Fibroma colliquato: Daniela si chiede se scegliere l’embolizzazione

Daniela combatte un fibroma intramurale ed ha bisogno dei vostri consigli. Il suo fibroma è colliquato e lei non sa se è possibile sottoporlo ad embolizzazione.

Ciao a tutte
Sono Daniela e ho 40 anni. Mi sono imbattuta nel tuo blog facendo ricerche online.
Ho letto alcune delle testimonianze e sapere che qualcun altro ha i tuoi stessi dubbi e percorre un cammino simile al tuo, mi ha molto rincuorato, ma soprattutto grazie a questo blog ho potuto conoscere informazioni utili.

Mi è stato diagnosticato circa 5 anni fa un mioma intramurale della parete posteriore dell’utero durante una normale visita ginecologica. All’epoca si trattava di un solo fibroma intramurale di neanche 2.0 cm, asintomatico, a parte pancia lievemente gonfia e minimi fastidi, che tenevamo semplicemente monitorato ogni anno.

Nell’ agosto 2018 misurava 2,30 cm colliquato nella parte centrale; mi trasferisco a Catania e qui cerco un ginecologo di fiducia. A marzo durante una visita ginecologica per disturbi nel ciclo mestruale il fibroma misura 4,4 cm e il ginecologo mi consiglia di levarlo nella prospettiva di una futura gravidanza. Ci penso un po’ superficialmente, ma sposto la cosa in avanti anche perché il ginecologo non mi convince in generale.
A Giugno prendo appuntamento con un altro ginecologo e durante l’ecografia il fibroma appare quasi completamente colliquato, mi consiglia di levarlo con urgenza in laparotomia perché teme un’infezione immediata. Alla mia domanda se fosse possibile toglierlo con metodiche meno invasive mi dice che non è possibile farlo nè in Isteroscopia perché si trova nella cavità posteriore dell’utero, nè in laparoscopia perché si spezzetterebbe il fibroma e serve prenderlo intero.
Dagli altri due consulti fatti risulterebbe la stessa cosa.

Ho chiamato il ginecologo che mi ha seguito nella città dove abitavo prima e mi ha consigliato di fare un rm con contrasto.
Qui non mi prospettano nessun esame diagnostico per inquadrare meglio la situazione, ma vogliono togliere il fibroma con urgenza perché colliquato.
Io sono preoccupata perché non che cosa fare, se sto sottovalutando troppo la cosa o la sto esagerando.

Ho letto dell’embolizzazione ma non consente la biopsia e mi sembra di capire che c’è qualche rischio per la fertilità (non ho ancora figli). I fibromi colliquati poi, potrebbero essere embolizzati? Durante la visita ginecologica è emerso che il fibroma sarebbe poco vascolarizzato, e dalle mie informazioni dovrebbe significare non preoccupante, ma anche che la via dell’embolizzazione risulterebbe poco utile. Ci terrei ad avere altri pareri medici per valutare il da farsi e un consiglio esperto da tutte voi.
Grazie a tutte voi!
Vi ringrazio di cuore

Anche il mio fibroma, come quello di Daniela, era colliquato . Non la sento spesso questa cosa della colliquazione .. diciamo che siamo casi più rari!! 🙂
Mi pare strano che non sia possibile procedere in isteroscopia almeno per fare una biopsia (io avevo fatto così) .. o il ginecologo non è abbastanza bravo in questa tecnica o, davvero, nel caso di Daniela è impossibile.
Riguardo la laparoscopia che spezzetta il fibroma invece avevo approfondito la questione in passato, chiedendo al dr Camilli.

Temo che troppo spesso la laparotomia sia la via più facile per chi non è abbastanza bravo in altre tecniche, o comunque ha convenienza nel procedere così, ahimè.

La laparotomia di Antonella all’ospedale di Cuneo

Gli articoli con i vostri lieti fine sono sempre i migliori! Oggi è la volta di Antonella, che dopo una lunga ed estenuante attesa è finalmente stata operata per la rimozione del suo fibroma.

Antonella ha 42 anni e mi aveva scritto la prima volta a novembre 2018 per raccontarmi la sua storia. Aveva un fibroma di ben 10cm che premendo sull’uretra le causava coliche ed aveva paura che durante l’intervento il chirurgo decidesse di toglierle tutto l’utero. Per fortuna invece tutto si è risolto per il meglio!

