Antonella alla ricerca di un bravo ginecologo a Roma

Antonella abita a Roma e ci ha scritto perchè è alla ricerca di un bravo ginecologo che possa consigliarle al meglio come affrontare i suoi 4 fibromi e una cisti ovarica:
  • Mioma fundico intramurale 9x11mm
  • Mioma Posteriore intramurale 12x7mm
  • Mioma Posteriore sottosieroso 17x15mm
  • Mioma Anteriore intramurale 18x13mm
  • Formazione ovarica dx 16x12mm
Nel 2015 Antonella è stata operata all’ospedale San Carlo per un un mioma sottosieroso ed un polipo. Poi ha cambiato medico ed il suo nuovo ginecologo le consiglia di aspettare e vedere come si evolve la situazione. Si è anche sottoposta a terapia con Esmya, affontandone due cicli, senza ottenere miglioramenti, ma solo molti effetti collaterali dovuti al farmaco.
I fibromi di Antonella sono davvero piccoli ma probabilmente sono messi in posizioni tali da causarle dolori sia prima che durante il ciclo.
Qualcuna di voi può consigliare ad Antonella un bravo ginecologo a Roma, magari esperto in isteroscopia?

Giovanna e il suo utero fibromatoso

Giovanna è un’insegnante, ha 50 anni e un utero fibromatoso con un mioma intramurale, uno sottomucoso ed uno sottosieroso di diverse misure.

Si è rivolta a diversi ginecologi e tutti le hanno consigliato di sottoporsi a isterectomia, ma lei ha paura degli interventi chirurgici e conto moltissimo di risolvere tutto con la menopausa. Nel frattempo, per fermare gli incontenibili flussi mestruali e i dolori , ho intrapreso la cura con Esmya , terminata il 7 di gennaio scorso. Fortunatamente i fibromi si sono ridotti considerevolmente.

I dolori pelvici, però, anche se in misura ridotta, non la lasciano in pace. A breve dovrà iniziare il secondo ciclo di Esmya ma è un po’ preoccupata. Giovanni inizia infatti a pensare che i dolori possano essere dovuti al fatto che il suo utero è fibromatoso e questo aspetto Esmya non lo risolve.

Leggendo le varie esperienze sul mio blog Giovanna ha deciso di informarsi riguardo l’embolizzazione. Io l’ho messa in contatto con Claudia e lei ha già preso appuntamento con il dr. Lupattelli. In bocca al lupo cara Giovanna!

La mia miomectomia laparotomica

Ciao ragazze,

dopo otto mesi di calvario psico-fisico son giunta al termine della mia via crucis. Dopo due cicli di esmya ulipristal acetato che mi hanno bloccato il ciclo mestruale  (comportato tutti i sintomi degli effetti indesiderati)  l’8 marzo mi hanno messo in lista per l’operazione in laparotomia (il mioma si era ridotto da 12cm a 8-9cm in otto mesi) quindi diversamente non potevano operare. Ho fatto il grande passo, mi son operata all’Ospedale Universitario di Cona a Ferrara. Ospedale pulito e nuovo… tutto il personale del reparto dal primario ai dottori, dai neolaureati ai tutorandi, dagli infermieri agli oss, hanno un modus operandi di lavorare delicato e preparato, gentile e disponibile, paziente nel spiegare e farsi capire e mai arrogante o superbo.  Qualsiasi cosa stessero per farmi, me la spiegavano e rispondevano anche a domande più che ovvie di mia madre che per 5 gg è stata al capezzale come una madre apprensiva e amorosa sà fare. SANTE MAMME E CHI LE HA INVENTATE! SENZA DI LEI MI SAREI SENTITA PERSA!!!

Il personale ha avuto a che fare con mia madre quindi sono stati messi più che alla prova!!!  Sono stati  bravi hanno superato l’esame in ansiometria!!!

Per 5 giorni (da martedi 8 a sabato 12 gg che mi han dimessa) che son stata in reparto ho avuto un assistenza impeccabile dalle infermiere (alcune erano più simpatiche di altre ma ci sta!) alle oss (alcune pulivano meno di altre ma vabbè…) mia madre è riuscita a sostener tutte le notti perché in adozione in camera aveva la sua poltroncina (ogni camera aveva due letti e due poltroncine). Ogni mattina monitoravano pressione, febbre, tutto.

Ma ritorniamo all’intervento… entro in sala operatoria alle 15.30 circa, le gambe mi tremano, sto nel lettino e due omoni mi portano in sala operatoria… arrivata li trovo tutta l’equipe dietro le loro mascherine, sembrano tutti uguali  ma riconosco gli occhi del primario… rassicuranti, attenti, vigili, controlla l’operato della sua equipe… poi una voce mi distoglie e mi si presentano: l’infermiera e l’anestesista.  L’infermiera ha avuto l’ingrato compito di mettermi il catetere-sondina nel braccio, chiaro che ha fatto male ma il modo di come ha posto tale operazione è stata rassicurante e divertente.

