Gloria terrorizzata dalla laparotomia cui dovrà sottoporsi

Gloria ha 36 anni, abita a Roma e a breve dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico in laparotomia per la rimozione di alcuni fibromi, il più grosso dei quali di 5cm. E’ molto spaventata all’idea dell’intervento e ha bisogno di tutto il nostro supporto!

Ciao!

Ti Scrivo perché sono terrorizzata dall’intervento che dovrò fare tra un mese per rimuovere il fibroma di oltre 5 cm e gli i diversi altri presenti.
Il dottore mi ha detto che non potrà farmi la laparoscopia appunto per la quantità degli stessi.
Non sono mai stata operata, e ho molta..tanta paura.
Mi chiedevo poi, se un domani avrò un figlio..dovrò necessariamente effettuare il cesareo?
A partire dall’anestesia.. ho il terrore. Help me!

Ho scritto a Gloria che è normale avere paura! Siamo umane, dobbiamo affrontare situazioni che non conosciamo … è davvero “giusto” avere paura! Quello che però Gloria può fare è “prepararsi” a questo intervento sapendo bene a cosa va incontro e come si svolgerà il tutto.

Per quel che riguarda il discorso del parto dopo la laparotomia ho risposto a Gloria che non è detto che debba essere per forza cesareo .. dipende un po’ dalla situazione dell’utero, da quanto tempo passerà e dal parere del suo ginecolo. Diciamo che c’è un’altra probabilità ma non è detto. Esiste poi tutta una scuola di pensiero sul parto naturale dopo un cesareo (o dopo un intervento), perciò il mio consiglio è senz’altro di pensare una cosa alla volta .. al parto potrà pensare dopo!

Qualcuna ha esperienza di parto naturale dopo un intervento in laparotomia?

Gli aborti di Marianna causati dai fibromi

Marianna abita a Napoli ed è alla ricerca di una gravidanza. Purtroppo i suoi fibromi le hanno causato due aborti e lei ora non sa se sottoporsi ad un intervento chirurgico per la rimozione dei fibromi oppure no.

Salve sono una ragazza della provincia di Napoli e sto passando i due anni piu brutti della mia vita.

Dopo sette mesi dal matrimonio al primo tentativo resto incintama alla eco si vede solo la camera e mi viene detto di avere un utero grande con fibromi.. io che non ne sapevo nulla… poi aborto senza rachiamento.. faccio un isteroscopia per capire se devo operarmi mi viene trovato uno in cavità che elimino. Ci riprovo quest anno dopo poco resto incinta. Inizia con diverse minacce di aborto attribuibili ai fibromi che sono tutti intramurali di cui il più grande sui 4 cm. Arrivo alla 22° settimana tutto sembrava rientrato dopo che mi accorgo d avere delle contrazioni e dolori schiena vado al ps con già sacco in vagina travaglio poi distacco placenta e cesareo. Un incubo!

Ora a parte che ancora non mi sono ripresa ho cambiato ginecologo mi appoggio ad un ospedale, e già sono in lista per l’intevento. Anche se il mo ginecologo vuole valutare se la cavità è libera di riprovare ma io sono terrorizzata e non so che fare, chi di voi ha questo problema?

Marianna al momento è in contatto con Mirella, che ha vissuto un’esperienza simile alla sua. Coraggio Marianna, vedrai che il tuo sogno di gravidanza diventerà presto realtà, bisogna solo trovare la “strada” giusta per te. Un grosso in bocca al lupo!

La rimozione dei fibromi di Federica in laparoscopia

Federica ha 39 anni, abita a Padova e si è appena sottoposta ad un intevento di laparoscopia per la rimozione dei fibromi.

Ci ha scritto per raccontarci la sua esperienza, che magari potrà essere utile a molte di voi, e per sottolineare che troppo spesso il problema dei fibromi viene sottovalutato perché considerato di serie B rispetto a disturbi più gravi, mentre invece i fibromi costituiscono comunque un problema invalidante per molte donne, e bisognerebbe parlarne molto molto di più .. be’ .. noi siamo qui per questo!