 

L’intervento è andato alla grande, hanno tolto solo il fibroma grande 8-9cm e l’utero è salvo!!!!!

Mi hanno fatto l’epidurale perchè farmi la totale poi non sapevano se riuscivano a intubarmi visto che ho la bocca piccola, comunque non ho sentito nulla. Invece della laparoscopia mi hanno fatto una laparotomia, un taglio non troppo lungo, ma mi hanno dato parecchi punti interni e ciò mi spaventa un po, ho paura poi che se faccio qualche sforzo senza volerlo magari rischio qualche strappo interno, ma non ci voglio pensare.

Il post operatorio è stato un po traumatico ho vomitato parecchio ma mi hanno detto che meglio così ho smaltito più in fretta l’anestesia.

ma ora son a casa, tranquilla, piano piano recupero, ci vuole tempo ma ce la farò. Te che ci sei passata mi dici i tempi di ripresa effettivi??

A Cuneo saranno stati lunghi con l’attesa, ma son stata benissimo, le infermiere bravissime, simpatiche, brave e sempre a disposizione per tutto, i chirurghi son venuti tutti e due a guardarmi, una dottoressa subito venuta a parlarmi non appena son arrivata in camera, l’altro alla sera è venuto a visitarmi.

Son stata felicissima e contentissima per tutto e grazie anche a te che mi hai ascoltato nei miei lunghi drammi, ma son andata tranquilla e serena all’intervento.

Ora per tre settimane riposo poi poco per volta e fra 2 mesi andrò al controllo, l’unico accorgimento andarci piano col lavoro (visto che ho un’azienda agricola devo fare molta attenzione) e mi hanno chiaramente detto di aspettare almeno un anno prima di cercare una gravidanza.

E’ andata bene, son felice!!!!

Antonella è stata operata a fine giugno. Poco tempo fa mi ha scritto per raccontarmi che la sua ripresa procede alla grande!

.. la mia ripresa ormai è avviata al meglio dopo un mese e mezzo sto decisamente meglio, a parte sforzi eccessivamente pesanti come sollevare cose pesanti per il momento lo evito ancora, ma il lavoro l’ho ripreso del tutto a pieno regime.
La pancia ha ancora qualche dolore e sopra e sotto il taglio è ancora un pezzo di legno molto duro, ma credo ci vorrà ancora qualche mesetto perchè torni quasi normale, sto mettendo il bio-oil sulla cicatrice e sulla pancia, perchè ho chiesto alla mia farmacista e mi ha detto che per la parte interna non ce molto da mettere per far andare via l’ematoma sotto se non il tempo, ma se hai consigli da darmi a riguardo son ben accetti……
Come ho scritto ad Antonella, più il tempo passa e meglio andrà la ferita. La cicatrice anzi.
Le ho consigliato di di massaggiarla molto. Io ci ho provato per un po’ ma dentro è rimasta cmq un po’ dura e a volte mi fa male, con piccole fitte, ma come vengono poi vanno, ormai nn ci faccio più caso!
Cara Antonella, buona nuova vita senza Maledetto Fibroma!

Gloria terrorizzata dalla laparotomia cui dovrà sottoporsi

Gloria ha 36 anni, abita a Roma e a breve dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico in laparotomia per la rimozione di alcuni fibromi, il più grosso dei quali di 5cm. E’ molto spaventata all’idea dell’intervento e ha bisogno di tutto il nostro supporto!

Ciao!

Ti Scrivo perché sono terrorizzata dall’intervento che dovrò fare tra un mese per rimuovere il fibroma di oltre 5 cm e gli i diversi altri presenti.
Il dottore mi ha detto che non potrà farmi la laparoscopia appunto per la quantità degli stessi.
Non sono mai stata operata, e ho molta..tanta paura.
Mi chiedevo poi, se un domani avrò un figlio..dovrò necessariamente effettuare il cesareo?
A partire dall’anestesia.. ho il terrore. Help me!

Ho scritto a Gloria che è normale avere paura! Siamo umane, dobbiamo affrontare situazioni che non conosciamo … è davvero “giusto” avere paura! Quello che però Gloria può fare è “prepararsi” a questo intervento sapendo bene a cosa va incontro e come si svolgerà il tutto.