Esordisce cosi: “Mia cara ragazza sei giovane 31 anni!!! Noi due saremo le ultime persone di cui ti ricorderai perché sentirai un pò di dolore poi di quel che ti faranno gli altri non saprai nulla!!! Che compito ingrato che ho!!!

Strano… ma ha saputo stemperare il terrore nei miei occhi e le lacrime che mi stavano per scoppiare dalle orbite.

Ma no. Mafalda torna in te, calmati … pensa che lì in cielo hai un babbo che ti protegge e  che c’è un amore fuori da questa sala che ti aspetta e che con te vuol creare l’amore più bello che una coppia possa fare: un figlio.

Un sorriso all’anestesista e bum… sonno.

Esco dalla sala alle 19.30  (4 ore di intervento contando anestesia e tutto) e di lì fino alle 10 del giorno seguente (mercoledì 9) non ricorderò nulla perché ovviamente imbottita di anestesia e morfina. Mercoledì pomeriggio vomito l’anima, e bevo tè per riprendermi. Giovedì e venerdì giornate tragiche e dolorose: per via del tavolo operatorio freddo e della sala operatoria gelida, il corpo stando fermo su quel tavolo in anestesia totale, al mio risveglio mi ha portato a sentire fitte intercostali destre e braccio dolorante per due giorni da non riuscir a star distesa nel letto e a riposare tranquillamente. Ma venerdì ripresa, i medici mi tolgono il drenaggio e il catetere. Sabato mattina mi dimettono dopo la visita ginecologica. Dimessa con 20 gg di prognosi, la sutura è stata fatta intra-epidermide quindi non dovrò togliere i punti perché si cicatrizzeranno e si dissolveranno nella ferita man mano che guarirà. Tra sei mesi dovrei fare una visita ginecologica ma io non voglio aspettar così tanto e a fine aprile andrò almeno a farmi un eco. Durante l’operazione mi hanno detto di aver trovato vicino al maledetto fibroma di 8-9cm  altri due miomi a che dall’eco sembrava tutt’uno ma non era così, che il mioma era intramurale inserito nel muscolo dell’utero, che non ha intaccato la cavità uterina (ecco perché non avevo emorragie o ciclo emorragico) e che essendo un utero tendenzialmente fibromatoso sicuramente se ne riformeranno altri quindi quanto prima, fra sei  mesi, devo subito iniziare a lavorare sulla tematica (bambino).

Mi son tolta un peso dal cuore.

Avevo il terrore di non poter fare un bambino, avevo il terrore che mi togliessero tutto.

 MA NON E’ STATO COSI’. 🙂

Ragazze tenete duro, lottate, non perdetevi d’animo mai, perché il maledetto si può sconfiggere… SI’! Si può debellare e si può sperare in una vita migliore lontano da dolori, cicli emorragici,  ansie, paure e confusione. Vi terrò aggiornate per fine mese e vedremo cosa avrà da dirmi la ginecologa. ORAMAI IL PEGGIO E’ PASSATO…  E…

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE.

BACI A TUTTE VOI, GUERRIERE.

Maffy84

Daniela, i suoi 9 fibromi e le 2 miomectomie

Daniela mia ha scritto la prima volta quasi un anno fa, ma io la sua storia l’avevo persa per strada .. Nonstante le sue parole mi abbiano profondamente toccata, e commossa anche, poi chissà come non ho più raccontato qui quello che le accadeva.

Presto Daniela sarà una delle redattrici del mio blog, perciò mi piacerebbe parlarvi di lei.

Daniela ha iniziato la sua mail così: “Cara Sconosciuta, ho appena finito di leggere il tuo blog. Mi sono sentita meno sola, ed ho sorriso” e subito ho sentito il mio cuore riempirsi di emozione. Proprio come è successo pochi giorni fa, quando ho letto le parole di Simona, un’altra delle “mie” nuove redattrici: “Vi ho cercato tanto, come gruppo che viveva o aveva vissuto ciò che vivo io… Quando vi ho trovato, ho scritto e sono stata bene a leggere le storie di altri e avrei voluto dire tante cose, ma poi non l’ho fatto” (ma questa è un’altra storia, e va la racconterò un’altra volta).
Daniela ha 33 anni e negli ultimi 3 anni ha subito due miomectomie.

La prima, per un mioma intramurale di 13 cm asportato in laparoscopia, con un post operatrio veramente duro. Daniela ha avuto una forte anemia, 3 ematomi sull’utero e una ripresa lentissima.  La seconda miomectomia, circa un anno fa, per l’asportazione di 8 miomi. Una sorprendente quantità di fibromi sparsi per tutto l’utero e presenti anche sulla vescica. Un paio erano fibromi peritoneali, a quanto pare più rari. Insomma, Daniela non si è fatta mancare proprio nulla!

