Il grosso fibroma di Vanessa, che nessuno riusciva a diagnosticare


Vanessa mi ha scritto mentre ero in vacanza, per raccontarmi la sua bella storia. Vi lascio direttamente alle sue parole, e direi che non c’è bisogno di aggiungere altro!

Vanessa: pittrice, scrittrice, è una ragazza di 26 anni che vive a Colleferro, una cittadina a sud di Roma. Piccola ma tosta, dall’aspetto di una dolce bambolina, ma forte dentro (così dicono di lei), con determinazione e un pizzico di fortuna è riuscita a trovare la strada dell’embolizzazione e desidera raccontare la sua avventura.

“Ho un forte desiderio di raccontare la mia storia affinché un giorno qualsiasi ragazza come me che si trovi in questa spiacevole situazione possa essere informata, possa trovare un aiuto e un incoraggiamento per risolvere questo maledetto problema comune in molte donne.
Tutto è incominciato la sera della Vigilia di Capodanno. Mi sono recata al pronto soccorso della mia cittadina in quanto accusavo strani e fastidiosissimi dolori nella parte inferiore dell’addome da ben due giorni. Visto il periodo dell’influenza il mio medico di base mi aveva detto di prendere Buscopan e tutto sarebbe passato. Ne ho prese quattro, ma niente. Sono stata visitata dal medico di turno del PS (di cui sottolineo la professionalità, la gentilezza e lo ringrazio), il quale subito mi ha sottoposta a un’ecografia e a diversi esami del sangue, con successivo consulto ginecologico presso un altro ospedale.

Ho scoperto di avere un grosso fibroma di 10 cm all’interno dell’utero e tutti i valori dell’emocromo sballati! Non ho assolutamente mai avuto sintomi prima di allora! Non mi sono mai accorta di niente. È stato la sorpresa di Capodanno. Scoprirlo per me è stato come cadere dalle nuvole.
Diciamo che avrei potuto scoprirlo prima quando ho iniziato a sentirmi male… Ma facciamo un passo indietro.

Nel mese di Novembre dopo aver trascorso una piacevole serata al cinema con una mia amica e aver bevuto una cioccolata calda, durante la notte mentre dormivo ho avuto delle fortissime fitte intrecciate sotto la pancia e sono svenuta. Sono stata portata al pronto soccorso, dove una dottoressa mi ha “visitata” e non mi ha fatto nessun esame, dicendomi che il malessere era stato causato dalla cioccolata. Mi ha dimessa e mi ha consigliato di fare un elettroencefalogramma, una risonanza e una visita neurologica. Trascorro tutto il periodo precedente al Natale ad eseguire questi accertamenti, che mi sarei potuta benissimo risparmiare! Un dottore mi diceva che avevo la Sindrome di Stendhal, un altro mi ha detto che devo controllare i miei stati d’animo e lo stress e addirittura mi ha prescritto delle gocce antidepressive. Neanche fossi pazza!!! E così ho strappato la ricetta perché capivo che la causa del mio svenimento non era quella. Ogni tanto mi sentivo stanca e davano sempre colpa che studio troppo, che lavoro tanto. Ma negli ultimi mesi ho notato le mie mestruazioni un po’ abbondanti, nonostante ho sempre avuto il ciclo regolare. Non ho mai avuto alcun sintomo che poteva farmi pensare a un problema di tipo ginecologico.

Presa dalla disperazione e dal forte spavento dopo essere stata allarmata in ospedale, io e i miei non sapevamo cosa fare e dove andare visto che a Colleferro non c’è più nulla di Ginecologia. Così il giorno seguente chiamo mia zia a Roma che subito mi indirizza da una ginecologa. Mi viene fissato un appuntamento nel giro di una settimana. Mi reco in visita nello studio da questa luminare al centro di Roma e mi conferma la diagnosi: il fibroma è grandissimo e va tolto subito! Un bel taglio e si toglie. Forse avrei dovuto fare l’intervento in due volte. Ma sono piccola e devo salvare il mio utero se vorrò avere dei figli.