Ciao a tutte,
Mi chiamo Federica e ho 39 anni. Sono reduce da un intervento di laparoscopia per la rimozione dei fibromi che stavano rendendo la mia vita un inferno. Ne avevo tre, almeno, questo dicevano le ecografie, una volta aperto però, il chirurgo ne ha trovati ben otto.
Ho già due figli e non ho intenzione e di averne altri, mi avevano proposto l’isterectomia ma mi sono opposta fermamente perché a neanche 40 anni, non me la sento di rinunciare al mio utero.

La laparoscopia non è stata la passeggiata che tutti raccontano.
Forse perché ci sono arrivata senza essere seguita adeguatamente, ero stata messa in terapia con esmya per tre mesi in previsione dell’intervento e poi nulla per altri tre mesi, in cui hanno continuato a posticipare l’intervento per problemi tecnici e il mio ciclo è tornato e con lui la mia fortissima anemia. Sono arrivata all’intervento con un valore di emoglobina piuttosto basso e questo non mi ha aiutato, soprattutto nella ripresa.
Senza contare il digiuno prolungato a cui mi sono dovuta sottoporre, i clisteri e tutto il resto…sono arrivata sotto i ferri che ero già devastata. Per fortuna mi hanno effettuato delle flebo di ferro dal giorno successivo all’intervento, ma se dovessi tornare indietro, non trascurerei il fatto che una persona deve arrivare a quel punto adeguatamente preparata e fisicamente in forze.

Sono contenta di essermi operata, anche se temo le recidive perché con un utero come il mio, penso ci sia poco da cantar vittoria. Il mio fibroma piu grande era di quasi 7 cm, seguiva uno da 4, altri da 3 e altri da un paio di cm. Ora cercherò un ginecologo che mi segua e mi possa accompagnare in questo viaggio che temo non sia finito con la laparoscopia. Grazie per le preziose informazioni che date. Buona continuazione e buona battaglia.

Leggere le sofferenze di Federica mi ha fatto pensare al mio primo intervento in laparotomia e soprattutto al fatto che è necessario che il protocollo ERAS si diffonda sempre più, fino a diventare il normale modus operandi di tutti gli ospedali. Ragazze chiedetelo, pretendetelo anche, perchè ne va davvero del vostro benessere!

L’isteroscopia: chi ha delle domande in merito?

A breve potrò intervistare il dr. Antonio Accardi, esperto nella tecnica isteroscopica per la rimozione di fibromi uterini.

L’isteroscopiaè una tecnica endoscopica che permette di visualizzare direttamente il Canale Cervicale e la Cavità Uterina“. In pratica si tratta di un sistema di intervento sul fibroma che prevede l’accesso all’utero direttamente dalla vagina senza  tagli aggiuntivi.

E’ la modalità di intervento, tra l’altro, che mi hanno consigliato sia il dr. Napoli che il dr. Lupattelli dopo aver visionato la mia risonanza magnetica.

Viene svolta senza anestesia e promette risultati buoni senza dolori nè complicazioni.

Tra tutte le tecniche che ho preso in esame mi pare quella di più semplice attuazione, anche perchè in molti casi viene utilizzata a scopo diagnostico, e quindi non sempre o solo per intervenire con la rimozione dei fibromi. L’isteroscopia è sicuramente più conosciuta dell’embolizzazione, della culdotomia e degli ultrasuoni focalizzati, però a mio avviso non ancora abbastanza, perciò ho deciso di approfondire la mia consapevolezza in merito intervistando il dott. Accardi.

Il dott. Antonio Accardi è un ginecologo di Palermo che, assieme ad altri colleghi, ha pubblicato il portale www.isteroscopia.eu allo scopo di informare riguardo l’isteroscopia mettendo a disposizione di chi lo desidera le loro esperienze e conoscenze in merito.

