da un ciclo emorragico di pochi giorni prima). Piano piano mi alzai e passeggiavo perch’ mi serviva a fare aria.
Il dolore continua per più giorni ma con l’antidolorifico tende a scemare, non avevo fame e dovevo fare aria assolutamente. Mi viene un pò di tosse in quei giorni, e capite bene ogni colpo di tosse cosa sento alla pancia!! Rimango in ospedale 4 giorni tra alti e bassi… venerdì mi danno le dimissioni, un mese a casa! cosa??????? Per me era tantissimo, però mi serviva in tutti i sensi. In ospedale non ho mai pianto, e poche lamentele. Arrivo a casa venerdì, mi siedo sul divano mentre mio marito mi sale la valigia, mia mamma si siede con me e scoppio a piangere. La frase che ho detto ‘pensavo sarebbe stato più
semplice’. Tolgo dopo due giorni le maledette calze antitrombo che mi hanno torturata per giorni ma erano indispensabili.

Dopo una settimana torno in ospedale per togliere i punti, e la ginecologa mi sottolinea di attendere un annetto per una gravidanza, baaaam… tranvata in faccia! pensavo di meno! vabbè dal dolore che avevo provato il mio ultimo pensiero era una gravidanza in quel momento.
A casa inizio a guardare i miei tre buchi, e la mia pancia gonfia. La guardavo all’inizio e mi dicevo che non avrei mai pensato di sottopormi a tutto ciò. Confesso che per parecchi mesi non riuscivo a guardarmi le ferite, eppure le hanno fatte bene …però non era la mia pancia.

Passano i giorni e va sempre meglio. Torno a guidare, torno a lavoro e aspetto il mio primo ciclo senza il maledetto con ansia e paura. Eccolo, arriva…normale, con un flusso normale!!! Non ci credo, piango…aspetto anche il secondo, il terzo… torno alla mia vita!!

Purtroppo rimane la paura che possa ritornare, che si possa avere una recidiva… Però bisogna andare avanti, coltivare i propri sogni e i propri desideri. Questi episodi per me sono per le donne degli atti di violenza psicologica, ma ho voluto raccontare la mia storia, tralasciando tante cose ma scrivendo quelle essenziali, per dare una speranza e testimonianza che possiamo farcela e potete farcela!!

Il racconto di Annalisa riporta alla mente tanti ricordi dolori. Rileggendo le sue parole ho ripensato anche a quando sono tornata a casa dopo la prima laparotomia, a come mi sono sentita, a com’è stato vedere quell’enorme taglio sul mio pancino (non escludo di raccontarvelo nel dettaglio un giorno di questi).

Come scrive la nostra amica, poi bisogna andare avanti… perciò un abbraccio fortissimo alla nostra Annalisa e un gigantesco in bocca al lupo per il suo futuro.

Catia che ha deciso di curare il suo fibroma con l’agopuntura

Catia ha 39 anni e nel 2014 ha subito un intervento in laparotomia per la rimozione di un fibroma. Purtroppo nel tempo il fibroma è ritornato ed è stato causa, poco tempo fa, di un aborto gemellare che le ha causato tanta sofferenza. Il ginecologo le ha proposto una terapia che induca la menopausa per tre mesi (ipotizzo si tratti di Esmya) e poi un nuovo intervento chirurgico per la rimozione del fibroma.

Catia però sente di dover affrontare la situazione in modo diverso, questa volta, e cioè anche dal punto di vista emotivo, e si è rivolta ad un agopunturista..

Ciao sono Catia

Cercando informazioni/soluzioni in merito ai fibromi uterini mi sono imbattuta nella vostra pagina e nel vostro libro. La mia storia è questa.

Nel 2014 dopo la fine di una storia di 8 anni mi hanno scoperto il mio primo fibroma (intramurale), fino ad allora non sapevo neppure cosa fossero.

Avevo 34 anni, una storia finita da poco non mi preoccupavo di eventuali gravidanze; così quando mi dissero che dovevo toglierlo, visto i problemi emorragici che mi dava, non ebbi reazioni particolari e così nel 2015 affrontai l’intervento in laparatomia.

Oggi ho 39 anni, 40 ad aprile. Ho un compagno da due anni e un anno fa decidiamo di cercare un bambino.

Vado a fare una visita di controllo e mi dicono che ho un nuovo fibroma (inesistente fino a 6 mesi prima!) di circa 2,5 cm e che considerata la mia età, era meglio comunque che cercassi una gravidanza comunque. Il fibroma si trova nell’utero, ma il ginecologo fondamentalmente mi tranquillizza.

Dopo 10 mesi di ricerca rimango incinta , a settembre..scopro poi che la gravidanza è addirittura gemellare ma alla ottava settimana purtroppo devo fare un raschiamento. Quando mi dimettono mi dicono che il fibroma è arrivato a 5,8 cm , ma che non necessariamente è la causa dell’aborto interno.