Il terrore e i pensieri dentro di me aumentavano sempre di più. Sentivo qualcosa di strano, che non dovevo fare ciò che mi veniva proposto. Qualcosa non mi convinceva, avevo molti dubbi. Non c’era più la serenità in me. Ero frastornata da mille domande. Mi chiedevo “Ma perché devo ritrovarmi un taglio così grosso nella pancia (con tutte le conseguenze) come si faceva cinquant’anni fa, con la Scienza avanzata di oggi? Sarei diventata una tela di Lucio Fontana!”

Nel frattempo ho dovuto posticipare la mia tesi di laurea in Accademia prevista a Marzo.
Pochi giorni dopo mi trovo a scuola a raccontare la mia storia alla mia professoressa che, molto disponibile e sempre cordiale, è comprensiva e mi mette in guardia sulle nuove tecniche di chirurgia mininvasiva. Io non capivo perché la ginecologa non mi aveva informata. Così con la pulce nell’orecchio mi metto a investigare su internet e trovo un mondo di informazioni. Solo da un disegno leggo la parola Embolizzazione che subito mi fa ritornare alla mente Eleonora, una mia amica di scuola che nei mesi scorsi ha fatto proprio questo tipo di intervento per lo stesso identico problema!
Decido con molta ostinazione di fare questa cosa. Riesco a reperire moltissime informazioni su internet riguardo questa tecnica e soprattutto tutti i suoi vantaggi!
Lei mi spiega tutto, mi incoraggia e mi manda dal mitico Dottor Morucci del San Camillo. Lo contatto telefonicamente e mi fissa un appuntamento nel giro di pochissimi giorni. Sono stata in visita da lui il 14 febbraio con gli esami che avevo fatto, gli racconto tutta la storia e lui mi mette subito in lista per l’intervento. Sembrava una cosa che andava per le lunghe. Poi ci siamo sentiti diverse volte, mi ha fatto fare gli altri esami. Ho fatto l’intervento il 15 Maggio! Ed eccomi qua, a distanza di poco più di un mese ho visto dei miglioramenti. Felicissima e grata al Dott. Morucci, un medico professionale, una persona amorevole e speciale, a tutta la sua equipe che lavorano ogni giorno con amore per il proprio lavoro, dedizione, istaurando un rapporto di empatia con i pazienti!

Nonostante abbia incontrato molta superficialità nei dottori precedenti, e anche quelli che spesso tendono a spingerti sul privato, ho trovato anche la professionalità e la sensibilità dei medici con tutto il personale dell’Ospedale San Camillo. Mi sono trovata veramente bene! In particolar modo ci tengo ad evidenziare l’efficienza delle Strutture Pubbliche!
Lascio tempo al tempo… attendo con molta pazienza i risultati effettivi nei prossimi mesi. È tornata la serenità e intanto volo alla tesi di Luglio…

Grazie alla mia amica, alla mia prof., ai dottori che mi hanno aiutata. Grazie ad Eleonora Manfrini che ha avuto la saggia idea di creare questa pagina e a tutta questa tecnologia, ai validi mezzi di comunicazione che permettono di divulgare tante informazioni, ci danno la possibilità di scrivere le nostre esperienze a quante più persone possibili.
Questo mio quadro nella foto, che intitolai A passo di danza, vuole essere un inno alla femminilità: siamo passi, tracce, storie, con la speranza di raccontare sempre tante storie di noi donne, di progredire facendo conoscere a tutti questa innovativa e validissima tecnica e ascoltare solo musica di gioia!”

Vanessa Flamini


Una risposta a "Il grosso fibroma di Vanessa, che nessuno riusciva a diagnosticare"

  1. Ciao Vanessa,
    mi rivedo moltissimo nella tua storia, quindi ti volevo chiedere come procede a quasi tre mesi dall’intervento…

    Grazie e…in bocca al lupo per tutto

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