L’embolizzazione all’Ospedale Molinette di Torino di Clementina


Clementina si è sottoposta la settimana scorsa ad un intervento di embolizzazione presso l’Ospedale Molinette di Torino. E’ ancora in convalescenza e mi ha scritto per condividere con noi la sua testimonianza, e per offrirci qualche consiglio basato sulla sua esperienza.

 

Buongiorno, mi chiamo Clementina ed ho 43 anni. Nel 2010 ho subito un intervento in laparotomia per asportazione dei fibromi (3). Purtroppo negli anni se ne sono riformati 5 dandomi sempre più problemi, cicli a 20 giorni, metrorragie forti, dolori…

Dopo mesi di ricerche, grazie anche al vostro sito, ho deciso di informarmi sull’embolizzazione. Mi sono recata a Torino dal dott Gregori che, con il dott Muratore e il dott Gobbi, esegue questa tecnica alle Molinette di Torino. Dopo aver programmato l’intervento per settembre, sono poi passata d’urgenza al 15 maggio a causa di una metrorragia forte e dolorosa durata 19 giorni.

A pochi minuti dall’ingresso in sala operatoria l’intervento è stato rimandato al giorno successivo in quanto, essendo io soggetta allergica e dovendo assumere il liquido di contrasto per le radiografie interventiste, in sede di colloquio con l’anestesista del Sant’Anna (dove si fa la degenza) non mi era stata prescritta la profilassi antiallergica. Questo “disguido” oltre ad aver fatto slittare di un giorno l’intervento (mi avevano già posizionato il catetere epidurale), mi ha tolto la possibilità di essere operata dal dott Muratore, radiologo interventista del team, che il giorno dopo partiva per un convegno.

Sono stata operata il 16 maggio da un altro ottimo radiologo, intervento pare eseguito con successo alle Molinette (bisognerà attendere qualche mese per i risultati definitivi)!
Sono stata poi portata (da programma) all’Ospedale Ginecologico Sant’Anna per la degenza post operatoria. Qui purtroppo sono stata mal seguita nella fase di dolore post operatorio. La carenza di personale (e di un protocollo chiaro di intervento) ha dato luogo ad attese infinite, in fasi di dolore acuto, dei vari anestesisti di turno che erano sempre impegnati altrove (sala parto). Attese di 1 ora, a volte più, per ricevere l’autorizzazione e la somministrazione del “bolo” epidurale (anestetico+morfina) a sostegno dell’elastomero che a volte non bastava.
Il dolore dura pochi giorni (2-3) ma dev’essere gestito al meglio, io ho sofferto molto.

Consiglio a tutte le donne che vogliono sottoporsi a questa tecnica di informarsi bene non solo su chi esegue l’intervento (nel mio caso molto bravi) ma anche su come viene gestita l’importantissima fase post operatoria. Il dolore c’è e può essere di entità notevole, se gestito bene si affronta senza problemi. Il dott Gregori sta cercando di definire un protocollo chiaro di trattamento analgesico con gli anestesisti ma per ora non ci siamo…
Ora finalmente ne sono quasi fuori, spero mi dimettano domani, ho patito tanto, spero ne sia valsa la pena, ma vi assicuro che non è necessario patire così… non spaventatevi, solo informatevi bene sulle procedure post operatorie!

Un grosso in bocca al lupo a Clementina per la sua convalescenza, e tanti cari auguri per la sua salute.


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