Aspetto un mese dal raschiamento, nel frattempo cambio ginecologo (lo stesso che mi ha effettuato il raschiamento perché mi assicurano essere molto esperto di fibromi) ed effettuo la visita di controllo. Il fibroma è di circa 4 cm e si trova all’interno dell’utero. Il ginecologo mi mette davanti ad una decisione: operarmi o rischiare.

Mi dice in sostanza questo: hai 39 anni, un fibroma di 4 cm, se ti operi rischi di ricominciare a cercare una gravidanza quando ne avrai almeno 41. Secondo lui infatti dovrei affrontare una cura di 3 mesi per ridurre il fibroma in cui in sostanza mi metterebbe in menopausa, per poi affrontare uno o più interventi per la rimozione del fibroma.

In alternativa, sempre visto che ho 39 anni, cercare una gravidanza sapendo che rischio molto più di prima di avere un aborto.

Inutile dire che sono uscita davvero sconfortata e senza risposte.

Nella mia testa avevo un pensiero dominante: non voglio essere messa in menopausa e, soprattutto, penso che, come è già successo, mi opero e magari il fibroma si riforma subito dopo e sono d’accapo.

Non solo, ma dentro di me penso soprattutto che probabilmente questo fibroma è qualcosa che mi porto dietro, qualcosa di irrisolto, prima ancora che qualcosa di “medico”.

Ripenso al libro di medicina cinese che avevo letto nella vacanze estive, alla riflessologia da cui ero stata in estate…e inizio a guardare on line se qualcuno ha curato i fibromi tramite agopuntura o simili….e mi accorgo che molte donne hanno scelto questo approccio!

In una seduta con il mio psicologo parlo dell’esito della visita dal ginecologo e dei miei grossi dubbi..e gli racconto la mia visione, ovvero il fatto che io non lo considero una questione puramente medica, ma emotiva. Lui molto stupefatto e contento, mi indica un professionista che mi dice aver aiutato anche sua moglie e, per altri problemi, i suoi figli. Insomma una persona di cui mi dice fidarsi ciecamente.

Ecco che mi affido a questo agopunturista dove ho già fatto due sedute. Mi dice che questo blocco ha a che fare con mio padre, che possiamo trattarlo, possiamo farlo! Mi prescrive dei fiori di bach che sto attualmente prendendo.

E’ passato un mese e mezzo da quando ho iniziato questo trattamento, non so come finirà e sono spaventatissima in dei giorni. Ho paura di perdere ulteriormente tempo per la mia gravidanza, ho paura che poi il fibroma rimarrà e magari andrò incontro ad un altro aborto solo perché ho voluto fare di testa mia…a volte invece penso di avere scelto quello che sento più vicino al mio modo di sentire e interpretare l’animo umano.

A volte piango ripensando ai miei due gemelli che non ho potuto avere. Spero di tutto cuore di avere scelto la via giusta.

Grazie per la pagina face book e per la tua esperienza di vita, voglio leggere il tuo libro.

Un caro saluto

Catia

Pancia gonfia dopo la laparotomia: è normale?

Lucie ha subito da poco un intervento in laparotomia per l’asportazione di un fibroma.

I sintomi che mi hanno portato alla scoperta sono stati la pancia gonfia e un dolore fortissimo al retto durante il ciclo. Il dottore che mi doveva operare ha aspettato 7 mesi prima di farlo e mi ha chiamato solo per mia insistenza e il mio fibroma è cresciuto di ben 5 cm in questi mesi arrivando a 15.

Quello che la preoccupa adesso è un eccessivo gonfiore addominale: la sua pancia è infatti ancora molto gonfia. Il ginecologo le ha detto che si tratta solo di espellere dell’aria.

Salve , mi sono operata due mesi fa in laparotomia per asportare un fibroma di 15 cm sottosieroso esterno, che mi ha causato una pancia gonfia da farmi sembrare incinta di 4 mesi. Pensavo che dopo l’intervento la mia pancia sarebbe diminuita e invece dopo più di due mesi mi ritrovo a svegliarmi ogni mattina con la pancia super gonfia… sono stufa di questa condizione sembra non uscirne più. Ho preso molto peso durante i mesi di attesa per l’operazione e la ripresa sembra sempre più difficile e dura . Sono propria stufa vorrei stare bene dopo tanta sofferenza e imbarazzo . Vorrei sapere se ci sono altre che hanno vissuto il post operatorio come me e hanno consigli a riguardo.

Mi ricordo che anche la mia pancia dopo la mini laparotomia ci aveva messo molto a sgonfiarsi, ma non saprei dire quanto. Penso comunque più o meno due o tre settimane.

Qualcuna con un’esperienza di laparotomia recente può dare un parere o un consiglio a Lucie?