Per quel che riguarda il discorso del parto dopo la laparotomia ho risposto a Gloria che non è detto che debba essere per forza cesareo .. dipende un po’ dalla situazione dell’utero, da quanto tempo passerà e dal parere del suo ginecolo. Diciamo che c’è un’altra probabilità ma non è detto. Esiste poi tutta una scuola di pensiero sul parto naturale dopo un cesareo (o dopo un intervento), perciò il mio consiglio è senz’altro di pensare una cosa alla volta .. al parto potrà pensare dopo!

Qualcuna ha esperienza di parto naturale dopo un intervento in laparotomia?

Pancia gonfia dopo la laparotomia: Margherita si chiede se sia normale

Margherita ha subito da poco una laparotomia per la rimozione di ben 8 fibromi e mi ha scritto in preda ad alcuni dubbi sulla sua ferita, sulla pancia ancora molto gonfia e sul drenaggio.

Ciao,
mi chiamo Margherita e cercando informazioni su fibromi, laparatomie ecc mi sono imbattuta nel tuo blog e nella tua pagina Facebook.
Non riesco a trovare nessuno con cui confrontarmi su questa cosa, sono l’unica del mio giro ad aver affrontato un intervento così e per cui ho un po’ di dubbi.. e spero che tu riesca a darmi qualche info in più.
Sono stata operata il 20 febbraio in laparotomia e mi hanno asportato ben 8 fibromi.. 2 identici uno di fianco all’altro di 6 cm ognuno e vari intorno. Ho avuto 5 giorni di degenza in ospedale, ho dovuto tenere il drenaggio per 4 giorni. Sofferto parecchio. Sono stata a casa dal lavoro un mese, ora ho ripreso ma non sono del tutto ok.

Volevo capire anche da te se fosse normale avere ancora la pancia gonfia. Ho la pancia gonfia e dura. Nel foro di uscita del drenaggio sento sotto come una pallina dura che man mano mi sembra che si stia rimpicciolendo.. per cui credo che sia tutto nella norma.
Ho provato a confrontarmi con il mio chirurgo ma non è mai abbastanza esaustivo nelle sue risposte e quasi mai reperibile.

Per cui ti chiedo.. è normale che dopo più di mese io abbia ancora la pancia gonfia? Sentirsi ancora affaticata? Sentire fastidio nella parte bassa della pancia.. sentire fastidio nella ferita del drenaggio? Io ho fastidio anche nell’inguine e dopo un po’ faccio fatica a rimanere seduta dal fastidio.. premetto che sono ancora in attesa che ricominci il ciclo.. dovevano iniziarmi il 28 febbraio..ma credo che visto l’intervento io l’abbia naturalmente saltato.

Ormai dovremmo esserci ma qua ancora non inizia nulla..
In più nella visita di controllo avuta un paio di settimane fa il chirurgo mi ha fatto vedere che ho ancora i punti interni e che ho un ovaio un po’ policistico e di conseguenza mi ha prescritto la pillola da prendere per 6 mesi senza interruzioni per far riposare l’ovaio… tutto ciò appena ricomincerà il ciclo.
ecco.. direi di aver esposto tutto… si parla molto sempre dell’operazione ecc .. ma non molto di quello che succede dopo secondo me…
Spero di non essere l’unica ad avere ancora questi problemi..

Ti ringrazio molto per la disponibilità.

Margherita

So che il gonfiore di Margherita è in diminuzione, che ha avuto il primo ciclo e che ha iniziato a prendere la pillola.
Le farebbe comunque sapere se ci sono altre donne che dopo l’intervento hanno riscontrato i suoi distubi. Qualcun’altra ha avuto un’esperienza simile?

 

Marilena che combatte il suo fibroma con la dieta dei gruppi sanguigni

Marilena ha 33 anni e ha già subito una laparotomia per la rimozione di 4 fibromi. Purtroppo però ha ancora un fibroma, difficile da togliere, e stà tentando di ridurlo con Esmya. Nel frattempo è diventata vegana e poi ha seguito la dieta dei gruppi sanguigni del dottor Mozzi.