Come ho già fatto in passato, chiedo quindi a tutte quelle che leggeranno il mio post se hanno qualche domanda riguardo l’intervento in isteriscopia. Sarò infatti ben lieta di rivolgerle al Dott. Accardi.

Qualsiasi domanda o curiosità in merito può essere publicata come commento di questo post.

Miriam, la laparoscopia e la ricerca di un bimbo

Miriam mi scrive da Modena e la sua è una storia di cicli dolorosi e di perdite abbondanti. Una storia che, purtroppo, io conosco molto bene.

Il Maledetto Fibroma vive con lei da molto tempo, piccolo all’inizio a man mano sempre più grosso, e Miriam convive con pazienza e coraggio con il suo dolore da anni. Dal momento che ha un fortissimo senso del dovere ha sempre preferito anche durante i giorni di ciclo andare a scuola, prima, e al lavoro, poi, imbottendosi di antidolororifici (nello specifico lei prende l’Antalgin).

Il suo ginecologo mi ha sempre detto che essendo, quella del fibroma, una patologia della sua famiglia, avrebbe dovuto aspettare di avere un bimbo per scoprire se il suo corpo cambiava e risolvere “naturalmente” il problema. Purtroppo però Miriam ha avuto in passato una grande delusione d’amore e non ha potuto realizzare subito il progetto di diventare mamma.

E’ un desiderio, quello della maternità, che Miriam coltiva da tanto tempo e finalmente ora ha trovato una persona con cui sarà presto possibile rendere il sogno realtà.

L’anno scorso un terrbile terremoto ha distrutto il paese di Miriam, Rovereto sulla Secchia, e i problemi che ciò ha comportato hanno fatto sì che passasse un annetto prima che lei potesse sottoporsi ad una nuova visita medica.

Ad ottobre scorso il ginecologo di Miriam le ha finalmente consigliato di togliere il Maledetto Fibroma e di approfittare dell’intervento per mettere un po’ di ordine nel suo utero. Oltre al fibroma, infatti, Miriam aveva qualche ciste un po’ “scomoda” e una piccola endometriosi. Si è deciso quindi di fare l’intervento tramite laparoscopia presso l’ospedale di Asiago in cui il Dr. Riccardo Rolli, il ginecologo di Miriam, è primario di ginecologia e ostetricia. Miriam si è trovata molto bene perché il personale si è dimostrato molto gentile e paziente e l’ha aiutata a passare più serena le ore pre e post operatorie. L’intervento è durato quasi 3 ore. Avendo Miriam già subito in passato altri 2 interventi chirurgici per calcoli renali il personale medico ha dovuto prestare molta attenzione per le aderenze nella zona utero/ovaie.

Ora Miriam sto molto meglio e finalmente da gennaio potrà iniziare a cercare un bimbo. E io incrocio le dita per lei e le auguro con tuto il cuore che il pargoletto tanto desiderato arrivi prestissimo!

Miriam desidera consigliare a tutte le Donne di fare almeno ogni anno i controlli dal ginecologo e di non avere paura di sottoporsi a questi interventi perché nella maggior parte dei casi possono essere la soluzione definitiva ai problemi.

Scrive sempre Donne con la “D” maiuscola come rafforzativo perché crede sempre di più che noi Donne siamo fortissime e che troviamo sempre la forza e lo spirito giusto per affrontare tutte le difficoltà della vita.

Mi scrive in un momento di forte entusiasmo e dalla sue parole trapela un meraviglioso ottimismo che sicuramente l’aiuterà a vivere con serenità quell’avventura così speciale che è la maternità.

Miriam mi abbraccia (abbraccio assolutamente ricambiato) e manda un grosso abbraccio anche a tutte le Donne che come me, e come lei, a testa alta combattono ogni giorno per sè e per la propria famiglia.

Soprattutto, Miriam, mi consiglia di informarmi riguardo una tecnica particolarmente innovativa per la rimozione dei fibromi, praticata dal suo ginecologo: la Culdotomia. Mi riservo di approfondire questo interessantissimo tema in uno dei prossimi post e ringrazio con tutto il cuore Miriam.