Elena alla ricerca di un ginecologo esperto in fibromi in Veneto

Elena mi ha scritto per chiedermi informazioni riguardo qualche medico esperto in fibromi che abbia una visione conservativa e che abbia esperienza con interventi chirurgici tipo in zona Pordenone/Udine/Treviso o eventualmente Verona.

Mi sono stati riscontrati due fibromi un paio di anni fa, tenuti sotto controllo ma negli ultimi sei mesi hanno subito una forte cresciate e aumento del numero .. il ginecologo che mi seguiva mi ha consigliato di miomectomia molto invasivo in laparotomia ma anche il mio medico di base me l’ha sconsigliato o comunque di valutare altre alternative in via isteroscopia o laparoscopica.

Purtroppo nella zona dove abito non riesco a trovare qualche nome di ginecologo/a che si occupi di questi interventi meno invasivi, cerco un consiglio a chi rivolgermi, in che ospedale recarmi in zona Pordenone/ Udine/Treviso eventualmente Padova/Verona.

Qualcuno può aiutare Elena?

Fibroma colliquato: Daniela si chiede se scegliere l’embolizzazione

Daniela combatte un fibroma intramurale ed ha bisogno dei vostri consigli. Il suo fibroma è colliquato e lei non sa se è possibile sottoporlo ad embolizzazione.

Ciao a tutte
Sono Daniela e ho 40 anni. Mi sono imbattuta nel tuo blog facendo ricerche online.
Ho letto alcune delle testimonianze e sapere che qualcun altro ha i tuoi stessi dubbi e percorre un cammino simile al tuo, mi ha molto rincuorato, ma soprattutto grazie a questo blog ho potuto conoscere informazioni utili.

Mi è stato diagnosticato circa 5 anni fa un mioma intramurale della parete posteriore dell’utero durante una normale visita ginecologica. All’epoca si trattava di un solo fibroma intramurale di neanche 2.0 cm, asintomatico, a parte pancia lievemente gonfia e minimi fastidi, che tenevamo semplicemente monitorato ogni anno.

Nell’ agosto 2018 misurava 2,30 cm colliquato nella parte centrale; mi trasferisco a Catania e qui cerco un ginecologo di fiducia. A marzo durante una visita ginecologica per disturbi nel ciclo mestruale il fibroma misura 4,4 cm e il ginecologo mi consiglia di levarlo nella prospettiva di una futura gravidanza. Ci penso un po’ superficialmente, ma sposto la cosa in avanti anche perché il ginecologo non mi convince in generale.
A Giugno prendo appuntamento con un altro ginecologo e durante l’ecografia il fibroma appare quasi completamente colliquato, mi consiglia di levarlo con urgenza in laparotomia perché teme un’infezione immediata. Alla mia domanda se fosse possibile toglierlo con metodiche meno invasive mi dice che non è possibile farlo nè in Isteroscopia perché si trova nella cavità posteriore dell’utero, nè in laparoscopia perché si spezzetterebbe il fibroma e serve prenderlo intero.
Dagli altri due consulti fatti risulterebbe la stessa cosa.

Ho chiamato il ginecologo che mi ha seguito nella città dove abitavo prima e mi ha consigliato di fare un rm con contrasto.
Qui non mi prospettano nessun esame diagnostico per inquadrare meglio la situazione, ma vogliono togliere il fibroma con urgenza perché colliquato.
Io sono preoccupata perché non che cosa fare, se sto sottovalutando troppo la cosa o la sto esagerando.

Ho letto dell’embolizzazione ma non consente la biopsia e mi sembra di capire che c’è qualche rischio per la fertilità (non ho ancora figli). I fibromi colliquati poi, potrebbero essere embolizzati? Durante la visita ginecologica è emerso che il fibroma sarebbe poco vascolarizzato, e dalle mie informazioni dovrebbe significare non preoccupante, ma anche che la via dell’embolizzazione risulterebbe poco utile. Ci terrei ad avere altri pareri medici per valutare il da farsi e un consiglio esperto da tutte voi.
Grazie a tutte voi!
Vi ringrazio di cuore

Anche il mio fibroma, come quello di Daniela, era colliquato . Non la sento spesso questa cosa della colliquazione .. diciamo che siamo casi più rari!! 🙂
Mi pare strano che non sia possibile procedere in isteroscopia almeno per fare una biopsia (io avevo fatto così) .. o il ginecologo non è abbastanza bravo in questa tecnica o, davvero, nel caso di Daniela è impossibile.
Riguardo la laparoscopia che spezzetta il fibroma invece avevo approfondito la questione in passato, chiedendo al dr Camilli.

Temo che troppo spesso la laparotomia sia la via più facile per chi non è abbastanza bravo in altre tecniche, o comunque ha convenienza nel procedere così, ahimè.