Stà facendo tanti sacrifici per realizzare il suo grande desiderio di diventare mamma …

Da tempo seguo questo blog e ho letto tantissime storie che mi hanno colpito e lasciato con il magone alla gola.

Ho 33 anni e sei anni fa ho scoperto di avere un utero fibromatoso. Mi è crollato il mondo addosso. Da allora vivo con una sorta di ombra che mi segue, che mi fa sentire diversa dalle altre.

Ai tempi stavo con un ragazzo da tantissimi anni e appresa l’amaro notizia avrei anche preso la decisione di sposarmi, ma seppur lui capiva la mia situazione quel passo non è stato fatto. Ho continuato la mia vita cercando di informarmi su internet riguardo a cure alternative.

Così diventai vegana. Tutti increduli e stupidi della mia scelta (nessuno a parte le persone vicine a me sapeva il vero motivo della mia scelta). Tutte le occasioni conviviali erano diventate un peso. Mi sentivo diversa però guardavo il mio ragazzo e pensavo che quello sacrificio dovevo farlo anche per lui. Poi però dopo 15 anni quella storia è finita e mi sono ritrovata a 30 anni da sola a ricostruire la mia vita da zero e con l’orologio biologico che mi ricordava giorno dopo giorno che il mio tempo era più breve, che dovevo sbrigarmi.

Il ginecologo ha iniziato a chiedere a ogni visita se avessi un fidanzato perché il tempo non era con me. E purtroppo in tre anni mi sono imbattuta in storie senza senso lontane da quell’amore che sognavo che mi avrebbe potuto dare una delle cose più belle al mondo, un figlio. Lo scorso novembre ho dovuto subire una laparotomia con la quale mi hanno asportato quattro fibromi ma che mi ha lasciato un fibroma difficile per dimensioni e posizione da togliere.

Sono in cura con Esmya per sperare che si riduca per un nuovo intervento o che diventi così piccolo da evitare l’intervento al momento.

Nel frattempo ho iniziato la dieta dei gruppi sanguigni e anche qui mi sento catapultata in uno stress emotivo non indifferente. Quando il giorno dopo l’intervento il primario mi ha messo al corrente della situazione eri disperata. Ho pianto, mi sino chiesta molle volte il perché, perché a me? Pensavo che per il momento quella tanto attesa e temuta operazione fosse superata, invece si è affacciato l’incubo di dover rivivere di nuovo tutto. Allora tra le varie ricerche ho trovato online donne che curavano endometriosi, cisti, fibromi con la dieta dei gruppi sanguigni del dott. Mozzi. Ho richiesto una dieta personalizzata. Un sacrificio enorme: da più di due mesi ho eliminato zuccheri, cereali, caffè, frutta, dolci e non solo gli alimenti concessi variano in base al gruppo sanguigno. Inoltre assumo dei fitoterapici (salvia,calendula e ribes nero). Non so se tutti questi sacrifici avranno un senso, ma non ce la farei un giorno a dire potevo provarci.

Non vivo più come prima, non posso uscire per un aperitivo o un caffè con un’amica, non posso accettare un invito a cena, non posso coccolarmi con un dolce se la giornata è andata male. Mi sento una donna a metà e in un’eventuale relazione con un uomo provo un senso di colpa nel volerlo legare a me. Perché in fondo legarsi a me che posso offrire meno di un’altra donna? La paura che quando un eventuale compagno saprà potrebbe decidere di andare via mi fa stare male. Un carico emotivo che nessuno può capire. Mi sento sola in questa lotta contro il tempo, contro il destino che forse per me non è quello di diventare madre. Sola in una situazione in cui mi sento inerme. Da sola perché non riesco a immaginare un futuro come lo avevo sognato. Da sola perché vorrei avere anche solo la possibilità di provare e invece nemmeno posso. Da sola perché prego Dio tutte le notti ma sembra non ascoltarmi. Da sola, ma so che tante donne come me vivono questo incubo che solo chi vive può capire fino i fondo.

Un abbraccio a tutte. Marì.

Cara Marilena, complimenti per lo spirito di sacrificio e la determinazione con cui stai combattendo la tua battaglia. Non potrai che uscirne vittoriosa. Noi tutte siamo con te!