Anche questo  secondo intervento è stato particolarmente doloroso. Durante le successive 48 ore Daniela ha detto cose insensate, ha sperato le togliessero l’utero, anzi l’ha proprio richiesto. Era terrorizzata dall’idea di dover ripetere tutto per la terza volta.
Poi però il tempo è passato. E il tempo, si sa, riesce sempre a sistemare tutto, o quasi.

Daniela non ha figli e averne, mi scrive, “significherebbe compiere una corsa contro il tempo“.  I maledetti si moltiplicano nel suo corpo alla velocità della luce, perciò lei non sa come potrebbe andare una gravidanza. La spaventa il voler quasi “forzare” la natura, le fa paura la possibilità che si formino nuovi fibromi durante la gravidanza, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero.
Nonstante questo dentro di sè sa che in qualche nodo troverebbe comunque la forza di sopportare altro malessere fisico, altro dolore, un altro intervento (un taglio cesareo). E qui apro una breve parantesi: una laparotomia per la rimozione di un fibroma e un taglio cesareo non hanno nulla a che vedere! Anche io, di fronte alla necessità di partorire col cesareo, ero terrorizzata dall’idea di rivivere ciò che avevo passato per l’asportazione del fibroma. La nascita di una bambino è sempre una specie di magia e lo stato d’animo di una donna in procinto di quest’evento è molto diverso dall’ansia che si prova prima di un intervento chirurgico. Non è questo il momento di approfondire .. ma sappiate che le due situazioni sono molto molto diverse, per fortuna!

Il ginecologo di Daniela, e chirurgo, è il suo unico punto di riferimento. Daniela con lui si sente al sicuro, e questa è già una gran fortuna,  ma spesso sente il bisogno di condividere il suo  peso con qualcuno che questa lotta ai fibromi l’ha vissuta, o la vive, sulla sua pelle. “Qualcuno che sappia cosa significhi avere un utero compromesso, addormentarsi in sala operatoria piene di
paura ma anche di tante speranze.”

Oggi Daniela non sa bene cosa vuole. Con un utero fibromatoso dovrebbe pensare ad avere un bambino nel più breve tempo possibile, ma come molte di voi sanno a volte non è così semplice. In testa si affollano così tanti pensieri e il ricordo di una grande sofferenza è sempre vivo e presente.

Per fortuna Daniela sa di non dover giustificare nessuna delle scelte che farà, o che non farà. E per questo io l’adoro!

 

Ilaria, gli aborti spontanei e la terapia con Esmya

Ilaria ha 37 anni, abita a Napoli e combatte da circa tre anni con il suo utero fibromatoso e con un mioma intramurale e per una porzione sottomucoso.

Anche se il suo fibroma non è tra i più grandi (misura tra i 2 e i 4 centimetri) le causa cicli abbondanti e spotting continuo. L’insofferenza di Ilaria nei confronti del suo maledetto fibroma deriva però, soprattutto, dal desiderio di una gravidanza che tarda ad arrivare .. o meglio che è anche arrivata ma che per ben due volte si è interrotta (seppur per  ragioni non dipendenti dai fibromi), costringendola a sottoporsi a due interventi di raschiamento.

In seguito alle analisi per la poliabortività, Ilaria ha scoperto di essere trombofiliaca, ossia di avere delle mutazioni genetiche che rendono il suo sangue più denso e più incline a coagularsi. Questo crea problemi in caso di gravidanza, in quanto il sangue rischia di non arrivare in modo corretto al feto. Nel caso di Ilaria poi, in cui alla trombofilia si aggiungono i miomi, la situazione si aggrava perchè i fibromi comprimono i vasi dell’utero in cui già il sangue scorre a fatica.

La terapia prospettata dai medici consiste in aspirinetta ed eparina ma ridurre il mioma più grande diventa in quest’ottica, secondo il ginecologo di Ilaria, indispensabile… Anche perchè ogni gravidanza iniziata  Ilaria ha riscontrato un aumento della grandezza del fibroma maggiore e la comparsa di altri mioma che fortunatamente tendono a regredire spontaneamente.

Durante la sua lotta Ilaria ha affrontato tre isteroscopie operative che però non sono state risolutive e un ciclo di tre mesi di menopausa farmacologica con Decapeptyl.

Ora si appresta ad iniziare un ciclo con Esmya per cercare di rendere l’utero più accogliente nel caso di gravidanza ed è un po’ preoccupata perchè la spaventano gli effetti collaterali, dal momento che la menopausa forzata con il Decapeptyl l’ha già messa a dura prova, soprattutto con le vampate di calore. Mi racconta infatti Ilaria di nottate di continui risvegli e grandi sudate subito seguite  da brividi di freddo..  diciamo che Esmya dovrebbe essere un po’ meno devastante!

Ilaria crede fermamente nella condivisione di esperienze tra donne e spera di rendersi utile anche lei in questo senso sulla base della sua esperienza. Io pubblico con piacere la sua storia e, in attesa di aggiornamenti a lieto fine, le mando un gigantesco in bocca al lupo.